1 aprile 2020

Il blog è in quarantena

Le chiacchiere si spostano su Instagram, qui per un po' non troverete aggiornamenti. 
L'ho sempre detto, per me questo angolino è una passione, uno svago, non un lavoro, adesso il mio lavoro è un altro: attivare le casse integrazioni. Più tutto quello che comporta la consulenza del lavoro.
Il momento è così particolare, difficile e a tratti surreale che spesso mi è difficile leggere, figuriamoci scrivere; non riesco a ritrovare la mia quotidianità, nonostante sia in Smart Working e potrei organizzare il tempo al meglio.
La mente vaga, ci sono momenti in cui mi sento svuotata, ma nel mio piccolo cerco, provo, di trasmettere un pochino di leggerezza, perché ce n'è davvero tanto bisogno. Purtroppo però non riesco a dire "andrà tutto bene", perché ormai ne abbiamo la certezza: niente è andato bene. 


Se potete fate una piccola donazione per aiutare il nostro Paese.



10 febbraio 2020

Recensione, Non Mi Posso Lamentare di Paolo Cattaneo

Lettori belli buongiorno, oggi recensione del classico fumetto "per molti ma non per tutti".
Spero facciate parte di quei "molti" e possiate dargli una possibilità.

Non Mi Posso Lamentare di Paolo Cattaneo

| Rizzoli Lizard, 2020 | pag. 240 |

Da quando ha scoperto che gli restano pochi mesi prima di morire, Danilo ha deciso di cominciare a fumare. Lo fa di nascosto, per non dare altri pensieri a Tanya, la sua compagna. I due aspettano un bambino. Lui lo sa che non è suo, ma fa finta di niente, perché l'idea di questa creatura lo distrae da tutto quello che non gira per il verso giusto. Ha solo paura di non esserci quando nascerà. Allora, per tenersi stretta la vita, ogni giorno Danilo scappa dalla sua periferia e, come in una caccia al tesoro, si avventura fuori città alla ricerca di un posto tutto suo. Si nasconde dove può, fuma e si rilassa scrivendo lunghe lettere a questo bambino che, per quanto ancora non esista, è tutto quel che resterà del suo mondo. A lui Danilo racconta la sua storia, quella di un perfetto sconosciuto che non ha mai capito cosa gli stesse capitando e perché. Non mi posso lamentare è un fumetto di travolgente ricchezza, che riesce nel miracolo di dar voce a una profonda umanità senza mai cadere nel sentimentalismo.
Voto:

Quando Danilo scopre di avere pochi mesi di vita, decide di iniziare a fumare. Lo fa di nascosto, lontano da casa, e tra una sigaretta e l'altra scrive una specie di diario/testamento per il figlio che la sua compagna aspetta. Figlio che probabilmente non conoscerà mai, ma a cui vuole lasciare un pezzetto di sé...

Ecco... se per caso questo accenno di trama vi ha fatto venire in mente quel vecchio film con Michael Keaton e Nicole Kidman, My Life (promemoria), no, toglietevelo subito dalla testa.
Non Mi Posso Lamentare non è melodrammatico, non vuole far piangere nessuno, non è poetico e nemmeno sentimentale, non nel modo che si potrebbe pensare almeno, perché sotto sotto, invece, è anche tutte queste cose insieme, solo che la voce narrante è una di quelle che spesso non viene ascoltata e di cui non frega niente a nessuno.
Danilo ricopre il ruolo di uomo medio, è gretto, ignorante, a suo modo anche inconsapevole; si è lasciato vivere per quasi quarant'anni e adesso, alla stessa maniera, aspetta di morire. Deve succedere? Che succeda, in fondo cosa potrebbe fare per evitarlo?
È attraverso il suo diario fatto di errori, cancellature, disegni infantili che scopriamo il suo passato e il suo presente e se qualche volta avrei voluto battergli una pacchetta sulla spalla, molto più spesso avrei voluto dargli una bella scrollata... perché diciamolo, di motivi per lamentarsi, Danilo, ne avrebbe eccome. Ma Paolo Cattaneo se ne frega di far contento il lettore e di dargli quello che si aspetta. Lui scrive in primis per se stesso, mette su carta un buon 50% del suo vissuto e poi lo deforma, lo rende grottesco quasi al limite del surreale. Io me lo immagino, da piccolo, con le riviste della nonna in mano, a fare i baffi alle modelle, ad arricchire capelli, vestiti e quant'altro di un milione di dettagli... Non Mi Posso Lamentare da un punto di vista grafico è ricco, accecante, pop, i colori sono vivissimi, quasi acidi e non potrebbe essere diversamente. Perché questa è una storia marcia, una storia che nessuno vorrebbe vivere, ma di cui qualcuno si è fatto portavoce.

In tanti, durante le nostre chiacchiere su instagram, si sono fermati (comprensibilmente) alle apparenze dicendomi "mi ispira la trama, ma quando l'ho sfogliato in libreria non mi ha colpito da un punto di vista estetico". Adesso non voglio star qui a fare della retorica spiccia, perché sono la prima a farmi infinocchiare dalla bella copertina e dal disegno figo (siamo lettori, siamo sensibili, siamo facilmente influenzabili), ma razionalmente sappiamo bene che un bel contenitore non sempre è sinonimo di un altrettanto bel contenuto. 

Io tra queste pagine ho trovato tanto. E questa storia, in modo indiretto e per vie quasi sconosciute, mi ha decisamente toccata. Forse perché gli anni Novanta li ho vissuti e, anche se da lontano, alcune cose le ho riconosciute. Forse perché un pezzetto di Danilo c'è in tutti noi. Forse perché ci illudiamo che la vita sia meravigliosa e invece è meglio prepararsi al peggio. O forse, perché è stato semplicemente bravo Paolo Cattaneo. Lui dice di scrivere storie del cazzo disegnate di merda, io dico che questa non è una storia del cazzo, però fa un po' schifo, questo sì. Come la vita, come le persone, come tutto...


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3 febbraio 2020

Le Migliori Letture del 2019


Lettori buongiorno! Come ogni anno - e con il mio proverbiale ritardo - eccomi qui con le letture top del 2019. Ve ne ho già parlato a profusione su instagram, ma come si dice... verba volant scripta manent. Quindi bando alle ciance, cominciamo subito!




INTENSO COME UN RICORDO
di Jodi Picoult

 

Bellissimo. Però cavolo... quanto male che mi ha fatto! La penna della Picoult è meravigliosa, ma non pensavo potesse anche essere tanto spietata.
Intenso Come un Ricordo è un diesel, parte in sordina, non si capisce da che parte potrebbe andare a parare la storia, poi all'improvviso, ti ritrovi coinvolto, travolto, sconvolto. Il finale è una cicatrice sul cuore.
Sono uscita così provata da questa lettura che non sono nemmeno riuscita a scrivere la recensione perché non trovavo parole in grado di rendere giustizia a un libro così stratificato. Si parla del bisogno di amare, della verità come mezzo di salvezza e dannazione, dell'olocausto, di colpe e pentimenti. E come sempre l'autrice non punta il dito contro nessuno e ti ricorda che la vita, quella vera, non conosce sconti e non sa cosa sia la pietà.



NINFEE NERE
di Michel Bussi


 
Originale, acuto, ironico e appassionante, Ninfee Nere è il libro perfetto per ogni tipo di lettore in cerca di una storia scritta bene. Che amiate i gialli, i noir, i romanzi d'amore o la pura narrativa, non importa, Ninfee Nere dovete leggerlo.
>> recensione completa
Ninfee Nere è stato un tormentone su instagram. Non sono mai stata taggata così tanto in merito allo spaccio di un libro! La cosa assurda è che per quanto mi sia piaciuto è un libro decisamente lontano dalla mia comfort zone. Io amo i thriller forti, sadici, violenti, Ninfee Nere è un romanzo delicato, un giallo a tinte pastello, ma alla fine ho apprezzato il fatto che dietro al mistero si celasse molto di più. Un romanzo sul sapore amaro della vita e le occasioni perse. Bello.



IL MANOSCRITTO
di Franck Thilliez

 
Il Manoscritto è un grande misdirection.
Un thriller di grandissimo intrattenimento, peccato che il meccanismo non sia proprio così evidente, peccato manchino delle istruzioni per l'uso, ma per l'autore scrivere è come giocare una partita a scacchi ed evidentemente punta a vincere. Ma io sono un osso duro.
>> recensione completa
Una figata. Non il solito thriller, ma un vero e proprio rompicapo. Non so se definire l'autore un genio o un gran parac**o perché ha lasciato la soluzione, non dico totalmente in mano al lettore, ma quasi, fatto sta che io tra queste pagine mi sono divertita un sacco. E mi sono divertita anche a mettere alla prova i miei neuroni che a un certo punto, in ginocchio, mi supplicavano di non torturarli più.
In altro trovate il link alla recensione, ma c'è anche un post spoiler in cui sclerare.



LA CASA DELLE VOCI
di Donato Carrisi

 
Una volta terminato un libro di Carrisi non è facile iniziarne un altro. Lui ha anche questo potere, può farti uscire dal blocco del lettore e ributtarti a ruota nel buco nero in cui ti trovavi.
>> recensione completa
Carrisi è l'amore mio. Non c'è un autore al mondo di cui io voglia leggere il libro il giorno stesso in cui esce. Questo miracolo riesce a compierlo solo lui. La Casa delle Voci è un romanzo stand alone di grande atmosfera, costantemente sospeso tra sogno e realtà e di grande impatto sul lettore. Onestamente, nel momento stesso in cui l'ho iniziato, non sono più stata in grado di metterlo giù.
L'unica pecca? Dover aspettare un anno intero per un altro suo romanzo.
 


BED TIME
di Alberto Marini

 
Bed Time è un gioiellino di perversione e sadismo, una storia ansiogena che sfiora i confini del genere horror senza essere splatter o paranormale.
>> recensione completa
Me ne rendo conto, Bed Time è un romanzo particolare e non può piacere a tutti, ma se amate le storie con protagonisti dalla mente deviata, ecco, tra queste pagine sguazzerete come paperelle in uno stagno.
Io l'ho letto al momento giusto. E' un libro in cui il protagonista, attraverso una serie di infimi giochi psicologici e non, fa del male alla gente, si crogiola nella loro sofferenza e che dire... a me ha fatto un gran bene, perché come dice Robert Simon "i buoni lo sognano, i cattivi lo fanno". E io, in quel momento, avevo bisogno di sognare un po'...




QUELLO CHE NON TI HO MAI DETTO
di Celeste Ng


 
Quello Che Non Ti Ho Mai Detto è un romanzo-autopsia. Pezzo per pezzo, poco alla volta, ogni membro della famiglia Lee finirà sotto il bisturi di Celeste Ng e sfogliata l'ultima pagina non ci saranno più segreti per nessuno. Forse...
>> recensione completa
Che botta assurda che è stato questo libro. Durante la lettura non pensavo che il colpo sarebbe stato così forte, e invece... ho pensato alla storia della famiglia Lee per giorni e giorni e anche adesso, a distanza di mesi, se il pensiero mi torna da loro, ho una stretta al cuore.
A chi lo consiglio? A tutti, in modo particolare a quelle persone che per un milione di motivi faticano a parlare e si tengono tutto dentro. Perché solo la nostra voce potrà renderci davvero liberi. E felici.



LE SETTE MORTI DI EVELYN HARDCASTLE
di Stuart Turton

 
Attraverso una narrazione semplice e diretta, in netta contrapposizione a una trama articolata sia nell'intreccio che nella struttura, Turton ci fa entrare in un vero e proprio labirinto di deliri e incertezze. Preparatevi, perché queste pagine richiederanno tutta la vostra attenzione, per un romanzo che non si rivelerà essere solo un giallo, ma un'attenta riflessione sul significato delle parole identità, perdono, vendetta, espiazione, rimorso.
>> recensione completa
Un romanzo non perfetto e impeccabile sotto tutti i punti di vista, ma merita di essere letto per l'originalità della trama e della struttura narrativa. A metà strada tra un classico giallo alla Agatha Christie e tutti quei libri/film che giocano coi loop temporali (Ricomincio da Capo, Befor I Fall, Auguri Per la Tua Morte...) Le Sette Notti di Evelina di Castello Duro (non ho potuto fare a meno di ribattezzarlo così... #serietàquestasconosciuta) è un puzzle smontato in diecimila pezzi che va letto con pazienza e concentrazione.
Il mio consiglio è uno solo. Scegliete il momento giusto per iniziarlo, servono occhi aperti e ingranaggi cerebrali ben oliati.



NELL'ANTRO DELL'ALCHIMISTA
di Angela Carter

 

Io e i racconti non siamo mai andati troppo d'accordo, eppure il 2019 è stato il "nostro" anno. La raccolta più bella me l'ha regalata Angela Carter che con le sue storie cupe, femministe, crudeli eppure misteriosamente delicatissime, mi ha soggiogata e incantata.
Una penna meravigliosa, gotica e ricchissima di sfumature, una strega travestita da fata buona, la Carter ti prende per mano, ti fa sentire al sicuro, ti fa credere che tanto andrà tutto bene e poi, quando meno te l'aspetti, ti pugnalerà alle spalle. E tu la ringrazierai.



A BOCCA CHIUSA
di Stefano Bonazzi

 
Tra queste pagine mi sono commossa e arrabbiata tantissimo, ho anche stretto i denti, perché c'è una delle scene più atroci che mi sia mai capitato di leggere, eppure sono qui a dirvi "leggetelo"; a volte spostare il proprio asse, guardare le cose da un punto di vista differente... non è affatto male.
>> recensione completa
Raramente leggo romanzi di autori esordienti/emergenti, ma Stefano Bonazzi ha un'anima troppo affine al clan Morozzi, Berselli, quindi ho ceduto alla tentazione. E ho fatto bene!
Visionario, cupo, malato e claustrofobico, A Bocca Chiusa si è rivelato essere un ottimo romanzo psicologico: diretto, tangibile, coraggioso e scomodo.



Bene, recap finito,
ci si rivede (si spera!)
l'anno prossimo 8)

2 gennaio 2020

Resoconto del 2019 e Buoni Propositi per il 2020


E facciamolo il post di rito di inizio anno, che le tradizioni in fondo è bello rispettarle!
L'anno scorso per non fare la figura dell'inetta mi ero posta pochi obiettivi, ovvero:
1) leggere 2) leggere 3) leggere 4) leggere 5) non diventare povera. Scherzi a parte vorrei rimpolpare la mia libreria di libri che non siano necessariamente romanzi, quindi testi da consultazione, albi fotografici, saggi... e poi mi piacerebbe scoprire qualche bella storia di fantascienza e buttarmi su un paio di classici. Tutto qui. Mi sono moderata dai, così forse tra un anno non farò la figura dell'inetta!
Direi che sui punti 1, 2, 3 e 4 non c'è nulla da dire, sul 5 ci dovrei lavorare... ma mi rifiuto di guardare quanto ho speso in libri, è come chiedere a un fumatore quanto spende in sigarette. Cambia qualcosa? Smette? No. Quindi andiamo oltre.
Volevo dedicarmi maggiormente ai testi da consultazione, agli albi fotografici, ai saggi e così è stato! In tutto nella mia libreria si sono aggiunti una quindicina di titoli di questo genere e sono stati tutti una gran rivelazione!
Purtroppo non ho scoperto nessuna storia di fantascienza e ho letto solo un classico ungherese, Anna  Édes. Posso migliorare, non c'è dubbio.
Però questo è stato un anno social non bello, ma bellissimo!
Le cose wow sono state così tante che le brutte sul piatto della bilancia hanno fatto puff! Sparite!
Cosa voglio portarmi in questo 2020?
Le risate in chat, gli scambi di consigli, le persone che hanno rotto il vetro che separa i social dalla realtà e sono entrate nella mia vita (Leda in primis!), le letture collettive, le visioni di gruppo, i regali librosi e non.
Questo Natale mi sono sentita viziata perché qualcuno mi ha pensata più di quanto avrebbe dovuto. Erika che mi ha cucito una cuffia bellissima con le orecchie da gatto, Veronica che mi ha mandato un libro malato, Tania che mi ha spedito gli sticker per l'agenda e le calamite per il tool stamping, Federica che mi ha confezionato uno gnomo e poi quella persona bellissima e meravigliosa che vuole restare anonima che mi ha mandato un super pacco pieno di dolci, cioccolata, pensierini e il libro illustrato da Lacombe dedicato ai racconti macabri di Poe. Ho dimenticato qualcuno? Ah sì, Stefania, con la sua card e la decorazione per l'albero con su scritto un pensiero che mi ha scaldato il cuore, Leda con la tazza #povertànontitemo, gli auguri e gli abbracci virtuali che sono arrivati a cavallo tra il 31 dicembre e il primo gennaio.

Insomma, è stato un anno super. I social mi hanno regalato un sacco di gioie, anche dei dispiaceri, perché negarlo, ma evidentemente fa tutto parte del gioco e quindi #chissene... ho gettato tutto nell'umido e sono andata avanti.

Tra l'altro ho scoperto così tante persone dietro ai nickname che uno dei miei obiettivi 2020 sarà proprio questo: seguire più persone e meno profili. Non è semplice, per conoscersi ci vuole tempo, ma è un impegno che voglio prendere con me stessa. In fondo, se ci penso, i rapporti più belli li ho instaurati anche con ragazze (sui social siamo tutte ragazze, chiaro?!) che non hanno blog o pagine instagram librose, ragazze che sono lettrici e stop. Che poi è quello che sono io. Una lettrice. Una lettrice con il bisogno sfrenato di condividere quello che legge!
Ormai devo ammetterlo, il mio spazio è su instagram, per me è come una grande condominio fatto di tante porte sempre aperte in cui poter entrare e accomodarsi nei salotti delle persone che più ci piacciono. In quel salotto possiamo restare, prenderci un cappuccino virtuale, parlare di libri. Non è detto che tutti i salotti siano fatti per noi, ma non ci sono regole che ci inchiodano alle poltrone, possiamo anche alzarci e andarcene, possibilmente con educazione.
Ci sono un sacco di "salotti" bellissimi con librerie stupende, vi invito ad andare da Ambra (@sonosololibri), Michele (@ragazzochelegge), Elena (@cappello.pieno.di.libri), Penny (@pennylaneonthetube), Laura (@lisoladicalipso), solo per citare una goccia in mezzo a un mare di possibilità.

Ho poi scoperto grandi profili fatti di altrettanta semplicità. Perché i numeri sono davvero niente rispetto alle persone che ci sono dietro. Vedi Ilenia (@simplynabiki) che seguo da tanti anni e che mi è sempre piaciuta per come si pone, o Gloria (@gloriabombarda) che ama viaggiare, fotografare e ovviamente leggere.

Nel mio salotto trovate me! Qui! Coi miei libri malati, quelli illustrati e i titoli per ragazzi. Trovate una lettrice dalle molteplici personalità (tutte disturbate!) che il mercoledì vi racconta cosa ha letto attraverso un'improbabile rubrica dall'improbabile sigla: vùvùvù mi piaci tu, vùvùvù... ♫♪

Ma veniamo alla vita vera. Il 2019 è stato un anno bello bello a livello di girin-girelli!
Ad aprile sono stata a Menton e ho gironzolato tra Nizza, Montecarlo e la riviera ligure, ad agosto ho fatto una vacanza stupenda all'insegna di scale, grotte e chilometri nel golfo di Policastro, per poi spostarmi in Calabria sulla costa ionica e finire il tour con due giorni alla Reggia di Caserta. E poi c'è stato il Lucca Comics per la quinta volta di fila con la mia inseparabile compagna d'avventure Simona. Sempre sotto la pioggia eh, ma a noi l'acqua ormai ci fa un baffo, siamo troppo cariche di entusiasmo per renderci conto di essere inzuppate e pronte per la centrifuga.

Quindi dico grazie. Grazie alle cose che belle che sono state tante e anche a quelle brutte che me le hanno fatte apprezzare di più.
Non so cosa mi riserverà il 2020. Augurarmi il meglio è banale e scontato. Mi auguro di saper prendere tutto nel verso giusto, di essere forte quando la vita (quella vera!) lo richiederà, di sorridere a chi saprà farlo a sua volta e di non pormi obiettivi, ma di saper afferrare le occasioni.

Buoni propositi librosi? Uno solo. Leggere Thomas Hardy. Ho in libreria Jude l'Oscuro da troppo troppo tempo!

E il vostro anno com'è stato?
Buoni propositi ne avete fatti per il 2020?
Ma soprattutto... avete mantenuto quelli del 2019?

27 dicembre 2019

Recensione, LA CASA DELLE VOCI di Donato Carrisi

Questa recensione doveva uscire prima di Natale, moooltooo prima, ma la programmazione di blogger non ha funzionato e il post, per qualche motivo che va oltre la mia tecnologica comprensione, era rimasto bloccato e non riuscivo a pubblicarlo. Oggi l'ho riscritta (ricopiata per lo più...); dopo i bagordi natalizi cosa c'è di più bello che vegetare sul divano, con un vecchio film che sai a memoria alla tv e il pc sulle gambe? 8)

 La Casa delle Voci di Donato Carrisi

| Longanesi, 12/2019 | 

Pietro Gerber non è uno psicologo come gli altri. La sua specializzazione è l'ipnosi e i suoi pazienti hanno una cosa in comune: sono bambini. Spesso traumatizzati, segnati da eventi drammatici o in possesso di informazioni importanti sepolte nella loro fragile memoria, di cui polizia e magistrati si servono per le indagini. Pietro è il migliore di tutta Firenze, dove è conosciuto come l'addormentatore di bambini. Ma quando riceve una telefonata dall'altro capo del mondo da parte di una collega australiana che gli raccomanda una paziente, Pietro reagisce con perplessità e diffidenza. Perché Hanna Hall è un'adulta. Hanna è tormentata da un ricordo vivido, ma che potrebbe non essere reale: un omicidio. E per capire se quel frammento di memoria corrisponde alla verità o è un'illusione, ha disperato bisogno di Pietro Gerber. Hanna è un'adulta oggi, ma quel ricordo risale alla sua infanzia. E Pietro dovrà aiutarla a far riemergere la bambina che è ancora dentro di lei. Una bambina dai molti nomi, tenuta sempre lontana dagli estranei e che, con la sua famiglia, viveva felice in un luogo incantato: la «casa delle voci». Quella bambina, a dieci anni, ha assistito a un omicidio. O forse non ha semplicemente visto. Forse l'assassina è proprio lei.
Voto:


Ormai aspetto Donato Carrisi più del Natale, perché da qualche anno a questa parte, intorno a dicembre, esce regolarmente un suo libro. Ci ha abituati bene e per me resistere al suo richiamo è assolutamente impossibile. Credo sia l'unico autore con questo grande potere e io puntualmente soccombo. Con gioia tra l'altro.
La Casa delle Voci - romanzo autonomo - racconta la storia di una donna che sotto ipnosi vuole tornare indietro nel tempo perché convinta di aver ucciso un bambino. Seduta dopo seduta prende forma quella che è stata un'infanzia insolita, eppure felice, fatta di dimore abbandonate, cibo approvvigionato andando a caccia, cieli stellati e cinque inviolabili regole.

Uno: fidati soltanto di mamma e papà.
Due: gli estranei sono il pericolo.
Tre: non dire mai il tuo nome agli estranei.
Quattro: non avvicinarti agli estranei e non farti avvicinare da loro.
Cinque: se un estraneo ti chiama per nome, scappa.

Sembra una favola quella che racconta Hanna, la sua voce di bambina ha il suono dell'innocenza, ma come in ogni favola che si rispetti ci sono orchi, streghe, anche fantasmi. Non sempre i "cattivi" si possono combattere e allora si scappa, quello che conta è essere con mamma e papà, le uniche persone in grado di proteggerti, perché il loro amore vince su tutto...

La Casa delle Voci è un romanzo suggestivo, a tratti quasi surreale, in cui atmosfere in bilico tra realtà e fantasia dominano gran parte della scena trasportando il lettore in una sorta di trance letterario, infatti, nel momento stesso in cui l'ho iniziato, ho fatto cessare il disturbo del mondo esterno e mi sono goduta appieno la storia. Storia diversa dalle solite raccontate da Carrisi, meno truce, meno violenta, ma sempre cupa e insolitamente triste e malinconica.
Qui si condensano le angosce e le paure dell'infanzia, parole come "verità" e "giustizia" non sono sinonimo di salvezza e le voci dei bambini vengono ignorate... 

"Se vuoi vivere, devi imparare a morire."

L'anno scorso non ero uscita entusiasta dal Gioco del Suggeritore; pur avendolo divorato in poche ore ho sentito di non aver aggiunto nessun tassello importante a una serie che amo tantissimo ma i cui fili, forse, sarebbe ora di tirare.
Inoltre con gli anni lo stile dell'autore pugliese è cambiato, sembra quasi che il suo essere sceneggiatore si stia fondendo sempre di più con il suo essere narratore.
La Casa delle Voci ha i tratti di un film: ritmo serrato, frasi incalzanti, capitoli brevi, scene dal forte impatto visivo. Per molti è un difetto, per me rappresenta la naturale evoluzione di un autore che con carta e penna alla mano diventa un vero e proprio maestro delle illusioni; come riesca a creare una storia, a smontarla, a mostrare al lettore quello che vuole e a lasciargli addosso un senso totale di perdita, è il vero mistero. Anzi, è l'effetto Carrisi. Anche quando gli incastri sono prevedibili e i colpi di scena non sono da cardiopalma, i dettagli riescono sempre a fare la differenza: una bambina che si fa chiamare coi nomi delle principesse delle fiabe, una campanella legata alla caviglia per sapere sempre dove si trova, l'acqua della dimenticanza per cancellare i brutti ricordi in modo che possa essere felice, perché con un figlio puoi permetterti qualsiasi egoismo, basta che lo chiami amore.
Una volta terminato un libro di Carrisi non è facile iniziarne un altro. Lui ha anche questo potere, può farti uscire dal blocco del lettore e ributtarti a ruota nel buco nero in cui ti trovavi. E mi piace questa cosa. Amo farmi soggiogare, amo il tipo di intrattenimento che mi regala, il suo non essere banale, il suo fare fiction, ma raccontando anche delle dure verità.
Quindi applausi. Perché il Carrisi che mi tiene in pugno è tornato. Ma probabilmente non se n'era mai andato.

Nota bene: non so quanto le tecniche di ipnosi raccontate nel romanzo siano veritiere e efficaci, io prendo tutto come un espediente narrativo strettamente funzionale alla trama e non entro nel merito in quanto non ho i mezzi per farlo.


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20 dicembre 2019

La Casa delle Voci di Donato Carrisi - SEZIONE SPOILER

Hai letto La Casa delle Voci di Donato Carrisi
e vuoi discutere del finale?
Direi che sei nel posto giusto!


S P O I L E R La Casa delle Voci



ATTENZIONE!!!
I COMMENTI CONTENGONO SPOILER!

4 dicembre 2019

Recensione, TRAME LIBERE di Eleonora Antonioni

Lettori buonasera, oggi vi porto la recensione di un romanzo grafico che uscirà proprio domani, si tratta di una biografia e senza troppi salamelecchi vi lascio sibito alla recensione, anche perché la giornata di oggi mi ha devastata! Sono cotta. Corro in branda a rilassarmi con un buon libro. A presto e buona lettura <3

Trame Libere, cinque storie su Lee Miller di Eleonora Antonioni

| Sinnos, 05/12/2019 | pag. 147 |

Una donna dai mille talenti. Tra arte, moda e impegno civile, la storia ricchissima e complessa di Lee Miller, donna multiforme e spiazzante, mai soddisfatta, sempre in cerca di qualcosa di nuovo. Prima modella, poi artista d’avanguardia, fotografa di guerra, giornalista, cuoca perfino… Ma senza avere mai paura di confrontarsi con la grande Storia.
Voto:

Sapete bene quanto io ami le biografie a fumetti, soprattutto se mi permettono di scoprire la vita di personaggi a me poco noti e non avete idea di quanto mi senta ignorante e felice nel momento in cui mi capitano tra le mani simili gioielli. Se poi durante e a fine lettura mi ritrovo a navigare in internet alla ricerca di foto e approfondimenti, allora è fatta, significa che il libro ha sortito l'effetto sperato. Ed è quello che è successo leggendo Trame Libere di Eleonora Antonioni la quale, attraverso cinque momenti fondamentali della vita di Lee Miller, ci racconta di una donna straordinaria che non si è mai fermata, reinventandosi continuamente.

Lee (Elizabeth alla nascita) Miller è stato uno spirito libero, inquieto, bisognosa di continui stimoli e verità. Sicuramente la violenza domestica subita da bambina ha contribuito a forgiare un carattere già di per sé forte, è cresciuta senza un solo "no" (le si poteva negare qualcosa quando le era stato portato via tutto?) ma non si è mai arresa, sapendo fare spesso di necessità virtù.
Negli anni Venti ha sfruttato l'occasione di diventare modella per entrare nei salotti dell'alta società, per conoscere persone influenti e imparare dalla gente quello che nessun tipo di scuola avrebbe mai potuto insegnarle. Quando uno scandalo pubblicitario ha messo fine alla sua carriera ha capito che era ora di mettersi dall'altra parte dell'obiettivo e da apprendista fotografa si è trasformata nel giro di pochi anni in abile reporter. Le sue istantanee di guerra hanno fatto il giro del mondo, Lee ha testimoniato gli orrori più indicibili e non ha mai mancato di lanciare messaggi universali, come quando si fece fotografare nella vasca da bagno di Hitler dopo la sua caduta nel 1945. Lavare gli orrori dei campi di concentramento nel bagno dell'uomo che ne fu l'artefice. Un vero e proprio atto di purificazione. 

 

Afflitta da grandi momenti di euforia che si alternavano ad altri di infinita apatia, Lee viaggiava per scappare dai suoi demoni. Parigi, Londra, New York, il Cairo. Una donna che non ho potuto fare a meno di ammirare, passionale, irraggiungibile, libera ed emancipata, nel lavoro come in amore.
È stata amica di Picasso, ha immortalato dive come Colette e Marlene Dietrich e se penso che a Bologna, a Palazzo Pallavicini, questa primavera, c'è stata una retrospettiva dedicata a lei mi mangio le mani per essermela fatta scappare!
Sono però contenta che Kate Winslet porterà sullo schermo il suo personaggio attraverso una sceneggiatura scritta proprio dal figlio di Lee,  Antony Penrose. Ecco, forse tra queste pagine mi è mancato scoprire la Miller "madre", ma magari è anche giusto così, forse quello è stato un lato della sua vita che ha voluto tenere privato, mentre tutto il resto l'ha restituito al mondo con forza e veridicità.
Davvero un bell'esordio che mi ha aperto tanti cassettini della memoria, perché quando ho iniziato la lettura pensavo di non sapere nulla di Lee Miller, invece l'avevo già incontrata. Tipo qua. In questo quadro di Picasso per cui ha posato come modella.

Lee Miller secondo Picasso
Super apprezzata anche la scelta cromatica del volume: un secco bianco e nero dominato dal giallo, il colore dell'energia, della conoscenza, ma anche dell'ansia e della tensione. Perché Lee Miller era così, solare, volitiva carismatica, ma anche fragile, incostante, annoiata. Non c'è un suo lato che non abbia capito, condiviso, amato e spero che possa essere lo stesso anche per voi. Spero che questo romanzo grafico possa essere un trampolino di lancio per approfondire la storia di una donna che ha avuto tante vite ma un solo indomito cuore.

Letture correlate


Le Vite di Lee Miller
(Archinto Editore, 2009 - pag.215 - € 35,00)
New York, 1927: giovane donna dalla bellezza classica, Lee Miller è "scoperta" da Condé Nast, compare sulla copertina di "Vogue" e viene immortalata dai più grandi fotografi del tempo, tra cui Steichen, Hoyningen-Huene e Horst. Parigi, 1928: amica di Eluard e di Picasso, allieva e compagna di Man Ray, inventa con lui la tecnica della solarizzazione, diventa una brillante fotografa e interpreta il ruolo della statua in "Le Sang d'un poète" di Jean Cocteau. Europa, 1944-1945: corrispondente di guerra, è l'unica donna al seguito delle truppe alleate, dalle coste della Normandia ai campi di sterminio, al "nido dell'aquila" di Adolf Hitler in Baviera. Le sue fotografie di Dachau sconvolgono il mondo intero. Queste sono solo tre delle molteplici "vite" di Lee Miller, raccontate dal figlio Antony, nato dalla sua unione con il pittore surrealista Roland Penrose. Di questa eroina sorprendente quanto bella e intrepida, il fotografo David Scherman diceva che "ha incarnato quant'altre mai la nuova donna della metà del Novecento". Arricchito da oltre centocinquanta fotografie in duotone - tra cui anche alcuni ritratti firmati dai più grandi fotografi - il libro ripercorre l'esistenza di quella che fu per certo una delle donne più straordinarie del suo tempo.


Il Bambino che morse Picasso
(Gallucci Editore, 2012 - pag. 47)
Da bambino Tony ha avuto un amico molto speciale: si chiamava Pablo Picasso ed era un artista famoso in tutto il mondo. Ora che è diventato grande, Antony condivide con te il ricordo del suo straordinario compagno di giochi.
Il libro raccoglie 65 splendide immagini, che comprendono opere di Picasso, foto scattate dalla mamma di Tony (la fotografa Lee Miller) e disegni.
Con 22 illustrazioni a colori e 43 in bianco e nero.

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