Approfitto del post per scusarmi anche con tutte quelle persone - gentilissime - che mi scrivono per propormi il loro romanzo. Scusatemi se non sempre ottenete una risposta, ma siete in tantissimi e mi è impossibile stare dietro a tutto. Anche volendo non riuscirei mai a leggere tutti i titoli che vengono sottoposti alla mia attenzione, però a volte può capitare che arrivi una mail in grado di distinguersi dalla massa. È successo con quella di Jessica, dell'Ufficio Stampa di Casa Sirio che ha saputo attirare, oltre che alla mia curiosità, la mia fiducia. Sentivo, quasi a pelle, che ci credeva davvero nel romanzo che stava proponendomi e ci ho voluto credere anch'io. Be', ringrazio il giorno che mi ha scritto. E la ringrazio per questo libro che mi ha risollevato dalla classica "crisi" che a intervalli irregolari colpisce ogni lettore che si rispetti.
Quindi, bando alle ciance e parliamo di Antipodi di Raffaele Napoli.
ANTIPODI di Raffaele Napoli
| Casa Sirio, 2015 | pag. 232 | € 14,00 |

Puoi esistere in un mondo che sostiene il contrario?Marco si risveglia nudo in un parco di Cadice. Non ha idea di come abbia fatto a finire lì, non ricorda nulla del giorno precedente e, cosa ancor più grave, sembra che l'intero mondo si sia dimenticato della sua esistenza. Nessuno più lo riconosce: non sua moglie, non sua madre. Nemmeno sua figlia ha idea di chi sia.
Quanto sei disposto a rischiare per essere felice? Luca lavora in un hard discount, odia la sua vita e la donna che ama è sposata con un altro. L'unica cosa che lo fa andare avanti è una promessa fattagli da uno sciamano ora emigrato in Nuova Zelanda, una promessa sulla quale ha puntato tutto. Due domande, due storie che si intrecciano e si condizionano. Due risposte che prima si mostrano e poi scompaiono, come se non fossero mai esistite. Due persone infine, che stanno agli Antipodi e che faranno di tutto per vivere la vita che hanno sempre desiderato.
Voto:
Poi mi arriva Antipodi.
È in un formato comodo, perfetto per essere infilato in borsa e farmi compagnia nei quaranta minuti di corriera che mi aspettano nel tragitto casa-lavoro. Lo inizio alla fermata e ancora prima di salire e mettermi comoda sono già rapita.
Non c'è dubbio, Antipodi parte col botto, sul momento mi ha portato addirittura alla mente le atmosfere adrenaliniche di Ken Follett e quelle claustrofobiche di Sebastian Fitzek, per poi abbracciare quelle più intimiste di Guillaume Musso. Ma i paragoni sono superflui, Raffaele Napoli ha uno stile, veloce, ritmico, asciutto, sincero; uno stile tutto suo. Si sente che prima di essere un autore è uno sceneggiatore, il suo libro è un film fatto di tasselli che si incastrano poco alla volta, è visivo, incalzante, non presenta particolari virtuosismi letterari, ma ha sicuramente molto cuore. Sono rimasta colpita da come prima abbia dato vita a due protagonisti che sono allo stesso tempo antagonisti e poi sia riuscito a mettere il lettore nella condizione di tifare sia per l'uno che per l'altro. C'è un po' di Marco in ognuno di noi. E c'è un po' di Luca. D'altronde crediamo di essere il frutto delle nostre scelte, ma siamo anche il frutto delle scelte altrui.
Ed è sulle scelte, arbitrarie e non, che si basa Antipodi. Sulle scelte e sul bisogno, insito in ognuno di noi, di dare un senso alla nostra vita, di plasmarla a nostro piacimento, di modellarcela sulla pelle. Ma se provarci è possibile, lo è anche riuscirci?
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