18 luglio 2015

Weekly Recap #129

Weekly Recap nasce dalla voglia di non parlare solo delle mie new entry libresche, ma anche di altre piccole curiosità settimanali. Libri che ho adocchiato, un estratto che mi ha particolarmente colpito, un film che ho visto, e così via. Un po' come fanno alcuni blog con la rubrica Clock Rewinders on a Book Binge [X - X]. Ma tutto senza regole. Un po' alla cavolo insomma. Sostituisce In My Mailbox.

Buon sabato a tutti! Oggi si parla di new entry e - udite udite - di serie tv! Ah, forse ho trovato un libro che mi farà smuovere dalle due/tre stelline (ultimamente ho dato a un libro anche una stella... sto proprio in crisi!) e non vedo l'ora di parlarvene. Anzi vi anticipo da subito quale potrebbe essere il libro che mi ha fatto di nuovo battere il cuore: Ho Paura Torero di Pedro Lemebel. 

New Entry


Ma che foto penosa! Quasi quasi in settimana la rifaccio e la sostituisco, non si vedono nemmeno i titoli dei libri... per me è la coltre di caldo che mi appanna l'obiettivo...

 

Il Richiamo del Cuculo è un regalo del mio Pargolo <3
Si è mosso a pietà vedendomi in "crisi da libro giallo" e mi ha regalato il thriller della Rowling con la speranza che mi risollevi il morale. Amore de mamma! Se non dovesse piacermi però gli toccherà regalarmene un altro ;)

The Queen of the Tearling dell'esordiente Erika Johansen penso sia uno dei titoli più belli da guardare degli ultimi tempi. L'edizione è semplicemente WOW! Mappa del Regno, carta dall'effetto anticato, e i disegni del mio amato/odiato Roberto Recchioni ad arricchire il tutto.
Lo saprete già tutti, ma quest'anno dovrebbero anche iniziare le riprese del film interpretato da Emma Watson.

Roberto Recchioni interpreta The Quuen og the Tearling

  
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Sono imperdonabile, ma non ho ancora letto Caldo Come il Fuoco nonostante tutte le mie amiche/colleghe blogger me ne parlino benissimo. Però è sul comodino e GIURO! (manina sul cuore) che lo inizierò al più presto! 1) Perché ho anche il seguito, Freddo Come la Pietra 2) Perché il mio comodino rischia di aprirsi in quattro sotto il peso dei libri.

Per finire, ve lo ricordate Across the Universe di Beth Revis? L'avevo recensito qui e mi era pure piaciuto, soprattutto sul finale. Bene, dopo un po' di attesa (solo due anni O_O) la Piemme ha finalmente deciso di ristampare tutta la serie partendo dal principio, quindi ecco il primo volume re-intitolato Io e Te Oltre le STelle e il seguito Brilleremo Tra Un Milione di Soli. Vi confesso che temo di dover fare un piccolo ripasso perché ricordo poco e niente ^_^

Nel frattempo mi sono arrivati altri libri, a mio parere uno più bello dell'altro, ma ve ne parlerò nel prossimo post.

Cosa mi Sono Vista


Ecco la mia nuova fissazione: Shameless.
Gente, non potete perdervelo! Se questa serie la guardo io, vuol dire che è un must! Ma se non vi fidate della mia parola guardate in giro... andate a leggere le opinioni degli spettatori. Shameless è qualcosa di mai visto, qualcosa che non va oltre le righe, le rompe proprio, e per questo non potrete non adorarlo. Racconta le vite della disastrata famiglia Gallagher: padre alcolizzato, sei figli di tutte le età, tra cui Fiona, la maggiore, che si occupa dei più piccoli, con tutti i problemi del mondo a gravare sulle loro spalle. Ma attenzione, qui non ci sono vittime, né tanto meno santi, solo peccatori. Come dice il titolo, questa è una serie senza vergogna, senza tabù, con un gigantesco bollino rosso che buca lo schermo. Shameless può far discutere, può disturbare gli animi più sensibili, ma se andrete oltre il sesso, i tabù, le droghe, le truffe, la prostituzione e la violenza, allora ci troverete anche qualcosa di buono. Di mooolto buono. Io non posso farci niente: la amo con tutta me stessa!
Sono alla quarta stagione, la più bella, la più forte forse, ma anche la più seria. Non dico altro, solo G.U.A.R.D.A.T.E.  S.H.A.M.E.L.E.S.S.


Alla prossima :)

16 luglio 2015

Recensione, LA RAGAZZA DEL TRENO di Paula Hawkins

Buon pomeriggio lettori del web, oggi si parla di un romanzo che è stato - e forse lo è ancora - il caso editoriale dell'estate. A me non ha fatto impazzire, insomma si legge, ma niente di nuovo all'orizzonte. Ero particolarmente curiosa di scoprire la storia di Rachel che spia la vita degli altri dal finestrino di un treno... sarà che io sono miope e distinguo giusto un albero da una persona... ma volevo capire come era possibile, così nel caso mi trovassi in viaggio sprovvista di un libro (impossibile) saprei come ammazzare il tempo ;)
Se cercate qualcosa di nuovo e soprattutto se siete a caccia di suspense però, prendete un altro treno.


La Ragazza del Treno di Paula Hawkins

| Piemme, 2015 | pag. 306 | € 19,90 |
La vita di Rachel non è di quelle che vorresti spiare. Vive sola, non ha amici, e ogni mattina prende lo stesso treno, che la porta dalla periferia di Londra al suo grigio lavoro in città. Quel viaggio sempre uguale è il momento preferito della sua giornata. Seduta accanto al finestrino, può osservare, non vista, le case e le strade che scorrono fuori e, quando il treno si ferma puntualmente a uno stop, può spiare una coppia, un uomo e una donna senza nome che ogni mattina fanno colazione in veranda. Un appuntamento cui Rachel, nella sua solitudine, si è affezionata. Li osserva, immagina le loro vite, ha perfino dato loro un nome: per lei, sono Jess e Jason, la coppia perfetta dalla vita perfetta. Non come la sua.
Ma una mattina Rachel, su quella veranda, vede qualcosa che non dovrebbe vedere. E da quel momento per lei cambia tutto. La rassicurante invenzione di Jess e Jason si sgretola, e la sua stessa vita diventerà inestricabilmente legata a quella della coppia. Ma che cos’ha visto davvero Rachel?
Nelle mani sapienti di Paula Hawkins, il lettore viene travolto da una serie di bugie, verità, colpi di scena e ribaltamenti della trama che rendono questo romanzo un thriller da leggere compulsivamente, con un finale ineguagliabile. Decisamente il debutto dell’anno, ai vertici di tutte le classifiche.
Voto:

Rachel non ha una vita, è una donna incapace di guardare avanti senza voltarsi continuamente indietro, non sa reagire alle difficoltà, non riesce ad accettare quello che il destino le ha riservato, e allora beve. Beve la mattina, il pomeriggio, la sera, di notte. Beve durante il tragitto che la porta verso quel lavoro che ormai ha perso e intanto, dal finestrino del treno, osserva il mondo che va avanti senza di lei. In particolare le piace soffermarsi su una coppia che spesso scorge in giardino. Sono un uomo e una donna e hanno tutto quello che a lei è stato tolto: complicità, amore, rispetto, una casa, un futuro sicuro.
Poi un giorno in quel giardino scorge qualcosa che manda in pezzi la sua unica certezza e a quel punto il lettore entra anche nella vita di Megan, la donna che Rachel aveva idealizzato, una donna con segreti, manie e fragilità.
"avere il controllo su qualcuno è la cosa che mi piace di più. E' la mia droga."
Quasi a metà romanzo si aggiunge una terza voce narrante, quella di Anna, la nuova moglie di Tom, l'ex marito di Rachel. Sono voci che spesso però si sovrappongono, voci monocorde, senza particolari sfumature. Sono le voci di donne deluse, esasperate, annoiate, bugiarde. Donne che alla fine sono una la fotocopia dell'altra, tutte vittime di loro stesse, costantemente in bilico su un filo che oscilla sui grandi punti interrogativi delle loro esistenze.
Per quanto l'idea, spudoratamente copiata da La Finestra sul Cortile di Hitchcock, potesse svilupparsi in modo originale dando vita a un thriller sulle nevrosi femminili, il treno della Hawkins procede lento e costante, senza sobbalzi, senza accelerare nemmeno una volta... peccato che io confidassi almeno in un piccolo deragliamento e che le fermate portassero nomi come suspense, ansia, inquietudine, vertigini.
Invece l'autrice va avanti per la sua strada, tenta di sconvolgere il lettore parlando di abusi emotivi, devastazione del corpo e dell'anima, ambiguità, ma non dissemina indizi, non disfa un puzzle per poi ricomporlo in extremis. Ovviamente c'è una ricostruzione finale, ma non ha le basi solide che deve avere un buon giallo, succede tutto di colpo, in un susseguirsi di scene veloci che sicuramente hanno lo scopo di sembrare adrenaliniche: i personaggi si tolgono le maschere e il marcio viene a galla. Fine della storia.
Ma non basta. Probabilmente sarebbe bastato se le personalità di Rachel, Megan e Anna fossero state sondate con più coraggio; l'autrice ci prova, non posso negarlo, ma non riesce a essere convincente. Le sue protagoniste saranno anche descritte come donne problematiche e dai molteplici lati oscuri, ma è la sua penna ad avere poche ombre e a non essere sufficientemente appuntita. Ha uno stile, la Hawkins, che si confonde nella massa.
Non so come Stephen King abbia potuto perdere ore di sonno tra queste pagine, perché La Ragazza del Treno a un certo punto è addirittura soporifero, ed è una cosa assurda visto che il romanzo ha solo trecento pagine. Ma tant'è. Prevedibili e cicliche le fermate di questo treno. Pusillanime il capolinea.

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Nota: I commenti rilasciati a questo post, saranno visibili anche nella pagina del sito dedicata alla recensione.

15 luglio 2015

Anteprime Vicine e Lontane #19

Buongiorno lettori del web, oggi si sbirciano le prossime novità!
Ci sono un paio di titoli che mi interessano moltissimo, tra tutti Bambini di Cristallo, il romanzo svedese per ragazzi più venduto negli ultimi anni. E' un titolo condito di mistero e paranormale, e anche se la Ohlsson è un'autrice che è già stata pubblicata in Italia, io devo ancora scoprirla.
Poi, uscirà a breve, Prometto di Sbagliare, un romanzo che sembra essere l'ennesimo caso editoriale. Mi fanno paura queste parole, non so mai quanto siano vere, quanto ci sia da fidarsi, ma è stato un colpo di fulmine quindi sarà mio! ^_^

Bambini di Cristallo di Kristina Ohlsson

| Settembre 2015 | Salani | pag. 200 | € 12,90 |

   
Billie è costretta a lasciare l’unica casa in cui abbia mai abitato, perché sua madre ha deciso che avrebbero dovuto trasferirsi in una piccola città. Mobili ammuffiti e oggetti strani riempiono la vecchia casa fatiscente, come resti spettrali dei precedenti inquilini - incluse due piccole statuine di cristallo raffiguranti un bambino e una bambini. I vicini e la comunità locale stanno nascondendo qualcosa, un segreto sull’edificio, un segreto sul suo passato. Dopo pochi giorni, Billie scopre che le statuette sono state rubate. Il mistero si infittisce, ma la madre di Billie pensa che si tratti solo di fantasie della figlia e del suo nuovo amico Aladdin. Così i due ragazzi si troveranno a fare i conti da soli con la tragica storia della casa.

La Gemella Silenziosa di S. K. Tremayne 

| 10 Settembre 2015 | Garzanti |

   
A Sarah piace il silenzio assoluto della sera che avvolge l’isola di Skye. Le piace muoversi piano nella penombra e accarezzare delicatamente i biondi capelli della sua bambina di sette anni, Kirstie, che si è appena addormentata. Mentre osserva le sue manine che stringono il cuscino, Sarah ripensa a quando quelle mani si stringevano a quelle, identiche, della sua sorella gemella Lydia. Niente le distingueva, stesse lentiggini, stessi occhi azzurro ghiaccio, stesso sorriso giocoso. Ma, un anno prima, Lydia è morta improvvisamente e ha lasciato un vuoto così grande che ha costretto Sarah e la sua famiglia a fuggire da tutto e da tutti su quella piccola isola spersa nel mare di Scozia. Lì, tra le scogliere impervie e i cieli immensi, Sarah sente che lei, la bambina e suo marito Angus potranno forse ritrovare la serenità. Eppure, mentre si avvicina l’inverno, Kirstie è sempre più strana. Diventa silenziosa, riflessiva, improvvisamente interessata a cose che prima non amava. Sempre più simile a Lydia, la gemella scomparsa. Ma, quando una violenta tempesta sferza l’isola, Sarah e Kirstie rimangono isolate. Nel buio, col solo mugghiare del vento ad ascoltarle, Kirstie alza gli occhi e sussurra: “mamma, perché continui a chiamarmi Kirstie? Io sono Lydia. Kirstie è morta, non io”. Sarah è devastata e il tarlo dell’errore comincia a torturarle l’anima. Cos’è successo davvero il giorno in cui una delle gemelle è morta? È possibile che una madre possa non riconoscere sua figlia?

L'Amica Pericolosa di Paula Daly

| 17 Settembre 2015 | Longanesi |

  
Natty e Sean hanno tutto: un matrimonio solido, due figlie che adorano, un piccolo albergo nella regione dei laghi inglese, e una vita ricca di soddisfazioni anche se piena di impegni. Sono un modello da cui trarre esempio, specialmente per Eve, l’amica di sempre di Natty, una psicologa che per lavoro cerca di ridare equilibrio agli altri, ma che nel privato passa da un disastro all’altro. Per questo, quando Eve chiede ospitalità a Natty dopo l’ennesimo rapporto finito male, Natty accetta. Con tutto quello che hanno condiviso in passato, e con i segreti che ancora le legano, è il meno che può fare. Ed è anche l’errore più grave che può commettere. A Eve bastano due sole settimane per insinuarsi nel nido di Natty e prenderne il posto, nel letto del marito, nella gestione dell’azienda, perfino nel cuore delle figlie, che, sottoposte alle suadenti abilità manipolatorie di Eve, iniziano a vedere nella madre una pericolosa squilibrata. Natty sta per cedere alla disperazione quando qualcuno che vuole rimanere nell’ombra riesce a farle sapere che Eve non è alla sua prima impresa di quel genere. La sua amica di un tempo è una ladra di vite altrui… E, almeno in un caso, lo è stata in senso letterale: qualcuno ha perso la propria vita…

Il Mio Destino Sei Tu di Megan Maxwell

| 24 Settembre 2015 | Tre60 | pag. 304 |

  
Tony è una popstar. A Los Angeles non c’è festa in cui non si balli al ritmo sfrenato della sua musica, non c’è attore o VIP che non lo voglia come ospite ai propri party. E Tony è anche molto affascinante: gli basta uno sguardo per conquistare una donna, una canzone per farle battere forte il cuore... Ruth è una giovane donna coraggiosa. La vita le ha chiesto molto e lei non si è mai risparmiata, né con la sua famiglia né con l’uomo che ha amato più di se stessa. Eppure, nonostante la sua generosità e la sua forza, le cose per lei non sono ancora andate per il verso giusto. Tony incontra Ruth a una festa: la ammira dall’alto del suo piedistallo di gloria, dato che lei è una semplice cameriera, e vorrebbe sedurla, averla subito. Ma Ruth non ha tempo per le avventure e conosce fin troppo bene l’egoismo e la crudeltà delle persone famose. Tony e Ruth non potrebbero essere più diversi. Ma ciò che sentono l’uno per l’altra è molto più forte di quanto entrambi siano disposti ad ammettere...

Prometto di Sbagliare di Pedro Chagas Freitas

| 27 Luglio 2015 | Garzanti | pag. 380 |

 
Prometto di sbagliare è un fenomeno editoriale senza paragoni. Appena uscito ha conquistato la vetta di tutte le classifiche bestseller, rimanendo per mesi ai primi posti. È stato venduto in tutto il mondo dopo aste agguerrite. La rete è invasa di commenti e migliaia di fan l’hanno eletto libro dell’anno.
Perché l’amore ci spezza, l’amore ci stordisce, l’amore ci fa sentire immortali e subito dopo inermi e senza forze. Ma il suo potere più grande è quello di farci sentire liberi. Questo è l’amore che con un sussurro parla direttamente alla nostra anima.
Il locale è affollato e rumoroso. L’uomo è seduto vicino alla finestra e guarda il cielo grigio, annoiato come ogni lunedì mattina. Improvvisamente si volta e lei è lì, di fronte a lui. Gli occhi carichi di stupore e l’imbarazzo tradito dal tremito della dita che afferrano la borsa. Sono passati anni dall’ultima volta che l’ha vista, il giorno in cui l’ha lasciata. Senza una spiegazione, senza un perché, se n’è andato spezzandole il cuore. Da allora, lei si è rifatta una vita, e anche lui. Eppure solo ora si rende conto di non avere smesso di amarla neanche per un secondo. Per questo, quando lei cerca di fuggire da lui, troppo sconvolta dalle emozioni che la percuotono, l’uomo decide di fermarla. E nel loro abbraccio, in mezzo ai passanti, prometterle di tentare, agire, cadere, sbagliare di nuovo. Amarla. Davvero e per sempre.
Questa sembrerebbe la fine, ma non è che l’inizio della loro storia. Perché ogni loro gesto, ogni lettera che si scrivono, ogni persona che incontrano, ha un universo da raccontare. E l’amore è il filo rosso che lega tutto. Quante volte ci siamo chiesti com’era l’amore da cui siamo nati? Come si è sentito nostro padre la prima volta che ci ha tenuto in braccio? L’emozione più grande è quella di ritrovare quello che si è perso e amarlo di nuovo, come se fosse la prima volta.

La Trappola di Melanie Raabe

| 10 Settembre 2015 | Corbaccio | pag. 336 |

 
L’ESORDIO THRILLER PIÙ CONTESO ALLA FIERA DI FRANCOFORTE.
Autrice di bestseller, Linda Conrads, trentott’anni, è un mistero per i suoi fan e per la stampa. Da undici anni non mette piede fuori di casa, una villa sul lago di Starnberg. Solo pochissime persone sanno che dietro al successo straordinario della scrittrice si cela un terribile segreto. Molti anni prima, Linda, entrando in casa, ha trovato il corpo la sorella minore
brutalmente assassinato e ha intravisto l’omicida che si dava alla fuga. Da quel momento, il volto di quell’uomo la tormenta in sogno, fino a quando un giorno, Linda si ritrova a fissare scioccata la televisione dove compare quel viso, il viso dell’assassino. È la spinta che le serve per uscire finalmente di casa: Linda, servendosi dell’unica arma che ha a disposizione, ovvero la sua capacità di scrivere, pianifica nei minimi dettagli una trappola mortale ma, nel momento in cui sta per scattare, la realtà si capovolge, fatti e fantasie si mescolano e Linda non sa nemmeno più se l’uomo che ha di fronte è veramente un assassino.

Il Segno di Sarah Lotz

| 10 Settembre 2015 | Casa Editrice Nord | pag. 480 |

 
12 gennaio 2012, il giorno che ha cambiato la Storia. Il giorno in cui quattro aerei di linea si sono schiantati al suolo: in quattro continenti diversi e quasi nello stesso istante. Nessun atto di terrorismo, solo un’assurda, tragica fatalità. O forse no. Perché, contro ogni logica, in tre casi ci sono stati dei superstiti. Tre bambini, usciti senza nemmeno un graffio dai rottami. E ben presto quei bambini sono diventati prima un mistero inspiegabile, poi un enigma inquietante. Nel disastro aereo in Giappone, infatti, un altro passeggero è sopravvissuto all’impatto, sebbene solo per pochi istanti, riuscendo a registrare un messaggio vocale sul cellulare: «Eccoli… Il bambino… Il bambino guarda i morti, ossignore quanti sono... Presto ce ne andremo tutti quanti... Il bambino non deve…»
Sono passati anni da quel maledetto giorno, eppure i Tre – come sono stati chiamati i bambini superstiti – sono ancora al centro del dibattito mondiale. Per fare luce sul mistero, alla giornalista Elspeth Martins non rimane che raccogliere tutte le informazioni disponibili, comprese le interviste rilasciate nel corso del tempo da chi si è preso cura di loro dopo gli incidenti aerei. E una cosa ben presto risulta chiara. I Tre hanno una forte influenza su chi sta loro vicino. A volte è un’influenza positiva, a volte invece è come se emanassero una forza malefica. E più Elspeth indaga sulla storia dei Tre, più gli interrogativi si accavallano. Chi sono – o cosa sono − davvero quei bambini? Una semplice anomalia statistica? Messaggeri di Dio, inviati sulla terra per uno scopo ancora oscuro? O il Segno premonitore della fine dei tempi? Molte domande, una sola risposta: questo romanzo.

Tenero e Violento di Adam Thirlwell

| 27 Agosto 2015 | Guanda | pag. 350 |

 
Il protagonista di questa storia è un uomo che ha tutto: un’ottima famiglia che gli ha dato una buona educazione, un lavoro soddisfacente, una mogliettina perfetta, perfino un cane che gli è affezionato. Eppure, nonostante le premesse per vivere una vita se non felice, almeno tranquilla, si avvita in caduta libera tra ossessioni e paranoie, sesso, droga ed elucubrazioni autoreferenziali fino all’inesorabile schianto finale. Difficile dire da dove nasca il male di vivere di questo rich kid, bugiardo seriale, egotico e sessuomane: forse la perdita del lavoro? L’amore per una ragazza che non è la moglie? O il ritorno del suo vecchio amico Hiro, tossico e nevrotico? La situazione precipita, in una storia nera dominata da una sfrenata allegria e da tiri sporchi (compresi un’orgia, un bordello, un paio di sparatorie…), che racconta a tinte fosche venate di ironia il crollo di una generazione.



Alla prossima

13 luglio 2015

Recensione, SEI TU IL MIO PER SEMPRE di Katy Evans

Per spezzare un po' - ultimamente sto leggendo molti gialli e thriller - oggi parliamo di un bel romance! Be'... definirlo bello è proprio un azzardo, perché mie care lettrici Sei Tu il Mio Per Sempre di Katy Evans è stata la delusione più grande che mi sia capitata negli ultimi anni. Non mi capacito del suo successo. Non capisco le 5 stelle su Amazon, Goodreads, Anobii. E stavolta non credo che sia colpa mia, questo libro è semplicemente BRUTTO! Leggete la recensione se volete sapere perché non mi è piaciuto proprio per niente!

Sei Tu il Mio Per Sempre di Katy Evans

| Fabbri, 07/2015 | pag. 316 | € 15,90 | real #1 |

Brooke ha reinventato se stessa dopo la tragedia che le ha cambiato la vita, e ora lavora come fisioterapista. Quando la sua migliore amica la trascina a un combattimento clandestino di pugilato, basta uno sguardo di Remington Tate l'enigmatico vincitore dell'incontro - a sconvolgere ogni sua certezza. Data la sua fama, quando Remington la invita nello spogliatoio Brooke pensa che si tratti solo di una notte di sesso. Invece il dolce viso di Brooke l'ha colpito con la stessa forza di un gancio che ti coglie alla sprovvista. Remy la vuole a ogni costo e, pur di averla accanto, la assume come fisioterapista. Brooke accetta subito, anche se non ha la minima idea di che cosa l'aspetta. Resistere alla bellezza e alla perfezione di quel corpo è impossibile. Resistere alla sensualità di quelle labbra e di quel sorriso sfrontato è totalmente inutile. Brooke non ha altra scelta che abbandonarsi a Remington, a quel piacere devastante che soltanto lui è capace di farle provare e all'amore incondizionato che pretende. Ma cosa succederà quando il lato oscuro di Remy prenderà il sopravvento?
Voto:

RECENSIONE V.M. 18
E questo sarebbe il romanzo che aspettavo di leggere da oltre un anno? Questa accozzaglia di tutto e di niente, in cui un pugile strafigo e una giovane fisioterapista libidinosa comunicano per metà libro attraverso erezioni e bollori che si diffondono nelle principali zone erogene? Davvero... non ho parole...
Ma prima di addentrarmi nei complessi (?) e articolati (?) schemi di questa storia devo dire una cosa. Mamma, non leggere questo libro. Tu che sei fisioterapista potresti pensare di non aver capito niente dalla vita. Perché? Te lo spiego subito.
- Se vuoi essere professionale non devi indossare un camice bianco, ma un completino stretto e sexy che ti agevoli i movimenti (tipo l'apertura di coscia, tanto per fare un esempio).
- Se vuoi fare un buon massaggio alla schiena devi salire sopra al tuo paziente per essere sicura di non tralasciare la manipolazione di nemmeno un muscolo. I soldi che hai speso per un lettino professionale? Buttati.
- Creme e oli per far scivolare meglio le mani sulla pelle sono inutili (altri soldi finiti giù per lo scarico). Il sudore è il balsamo più naturale e migliore del mondo. Ricordatelo in futuro, d'altronde il BIO sta pompando di brutto!
- Le chiacchiere tra medico e paziente in cui si parla del più e del meno sono a dir poco superflue. Mamma, ci vuole la musica! Ma non una musica soft e rilassante, bensì una musica nel cui testo ci siano parole come toccami, eccitami, leccami, prendimi. Chiaro?
- Il tutto deve ovviamente essere messo in atto dalla primissima seduta. Aspettare non ha senso.

Detto questo devo anche parlarvi di Remington e Brooke? Sinceramente ne ho davvero pochissima voglia, ma farò uno sforzo. Tralascio i commenti sui nomi dei due protagonisti, e passo a quella che fatico a definire "storia".
Sei Tu il Mio Per Sempre inizia con una scena in perfetto stile Beautiful Disaster 1) perché anche in questo caso assistiamo a un incontro di pugilato 2) perché è davvero un disastro di scena.
Immaginatevi lui. Remington Tate detto Riptide . Fossette assassine. Un sorriso da ragazzino su un corpo da macho. Si muove sul ring con agilità felina, mentre uno stuolo di donne in estasi e con la bava alla bocca grida il suo nome. Tra loro c'è la nostra protagonista, una semplice ragazza che fino al giorno prima poteva definirsi normale, ma che davanti a quello spettacolo riesce a pensare solo a una cosa: "Sono eccitata. Mi ribolle il sangue. Lo avverto nel mio sesso, e sembra che lui se ne sia accorto. Cosa che detesto. [...] Il mio sesso reagisce ogni volta che Remington attacca."
Brooke poverina è così. Come la sua omonima che in Beautiful tiene botta nonostante le ragnatele, e non c'è verso di calmarla, per tutto il tempo in cui Remy è nel raggio di un chilometro sente la pelle ardere come se fosse cosparsa di benzina. Lo ammetto, più volte ho sperato che qualcuno le passasse vicino con un cerino acceso, ma niente...
Poi l'eccitazione evolve e inizia a coinvolgere anche altri sensi. Gente, voi non ci crederete, ma Remy e Brooke non si sono praticamente parlati e lei sente il suo istinto materno risvegliarsi. Adesso l'autrice mi deve spiegare cosa c'entrano sesso e maternità? Ok, come si fanno i bambini lo so, ma vuoi un figlio da un uomo di cui non sai un tubo? Alt! Brooke è intelligente (cosa credevate?) così va in internet e scopre che negli articoli su Remington compaiono parole tipo "pessimo elemento", "ubriaco", "rissa in un bar", "prostitute". Ecco, adesso sa chi è, quindi quando accetterà la sua grossa caramella non sarà da uno sconosciuto. Vedete che non è una sprovveduta?
Il problema (serio) di questo libro è che le donne sono alla mera stregua di povere decerebrate, puttanelle felici di esserlo perché se a sbatterle è un tipo come Remy, allora chi se ne frega della dignità, del femminismo e dei valori. Tutte a 90° in allegria! Yeeee!!!
E Brooke non è da meno, perché quando immagina Remy che si trastulla con un paio di zoccolette da due soldi, non pensa "che porco", ma "vorrei essere al loro posto". Giuro, che la mia cagna quando è in calore ha più contegno.
A un certo punto il romanzo tenta di cambiare registro, ma invece di migliorare peggiora ulteriormente. Dopo pagine e pagine in cui Brooke ha pensato solo ed esclusivamente "io ti scoperò" arriva la fase tanto attesa (?) del "io ti salverò". Una specie di Candy Candy baldracca la nostra protagonista, perché non solo soddisferà ogni piacere del beneamato dolce Remi piccolo come sei, ma capirà l'origine dei suoi problemi e l'aiuterà a gestirli...
Devo dirlo, a me queste autrici fanno davvero incazzare. Ma proprio tanto. Lasciamo l'amore alle coppiette e la salute ai dottori. Non scriviamo minchiate facendo credere che basta una buona scopata per guarire, e non aggiungo altro per evitare spoiler, ma se la Evans crede di aver avuto un colpo di genio è meglio che vada a farsi curare anche lei.
Ho trovato questo libro quasi squallido, e mi dispiace dover usare un termine così forte, ma sinceramente non me ne viene in mente uno più appropriato.
Potrei leggere il seguito solo se Brooke venisse radiata dall'albo dei fisioterapisti e Remy diventasse impotente, ma sicuramente vivranno felici e contenti zompando come ricci. Che pena mi fanno.

Serie REAL
1. Real - Sei tu il mio per sempre
2. Real - Mine
3. Real - Remy
4. Real - Rogue
5. Real - Ripped
6. Real - in attesa di essere pubblicato


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11 luglio 2015

Recensione, L'UOMO NEL QUADRO di Susan Hill

A grande richiesta (due persone xD) pubblico la recensione de L'Uomo nel Quadro di Susan Hill che se non erro è stata proprio la seconda lettura vacanziera dopo L'Invito di Ruth Ware.
Per fortuna in questi due giorni il caldo torrido ha lasciato spazio a temperature più miti che mi hanno permesso di stare al computer, ma si prevede una nuova ondata di afa, quindi se sparisco dal web significa semplicemente che mi sono liquefatta. Il tempo di tornare a uno stato solido e ricomparirò. Intanto preparo qualche post... non si sa mai ^_^
Buon sabato!

L'UOMO NEL QUADRO di Susan Hill 

| Polillo, 2008 | pag. 130 | € 15,00 |
In una fredda giornata di gennaio Oliver si reca da Londra a Cambridge per far visita a un suo vecchio professore d'università, Theo Parmitter. Il programma è d'incontrarlo nel tardo pomeriggio, cenare insieme e poi fare quattro chiacchiere davanti al camino con in mano un buon bicchiere di whisky. Il giorno successivo Oliver avrebbe visto un altro paio di persone, dopodiché sarebbe ritornato a Londra. La cena era stata deliziosa e ora, nel confortevole studio del professore, i due stavano chiacchierando. "Ti andrebbe di ascoltare una strana storia?", propone a un certo punto Theo. E la storia è davvero strana. C'è un quadro, un dipinto a olio appeso al muro della stanza, che mostra una folla di uomini e donne, a Venezia, durante il carnevale. Alcuni sono in maschera, altri no; davanti a loro si apre il Canal Grande. E' un quadro della metà del 1800 acquistato da Theo a un'asta, un quadro che qualcuno, arrivato colpevolmente in ritardo, ha cercato disperatamente di riacquistare, senza risultato, dal professore. Da allora il dipinto si trova lì, in quello studio, non è mai stato spostato. Non è di straordinaria bellezza, eppure ha una forza che impedisce a chiunque di distogliere lo sguardo dai personaggi dipinti. Da uno, in particolare; c'è un uomo, infatti, tra quella folla lungo il Canal Grande, che cambia sembianze. E non è una leggenda: è la verità.
Voto:

Se il capolavoro universalmente riconosciuto di Susan Hill - La Donna in Nero - non ha stravolto la mia carriera di lettrice, ho pensato bene di ritentare con un suo romanzo breve e mi sono buttata, fiduciosa e piena di speranze, su L'Uomo nel Quadro
La migliore dote di questa autrice è sicuramente quella di riuscire a calare le sue storie in scenari decisamente suggestivi. Grazie a una penna cupa e trascinante, la Hill trasforma Venezia in un luogo decadente e maleodorante, in cui la cupidigia e la malvagità trovano terreno fertile; il romanticismo tipico della Serenissima lascia spazio alla depravazione e i panorami mozzafiato diventano ipnotiche vedute in grado di catturare e annientare mente e corpo.
Tutto inizia con il racconto di Theo Parmitther il quale, durante una fredda sera invernale, si lascia andare ai ricordi e rivela a Oliver, un suo "vecchio" studente di Cambridge, le stranezze che ruotano intorno a un quadro acquistato all'asta.
Il dipinto, risalente al 1800, è apparentemente bellissimo: Il Canal Grande è impresso sulla tela in un gioco perfetto di luci e ombre, mentre un gruppo festoso di persone in maschera riempono le vie e le imbarcazioni. Ma non tutti sembrano divertirsi. C'è un uomo che fissa lo spettatore con timore e angoscia ed è difficile restare indifferenti di fronte a una paura quasi ipnotica.  
Nel corso della lettura la narrazione passa di voce e in voce, come se il mistero del quadro e quello che comporta possederlo, fosse uno scomodo fardello di cui si sente il bisogno di liberarsi, ma purtroppo quella che dovrebbe essere una ghost story non ha tutti gli elementi per definirsi tale. Soprattutto la maledizione del dipinto non ha radici abbastanza profonde e la Hill per qualche misterioso motivo, decide di non fornire troppe spiegazioni... diciamo pure nessuna.
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6 luglio 2015

Recensione, L'INVITO di Ruth Ware

Buon caldissimo e afosissimo pomeriggio! Gente, ma che è successo? Qui sui colli bolognesi non si respira °_______°
Durante le ferie avevo già abbozzato la recensione su Word, ma anche fare copia e incolla mi è costato uno sforzo immane!
Comunque... la recensione! Oggi parliamo del libro che avevo in lettura il giorno in cui sono partita e che - come previsto - non si è rivelato niente di che. Poi dipende sempre da cosa si cerca, ma L'Invito di Ruth Ware faccio fatica a identificarlo come un thriller mozzafiato. Al massimo posso classificarlo come lettura da ombrellone.

L'INVITO di Ruth Ware



| Corbaccio, 2015 | pag. 348 | € 16,90 |
Dieci anni cambiano una persona. A dieci anni dalla fine del liceo Leonora Shaw, Nora, ne ha fatta di strada: è diventata una scrittrice, la sua vita è scandita dal lavoro alla scrivania nel suo monolocale dell'East End londinese, dalle tazze di caffè e dalle corse nel parco. Della vecchia Leonora non resta più nulla, nemmeno il nomignolo di allora, Lée. Tutti possono avere mille buoni motivi per non frequentare gli amici di un tempo, per troncare con il passato, per incominciare una nuova vita. E Nora ha un ottimo motivo. Eppure, quando riceve l'invito all'addio al nubilato della sua ex amica del cuore, si fa strada in lei un assurdo senso di colpa unito a un assurdo sentimento di riconoscenza verso Clare per essersi fatta viva dopo dieci anni. Sebbene con riluttanza, accetta di trascorrere un weekend in una villa nei boschi del Northumberland insieme ai vecchi amici, e di colpo si trova catapultata indietro nel tempo di dieci anni, in quel passato che ha meticolosamente cercato di cancellare. E capisce di aver commesso un errore. Il peggior errore della sua vita...
Voto:

L'Invito di Ruth Ware viene definito "un thriller psicologico che aggancia il lettore fin dalla prima pagina e lo conduce nei recessi della psiche umana", ed è il romanzo d'esordio di una trentottenne che è stata cameriera, insegnate di inglese e addetta all'ufficio stampa della Vintage Pubblishing. Adesso a quanto pare è un'autrice a tutti gli effetti, visto che anche Wulf Dorn ne ha tessuto le lodi.
Ovviamente non sono d'accordo praticamente su tutto.
Di psicologico c'è poco, il lettore si ritrova a sbadigliare dopo venti pagine ed è tutto così prevedibile e all'acqua di rose che mi sono chiesta il perché di tanto successo.
Come trama e intreccio L'Invito mi ha ricordato i romantic suspense che leggevo svariati anni fa nella collana Harlequin Mira, si "salva" solo perché la componente rosa non è preponderante, ma se devo dirla tutta a me quella collana piaceva parecchio, non ti dava false speranze, ma manteneva quello che prometteva, mentre in questo caso non posso dire la stessa cosa.
Ho sentito aria di fregatura nel momento stesso in cui ho conosciuto Nora, la protagonista, una giovane scrittrice di thriller che da dieci anni ha tagliato i ponti con la sua vecchia vita per puro istinto di autoconservazione. Quando però Claire, l'amica con cui ha condiviso gran parte dell'adolescenza, la invita al suo addio al nubilato, lei accetta di rituffarsi in quel passato che le ha causato i dolori più grandi.
Non sa perché, ma sente che non può tirarsi indietro. Nonostante non voglia andarci, nonostante una miriade di strane sensazioni le affollino la mente, lei parte per passare un week end con gente di cui non sa praticamente nulla, perché al contrario di quello che dice la trama sul risvolto - cito: Sebbene con riluttanza, accetta di trascorrere un weekend in una villa nei boschi del Northumberland insieme ai vecchi amici [...] - delle sei persone invitate lei ne conosce solo due.
Un incipt che manca un po' di credibilità, ma che è servito alla Ware per ricreare un'atmosfera in perfetto (si fa per dire) stile Dieci Piccoli Indiani e rinchiudere in una grande e suggestiva casa di vetro Nora e gli altri personaggi. Personaggi decisamente sottotono, privi di spessore, legati tra loro da vecchi e taciti rancori che non mancheranno di venire a galla secondo un copione letto e riletto.
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5 luglio 2015

Weekly Recap #128

Weekly Recap nasce dalla voglia di non parlare solo delle mie new entry libresche, ma anche di altre piccole curiosità settimanali. Libri che ho adocchiato, un estratto che mi ha particolarmente colpito, un film che ho visto, e così via. Un po' come fanno alcuni blog con la rubrica Clock Rewinders on a Book Binge [X - X]. Ma tutto senza regole. Un po' alla cavolo insomma. Sostituisce In My Mailbox.

Buon pomeriggio e buona domenica a tutti! Oddio non mi sembra vero di essere tornata e sinceramente non so con quali forze e con quale faccia andrò in ufficio domani. Direi questa comunque: 


Venendo a noi non voglio dire nulla sui libri che ho letto, perché nei prossimi giorni pubblicherò le recensioni, ma sono stati tutti delle mezze delusioni o niente di eccezionale. Come si dice "fortunata in vacanza, sfortunata nelle letture". Sarebbe l'evoluzione di "fortunata al gioco, sfortunata in amore" e... ok, sto delirando più del solito, comunque se vi interessa consiglio a tutti la Francia e la Spagna dei Pirenei Atlantici, tutta la zona dei paesi baschi è una vera gioia per gli occhi, un meraviglioso spettacolo della natura.

Vedere per credere




 *fine dello spot touring club*

Vi starete chiedendo cosa ci faccio qui se non voglio parlarvi dei libri letti. Be', ho alcune new entry, la mia cassetta delle lettere non ha smesso di lavorare -brava lei - e come al solito mi piace condividere con voi di tutto e di più, sperando di esservi d'ispirazione o di ricevere i sempre utilissimi consigli che mi date ^^


La Ragazza del Treno di Paula Hawkins è stata una sorpresa del tutto inaspettata, avevo capito dall'ufficio stampa che le copie staffetta erano poche e che si erano subito esaurite per il gran parlare che ha fatto questo libro, quindi non immaginavo di certo di trovarlo al mio ritorno dalle ferie.
Invece La Ragazza Che Guardava il Cielo di Alberto Reggiori è un regalo di mia cognata che sta traslocando e piuttosto che buttare dei libri li prendo io. Mi pare giusto no? Peccato solo che legga prevalentemente in francese e che non mi possa accalappiare troppo xD Ah, ma guardate cos'aveva sul comodino quando sono andata a trovarla :)


La versione francese de L'Amore Bugiardo ^^

L'ultimo a destra - Il Creasogni - è un gentilissimo omaggio dell'autore Simone Toscano che tra l'altro mi ha fatto una dedica azzeccatissima. Adoro questi dettagli capaci di rendere un romanzo ancora più unico e personale.


Bene, per oggi è tutto. Ho il frigo vuoto e la spesa mi attende... O_O

A prestissimo! ^_^