18 settembre 2015

Recensione, Dopo di Lei di Joyce Maynard

Buon pomeriggio miei cari lettori, oggi vi parlo di un romanzo difficile da recensire, ma ve lo dico subito, mi ha conquistata. Non è una storia strutturata in modo canonico, ma soprattutto non è assolutamente un thriller come in molti credono, perché la componente gialla per quanto importane per lo sviluppo dei personaggi resta sempre sullo sfondo. È un libro che si vive, molto psicologico. Ho sottolineato infinite frasi, mi è piaciuto leggere ogni parola scritta dalla Maynard perché in ognuna c'era la favola incastrata nella realtà. Non lo consiglierei a tutti, ma a se amate quei libri dove non conta quello che si scrive ma come viene scritto, non fatevelo scappare.

Dopo di Lei di Joyce Maynard

| Harlequin Mondadori, 2015 | pag. 378 | € 16,00 | 
È l'estate del 1979 a Marin, California. Rachel e la sorellina Patty esplorano indisturbate la montagna dietro casa, lasciate un po' a loro stesse da un padre detective di polizia, affascinante e molto impegnato, e da una madre triste e depressa, che si occupa di loro un po' da lontano. Possono sperimentare la libertà, i giochi di un'infanzia senza confini, inventarsi le giornate senza seguire alcuna regola in particolare. Finché un giorno delle giovani donne iniziano a essere uccise su quella montagna. Il padre di Rachel viene incaricato del caso, il più importante e difficile che gli sia mai stato affidato. Ma la sua grande occasione si trasforma presto in un fallimento, quando tarda a trovare il Killer de Tramonto. Per aiutarlo Rachel e Patty decidono allora di lanciarsi nel gioco più pericoloso che abbiano mai azzardato: iniziano a investigare, mettendo a rischio se stesse e compromettendo per sempre la carriera del padre.
Sono passati trent'anni da quell'estate, e Rachel, ora affermata scrittrice, non è ancora riuscita a dimenticarla ed è per liberarsene per sempre che decide di raccontarla.
Voto:
 

Quando ho visto il nome di Joyce Maynard sulla copertina di un Harlequin mi si è fermato un attimo il cuore. Fermi tutti, mi sono detta, ma è proprio lei? Quella Joyce Maynard? Quella di Da Morire e Labor Day? Sì, è lei, un'autrice che con questo titolo si conferma una vera maestra nel descrivere l'inquietudine e la bellezza della quotidianità. Ma soprattutto, con Dopo di Lei, racconta con un misto di forza e delicatezza cosa significhi avere tredici anni, un'età in cui la linea che separa la follia dal buon senso non è sottile, semplicemente non esiste.
A tredici anni sei la regina del mondo e anche se la tua vita non è come un film tu ti senti protagonista assoluta di qualcosa di unico e magico. Rachel non è più una bambina, ma non è nemmeno una donna. Adora sua sorella Patty, con cui condivide ogni momento e qualsiasi pensiero. Insieme corrono tra le montagne, mangiano burro d'arachidi sul cassone di un vecchio furgone abbandonato, spiano dalle finestre dei vicini i telefilm che non possono vedere a casa non avendo il televisore e si inventano storie assurde che le fanno sbellicare dalle risate. Stravedono per un padre che ai loro occhi è il principe della favole, bello come un attore di Hollywood, un vero eroe con una stella puntata sul petto pronto a difenderle da ogni pericolo; al contrario biasimano la madre, una depressa cronica che non ha saputo tenerselo stretto, attaccata ai libri, alle sigarette e ai pranzi precotti. Ma è così che funziona a tredici anni. Vedi solo quello che vuoi vedere, vuoi tutto o niente.

Quando delle giovani donne iniziano a morire tra quelle montagne che le hanno sempre protette, la vita di Rachel cambia. Suo padre, a cui viene affidato il caso, attira flash e obiettivi e indirettamente le luci si spostano anche su di lei. Quelle compagne che prima la ignoravano iniziano a parlarle, i ragazzi si accorgono improvvisamente della sua esistenza e in breve Rachel perde di vista quello che davvero la rendeva felice. Tutto per dei pomeriggi a pitturarsi le unghie e a farsi palpeggiare da Teddy Bascom.
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16 settembre 2015

Weekly Recap #133

Weekly Recap nasce dalla voglia di non parlare solo delle mie new entry libresche, ma anche di altre piccole curiosità settimanali. Libri che ho adocchiato, un estratto che mi ha particolarmente colpito, un film che ho visto, e così via. Un po' come fanno alcuni blog con la rubrica Clock Rewinders on a Book Binge [X - X]. Ma tutto senza regole. Un po' alla cavolo insomma. Sostituisce In My Mailbox.

New Entry

Ultimamente sto cercando di selezionare molto le nuove entrate, ho voglia di leggere non solo novità, ma anche - e soprattutto - quello che ho accumulato nei secoli e nei secoli, amen negli anni e lo so che non è facile, l'acquisto compulsivo fa parte di noi lettori, ma io ci provo (più o meno).

Il romanzo di cui vi parlo oggi mi è saltato all'occhio sfogliando su Soloscambio la lista dei libri di un utente a cui interessava qualcosa di cui non vedevo l'ora di liberarmi. Prima di leggere la trama ho - ovviamente - verificato le condizioni del libro. Odio quando viene indicato "in ottime condizione" e poi al momento in cui ti arriva il libro scopri che le pagine stanno insieme grazie allo spirito santo. Ragazzi, non si fa. Ok, che per qualcuno un buon libro è anche quello che presenta dei segni sulla costa o delle orecchie nelle pagine, ma non per tutti. Quindi? Quindi esistono le "note", usatele e specificate. Grazie.
Aperta e chiusa questa interessantissima parentesi veniamo al libro (tenuto benissimo!). Eccolo qui.

| Notizie da un'Isoletta di Bill Bryson | Guanda |
Dopo aver vissuto per quasi vent’anni in Gran Bretagna, Bill Bryson sente che è tempo di fare le valigie e tornare negli Stati Uniti, il suo paese natale. Ma prima di lasciare la sua amatissima casa nel nord dello Yorkshire, decide di dare un’ultima occhiata all’isoletta verdeggiante e gentile che per tanto tempo è stata la sua seconda patria. In sette settimane, zaino in spalla e fida cartina topografica in mano, risale da Dover a John O’Groats, in treno, in autobus e spesso (faticosamente) a piedi, riscoprendo i vizi privati, le pubbliche virtù e la sorprendente varietà naturalistica e architettonica di un paese intimo e accogliente, ricco di storia, gloria e bizzarrie.
Ogni cosa, grande o piccola, buona o cattiva, cattura lo sguardo, il cuore e la mente di questo viaggiatore d’eccezione: il tempo, i paesaggi, i nomi, gli accenti, i politici, i tassisti, i giornali della sera e il palinsesto della BBC, le brutture di Oxford e le bellezze di Glasgow, la decadenza del porto di Liverpool e le stranezze della cartina della metropolitana di Londra, i centri commerciali e le facciate vittoriane, le fabbriche abbandonate e gli appartamenti di lusso, lo sticky toffee pudding e i fagioli sul pane tostato, i pub, il cricket, la gente che dice «non ci possiamo lamentare», la Lega per la Protezione dei Gatti di Ludlow e Frazioni Limitrofe...
Io non amo i diari di viaggio, o meglio, non lo so, non avendo mai letto niente appartenente a questo genere. Però adoro l'humor inglese (nei libri, nei film non sempre) e da quello che ho potuto capire questo è un libro molto leggero come stile e sintassi, ma profondo di contenuti e capace di strappare tanti sorrisi.
Bill Bryson è sicuramente un autore che sa il fatto suo, è un vero viaggiatore, anzi, è un cittadino del mondo. Ha girato per l'Europa e l'America e ha vissuto sia in Inghilterra che negli Stati Uniti. La sua dote migliore? Quell'autoironia che spero m'incanti.

Cos'ho visto

Indovinate un po'? 
Prosegue la mia estate horror!

 

Ho visto solo un film, The Invited, il remake del sudcoreano A Tale of Two Sisters che ho provato a guardare successivamente e che ho mollato senza rimpianti perché non ci capivo assolutamente un fico secco. Lento, palloso, tedioso. Niente a che vedere con il trailer. Strano, perché io amo il cinema asiatico, e la pellicola di Kim Ji-woon ha vinto anche svariati premi, invece stavolta gli americani hanno fatto di meglio (va be', non solo questa volta, ma non sottilizziamo xD) e anche se il finale non è proprio inaspettato, il ritmo è ottimo e Emily Browning convincente e spaventata quanto basta per contagiare lo spettatore. Una storia visionaria e intrigante che oltre ad avvincere per la componente thriller scava del dolore di una ragazza che ha perso la madre e non accetta di vedere il padre vicino a un'altra donna.
Consigliato.

A cos'ho giocato

 

Gente, era da tanto che non mi piazzavo davanti a uno schermo per giocare e devo dire che se faccio una cosa la faccio davvero bene. Due pomeriggi e due sere a rincoglionirmi davanti ad Until Dawn come se non ci fosse un domani. Peccato che un "domani" c'era eccome e si chiamava lavoro, ma questa è un'altra storia. Molto triste tra l'altro, per cui non ve la racconto.
Ma mettetevi comodi che ho altro da dirvi.
Una volta, quando ero giovane, c'erano le avventure grafiche, storie frustranti e meravigliose che ti mandavano in fumo il cervello. Bastava non trovare uno spillo che la trama non proseguiva e i trip mentali che dovevi fare per procedere erano da ricovero con tanto di camicia di forza.
Le trame però erano strepitose (vedi Day of the Tentacle, Sam & Max Hit the Road, Monkey Island eccetera) e anche se potevi contare i pixel sullo schermo tanto erano grandi, chi se ne fregava, ti divertivi da matti e il resto non contava.
Adesso questi giochi sono rari e si può parlare perlopiù di film interattivi. Grafica da paura, storie da cinema e tu che ti godi lo spettacolo senza spremerti troppo le meningi. Non so se sia un bene, secondo me un tipo di gioco non dovrebbe escludere l'altro, ma ormai si punta moltissimo su titoli come Until Dawn. Arrivare alla fine non è impossibile, al massimo farete morire tutti gli otto personaggi, ma scoprirete comunque chi è il pazzo omicida che minaccia di ucciderli tra atroci sofferenze. Dipende da voi se ci riuscirà o meno. Io sono arrivata ai titoli di coda con cinque personaggi all'attivo (conciati parecchio male, ma respiravano ancora :) ), mica male, no? All'attivo ho anche due fantastiche occhiaia, ma ne è valsa la pena. L'atmosfera poi è tra le più suggestive che un horror possa offrire. Una villa sperduta tra i monti innevati. Un albergo disabitato. Un sanatorio chiuso da anni. E lui, un killer che ritorna dal passato...

[clicca per ingrandire]


Questa va ingrandita assolutamente 8)

 


Alla prossima 

15 settembre 2015

Recensione in Pillole #13

A volte bastano poche parole per consigliare o meno un libro. Io non so se ho il dono della sintesi, di sicuro non sono prolissa, ma mi rendo conto che a distanza di tempo dalla lettura di un romanzo ho le idee più chiare. Quindi mi chiedo, è meglio scrivere di getto o a freddo? Per me vale sempre la prima regola - leggere e buttare già le proprie impressioni immediatamente - ma a volte mi capita di fare il contrario e mi sento un po' in colpa. Tipo oggi che vi parlo de Il Creasogni. L'ho chiuso con un sorriso che è svanito troppo in fretta e lo sapete, per me un romanzo deve avere l'eco, e quanto questa è più lunga, quanto più il libro è bello. Però, se mi fossi messa davanti alla tastiera appena sfogliata l'ultima pagina sono certa che avrei enfatizzato quella sensazione di piacevole leggerezza che mi aveva trasmesso. Be', voi fate 1+1 e avrete l'idea generale che mi sono fatta ;)

P.S. ma solo io detesto che "eco" sia femminile? Leggevo sulla Treccani che in molti lo usano al maschile... mi sa che mi converto e sgrammatizzo senza rimorsi!


Il Creasogni di Simone Toscano

| Ultra, 03/2015 | pag. 190 | € 16,00 |
Il Signor Ettore è un uomo schivo, di poche parole, con un velo di tristezza negli occhi. Nulla si conosce di lui, se non che possiede un dono speciale: sa di quale materia sono fatti i sogni. Ne conosce l'essenza lieve, che ha imparato a modellare, nella forma e nei colori, nelle sfumature e nei dettagli, riuscendo a creare visioni bellissime e avvolgenti. Nella piccola comunità di Mangiatrecase spetta a lui il compito di esaudire le richieste di chi, pur tra mille difficoltà, non vuole rinunciare a inseguire un sogno. Per tutti costruisce illusioni su misura, tranne che per sé e per la sua particolare "famiglia": una cagnetta che lo segue come un'ombra, e un bambino, spuntato anche lui dal nulla. Dietro questa apparente serenità ribolle però un mondo di speranze infrante, di assenze e rimpianti, di amori perduti. Sarà un evento drammatico come l'improvvisa scomparsa del bambino a risvegliare i cuori dei protagonisti che troveranno la forza di superare le difficoltà della vita e di sognare ancora, con coraggio. Un romanzo lieve e delicato come un sogno, ingenuo e difficile come l'amore, vero come la vita stessa.

Le recensioni che mi vengono di getto appartengono solitamente a due tipologie di libri. Quelli che ho amato alla follia e quelli che non ho apprezzato proprio per niente. Procrastinare non mi piace, ma purtroppo mi capita quando un romanzo mi mette in difficoltà, com'è successo con Il Creasogni, romanzo carinissimo da cui però - visto l'incipt insolito e suggestivo - mi aspettavo qualcosa di più.
Forse è un mio limite non saper prendere certi libri per quello che sono e questo non è altro che una favola: scorrevole, semplice e in bilico tra realtà e fantasia.
Cos'ho io contro le favole? Assolutamente nulla, anzi, c'è ancora una bambina con le trecce e le ginocchia sbucciate che scalpita dentro di me, ma chissà perché credevo che il Signor Ettore mi avrebbe regalato emozioni diverse.
Sentendo il parere di altri lettore mi ha fatto strano constatare che a molti non è piaciuto l'inizio, ma si sono trovati coinvolti nella storia poco alla volta, quando a me invece è successo esattamente il contrario (sono strana, l'ho sempre saputo u.u). Ho trovato le prime pagine delicate, impalpabili e le parole, cariche di detti e non detti, mi avevano riempito di aspettative. Vedevo il Signor Ettore intento a creare sogni per le persone, mentre lui - malinconico, solo e introverso - non era più capace di farlo. Vedevo gli abitanti del paese correre a casa sua con assurde richieste e mi piaceva, perché sognare fa bene, dovrebbe quasi essere un diritto inalienabile. Mangiatrecase lo figuravo come un paese quasi naif e la storia si stava dipingendo ai miei occhi al pari di un quadro di Chagall dove gli accenni all'infanzia e all'ingenuità sono palpabili, e dove la fantasia fa tutto il resto. E in definitiva è così, un romanzo che si sfoglia con piacere, che ci parla dell'amore in tutte le sue forme e che a un certo punto si tinge di avventura. Stranamente è questa la parte che ho preferito di meno e che ha influenzato la mi asticella di gradimento. Avrei preferito che l'autore raccontasse di meno e si concentrasse sulle emozioni, invece, poco a poco, la parte naif del libro ha cancellato quella surreale e visionaria che tanto stavo amando, lasciando il posto a un quadro in cui tutto è ben definito e forse un po' troppo stereotipato. 
In definitiva però Il Creasogni è romanzo/racconto strutturato bene, con lampi di originalità che si vanno a incastrare in quella noiosa e banale quotidianità capace di ingrigire la vita di ognuno di noi. Ma è da noi che dipendono luci e colori, ed è questo il messaggio di fondo; mai sottovalutare il potere delle piccole cose, mai sottovalutare la forza devastante di un "ti voglio bene".


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10 settembre 2015

Le Uscite di Settembre 2015

Buonasera miei cari lettori, finalmente il caldo ci ha lasciato e io sono strafelice, perché l'afa stava seriamente compromettendo le mie letture e i miei post. Ma adesso si torna in carreggiata!
Vediamo cosa esce a settembre?
Ho saltato le uscite estive perché di solito il bello arriva proprio in questo mese, ma se avete titoli che meritano di essere presi in considerazione commentate senza ritegno! Inoltre vi avviso subito che arriverà anche un secondo post perché i romanzi in uscita sono davvero moltissimi! Tra questa carrellata voglio follemente La Strada Stretta Verso il Profondo Nord, e mi ispira da morire la trama di Deathline e quella di Hugo e Rose. Vorrei anche Ammanniti, ma forse dovrei prima leggere Ti Prendo e Ti Porto Via, voi che dite? Tra i romance new adult forse darò una possibilità a Prendimi per Mano, ma aspettò di tornare in modalità pink ;)

Bompiani

 
| La Strada Stretto Verso il Profondo Nord di Richard Flanagan |
| pag. 505 | € 20,00 |
Dorrigo Evans, medico di origine tasmaniana, è stato deportato in un campo di prigionia giapponese dove, insieme a molti connazionali, viene impiegato nella costruzione della Ferrovia della Morte, la linea ferroviaria tra Bangkok e la Birmania che avrebbe dovuto permettere all’esercito nipponico d’invadere l’India.
Un’impresa sovrumana, che costerà la vita a centinaia di migliaia di uomini. Dorrigo fa il possibile per salvare i suoi compagni dalla fame, dalle malattie e dalle violenze delle guardie.
A sostenerlo il ricordo di una fugace storia d’amore, vissuta anni prima con la giovane moglie di suo zio. Una manciata di giorni che vale una vita. Una promessa mai pronunciata. La strada stretta verso il profondo Nord è una storia epica d’amore e morte, disperazione e speranza, e Richard Flanagan, con una lingua densa e uno stile superbo, riesce a toccare tutte le corde dell’animo umano, avvolgendo il lettore con una storia sorprendente, dolorosa e di tremenda bellezza.
Dal 3 Settembre 2015.

DeAgostini

| Deathdate di Lance Rubin | pag. 400 | € 14,90 | Denton Little's #1 |
Vi siete mai chiesti come sarebbe un mondo in cui tutti conoscono la data precisa della propria morte? Un mondo in cui nessuno ha più niente da vincere o da perdere? Questo è il mondo di Denton Little, diciassette anni e un’unica certezza. Morirà la notte del ballo scolastico. La sua vita è sempre stata piuttosto normale, ma - ora che mancano solo due giorni alla fine - Denton sente di non avere più tempo da sprecare. In meno di quarantotto ore vuole collezionare più esperienze possibili, come la prima sbronza o la prima volta. Ma le cose si complicano quando Denton incontra uno strano tizio che dice di avere un messaggio da parte della madre, morta ormai da molti anni. All’improvviso le ultime ore di Denton si trasformano in una corsa contro il tempo, una disperata ricerca della verità, e forse di una via di uscita.
Dal 30 Settembre 2015.

Einaudi

 
| Anna di Niccolò Ammaniti | pag. 380 | € 19,00 |
Pochi scrittori hanno saputo raccontare la fragilità del destino spalancandola di fronte ai nostri occhi nella sua nuda energia biologica. Ma nessuno lo ha incarnato con tanta dolcezza nello sguardo di una tredicenne, meravigliosamente cocciuta e ostinata nel fiutare, come un animale, ogni promessa di sopravvivenza. In un paesaggio primitivo e spogliato dal calore della civiltà, Anna, il fratellino e un grande cane compiono un viaggio iniziatico attraverso strade e boschi, centri commerciali e case fatiscenti alla ricerca di un'oscura felicità. Con Anna Niccolò Ammaniti scrive il suo romanzo piú ambizioso e struggente. Un miracoloso omaggio alla vita. Perché, come dice Anna, la vita non ci appartiene, ci attraversa.
Dal 29 Settembre 2015.

Piemme

 
| Io Non Ti Conosco di S.J. Watson | pag. 447 | € 19,90 |
Da quando sua sorella Kate è morta, aggredita a Parigi da uno sconosciuto, la vita di Julia Plummer non è più la stessa: la stabilità che si era conquistata è in pericolo, e lei sente il richiamo del suo vecchio insidioso nemico, l’alcol. L’unica persona con cui Julia può parlare di Kate è Anna, la coinquilina di Parigi, la persona che forse conosceva Kate meglio di tutti. È lei a confidarle una cosa che nessuno sa: Kate si divertiva a vivere mille vite. Andava on-line fingendosi una persona diversa ogni volta, conosceva uomini, li incontrava. Così, Julia non resiste alla tentazione e, usando le credenziali della sorella, decide di provarci anche lei, e vivere per una volta la vita, almeno quella virtuale, di Kate, per capire cosa può esserle successo. È così che, protetta dal nome falso di Jayne, Julia contatta Lukas, uno degli ultimi amanti di sua sorella. All’inizio, lo tratta con sospetto, poi pian piano tra i due nasce qualcosa che Julia scambia per amore. Finché, quando Lukas comincia a cambiare, Julia sarà costretta a domandarsi se le mani che adesso la toccano, con dolcezza ma anche con violenza, non siano le stesse che hanno fatto del male a sua sorella...
Dall'8 Settembre 2015.

Edizioni E/O

 
Rose è delusa dalla sua vita pur non avendone motivo: ha una bella famiglia e una deliziosa casa in un bel quartiere. Ma per Rose questa vita ordinaria è messa in ombra dalla sua altra vita, quella che vive ogni notte nei suoi sogni. Da bambina, in seguito a un incidente, ha iniziato a sognare una meravigliosa isola ricca di avventure. Su quest'isola non è mai stata sola: c'è sempre stato Hugo, un ragazzo coraggioso che cresce assieme a lei negli anni fino a diventare il suo eroe. Ma quando Rose incontra casualmente Hugo nella vita vera i suoi sogni e la vita reale cambieranno per sempre. Si trova infatti davanti l'uomo che ha condiviso le sue incredibili avventure in luoghi impossibili, che è cresciuto assieme a lei, ma ambedue sono molto diversi da come si erano immaginati. Il loro incontro casuale dà il via a una cascata di domande, bugie e a una pericolosa ossessione che minaccia di rovesciare il mondo di Rose. Lei vorrà veramente perdere tutto ciò che le è caro per capire lo straordinario rapporto che li unisce?
Dal 10 Settembre 2015.

Casa Editrice Nord

 
| Il Libro del Destino di Gregory Samak | pag.300 |
Non avrebbe dovuto accettare la sfida, ma ormai è troppo tardi. Terrorizzato, il bambino solleva lo sguardo dalla scacchiera e incontra gli occhi gelidi dell'ufficiale nazista. Ha perso. La sua famiglia verrà fucilata dalle guardie del campo e a lui verrà amputato un dito, perché ricordi quell’umiliazione per sempre…
Elias Ein non è mai stato un uomo di fede. E anche adesso è convinto che ci sia una spiegazione razionale per l’esistenza di quella immensa biblioteca. Che ci sia una ragione, se vi si accede solo tramite una botola nascosta nel sottoscala della grande casa d'epoca che ha appena comprato. Che ci sia una logica in quell'elenco di nomi, date e brevi descrizioni di eventi che occupa tutti i volumi, dalla prima all’ultima pagina. Non può essere davvero il Libro della Vita, di cui parla la Bibbia. No, Elias non vuole credere che il destino di ogni uomo sia già stato scritto. Costernato, apre un volume, trova il nome che cercava e posa il dito sulle lettere dorate. Un gesto che gli offrirà l’occasione di redimersi e di giocare una partita a scacchi con la Storia…
Dal 24 Settembre 2015.

Tea Libri

 
| I Garbati Maneggi delle Signorine Devoto di Renzo Bistolfi |
| pag. 240 | € 6,00 ebook - € 14,00 cartaceo |
Nella Via Privata Vassallo, a Sestri Ponente, il tempo passa lentamente, le tradizioni si rispettano e il clamore del mondo arriva attutito. Regine di questo regno, chiunque vi abiti lo sa, sono le signorine Devoto: Santa, Mariannin e Siria, uguali eppur diverse, e convinte che il genere umano si divida in due: le persone per bene, rispettabili, cristiane e all’antica, e quelle poco raccomandabili, cioè tutte le altre.
Miti e riservate, saranno proprio loro, tuttavia, a scendere in campo per prime e con insospettabile decisione quando la tranquillità e il buon nome del loro mondo verranno minacciati. Qualcuno infatti ha messo gli occhi sulle belle proprietà della Via Privata Vassallo, qualcuno pronto anche al crimine pur di ottenere ciò che vuole.
Il romanzo di Renzo Bistolfi è una fotografia degli anni Cinquanta, velata di amabile nostalgia per un luogo e un tempo ormai scomparsi, e per un piccola folla di personaggi di straordinaria umanità.
Dal 10 Settembre 2015.

Mondadori

 
| Bianca la Neve di Salla Simukka | pag.216 | € 18,00 |
- trilogia di Biancaneve #2 -
Lumikki Andersson parte per Praga, dove intende godersi una vacanza in pace e solitudine, lontana dalle oscure vicende in cui è rimasta coinvolta in Finlandia, la sua madrepatria.
Il viaggio però si rivela tutt'altro che rilassante: infatti poco dopo il suo arrivo viene avvicinata da una ragazza, Lenka, che afferma di essere sua sorella. Pur sembrandole sincera, Lumikki percepisce che la giovane donna nasconde qualcosa: un segreto più grande di lei, radicato nella sua "sacra" famiglia adottiva.
Nel tentativo di fare luce sul mistero, la protagonista entra in contatto con una strana setta religiosa che, a poco a poco, si rivela più pericolosa di quanto potesse immaginare... Ma per fortuna Lumikki non è l'unica a voler indagare, e presto la sua strada incrocia quella di Ji{i, giovane e brillante giornalista in cerca di scoop che si trova già da tempo sulle tracce della setta.
Una immane tragedia incombe su di loro e qualcuno intende anche lucrarci una grossa somma. Lenka corre un pericolo mortale, e così Lumikki, che ormai sa molto più di quello che dovrebbe sapere. Nell'impietosa calura che imprigiona la capitale ceca, Lumikki sarà costretta, a ogni passo, a valutare di chi fidarsi, poiché nessuno è puro e bianco come la neve.
Dal 22 Settembre 2015.

DeAgostini

 
| Il Primo Amore Sei Tu di Stephanie Perkins | € 14,90 |
- Anna and the French Kiss #2 -
Lola ha diciassette anni, un gusto un po’ stravagante per la moda, e tre piccoli, piccolissimi desideri. PRIMO Andare al ballo della scuola vestita da Maria Antonietta. SECONDO Convincere i genitori che Max è il fidanzato migliore del mondo. TERZO Non rivedere più Cricket Bell. Mai più. A volte però il destino gioca brutti scherzi e la famiglia Bell al completo si trasferisce nella casa proprio di fronte a quella di Lola. All’improvviso la ragazza sente il mondo crollarle addosso. Per due anni ha faticosamente tentato di dimenticare Cricket, e ora tutti i suoi sforzi sembrano vanificati. Cricket è di nuovo lì, davanti ai suoi occhi, e con lui il ricordo di ciò che è stato e di quell’ultima giornata insieme… Lola è sicura di aver voltato pagina con Max e di non provare più niente per Cricket. Ma allora perché sente il cuore batterle all’impazzata ogni volta che lo incontra? Forse perché il primo amore non si scorda mai?
Dal 15 Settembre 2015.


 
| Prendimi Per Mano di Sarina Bowen | pag. 304 | € 14,90 |
- the Ivy Years #1 -
Corey Callahan non avrebbe mai immaginato di iniziare il college inchiodata su una sedia a rotelle. È bastato un attimo, un maledetto attimo, per infrangere i sogni di una vita e rovinare una promettente carriera sportiva. Corey è convinta che nessuno al mondo possa capire come si senta… Almeno finché non incontra Hartley, il ragazzo che abita nell’appartamento di fronte al suo. Hartley è bello, affascinante e gentile.
E ha smesso di giocare a hockey a causa di una frattura alla gamba che lo costringe a trascorrere i pomeriggi sul divano.
L’amicizia tra Corey e Hartley è immediata, una scintilla che illumina i loro cuori. E così, tra stampelle, confidenze e risate a tarda notte, Corey inizia a sentirsi di nuovo se stessa. Di nuovo felice.
Come se la vita avesse finalmente ricominciato a sorriderle ora che Hartley
è lì insieme a lei. Ma c’è un piccolo problema: lui è fidanzato, con una ragazza assolutamente perfetta. E Corey non vuole compiere un passo sbagliato. Perché questa volta inciampare significherebbe cadere, e non rialzarsi mai più…
Dal 1 Settembre 2015.



Alla prossima
e come al solito... consigliatemi!

8 settembre 2015

Recensione, L'INCASTRO (IM)PERFETTO di Colleen Hoover

Eccomi, eccomi! Mi aspettavate, vero? Purtroppo il ritorno in ufficio non è stato dei più felici, sono in una fase che oserei definire di totale rincoglionimento, e non è il massimo. Forse è ora che cambi il tempo e venga l'autunno, perché io davanti a un computer mentre fuori brilla ancora il sole non riesco a
starci.
Ma veniamo a noi e alla recensione del romanzo che ho letto la settimana scorsa. Bello bello. Miles bello. Lui mooooolto bello. Ed è bello anche l'attore che porterà il suo personaggio al cinema, Nick Bateman.

*occhi a cuore*


Ok, mi ricompongo e vi lascio al mio solito delirio!

L'incastro (im)perfetto di Colleen Hoover

| Leggereditore, 08/2015 | pag. 296 | € 4,99 |
Quando Tate Collins trova il pilota Miles Archer svenuto davanti alla sua porta di casa, non è decisamente amore a prima vista. Non si considerano neanche amici. Ciò che loro hanno, però, è un’innegabile reciproca attrazione. Lui non cerca l’amore e lei non ha tempo per una relazione, ma la chimica tra loro non può essere ignorata. Una volta messi in chiaro i propri desideri, i due si rendono conto di aver trovato un accordo, almeno finché Tate rispetterà due semplici regole: mai fare domande sul passato e non aspettarsi un futuro. Tate cerca di convincersi che va tutto bene, ma presto si rende conto che è più difficile di quanto pensasse. Sarà in grado di dire di no a quel sexy pilota che abita proprio accanto a lei?

Voto:
 +

Non l'avrei mai detto che sarebbe arrivato un giorno in cui avrei mandato all'aria la mia scaletta libresca per un libro della Hoover. Invece è successo. Miss Aspirapolvere ha risucchiato la concorrenza e si è piazzata in pole position. Non mi ha permesso nemmeno di aspettare la versione cartacea del suo libro, perché - pensate un po'! - me l'ha installato sul telefono senza che me ne accorgessi (regalarmi un reader, no? tirchiona!). Ovviamente queste sono sfide a cui non posso tirarmi indietro e ho iniziato immediatamente L'Incastro (im)perfetto coltivando, in un anfratto umido e tetro della mia mente malata, la remota speranza che non mi sarebbe piaciuto... così, per il semplice gusto di non dargliela vinta, visto che ultimamente sta capitando un po' troppo spesso.
Invece gente, forse è arrivato il momento di fare outing e ammettere che la Hoover mi piace. E anche molto. Se il suo ultimo romanzo, Forse un Giorno, l'avevo amato per la storia in sé, questa volta ho proprio perso la brocca per il protagonista: Miles. Ecco, se posso farti una critica Colleen coi nomi maschili non sei proprio il top, ma sai come farti perdonare. Miles Mikel Archer è l'uomo che ogni donna vorrebbe salvare. Ogni donna che abbia un'anima da crocerossina, ovvio, e la mia - uccisa dallo stereotipo dilagante, fatto di muscoli,  testosterone e aria fritta - è risorta grazie a lui.
Tate lo conosce quando si trasferisce a casa di suo fratello, sono dirimpettai e la chimica che esplode tra loro è subito palpabile. Ma è solo attrazione fisica, come spesso succede tra un uomo e una donna, e come tale va accettata. Tate non ha bisogno di una relazione, sta studiando per diventare anestesista, è concentrata sulla sua carriera e Miles sembra non cercare altro che sesso. Senza "sembra" aggiungerei, visto che glielo dice alla prima occasione e senza mezzi termini, ma a lei sta bene così. Basta seguire una semplice regola e tra loro andrà che è una meraviglia.
"Non chiedere del mio passato e non aspettarti un futuro." Miles
Adesso... voi sapete quanto io non sopporti queste storie che hanno una base solida quanto la mollica di pane e all'inizio ho tremato perché il plot mi ha quasi ricordato Sei Tu il Mio Per Sempre dal momento che lui 1) è chiuso in se stesso 2) ha un segreto inconfessabile 3) non ha altro da offrire se non il sesso 4)è figo da fare schifo e lei accetta passivamente tutto dalla A alla Z come una povera cerebrolesa. La piccolissima differenza è che Katy Evans è la regina indiscussa della superficialità, Colleen Hoover spodesta tutti dal podio in fatto di introspezione psicologica.
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3 settembre 2015

Weekly Recap #132

Weekly Recap nasce dalla voglia di non parlare solo delle mie new entry libresche, ma anche di altre piccole curiosità settimanali. Libri che ho adocchiato, un estratto che mi ha particolarmente colpito, un film che ho visto, e così via. Un po' come fanno alcuni blog con la rubrica Clock Rewinders on a Book Binge [X - X]. Ma tutto senza regole. Un po' alla cavolo insomma. Sostituisce In My Mailbox.

New Entry

| Harlequin Mondadori, 09/2015 |
È l'estate del 1979 a Marin, California. Rachel e la sorellina Patty esplorano indisturbate la montagna dietro casa, lasciate un po' a loro stesse da un padre detective di polizia, affascinante e molto impegnato, e da una madre triste e depressa, che si occupa di loro un po' da lontano. Possono sperimentare la libertà, i giochi di un'infanzia senza confini, inventarsi le giornate senza seguire alcuna regola in particolare. Finché un giorno delle giovani donne iniziano a essere uccise su quella montagna. Il padre di Rachel viene incaricato del caso, il più importante e difficile che gli sia mai stato affidato. Ma la sua grande occasione si trasforma presto in un fallimento, quando tarda a trovare il Killer de Tramonto. Per aiutarlo Rachel e Patty decidono allora di lanciarsi nel gioco più pericoloso che abbiano mai azzardato: iniziano a investigare, mettendo a rischio se stesse e compromettendo per sempre la carriera del padre.
Sono passati trent'anni da quell'estate, e Rachel, ora affermata scrittrice, non è ancora riuscita a dimenticarla ed è per liberarsene per sempre che decide di raccontarla.

Mi vorrei soffermare un po' più del solito a parlarvi di questa new entry perché magari potrebbe sfuggire a quei lettori che associano il marchio Harlequin a romanzi esclusivamente d'amore. E' così di regola, ma le regole sono fatte per essere infrante...
Dai romanzi di Joyce Maynard sono stati tratti due film di successo. Tutti ricorderete la perfida ma impeccabile Nicole Kidman in Da Morire (to die for) con un giovanissimo Matt Dillon e un ancora più giovanissimo Joaquin Phoenix. Questo film non ottenne molto successo ma per essere una pellicola degli anni Novanta aveva già una forza mediatica non indifferente. Cattivo ed elegante. Ironico e intelligente. Un film che ha fatto da apripista a successi come The Truman Show o Live, più malinconico il primo decisamente più forte ed estremo il secondo (ricordo che mi angosciò tantissimo!).
Attualmente il romanzo è fuori commercio ma l'aveva pubblicato nel 1995 la Casa Editrice Sonzogno.

| edizione Sonzogno | edizione americana | locandina del film |

Passiamo al secondo film tratto da un romanzo della Maynard, Labor Day.
Quando lo vidi rimasi davvero incantata dalla delicatezza incredibile con cui era stata tratteggiata un'impossibile e anticonvenzionale storia d'amore; Kate Winslet per me è una delle attrici più belle e brave di Hollywood e Josh Brolin ha bisogno di commenti? Lo seguo dai tempi in cui era un ragazzino e recitava nei Goonies, si può dire che siamo cresciuti insieme.
Purtroppo anche questo titolo è fuori catalogo, ma per lo meno è reperibile nel mercato dell'usato. Era uscito con il titolo Un Giorno Come Tanti per la Piemme nel 2010.

  
| edizione Piemme | edizione americana | locandina del film |

Tutto questo per dirvi che da Dopo di Lei mi aspetto qualcosa di "diverso". L'autrice ha più volte dimostrato di essere originale e innovativa, per cui non mi spaventano i commenti trovati sui siti americani che criticano After Her definendolo un finto thriller. Questa è una delle più frequenti osservazioni su cui mi è caduto l'occhio, ma credo sia ovvio che il giallo e la suspense non siano prerogative dell'autrice. Nei suoi titoli è la componente psicologica ad avere il sopravvento sulla storia stessa e mi auguro che sia così anche in questo caso.
Ci aggiorneremo presto, intanto fatemi sapere se per caso avete letto qualcosa di suo o intendete farlo!



Cos'ho visto

Prosegue la mia estate horror...

 

Ho visto Nightmare la fine il 30 Agosto, e quello stesso giorno è stata davvero la fine. Wes Craven è morto. L'uomo che ha dato vita e forma agli incubi più estremi ci ha lasciato. Il papà di Freddy ha smesso di combattere la sua dura battaglia, ma ci ha lasciato un'eredità non indifferente. A parte il primo titolo della serie di Nightmare e lo spin off Un Nuovo Incubo in cui ha voluto "riabilitare" la figura di Freddy, ormai ridicolizzata dagli altri registi (nel sesto film gioca ai videogames... ma per favore!!!) è stato regista di pellicole come Scream, Red Eye, Le Colline Hanno gli Occhi, L'Ultima Casa a Sinistra e di questi ultimi ha due ha prodotto anche i remake.
Ha scritto anche un libro, La Società degli Immortali (ristampato con il titolo Incubo) e anche se non è il solito Wes cattivo e splatter, leggetelo. Non vi deluderà.

Final Destination 5 mi è piaciuto. Ricordo bene il primo, a malapena il due, il tre e il quattro, ma questo chiude alla perfezione la pentalogia. In pratica viene cronologicamente prima dell'uno, ed è pieno di richiami agli altri titoli. Tutte cose che io mi diverto tantissimo a scovare. Le morti poi sono sempre più spettacolari. Non si combatte contro un folle, un mostro, un vampiro o un killer. Qui il nemico è la morte a cui non si sfugge, perché il destino di ognuno di noi è già stato scritto. Visivamente spettacolare e con ottimi effetti speciali, non sarà il film dell'anno, ma diverte.

Alla prossima :)

2 settembre 2015

Recensione, Nel Bianco di Ken Follett

Buon pomeriggio a tutti, oggi nuova review!
Non vi parlo di un libro fresco di stampa, ma di un romanzo che ormai ha più di dieci anni ed è l'ultimo titolo stand alone di Ken Follett il quale ultimamente sembra aver abbracciato la politica delle saghe. Per carità, sicuramente la Century Trilogy (la sua ultima fatica) è una serie bellissima, ma spero che torni sui suoi passi e ci regali altri romanzi autoconclusivi.
Intanto immergiamoci Nel Bianco.

Nel Bianco di Ken Follett

| Mondadori, 2004, 2006 | pag. 400 ca |

È la vigilia di Natale. In una cittadina non lontana da Glasgow scatta l'allarme rosso in un elegante edificio vittoriano, sede dell'Oxenford Medical. Qualcuno, nonostante i sofisticati sistemi di sorveglianza, è riuscito a sottrarre dall'area protetta due dosi di un farmaco sperimentale, un antidoto del Madoba-2, una pericolosa variante del virus Ebola su cui da tempo si stanno conducendo ricerche. Il dipartimento della Difesa americano, che ha fatto grossi investimenti sul progetto, non nasconde la sua preoccupazione. E così pure Stanley Oxenford, lo scienziato proprietario del laboratorio, e Antonia Gallo, la sua affascinante collaboratrice, responsabile della sicurezza. Nessuno di loro sa che questo è solo l'antefatto...

Voto:

Ken Follett per me è un po' un'àncora di salvezza, i suoi libri sanno farmi compagnia, le trame mi intrigano e spesso riescono anche a sorprendermi. Sono romanzi molto visivi i suoi, il cinema attinge da questi scritti continuamente, e fa bene, come ho detto più volte sono sceneggiature già pronte per l'uso, anche se i risultati spesso non sono proprio eccelsi... ma va be', non addentriamoci in questo spinoso territorio...
Ho iniziato Nel Bianco perché volevo una storia che mi piacesse al 100%, dopo le delusioni estive mi serviva qualcosa per riprendermi, e posso dire di aver fatto bene anche se Follett ha innegabilmente scritto di meglio. I pregi però sono altrettanto innegabili e forse risulterò ripetitiva, ma mi stupisce sempre il mondo in cui l'autore riesce a rendere semplici anche gli argomenti più complessi. Ho definito spesso i suoi romanzi "leggeri" e non per sminuirne il valore, tutt'altro. Grazie a lui mi sono avvicinata a thriller di spionaggio che non avrei pensato di prendere in considerazione nemmeno sotto tortura, e alla fine me ne sono pure innamorata. Per non parlare delle biotecnologie affrontate ne Il Terzo Gemello, la genetica sembrava più facile della tabellina del due, e il libro - wooow - uno dei più belli mai letti!
La trama di Nel Bianco avrebbe potuto frenarmi, si parla di bioterrorismo e diciamocelo, se sulla copertina ci fosse stato il nome di uno dei tanti Pinco Pallino che affollano le librerie, e non di Ken Follett, avrei pensato "chissà che palla assurda!", invece mi sono immediatamente ritrovata incollata alle pagine. Una sensazione piacevolmente prevedibile. A volte fa bene sapere con chi si ha a che fare e Follett fidelizza più della carta Coop.
Purtroppo però con il voto non posso sbilanciarmi troppo in quanto Nel Bianco - ahimé - scarseggia un po' di colpi di scena e si sviluppa in modo perlopiù prevedibile. Nonostante tutto gode di un ritmo eccellente e il corollario di personaggi su cui Follett sposta  l'obiettivo a più riprese è variegato e ben definito; la lettura in questo modo non è mai lineare, non ha momenti di stallo, ma è come un film fatto di numerosi piani sequenza, di inquadrature sempre differenti che si susseguono instancabilmente.
Pensavo che mi sarei affezionata a Toni Gallo, una protagonista tosta e volitiva, ma alla fine non è successo. Stranamente Kit, l'antagonista, mi ha colpito più di tutti. Lui, così fragile, incapace di concludere qualcosa di buono nella vita, il perfetto fallito, il reietto della società, il figlio che nessun padre vorrebbe avere, è stato il vero motivo che mi ha spinto a finire il libro.
Incredibile? Mica tanto.
Toni è troppo perfetta. Si occupa della sicurezza dei laboratori del "Cremlino" e nonostante non riesca a impedire che una variante mortale del virus Ebola venga trafugata, non apparirà mai come una perdente. Tutt'altro. Reagisce con determinazione e coraggio, si mette in prima linea in una caccia all'uomo e contro il tempo che sembra non avere fine nonostante duri soloquarantotto ore, e prima di sfogliare l'ultima pagina sappiamo già che riuscirà a salvare il mondo e a conquistare il cuore dell'uomo che ama. Insomma, brava, le facciamo un applauso, ma fino a che punto appassiona l'eroina perfetta?
Diciamo che a volte funziona, in altri casi un po' meno, e stavolta la mia attenzione si è spostata su Kit, il ragazzo senza anima.
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Nota: Nel 2009 è uscita un'omonima miniserie televisiva diretta da Peter Keglevic ed interpretata da Isabella Ferrari, Heiner Lauterbach e Huub Stapel. (per la cronaca, sono felice di non averla vista)

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