7 novembre 2018

Recap #172 - Speciale Lucca Comics 2018

Weekly Recap nasce dalla voglia di non parlare solo delle mie new entry libresche, ma anche di altre piccole curiosità settimanali. Libri che ho adocchiato, un estratto che mi ha particolarmente colpito, un film che ho visto, e così via. Un po' come fanno alcuni blog con la rubrica Clock Rewinders on a Book Binge [X - X]. Ma tutto senza regole. Un po' alla cavolo insomma. Sostituisce In My Mailbox.
 

Lucca bagnato Lucca fortunato. Mhhh... sì, più o meno :$
Ma me l'aspettavo, nonostante abbia tentato di negare l'evidenza fino all'ultimo, il meteo non prometteva niente di buono. Poi figuriamoci, quest'anno che mi ero organizzata al meglio, il minimo che potesse capitarmi era una catastrofe naturale. Quindi è andata pure bene :)
Ecco, a proposito di organizzazione, due paroline sul mio meraviglioso zaino.


Ho comprato su Amazon (perché avevo fretta che arrivasse, ma lo trovate anche su Aliexpress a 12/13 euro, anziché 18/20) il finto kanken, anche detto zaino #povertànontitemo (new brand presto in commercio)
A Lucca ero l'unica sfigata ad averlo, tutti in spalla sfoggiavano prodotti originali, ma sinceramente quei cento euro ho preferito spenderli in carta,  piuttosto che in stoffa. C'è poi da dire che io non uso tantissimo lo zaino, quindi non aveva senso investire in un prodotto del genere. Per chi viaggia spesso, studia, gira un sacco... è diverso, lo capisco.   
Comunque avevo detto che il mio più fedele alleato di Lucca sarebbe stato l'Oki, perché non c'è fiera/festival che finisca con un bel brindisi a base di analgesici, invece quest'anno mi è andata di lusso. Non mi sono caricata come un cammello, ma lo zaino ha sicuramente fatto il suo porco lavoro.
Secondo acquisto pre-Lucca un Power Rangers Bank. Ragazzi, mi sono sentita come quando a Mario Bross vincevo una vita. O due. Finalmente sono arrivata a fine giornata con la carica al massimo, finalmente non mi sono trattenuta dal fare foto e video, finalmente sono entrata nel XXI secolo!!!
Vi lascio i link di queste due cosucce nel caso vi interessino, i prezzi cambiano sempre, ma vabbe', lo sapete anche voi come funziona Amazon su questi prodotti, oggi lo sconto c'è, domani no, e via così...


Ma veniamo al festival vero e proprio. Eccomi qui, sul pulmino che porta alle mura della città, più felice di quando andavo in gita con la scuola. Ero ancora nella fase #pioggianontitemo

Amica e io, un binomio vincente
Prima tappa: stand Napoleone.
Avevo prenotato online Fanculo Favolandia (l'ultimo albo!) con lo sketch di Skottino e sono arrivata con quasi un'ora di anticipo. Il rischio di perderselo non c'era, ma meglio stare dalla parte dei bottoni. Io poi adoro quest'uomo, sempre sorridente, capace di partorire storie così terapeutiche. Odio Favolandia mi mancherà, Gertrude in questi due anni è stata una sana dose di benzodiazepine :D

Tratto da https://www.my-personaltrainer.it/farmaci-malattie/farmaci-ansia.html


Skottie Young  ♥


Dopo lo sketch della psicopatica, emh, Gertrude, ho gironzolato un po' per lo stand Bao e cosa hanno visto i miei bulbi oculari? Tosca dei Boschi di Radice - Turconi. :o
Mi ero ripromessa di non prenderlo. Anzi, di non sfogliarlo nemmeno, perché so benissimo il potere ipnotico dei disegni di Stefano, e invece l'ho fatto, e tutto per colpa della meravigliosa variant, con questa stupenda copertina che ricorda le miniature finemente confezionate dai frati medioevali. E niente, ci sono cascata.
Perché non avrei dovuto vi state chiedendo? Perché dopo Non Stancarti di Andare (qui la recensione) volevo andarci coi piedi di piombo, ma non è stato possibile. I ragazzi della Bao devono aver spruzzato degli oppiacei nel loro perimetro o non si spiega. Sì, perché io solitamente ho una volontà di ferro.
Dal loro stand me ne sono andata comunque felice. Evidentemente spruzzano roba buona.

sovracoperta e libro
Teresa Radice e Stefano Turconi
Ho poi incontrato Paola Barbato (selfie obbligatorio) e Rita Petruccioli che l'anno scorso mi ha fatto uno degli sketch più belli della vita (questo). Tra l'altro Rita, che quest'anno era allo stand Castoro per aver illustrato Appunti, cose private, storie vere e inventate di Matita HB, tornerà alla Bao con Gli Anni e non vedo l'ora. Rita, sarò il tuo incubo. Preparati *_*

 
Paola Barbato (foto a sx) - Rita Petruccioli (foto a dx)
Zerocalcare
Dopo essermi ingurgitata un paninazzo con verdure, prosciutto e mozzarella, sono volata allo stand Astorina dove la mattina avevo fatto rifornimento di gadget per mia mamma (calendario, calamite, sottobicchiere, spille, tutto di Diabolik ovviamente) e mi ero presa il numerino per lo sketch di Giuseppe di Bernardo. Che dire... Non dico niente, va'. Guardate la meraviglia!


Giuseppe di Bernardo al lavoro
Il diluvio tanto annunciato è poi giunto. Io ero preparata, avevo portato la mantellina per non bagnarmi, ma questa volta ho toppato. Ragazzi, sicuramente lo saprete già, ma le mantelline per la pioggia che vendono i cinesi non tengono la pioggia :|
Comunque no problem, io e Amica ci infiliamo a Palazzo Ducale dove tra le varie mostre c'era quella di Benjamin Lacombe che amo, amo, amo e ancora amo. A tal proposito la domanda sorge spontanea, perché lo amo e non ho nemmeno un suo libro? Rimedierò. E anche presto 8)

I capelli avevano già un naturale effetto alghe marine
La giornata come sempre è volata, dopo il caffettino di rito (rigorosamente al ginseng), siamo tornate al pullman e via in albergo. Ma Lucca non è Lucca senza le foto ai cosplay, purtroppo non erano tantissimi, ma il vincitore di quest'anno è senza dubbio lui: Sale YODAto.
P.S. Altre foto le trovate su Instagram: @silvia_inunclick


Ah, ho anche ricevuto un regalo. Il funko pop più bello del mondo, quello che adesso è a casa, sulla mensola, vicino a Norman Bates di Psycho. Non ho parole per descriverlo tanto è figo. Alfred, I ❤ You.


Vorrei dire che è tutto, ma no, non lo è, adesso scatta il momento polemica. Sarò breve comunque, perché odio le polemiche, ma non è che si può sempre vedere il mondo rosa.
Ho sempre trovato il Lucca Comics un evento ben gestito e altrettanto ben organizzato, per questo mi sono meravigliata del casino successo venerdì pomeriggio durante le ore di pioggia.
Code chilometriche e stand vuoti. Ripeto. Code chilometriche e stand vuoti. Gente inzuppata fino alle mutande e stand vuoti. Stand vuoti e code chilometriche. Non ripeto più che il messaggio mi sembra chiaro.
I ragazzi agli ingressi a dire: ci hanno ordinato di far entrare trenta persone ogni dieci minuti che poi sono diventati trenta. Ma di persone ne uscivano anche quaranta o cinquanta in quel lasso di tempo e il risultato era sempre lo stesso: stand vuoti, gente in fila.
Potrei dire che il problema non mi ha toccato, perché quello che dovevo fare l'avevo fatto, ma mi è dispiaciuto per chi invece in quegli stand doveva ancora entrare. Tra l'altro avevo commissionato un disegno a una ragazza della scuola del fumetto e non sono potuta andare a ritirarlo, nemmeno pregando in aramaico.
Poi, seconda nota dolente. il servizio navetta del ritorno. Pullman enormi per i parcheggi vuoti e micro (tipo bus per asili) per i parcheggi pieni (vedi Polo Fiera). E niente. Quaranta minuti sotto l'acqua ed ero la copia di Laura Palmer. La prossima volta parto da Bologna così che ho il cosplay pronto.


Lucca Comics resta comunque un posto bellissimo.

Vi lascio un po' di link a cose fighissime


6 novembre 2018

Libro VS Film - fida n°56, Le Terrificanti Avventure di Sabrina

A volte vorrei parlare dei film che mi capita di vedere, ma poi penso che un blog di libri non sia il posto giusto. Allora penso di parlare dei film tratti dai libri, questa cosa avrebbe senso, no? Ma quello che ne viene fuori non è mai una recensione, ma continui paragoni tra due opere dalla struttura tanto diversa. E così nasce questa rubrica (che posterò random) in cui mi divertirò a mettere sul piatto della bilancia un'opera letteraria e una cinematografica e vedere da che parte penderà l'ago.
FUMETTO VS SERIE TV
chi vincerà?

Oggi in sfida
Le Terrificanti Avventure di Sabrina

 
Vince il fumetto!
(e vince a mani basse)

Lettori, ma buongiorno! Ultimamente sono un po' latitante qui sul blog, ma in compenso sono decisamente attiva su instagram (@silvia_inunclick) dove vi rompo quotidianamente le scatole con le mie letture e le mie visioni e come alcuni già sapranno non appena Netflix ha caricato sulla sua piattaforma la prima stagione de Le Terrificanti Avventure di Sabrina mi ci sono buttata a pesce. Risultato? Una mezza delusione. Per non dire tutta intera...
La serie, mi preme sottolinearlo perché c'è un po' di confusione in merito, non è un reboot della nota sit-com degli anni 90, ma è l'adattamento del fumetto di Aguirre-Sacasa (qui la recensione) edito nel 2014. È roba nuova insomma, anche se la confezione ha un fantastico gusto retrò... un pelino tarocco a mio avviso, perché se nelle prime puntata vediamo i personaggi guidare vecchi catorci e comunicare attraverso i telefoni fissi, a un certo punto spuntano i cellulari. Il motivo? Boh. Probabilmente gli autori non volevano precludersi la possibilità di futuri cross-over con Riverdale e così ci hanno messo dentro un po' di passato e di presente. Magari prossimamente arriveranno gli ufo e saremo a posto 8)
Ma veniamo alla trama.
Sabrina Spellman è mezza strega e mezza mortale e alla soglia dei suoi sedici anni deve decidere quale strada intraprendere, abbracciare le tenebre o allontanarvisi per sempre?
La Chiesa della Notte impone rinunce non da poco, come dire addio al fidanzato Harvey e voltare le spalle anche alle sue migliori amiche, Sabrina è combattuta, ma si sa, capre e cavoli non si possono avere... o forse sì?


Inizia così il percorso di questa giovane donna che vuole cambiare le regole, ma ahimé, gli espedienti narrativi, necessari per produrre dieci episodi, si sono rivelati di una noia mortale.
Contrariamente al fumetto che segue una linea ben precisa offrendoci una chiara visione della trama, la serie tv divaga tantissimo, va da una parte all'altra, inserisce situazioni per nulla funzionali agli eventi principali attue solo ad allungare il brodo e inoltre, dettaglio non da poco, i personaggi hanno un approfondimento psicologico davvero misero.
Harvey da prestante giocatore di football si ritrova a vestire i panni del nerd sfigato che passa tutto il suo tempo con le amiche di Sabrina le quali, a loro volta, non sanno come affermare la loro identità, una a livello sessuale, l'altra razziale e si ritrovano spesso vittime di bullismo. Concetti non da poco insomma, al momento lasciati lì a macerare. Ma sono tanti i sassi lanciati, spero solo che non si vogliano nascondere troppe mani. Tra stregoneria e satanismo c'è un po' di confusione e le due pratiche sembrano quasi fondersi in alcuni frangenti (?!?!), tra le righe prende forma un chiaro messaggio femminista che vedremo dove vorrà andare a parare e anche la deliziosa Kiernan Shipka, tanto apprezzata in Flowers in the Attic (clicca qui per sapere di cosa parlo), non mi è sembrata al suo meglio, o forse è semplicemente questa "nuova" Sabrina che non è come la volevo io.
Chi non ha letto il fumetto mi ha detto di aver apprezzato la serie perché finalmente le streghe non sono brave, belle e buone, ma io ho avuto una sensazione diversa, come se si volesse tenere un piede in due scarpe. Sabrina a volte sembra compiere azioni riprovevoli per proteggere chi ama, ma c'è sempre il risvolto della medaglia, c'è sempre una motivazione che le fa onore, cosa che non accade nel fumetto.
Vi faccio uno spoiler. Evidenziate se siete curiosi come scimmie.
Nella serie tv muore il fratello di Harvey e Sabrina lo resuscita perché non sopporta di vedere il fidanzato soffrire. Tommy però è diventato una specie di zombie, qualcosa nell'incantesimo non ha funzionato e l'epilogo non sarà dei migliori.
Nel fumetto - udite udite - le cose vanno in modo leggermente diverso. Intanto Harvey non ha nessun fratello e a morire sarà proprio lui, divorato da una strega quando interromperà il battesimo di sangue di Sabrina. Lei, disperata, lo riporterà in vita e anche qui le conseguenze non saranno delle migliori.
Me l'aspettavo che la serie tv si sarebbe discostata da un evento simile (uccidere Harvey? rinunciando all'ennesimo triangolo amoroso? Ma quando mai?) e ci può stare, ma capite la differenza tra una cosa e l'altra? Capite che Sabrina avrebbe firmato se Harvey non avesse tentato di fermarla?

Resto comunque in attesa della seconda stagione sperando in qualche brivido in più, perché altra nota dolente, pur essendo un teen-drama siamo sempre di fronte a un prodotto di genere horror, ma non solo non ha saputo spaventare, ma non ha generato nemmeno un minimo di suspense.
Insomma, guardando Le Terrificanti Avventure di Sabrina ho sbadigliato davvero troppo e più che di paura sono morta di noia.


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23 ottobre 2018

Recensione, LE SIAMESI di Alessandro Berselli

Buongiorno lettori! Oggi nuova review di un romanzo che gli amanti dei noir potenti non possono perdersi. Ve l'ho già spammato ovunque, su Instagram vi ho ammorbato come non mai (mi trovate come @silvia_inunclick) e adesso tocca al blog 8)

Le Siamesi di Alessandro Berselli

| Elliot edizioni | pag. 126 |


Voto:

Senza lo sconto del 55% su Amazon (ahimé, le copie sono già esaurite!) e alcuni commenti in cui Alessandro Berselli viene definito un grande autore di noir, mai mi sarei avvicinata a Le Siamesi, ritenendolo - erroneamente - un libro lontanissimo dalle mie corde. Mi faceva quasi pensare a una storia che volesse filosofeggiare troppo, una storia sul disagio giovanile destinata a sfociale nel solito (melo)dramma.
Sbagliato.
Anzi, sbagliatissimo!
Intanto la filosofia spiccia Berselli non sa proprio cosa sia e aggettivi come "solito" non fanno di certo parte del suo vocabolario. Io vi avviso, questo è un libro feroce capace di cambiare prospettiva in continuazione, sa come destabilizzare, e sfocia in un finale assolutamente geniale, spiazzante, agghiacciante.
Di cosa parla? Di giovani annoiati, viziati, superficiali. Di una casa costruita per connettersi con le divinità (o il demonio?). Di una telecamera. Di roulette russa. E di molto altro.
Una storia macabra, scritta benissimo, emotivamente frigida, ma disturbante come non mai.
Berselli fotografa il mal di vivere, il fascino seducente del male, il vuoto esistenziale e il disagio dell'adolescenza. I protagonisti sono giovani senza obiettivi soliti ad anteporre il piacere al dovere con un unico dilemma ad affliggerli: "bruciare in fretta o arrugginire lentamente?"
L'unico difetto del romanzo è anche il suo grande pregio. Finisce troppo in fretta, ma è giusto così; l'adrenalina restringe la cavità dei vasi sanguigni, dilata le aeree bronchiali ed esalta la prestazione fisica. Un effetto prolungato potrebbe essere deleterio, ma quando è circoscritto a un breve lasso temporale è benefico. E questo libro è una piccola gioia per i lettori malati. Qui siamo oltre il noir, siamo oltre il classico romanzo cattivo. Qui siamo a un passo dall'inferno.

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15 ottobre 2018

Le uscite di Ottobre 2018

Lettori buongiorno, è giunto il momento di dare mano al portafoglio un occhio alle uscite del mese, perché ce ne sono di mooolto interessanti. Tipo Fornace. Ma avete visto la cover? Più Halloween di così non potrebbe fare, però attenzione, perché se l'edizione sembra quasi vintage, le quattordici storie raccontate al suo interno sono assolutamente contemporanee. In alto infatti potete leggere "modern weird", che sta a specificare il genere, anzi il sottogenere, quello che mischia elementi fantastici con il fantasy e l'horror per sfociare nel "bizzarro" (ma non si tratta di "bizarro fiction" che è decisamente più estrema e grottesca, se volete provarla consultate il catalogo Vaporteppa e divertitevi!)
Ma andiamo avanti.
Sta per uscire  il quarto libro di Miss Peregrine e io non lo sapevo. Ma dove vivo? Convintissima che con il terzo fosse tutto finito (e ho anche ringraziato perché questa serie inizia in modo stupendo per poi colare a picco), adesso devo rivedere le mie priorità. Do un'altra possibilità alla serie? Mhhh... mi sa di no!
Da mettere assolutamente in wish list Dai Tuoi Occhi Solamente perché Francesca Diotallevi è brava, brava, brava e sono molto curiosa di vedere come abbia tratteggiato il personaggio di Vivian Maier, e mi sembrano degne di nota anche le uscite in casa Newton Compton, in fondo un thriller non fa mai male!
Personalmente però non vedo l'ora di sfogliare Attenti Ai Lupi di Baccalario e Morosinotto che non riscrivono per l'ennesima volta le classiche favole con cui siamo tutti cresciuti, ma ce le raccontano in tutta la loro veridicità. Perché le cose non sono andate come ci ha voluto far credere Walt Disney 8)

Edizioni Hypnos

 
| Fornace di Livia LLewellyn | pag. 244 |
Dopo gli oscuri recessi di Obsidia in "Profondità", torna Livia Llewellyn con la sua raccolta di racconti più importante, quattordici storie che si insinuano nei più profondi e torbidi meandri dell'essere umano, con una prosa oscura, commovente e disturbante, come una lama che affonda nella carne, in un cruento e sensuale viaggio sulla scia di autori quali Edgar Allan Poe, Clive Barker e Caitlín R. Kiernan. "La mia vita è una sorta di Frankenstein di attimi e di esperienze perdute. Le gioie, i trionfi, gli attacchi, l'amore, la violenza, la vergogna, le lotte, i piaceri, il dolore, la bellezza, le mostruosità: l'atto di sforzarmi di vivere la mia vita verso la morte ha cancellato tutto, anno dopo anno, sistematicamente. Non so nulla. Tranne quando scrivo." (Livia Llewellyn)
Dal 10 Ottobre 2018.

Rizzoli

 
| La Mappa dei Giorni di Ransom Riggs |
- Serie Miss Peregrine #4 -
Di ritorno da devil's acre e dall'inghilterra vittoriana, dove ha sconfitto i mostri che tenevano sotto scacco il mondo speciale, jacob portman riparte dal presente, dalla florida, dove tutto aveva avuto inizio con la morte di suo nonno abe. Ma lì con lui, adesso, proprio a casa sua, ci sono miss peregrine e i suoi amici speciali; e questa sarebbe un'occasione perfetta per regalarsi una piccola vacanza condivisa sulle belle spiagge americane, mentre emma e enoch e millard e tutti gli altri imparano a muoversi tra i normali – però il destino ha in mente altro. I ragazzi, infatti, scoprono un bunker sotterraneo nell'appartamento di nonno portman. Lentamente emergono le tracce della vita parallela vissuta da abe, e jacob intuisce di avere per le mani un'eredità pericolosa, che sta per proiettarlo in uno scenario emozionante e sconosciuto. In questo quarto episodio della saga di miss peregrine il luogo dell'azione è l'america speciale, un luogo selvaggio, privo di regole, difficile da capire, nel quale non si sa nemmeno che fine abbiano fatto le ymbryne sorprendenti personaggi incroceranno la strada dei nostri amati eroi sollecitando il loro coraggio, mettendone alla prova l'intelligenza, sfidandoli a crescere. Mentre jacob e emma dovranno ritagliarsi uno spazio a parte per fare i conti con l'amore. Come da tradizione, anche stavolta le suggestive fotografie vintage disseminate tra le pagine aumentano l'indiscutibile piacere di questo lunghissimo viaggio in un fantasy senza uguali, inatteso seguito che ransom riggs regala ai suoi innumerevoli lettori. Una sorpresa che lascia intendere che le avventure di jacob portman non sono affatto finite.
Dal 23 Ottobre 2018.


  
| Figli di Sangue e Ossa di Tomi Adeyemi | pag. 552 |
- Legacy of Orïsha #1 -
Un tempo i maji, dalla pelle d'ebano e i capelli candidi, erano una stirpe venerata nelle lussureggianti terre di Orisha. Ma non appena il loro legame con gli dei si spezzò e la magia scomparve, lo spietato re Saran ne approfittò per trucidarli. Zélie, che non dimentica la notte in cui vide le guardie di palazzo impiccare sua madre a un albero del giardino, ora sente giunto il momento di rivendicare l'eredità degli antenati. Al suo fianco c'è il fratello Tzain, pronto a tutto pur di proteggerla, e quando la loro strada incrocia quella dei figli del re si produce una strana alchimia tra loro. Ha inizio così un viaggio epico per cercare di riconquistare la magia, traverso una terra stupefacente e pericolosa, dove si aggirano le leopardere delle nevi e dove gli spiriti vendicatori sono in agguato nell'acqua. Un'esperienza umana che non risparmia nessuno, in un turbine di amore e tradimento, violenza e coraggio. Nella speranza di ridare voce a un popolo che era stato messo a tacere.
Dal 2 Ottobre 2018.

Neri Pozza

  
| Dai tuoi occhi solamente di Francesca Diotallevi |
New York, 1954. Capelli corti, abito dal colletto tondo, prime rughe attorno agli occhi, ventotto anni, Vivian ha risposto a un'inserzione sul New York Herald Tribune. Cercavano una tata. Un lavoro giusto per lei. Le famiglie l'hanno sempre incuriosita. La affascina entrare nel loro mondo, diventare spettatrice dei loro piccoli drammi senza esserne partecipe, e osservare la recita, la pantomima della vita da cui soltanto i bambini le sembrano immuni. La giovane madre che l'accoglie ha labbra perfettamente disegnate con il rossetto, capelli acconciati in onde rigide, golfini impeccabili. Dietro il suo perfetto abbigliamento, però, Vivian sa scorgere la crepa, il muto appello di una donna che sembra chiedere aiuto in silenzio. Del resto, questo è il suo lavoro: prendersi cura della vita degli altri. L'accordo arriva in fretta. A lei basta poco: una stanza dove raccogliere le sue cose; una città, come New York, dove potere osservare le vite incrociarsi sulle strade, scrutare mani che si stringono, la rabbia di un gesto, la tenerezza in uno sguardo, l'insopportabile caducità di ogni istante. Ed essere, nello stesso tempo, invisibile, sola nel mare aperto della grande città, a spingere una carrozzina o a chinarsi per raddrizzare l'orlo della calza di un bambino. Scrutare i gesti altrui e guardarsi bene dall'esserne toccata: questa è, d'altronde, la sua esistenza da tempo. Troppe, infatti, sono le ferite che le sono state inferte nell'infanzia, quando la rabbia di un gesto - di sua madre, Marie, o di suo fratello Karl, animati dalla medesima ira nei confronti del mondo - si è rivolta contro di lei. Sola nella camera che le è stata assegnata, Vivian scosta le tende dalla finestra, lancia un'occhiata al cortiletto ombroso e spoglio nel sole morente di fine giornata, estrae dalla borsa la sua Rolleiflex e cerca la giusta inquadratura per catturare il proprio riflesso che appare contro l'oscurità del vetro. È il solo gesto con cui Vivian Maier trova il suo vero posto nel mondo: stringere al ventre la sua macchina fotografica e rubare gli istanti, i luoghi e le storie che le persone non sanno di vivere.
Dal 4 ottobre 2018.

Newton Compton

 
| Il Matrimonio delle Bugie di Kimberly Belle | pag. 350 |
Dopo sette anni di matrimonio, Iris e Will sono il ritratto della coppia felice: vivono in una bella casa, hanno un lavoro appagante e stanno cercando di avere un bambino. Quando Will parte per un viaggio di lavoro in Florida, Iris non sa che il suo mondo perfetto sta per crollare. Quella mattina, infatti, un aereo diretto a Seattle precipita e tra i nomi delle vittime c’è inspiegabilmente quello di Will. Iris è sconvolta, ma è certa che si tratti di un errore. Perché Will avrebbe dovuto mentirle? Che cosa doveva fare a Seattle? E su cosa altro ancora potrebbe averle raccontato bugie? Se vuole davvero arrivare alla verità, Iris dovrà affrontare un’indagine disperata per scoprire che cosa si nascondeva sotto la superficie calma del suo matrimonio. Ma non ha idea delle conseguenze che tutto ciò potrebbe avere…
Dal 4 Ottobre 2018.


 
Il piccolo Billy aveva solo otto anni quando, durante una passeggiata al parco con sua sorella Rose, scomparve nel nulla. Stava giocando con un aquilone, prima che di lui si perdessero le tracce. Dopo due giorni di ricerche, venne ritrovato morto. Sedici anni dopo, Rose prova ancora un terribile rimorso. Si considera colpevole per la morte del fratellino, perché non è stata in grado di proteggerlo. Non è mai davvero riuscita a superare il trauma, e si è chiusa in se stessa, incapace di fidarsi degli altri. Riesce ad aprirsi completamente solo con Ronnie, il suo vicino, che conosce da quando era piccola. Quando Ronnie si ammala, Rose si presenta alla sua porta per offrirsi di aiutarlo, ma ciò che trova nella sua soffitta è destinato a sconvolgerle, una seconda volta, la vita. Rose pensava di conoscere la verità su ciò che è accaduto a Billy. Pensava di conoscere Ronnie. Adesso l'unica cosa che sa è di essere in grave pericolo.
Dal 25 Ottobre 2018.


  
| Niente è Come Credi di Helen Callaghan | Pag. 454 |
I genitori di Sophia hanno sempre vissuto una vita tranquilla e anonima. Perlomeno è quanto credeva Sophia, fino al giorno in cui va a trovarli e nota che la casa è particolarmente silenziosa. Suona il campanello, ma nessuno viene ad aprire la porta. Sophia fa il giro del giardino e sul retro della casa fa una scoperta scioccante: la madre è impiccata a un albero, e il padre giace a terra in una pozza di sangue, ancora vivo ma incosciente. La polizia crede che si tratti di un tentato omicidio e suicidio, ma Sophia non pensa che la madre sia un'assassina, e poiché il padre non è in grado di parlare, sta a lei convincere la polizia. Per discolpare la madre, Sofia cerca qualsiasi indizio frugando nella vita dei genitori. E incappa in un diario, un diario che a quanto pare la madre stava per pubblicare, che racconta un passato di cui lei ignorava completamente l'esistenza, e da cui capisce che dei suoi genitori in realtà lei sapeva ben poco...
Dall'11 Ottobre 2018.

Einaudi

 
| The Game di Alessandro Baricco | pag. 325 |
Quella che stiamo vivendo non è solo una rivoluzione tecnologica fatta di nuovi oggetti, ma il risultato di un'insurrezione mentale. Chi l'ha innescata - dai pionieri di Internet all'inventore dell'iPhone - non aveva in mente un progetto preciso se non questo, affascinante e selvaggio: rendere impossibile la ripetizione di una tragedia come quella del Novecento. Niente più confini, niente più élite, niente più caste sacerdotali, politiche, intellettuali. Uno dei concetti più cari all'uomo analogico, la verità, diventa improvvisamente sfocato, mobile, instabile. I problemi sono tradotti in partite da vincere in un gioco per adulti-bambini. Perché questo è The Game.
Dal 2 Ottobre 2018.

Fabbri

 
| Quasi Tre di Tommaso Avati | pag. 237 |
Raffaele e Benedetta, undici anni di matrimonio, zero figli, due adorabili maialini d'appartamento da chiamare "bambini". Due voci, l'una il controcanto dell'altra, che si rincorrono e ci raccontano la loro storia: lei segretaria in un'agenzia romana per lo spettacolo e appassionata di cucina, lui sceneggiatore mancato riciclatosi insegnante, figlio d'arte in attesa perenne di sfondare nel mondo del cinema. Un rapporto ormai cristallizzato in una routine distratta, il loro, eroso dall'abitudine e dalla delusione di non essere riusciti a fare della propria esistenza qualcosa di cui andare fieri. Poi accade l'impensabile. A quarantasei anni, quando già comincia a pensare alla menopausa, Benedetta rimane incinta: il caso, con grande ironia, inizia a giocare con Lele e Benny, concedendo loro un'altra possibilità, l'occasione per riprendere il controllo del loro matrimonio e delle loro vite. Ma a volte non c'è niente di meglio di un "secondo tempo" per rimescolare le carte di una vita intera: tra genitori disfunzionali e colleghi sull'orlo di una crisi di nervi, Lele e Benedetta vengono risucchiati in un turbine di incomprensioni, aspettative malriposte e disavventure esilaranti, dove la posta in gioco è un amore dolceamaro, quasi acido. Insomma, un amore normale.
Dal 2 Ottobre 2018.

DeAgostini

 
| Attenti ai Lupi | pag. 260 |
Sette fiabe per stupire. Sette fiabe per incantare. Sette fiabe per stregare e per non far dormire sonni tranquilli. Pierdomenico Baccalario e Davide Morosinotto hanno scritto un libro per chi non ha paura del buio. Per chi non teme i mostri e non ama solo le fiabe a lieto fine. Un libro per ragazze e ragazzi tosti, che vogliono sapere che cosa accadde davvero quando Cappuccetto Rosso entrò nel bosco. Che cosa fecero le sorellastre di Cenerentola pur di indossare la scarpetta di cristallo. Che cosa c'era nello specchio magico di Biancaneve. Che cosa sopportarono Hansel e Gretel nella casa della strega... Sette storie eccezionalmente spaventose che raccontano in modo inedito i più grandi capolavori dei fratelli Grimm. Dal Principe Ranocchio a Sette in un colpo, da Hänsel e Gretel al Pifferaio magico. Non avete mai letto i Grimm così.
Dal 7 Ottobre 2018.





Alla prossima!

10 ottobre 2018

Recensione, DONNE CHE PARLANO di Miriam Toews

Lettori buon pomeriggio! Oggi vi parlo di un libro importante che consiglio di leggere con una certa consapevolezza, perché tra queste pagine non troverete solo una storia, ma anche e soprattutto un messaggio.

Donne Che Parlano di Miriam Toews 

| Marcos Y Marcos, 2018 | pag. 253 |


Non so se abbiate mai sentito nominare Jordi Ruiz Cirera, ma è un fotografo che tra il 2011 e il 2012, durante un viaggio in Bolivia, ha fatto numerosi scatti all'interno di una comunità mennonita. Quello che traspare dalle immagini è la totale assenza di sorrisi; gli uomini lavorano nei campi dalla mattina alla sera, le donne si occupano della casa, passatempi, giochi e musica sono vietati. I mennoniti rinnegano la società consumista, quindi niente auto, elettricità, alcol. Bisogna vivere in totale purezza, senza farsi contaminare dai mali del mondo.
Mi verrebbe da dire che dove c'è estremismo invece di male ce n'è eccome, ma non sta a me giudicare e non lo fa nemmeno Miriam Toews che, con Donne Che Parlano, porta alla luce un fatto di cronaca terribile avvenuto proprio all'interno di una di queste immacolate comunità.
Per quattro anni un gruppo di donne si è svegliato dolorante e sanguinante ignorandone il motivo. Hanno partorito figli senza sapere come potessero essere rimaste incinta, sono state apostrofate come mentalmente disturbate e poi come serve del demonio.
Ma la verità è un'altra e fa molta più paura. Queste donne venivano narcotizzate con dell'anestetico veterinario e violentate dagli uomini della suddetta immacolata comunità, spesso loro parenti, cugini, fratelli...
L'incubo è durato quattro anni. Dal 2005 al 2009. Le vittime avevano dai tre ai sessantacinque anni. E adesso ad alcune di loro viene data la possibilità di parlare.
Hanno quarantotto ore di tempo per decidere se: non far niente, restare e combattere, andarsene. E sono queste quarantotto ore che troverete tra le pagine di un libro che non è fiction, ma vera e propria denuncia.
La narrazione è affidata ad August Epp, un membro della comunità che ha il compito di trascrivere in inglese le dichiarazioni di Greta, Mariche, Mejal, Neitje, Autje, Agata, Ona e Salomé. Si riuniscono in un fienile e sfogano la loro rabbia, frustrazione, paura. Sarebbe facile fuggire, ma dove? E combattere? Non significherebbe andare contro il volere di Dio? Se restassimo... che futuro offriremo alle nostre figlie?

Miriam Toews, nata in una comunità mennonita che ha abbandonato all'età di diciotto anni ci  parla di fondamentalismo religioso, diritti negati e di donne che si credevano libere perché non sapevano di essere prigioniere. Il romanzo non si concentra tanto sulla violenza perpetrata nel tempo, ma sulle conseguenze e il forte bisogno di riscatto. Non è un libro scritto per commuovere o per far leva sull'emotività del lettore, anzi, è un libro scritto per aprire gli occhi, allargare la mente, rendere più consapevoli e quindi più forti. La trama è completamente riassunta nella prefazione quindi non aspettatevi una storia di violenza, perché gli accenti sono puntati sul dopo. Prima c'era il silenzio, adesso c'è la voce. E se una donna fatica a farsi sentire, tante insieme possono gridare e fare la differenza.

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5 ottobre 2018

Recensione, LA MORTE NON SA LEGGERE di Ruth Rendell

Lettori belli, amanti del genere noir, ho il libro che fa per voi!
Sono felicissima di poter aggiungere al mio tetro e oscuro bagaglio di letture thriller questo romanzo e sono ancor più felice di condividerlo con voi, quindi fate i bravi e recuperatelo.

P.S. Piccolo particolare. Il libro non è più disponibile in commercio, ma è stato ristampato in tremila edizioni, anche economiche, e nell'usato sono sicura che sarà di facile reperibilità :)

La Morte Non Sa Leggere di Ruth Rendell

| Mondadori | pag. 180 | fuori commercio |

edizione in allegato al Corriere della Sera su licenza Mondadori
Voto:

"Eunice Parchman sterminò la famiglia Coverdale perché non sapeva leggere, perché non sapeva scrivere. Non c'era movente, non ci fu premeditazione: non ottenne denaro, né sicurezza. Unico risultato del delitto fu che non solo una famiglia e un villaggio, ma l'intera nazione seppe dell'analfabetismo di Eunice Parchman.  Per sé non ottenne niente, se non la rovina totale. Da sempre, nella sua mente distorta, c'era la convinzione che non sarebbe mai stata in grado di avere successo. Eppure, sebbene la sua amica e complice fosse pazza, lei non lo era. Possedeva quella terribile e realistica lucidità dell'atavica scimmia travestita da donna del ventesimo secolo."

La recensione potrebbe fermarsi qui, con l'incipit del romanzo, uno dei più belli e d'effetto che mi sia mai capitato di leggere in un noir.
In queste poche righe c'è tutto: l'epilogo, il nome dell'assassino, quello delle vittime e anche il movente.
Eppure il romanzo non perde un colpo, conta meno di duecento pagine, ma l'analisi è così spietata e l'autrice talmente brava nel gestire una trama semplice ma di grandissimo effetto che lo si legge tutto d'un fiato.
In modo quasi morboso si vuole arrivare alla fine per capire cosa può spingere una donna come Eunice Pachman a compiere una strage. Ed è presto detto. L'ignoranza. La totale mancanza di empatia. Eunice non prova nulla per nessuno, è una pietra che respira, e passare la vita a nascondere con mille sotterfugi il suo analfabetismo sta all'origine della nevrosi che la consuma. È una lavoratrice instancabile, una domestica perfetta (ma come potrebbe non esserlo dal momento che ama più le cose delle persone), passa le ore a pulire e a riordinare e i suoi unici passatempi sono guardare la tv e mangiare cioccolata. 
Potrebbe far pena una donna come Eunice Pachman, ma no, non ne fa. Scialba, inetta, inconsapevolmente cattiva, Eunice nel momento in cui conosce il male non lo evita, ma lo infligge. 
L'autrice inoltre non manca di infierire ulteriori colpi inserendo una serie di ipotesi che avrebbero potuto evitare il massacro finale, ma allo stesso tempo si "diverte" a sottolineare come il destino abbia invece voluto diversamente, facendo precipitare le cose nel giro di un attimo. Sono tutti questi elementi messi insieme che rendono La Morte Non Sa Leggere un titolo disturbante e un perfetto esempio di quel genere noir che pone gli accenti sulle nature distruttive degli esseri umani.
Scritto nel 1977, ha appena superato la quarantina, eppure, come tutti i piccoli grandi capolavori, non risente per niente del tempo che è passato.

Film

 
  • La Morte Non Sa Leggere
USA, 1986
Durata: 96'
Regia: Ousama Rawi
Cast: Rita Tushingham, Ross Petty, Jonathan Crombie, Jessica Steen, Tom Kneebone, Jackie Burroughs, Shelley Peterson, Peter MacNeill, Donald Ewer
  • Il Buio Nella Mente (la Cérémonie)
Francia, Germania, 1995
Durata: 111'
Regia: Claude Chabrol
Cast: Isabelle Huppert, Sandrine Bonnaire, Jean-Pierre Cassel, Jacqueline Bisset, Virginie Ledoyen


28 settembre 2018

Recensione, SEMPRE LIBERA di Lorenza Natarella

Lettooooriiii ♪♫ Buongiooornoooo ♪♫♪♫
Oggi gorgheggio felice perché vi parlo di un romanzo grafico bello da vedere, un pochino meno da leggere (alt, non è come sembra, è solo che mi servono degli occhi nuovi)  che mi ha portato indietro nel tempo e fatto tanto felice.
Mio nonno era un grandissimo appassionato di musica classica, sono cresciuta sulle note della Traviata e della Norma, da piccola passavo interi minuti (stavo per dire ore, ma sarebbe stata una bugia colossale) a guardare il disco scorrere sotto alla puntina chiedendomi quale magico sortilegio producesse quella musica divina. Ed è proprio della divina che parliamo oggi. Siori e siore... Maria Callas. *un applauso, please*

Sempre Libera di Lorenza Natarella

| Bao Publishing, 2017 | pag. 192 | € 19,00 |


Voto:

Il romanzo grafico è uno dei linguaggi che preferisco quando c'è da raccontare una storia vera o una biografia. Lo trovo un mezzo fortemente d'impatto, non tergiversa, va dritto al punto e il disegno regala una nuova identità, oltre che carattere, alla storia e ai personaggi.
Per questo quando ho trovato sul Libraccio Sempre Libera di Lorenza Natarella a metà prezzo (be' quasi a metà prezzo, on line fanno il 46% di sconto i furboni) non ci ho pensato due volte e l'ho comprato.
Uscito nel 2017, a quarant'anni dalla scomparsa di Maria Callas, questo volume di quasi duecento pagine celebra la vita di una donna tenace, ostinata, intraprendete, spesso capricciosa, ma era la divina, ricordiamocelo, quindi cosa non le era concesso?

Credo che la storia sia nota più o meno a tutti, ma anche se non fosse l'autrice non tralascia nulla, si va dalla nascita alla morte della Callas, passando attraverso il rapporto complicatissimo con la madre, il matrimonio con l'imprenditore Battista Meneghini, l'amore travolgente per Onassis, l'incontro con Pasolini. La sua carriera è sempre stata oggetto di critiche e pettegolezzi e gli accenti sono posti soprattutto sul carattere non facile di una donna apparentemente forte e sicura di sé, ma anche fragile e bisognosa di affetto.

"la signora crede di poter disporre dei contratti
come dispone dei propri guanti"

Tra articoli al fulmicotone, spettacoli interrotti e stagioni di successo, Maria Callas non smette di far parlare di sé, tenta di affermarsi non solo come artista, ma anche come donna, dimagrisce cinquanta chili, rinnova la sua immagine, coniuga belcanto e interpretazione, affronta il mondo con fare melodrammatico, come se fosse una recita continua, come se la vita e la messinscena si fondessero continuamente, finché non si spengono i riflettori. Sono i grandi dolori e la troppa passione che portano Maria Callas a divenire sempre più irrequieta e stanca: sapendo di avere un dono si è sentita in dovere di offrirlo al mondo intero, ma poi si è ritrovata vittima del suo stesso ruolo.
clicca per ingrandire

Il titolo, Sempre Libera, sembra una sorta di regalo postumo che Lorenza Natarella ha voluto fare alla Callas. Tutto l'albo è un vero e proprio omaggio a una donna che l'autrice ha saputo presentare nelle sue mille sfaccettature, raccontandola e mai giudicandola.

A questo punto la domanda può sorgervi spontanea. Perché il voto non è di quattro stelline piene? In risposta continuo a tessere le lodi dell'edizione: magnificamente chic la cover minimal ed elegante, mentre la tricromia di bianco, nero e rosa regala all'albo l'ennesimo tocco glamour. Anche lo stile spigolo, secco e tagliente della Natarella ben si presta a tratteggiare lo spirito di una donna più morbida nelle forme che nel carattere.
E quindi? Ok, arriviamo alla nota dolente. Il font purtroppo non è ad altissima leggibilità e la lettura, che secondo me deve sempre essere fluida e scorrevole, ne ha risentito in varie parti. L'uso dei balloon a sfondo anche nero e di un lettering tremulo che vuole essere lo specchio di un'emozione, sono scelte oggettivamente comprensibili, ma messe in pratica non sono state vincenti su tutti i fronti.
Però, io che solitamente tengo solo quei libri che ho amato e a cui ho assegnato un voto pari o superiore alle quattro stelle, da Sempre Libera non mi separerò assolutamente. La storia della Callas ti imprigiona, è un incantesimo, e questo fumetto è un po' la bacchetta che ti fa rivivere la magia di una donna che non sognava solo applausi e copertine, ma che forse solo quelli ha avuto.
Quindi sì, ve lo consiglio, e se volete fare le cose proprio in grande leggetelo con Medea in sottofondo...


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