10 maggio 2015

Recensione, ANTIPODI di Raffaele Napoli

Buonasera lettori del web, finalmente torno con una recensione! Avrei dovuto parlarvi di un altro romanzo, ma era troppo l'entusiasmo per questa scoperta libresca che ho mandato al diavolo la scaletta (scaletta che fa tanto professional, ma che non seguo mai tra l'altro!).
Approfitto del post per scusarmi anche con tutte quelle persone - gentilissime - che mi scrivono per propormi il loro romanzo. Scusatemi se non sempre ottenete una risposta, ma siete in tantissimi e mi è impossibile stare dietro a tutto. Anche volendo non riuscirei mai a leggere tutti i titoli che vengono sottoposti alla mia attenzione, però a volte può capitare che arrivi una mail in grado di distinguersi dalla massa. È successo con quella di Jessica, dell'Ufficio Stampa di Casa Sirio che ha saputo attirare, oltre che alla mia curiosità, la mia fiducia. Sentivo, quasi a pelle, che ci credeva davvero nel romanzo che stava proponendomi e ci ho voluto credere anch'io. Be', ringrazio il giorno che mi ha scritto. E la ringrazio per questo libro che mi ha risollevato dalla classica "crisi" che a intervalli irregolari colpisce ogni lettore che si rispetti.
Quindi, bando alle ciance e parliamo di Antipodi di Raffaele Napoli.

ANTIPODI di Raffaele Napoli

| Casa Sirio, 2015 | pag. 232 | € 14,00 |



Puoi esistere in un mondo che sostiene il contrario?Marco si risveglia nudo in un parco di Cadice. Non ha idea di come abbia fatto a finire lì, non ricorda nulla del giorno precedente e, cosa ancor più grave, sembra che l'intero mondo si sia dimenticato della sua esistenza. Nessuno più lo riconosce: non sua moglie, non sua madre. Nemmeno sua figlia ha idea di chi sia.
Quanto sei disposto a rischiare per essere felice? Luca lavora in un hard discount, odia la sua vita e la donna che ama è sposata con un altro. L'unica cosa che lo fa andare avanti è una promessa fattagli da uno sciamano ora emigrato in Nuova Zelanda, una promessa sulla quale ha puntato tutto. Due domande, due storie che si intrecciano e si condizionano. Due risposte che prima si mostrano e poi scompaiono, come se non fossero mai esistite. Due persone infine, che stanno agli Antipodi e che faranno di tutto per vivere la vita che hanno sempre desiderato.

Voto:

Raffaele Napoli con il suo Antipodi è riuscito a non farmi staccare dalle pagine. Impresa non facile, ve l'assicuro, soprattutto in un momento di grande sconforto letterario. Sapete quando ogni romanzo che prendete in mano, anche quello consigliato dall'amica di fiducia, o quello che ha 5 stelle ovunque, non vi dice assolutamente nulla e razionalmente non sapete nemmeno spiegarvi il perché? Ecco, ero in quella fase. Una fase che mi ha visto iniziare un'infinità di libri e mollarli irrimediabilmente tutti senza alcun senso di colpa.
Poi mi arriva Antipodi.
È in un formato comodo, perfetto per essere infilato in borsa e farmi compagnia nei quaranta minuti di corriera che mi aspettano nel tragitto casa-lavoro. Lo inizio alla fermata e ancora prima di salire e mettermi comoda sono già rapita.
Non c'è dubbio, Antipodi parte col botto, sul momento mi ha portato addirittura alla mente le atmosfere adrenaliniche di Ken Follett e quelle claustrofobiche di Sebastian Fitzek, per poi abbracciare quelle più intimiste di Guillaume Musso. Ma i paragoni sono superflui, Raffaele Napoli ha uno stile, veloce, ritmico, asciutto, sincero; uno stile tutto suo. Si sente che prima di essere un autore è uno sceneggiatore, il suo libro è un film fatto di tasselli che si incastrano poco alla volta, è visivo, incalzante, non presenta particolari virtuosismi letterari, ma ha sicuramente molto cuore. Sono rimasta colpita da come prima abbia dato vita a due protagonisti che sono allo stesso tempo antagonisti e poi sia riuscito a mettere il lettore nella condizione di tifare sia per l'uno che per l'altro. C'è un po' di Marco in ognuno di noi. E c'è un po' di Luca. D'altronde crediamo di essere il frutto delle nostre scelte, ma siamo anche il frutto delle scelte altrui.
Ed è sulle scelte, arbitrarie e non, che si basa Antipodi. Sulle scelte e sul bisogno, insito in ognuno di noi, di dare un senso alla nostra vita, di plasmarla a nostro piacimento, di modellarcela sulla pelle. Ma se provarci è possibile, lo è anche riuscirci?
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2 maggio 2015

Planner Addict... per libri e non solo!


Visto che avevo creato il tag "di tutto un po'", per poter parlare di quello che mi pare (cosa che poi faccio regolarmente °_°) ho deciso di riesumarlo per svelarvi un altro dei miei lati oscuri. Oltre che una book lover sono anche una *suspense* ... planner addict. Ebbene sì, adoro le agende dai tempi della scuola, adoro usarle in modo funzionale e pratico, ma adoro soprattutto pasticciarle. Fino a poco tempo fa non avevo idea che ci fossero altre persone con la mia stessa passione, e addirittura mooolto più malate di me, poi mi si è aperto un mondo grazie a un paio di gruppi su Facebook, e adesso non mi sento più sola. La follia va condivisa, ormai ne ho la certezza!
Ovviamente tutto questo con il blog ha molto poco a che fare, ma che blog "personale" sarebbe se ogni tanto non mi lasciassi andare a qualche piccola e innocente confessione?
E poi per dirla tutta c'è sempre un filo logico che collega il tutto. La carta. La amo in ogni sua forma, non c'è niente da fare. Ho quaderni che nessun essere umano sarebbe in grado di decifrare dove annoto estratti di romanzi, pensieri che mi vengono in mente sui personaggi, stralci di emozioni che voglio congelare al momento. In molti usano computer e cellulari, ma io non sono capace. Anche solo per rilassarmi datemi un foglio e una penna e vi assicuro che in qualche modo lo riempirò. O di parole o di ghirigori, ma lo riempirò!
Dopo tanto ciarlare veniamo al sodo. Vi mostro i miei deliri. Ovviamente ometto tutta la sezione lavorativa per un discorso di privacy e poi perché è di una noia mortale, ma la sezione con la vista settimanale mi piace usarla come una sorta di diario con piccoli promemoria. Posso scrivere un citazione, uno stato d'animo, un appuntamento particolare o qualsiasi altra cosa mi frulli in testa. Può sembrare un gran casino, ma vi assicuro che per me tutto ha un senso :)

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Avrete capito dalle foto che non sto bene uso l'agenda in modo normale. Per le cose "serie" ho una sezione "to do" in cui scrivo le cose da fare, soprattutto lavorative, ma è una roba così pallosa che quando ho riempito un foglio lo strappo e lo butto nella spazzatura xD
Poi - e qui veniamo a cose già più interessanti - c'è ovviamente la sezione dedicata al blog!

 

Qui tengo segnati i contatti con le Case Editrice (il computer mi ha fregato per due volte - causa formattazione d'urgenza - ma adesso non mi fregherà più!), ho la mia wish list e una sezione con le idee che mi vengono sui post da poter fare, più una piccola scaletta in cui programmo le letture, anche se la stravolgo sempre! Niente di che, ma per me sono pagine di vitale importanza!

Del resto è un'agenda molto normale (più o meno). Ho una sezione in cui annoto le entrate e uscite della carta Postepay e del conto Paypal, e un'altra in cui mi segno le Password dei siti a cui mi iscrivo e che sembrano programmati per complicarmi la vita, visto che c'è quello che la vuole lunga minimo tot caratteri, quello che vuole delle maiuscole, quello che vuole anche dei numeri, quello che ti fa esplodere il monitor se non la indovini entro tre tentativi... ah no, quello non c'è, ma lo inventeranno, vedrete!
Ho anche una sezione con le mie Wish List (non libresche) e non perché debba ricordarmi cosa voglio - quello lo so fin troppo bene - ma per annotare siti e prezzi, e comprare dove più mi conviene.

Ecco direi che è tutto. Mi sono praticamente messa a nudo e adesso me ne torno tra le pagine di Tempo di Spettri, non so se vi ho incuriosito con questo post, ma spero almeno di non avervi annoiato.

Alla prossima!

1 maggio 2015

Recensione in Pillole #12

Ho ancora problemi con la linea di Internet, in pratica va a singhiozzo, quando piove poi muore del tutto, ma finalmente oggi sembra sprizzare un filo di vita, per cui ne approfitto subito!

La Sirenetta di Hans Christian Andersen

| Feltrinelli, 2014 | € 0,99 |
“La sirenetta bevve la bollente acre pozione, e fu come se una spada a doppio filo le attraversasse il corpo sottile, svenne e rimase lì come morta. Quando il sole ormai splendeva sul mare si destò e sentì un dolore pungente, ma proprio davanti a sé vide lo splendido giovane principe che la sovrastava, tenendo fissi su di lei gli occhi neri come il carbone; lei abbassò i suoi e si accorse che la sua coda di pesce era scomparsa e che aveva le più graziose, piccole gambe bianche che una fanciullina potesse avere.”Una delle più celebri fiabe di tutti i tempi, tradotta nella sua interezza struggente.


Ho letto La Sirenetta una domenica mattina... così, tanto per farmi del male. Lo sapete tutti, come finisce la favola di Andersen, vero? Insomma, niente a che vedere con la versione Disney dove tutti vivono strasupermegahappy... quindi se non volete che vi rovini questo ideale di felicità non continuate a leggere.
Ah, dimenticavo! Sempre per restare in tema "ma sì, facciamoci del male che tanto non abbiamo niente di meglio da fare", nel pomeriggio mi sono vista pure il film, anzi il cartone, ma quello del 1975, una versione giapponese fedelissima all'originale.
Conclusione? Mi chiedo perché queste storie vengano stravolte... insomma, se ne potrebbero inventare di nuove, magari sempre con giovani Sirene per protagoniste, fanciulle acquatiche che vogliono andarsene dal mare e scorrazzare sulla Terra dove incontreranno la loro dolce metà, la sposeranno, avranno tanti figli, invecchieranno insieme, e bla bla... La sorte che tocca alla protagonista di Andersen però è un'altra. Lei muore. E muore per amore. Ha la possibilità di vivere annullando l'incantesimo della Strega e non lo fa, perché farlo significherebbe uccidere il suo Principe. E avrebbe tutti i motivi per eliminarlo. Lei gli salva la vita nel naufragio e lui non la riconosce. Lei cerca in tutti i modi di farlo innamorare e lui non capisce una mazza. Anzi, la scambia pure per un'altra... e si sposa con questa tizia di cui non sa un tubo, quando invece con la Sirenetta ci ha vissuto mesi interi... E così alla fine lei, con il coltello incantato in mano, va nella camera da letto del suo amore accanto alla sua sposa e non fa nulla. Li guarda e crede che siano felici, quando a unirli per la vita sarà solo una bugia, o uno strano scherzo del destino se così vogliamo chiamarlo, giusto per indorare la pillola...
Una storia amara, anche se in extremis il buon cuore della Sirenetta le permette di trasformarsi in una creatura dell'aria e non in schiuma di mare come aveva predetto la Strega. La differenza? Dovrà compiere trecento buone azioni e poi potrà andare in Paradiso... boh, come premio di consolazione non mi pare un granché... :/


SoloSua di Anna Chillon

| autopubblicato | pag. 361 | € 2,99 |
Anna Chillon racchiude in quest’antologia di racconti le tante sfaccettature del suo modo unico di raccontare l’erotismo. Lo fa attraverso rapporti di dominio e sottomissione che si insinuano nella vita di ogni giorno come un gioco stimolante nel quale perfino le perversioni possono trovare appagamento. Ciò che va in scena in queste storie non è il mero modo di fare sesso, quanto il modo di soffrire, amarsi, odiarsi, fuggire o redimersi.
In un eterogeneo susseguirsi di situazioni e personaggi, la realtà si alterna al surreale, dando spazio a creature insolite animate da desideri oscuri e lussuriosi. Nel loro petto gridano istinti che non possono essere ignorati: reprimerli è impossibile. E quando anche l’ultimo briciolo di umanità scompare, non resta altro che dare libero sfogo alle proprie brame, siano esse di violenza, di sesso o perfino di sangue.

Se ho iniziato questa antologia di racconti la colpa è tutta di Nina. Solo lei e poche altre possono farmi prendere in mano un erotico, ma vi dirò... non è male. Anche se - limite mio, lo dico sempre - non saprei darci un voto, pur riconoscendoci tante cose. Cose buone sia chiaro, come il coraggio di un'autrice che non nasconde il sesso dietro all'amore. A volte tra i protagonisti c'è un sentimento, altre volte si intuisce che il puro desiderio si trasformerà in qualcosa di più profondo, ma ci sono anche quelle volte in cui il sesso è solo istinto e fame. Sicuramente è la cosa che ho apprezzato di più. Ogni volta che ho letto un romanzo erotico mi veniva l'orticaria in certe scene... tipo quando lei fa cose turche solo perché lo ama e non perché quelle cose le piacciono... bella mia, aripigliati!!!
Non ho ancora letto tutti i racconti, sono ventuno, ma ogni tanto mi tengono compagnia, soprattutto la sera quando la stanchezza ha il sopravvento e tra queste pagine riesco a non cedere immediatamente al sonno. Chissà perché...
Più che raccontare una storia Anna fotografa un momento, riesce a immortalare il possesso, la violenza, la sottomissione, l'irrazionalità di un comportamento... Tutto questo in poche pagine. Se fossero momenti estrapolati da un romanzo forse alcuni avrebbero potuto disturbarmi, ma non conoscendo i personaggi non li condanno e nemmeno spero in un lieto fine. Sono stata una spettatrice silenziosa e molto, molto curiosa. Attraverso il buco della serratura ho visto mondi popolati da creature soprannaturali, scene di vita "quasi" quotidiana, un ipotetico e terrificante futuro. E ho visto sangue, violenza, desiderio, tormento, sofferenza... Anna Chillon poi sa scrivere e questo mi spinge a scoprire altro di lei, e credo proprio che leggerò Nobili Parole, Nobili Abusi... il titolo è tutto un programma!
Un unico appunto. Non ho capito se SoloSua si scrive tutto attaccato o no. Questo dubbio mi ha tolto ore di sonno (se non dormivo non era per le scene erotiche sappiatelo e credeteci soprattutto), quindi illuminatemi, grazie!


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24 aprile 2015

Weekly Recap #124

Weekly Recap nasce dalla voglia di non parlare solo delle mie new entry libresche, ma anche di altre piccole curiosità settimanali. Libri che ho adocchiato, un estratto che mi ha particolarmente colpito, un film che ho visto, e così via. Un po' come fanno alcuni blog con la rubrica Clock Rewinders on a Book Binge [X - X]. Ma tutto senza regole. Un po' alla cavolo insomma. Sostituisce In My Mailbox.

Buon pomeriggio popolo di lettori! Poco tempo fa è stato il compleanno di Pargolo e ovviamente alla sua nostra libreria si sono aggiunti nuovi titoli. Eccoli.


Spicca subito, a sinistra, Golem di LRNZ, ovvero Lorenzo Ceccotti, una graphic novel distopica tutta italiana. Questa storia che ha bollito in pentola per circa dieci anni, ed è uscita allo scoperto grazie alla BAO. 
Siamo nel futuro, il nostro Paese è una repubblica fondata sull'amore, la crisi è un lontano ricordo e le malattie si sconfiggono senza troppe complicazioni, ma alla popolazione viene prescritta una pillola che impedisce di sognare... per quale motivo? E cosa succederà quando il giovane Steno deciderà di non prenderla? Una storia che fa l'eco a the Giver, Matched e a tutti quei romanzi che svelano l'altro lato della medaglia. L'ho già letto e nonostante l'entusiasmo delle prime pagine mi ha deluso parecchio.

Adesso guardate la foto più a destra. Un po' più in là... cosa vedete? Ebbene sì, è lui, uno dei libri più particolari e discussi degli ultimi tempi: la Nave di Teseo scritto da Doug Dorst su idea del regista J.J. Abrams. Si tratta di una storia nella storia, ma la particolarità del libro è il suo formato e la presenza di "contenuti speciali". Per farvi capire di cosa parlo, ma ormai lo saprete già, ecco una foto.


Capirete che è un titolo unico nel suo genere. Magari sarà pure una ca**ata pazzesca, ma da guardare e sfogliare è qualcosa di bellissimo! 


La Vendetta del Diavolo di Joe Hill è stato un mio regalo, ormai anche Pargolo è succube del fascino di Joe Hill (tutto merito mio di Locke & Key). A fianco Baltimore un romanzo horror di Mike Mignola, il papà di Hellboy.


E per finire la trilogia di Casanova di Matt Fraction, disegnata da Gabriel Ba (Daytripper). Chi è Casanova? Be' ovviamente è un playboy, ma è soprattutto un agente segretissimo che tiene in pugno la pace nel mondo. Mica pizza e fichi. 8)


Cosa mi sono vista

Cenerentola
di Kenneth Branagh
★ ★ ★

Cenerentola non è la mia favola preferita, ho sempre faticato molto a identificarmi in questa ragazza gentile e servizievole che non ha mai avuto la tentazione di sputare in faccia alla matrigna o di fare lo sgambetto alle sorellastre. Non condivido nemmeno la storia d'amore col principe di cui si innamora dopo averlo visto una volta sola, ma vabbe', son dettagli, in fondo le favole bisogna prenderle per quello che sono, senza grattare troppo la superficie, però Kenneth Branagh aveva detto che la sua Cinderella sarebbe stata moderna ed emancipata e quindi non posso che dire, MA DOVE?
La protagonista del film poteva anche chiamarsi Cretinella, Stupidella, Idiotella, perché il soprannome derivante dal fatto che sia sempre sporca di cenere è irrilevante alla fine dei conti, quello che invece spicca è il suo spirito da sottomessa. Fate incontrare Cenerentola con Christian Grey e allora sì che uscirà un film decente. Ma fermi tutti e facciamo le persone serie. Se la nostra protagonista è così c'è un motivo. La sua mami in punto di morte le ha detto le fatidiche paroline magiche, quelle che una ragazza non si scorderà mai per tutta la sua vita: "Figliola, tengo la carta di credito nel terzo cassetto del comò rosso..." Ah no, scusate, rifaccio "Figliola, sii sempre gentile, e abbi coraggio." ok, buona questa. Cenerentola prende queste parole alla lettera. La matrigna e le sorellastre, dopo la dipartita del padre di lei, la buttano tra i fornelli e gli stracci e lei è sempre schifosamente cordiale e disponibile con loro.
Ma tralasciando i difetti di contenuto, Cenerentola è un film adattato davvero bene. Sceneggiato bene. Diretto bene. Recitato... mhh... benino. Lily James (Cenerentola) è un po' troppo "gne gne", Cate Blanchett sembra appena stata prelevata da un film gangster degli anni Venti e per quanto brava mi è parsa fuori parte, e il Principe è leggermente manichino,  un po' meno amido gli avrebbe giovato.
Però l'ho visto volentieri, non mi ha annoiato nemmeno per un secondo, Helena Bonham Carter nei panni della Fata Madrina è perfetta e gli effetti speciali ci regalano topolini, zucche, e vestiti da sogno. Per una serata in famiglia, è un film piacevole.


La Leggenda del Pianista sull'Oceano
di GiuseppeTornatore. 
★ ★ ★ ★

Che vergogna. Questo film è del 2000 e io l'ho visto solo pochi giorni fa. Rettifico, l'ho visto per intero solo pochi giorni fa. A dire il vero ci avevo provato più volte in passato, ma mi ero sempre addormentata. Adesso penserete che il film è una palla pazzesca, ma non è così, tenete conto che io mi abbandono sempre a Morfeo durante gli intervalli pubblicitari, quindi non c'è da meravigliarsi. E' solo un film che va visto, osservato, guardato, ascoltato e vissuto in ogni suo secondo. Ed è un film bellissimo. Non sembra nemmeno un film italiano tanto è curata la pellicola in ogni sua parte. E qui scatta la fatidica domanda. Perché un film come La Grande Bellezza di Sorrentino ha vinto un Oscar e non questo gioiello? Forse perché il regista si era già portato a casa una statuetta? Ma colpa sua se è l'unico italiano (o uno dei pochi) a saper fare qualcosa di davvero buono? Bah, bah e ancora bah. Sì, chiamatemi pure Bah, è il mio nuovo pseudonimo.


Outlander 1x09 - 1x10 - 1x11


Mi ero ripromessa di recappare gli episodi di Outlander e invece ciccia, per cui oggi rapidissimo riassunto della seconda parte della Prima Stagione.

* * *
Claire si è definitivamente dimenticata di Coso... Quello... come si chiama? Ah sì, Frank, e vive felice e contenta con Jamie. Ogni tanto qualcuno cerca di farli fuori ma loro superano ogni avversità consolandosi tra le lenzuola e dandoci dentro come due ricci.
* * *

Ecco, adesso è tutto più chiaro, no?
Lo sooooo, non si fa, questa serie meriterebbe inni, ode e altarini con Jamie in tutte le posizioni del Kamasutra tutto il suo splendore, ma una settimana passa così in fretta che nemmeno faccio in tempo ad accendere il computer che già è finita. Sono in modalità bradipo °___°
Comunque l'undicesima puntata è stata qualcosa di... WOOOOW! Ricordo benissimo il romanzo e ricordo che a quel punto ero già cotta a puntino. Amavo Jamie con tutta me stessa. Amavo la sua devozione verso Claire, il coraggio con cui affrontava ogni situazione, la sua infinita tenerezza e anche quel pizzico di ingenuità che lo ha reso un personaggio unico nel suo genere.
Non vedo l'ora che sia domenica... i nostri eroi arrivano a Lallibroch... e voi sapete cosa succederà lì, vero????

Alla prossima ^^

18 aprile 2015

Recensione, DAYTRIPPER di Gabriel Bá e Fábio Moon

E sono arrivate le prime cinque stelle dell'anno!!!!! Yeeeeee!
Quello di cui vi parlerò oggi è un romanzo stupendo che ha vinto un Eisner Award, un Eagle Award e un Harvey Award. Per essere più precisi è una graphic novel, ma credetemi, è prima di tutto un romanzo, ed è meraviglioso.


Daytripper di Gabriel Bá e Fábio Moon

| Planeta DeAgostini | 248 pag. | € 25,00 |

Chi decide il corso della vita? È forse il vento del destino che ci spinge da un evento all’altro, e plasma la nostra percezione dell’esistenza? O siamo noi a scegliere i sentieri che prenderemo nelle nostre vite? E se quei sentieri sono il risultato del nostro libero arbitrio, come possiamo decidere quale scelta sarà la migliore, per la nostra felicità ed il nostro benessere? La domanda definitiva: come possiamo sapere quale strada prendere, quando la nostra vita è ad un incrocio?Un gioco infinito sul “cosa sarebbe successo se...?” che può farci impazzire.
Questo è Daytripper di Fabio Moon e Gabriel Ba: un libro unico sull’essenza stessa della vita.

Voto:

E adesso? Adesso come faccio a convincervi a leggere questa piccola meraviglia? Lo so che quando parlo di graphic novel molti di voi si danno di nebbia, ma per una volta, una soltanto, anche voi profani di questo mondo che vi è pressoché sconosciuto, non chiudete la pagina. Se volete non leggete nemmeno tutto quello che andrò a scrivere, prendete solo carta e penna, o il cellulare, o un pezzo di scottex, e annotatevi questo titolo: Daytripper di Gabriel Bá e Fábio Moon.

Lasciate perdere anche tutti i miei vecchi consigli che magari erano rivolti a chi apprezza un genere piuttosto che un altro, e fidatevi di quello che sto per dirvi. Daytripper vi piacerà, ma proprio tanto. E non importa se di solito amate altri tipi di storie, perché questa sarà l'eccezione.

Ok? Io faccio finta che siate tutti lì a prendere nota del titolo e vado avanti... se vi va, venite con me.

Daytripper è un viaggio in dieci tappe nella vita di  Brás de Oliva Domingos, dieci istantanee che fotografano, quasi random, vari periodi della sua vita. È un collage magistralmente costruito con la particolarità che ogni capitolo finisce con la morte del protagonista e il suo necrologio. Gli autori infatti giocano con una serie di what if? per sottolineare quanto la vita sia fondamentalmente un dono di cui dovremmo godere quotidianamente senza mai dare nulla per scontato. Purtroppo si può morire per svariati motivi; a causa di una malattia, per il troppo dolore, per amore, per amicizia, per un banale incidente o per un beffardo scherzo del destino. Si può morire in tanti modi diversi, e non si può scegliere quale. Al contrario si può scegliere come vivere. 
Ed è quello che con gli anni e l'esperienza capisce Brás, un semplice scrittore brasiliano di necrologi con una vita come tante. A scandire il passare del tempo eventi a cui difficilmente ci si può "sottrarre", come il primo bacio, il matrimonio, la nascita di un bambino, la scomparsa di un genitore. Seguono riflessioni profonde sul rapporto -  non sempre facile - padre/figlio, sulla ricerca dell'amore che guida ogni nostro passo, sull'amicizia che può colmare qualsiasi vuoto, su quello che dovremmo afferrare e quello che invece dovremmo lasciare andare.
Per me questo libro è stato un "piccolo miracolo"; mi ha tolto un velo dagli occhi, ha reso i colori più vividi, ha fatto accelerare i battiti del mio cuore. È una storia breve ma immensa, limpida, profonda, umana, onesta e poetica in modo quasi struggente. È la storia del miracolo della vita raccontato attraverso la morte, ed è un 'eredità che va accettata, capita e tramandata.
"Ovunque i miei sogni mi portino, non importa se ci sia stato davvero o se mai ci andrò... mi aiutano a capire da dove vengo... e dove voglio andare."

Le Tavole

Qui sotto alcune delle bellissime tavole disegnate dagli stessi sceneggiatori di Daytripper, Fabio Moon e Gabriel Ba che, piccolissima curiosità, sono fratelli gemelli. Forse poche immagini non rendono bene l'idea e non possono farvi capire quanto bene si amalgamino con l'intero romanzo, quindi anche in questo caso dovete fidarvi di me. I colori, delicati, acquarellati e morbidi sono del bravissimo Dave Steward.

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"la vita è come un libro figliolo, e ogni libro ha una fine..."


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Daytripper è uscito per la Planeta DeAgostini nel 2010, ma ad oggi è quasi introvabile in quanto non viene più ristampato. Non chiedetemi perché. Amazon lo dà come "prenotabile", ma se leggete in inglese fregatevene dei tempi d'attesa e compratelo subito. Oppure sbirciate su altri siti, o nell'usato, come l'ho trovato io dovete trovarlo anche voi!



Leggetelo, e poi tornate qui a ringraziarmi.
Nel caso non vi dovesse piacere... non fatevi più vedere :P

15 aprile 2015

Recensione, LA VITA INCERTA DELLE OMBRE di Pierpaolo Vettori

Buon pomeriggio! Finalmente oggi vi parlo di un libro a cui tengo tanto. Non è un romanzo proprio semplice e immediato, ma è una storia di una sensibilità infinita, scritta stupendamente bene e Pierpaolo Vettori, ancora una volta, mi ha catapultato in una dimensione ultraterrena fatta di sogni, paure e follia.

La Vita Incerta delle Ombre di Pierpaolo Vettori

| Elliot, 2015 | pag. 285 | € 17,50 |
Fin dall'infanzia Alessandro è stato tormentato da paure e incubi notturni. Dopo una violenta crisi di panico da cui si sta lentamente riprendendo, riceve la visita della "zia" Severina, l'unica in grado di farlo addormentare quando era piccolo, la quale gli chiede di accompagnarla a un concerto sul lago di Malvento. Per il ragazzo e la donna è l'inizio di un viaggio verso un passato misterioso e mai rimosso, dal quale riemergono luoghi come l'esclusivo collegio femminile del Sacré Coeur, frequentato negli anni Sessanta da Severina, e la fortezza di Boccafolle, un'accademia militare maschile dalle regole rigide e fuori dal tempo. A quei luoghi si accompagnano i ricordi di figure speciali come quella di Miranda Montelimar, una compagna di collegio di Severina, attratta dalle strane energie che animavano il tempio di Asclepio, un edificio al centro del lago che affascinava da sempre la fantasia dei ragazzi dell'accademia e delle ragazze del Sacré Coeur. Ma in un'estate torrida e sensuale Miranda viene ritrovata priva di sensi nella radura tra le rovine del tempio e, al risveglio, la sua personalità mostra i segni di un mutamento radicale. È stata davvero posseduta dal dio dei sogni, come lei crede, o è solo frutto della sua immaginazione? E perché oggi Severina, a distanza di tanti anni, decide di condurre lì Alessandro?
Voto:

Amo quest'uomo. Più volte ho detto che vorrei Donato Carrisi a casa mia per raccontarmi le favole della buonanotte, be', adesso vorrei anche Pierpaolo Vettori. Raccontano storie differenti, ma entrambi hanno il dono di aprirti gli occhi a un mondo di cui ignoravi l'esistenza.
Da La Vita Inverta delle Ombre mi aspettavo un romanzo diverso, ma semplicemente perché non leggo mai le trame quando c'è qualcosa di più importante che mi spinge verso un titoli, in questo caso l'autore. Dopo Le Sorelle Soffici mi è bastato vedere Pierpaolo Vettori sulla copertina (tra l'altro bellissima) per disinteressarmi a tutto il resto; volevo il libro solo per lui, perché sapevo che qualsiasi storia avesse raccontato sarebbe stata una storia raccontata magnificamente. E così è stato.
Le poche pagine iniziali dedicate ad Alessandro, un ragazzo che soffre di attacchi di panico e vive in bilico tra il mondo reale e quello immaginario, mi hanno subito portato alla mente la straordinaria capacità che ha l'autore nel descrivere i disagi e le malattie. Grazie a una penna evocativa e trascinante, difetti e le mancanze dei personaggi si trasformano in valori aggiunti che li rendono essere unici, e anche la realtà più dura e avversa può sembrare una favola straordinaria. Ed è una sorta di favola quella che Severina racconta al nipote Alessandro. Una favola "analessica" che la vede protagonista e che ripercorre il periodo estivo trascorso nel collegio femminile del Sacré Cœr, sito a Malvento Riviera, vicino alla fortezza di Boccafolle in cui studiavano dei giovani cadetti. Durante il racconto, poco alla volta l'obiettivo si sposta su Miranda Montelimar, una giovane orfana, una strana ragazza che ama definirsi una figlia di Asclepio e che sembra facente parte di un mondo a sé stante, un mondo pagano e ultraterreno fatto di rituali segreti e danze propiziatorie al chiaro di luna. Si dice che le notti in cui Miranda non può uscire dal collegio sia la sua ombra a vagare libera e indisturbata, mentre il suo corpo riposa sereno sotto le coperte senza destare sospetti.
È lei il fulcro della storia, la forza trascinante che governa il romanzo, la voce che nessuno si stanca di ascoltare; sono sue le labbra da cui tutti pendono e sue le braccia in cui tutti si rifugiano.
In una calda estate del 1962 si compie la maledizione dell'adolescenza. 
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13 aprile 2015

Recensione, CHAMPION di Marie Lu

Miei cari lettori, sono state due settimane un po' incasinate °_°
Premetto che sento tantissimo la primavera, i pollini mi mettono proprio k.o. e poi sono stata presissima dal compleanno del mio Pargolo che ora è ufficialmente perseguibile dalla legge maggiorenne.
Avrei tante cose di cui parlarvi, ho visto diversi film, è ripreso Outlander (Jamieeeeamoremiooooomi seimancatooo!!!), ma procediamo con ordine e parliamo dei libri che ho letto. Anzi, di uno in particolare oggi :)

Champion di Marie Lu

| Piemme, 03/2015 | pag. 336 | € 16,50 |
Spoiler sui volumi precedenti.
Per il bene della Repubblica, June e Day hanno rinunciato all’amore che provano. In cambio, June è tornata nelle grazie dell’élite, mentre Day ha raggiunto i vertici della gerarchia militare. Purtroppo è esattamente per il bene della Repubblica che sono chiamati di nuovo a lavorare fianco a fianco. Ma le richieste del nuovo governo non si limitano a questo. June dovrà convincere l’unica persona che ama a sacrificare tutto quello a cui tiene per salvare migliaia di vite sconosciute. Il che significa usare il proprio fascino, non dire tutto, fingere una convinzione che non ha e, quel che è peggio, sapere che Day non saprà rinunciare a fare la cosa giusta, costi quel che costi. Fra colpi di scena e suspense, la trilogia distopica ambientata in un’America divisa fra Colonie e Repubblica arriva al suo gran finale.
Voto:


"Ogni nuovo giorno, ogni cosa è di nuovo possibile. Giusto?"

Marie Lu, Marie Lu... lo sapevo io che questa autrice non ci avrebbe riservato la solita storia distopica condita da una buona dose di sentimenti, e sapete perché? Perché la cara Xiwei (così è all'anagrafe) ha origini cinesi e chi si porta l'oriente nel dna non voglio dire che abbia una marcia in più, ma ne ha una diversa. E questa trilogia ne è la dimostrazione. Legend, Prodigy e Champion sono tante cose. Cose dure, letali, spietate, ingiuste. Cose che fanno male. Cose sbagliate. Cose spesso indefinibili.
Se lo stile dell'autrice fosse stato un po' più emozionale avrei dato quattro stelle senza riserve, ma considerando tutta la serie di disgrazie che gravano su June e Day e il fatto che non mi sia commossa più di tanto, sento di non potermi sbilanciare oltre. Sapete che cerco sempre di trovare un compromesso tra la mia parte emozionale e quella più razionale, almeno finché la situazione non mi sfugge di mano. E con la Lu c'è il rischio che capiti. Mi ha fregato con Legend, ci sono cascata con Prodigy e il finale di Champion ha chiuso quel cerchio in cui per poco non ho perso il senso dell'orientamento.

In questo episodio è il caos più totale. In questo episodio è il caos più totale. Se alla fine di Prodigy la Repubblica sembrava aver ritrovato la fiducia e il sostegno del popolo, adesso le Colonie la accusano di aver diffuso un virus letale lungo il loro fronte e se non forniranno un antidoto in tempi brevi scoppierà una guerra senza pari. L'unico a essere sopravvissuto al battere è Eden, ma Day non ha nessuna intenzione di trasformare suo fratello in una cavia da laboratorio al servizio del Paese, anche se è per un bene comune.
June invece, che è un soldato fino al midollo, cerca di convincerlo del contrario, ma questo ragazzo che è stato in grado di muovere un'intera nazione e che ha passato tutta la vita nel vano tentativo di salvare la sua famiglia, adesso non può rischiare di perdere l'ultimo legame che gli è rimasto sulla Terra. Deve proteggere Eden, almeno finché gli è possibile...
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Il 21 Aprile 2015 uscirà in America
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