24 maggio 2017

Recensione, CATTIVE RAGAZZE di Assia Petricelli e Sergio Riccardi

Un romanzo grafico senza target, senza età, senza limiti. Da leggere assolutamente, da regalare alla prima occasione, da custodire nella propria libreria come un piccolo grande tesoro.

 Cattive Ragazze di Assia Petricelli e Sergio Riccardi

| Edizioni Sinnos, 2014 | pag. 96 | € 12,00 |


Voto:

Pensare a un testo per giovani lettori in cui vengono celebrate le gesta, le ideologie e le arti di grandi donne, attualmente ci porta alla mente "Storie della Buonanotte per Bambine Ribelli", ma vi dirò... c'è un libro che ho amato anche di più: Cattive Ragazze di Assia Petricelli e Sergio Riccardi, vincitore del premio Andersen nel 2014.
L'unico difetto di questo romanzo grafico è che 15 storie non ti bastano. Ne vorresti ancora, ancora e ancora, vorresti poterti calare in altre vite, vorresti sapere tutto quello che c'è da sapere su ogni singola figura femminile ingiustamente bistrattata per aver precorso i tempi, vorresti poter stringere la mano a quelle donne che con coraggio e tenacia la Storia, alla fine, sono riuscita anche a cambiarla.
Olympe De Gouges, Nellie Bly, Elvira Coda Notari, Nawal El Saadawi, Antonia Masanello, Marie Curie, Aleksandra Kollontaj, Alfonsina Morini Strada, Angela Davis,  Claude Cahun,  Domitila Barrios De Chungara, Franca Viola, Miriam Makeba, Hedy Lamarr, Onorina Brambilla.
Ditemi, ne conoscete qualcuna?
Io - e me ne vergogno - solo tre, ovvero Franca Viola, la prima donna a dire "no" a un matrimonio riparatore post stupro; Marie Curie, premio nobel per la fisica; Elvira Coda Notari, la prima regista femmina.
Dietro agli altri nomi si celano fatti incredibili che parlano di diritti alle donne, lotte antirazziali, inchieste sotto coperture, perché la verità è sempre e soltanto una. E ancora donne che hanno combattuto al fianco di Garbaldi o hanno corso il giro d'Italia pedalando al pari degli uomini; donne che non hanno voluto nascondere i propri pensieri e orientamenti sessuali; donne pioniere che si sono rifiutate di piegare la testa e hanno gridato a gran voce: libertà!
«Le donne avranno pur diritto di salire alla tribuna,
se hanno quello di salire al patibolo»
Olympe de Gouges, fine '700
Ho consumato le novantasei pagine con un'avidità che raramente mi capita di avere, con un misto di stupore, incredulità e orgoglio. Tantissimo orgoglio. Preferisco le cattive ragazze alle brave secondo voi? Assolutamente sì. Soprattutto se "cattivo" diventa sinonimo di coraggio, uguaglianza, civiltà, rispetto.

Assia Petricelli con una perfetta sintassi ha saputo cogliere i tratti salienti di ogni singola figura ritratta in modo a dir poco calzante da un bravissimo Sergio Riccardi. 
Un albo bellissimo (in questo post i superlativi si sprecano, lo so!), mi auguro solo che in futuro possa esserci un Cattive Ragazze 2.0, ma anche 3.0, e via dicendo. Sono queste le storie che fanno bene, storie che escono dai soliti stereotipi dettati da mode e momenti, dalle richieste del pubblico e dal marketing. Cosa c'è di più bello che imparare, conoscere e scoprire attraverso un libro? E se quello che si scopre ha la forza di quindici donne carismatiche, indomite e rivoluzionarie, be', io non so davvero cosa possa esserci di meglio. <3

Nota: a Ottobre 2017 uscirà una nuova edizione di Cattive Ragazze interamente a colori. Aggiornate la wish list, ok?

Tavole

  
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22 maggio 2017

Recensione, '45 di Maurizio A. C. Quarello

Occorre iniziare questo post con un copia incolla.
Conoscete la casa editrice Orecchio Acerbo
Se sì, passate oltre, sapete già tutto, altrimenti ecco come si descrivono.
Categoria farmaceutica Libri per ragazzi che non recano danno agli adulti / libri per adulti che non recano danno ai ragazzi.
Indicazioni terapeutiche Stati di grave bulimia televisiva. Sindrome acuta di insufficienza immaginatoria. Distonia o rimbecillimento da abuso di videogiochi. Irritazioni cellulari da SMS. Coaudiuvante nel trattamento delle dipendenze da psicofamiliari (anfemammine, erononnine, coccaziine ecc.). Intolleranze alimentate razziali, politiche, religiose ecc.). Elettroencefalodramma da iperattività. Squilibri emotivi connessi a stress per mancanza di mancanze. Stati apatici da eccesso di conformismo. Danni nel campo visivo. Abbassamento della soglia di solidarietà.
Tutto vero. I libri sono una medicina, e chi legge campa di più!

'45 di Maurizio A.C. Quarello

| Orecchio Acerbo 23/03/2017 | pag. 94 | € 19,00 |
Un altro inverno, e gli Alleati ancora non sono arrivati. Sui monti del nord dell'Italia le bande partigiane si vanno ingrossando dei giovani che rifiutano di arruolarsi nelle fila della Repubblica di Salò e fuggono dalle deportazioni in Germania. Le azioni partigiane si fanno sempre più audaci, contro i repubblichini, contro i tedeschi. Più numerosi anche i rastrellamenti, più feroci le rappresaglie. Poi, finalmente, l'ordine dell'insurrezione. Tutti a valle, per unirsi ai nuclei cittadini, agli operai in rivolta. Per riscattarsi dal fascismo, per liberarsi dai tedeschi prima ancora dell'arrivo degli Alleati. E intrecciata alla grande storia, quella minuta di Maria. Delle sue apprensioni per il marito partigiano e per il figlio alpino in Russia; della sua paura per i soldati della Wehrmacht che le piombano in casa; della sua gioia per la Liberazione e per il ritorno del figlio; della pietà per quel soldato tedesco ora vinto e prigioniero. 

Voto:

Quando ho avuto l'edizione di '45 tra le mani ho pensato solo a una cosa "voglio incontrare l'autore, voglio un suo sketch da appendere in casa". L'arte mi riempe gli occhi, mi espande l'anima, è sempre stato così, ed è una di quelle cose che sicuramente non cambierà mai. Per questo non ho assolutamente sentito la mancanza di parole e dialoghi in un romanzo che si affida totalmente alle immagini; un po' perché la storia la conosciamo tutti, è quella che ci raccontavano i nostri nonni sulla Guerra, sui Partigiani, sulla libertà, e un po' perché il silenzio che pervade l'opera ha il dono di farti sentire solo il battito del tuo cuore. Una sensazione incredibile che sa di respiri mozzati, grida trattenute, ansie per gli agguati. I rumori sono attutiti, il timore, la paura e la tensione amplificati.
La storia è molto semplice, un uomo e una donna vivono nelle campagne italiane, sostengono la lotta partigiana e pregano per un figlio lontano. Un giorno il marito viene ferito durante una rappresaglia notturna e la moglie lo nasconde nel solaio quando i tedeschi bussano alla loro porta. Comunicano a gesti, loro cercano un pasto caldo, lei fa buon viso a cattivo gioco. Sembrano gentili i due militari, uno di loro è particolarmente giovane e viene spontaneo chiedersi, cosa sanno della guerra questi ragazzi? Cosa sanno dell'oppressione e della dittatura? Credono davvero in quello che fanno?
Intanto, gli schizzi di Quarello, pieni, densi, ricchi e dai toni delicati, raccontano il resto. Ci parlano di una donna che non sa cosa sia l'odio, capace di comprendere che dietro agli schieramenti spesso non c'è nemmeno un'ideologia politica, solo costrizione e necessità; e di un uomo, uno tra tanti, che lotta per scacciare l'oppressore, per reclamare la tanto agognata indipendenza.
L'autore stesso non punta il dito contro nessuno, non si erge a giudice, ma ci presenta i fatti da un punto di vista completamente neutrale.
Poi il cerchio si chiude, nelle ultimissime pagine, quando il 25 Aprile 1946 l'Italia è finalmente libera. In mezzo a quelle immagini, bellissime, dove non ci sono didascalie e parole, sembra quasi di sentirle le grida di giubilio e le risate di un popolo che torna finalmente a sperare.

Come avrete capito '45 non è un romanzo da leggere, ma da guardare, ammirare, fotografare mentalmente. Mentre lo si sfoglia viene spontaneo porsi domande, trarre conclusioni, viaggiare indietro nel tempo, nel mare dei ricordi, e la mancanza della parola scritta rende questa graphic novel incredibilmente personale e intima, da fare propria nel modo in cui ognuno ritiene più giusto.



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18 maggio 2017

Weekly Recap #159

Weekly Recap nasce dalla voglia di non parlare solo delle mie new entry libresche, ma anche di altre piccole curiosità settimanali. Libri che ho adocchiato, un estratto che mi ha particolarmente colpito, un film che ho visto, e così via. Un po' come fanno alcuni blog con la rubrica Clock Rewinders on a Book Binge [X - X]. Ma tutto senza regole. Un po' alla cavolo insomma. Sostituisce In My Mailbox.

Buongiorno lettori, oggi torno con un nuovo recap, siete pronti ad allungare la vostra wish list?
Intanto, siccome vi avevo promesso un aggiornamento delle mie librerie, ecco la situazione attuale.

Libreria salotto

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Sto ancora sistemando diverse cose, ma in futuro qui conto di tenere solo i thriller e la narrativa romantica, i miei primi grandi amori. Per ora ci sono anche fantasy, horror e libri di viaggio.

Libreria Mansarda

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Fumetti come se non ci fosse un domani. Il regno di Figlio da cui attingo anche troppo poco spesso.

Libreria zona giorno

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Questa è l'ultima nuova arrivata. In realtà l'avevo già, ma contava solo di 3 moduli (adesso sono 5) e la parte inferiore era chiusa in quanto ci tenevo piatti e bicchieri. Adesso spazio ai libri!!! Qui ho classici, narrativa contemporanea, romanzi per ragazzi, e nella parte di dx (che non si vede in foto) ci sono alcune graphic novel e vari testi di consultazione (arte, cinema, fotografia...).

In pratica adesso ho la bellezza di 8 metri e 60 circa di librerie. E chi si lamenta più?!? Marito può dormire sonni tranquilli, non lo stresserò più... forse... ^_^

New Entry Fumettose

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Ma veniamo al succo del post e parliamo dei miei ultimi arrivi!
'45 di Maurizio A. C. Quarello è uscito a Marzo per Orecchio Acerbo ed è, a mio avviso, una piccola opera d'arte. Piccola perché conta solo 96 pagine, ma immensa per il potere che vi risiede dentro. Quello della memoria, dei ricordi, del passato che si riflette sul presente. A breve la recensione, ma se vi capita di trovarlo in libreria, sfogliatelo!

Cattive Ragazze è bel-lis-si mo. Me lo sono mangiato questo libro a fumetti. Adorato dalla prima all'ultima pagina, spero solo che Assia Petricelli e Sergio Riccardi ci facciano conoscere altre ragazzacce. Consigliatissimo (recensione in arrivo!)

Infine Aliens che devo ancora leggere, ma siccome si colloca dopo i primi due film vorrei prima rivederli per essere preparatissima. In realtà di recente li hanno anche dati su un canale del digitale (Rai 4?), ma la nanna è troppo bella e io cedo alle braccia di Morfeo al primo stacco pubblicitario!
Esteticamente comunque il tomo è una vera bomba.

  


New Entry Librose

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Ho quasi paura di contare il numero dei libri che mi sono entrati in casa a maggio... quindi non lo faccio, non ancora almeno. 

Come promesso nel post dei buoni propositi (questo) mi sono avvicinata al mondo dei racconti e l'ho fatto con Le Cose Che Abbiamo Perso nel Fuoco di Mariana Enriquez, autrice e giornalista argentina che trasporta su carta i malumori, i disagi, le superstizioni e la violenza di un Paese  che tanto affascina quanto spaventa. Alcuni mi sono piaciuti, altri meno, ma una cosa è certa, la Enriquez ha uno stile così visivo e carnale che ti incolla alle pagine.

Altro libro che mi sento di consigliarvi è del mio amatissimo Neal Shusterman. Ok, io adoro l'autore per quel capolavoro che è Unwind (qui la recensione) e Il Viaggio di Caden non ha niente a che vedere con la distopia, però è scritto con tanto cuore, e racconta una parte difficile della sua vita, anzi di quella del figlio e della sua schizofrenia. Il suo solo difetto è la ripetitività di alcune situazioni, ma conta meno di trecento pagine che scivolano via in un paio di giorni.

Tra le prossime letture ci sarà invece Siobhan Down autrice che conosco solo per l'eredità di Sette Minuti Dopo la Mezzanotte (qui la recensione) ma di cui voglio sapete tutto. Ho un solo dubbio: da che libro parto? Mi piace tantissimo la trama de Le Rose di Shell, ma anche quella de Il Mistero del London Eye non scherza. Consigli? 

 

New Entry e Basta

Il 13 Maggio ho fatto un altro giro al mercatino dell'usato, ma a distanza di una settimana dalla scorsa incursione non c'erano tantissime novità, però qualcosa ho trovato lo stesso.


La Bugia Perfetta di Emily Elgar ha una copertina faiga e una trama niente male che sembra virare sul psicologico. Una donna in terapia intensiva, un segreto da disseppellire e un uomo in stato vegetativo che sembra sapere molte cose... peccato che non possa parlare... 

Poi - cambio totalmente registro - ditemi... chi ha fatto la spesa al Conad solo per prendersi coi punti i fumetti Disney? Ma ovviamente IOOOOO!!!!
Otto coloratissimi volumi da custodire nei due (poco) pratici cofanetti, perfetti per i momenti di assoluto relax!


Cosa mi sono vista

 

Rivedere in TV Hugo Cabret mi ha fatto venire voglia di recuperare il libro che avevo trovato davvero carino (qui la recensione). Poi insomma, parla di cinema, di famiglia, di passato... non posso non averlo in libreria, soprattutto adesso che ho un sacco di spazio da dover riempire. Quindi niente, alla fine quella che aggiorna la wish list sono io xD
Poi su Iris (credo) hanno trasmesso Saw e me lo sono riguardato di gusto. Peccato che come serie degeneri parecchio, ma il primo film è una genialata pazzesca!


Anche per oggi è tutto, voi che mi dite? 
Consigli libreschi da darmi ne avete?

17 maggio 2017

Recensione, TEMPEST di Julie Cross

Lettori buonasera! Sono in un periodo di letture altalenanti, alcune molto belle, altre semplicemente discrete, poche (fortunatamente) orrende... però tutto sommato sono soddisfatta, anche se pochi titoli mi hanno rubato il cuore in questo 2017 (solo Haruf e il criceto più figo del mondo), almeno per ora. Nell'attesa di farmi portare via da una romanzo folgorante, vi lascio alla recensione di Tempest, un romanzo datato 2011 che forse avrete già letto in molto. Io, come sempre, arrivo... prima o poi ;)

Tempest di Julie Cross

| Fanucci, 2011 | pag. 393 | tempest #1|
Manhattan, 2009. Il diciannovenne Jackson Meyer è dotato della facoltà di viaggiare nel tempo. Una mattina, due uomini fanno irruzione nella camera della sua fidanzata Holly e le sparano; Jackson assiste impotente alla scena e, in preda al panico, salta nel tempo, ma si ritrova bloccato nel 2007, senza più riuscire a tornare nel presente. Così decide di rivivere il passato per cambiarlo, in modo che Holly non sia più in pericolo. Tornando ancora più indietro negli anni, Jackson scopre importanti segreti su di sé e la sua famiglia: le persone che ritiene più vicine sono in realtà pericolosamente diverse da quello che sembrano... Ma non è tutto: Jackson effettua due viaggi in un futuro non meglio precisato, in cui una misteriosa bambina di nome Emily gli mostra una New York totalmente devastata, mentre Manhattan sembra galleggiare in una dimensione surreale e perfetta. Jackson sarà costretto a prendere decisioni sconvolgenti che potranno compromettere per sempre la sua vita e quella di chi ama profondamente..
Voto:

Sì, sono leggermente (ma giusto un pelo!) in fissa coi viaggi nel tempo, e siccome da brava lettrice mi sono imposta di smaltire la mia immensa TBR ho deciso di iniziare Tempest di Julie Cross, un titolo che ho comprato la bellezza di cinque anni fa nella speranza che uscissero anche i due seguiti della trilogia. Speranza infranta ovviamente, ma fortunatamente il romanzo non si chiude con un cliffanger al cardiopalma e di questo ringrazio l'autrice. Non la ringrazio invece per come ha gestito la struttura narrativa, perché a quanto pare una delle sue regole è: non ci sono regole! Per cui lettori, dimenticate subito tutto quello che sapete sui viaggi nel tempo. 
Secondo la teoria di Julie Cross grazie a un gene recessivo si può andare indietro nel tempo senza però alterare il presente in cui si vive. Quindi? Che senso ha? Bella domanda, ed è quello che si chiede anche Jackson che usa il proprio potere per fare dei piccoli esperimenti insieme all'amico Adam, l'unico con cui ha condiviso il segreto. Un giorno però, mentre è in camera con la sua ragazza, due uomini irrompono nella stanza e sparano a Holly portando Jackson, in preda al panico, a fare un salto di due anni indietro. La sua nuova "casa base" diventa improvvisamente il 2007 e nonostante vari tentativi non riesce in alcun modo a tornare nel 2009. Inizia così una nuova vita: conosce una Holly più giovane, ritrova Adam che si riconferma il suo immancabile braccio destro, ma cosa più importate di tutte, scopre che suo padre non è l'uomo d'affari che credeva. Grazie a una serie di esperienze inaspettate - tra cui brevi mezzi salti che lo porteranno a incontrare la sorella morta - Jackson capirà che la sua vita è una menzogna e tra incursioni in assi temporali differenti, esperimenti di genetica e missioni segrete in cui c'è di mezzo pure la CIA, il suo pensiero sarà sempre uno solo: salvare la sua Holly nel 2009. Impedire che il suo cuore smetta di battere.
Avventuroso, intenso e anche romantico, Tempest è un romanzo che poteva conquistarsi tranquillamente cinque stelle se l'autrice fosse solo stata più abile e meno paracula. Perché Julia, non mi puoi dire "questa cosa funziona così" e dopo cinquanta pagine "ah, no ma può funzionare pure così" e dopo altre cento "ops, dimenticavo, funziona anche così a dire il vero". Insomma io mi aspetto un mondo e tu me lo capovolgi come ti pare, sovvertendo le regole spazio tempo come ti fa comodo. E riesci pure a cadere in contraddizione!
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11 maggio 2017

Recensione, FOREVER - solamente io e te di Amy Engel

Buongiorno lettori e buon Natale! Ah, no scusate, siamo a maggio. Sarà che sono in ufficio con il maglione di lana e una mega sciarpona sulle spalle che per un attimo ho pensato vedere dei fiocchi di neve fuori dalla finestra. Invece sono i pollini primaverili...

Va be', detto questo, review del giorno!!!

Forever, solamente io e te di Amy Engel

| Newton Compton, 2017 | pag. 251 | € 9,90 | Forever #2 |
Sono ancora viva. A malapena. Il mio nome è Ivy Westfall. Ho sedici anni e sono una traditrice. Tre mesi fa, sono stata costretta a sposare il figlio del Presidente, Bishop Lattimer – come è stabilito che facciano tutte le figlie del clan perdente nella guerra che sono cedute in matrimonio ai figli dei vincitori. Ma io ero diversa. Io avevo una missione segreta da portare a termine: uccidere Bishop. Invece, mi sono innamorata di lui. Ora sono una reietta, abbandonata al mio destino e devo sopravvivere nella ferocia brutale delle terre al di fuori della civiltà. Eppure, anche qui, c’è speranza. C’è vita oltre la recinzione. Ma non posso correre...


Voto:

[Spoiler su Forever #1]
A distanza di un anno esatto eccomi qui a recensire con rinnovato (?) entusiasmo (???) Forever #2 la vendetta di Amy Engel.
Non avevo grandi aspettative (ricordate le mie prime impressioni?), ma la tentazione di poter esclamare a gran voce "Yeeee, ho finito una duologia!" è stata più forte di quel ronzio che mi ammoniva con continui "te ne pentirai Silvia... vai a pelare le patate Silvia... togli le ragnatele dal muro Silvia...", ma che vi devo dire, sono una bambina ribelle! 8)
Comunque non è vero che ho perso tempo, questo romanzo mi ha fatto capire che non si è mai preparati al peggio, pertanto ringrazio l'autrice che si dev'essere fatta un mazzo tanto per partorire il nulla siderale. A darle man forte anche editor e traduttori che dopo due pagine devono avercela letteralmente data su, d'altronde se non si è rimboccata le maniche la cara Amy, perché avrebbero dovuto farlo loro?
Forever infatti non inizia male, di più! Ricordate dove eravamo rimasti? Con quella deficiente di Ivy che per salvare il marito si fa buttare al di là della recinzione, in quelle terre dove o muori, o muori. Vorrei comunque ricordare che il piano di Ivy per salvare Bishop faceva acqua da tutte le parti, infatti al momento potrebbe essere da solo con i suoi ipotetici assassini. Brava Ivy, sei ufficialmente diventata l'ottavo dei nani: Tontolo.
Ma facciamo un esempio di editing approssimativo e leggiamo:
Immagino che non abbia mai considerato la possibilità che tutti i suoi piani andassero in fumo, che potessero essere catturati, che dovesse fornirmi qualche nozione supplementare e alternativa per cavarmela qualora qualcosa fosse andata storta. Ancora una volta mi aveva bidonata.
Allora Ivy... tuo padre non ti ha bidonata. Ti bidona uno che non si presenta a un appuntamento ma il tuo paparino, la carne della tua carne, colui che ha contribuito alla meno peggio a farti venire al mondo (ma lui patate da pelare quel giorno non ne aveva?), ti ha proprio pugnalato alle spalle. Ti ha messo nelle mani del boia. Ti ha tradita nel più schifoso dei modi. Chi abbia scelto questo termine non lo so, non mi interessa, ma il romanzo è pieno di frasi senza senso e aggettivi fuori luogo. Già la storia è priva di un background solido, già ti chiedi cosa ci faccia una perfetta cretina nei panni della protagonista, se poi ci aggiungi pure uno stile scialbo e un editing fatto ad occhi chiusi capirete che le duecento pagine del libro possono sembrare cinquecento.

Ma torniamo a noi. La cosa che Ivy sa fare meglio è pensare a Bishop; Bishop qui, Bishop là, Bishop su... ma attenzione, perché a un certo punto Amy Engel ha voluto dotare Ivy di un bel paio di palle d'acciaio e così la nostra giovane protagonista capirà che non c'è tempo per lagnarsi ma bisogna sopravvivere, quindi, senza perdersi d'animo, prima si rifocillerà a dovere e poi berrà da un putrido ruscello senza contrarre il colera. Cosa? Si è nutrita di bacche e radici? Macché, Ivy, la nuova Ivy, si arma di un pericolosissimo sassolino che usa per schiacciare con inaspettata violenza la testa di una sventurata lucertola che le stava passando davanti per un ignobile scherzo del destino. Cosa? Dopo accende un fuoco? No, non avete capito, questa nuova Ivy è una senza peli sulla lingua, figuriamoci nello stomaco, infatti prende il sauro ancora caldo e se lo mangia crudo!!! 
Non aggiungo altro, anzi...vi prego... un minuto di silenzio per questo piccolo esserino che ha perso la vita in un modo tanto crudele... 
Fatto? Ok. Adesso, vegani di tutto il mondo, associazioni animaliste del Pianeta e lettori appartenenti alla categoria "chi se ne frega se la popolazione viene decimata, ma non toccate un animaletto indifeso!", vi do il permesso di protestare, manifestare, denunciare... perché questa scena - giuro - fa davvero vo-mi-ta-re. Invece Ivy probabilmente ha fatto anche il  ruttino post digestione, ma l'autrice ha avuto la decenza di risparmiarcelo.
Detto questo il romanzo prosegue all'insegna del nonsense e Ivy, abbandonati i panni del killer, torna a essere la solita scimunita e diciamocelo, se sopravvive alle insidie è solo perché qualcuno nell'Aldilà non aveva patate da pelare ha deciso così, non perché lei sia in grado di badare a se stessa.
E Bishop? Bishop non è un brutto personaggio, anzi, la sua unica pecca è amare Ivy, perché tutto quello che fa per lei va oltre ogni umana e logica comprensione.
Comunque, per farla breve. riuscirà la nostra eroina a riabilitare il suo nome, tornare con il marito e mettere al loro posto i due Giuda Escariota (aka: paparino e sorellina)? Che dite, riuscirà a fare qualcosa di buono? Be', in effetti una cosa la fa, e per una volta voglio chiudere una recensione negativa in bellezza dicendovi che Ivy * rullo di tamburi* si concederà a Bishop! Una scena più unica che rara in un romanzo di questo genere, anche se non me la sono goduta molto... pensavo sempre alla fragranza di ramarro che doveva avere il suo alito...

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9 maggio 2017

Recensione, IN VIAGGIO NEL TEMPO CON IL CRICETO di Ross Welford

Buongiorno lettori, oggi finalmente vi parlo del libro del mio cuor, spero solo che la Rizzoli traduca anche What not to do if you turn invisible, perché lo amo già, e senza averlo letto!

In Viaggio Nel Tempo Con il Criceto di Ross Welford

| Rizzoli, 23/02/2017 | pag. 443 | € 16,50 |

Il giorno del suo dodicesimo compleanno, Al riceve dalla mamma una lettera che suo padre Pi, morto quattro anni prima, ha lasciato per lui. Nella lettera, il papà gli chiede di fare una cosa molto coraggiosa, e soprattutto di nascosto da tutti: recuperare la macchina del tempo da lui progettata e con quella tornare nel 1984, quando Pi aveva dodici anni, e quando accadde qualcosa che segnò la sua vita per sempre. Cambiando la storia, Al potrà forse salvare il suo papà. Ma a quale prezzo?





Voto:

Perché il web non è pieno zeppo di recensioni di questo libro? Eh? Perché? Perché si parla tanto di romanzi new adult e così poco dei classici libri per bambini e ragazzi? In questo periodo vedo solo Storie della Buonanotte per Bambine Ribelli, un tomo carinissimo che raccoglie cento biografie brevi di donne che hanno lasciato un segno indelebile nel passato, ma possibile che tutto si fermi qui? E dire che al Bologna Children's Book Fair c'era solo l'imbarazzo della scelta, ma gironzolando su internet questo pianeta mi sembra davvero troppo poco inesplorato. Invece ricordiamocelo: un libro che vale la pena di essere letto a dieci anni, vale la pena di essere letto anche a trenta, quaranta, cinquanta... Un libro, un bel libro, non ha età. E In Viaggio nel Tempo con il Criceto, se ancora non l'avete capito, è proprio un romanzo ad hoc, senza difetti ma con una valanga di pregi.

Ross Welford ha scritto una storia senza tempo che nel tempo però ci viaggia; quella del bambino che cerca di riportare in vita il suo papà grazie alla straordinaria invenzione costruita dal genitore. Oh, sia chiaro, da vedere non è niente di che, solo un computer collegato a una vecchia vasca di zinco, quindi se vi aspettavate l'imitazione della mitica DeLorean (vedi Ritorno al Futuro), emh... no. E non c'è nemmeno una specie di moderno Doc a guidare il giovane Al ( nome completo: Albert Einstein Hawking, ma direi che Al andrà più che bene), solo le lettere di Pitagora Chaudhury, suo padre (problemi coi nomi in famiglia?), e un criceto che in parte gli farà da cavia. Però - giuro - il fascino è lo stesso del grande film di Zemeckis, solo a misura di bambino, con tutti i pericoli annessi e connessi che comporta cambiare il corso degli eventi. 

Per riuscire a consigliarvi al meglio questo libro ho pensato più e più volte a un metodo efficace, ma come sempre, quando vuoi essere al top, rischi di essere più mediocre del solito. Poi l'idea! Al inizia spesso un capitolo sintetizzando un concetto in dieci punti, quindi perché non fare lo stesso? Pertanto ecco dieci motivi per cui amerete In Viaggio Nel Tempo con il Criceto 8)

1) Albert Einstein Hawking Chaudhury. Già dal nome come si fa a non amarlo? Insomma a me ha fatto subito una grande tenerezza pensando a che infanzia difficile deve aver avuto con un nome così impegnativo! Ma, anagrafe a parte, Al è un protagonista semplicemente perfetto, fatto di coraggio, indecisioni e un cuore grande come il mondo.

2) Nonno Byron. Dopo averlo conosciuto ho desiderato un terzo nonno. Come lui. Di origini indiane, con una lunga treccia grigia, dei vestiti dai colori sgargianti e un motorino che tossisce quando va in moto. Avrei voluto passare anch'io interi pomeriggi con lui a guardare i quiz televisivi anche se probabilmente non avrei azzeccato mezza risposta...

3) Alan Shearer è un calciatore britannico, ed è anche il nome del criceto di Al, nome che gli ha dato Steve per la cronaca. E' un eroe? Manco un po'. E' un criceto normalissimo che sgranocchia noci, fa girare la ruota e guarda il mondo coi suoi enormi bottoni neri. E alla faccia dei vari film con topi del calibro di Stuart Little e cani intelligenti come Beethoven, finalmente un criceto che fa quello per cui la natura l'ha creato: il criceto.

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8 maggio 2017

Weekly Recap #158

Weekly Recap nasce dalla voglia di non parlare solo delle mie new entry libresche, ma anche di altre piccole curiosità settimanali. Libri che ho adocchiato, un estratto che mi ha particolarmente colpito, un film che ho visto, e così via. Un po' come fanno alcuni blog con la rubrica Clock Rewinders on a Book Binge [X - X]. Ma tutto senza regole. Un po' alla cavolo insomma. Sostituisce In My Mailbox.

Volevo dirvi che oltre ai cinque buoni propositi che ho messo nero su bianco in questo post ne ho elaborato un sesto: tra i libri che comprerò una buona parte devono essere recuperi. Spiego. Devo dare la priorità a tutti quei titoli che ho letto in ebook o in biblioteca e che vorrei avere cartacei. Questo è il presupposto, o almeno lo sarebbe, perché se capiti in un mercatino dell'usato e vedi romanzi che vanno da 1,50 a 3 euro, che fai? Non li prendi??? tzé...

NEW ENTRY


Sabato 6 Maggio sembrava autunno e così con Marito siamo andati in giro a cercare una nuova macchinina visto che la nostra ce l'hanno distrutta arrivandoci dritto dritto nel sedere. Tra le varie tappe c'è stato il cinese che vende dei meravigliosi cartoncini della Canson (e ho fatto scorta) e Mercatopoli dove ho fatto una strage! Era da tanto che non mi sentivo così bene, in pace con il mondo... ahhhh che bella sensazione! Aver speso 15 euro ed essersi portati a casa ben sette libri è meglio di tutto il viagra del mondo.

Partiamo dall'alto.

  

Udite, udite! da oggi nella mia libreria c'è un libro di Colleen Hoover!!! Ok, mi è costato €1,50 - non mi sono dissanguata - ma giuro che l'avrei preso anche se fosse costato 3 euro 8)
Scherzi a parte Le Coincidenze dell'Amore è stato il titolo che mi ha fatto riprendere dalla colossale delusione inflittami da Tutto Ciò che Sappiamo dell'Amore e qui trovate la mia recensione.

Usciamo dal territorio romance ed entriamo in quello dei romanzi per bambini/ragazzi. Poco tempo fa ho letto e adorato In Viaggio nel Tempo con il Criceto (review in arrivo!) e su Facebook ho chiesto consiglio sui titoli più meritevoli appartenenti a questa categoria. Ovviamente (stupida io che non ci avevo pensato da sola!) mi hanno ricordato l'esistenza de La Notte dei Desideri di Michael Ende, titolo finito subito in wish list. Ho trovato un'edizione in perfetto stato ma vecchissima (il prezzo è di 14.000 lire!) e non vedo l'ora di leggerlo, anche se mi hanno suggerito di tenerlo per il periodo natalizio. Ce la farò?

Ricordo benissimo l'uscita di Sganciando la Luna dal Cielo, perché mi ero follemente innamorata della copertina e l'avevo inserito in uno dei post in cui vi mostro la mia Wish List (QUI).
Parla di due fratelli, di dieci e dodici anni, che dopo la morte dei genitori intraprendono un viaggio on the road per non finire in un orfanotrofio e rischiare di essere separati. Non credo di leggerlo in tempi brevissimi, ma sono felicissima di averlo recuperato.


Ho comprato solo due thriller, anche se a un certo punto in mano credo di averne avuti dieci... Poi la ragione mi ha un attimo ammonito (non potete immaginare quanto mi stia antipatica la mia parte razionale!) e mi sono ridimensionata.

Con Level 26, Anthony E. Zuiker (l'ideatore di CSI, una serie tv che non guardo e mai guarderò probabilmente) ha inventato un nuovo genere, quello del digi-thriller (sotto vi lascio la descrizione in cui viene spiegato di cosa si tratta). E' un esperimento, una cosa tutta nuova, forse una ca**ta pazzesca, ma sapete quando dovete per forza mettere il naso in una cosa? Ecco, sono io con Level 26.
"Level 26" ha per protagonista Steve Dark, il massimo esperto nell'analisi della scena del crimine, sulle tracce di un assassino tanto efferato che la polizia ha istituito una nuova classificazione appositamente per lui. "Level 26" è un thriller come tutti gli altri: lo si può leggere in spiaggia o in aereo... ma là dove la storia tradizionale termina, ci si può immergere a un livello più profondo su www.level26.com, riservato esclusivamente ai lettori del libro. Ogni venti pagine circa, si avrà la possibilità di effettuare l'accesso a un "cyber-bridge": un filmato di tre minuti con attori di fama internazionale. I personaggi prenderanno vita, i particolari della scena del crimine balzeranno fuori dal monitor, e il sito web potrebbe persino chiedere un numero di telefono al quale l'assassino possa contattare personalmente il lettore.
La Chimica della Morte di Simon Beckett non lo conoscevo ma due cose hanno giocato a suo favore 1) è il primo di una serie dedicata alle indagini del dottor David Hunter 2) su Amazon ci sono un sacco di recensioni a 5 stelle che non dovrebbero influenzarmi e poi lo fanno lo stesso.


Ultimi due recuperi.

Le Domande di Brian l'ho preso solo perché è di David Nicholls, sono proprio andata a colpo sicuro e poi la copertina rigida della Sonzogno (questa) trovo che rispecchi un sacco il romanzo. Di cosa parla? Di un ragazzo, Brian Jackson, con una grandissimo talento: saper rispondere a praticamente tutte le domande dei quiz! E così, tra gare televisive e un primo amore inaspettato, l'adolescenza scivola via, lasciando spazio all'età adulta. Un romanzo di formazione che spero sappia rubarmi il cuore.

Red Rising di Pierce Brown l'avevo in wish list e questo post ne è la prova! Ho voglia di un gran bel romanzo per ragazzi, scritto bene, non banale, con un background solido e originale. Credo che questa trilogia potrebbe soddisfarmi, voi che dite?

Avrei altri libri da mostrarvi
(frutto di regali, e non solo),
ma li tengo per la prossima volta,
ho già i polpastrelli che fumano!

Alla prossima

1 maggio 2017

Recensione, IL GIOCO DEGLI OCCHI di Sebastian Fitzek

Lettori buongiorno e buon Primo Maggio! Avevo proprio bisogno di questo giorno di festa, perché - e ditemi che non sono stata l'unica - lunedì 24 aprile ero in ufficio. Per la sottoscritta niente ponte... mentre tutti i miei amici e parenti erano a casa io stavo seduta dietro a una scrivania. Per un attimo mi sono sentita leggermente sfigata ma mea culpa: quando imparerò a non dire sempre sì mi sentirò meno cogliona...
Detto questo parliamo di libri! 8)

Il Gioco degli Occhi di Sebastian Fitzek

| Elliot Edizioni | pag. 376 | duologia #1 |
Un pericoloso maniaco, detto il Collezionista di occhi, rapisce i bambini e li nasconde. Uccide la madre. Il padre ha quarantacinque ore a disposizione per scoprire il nascondiglio. Questo è il gioco. Quando l’ultimatum scade, la vittima muore. Ma l’orrore non finisce qui, perché al cadavere del bambino manca qualcosa: l’occhio sinistro. L’assassino però non vuole essere considerato un collezionista, ma un giocatore. E in questo gioco sinistro è intrappolato anche il reporter Alexander Zorbach, un ex poliziotto, narratore in prima persona, che man mano che la storia procede si rende conto che sta diventando sempre di più una pedina in un duello mortale. Il Collezionista di occhi finora non ha lasciato tracce. Ma improvvisamente compare una testimone misteriosa: Alina Gregoriev, una psicoterapeuta cieca, che sostiene di poter vedere nel passato dei suoi pazienti attraverso il semplice contatto fisico. E forse, ieri, ha avuto in terapia proprio il Collezionista di occhi… Con questo romanzo, Sebastian Fitzek, il più importante autore tedesco di psychothriller, dà vita alla sua seconda serie, senza voltare però completamente le spalle al passato: Il gioco degli occhi nasce proprio da Schegge, l’ultimo thriller della trilogia precedente. Si tratta di un passaggio lampo che prepara il lettore all’arrivo di questa grandiosa nuova invenzione in cui l’inizio è la fine di tutto.
Voto:

Voglia di thriller spesso e volentieri coincide con voglia di Fitzek, e un suo romanzo non dovrebbe mai mancare nella casa di un'amante del genere, un po' come una buona bottiglia di vino che si conserva per le occasioni speciali.
Peccato che in tutto i titoli pubblicati siano otto e che io sia già a quota cinque. Be', adesso sei.
Rispetto ad altri suoi romanzi ho sempre rimandato la lettura de Il Gioco degli Occhi per un motivo molto futile: fa parte di una duologia. Insomma, chi mi conosce sa il grande conflitto che viviamo io e le saghe; temevo un cliffhanger finale, un epilogo che invece di dare risposte ponesse nuove domande, ma devo dire che, anche se nuovi scenari si aprono, altri si chiudono. Sfogliata l'ultima pagina nessuna frustrazione, se non dovuta a un dettaglio che ha rovinato il mio modo di concepire un thriller: l'elemento paranormale.
Il Gioco degli Occhi è un thriller che ti inchioda alla poltrona, Fitzek è sempre il solito burattinaio che tira i fili non solo dei suoi personaggi, ma anche dei suoi lettori, facendogli credere quello che più gli fa comodo, ma davanti a certe tematiche sono troppo sensibile e non c'è Fitzek che tenga.
A livello stilistico però l'ho trovato uno dei suoi romanzi meglio scritti. Più volte ho sottolineato la straordinaria capacità di intrattenimento che ha l'autore, a discapito anche di personaggi poco approfonditi, ma questa volta la ricercatezza è capillare sotto ogni punto di vista.
Alexander Zorbach a causa di un increscioso episodio ha appeso il distintivo al chiodo e ora insegue i criminali armato di registratore, penna e taccuino. È irresistibilmente attratto dal male, a tal punto da mandare a monte il suo matrimonio e trascurare il figlio, perché prima di tutto c'è un'irrefrenabile e insana bramosia di essere sempre sul pezzo.
Per le vie di Berlino si aggira un serial killer che rapisce i bambini dopo averne ucciso la madre, e lascia al padre 45 ore di tempo per trovarli, Alexander è sulle sue tracce, ma da cacciatore ben presto si troverà preda. I ruoli si confonderanno in un abile gioco delle parti e la caccia al topo terminerà con un countdown crudele e macchinoso reso ancor più teso dalla numerazione delle pagine fatta al contrario (Fitzek ama questi giochetti!). Una specie di caccia al tesoro il cui premio sarà la vita di un bambino innocente.


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