29 luglio 2016

Recensione, SCRITTO NEL DESTINO di Terri Osburn

Buon-caldo-giorno! Oggi mi rivolgo solo alle lettrici, perché si parla, dopo tanto, di romance!
Sotto ho fatto anche una piccola premessa, non so perché, ma ogni volta che ne prendo in mano uno mi viene da pensare a come mi sono avvicinata a questo genere che in parte ha cambiato la mia "carriera" di lettrice.  Va be', potete anche saltare le prime righe e andare al sodo se non vi interessa, capita che diventi logorroica e non so nemmeno io il perché ^_^

Scritto nel Destino di Terri Osburn

 | AmazonCrossing, 2016 | pag.338 | € 9,99 | Anchor Island #1 |
A volte la soluzione migliore è quella che cercavi da sempre.
Beth Chandler ha passato tutta la vita tentando di compiacere gli altri. Ha studiato legge per far contenti i nonni. Ha acconsentito a sposare Lucas, il fidanzato maniaco del lavoro, per farlo felice. E, nonostante la fobia per le barche, è salita su un traghetto per conoscere i futuri suoceri e fare contenti anche loro.
Durante un attacco di panico in mare aperto, Beth incontra uno sconosciuto alto e attraente che placa le sue paure… e le fa battere il cuore allo stesso tempo. Ben presto Beth ha una nuova ragione per andare nel panico: il suo bellissimo salvatore dagli occhi azzurri altri non è che il fratello di Lucas, Joe. Ma lei non potrebbe mai lasciare il fidanzato… Anche se l’attenzione di Lucas è più concentrata sul diventare socio dello studio legale che sulla la loro relazione. E se Joe fosse tutto ciò che Beth non sapeva di aver sempre voluto?
Voto:

E finalmente eccomi qui, come promesso (mesi e mesi fa, ma meglio tardi che mai), a recensire un romance <3
Era da un po' che non mi addentravo in questo genere a me tanto caro, anzi, adesso che ci penso, credo di non avervi mai detto come mi ci sono approcciata, quindi faccio una piccolissima premessa.
Correva il lontanissimo 2002 (anno più, anno meno...) e stavo attraversando un momento davvero difficile, anche detto "blocco del lettore". Tra l'altro ero prossima alle ferie e non c'era un solo titolo tra quelli che avevo in casa che mi ispirasse a tal punto da volerlo infilare in valigia (ma questo mi capita anche adesso, come mera scusa per comprarne di nuovi).
Un bel giorno, mentre girovagavo perplessa tra gli scaffali del supermercato, mi cade l'occhio su Shanna di K.E. Woodiwiss, leggo la trama e penso "perché no? magari una storia d'amore potrebbe fare al caso mio...". Tenete conto che io fino a quel momento non avevo mai letto un romanzo rosa.
Vado quindi a casa e prima di infilarlo in valigia sfoglio un paio di pagine... tzè... un paio di pagine... il resto della storia credo sia facilmente intuibile. Libro finito in poche ore. Ovviamente sono subito corsa in libreria per comprare un altro romanzo di questa autrice che aveva risvegliato il mio lato romantico instillandomi un nuovo e insano bisogno!
Ecco, da lì non mi sono più fermata. Per un periodo non ho addirittura letto altro, poi ovviamente sono andata in overburning e ho ridimensionato nuovamente le mie priorità in fatto di romanzi.
Adesso un bel romance ogni tanto non me lo toglie nessuno, anzi tutta quella categoria di lettori che li denigra (senza tra l'altro averne mai letto uno!) urta fortemente il mio sistema nervoso #sapevatelo perché, miei cari, se un autore sa scrivere e se un romanzo è ben fatto, il genere di appartenenza è davvero l'ultima cosa da guardare. Ma questo l'avrò ripetuto migliaia di volte... se invece siete curiosi di sapere altro sul romance e su come la penso cliccate qui.

* * *

Detto questo veniamo al romanzo di oggi, Scritto nel Destino, un titolo pieno di adorabili cliché che rendono la lettura appagante quanto una vaschetta di gelato alla Nutella.
In questo caso abbiamo un bel triangolo e già che ci siamo cogliamo l'occasione per ripassare un po' di geometria 8)
Cateto a: Beth - giovane donna specializzata nel rendere felice il prossimo. Altruismo a gogò, una piccola fobia per l'acqua e un feeling non indifferente con gli animali pelosi.
Cateto b: Lucas - giovane uomo specializzato nel pensare solo ed esclusivamente al lavoro. Sulla carta d'identità, in segni particolari, è riportato "ambizioso".
Ipotenusa: Joe (non a caso si è beccato il lato più lungo ^_^) - giovane maschio (notare la differenza sostanziale con "uomo") specializzato nel non capire un tubo delle persone. Ha avuto una ex fidanzata con più acqua ossigenata in testa che cervello e considera Beth, ancor prima di vederla, una piccola arrampicatrice sociale. Ma noi amiamo i personaggi ottusi che poi si ricredono a suon di craniate contro al muro e chili di testosterone che gli circolano in corpo. Ahhh, quanto li amiamo!

La storia è molto semplice, Beth si reca ad Anchor Island per conoscere i futuri suoceri, ma poco dopo le presentazioni il suo promesso la molla lì, su un isolotto sperduto insieme a persone che non conosce, perché il lavoro - e lei dovrebbe saperlo senza fare quella faccia stupita! - viene prima di tutto, quindi se l'ufficio chiama non bisogna rispondere, ma correre!
Così anche Beth (insieme a noi) pensa bene di darsi alla geometria. Inizia calcolando l'area dell'isola, piccola, ma caratteristica e accogliente, per poi passare al perimetro di Joe... e cavolo, a guardarlo bene, è proprio un gran bel perimetro! Non perfetto come quello di Lucas, tutto rigore e disciplina, ma qualche imperfezione e una serie infinita di angoli da smussare sembrano una sfida fin troppo allettante. Una sfida a cui è meglio sottrarsi subito, prima che la faccenda diventi troppo pericolosa.
Infatti, nonostante i battibecchi e una sorta di immediata antipatia, è ovvio dalle primissime pagine che Joe e Beth sono perfetti l'uno per l'altra. Sono simili più di quanto credano, ma preferiscono mentire a loro stessi, un po' per salvare le apparenze, ma soprattutto per non ferire coloro che amano. Ma 1+1 fa sempre 2, e se la matematica non è un'opinione a volte anche l'amore non lo è.

Scritto nel Destino è un romanzo semplice, onesto (molto onesto), con personaggi incredibilmente umani vittime dei loro cuori traditori. Sinceramente preferisco le storie più tormentate, adoro crogiolarmi nel dramma che scorre a fiumi, ma non posso muovere nessuna critica all'autrice che ha saputo dar vita a una dolcissima commedia fatta di amicizia, amore e rispetto per la natura. Una storia in cui ogni formula matematica trova la sua logica applicazione. 
Sono però curiosissima di leggere Up to the Challenge, perché mentre Joe e Beth si innamorano delle loro similitudini, Lucas e Sid manderanno all'aria ogni regola, da quella geometrica all'euclidea. E insomma... gli opposti che si attraggono hanno un fascino tutto loro, credo sia indiscutibile.

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Nota: I commenti rilasciati a questo post, saranno visibili anche nella pagina del sito dedicata alla recensione.

26 luglio 2016

Le Uscite di Luglio 2016

Buongiorno a tutti dalla blogger più sfiancata del web!!!
Sono uno straccio. Uno zombie di Romero sembra appena uscito dall'estetista a confronto con me. Sto iniziando a risentire del caldo, ho la pressione sotto gli alluci dei piedi e invece di camminare striscio. Purtroppo il rientro dalle ferie è stato peggio del previsto, ma parliamo di libri che è meglio! Vediamo un po' cosa ci ha riservato di buono questo mese e cosa potreste portarvi sotto l'ombrellone ad agosto :)
Il post è più breve del solito, sono pochi i titoli che hanno destato il mio interesse e alcuni li ho messi più per dover di cronaca che per altro. Vedi Una Corsa nel Vento di Jojo Moyes; nonostante Io Prima di Te (post spoileroso) mi sia piaciuto, non mi ha fatto scattare quell'insano bisogno tipico di noi lettori di recuperare ogni singola opera di un autore, e poi di suo voglio prima leggere L'Ultima Lettera d'Amore.
Il romanzo che più mi ispira è Ti Lascio per non Perderti, sembra diverso dai soliti e spero solo che non mi riservi un finale spaccacuore... sono sensibile in questo periodo.
Continua poi la trilogia last policeman iniziata a giugno, la fine del mondo è sempre più vicina e io non mi sono ancora decisa ad affrontarla. A dire la verità non ho sentito pareri eccelsi riguardo al primo libro, quindi probabilmente procrastinerò ancora un po'.


Mondadori

 
| Una Corsa nel Vento di Jojo Moyes | Mondadori | 
Henri Lachapelle sta insegnando alla giovane nipote Sarah come sfidare la gravità insieme al suo cavallo, proprio come faceva lui mezzo secolo prima in Francia. Ma quando la tragedia irrompe, Sarah è lasciata sola a fronteggiarne le terribili conseguenze. In un altro angolo della città l'avvocato Natasha Macauley è costretta a dividere la casa con il suo carismatico ex marito. Quando la sua strada incrocia quella di Sarah, la vita sembra di nuovo offrirle una possibilità. Ma non sa che Sarah custodisce un segreto, in grado di cambiare per sempre le loro vite...
Dal 5 Luglio 2016.

Sperling & Kupfer

 
| Ti Lascio per non Perderti di Taylor Jenkis Reid |
Innamorarsi è la parte più facile di una relazione. Il difficile viene dopo.
Lo sanno bene Lauren e Ryan che, insieme da undici anni, non si sopportano più.
Dopo una storia d'amore romantica al college, una proposta di matrimonio mozzafiato e tanti progetti di vita comuni, proprio non si sanno spiegare come siano arrivati ad azzuffarsi per ogni cosa, dalle bollette alla cena, dall'assicurazione dell'auto al parcheggio.
Quando, poi, si rendono conto di preferire la compagnia del cane a quella del coniuge, non possono negarlo oltre: il loro matrimonio è in crisi.
Incapaci di stabilire se si amano ancora oppure no, Lauren e Ryan non hanno il coraggio di divorziare; perciò decidono di prendersi una pausa di riflessione.
Durata: un anno.
Regole: non vedersi e non sentirsi.
Per la prima volta da quando aveva diciannove anni, Lauren deve provare a vivere da sola, senza Ryan. Ed è terrorizzata, ma inaspettatamente anche libera.
In questo momento di grande incertezza, attorno a lei si stringe la sua famiglia ingombrante: la nonna sprint, sempre pronta a offrire ottimi consigli, la mamma folle innamorata dell'amore, la sorella single convinta, e il fratello che sta per convolare a nozze con una ragazza che ha messo incinta nel bagno di un aereo due minuti dopo averla incontrata.
Con il loro aiuto, Lauren inizia un viaggio alla riscoperta di sé e cerca di rimettersi in gioco, nella vita e in amore.
Ma dopo aver imparato a stare senza Ryan, avrà ancora senso tornare da lui?
Dal 15 Luglio 2016.

Garzanti

 
| La Strana Quadratura dei Sogni di Alex Capus | 
È l'inizio di novembre del 1924. Il lago di Zurigo scintilla d'argento nonostante la foschia mattutina. Il convoglio dell'Orient-Express diretto a Parigi sta arrivando in stazione; sull'ultima carrozza, accanto allo sportello aperto, siede una ragazzina bionda stretta in una coperta di lana, assorta nei suoi pensieri. Da una rampa di carico, un giovane seduto a guardare i treni le fa un cenno di saluto. Sul binario accanto sfila il rapido in partenza per Ginevra, dove un uomo dal viso abbronzato è appena salito con la sua valigia. La ragazza si chiama Laura D'Oriano, e il suo sogno è quello di fare la cantante. Il ragazzo è Felix Bloch, ha appena dato l'esame di maturità e sta per iscriversi alla facoltà di ingegneria, o almeno così vorrebbe la sua famiglia. L'uomo è Émile Gilliéron e in quella valigia, in una scatola di sigari, custodisce le ceneri del padre, famoso pittore. I tre non hanno nulla in comune, tranne il fatto che le loro vite sono destinate a essere straordinarie. Perché Laura diventerà una delle prime spie antifasciste, Felix un importante premio Nobel per la fisica, ed Émile uno dei più rinomati falsari di opere d'arte al mondo. Ma tutto è ancora imprevedibile in quella nebbiosa mattina di novembre, dove insieme alla bruma autunnale aleggiano le infinite possibilità della vita.
Dal 7 Luglio 2016.

Piemme

 
| Il Conto alla Rovescia di Ben H. Winters |
- the last policeman #2 -
77 giorni. È tutto ciò che resta alla nostra Terra per essere ancora quello che è sempre stata: un magnifico e contraddittorio calderone di vite, pensieri, ricordi, paure, ed errori. Gli errori di cui è da sempre a caccia il detective Hank Palace, il poliziotto più ostinato di Concord, New Hampshire, almeno finché non ha dovuto lasciare il suo posto. Perché ora che un asteroide sta per distruggere per sempre il nostro pianeta, sembra che il mestiere di poliziotto, come molti altri, non abbia più senso: in un mondo a fine corsa, importa ancora a qualcuno raddrizzare i torti e punire i colpevoli? Ma quando una vecchia amica gli chiede di ritrovare suo marito, convinta che non se ne sia andato di sua spontanea volontà, Hank capisce che se c'è una cosa che ha ancora senso è proprio quella: fare il suo lavoro. Perché anche in una società completamente disperata, ci sono cose che contano ancora.
Dal 19 Luglio 2016.

Fumetti & C.


Di Providence e Saga non dico nulla sulla trama essendo il secondo e sesto volume di una serie in corso. Il primo è comunque Alan Moore, una sorta di sicurezza per chi ama addentrarsi nel genere horror, invece di Saga vi ho parlato diverse volte soprattutto in questo post in cui mi sono espressa sui primi quattro albi.
Ritorno al Futuro invece doveva essere la vera novità di questo mese. Voi non sapete quanto ho fangirlato appena ho saputo che sarebbe uscito.
Si tratta di brevi storie che vanno a colmare le domande che i fan si sono fatti per anni dopo la visione del film tipo, Come si sono conosciuti Doc e Marty? Perché la macchina del tempo non ha funzionato bene dopo che ci è salito Biff? La vera figata è che le risposte arrivano proprio da Bob Gale, il mitico sceneggiatore del film. Ovvio che mi aspettassi qualcosa di assolutamente imperdibile. Invece - e qui mi tolgo subito il macignoo dalla scarpa - sono rimasta delusa. Le storie sono troppo brevi e alcune di una banalità imbarazzante come se fossero indirizzate a un pubblico di dodicenni, mentre lo sappiamo fin troppo bene, Back to the Future non ha un target, piace a tutte le età.
Pare che prossimamente usciranno albi con singole avventure più articolate e approfondite e confido su quelle. Per ora il mio è un malinconico NO.

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22 luglio 2016

COME FIDELIZZARE I LETTORI DI UN BLOG

Buonasera a tutti!
Oggi mi andava di fare un post un po' diverso dal solito, più per confrontarci che per dare reali consigli, in quanto non sempre mi riconosco in quello di cui vi sto per parlare.
Tempo fa (QUI) vi avevo detto quali piccole regole adottare per dare al vostro blog un buon impatto visivo (e non solo), oggi  - a distanza di quattro anni - ecco qualche trucco per fidelizzare i vostri lettori, ovvero per fare in modo che tornino a trovarvi.
Fa bene anche a me un piccolo ripassino e magari farò outing!


Aggiorna il blog. E con aggiornare non intendo un post al giorno, ma dei post il più possibile regolari. Nel caso stiate passando un periodo "no" avvisate i vostri lettori che pubblicherete in modo saltuario, idem, nel caso vi doveste assentare per un periodo, anche se breve, rendetelo noto. Il blog non è un diario segreto e condividere è la prima regola.

Rispondi ai commenti. Una cosa che proprio mi urta è quando commento un post - soprattutto se pongo una domanda - e nessuno mi fuma. Rispondere a un commento è 1) sinonimo di educazione 2) l'unico mezzo che abbiamo per aprire una conversazione o dare il via a un confronto.

Sii sempre te stesso. Può sembrare strano, ma anche nel mondo virtuale questo tipo di verità paga sempre. Non ha senso indossare maschere o darsi un tono per fingere di essere chissà chi, anzi, il blogger della porta accanto è più apprezzato di quello irraggiungibile.

Parla come magni. Quando ti rivolgi ai tuoi lettori non essere mai distaccato, chiacchiera come se fossero degli amici, poni domande, racconta qualcosa di te. Poco alla volta gli utenti torneranno perché nel tuo blog si sta bene, perché tu sei ok :)

Evita post troppo lunghi. C'è chi dice che post troppo lunghi non vengano quasi mai letti per intero e può essere anche vero,  la logorrea andrebbe sempre arginata, e anche le recensioni chilometriche ridimensionate. Come in tutte le cose ci sono le eccezioni, perché se avete una proprietà di linguaggio tale da ipnotizzare gli utenti parlate pure a ruota libera, ma in caso contrario contenetevi.

Crea una newsletter. Questo è un consiglio che danno tutti, ma io ragazzi non ce la posso fare. Sul sito la inviavo regolarmente, ma ultimamente sono diventata una specie di capra demente e ho smesso. Era diventata una cosa in più da fare e nell'ordine delle mie priorità era la meno importante. Probabilmente sbaglio. Probabilmente con una newsletter non dico che aumenterebbero il numero di "utenti unici", ma di sicuro il numero degli accessi. Va be'... ci lavorerò sopra e forse un giorno tornerò a fare la brava.

Attiva i social. Per sopperire alla mancanza di una newsletter inizia ad avere una vita parallela su Instagram, twitter, facebook, snapchat. Condivi i post non solo nei tuoi profili personali, ma anche nei vari gruppi letterari. Anche qui, mi riconfermo una gran capra. Tendo a condividere solo sui miei social e mai altrove. Voi come fate? No, perché... se siamo un gregge mi consolo ^_^

Vivi il blog come un passatempo e non come un lavoro. Parola d'ordine: take it easy. Prendendo le cose alla leggera tutto vi peserà di meno. Posterete con gioia e nel caso vi trovaste in ritardo sulla vostra personale tabella di marcia non ne farete un dramma. Un lit blog - salvo rari casi - non è un lavoro e serve per condividere la passione per la lettura.

Le domande di rito finali non sono cambiate a distanza di quattro anni.
Quali regole seguite nel vostro blog? 
E se non ne avete uno, cosa cercate in un blog?

19 luglio 2016

Recensione, Sette Minuti Dopo la Mezzanotte di Patrick Ness

Cari lettori, finalmente pubblico la recensione di questo gioiellino di libro che mi sono letta durante il viaggio che mi ha portato dall'Emilia Romagna alla Calabria. Sono arrivata a destinazione con un groppo in gola che non vi dico, ma sono felicissima di essermelo gustata al meglio, di averlo letto tutto d'un fiato e di averlo fatto mio pagina dopo pagina.
A questo punto attendo con ansia l'uscita del film.

Sette Minuti Dopo la Mezzanotte di Patrick Ness

| Mondadori, 2012 | pag. 222 | € 16,00 - € 10,00 |
Il mostro si presenta sette minuti dopo la mezzanotte. Proprio come fanno i mostri. Ma non è il mostro che Conor si aspettava. Il ragazzo si aspettava l'orribile incubo, quello che viene a trovarlo ogni notte da quando sua madre ha iniziato le cure mediche. Conor si aspettava l'entità fatta di tenebre, di vortici, di urla... No. Questo mostro è un po' diverso. È un albero. Antico e selvaggio. Antico come una storia perduta. Selvaggio come una storia indomabile. E vuole da Conor la cosa più pericolosa di tutte. La verità.




Voto:

Intorno a certe storie non si può girare intorno, è inutile, "la verità" è l'unica soluzione possibile.  
È questo che il MOSTRO cerca di insegnare al giovane Colin, un tredicenne che lotta quotidianamente contro la malattia della madre e la paura di perderla... ma è solo un momento, perché le cose si sistemeranno, lei si curerà e tutto tornerà come prima. Intanto lui pensa alla colazione, a far partire la lavatrice a buttare la spazzatura. Va a scuola, e quello è il momento più difficile dell'intera giornata. Da quando hanno saputo di sua madre nessuno lo guarda più, è come se improvvisamente fosse diventato invisibile; la maestra non lo interroga e non gli chiede i compiti, perché tanto lo giustificherebbe; i compagni non gli rivolgono una parola, perché non saprebbero cosa dirgli e l'unico momento in cui sente di esserci è quando i tre bulli della scuola se la prendono con lui.
A un quadro già non propriamente idilliaco un giorno si va ad aggiungere la nonna, che arriva per dare una mano, anche se... nessuno gliel'ha chiesta, lui e sua madre se la sono cavata sempre benissimo anche da soli. E poi dall'America ricompare suo padre, dopo averli abbandonati per ricostruirsi una nuova famiglia dall'altra parte dell'Oceano eccolo, tutto sorrisi, vane promesse e stupidi nomignoli con cui apostrofarlo.
Colin è sempre più esasperato. Nemmeno la notte gli è di conforto perché - o c'è l'INCUBO - o arriva il MOSTRO. Eppure non lo teme quel grande tasso che si sradica dal suolo assumendo, in un groviglio di rami e foglie, fattezze quasi umane; non lo teme nemmeno quando lo vede attraversare il piccolo cimitero, scende dalla collina e arriva alla finestra della sua camera.

Proprio non hai paura, vero?
- No. Non di te comunque.
Il mostro strinse gli occhi.
Ne avrai, disse. Prima della fine.

Il MOSTRO ha tre storie da raccontare. La quarta spetterà a Colin e dovrà essere la verità. Basta finzioni. Basta inganni. Basta bugie. 
Un romanzo delicatissimo e infinitamente commovente in cui la fantasia sovrasta la realtà, nascondendone in parte le brutture e le ipocrisie.
Mi ha ricordato Il Labirinto del Fauno perché dietro a una storia cupa, dark, dalle tinte quasi horror, si cela la vita, quella vera, che non fa sconti, non ha pietà, non guarda in faccia a nessuno. E il grande albero, dalle braccia nodose, con il suo caldo alito odoroso di terriccio, è una guida, un po' come i tre fantasmi del Natale di Dickens; lui mostra a Colin storie dai doppi risvolti in cui niente è come sembra, in cui spesso la verità è celata dall'egoismo, dall'invidia, dagli inganni, ma a fronte di una narrazione quasi surreale c'è una parabola profonda, veritiera, dura da digerire.
Sette Minuti Dopo la Mezzanotte doveva portare in copertina il nome di Siobhan Dowd (Il Mistero del London Eye, La Bambina Dimenticata dal Tempo), ma credo che l'autrice, scomparsa prematuramente, possa riposare sonni tranquilli; Patrick Ness, ha saputo dare identità a quei personaggi solo abbozzati, togliendo la polvere a un manoscritto che non poteva - non doveva - restare chiuso in un cassetto. Perché questa è una di quelle storie che fa del bene e del male allo stesso tempo. Da una parte ti mette le catene, dall'altra ti rende libero. 
Imperdibile l'edizione illustrata da Jim Kay (Harry Potter e la pietra filosofale) le cui chine rendono il tutto ancora più nero e opprimente, ma non fatevi fuorviare dal font macroscopico, dalla presenza di disegni e dalla classificazione standard che lo cataloga dai 12 anni in su. No. Patrick Ness racconta la storia di un tredicenne, imprigiona tra le pagine il suo dramma, la sua rabbia, i suoi incubi peggiori, ma in realtà è agli adulti che parla, perché se un bambino ha il potere di rifugiarsi nella fantasia, loro hanno il dovere di riportarlo alla vita vera. Quella vita che bisogna imparare a mordere e a prendere a calci, ma a cui capita di doversi anche arrendere.

Al cinema




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15 luglio 2016

Dal libro al film - prossimamente #1

Buongiorno a tutti! Oggi, post un po' diverso dal solito, perché ultimamente pensavo, vi capita mai di vedere il trailer di un film e scoprire solo a posteriori che è tratto da un libro?
Be', probabilmente ai lettori incalliti è difficili che sfugga un dettaglio del genere, ma credo che in ognuno di noi nasca l'insano bisogno di mettersi in pari prima di correre al cinema. E diciamocelo, ultimamente mica è facile, infatti i romanzi adattati al grande schermo sembrano crescere a dismisura, ma attenzione, non sempre vale la pena recuperare una copia cartacea, a volte potrebbe essere meglio godersi direttamente la trasposizione... o no?
Intanto vi dico cosa farò io ;)


A Monster Calls


Sette Minuti Dopo la Mezzanotte (A Monster Calls) va assolutamente letto e poi guardato. Questo libro è davvero un gioiellino e nonostante sia stato scritto da Patrick Ness, nasce da un'idea di Siobhan Dowd, autrice prematuramente scomparsa ma famosa per titoli come La Bambina Dimenticata dal Tempo e Il Mistero del London Eye entrambi nella mia wish list da tempo immemore.
In America il film uscirà il 14 Ottobre 2016 e non credo che riuscirò ad aspettare il doppiaggio 1) perché il romanzo è una piccola perla 2) perché alla regia c'è Juan Antonio Bayona di cui ho amato follemente (e disperatamente) The Orphanage.
Sento che questo film mi strapperà il cuore.



Miss Peregrine - La casa dei ragazzi speciali


Il primo libro di questa saga fantastica l'ho letteralmente a-do-ra-to (qui la mia recensione), e nonostante pare che Tim Burton si sia preso diverse libertà con la trasposizione, chi se ne frega, io mi fido di lui. Ciecamente.
Quindi mi raccomando, prima di andare al cinema comprate questo romanzo, tanto bello da leggere quanto da sfogliare e ammirare. Certo scoprire che Miss Peregrine è bel lontana dall'essere Eva Green sarà un duro colpo, ma lo supererete, ne sono certa.
P.S. Avete tempo fino al 15 Dicembre 2016.



Bridget Jones's Baby


I romanzi incentrati sulle sfighe amorose di Bridget Jones sono quattro ma in Italia ne sono stati tradotti solo tre, forse perché uno era uscito in America a scopo benefico e si sa, noi non facciamo niente per niente...
Riepilogando:
  1. Il diario di Bridget Jones
  2. Che pasticcio, Bridget Jones!
  3. Bridget Jones's Guide to Life - romanzo breve, inedito
  4. Bridget Jones, un amore di ragazzo 
Ho letto solo il primo romanzo, tutti ne parlavano, tutti osannavano questa protagonista in cui ci si potevano identificare con grande facilità, e ho voluto provare.
Risultato? No. Ma proprio no. Intanto nonostante io sia una rintronata cronica, ami affogare i dispiaceri nei barattoli di gelato, e lotti quotidianamente con la bilancia, non ho accalappiato un uomo come Colin Firth, quindi IDENTIFICAZIONE PARI A ZERO. E poi niente, non sono impazzita nemmeno per lo stile di Helen Fielding, ho letto libri decisamente più divertenti, però a una cosa questa lettura è servita: ho capito che il chick lit non è il mio genere.
Ma veniamo al film. Dopo le prime due trasposizioni, ecco la terza, "Bridget Jones's Baby" che di fatto però non è tratta da nessun libro. Sarò sintetica, anche perché non mi sono documentata molto, ma se ho capito bene questo film è antecedente al romanzo "Bridget Jones, un amore di ragazzo", romanzo che non ho voluto leggere, e posso solo dire PER FORTUNA! Se in un momento di totale follia l'avessi comprato (???) probabilmente l'avrei dato alle fiamme.
Perché? Se volete saperlo evidenziate qui di seguito: perché Darcy, l'unico personaggio degno di nota, SCHIATTA! Sì, avete capito bene. Crepa, muore, va all'altro mondo.
In ogni caso per ora pericolo scampato. In Bridget Jones's Baby, Bridget e Darcy hanno rotto, ma siccome lei single non ci sa stare (piange piange, poi trova sempre dei pezzi di manzo non indifferenti) si butta a pesce su Patrick Dempsey. Rendiamocene conto. Bridget Jones con Patrick Dempsey da una parte e Colin Firth dall'altra: fantascienza pura. Poi, come capirete dal trailer, scoprirà di essere incinta... ma di chi?
Per la cronaca io il 22 settembre non sarò al cinema.



Inferno


Dopo aver letto Angeli e Demoni (recensione) e Il Codice da Vinci (recensione), ho preferito mettere Dan Brown in stand by. Non che non mi siano piaciuti i suoi libri, sono scorrevoli, pieni di riferimenti storici (a volte inesatti... #nocommet), ma non mi lasciano mai a bocca aperta. Non riescono a stupirmi, solo a intrattenermi. Non è una cosa da poco, alcuni autori non sanno fare nemmeno quello, però credo che con Inferno passerò direttamente al film.
Tra l'altro questo sarebbe dovuto essere il quarto, ma la sceneggiatura de Il Simbolo Perduto è andata perduta a un certo punto è finita già per le scale di cantina e nessuno ha più voluto metterci le mani.
Però seguo il buon vecchio Richie Cunningham dai tempi di Happy Days, e non lo abbandonerò di certo adesso.



Animali fantastici e dove trovarli


Dubbio dubbioso. Che faccio? Leggo il libro (che tra l'altro conta meno di cento pagine) o passo direttamente al film?
Gli Animali fantastici: dove trovarli è ambientato circa settant'anni prima dell'arrivo di Harry Potter a Hogwarts e racconta le avventure di Newt Scamandro, autore del testo che dà il titolo al romanzo e al film, una guida indispensabile per i piccoli studenti e futuri maghi.
Per farla breve ho paura che il romanzo sia molto descrittivo e che non succeda una fava. In giro per la rete ci sono voti stellari, ma temo che siano dettati dall'amore per questa saga.
Voi che dite? Lo leggo o vado al cinema il 17 Novembre?



Cell


Qui c'è poco tempo da perdere, anzi, non ce n'è proprio, perché Cell, tratto dall'omonimo romanzo di Stephen King uscito per la Sperling & Kupfer nel 2016 è al cinema da ieri.
Ci hanno messo sei anni a partorirlo ma ci siamo. Anzi, per non procrastinare oltre hanno preso direttamente il cast di 1408 e l'hanno riciclato in toto.
Andrò a vederlo? Non sono convinta. Nonostante due colonne del cinema come John Cusack e Morgan Freeman, sono sempre titubante riguardo alle trasposizioni dei romanzi del Re che raramente gli rendono giustizia. Quindi, forse, bypasserò.



La Ragazza del Treno


Questo film invece non me lo perderò di certo. Dopo la delusione del romanzo (qui la recensione) spero che la trasposizione sappia regalare alla storia la giusta dose di suspense e che Emily Blunt sia una protagonista sufficientemente credibile e problematica come avrebbe dovuto essere Rachel.
Se non avete letto il romanzo non vi siete persi niente, e se siete curiosi di sapere cosa racconta e amalgamarvi così alla massa (è stato il libro dell'estate 2015) ci si vede in sala questo autunno.


il Grande Gigante Gentile


De "il GGG" (il Grande Gigante Gentile) era uscito un film d'animazione nel 1989 (Il Mio Amico Gigante) che non ho mai visto mentre - sicuro come mi chiamo Silvia - non mi perderò di certo la trasposizione del romanzo di Roald Dahl operata da Steven Spielberg.
La pellicola poi è scritta da Melissa Mathison sceneggiatrice di film come E.T. e Ai Confini della Realtà, purtroppo prematuramente scomparsa nel 2015.
Qui c'è da aspettare un bel po'... pare che abbiamo spostato l'uscita del film dal 16 settembre 2016 al 1° gennaio 2017. In effetti credo sia il film perfetto da far vedere ai bambini durante le feste di Natale.




Per ora mi fermo qui, ma se vi piace questa tipologia di post c'è - e ci sarà sempre - tanto materiale su cui chiacchierare ^_^

13 luglio 2016

Libro VS Film - Sfida n°47

A volte vorrei parlare dei film che mi capita di vedere, ma poi penso che un blog di libri non sia il posto giusto. Allora penso di parlare dei film tratti dai libri, questa cosa avrebbe senso, no? Ma quello che ne viene fuori non è mai una recensione, ma continui paragoni tra due opere dalla struttura tanto diversa. E così nasce questa rubrica (che posterò random) in cui mi divertirò a mettere sul piatto della bilancia un'opera letteraria e una cinematografica e vedere da che parte penderà l'ago.
LIBRO VS FILM
chi vincerà?

Oggi in sfida
Io Prima di Te

 
Vince il libro!

Non so da che parte cominciare...
Dunque... cerchiamo di fare ordine a tutti i pensieri che affollano il mio cervellino bacato e seriamente compromesso dalla ripresa del lavoro dopo due settimane di ferie.
Ricordate questo post?  Era parecchio spoileroso, perché dopo aver letto il romanzo della Moyes sentivo proprio il bisogno di sfogarmi. La storia di Will e Lou mi aveva emozionata e fatto anche un po' incazzare, ma ormai l'ho già detto in tutte le salse: ho odiato l'autrice, le ho dato anche della paracula (quando mi girano, mi girano ragazzi, non so che farci!), mi ha infastidito non il finale, ma come ci si arriva (un pochino ci aveva illuse che le cose potessero andare diversamente, no?), però - critiche a parte - il romanzo l'avevo trovato fresco, divertente, solare, pieno di vita e con personaggi davvero belli. Personaggi che avevano tanto da dire e tutto un mondo da raccontare. Quello di Lou pieno di colori e allegria; quello di Will fatto di silenzi e dolore.
Adesso sparo subito la bomba.
Ho preferito il trailer al film. BAAAAAAAAAAAAM! *devastazione totale*
Se non ho fatto terra bruciata intorno al mio blog adesso, credo che non succederà mai più.
Avevo predetto che sarei uscita dalla visione di Io Prima di Te a pezzi, invece tranquilli (non che foste preoccupati), sto benissimo.


Gli attori presi singolarmente sono perfetti, insomma, come si fa a non amare Emilia Clarke? e come si fa a non guardare Sam Claflin con due occhi a cuore velati dalle lacrime? Be'... incredibile ma vero... si fa. Perché insieme non sprigionano amore, non hanno quella chimica che mi sarei aspettata, e l'intero film sembra un mosaico assemblato alla bell'e meglio. Vedi una singola scena e ti sembra perfetta. Le vedi tutte una di seguito all'altra e hai la sensazione che manchi qualcosa.
Anche la colonna sonora che nel trailer contribuisce allo sfascio cardiaco qui è solo vagamente accennata e non va bene, Unsteady ti scompensa alla prima nota!
Probabilmente la lettura del romanzo può avermi influenzato, ma non è nemmeno detto, per esempio con Colpa delle Stelle mi era successo l'esatto contrario. Tra i film appartenenti al genere "facciamoci del male" l'ho preferito; è più intenso, più sincero, più empatico.
Invece qui ho trovato tutto fatto a regola d'arte, ma senza anima. Tutto troppo perfetto, tutto troppo studiato, tutto recitato a memoria per benino. Nel libro si ride, qui no. Nel libro si piange qui ci si commuove appena. Uno dei punti forti del romanzo è proprio lo stile fresco e leggero che rende ancora più insopportabile il dramma che sta vivendo Will. Lui, che ha sempre vissuto ai mille all'ora, costretto da due anni su una sedia a rotelle, paralizzato dal collo in giù, improvvisamente trova il Lou l'unica ragione per cui svegliarsi al mattino, ma potrà bastargli? Si può vivere amando una donna e non poterla toccare? Si può esistere dimenticandosi chi si è stati prima? Sono tante le domande che ci si pone nel libro, alcune trovano una risposta, altre ti mandano in confusione, su una in particolare preferisci quasi non soffermarti sperando che Lou, con il suo grande cuore e le sue calze da ape, compia il miracolo. E, cosa fondamentale, il libro ti coinvolge.


Il romanzo ha una magia latente che nel film non ho sentito. Gli sceneggiatori (Jojo Moyes, Scott Neustadter, Michael H. Weber) hanno estrapolato dalle pagine i momenti salienti e li hanno metodicamente sistemati uno dopo l'altro, dando vita a un film piacevole, ma non speciale come avrei creduto. Ho sempre ipotizzato con assoluta convinzione che il film avrebbe colmato quei piccoli difetti che avevo trovato nel libro, invece ne ha aggiunti di nuovi. Guardandolo con occhio cinico potrei dire che è la storia del paraplegico che prima del grande salto vuole fare l'ultima opera buona della sua vita, e lo so, non è così, ma io riesco a mettere tutti i miei buoni sentimenti in prima linea solo quando il cuore mi va in pappa. Non è successo, pazienza.
Adesso ditelo pure. Sono tornata... e sono più rompiballe di prima xD


E secondo voi?
Libro o film?

11 luglio 2016

Recensione, L'Azzurro del Cielo non Ricorda di Hannah Richell

Buon caldo pomeriggio a tutti!
Sono tornata dalle ferie sabato pomeriggio, ma sono riuscita a ritagliarmi un attimo di tempo tutto per me solo adesso: tra la vacanza in giro per la Sicilia, la Calabria e la Toscana e tra amici, parenti & C. non mi sono fermata un attimo.
Ma veniamo subito a noi. Allora... io non so perché abbia aspettato tanto per leggere questo romanzo (due anni!), ma non posso fare altro che consigliarvelo.
Nonostante una cover che sembra trasmettere un senso di pace infinita, la storia è densa di inquietudini e intrisa di un odio quasi primordiale. Tra l'altro è uscito anche in edizione economica e personalmente, se amate questo genere di storie, non me lo farei scappare.

L'Azzurro del Cielo non Ricorda di Hannah Richell

| Garzanti, 07/2014 | pag. 423 | € 18,60 - € 10,90 |
Sulle sponde del lago il cottage è quasi invisibile, nascosto dalla vegetazione. L’acqua sotto il pontile riflette i timidi colori della brughiera inglese. Un luogo incantato. Un luogo ideale per fuggire dal mondo. Il nascondiglio perfetto per un segreto. È questa la strana eredità che Lila, trent’anni, ha ricevuto in dono da un anonimo benefattore. In apparenza un lotto di terreno sperduto da qualche parte nell’Inghilterra settentrionale. In realtà una seconda occasione, la possibilità di lasciarsi alle spalle Londra, e con essa un dolore difficile da sopportare. È come se quel posto potesse parlare direttamente alla sua anima. È come se volesse raccontarle una storia. La storia di cinque amici che, trent’anni prima, in quello stesso cottage, hanno inseguito il sogno di un’esistenza libera e spensierata. Che tra quelle mura di pietra antica hanno conosciuto l’amore e la gelosia, il coraggio e la paura, l’entusiasmo e la sconfitta. Che lungo le rive di quel lago, durante un’estate riarsa dal sole, hanno costruito la loro personale idea di felicità. Fino a quando l’arrivo di un ospite inatteso ha spezzato l’incanto e trasformato il sogno di un’eterna giovinezza in qualcosa da nascondere a tutti costi. Via via che il cottage ritrova il suo splendore grazie agli amorevoli restauri di Lila, la voce del passato torna a farsi sentire, portata dal vento che soffia tra l’erba. Lila non ha scelta: se vuole comprendere il suo presente, se vuole guarire dalle ferite che l’hanno costretta a lasciare una vita che amava, deve capire chi è veramente e far luce sul segreto di quei cinque ragazzi. Perché il loro destino è inspiegabilmente intrecciato al suo e quella strana eredità viene da molto lontano. Perché soltanto quel luogo può rivelarle la verità e darle la forza di lottare per essere felice.
Voto:

Ho amato questo libro da subito.  Il prologo, misterioso ma palesemente tragico, mi ha dato immediatamente la spinta giusta per consumare le pagine del romanzo in ogni ritaglio di tempo. Non sempre apprezzo le storie con una doppia narrazione posta su piani temporali differenti, perché spesso capita che una addombri l'altra, invece questa volta ho trovato tutto perfettamente coeso, anche se i capitoli ambientati negli anni Ottanta si portano dietro una scia talmente insana che mi sono fatta subito infettare. Ma si sa, io sono sensibile 
I protagonisti sembrano novelli eredi di Woodstock, che siano figli di papà o senza famiglia hanno tutti un disperato bisogno di vivere senza etichette e convenzioni. Quando scoprono ai margini della brughiera londinese, un vecchio cottage abbandonato vicino a un lago cristallino, decidono di stabililrsi in quell'oasi di pace e tranquillità per un anno, nella vana speranza che nessuno li scopra. 
È una sorta di ritorno alle origini. Hanno appena finito l'università, ma vogliono ancora sentirsi liberi, in pieno diritto di tenere insieme i frammenti dei loro sogni; quello sarebbe un modo per guardarsi dentro, riscoprendo un primordiale legame con l'ambiente e il valore troppo spesso sottovalutato delle piccole cose.
Ben, Carla, Mac, Simon  e Kat  per dodici mesi dovranno contare esclusivamente uno sull'altro.
Nonostante la situazione possa sembrare forzata, l'autrice ha una tale potenza narrativa e una capacità così grande di modellare e deformare i personaggi che si resta avvinghiati dalle dinamiche che poco a poco si vengono a creare in modo quasi ipnotico. Perché nonostante le giornate passate a ridere bagnati dal sole e le serate a sognare sotto un manto stellato, questo piccolo mondo utopico è senza dubbio destinato a crollare. Lo si capisce da subito. I segnali sono pochi ma ricorrenti e inequivocabili. 
Intanto la storia si sposta trent'anni avanti: Lila riceve una busta anonima con all'interno la chiave di un cottage in totale stato di abbandono che le viene donato senza nessuna spiegazione. Lontana dalla vita caotica della città, immersa nella campagna londinese, Lila vuole curare le sue ferite e poco a poco entrerà in simbiosi con quell'ambiente bucolico, un piccolo angolo di paradiso dove sembra possano succedere solo cose belle, ma in cui il Male, in passato, vi ha abitato... 

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