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23 novembre 2016

Morgan Lost #13 - Il Segreto di Juliet

Morgan Lost #13
uscita mensile 10/2016
Soggetto: C. Chiaverotti - Disegni: L. Raimondo
Sergio Bonelli Editore
pag.90 - € 3,50
Voto:

Due cose adoro di Morgan Lost. Le copertine, che sono delle piccole opere d'arte, e i vari rimandi cinematografici che Chiaverotti si diverte a seminare in modi più o meno visibili lungo le storie. Storie che, ci tengo a dirlo, sono strutturate come dei film dal taglio veloce e con un alone di malinconia mista a durezza che tanto mi piace.
Purtroppo patisco un po' la mancanza di una vera e propria continuity, perché nel momento stesso in cui mia affeziono a un personaggio vorrei vedere una sua evoluzione, anche se piccola. In questo albo per esempio Morgan guarda Juliet (la protagonista di turno) e per un attimo rivolge il suo pensiero a Lisbeth, il suo unico amore, e questo mi ha portato alla mente i primi due albi dall'altissimo potenziale. Perché sì, insomma, lo sappiamo tutti, lui credeva che Lisbeth fosse morta tra atroci sofferenze, invece è viva e conduce un'esistenza di cui vorremmo sapere molto altro, perché anche se la sua psiche è stata manipolata, noi lettori dall'animo romantico crediamo che i fili del destino non possano essersi spezzati del tutto. Personalmente confido in un momento di fortissimo pathos, in un faccia a faccia con Morgan, magari in un albo dedicato completamente a loro, capace di portare a galla un passato che non può essere stato seppellito per sempre.

Theda Bara, attrice di film muti nella prima metà del '900
Detto questo Il Segreto di Juliet è diventato il mio albo preferito, probabilmente perché si ispira al plot di un bellissimo romanzo di cui non posso scrivere il titolo o farei spoiler, ma si tratta di una storia dall'impatto emotivo devastante e Chiaverotti ha saputo riadattarla con grande rispetto e sensibilità. E soprattutto ha saputo mantenerne segreta la natura fino alla fine.
All'inizio sono tanti gli elementi che troveranno la loro giusta collocazione solo nella fase risolutiva del mistero: una donna in fuga da non si bene cosa (o chi?); una coppia di assassini, Castore e Polluce, che avranno in comune con gli eroi greci non soltanto il nome; una dimora ai margini della città, Wedding House, gestita da chi è abile nel perpetrare sotterfugi e loschi traffici. E poi c'è lui ovviamente, Morgan, eroe dall'animo nobile congedato dalla vita - quella vera - troppo presto. Adesso combatte i demoni, i suoi e quelli degli altri, a volte con successo, altre no. Ma gli eroi perfetti non li vogliamo, sono statici, noiosi, incredibilmente prevedibili, e non vanno nemmeno più di moda.
Al momento, tra le testate Bonelli, questa è la mia preferita. Ammetto di avere un debole anche per Julia, Giancarlo Berardi crea dei gialli assolutamente godibili, ma se cerco suggestione e tensione mi butto su Morgan Lost a occhi chiusi.

Morgan Lost disegnato da Lola Airaghi

1 novembre 2016

Weekly Recap #150 - speciale Lucca Comics 2016

Weekly Recap nasce dalla voglia di non parlare solo delle mie new entry libresche, ma anche di altre piccole curiosità settimanali. Libri che ho adocchiato, un estratto che mi ha particolarmente colpito, un film che ho visto, e così via. Un po' come fanno alcuni blog con la rubrica Clock Rewinders on a Book Binge [X - X]. Ma tutto senza regole. Un po' alla cavolo insomma. Sostituisce In My Mailbox.

Eccomi di ritorno da Lucca Comics con il recap che più amo fare! Sarà un rapidissimo (spero) resoconto della giornata, ma vi dico subito che se l'anno scorso sono arrivata a casa con la febbre, quest'anno credo di avere un'anca lussata. Bene, tanto per non farci mai mancare niente! E dire che sabato stavo così in forma... ma pure domenica, poi scendo dalla macchina, e crack! Bah, credo di avere le ossa di una novantenne e considerando che lo spirito è quello di una dodicenne le due cose non vanno per niente d'accordo! Uffa!
Ma veniamo a noi :) e come al solito apriamo il post con un po' di (in)sano cosplay <3

E niente...a Lucca ho trovato il mio uomo xD



  

  

Per quanto riguarda la fiera in generale, io ho gironzolato con Amica, mentre Figlio è andato a zonzo con Fidanzata, e alla fine abbiamo riunito i bottini.
Ovviamente la mia prima tappa è stata allo stand della Tunué dove Tony Sandoval firmava e sketchava a volontà. I ragazzi della casa editrice sono stati gentilissimi, mi ero portata dietro Il Cadavere e il Sofà e me ne sono andata con autografo e disegno senza l'obbligo di comprare nulla. Il sistema dei numeri è il migliore, magari sembra di essere in fila dal salumiere, ma si ha un'idea del tempo di attesa e la certezza di non andarsene a mani vuote. 

Sketch di Tony Sandoval

Allo stand della Bao non solo davano il numero, ma potevi anche andare a ritirare il malloppo alle 18:30. Quindi zero fila per l'autografo di Skottie Young sul primo volume di Odio Favolandia
Allora, due parole adesso le devo spendere, perché voi non potete perdervi questa serie che uscirà il 3 Novembre. E' la storia della piccola Gertrude che un giorno sprofonda nel pavimento della sua camera e arriva a Favolandia, un mondo tutto rosa e caramelloso da cui è possibile andarsene solo grazie a una chiave magica. Dopo ventisette anni però Ger è ancora a Favolandia, il suo aspetto non è cambiato, ma il tempo è comunque passato e lei è sempre più acida e incazzata. Vuole tornare a casa, odia quel mondo zuccheroso all'inverosimile, massacra chiunque le intralci il cammino, ed è disposta a tutto pur di recuperare quella dannatissima chiave! Dissacrante e irriverente, Odio Favolandia è stata la lettura più liberatoria dell'anno!

Odio Favolandia autografato da Skottie Young

Bellissimo poi l'incontro con Claudio Chiaverotti allo stand della Bonelli che ci ha firmato tre albi nel bel mezzo di padiglione. Ovviamente io ho voluto l'autografo sul sesto numero di Morgan Lost (I Coniugi Rabbit), quello che riporta il mio nome nell'introduzione per aver indovinato su Facebook il titolo del film a cui si era ispirato per sceneggiare L'Orologio del Tempo (qui la recensione).
Che dire poi... Claudio è una persona squisita, ma già si capisce da come interagisce coi fan sui vari social. Non so poi se ve lo ricordate, ma a Dicembre dell'anno scorso si è prestato a un'intervista telefonica che è durata più di un'ora e a questo link trovate il riassunto della chiacchierata dedicata fondamentalmente al suo nuovo nato... ma non solo 8)
Comunque devo dire che tutti gli autori Bonelli sono straordinariamente pieni di entusiasmo e cortesia, infatti a posteriori ci è dispiaciuto non aver portato il primo numero di Julia e Nathan Never, ma pazienza, sarà per un'altra volta.

Autografi di Claudio Chiaverotti e Max Bertolini

Andiamo avanti. In Anteprima a Lucca la RW Edizioni ha fatto uscire il numero zero del Doctor Who che Elena Casagrande ha autografato. E' un piccolo spillato di 24 pagine venduto a 1,95 e sono sincera, l'ho preso più per la disegnatrice - estrosa, simpatica, bravissima - che per la serie in sé. Al momento sono proiettata verso romanzi grafici autoconclusivi, però mai dire mai, visto che ho già ceduto a Odio Favolandia e a Le Terrificanti Avventure di Sabrina (qui la recensione).


Ultimo sketch di Lucca: Hellboy.
Questa vota invece di fare estenuanti file (anche perché disegnatori di Hellboy a Lucca non credo ce ne fossero) siamo capitati allo stand della Scuola del Fumetto di Milano, dove diversi ragazzi disegnavano di tutto e di più... anche su richiesta. Luca Cacciolato è l'artista dello sketch che finirà, insieme a tutti gli altri, appeso a una qualche parete di casa. Sia mai che non diventa più famoso di Mike Mignola ;)


E poi per non farla troppo lunga ecco una veloce carrellata delle altre new entry.
Una delle mie prossime letture sarà Paradosso Continuum, una nuova storia di Ritorno al Futuro su cui punto parecchio dal momento che l'albo precedente non mi era piaciuto. Questa volta però Bob Gale non ha dato vita a brevi racconti, ma a storia lunga e articolata che si potrebbe quasi definire il proseguio del terzo film. Una sorta di Back to the Future 4, roba da far perdere la bussola ai fan!
Personalmente poi non vedo l'ora di leggere Plutonia di Lemire e Sentinelle d'Inverno di Vaughan (entrambi editi Bao ed entrambi stand alone), mentre Figlio prosegue la lettura di The Goon che lui ADORA (e che in effetti ha delle trovate davvero geniali!).

bottino bottinoso
E qui mi fermo che ho scritto pure troppo!
Oltre a tutto questo c'è stato Japan Town, il Family Palace,
le sfilate e molto altro, ma il tempo a Lucca vola
e sto già pensando a come organizzarmi per l'anno prossimo!

Io e Amica

3 marzo 2016

Recensione, L'Orologio del Tempo [Morgan Lost #5]

Morgan Lost, L'Orologio del Tempo - Sergio Bonelli Editore
uscita mensile 12/2015 - pag.90 - € 3,50
Soggetto_ Claudio Chiaverotti
Artwork: Giuseppe Liotti - Cover: Fabrizio De Tommaso
E' un periodo che ho un po' la spina staccata lo sapete, ma nel vero senso della parola: computer in modalità bradipo, cellulare rotto, tablet passato a miglior vita, quindi arrivo qui sul blog a singhiozzo, o meglio quando la tecnologia non mi volta spudoratamente le spalle.
Questo è anche un periodo in cui il lavoro mi sta prosciugando (senza farmi dimagrire... non capisco :/) e fumetti e graphic novel sono la mia àncora di salvezza.
Ultimamente sono un po' in fissa con Morgan Lost, "lui" sa come tenermi compagnia, e soprattutto quando. Puntuale come un orologio svizzero, il giorno in cui esce, mi faccio trovare davanti all'edicola alle sette in punto, dieci minuti prima di prendere la corriera. Il mio albo è già pronto, lo pago, e dopo un rapido sguardo alle ultime novità e ai saluti di rito, mi dirigo verso la fermata. Morgan mi tiene compagnia nel tragitto casa lavoro e mentre una miriade di studenti, fermata dopo fermata, mi si affolla intorno, io me ne resto rannicchiata al mio posto (terza fila a sinistra vicino al finestrino) ansiosa di raggiungere New Heliopolis...

Quello de L'Orologio del Tempo è stato il mio viaggio migliore.

Un viaggio del tutto inaspettato, avevo già fantasticato sulla copertina (De Tommaso è un Artista con la "A" maiuscola) facendomi diversi film, e avrei scommesso che l'elemento paranormale avrebbe fatto da padrone, invece mi sbagliavo.
L'Orologio del Tempo è molto semplicemente una storia d'amore e di dolore; è il tipo di storia che prediligo perché in sole novanta pagine sa dire tanto, lo stesso protagonista sembra non volere invadere lo spazio dei personaggi secondari che in questo modo si raccontano senza filtri, mettendo a nudo i loro peccati, le loro debolezze, i loro drammi.
Quindi sì, in copertina c'è un Morgan biotecnologico e un caimano assassino, ma tra le pagine -magistralmente disegnate da Giuseppe Liotti - c'è una madre messa in ginocchio dal passato, spezzata in due da un presente che le ha tolto tutto e crudelmente privata di un futuro in cui sperare.
C'è ovviamente un assassino, il cui volto tra l'altro è noto quasi subito (mossa astuta), e ad attenderci c'è una costruzione narrativa che manderà in tilt le lancette dell'orologio. Come ha rivelato Claudio Chiaverotti - lanciando una sfida su Facebook - la struttura dell'albo è un omaggio al bellissimo e struggente Alabama Monroe, in particolare la scena dell'ambulanza dove tutto trova un inizio e una fine (avete collegato? state già piangendo? ok, direi che ci siamo allora...); è mentre lo staff medico cerca disperatamente di rianimare una giovane donna che tra macchie di rosso, ricordi fin troppo vividi e momenti di puro terrore, si srotola la pellicola di quello che al momento è il miglior "film" della serie.

Alla prossima 8)

21 gennaio 2016

Due chiacchiere con Claudio Chiaverotti

A cura di Gianfranco F.

Uno dei migliori regali di Natale (mi perdonino amici e parenti) è stato poter parlare con Claudio Chiaverotti al telefono. Avevo intuito - seguendolo da tempo - che è una persona decisamente disponibile e molto attenta alle opinioni dei suoi fan, ma mai mi sarei aspettato che alla mia richiesta (su facebook) di sottoporsi a una piccola intervista mi avrebbe risposto "certo! telefonami lunedì!"
Quello che segue è il frutto della nostra chiacchierata di un'ora e venti. Per fortuna ho potuto sedermi e mettere ordine a domande e risposte, perché ero davvero emozionatissimo e solo a posteriori mi sono reso conto che per un'intervista ufficiale (tipo davanti a una telecamera) devo ancora farmi le ossa. Intanto grazie infinite a Claudio che mi ha fatto rompere il ghiaccio.
Ovviamente l'idea dell'intervista è una conseguenza del successo di Morgan Lost, fumetto che mi ha colpito dal primo volume e che continua a far parlare e riflettere nonostante siamo solo alla quarta uscita. Spero vi piaccia, Claudio non poteva essere più esaustivo di così!


*dopo le presentazioni e bla bla bla*
Parto subito parlando del fenomeno Morgan Lost, un fumetto che ha riscosso un consenso praticamente immediato. Secondo te, qual è il suo segreto? Cos'ha colpito maggiormente i lettori?
Sinceramente non lo so, anche perché se ci fosse il "segreto del successo" ci andrebbero tutti dietro.
Al di là della campagna di lancio credo che Morgan sia un personaggio moderno, però guarda... voglio girarti la domanda, perché poi per me l'importante è sapere cosa ne pensano i lettori. Quindi dimmi... qual è il segreto di Morgan Lost secondo te?

Be' prima di tutto Morgan è un uomo normale che si racconta a persone normali, e poi credo che la tricromia, novità assoluta, sia stato un ulteriore incentivo ad acquistare il fumetto.
Quello che dici sull'impatto grafico è vero e aggiungerei che anche la grafica delle copertine non è passata sicuramente inosservata, e poi come dici tu Morgan è un uomo normale, anzi voglio definirlo con le parole che ho sentito da un lettore "è un personaggio raccontato attraverso le sue fragilità".
Morgan Lost è un action thriller, c'è del paranormale, ma alla fine, quella che ho voluto creare, è una serie sulla fragilità umana.

Parliamo della terza uscita, Mister Sandman, un titolo che si discosta parecchio dai primi due albi, la storia è molto onirica e alcuni lettori non si aspettavano un Morgan Lost così surreale. Tu cosa ne pensi?
Per alcuni lettori quella di Mister Sandman è stata una storia un po' arrovellata e forse la cosa più giusta me l'ha detta un'amica facendomi notare che avrei potuto pubblicarla più avanti.
Però a me piace spiazzare ed essere spiazzato. In generale guardo più film che serie tv proprio perché queste tendono a essere ripetitive, e io non voglio che un fumetto mensile cada in questo tranello. Con Mister Sandman volevo dire al lettore "non credere che in ogni albo ti beccherai sempre lo stesso schema narrativo!". A prescindere da tutto in Morgan Lost non propongo mai un'indagine classica, perché io per primo non saprei come svolgerla, non sono un CSI e nemmeno un RIS, e ci sono dei colleghi che lo fanno già egregiamente. Per me Morgan Lost è un viaggio nell'oscurità.
Una delle prime cose che mi avevano detto era "parlerai di serial killer, una cosa molto realistica"... emh, no! I veri serial killer sono terribilmente squallidi. Tu pensa a Pacciani... un essere orribile... come potrei parlare di uno così? A me piace l'idea che i cattivi di Morgan Lost siano un po' come quelli di Tarantino, ovvero due spanne sopra la realtà. Preferisco orientarmi sul Dottor Lecter tanto per fare un esempio, ecco lui è un personaggio figo, proprio perché non esiste e quindi puoi concederti il lusso di esserne affascinato, lo stesso vale per Freddy Kruger. Su questi personaggi inventati possiamo mettere follia e divertimento. Io ho creato Wallendream e mi sono potuto permettere di renderlo affascinante proprio perché non è reale.

da "Mister Sandman" #3
Sempre dopo aver letto Mister Sandman si è vociferato nel web che Morgan Lost rischia di diventare simile a Dylan Dog, secondo te è così?
No. Secondo me no.
Mister Sandman è apparentemente un vero e proprio delirio visionario, c'è sempre un serial killer, ma l'approccio, rispetto ad altri albi, è molto diverso.
C'è da dire che io racconto le cose che mi piacerebbe leggere, non vorrei mai trovare sempre lo stesso schema narrativo, altrimenti sai che noia terribile? O sei bravissimo come nei telefilm di Colombo nel trovare degli escamotage altrimenti è meglio cambiare strada.
Io penso a un giovane che mi legge... un giovane che si vede un tot di film e serie tv, insomma, se non mi invento qualcosa di davvero interessante, a pagina dieci sono già stato sgamato!
Per me un paragone con Dylan è un onore, però sono due personaggi diversi.
In molti hanno visto Mister Sandman come una storia paranormale che poteva richiamare il mondo di Dylan, ma per me è più semplicemente la storia di uno sguardo. E' come quando vai a scuola, incroci lo sguardo di una ragazza che ti piace un casino e ti fai un film. Una storia intera che nella realtà dura tre secondi... ecco, io ho dilatato quei tre secondi in 90 pagine. Mister Sandman è quello sguardo che ognuno di noi almeno una volta ha scambiato con qualcuno. E' la storia di un uomo e una donna che si incrociano; sono le passanti di De Andrè.
Certo, è una storia onirica perché in quel momento accade tutto, e sì, può anche ricordare Dylan Dog, ma quello dei primi cento albi, in cui anch'io ho scritto una quarantina di storie riprendendo il modo di raccontare di Sclavi, uno dei più grandi narratori del secolo.

Dylan è un personaggio con delle debolezze, Morgan invece è fatto di fragilità e contrasti.
Ha l'aspetto da duro, una maschera tatuata sugli occhi che potrebbe evocare uno Spirit moderno, ma quando è agitato balbetta, fa fatica a dormire, soffre di emicranie, non vede bene i colori... Dentro di lui c'è un po' di noi, e anche se è un cacciatore di serial killer non li combatte senza paura.
Morgan è un uomo e come tale può fallire. In questo è come Brendon, ed è giusto così, perché purtroppo la vita è fatta anche di sconfitte.

da "Non Lasciarmi" #2
La prima storia pubblicata - o film - è narrata in due albi, mentre le successive saranno autoconclusive, ma in futuro non sono previste altre interruzioni tra primo e secondo tempo?
Per ora no. Ho già scritto 25 storie e sono tutti albi autoconclusivi.
Il punto è che sono thriller e le interruzioni fanno perdere la tensione narrativa, non per niente molti lettori hanno iniziato Morgan Lost soltanto dopo la pubblicazione del secondo albo.
Per ora quindi no, poi non si sa.

Poco più di 90 pagine sono sufficienti per raccontare una storia, o ti vanno - come dire - un po' strette?
No, no, ormai sono abituato a stare in questo standard. Anzi, io sono uno abbastanza ossessionato dall'idea della velocità narrativa. Nelle mie storie ci sono un mucchio di cambi di scena, gli eventi si rincorrono in modo incalzante, quindi non ne vorrei più 94.
Ovviamente il primo numero è stato un'eccezione, in quel caso dovevo presentare il mondo di Morgan Lost e aprire uno scorcio sul suo passato, però solitamente le 94 pagine standard mi stanno bene.

Quanto è importante - sempre se lo è - che un personaggio somigli al suo creatore?
Fondamentale, almeno per me.
Prendi Brendon... lui ha la mia voglia di fuggire. Io amo molto i primi film di Salvatores soprattutto Marrakech Express, che esprime benissimo la voglia di staccare dalla quotidianità.
Morgan Lost invece è più metropolitano, io infatti vivo in una grande città come Torino...
Non potrei mai fare diversamente, devo mettere me stesso, soprattutto in un personaggio seriale che deve mantenere una grandissima coerenza per non risultare terribilmente finto.
Puoi ispirarti anche a una persona che conosci molto bene, ma alla fine chi conosci meglio di te stesso?
Anche navigando in rete, tra i blog di qualsiasi genere, trovo che i post più azzeccati siano proprio quelli in cui la gente racconta anche un po' di sé.
Con Morgan poi ho potuto esprimere la mia passione per il cinema (cosa impossibile con Brendon). Lui prima di diventare un cacciatore di serial killer aveva una piccola sala d'essai, cosa che avrei voluto anch'io e che non ho mai potuto fare, però ho trasferito la mia passione su di lui.
Quindi Morgan Lost non è solo me, ma è mille volte me.
Per creare un buon personaggio bisogna creare delle proiezioni di se stessi, rendendole ovviamente mille volte più interessanti, infatti in lui c'è anche tutta la mia follia.

Brendon
E analogie fisiche con Morgan?
Sì, ci sono anche delle analogie fisiche. E pensa che io non ci avevo nemmeno fatto caso e hanno dovuto farmelo notare.
Brendon ha le occhiaie come me e Morgan Lost la mascherina tatuata.
Gli occhiali scuri che non mi tolgo mai sono la mia mascherina, sono uno schermo verso la realtà.
Rappresentano una mia fragilità, perché anche se ormai mi sono sdoganato mi sono sempre vergognato a farmi fotografare, e mi fa piacere notare che senza rendermene conto sono stato sincero. Senza volerlo ho raccontato me stesso.
Sicuramente dietro a questo mio comportamento c'è una spiegazione, andrei psicanalizzato, ma un analista si suiciderebbe dopo poche sedute.
Probabilmente il bisogno di indossare sempre gli occhiali scuri è sinonimo della mia voglia di fuggire, grazie a loro posso rendermi in qualche modo un po' più invisibile.

da "L'Uomo dell'Ultima Notte " #1
Morgan Lost però non fugge, lui è uno che resta...
Sì, lui non è come Brendon, Morgan ha fatto una promessa e non intende infrangerla; è un uomo che non solo ha guardato nel baratro, ma ci è caduto dentro da cinque anni e adesso che è lì non intende scappare.
A me piacciono questi personaggi un po' alla Hitchcock, lui non metteva mai dei supereroi nei suoi film, ma puntava l'obiettivo su uno sfigato qualunque che improvvisamente finiva in un casino pazzesco. Pensa a Intrigo Internazionale o L'Uomo Che Sapeva Troppo...
In fondo Morgan gestiva un piccolo cinema, aveva una fidanzata, conduceva una vita normalissima. Non cambia in modo drastico, ma ci mette anni per diventare quello che è.
Poi nonostante abbia a che fare coi serial killer sa mantenere un certo sangue freddo nonostante le sue debolezze. Nella realtà non sarebbe possibile, prendi i veri profiler, loro hanno un rapporto regolare con terapeuti e analisti, basta leggere Red Dragon di Thomas Harris per capire che viaggiare nella mente di un serial killer può portarti alla follia, come succede a Will Graham, l'agente dell'FBI che aveva portato alla cattura di Hannibal Lecter.

Gli albi di Morgan Lost avranno in qualche modo una continuity?
Le storie sì, hanno una piccola continuity e lo capirete bene nell'albo numero 7.
In fondo quando si vive alla velocità della luce in una città - per quanto grande - è inevitabile scontrarsi e rincontrarsi, ed è quello che succederà.
Diciamo che Morgan si ricorda di tutto quello che gli è successo e lo stesso vale per i co-protagonisti, e anche se molti albi si potrebbero leggere in modo autonomo rispettare l'ordine cronologico sarebbe comunque meglio.

A tal proposito... Lisbeth tornerà?
No spoiler.

da "Mister Sandman" #3
Ultima domanda, questa volta personale.
Da bravo cinefilo, quali sono i tuoi tre film preferiti.
Posso citare quelli che mi hanno ispirato, infatti Morgan Lost nasce dall'incrocio de Il Silenzio degli innocenti con Blade Runner.
E poi vorrei inserire un film diverso, che non è un action thriller, guardo anche film molto intimisti, tipo Il Raggio Verde di Éric Rohmer che è la poetica del quotidiano.
Però, aspetta, facciamo quattro film, perché non posso non citare Kill Bill di Tarantino. E ci sarebbe anche Lynch... insomma parlare con me di cinema è un qualcosa di pericolosissimo, infatti aggiungo anche Strade Perdute.
E non posso escludere Carpenter, sarebbe un delitto mortale, lui quando ha pochi soldi fa dei capolavori del cinema, tipo Distretto 13, Fog, Fuga da New York. Sono film che non fanno paura, ma hanno una tensione pazzesca. Anche i suoi film meno riusciti come Fantasmi da Marte sono dei cult. Di suo potrei citare praticamente tutto, ma è meglio che mi fermi qui!

E i tuoi romanzi/fumetti preferiti (questa è davvero l'ultima, giuro!)
Difficile...
Tra i fumetti consiglio Garth Ennis, anche lui sopra le righe come Tarantino, un pazzo!
Come romanzi... mi viene in mente Jeffery Deaver, ma in realtà un autore che riesco a leggere con grande velocità è Thomas Harris. Poi c'è il King di Shining... ma in generale mi piacciono i libri non troppo lunghi, storie veloci che riesco a bruciare in poco tempo.

* * *

Ragazz* è tutto, nei saluti finali ci siamo scambiati altri consigli libreschi, io ovviamente ho fatto la mia solita propaganda a favore di Locke & Key e spero proprio di averlo incuriosito.
Ah, già che ci sono vi ricordo che a Luglio 2016 torna Brendon. Il primo figlio di Chiaverotti lo ritroveremo in edicola con una serie di speciali a colori. La cadenza non si sa ancora, ma molto dipenderà da noi, per cui mi raccomando, fate i bravi... ;)

Alla prossima 8)


Albi usciti

 

#1 L'Uomo dell'Ultima Notte >> recensione
#2 Non Lasciarmi >> recensione

 

#3 Mister Sandman >> recensione
#4 La Rosa Nera 

30 dicembre 2015

Recensione, Mister Sandman [Morgan Lost #3]

Morgan Lost, Mister Sandman
uscita mensile 12/2015
Sergio Bonelli Editore
pag.90 - € 3,50
L'analisi di questo terzo albo poteva essere una delle più difficili di sempre e allo stesso tempo una delle più semplici. Difficile se l'avessi fatta dopo una prima lettura, semplice al termine di una seconda in cui tutto è stato terribilmente più chiaro.
Il bello di questo fumetto, almeno per me, è scovare tra le pagine messaggi nascosti o, come in questo caso, palesemente rivelatori.
L'essenza dell'albo è intuibile nelle primissime tavole che ci mostrano Morgan al cinema durante la proiezione di The New Lilith. Attraverso poche inquadrature ci vengono mostrati un uomo e una donna - due amanti - e alle loro spalle un T-Rex e un Samurai fatti di lamiere che combattono la loro ultima, distruttiva battaglia.
Una metafora.
Una citazione.
Una sintesi.
Lilith - secondo la tradizione ebraica - è la donna creata per Adamo e la madre dei demoni.
Lilith per la Bonelli è un cronoagente che viaggia nel tempo uccidendo personaggi storici e cambiando così il corso della Storia.
Una duplice citazione che riassume Mister Sandman. Tutto quello che leggerete è una parentesi, un what if, una sorta di sliding doors.
Un sogno, come cita la canzone delle Chordettes, "Mr Sandman bring me a dream" - Mr Sandman regalami un sogno - ed è quello che Chiaverotti fa. Dopo averci fatto conoscere un Morgan tormentato e solo ecco che regala a questo suo figlio con più demoni che angeli una sorta di seconda possibilità, un film tutto suo, che ahimé è destinato a trasformarsi in un terribile incubo.



Mister Sandman racconta la storia di un uomo e una donna che nulla possono contro un fato che non vuole lasciar loro alcuna tregua. A scandire gli omicidi di una diabolica creatura il cui volto è coperto da una grottesca maschera in pelle, le  note delle Chordettes. Note melodiose che potrebbero accompagnare Morgan in un sonno fatto di speranza e amore e che invece cadenzano i folli colpi di un pazzo assassino.
Chiaverotti ha provato a spargere granelli di sabbia sugli occhi tatuati del suo protagonista, ma Mr Sandman li ha colorati di sangue.
Le ultime inquadrature chiudono il cerchio, mettono fine al sogno, perché quello, Morgan, non può ancora permetterselo.


Alla prossima

17 dicembre 2015

Recensione, MORGAN LOST - secondo tempo -

"Nel nome del buio e del sangue, 
io ti sposerò, Morgan Lost... 
Sarò tua per sempre... 
Ucciderò per te, morirò per te, 
ma ti supplico: non lasciarmi..."

Morgan Lost, Non Lasciarmi
uscita mensile 11/2015
Sergio Bonelli Editore
pag.90 - € 3,50
Voto:

Scandalo! Oggi esce il terzo albo di Morgan Lost e io non vi ho ancora parlato del secondo volume, anzi del secondo tempo, insomma di come si conclude la prima storia e di quali sono state le mie impressioni.
Allora... L'Uomo dell'Ultima Notte terminava con un vero e proprio colpo di scena, e la domanda che mi frullava in testa era solo una: l'autore saprà mantenere alte le aspettative? O farà uno di quei scivoloni che comportano fratture multiple con trauma cranico annesso?
Sappiate che Claudio Chiaverotti è uscito da questo esordio tutto intero e più in forma che mai; le promesse sono state ampiamente mantenute, a ragion veduta direi, perché i suoi lettori sono bravi e buoni e non si meritavano niente di meno ;)
Anche in questo albo ci sono numerose citazioni e riferimenti cinematografici, a partire dal titolo che rimanda al tragico romanzo di Kazuo Ishiguro in cui amore, dramma e distopia sono alla base di una storia che definire dolorosa è poco [Fabrizio De Tommaso nella copertina riprende anche la grafica a riquadri utilizzata per la locandina del film].
Ed è il dolore il fedele compagno del nostro protagonista, un dolore con radici ancora troppo fresche e poco profonde, un dolore che non può essere domato e che porta il nome di Lisbeth, la donna che amava e che è stata brutalmente uccisa. Un tarlo, un tormento, un buco nel cuore. Questo è Lisbeth per Morgan, ed è sempre per lei che ha iniziato a inseguire i killer di New Heliopolis chiudendo definitivamente il passato in un cassetto. Che l'abbia fatto per portare la pace in una città ormai corrotta e alla deriva, o per espiare la colpa di non aver salvato colei che doveva proteggere, non viene spiegato, ma credo sia ovvio; Morgan Lost non è un filantropo, è un uomo normale con pochi angeli e molti demoni al seguito. 
Ma a catturare non è solo la storia quanto l'ambientazione fisica e temporale, in cui passato e futuro convivono alla perfezione, in cui il buio prevale sulla luce e i miti egizi, i riti satanici e le credenze popolari non sono stati schiacciati dallo sviluppo tecnologico.
La tricromia poi è incredibilmente d'effetto, un espediente narrativo reso alla perfezione dall'Arancia Studio che ha colorato ad arte i bellissimi disegni di Giovanni Talami.
Questa volta nessun cliffhanger finale, ma l'epilogo apre comunque nuove porte in un mondo fatto di certezze che crollano e di mali che si propagano a macchia d'olio.
Insomma, non ha senso dirvi altro, se non fiondatevi in edicola che è appena uscito Mister Sandman.



Alla prossima 

9 novembre 2015

Recensione, MORGAN LOST - primo tempo -

Pargolo mi odia perché sto snobbando "l'angolo del fumetto" e ha ragione, sono imperdonabile, però le mie indagini e letture all'interno della nona arte non si sono mai fermate e oggi ho proprio voglia di parlarvi del nuovo nato in casa Bonelli: Morgan Lost.
10/2015 - Primo Tempo
Premetto che a me piace questa casa editrice e la sua politica conservatrice, alla faccia di chi dice che sono antiquati e che si dovrebbero modernizzare per stare al passo coi tempi, io dico NO! La Bonelli deve restare così com'è, può rompere qualche schema ogni tanto, può livellare certe sue spigolature, ma non deve assolutamente stravolgere il proprio assetto. Perché sia chiaro, per essere moderni e innovativi non si devono necessariamente far vedere tette e culi, tanto per fare un esempio.
Leggere il primo numero di Morgan Lost mi ha riportato a casa. In quella casa che mi aveva fatto conoscere Dylan Dog, Brandon e Julia, in quegli anni in cui andavano tanto di moda i film splatter, in quei luoghi di cui non ti stanchi mai di scoprire scorci e segreti.
Siamo negli anni Cinquanta in una New York che appartiene a un mondo ucronico (e pertanto ribattezzata New Heliopolis)  in cui Hitler è stato ucciso da Marlene Dietrich: niente seconda guerra mondiale, niente terzo reich, niente antisemitismo, ma un mondo che si è evoluto in fretta tanto da essere decisamente simile al nostro 2015, ma con chiari riferimenti alla Gotham City di Batman. Il Paese è governato da un'anonima ma onnipotente burocrazia e la tv ha lo strapotere di rendere i criminali delle vere e proprie star (Barbara d'Urso, hai capito a cosa potresti portare?).
Morgan Lost, da semplice gestore di un cinema d'essai, si ritrova - in seguito a un tragico evento - a vestire i panni del cacciatore di serial killer.
Della trama direi di non aggiungere altro, sappiate solo che quello che avrete tra le mani è un action thriller con probabili elementi paranormali e che Claudio Chiaverotti con questa sua nuova creatura è riuscito a fondere tradizione e innovazione.
Vogliamo parlare del disegno? Guardiamo due tavole.

 
[clicca per ingrandire]

Salta subito all'occhio la tricromia che va dal bianco al nero al rosso, un tocco artistico che omaggia pellicole come Sin City, che contribuisce a rendere l'atmosfera ancora più angosciante e pulp, ma è soprattutto un chiaro riferimento al daltonismo selettivo di Morgan che non può vedere altri colori se non questi (ma non è il suo punto di vista, il fumetto non è in soggettiva, sia chiaro.)
Michele Rubini, il disegnatore, ha fatto un lavoro eccellente, anche in questo caso in perfetto stile bonelliano. Personaggi tratteggiati nei minimi dettagli, scenari ricchi, quasi barocchi e - udite udite - ogni tanto la famosissima gabbia bonelliana non verrà rispettata (e per chi non lo sapesse questo è un vero atto di coraggio per loro!) dando vita a piccole opere d'arte.
Chiaverotti ci mette tanto di sé in quest'opera e nel personaggio. Morgan come lui soffre d'insonnia, non indossa occhiali neri, ma ha una maschera tatuata sugli occhi e la sua passione per il cinema è ovunque. Inevitabili le citazioni e i riferimenti che vanno da pellicole del primo Novecento come Viaggio nella Luna di Georges Méliès e Metropolis di Fritz Lang, a film più commerciali come Il Corvo di Proyas, Il Silenzio degli Innocenti di Demme o Grindhouse di Tarantino. Come se non bastasse ci sono anche vari omaggi all'arte figurativa, come la reinterpretazione dell'Urlo di Munch dove a gridare è Nosferatu, della Guernica di Picasso con le maschere di Venerdì 13 o delle ballerine di Degas che stringono tra le mani affilati rasoi.
Insomma questo primo albo, anzi, questo "primo tempo" non promette bene, ma benissimo! La storia del killer del rompighiaccio si concluderà nel secondo numero, ma in futuro le storie saranno studiate per essere autoconclusive, come fossero dei veri e propri film autonomi. Ogni uscita un mistero da risolvere, un serial killer da affrontare, delle vite da salvare.
Sicuramente è un prodotto commerciale, probabilmente per molti sarà un insieme di scopiazzature, per tanti i serial killer hanno già fatto il loro tempo e non sono più di moda, ma a me è piaciuto, il finale mi ha lasciato con una voglia incredibile di sapere cosa succederà nel secondo albo e come se tutto questo non bastasse Morgan è pure un gran figo...il più figo di tutti i protagonisti Bonelli <3 8)


Commento di Gianfranco F. (aka Pargolo)
Sono d'accordo con quanto detto sopra, solo che per me è stata una scoperta del tutto inaspettata, perché a me il tradizionalismo della Bonelli fa venire un po' l'orticaria.
Forse sono troppo abituato ai format americani in cui la parola tabù deve essere stata cancellata dai loro vocabolari, ma credo che una casa editrice debba stare al passo coi tempi.
Detto questo, reduce da Orfani che doveva essere una sorta di fumetto sperimentale per la Bonelli, un qualcosa di innovativo che avrebbe lasciato tutti i lettori a bocca aperta (e lo fa, ma per motivi che evito di dire) provavo un sincero terrore quando ho iniziato Morgan Lost. Devo però dire che avevo già apprezzato Chiaverotti in Brendon e Dylan Dog, quindi sì, i presupposti c'erano, e un albo non mi avrebbe di certo tolto troppo tempo o mandato in rovina (Madre, mi devi ringraziare, l'ho comprato io!)
In breve un successone! In futuro mi piacerebbe vedere una collana Bonelli con una storyline più lunga (loro tendono a creare prima i personaggi poi le storie, fare il contrario, no?), ma senza ombra di dubbio butto Orfani dalla finestra e metto Morgan Lost su un bel ripiano della mia libreria! Quattro stelle anche per me :)

Morgan Lost
uscita mensile dal 19/10/2015
Sergio Bonelli Editore
pag.90 - € 3,50

Voto:

Alla prossima 8)