15 luglio 2018

Recensione, L'Ape Regina di Gianluca Morozzi

Recensione super veloce per un romanzo super corto e super divertente. La parola d'ordine in questo post, se non l'avete capito, sarà proprio super, perché si parla di supereroi e superpoteri. E Morozzi lo fa in modo davvero super.

L'APE REGINA di Gianluca Morozzi

| Fernandel, 05/2018 | pag. 123 | € 12,00 |

Lucas Bentivoglio ha sedici anni e poche totalizzanti passioni: l'attrice Gal Gadot, la commessa del centro commerciale di nome Daisy e i supereroi bolognesi degli anni Quaranta: il Partigiano, il Fulmine Felsineo, il Sergente Due Torri, persino l'improponibile, imbarazzante Uomo Fuco. Da anni non ha rapporti con il nonno, che vive in una tetra villa con le sue amanti bambine. Lamia Lerici ha vent'anni, e tutti pensano che sia pazza. Non è pazza: convive dalla nascita con Tarantula, un ragnetto psichico che se ne sta nel suo cervello e che sa creare illusioni realistiche. Lamia è bellissima, desiderata da tutti, ma calibra le sue storie potenziali sugli standard irraggiungibili di una serie televisiva intitolata "Doctor Who". Quando Lucas scopre di essere il nipote di uno di quei quattro supereroi bolognesi, erede dei suoi poteri e del suo costume, e di essere destinato a scontrarsi con l'Ape Regina, a sua volta nipote di una supercriminale nazista, i loro destini si incroceranno.
Voto:

Supereroi al contrario. Cultura pop. Ribaltamento dei ruoli e dei cliché. Datemi patatine, fumetti e Morozzi e mi fate felice. Ma anche gelato, pizza, sushi... vabbe' questa è un'altra storia...
Dopo che Marvel e DC hanno riempito le scene di supereroi stramegacazzuti ecco che arriva l'Uomo Fuco con il suo superpotere di dubbio valore e un costume a dir poco imbarazzante. Non si può dire che Lucas Bentivoglio, sedici anni, una passione smodata per Gale Gadot, youporn e la commessa del banco profumi al centro commerciale, sia felicissimo di questa eredità. Sì, ok, è vero che da grandi poteri derivano grandi responsabilità ma lui vola a stento, nemmeno troppo in alto, e ha questo raggio-ronzio che dovrebbe stordire il nemico (dovrebbe)... quindi capirete... anche le responsabilità vanno ridimensionate, no?
La premessa del romanzo (purtroppo troppo breve) è tragicomica e una volta letto anche solo il primo capitolo sarà impossibile fermarsi.
È buffo quello che pensi quando stai per essere trucidato.
A un passo da una morte orribile, che comprende decapitazione e cannibalismo, è curioso che ti venga in mente una battuta che hai letto chissà dove, e che suona più o meno così: «Un uomo non dimentica mai la prima e l’ultima volta che ha fatto l’amore. Specialmente quando coincidono».
Ecco.
Io sto per fare l’amore per la prima volta. E siccome subito dopo morirò, direi che sarà senza dubbio anche l’ultima.
Un’altra cosa che ho letto da qualche parte è: «La cosa peggiore che può accaderti è che i tuoi sogni si avverino».
In effetti, uno dei miei sogni era di perdere la verginità insieme a una ragazza bionda bellissima, per poi mandare le sue foto al mio amico Seppia e farlo schiantare di invidia.
E io, Lucas Bentivoglio, sto per perdere la verginità con una bionda bellissima. Bella di una bellezza inconcepibile, sul serio.
Però non so se riuscirò a inviare a Seppia una sua foto. Dovrei essere molto molto veloce, scattarla e spedirla prima che si manifestino quei dettagli, la decapitazione, il cannibalismo, quei piccoli inconvenienti di cui sto per scoprire la portata.
Insomma, morire senza potermi vantare con Seppia di aver perso la verginità con una bionda bellissima mi fa desiderare di restare in vita qualche altro minuto.
Ma da come lei si avvicina e mi guarda famelica mentre si lecca le labbra temo di non averlo, qualche altro minuto.
Come avrete intuito il nostro povero Lucas sta per fare una brutta fine. Più precisamente sta per essere mangiato dall'Ape Regina. 
Ci insegna Quark che il destino del fuco è copulare, ingravidare e poi morire nel più atroce dei modi, in un vero e proprio suicidio sessuale. E Lucas - da bravo Uomo Fuco - non sa resistere al richiamo dell'Ape Regina, una super cattiva dotata di super feromoni che non aspetta altro che staccargli la testa.
Insomma, più che un superpotere, a Lucas è toccata una maledizione in piena regola.

Non aggiungo altro della trama perché è giusto che vi godiate quell'oretta e mezza che vi porterà via il libro, vi dico solo che oltre ai due personaggi sopra citati ci sono ad attendervi anche un nonno morente che divide la sua enorme villa con un'amante ventenne, e una ragazza che in molti credono pazza ma che invece è costretta a vivere con un ragno nel cervello: Tarantula.

Bene, direi che adesso potete avventurarvi tra queste folli pagine. Se amate Morozzi  questo libro - ricco di citazioni e omaggi che faranno andare in brodo di giuggiole nerd & c. (se poi siete fan del Doctor Who, ciaone proprio) - è una piccola chicca che non potrà mancare alla vostra collezione. Se invece volete cominciare da questo per approcciarvi all'autore, be', sappiate che Morozzi è anche altro. L'Ape Regina è un  piacevole assaggio. Poi ci sono romanzi come Blackout e Gli Annientatori che sono dei veri e propri banchetti.

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5 luglio 2018

Recensione, L'Inferno È Vuoto di Giuliano Pesce

Lettori buongiornissimo. Oh... ma che caldo fa? Anzi, ma che afa c'è? Mi sento un pesce in una pozzanghera... urge ricostituente potente, tipo Polase, o come mi hanno consigliato, qualche alternativa economica a base di magnesio. Altrimenti non vado. Per fortuna ci sono letture capaci di tirarmi su, come questa ;)

L'Inferno È Vuoto di Giuliano Pesce

| Marcos Y Marcos, 2018 | pag. 251 € 18,00 |

È domenica e tutto va storto. Il papa si butta dal balcone e Roma affonda nel caos. A Milano, Fabio Acerbi, agli ordini di un editore molto grande, corre a prendere il treno. Sogna di scrivere un best seller, ha già appuntamento con un cardinale. Ma chi è questa rossa, sul sedile di fronte, con le iridi così verdi da mettere a disagio? Poi c'è Alberto Gasman, che si sveglia in una saletta dell'Hype Club: alle prese con visioni fluorescenti, il cadavere di un presentatore stroncato dalla coca e una minorenne in cerca di guai. Il Cobra non lo paga certo per questo, ed è la volta che lo punirà. Se impalandolo, bruciandolo vivo o affidandogli una missione suicida, Alberto Gasman lo scoprirà presto, perché il Cobra lo aspetta alle tre. Ma chi è questa bella che sale le scale? Capelli rossi, collo leggero e fragile, un neo sulla guancia da baciare. Cosa ci fa nel bordello da cui il Cobra manovra la città? È martedì e tutto gira a mulinello. La nipote del prefetto è scomparsa, e spuntano cadaveri in ogni angolo. Il commissario De Santis balza da un verbale all'altro, spiritato: i misteri danno senso all'esistenza, e a lui è scoccata la scintilla. Qualcosa lega Fabio Acerbi, il Cobra e Alberto Gasman. Ma chi era quella donna di rara bellezza, al Grand Hotel Semiramide? Gli occhi verdi, ferini: i capelli che cadono sulla schiena come lava incandescente.
Voto:

"Siamo tutti angeli, prima di cadere"

Non sapevo di amare il genere pulp finché non ho letto Adios Muchachos di Daniel Chavarria. Qui trovate la recensione, se vi va leggetela, ma in ogni caso cercate di procurarvi il libro che è un gioiellino di perversione e follia.
Non sapevo nemmeno che L'Inferno È Vuoto fosse un romanzo simile, un po' hardboiled, un po' satira, un po' commedia, un po' tanto sopra le righe, ma comunque capace di comunicare un messaggio forte in mezzo a una delirante baraonda di sesso, droga e rock'n roll. Poco rock'n roll per la verità, in compenso sesso e droga a palla.
Il romanzo inizia col botto: il Papa si suicida gettandosi dalla finestra durante l'Angelus della domenica e nel giro di mezzo secondo il mondo è in delirio. Non fa nemmeno in tempo a schiantarsi al suolo che, mentre i fedeli lo piangono, sui social gli hashtag si sprecano, registi e attori sono già pronti per girare un film e le case editrici non vedono l'ora di andare in stampa con il best seller dell'anno. Così Fabio Acerbi, sotto copertura, viene spedito tra le file del Vaticano per carpire i segreti del Santo Padre e scrivere non una banalissima biografia, ma un libro inchiesta da urlo. Peccato che Fabio non sia esattamente un cronista d'assalto, ma un timido e insicuro scrittore con tante storie ancora chiuse nel cassetto, relegato da anni all'"ufficio vedove" dove gestisce i rapporti con i congiunti dei defunti per i diritti d'autore. Ma forse questa è l'occasione della vita e non può farsela scappare.
In una Roma meno sacrale seguiamo invece le vicende di Alberto Gasman che per una serie di vicissitudini che non sto qui a elencare si è trovato a lavorare per il Cobra, il signore incontrastato della malavita. Dopo una notte di bagordi in cui ha fatto divertire un po' troppo il famoso presentatore Willy Carnaroli (aka Gerri Scotti :D), Alberto si sveglia la mattina e trova il suo cliente morto stecchito; Bara e Beccamorto si occupano di far sparire la salma, ma le cose precipitano, nuovi morti spuntano nei momenti meno opportuni, una rossa mozzafiato fa girare la testa a chiunque incroci i suoi occhi verdi e mentre le vicende si incastrano una con l'altra la storia si fa poco alla volta sempre più delirante e rocambolesca.

Un romanzo senza santi nè eroi, in cui la regola è una sola: vietato affezionarsi a qualcuno di loro. Ma è quasi impossibile visto che l'autore li colora di eccessi e sfottò, i personaggi sono reali per un verso, vere e proprie caricature dall'altro. È il gioco delle maschere e Giuliano Pesce le fa cadere una a una, fino al finale che posso definire in un solo modo: assolutamente perfetto. Siamo "noi" a non esserlo. Sempre alla ricerca di un posto nel mondo, eterni insoddisfatti, vendicatori incalliti, vittime del sistema e di un ego che non concede tregua.
Divertente, arguto e irriverente L'Inferno è Vuoto regala dell'(in)sano intrattenimento e se proprio devo trovargli un difetto... ecco, forse c'è un po' troppa carne al fuoco. Giuliano Pesce si diverte un sacco a vestire i panni dell'abile burattinaio, ma tira i fili su un palcoscenico in cui non sempre è facile farci stare tutti. Eppure ci riesce. Il Cobra, il Nibbio, il Topo, il Ragno, Alberto Gasman, Fabio Acerbi, la rossa, il commissario De Santis, l'agente Mancini. E ancora. Il cardinale Bianchetti, don Quirico, Bara, Beccamorto... Nessuno ha il ruolo di semplice comparsa, la caratterizzazione è immediata, precisa, tagliente, ma rischia di soffocare la trama che in certi punti è veloce quanto un colpo di proiettile.
Il romanzo però merita. Una prova sicuramente superata, dopo Io e Henry l'autore ha voluto spingersi oltre il baratro, guardare giù e raccontarci quello che ci aspetta: "il lieto fine? Quello esiste solo nelle favole. La vita è una merda; e poi si muore". Quindi siete avvisati 8)

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3 luglio 2018

Recap #170 - New Entry

Weekly Recap nasce dalla voglia di non parlare solo delle mie new entry libresche, ma anche di altre piccole curiosità settimanali. Libri che ho adocchiato, un estratto che mi ha particolarmente colpito, un film che ho visto, e così via. Un po' come fanno alcuni blog con la rubrica Clock Rewinders on a Book Binge [X - X]. Ma tutto senza regole. Un po' alla cavolo insomma. Sostituisce In My Mailbox.

Non lo dico mai (be', quasi mai), ma spesso i miei acquisti sono frutto di buoni Amazon che ricevo grazie ai vostri click (se comprate accedendo dal banner qui sopra o da uno dei link in fondo al post, prendo una piccola commissione) oppure provengono da Google che in base alle visite mensili "paga" il blog. Insomma grazie. Io uso tutto per parlarvi di libri, per comprarne di nuovi sperando, nel mio piccolo, di darvi consigli utili. Poi - siccome non si è mai contenti - spendo anche i miei soldi 🙈
Partiamo quindi dalla fine, ovvero dal mio ultimo ordine Libraccio 8)


Questo ordine aveva un senso. Il 16 Giugno dovevo andare a Mare di Libri e volevo recuperare i titoli della cinquina finalista per tempo. Ne ho presi due, quelli che mi ispiravano di più, ma sono arrivati con un notevole ritardo e non li ho potuti leggere prima del festival. Pazienza.
De La Natura della Grazia di William Kent non so praticamente nulla, ma mi fido ciecamente delle scelte di Mare di Libri e della Neri Pozza. Invece di The Hate U Give se ne è stra-parlato sul web e come sempre fatico a farmi travolgere dall'onda promozionale, sono sempre scettica di fronte allo spam massiccio di un romanzo, ma è un problema mio, infatti le eccezioni ci sono, tipo questa :) Il romanzo di Angie Thomas tra l'altro ha vinto l'edizione Mare di Libri come miglior libro per ragazzi e sarà sicuramente una delle mie prossime letture.
Il Lungo Inganno non potevo non prenderlo. Nessuno ha gridato al capolavoro, i giudizi sono mediamente buoni ma non stellari, però io di Swanson voglio tutto. Con Quelli Che Meritano di Essere Uccisi (qui la recensione) mi ha conquistato e quando amo un autore mi piace crogiolarmi rimirando la sua produzione al completo in bella mostra sulla libreria. Poi la cover... bellissima.
Infine Il Bambino Silenzioso. Questo lo puntavo da un po', da quando è uscito in lingua originale, complice una cover moooolto più suggestiva di quella italiana e i commenti dei lettori di Goodreads. Poi lo sconto Libraccio ha fatto il resto... potevo non prenderlo?

Il 16 Giugno sono finalmente andata a Mare di Libri (a proposito, qui c'è il post dedicato all'evento). Da brava lettrice mi piace finanziare il festival comprando qualcosa sul posto ed ero certa che mi sarei portata a casa solo Thronhill di Pam Smy. Invece ho ceduto anche al fascino dell'edizione super accattivante de Il Rinomato Catalogo Walker & Dawn di Davide Morosinotto (quella rilegata è ancora più super <3) e ho fatto non bene, di più! Il romanzo - vincitore del premio Andersen 2017 - l'ho divorato nel giro di due o tre giorni. Troppo, troppo carino!

È poi finalmente giunto il momento tanto atteso. Spendere e spandere il super buono Amazon. *occhi a cuore*


Devo dire qualcosa? Servono parole? Non avevo mai preso tanti libri tutti in una volta 😍 e quando è arrivato il corriere volevo saltargli in braccio dalla gioia! (Piccolo appunto. Solitamente spacchetto nelle stories di Instagram quindi seguitemi anche lì, da bravi @Silvia_inunclick )

Allora... *si sfrega le mani*, veniamo al sodo. 
Ho preso due romanzi di Pam Muñoz Ryan, il Sognatore ed Echo. Il Sognatore è proprio un romanzo per bambini, nonostante conti 381 pagine è scritto in grande (in verde!) ed è ricco di illustrazioni, in una serata, massimo due, lo si finisce. Però è adorabile. Ed è bellissimo come un romanzo per bambini possa far riflettere tanto anche un adulto. In breve parla del piccolo Neftalì e della sua infanzia non semplice: un padre che non lo comprende, le parole come unico rifugio, la testa perennemente tra le nuove. E ci racconta di come - crescendo - pur di mantenere saldi i propri ideali, Neftalì decise di scrivere usando uno pseudonimo. Quello di Pablo Neruda. 
Echo invece inizia come una favola (leggete l'incipit su Amazon, io me ne sono innamorata così!) e poi cambia registro. C'è un elemento magico a fare da sfondo alla storia, ma c'è soprattutto la Guerra e la musica, quella musica capace di salvare vite e cambiare destini...
Sempre durante le mie interminabili ricerche ho scoperto La Città dei Ladri di David Benioff, un romanzo per ragazzi ambientato nella Leningrado del 1941. Apro una piccola parentesi. Mi sono un po' rotta di questa etichetta "romanzo per ragazzi". Romanzo. Punto. Una volta non esistevano distinzioni simili; Il Buio Oltre la Siepe era un libro per tutti, adesso è diventato un classico per ragazzi. Ma non è che se i protagonisti sono giovanissimi debbano esserlo pure i lettori. Vabbe', chiudo la parentesi che non c'entra un fico, ma questa classificazione mi sta facendo un po' innervosire. 
Dicevo... La Città dei Ladri... (ehm, cosa dicevo??? *alzheimer is going...*) ah sì, La Città dei Ladri è un romanzo scritto da un autore a cui dobbiamo dar del "lei". Io non lo conoscevo e di questo mi pento. David Banioff è #nientepopodimenoche lo sceneggiatore di Games of Thrones e di film come Il Cacciatore di Aquiloni, X-Men le origini, Stay nei Labirinti della Mente (meraviglioso tra l'altro, una roba che quando l'hai finito lo ricominci perché lo stai shippando anche senza averci capito niente). Ha pubblicato anche  il romanzo La Venticinquesima Ora da cui ha tratto un film Spike Lee. Insomma, come si dice, mica pizza e fichi. Tra l'altro è uno dei romanzi che ha letto Morosinotto mentre si preparava alla stesura de La Sfolgorante Luce di Due Stelle Rosse.

Ho poi preso Le Meraviglie del Possibile perché dopo aver amato Fiori per Algernon (vi parlo del libro e del film qui) volevo leggere la genesi del romanzo e in questo tomo c'è il racconto da cui tutto è partito. Ma ci sono tantissimi altri racconti da cui non vedo l'ora di farmi sconvolgere, e se la smetto di accumulare libri forse ce la farò... 8| Però sono fiera di me, mi sto appassionando alle antologie, sto trovando la mia strada anche all'interno di questo genere, che bello :D

Andiamo avanti, magari un po' più velocemente. Chi Non Muore è una lettura salvagente, perché quando non si sa cosa iniziare Morozzi è sempre una buona idea (Gli Annientatori e Black Out sono stati un'ottima compagnia);  Psycho non ha bisogni di presentazioni, e forse nemmeno La Casa di Tom Rob Smith, autore che ho imparato ad amare con il bellissimo Bambino 44
Il Signore degli Orfani chissà quando mai lo leggerò, però la trama è proprio "roba mia": sfighe a palla in una Corea del Nord isolata e folle.
Infine - e se siete arrivati fin qui vi stimo! - Saga 8, il fumetto della vita. Qui trovate la recensione dei primi quattro volumi.

Ma le new entry non sono finite. *si attacca alla bombola d'ossigeno e continua a scrivere*


Partiamo dall'alto. Rimini Graffiti è il romanzo di Nicola Arcangeli che ho presentato alla Biblioteca di Ozzano dell'Emilia (qui il post); il mio cuore ce l'ha sempre Solo il Vento lo Ascoltava (sono troppo sensibile ai viaggi nel tempo e qui trovate la recensione), ma se amate le storie di formazione a sfondo paranormale anche qui c'è trippa per gatti ;)
Notte Inquieta l'ho vinto a un giveaway, stento quasi a crederci, non vinco mai nemmeno le cartine delle caramelle usate, e poi - all'improvviso - mi porto a casa un Marcos Y Marcos!
Paesaggio Con Mano Invisibile l'ho adorato (più ci penso e più lo amo) è un romanzo semplicemente geniale e non mi dilungo oltre visto che l'ho recensito qui. Invece è già sul comodino La Guerra del Cioccolato un libro che a mio avviso merita una certa attenzione. Uscito per la prima volta nel 1974 al tempo fece parecchio discutere per il linguaggio esplicito, i chiari riferimenti sessuali e gli argomenti trattati: società segrete e studenti anarchici. Sono passati quarantaquattro gatti anni, vediamo che effetto può fare adesso.
Jack di Sara di Furia sarà il mio debutto con l'autrice e con La Corte Editore, una casa editrice che apprezzo tantissimo per la cura che mette nelle pubblicazioni. E si sa, una bella confezione è un ottimo punto di partenza per noi #bookporn. Poi si parla di Jack. Di quel Jack... quello che ammazza, squarta e sembra averla fatta franca nei secoli e nei secoli. Amen. Comunque voglio anche i romanzi di Lanzetta e la serie apocalittica di the last girl. Così, tanto per dire...
Volpe e Fuoco Resta Con Me sono stati due arrivi inaspettati della Baldini Castoldi che ha inaugurato con questi due titoli la collana "più" per un target young adult. Vedremo cosa ci aspetta tra queste pagine :) intanto stacco il boccale, torno a respirare l'aria inquinata e vi saluto!

Link Amazon:
E le vostre new entry quali sono state?
Libri belli-bellissimi ne avete letti?

28 giugno 2018

Recensione, Fantasie di Stupro di Margaret Atwood

Casa editrice scoperta grazie al meraviglioso fiuto del Book Bloggers Blabbering, Racconti Edizioni, come dice il nome, si occupa per l'appunto di raccolte di racconti. Quindi se volete avvicinarvi al "genere" ma non sapete da che parte iniziare consultate il loro catalogo. Vi si aprirà un mondo. E se prima avevate un paio di dubbi su cosa leggere, dopo vorrete tutto.

Fantasie di Stupro di Margaret Atwood

| Racconti Edizioni | pag. 303 | € 18,00 |

Fantasie di stupro è una geografia di corpi, esistenze e sentimenti del femminile: le protagoniste di questi racconti sono tutte donne, problematiche, irrisolte e tutto fuorché perfette. Nel racconto che dà il titolo alla raccolta quattro amiche a pranzo conversano sull’ossessione dei settimanali rosa per gli stupri. Una cenerentola grassottella è tampinata da uno stalker e ci resta male quando scopre che lui non perseguita solo lei. Una guerra senza requie che ha come casus belli un bagno in condivisione viene scandita da un conto alla rovescia implacabile fino all’esplosione del conflitto. Racconti indimenticabili di una maestra assoluta della letteratura.
"Di rado veniva discriminata perché era una donna,
dato che nessuno la considerava tale."

Tradotta in oltre venti Paesi e considerata una delle scrittrici più influenti e talentuose del nostro secolo, Margaret Atwood, in Fantasie di Stupro, ci parla di donne frustrate, piegate dalla vite, sole e incomprese.
Un singolo racconto forse non può rendere giustizia alla complessità dell'opera concepibile solo nella sua interezza e da contestualizzare al periodo in cui è stata concepita: gli anni Settanta. Per molti quegli anni sono sinonimo di femminismo imperante, ricerca di uguaglianza, abolizione delle differenze; ma là dove molte donne hanno trovato voce, altre si sono rifugiate nel silenzio. Sono queste le figure femminili della Atwood. Donne prigioniere di convenzioni, desiderose di liberarsi dalle catene sociali e morali del tempo, ma impossibilitate dal farlo. Donne le cui guerre si consumano nelle loro menti, ma non nella vita vera.
C'è una certa inquietudine tra le pagine del libro a causa di una totale assenza di riscatto e un dilagante senso di apatia, rassegnazione e insoddisfazione. La protagonista di Sottovetro, scoperto il fallimento per proprio matrimonio, vorrebbe trasformarsi in una delle piante che coltiva in serra per poter in qualche modo fermare il tempo evitando così di affrontare il problema; la giornalista di Articolo di Viaggio, sopravvissuta a un incidente aereo, continua a pensare allo scoop o alla foto da scattare, senza percepire il reale dramma che sta vivendo; ne L’uomo che veniva da Marte Christine è vittima di uno stalker, ma quando la polizia lo ferma e lei torna a essere la solita anonima ragazza di sempre, senza una storia intrigante da raccontare, rimpiange di averlo denunciato.
E questi sono solo degli esempi di storie apparentemente prive di trama, in cui il paradosso è spesso il cardine su cui ruota la vita di donne che invece di vivere sopravvivono.
In Polarità l'autrice sposta l'obiettivo su un personaggio maschile, gli affida non la narrazione ma il punto di vista, e anche in questo caso la figura femminile è sbiadita, addirittura svilita. Morrison parla di donne che passano l'aspirapolvere, suonano l'organo e cantano inni religiosi, finché non si innamora, ma di chi? E perché? La risposta è raggelante:"Aveva trovato la sua donna ideale [...] una creatura sconfitta e informe su cui potesse imporsi come la vanga sulla terra, l’ascia sulla foresta, da usare senza essere usato, da conoscere senza essere conosciuto."
La penna della Atwood non risparmia nemmeno la figura del "tipico" maschio americano che sposa una donna e poi ne sceglie un'altra, beve birra, si spalma il burro di arachidi sui sandwich e per fare l'amore con la sua donna deve ritoccarne l'immagine mentalmente...
Se ne Il Racconto dell'Ancella l'autrice ha creato un intero mondo distopico, qui si rifugia in piccole realtà quotidiane a cui comunque nessuno auspica. Le situazioni raccontate hanno un risvolto indesiderato e spaventoso e per quanto conversazioni tra donne, screzi condominiali e crisi di coppia, siano all'ordine del giorno, non lo sono più nell'attimo in cui si distorce l'asse narrativo, portando a epiloghi del tutto inaspettati.
Sicuramente Margaret Atwood non è una di quelle autrici abituate a nascondere lo sporco sotto i tappeti e questa raccolta di racconti è semplice solo all'apparenza; va letta, riletta, assaporata e digerita.

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Il Book Bloggers Blabbering

26 giugno 2018

Mare di Libri 2018


Dal 15 al 17 giugno 2018 si è tenuta l'XI edizione di Mare di Libri e potevo non tentare di andare al festival in qualità di inviata speciale?
Così il 7 del mese faccio l'accredito online come blogger, prego tutti i santi del paradiso, scomodo madonne e dèi pagani e BAAAM, dopo pochi minuti mi arriva l'ok. Avrò il pass stampa 😍 Andrò a Mare di Libri! Gioia e Gaudio, nella mia testa sentivo gli angeli cantare e le trombe squillavano a festa.
Perché dovete sapere che Mare di Libri è un festival meraviglioso ma è a numero chiuso e l'80% dei biglietti è per i ragazzi. Ok, il discorso stampa è diverso, ma sapete quanti blog più giuuuovvvani di me ci sono? Anche loro hanno la precedenza. Tanto per farvi capire, nei cinema e nei teatri, durante gli eventi, i giovani stanno davanti, gli adulti dietro, perché il festival è prima di tutto fatto per loro, per invogliarli a leggere, per fare in modo che si appassionino a storie e autori (infatti io parto con occhiali e binocoli, altrimenti addio che vedo qualcosa). Sono sempre i ragazzi a occuparsi dell'organizzazione, delle interviste, della vendita dei biglietti. Insomma è il loro momento, ed è giusto non intaccarlo.
Però è un festival bellissimo, forse il mio preferito, e viverlo mi fa 1) tornare giovane 2) scoprire libri stupendi che non mi sono ancora stancata di leggere. Le cose belle non hanno età, ricordiamocelo.
Dopo questa tiritera, nonostante avessi il pass stampa, ho comunque cercato di mimetizzarmi con la massa 😎 per non sembrare la babbiona di turno. Jeans sdruciti stracciati, t-shirt di Star Wars, Converse ai piedi. Poi entro a teatro Galli dove c'è la vendita dei libri e la prima fanciulla che mi si presenta davanti fa "Signora, posso darle qualche consiglio?"
Signora??? Cioè, vabbe', in una frase il mio mondo si è disintegrato.
Comunque tralasciamo questi dettagli che non fregheranno a nessuno tranne che al mio ego e parliamo di Mare di Libri. Ero con la mia compare di letture per ragazzi, Simona, che con la scusa che ha tre figli sta sempre a comprare libri. Certo, spera che la prole vedendola leggere lo faccia a sua volta, ma anche quando gli sforzi non ottengono i risultati sperati lei va avanti per la sua strada. E continua ad accumulare libri. Che dire? La stimo un sacco!
Partiamo da Bologna cariche a molla e viaggiamo felici e galvanizzate su un treno che sembra uscito da una miniera di carbone, ma a distanza di giorni non ci sono comparse sulla pelle pustole e non sputiamo sangue, quindi bene così.
P.S. Grazie #trenitalia
Arriviamo alle 8,20 e marciamo verso il centro della città.

Primo Evento 9,40 Teatro degli Atti: Guido Sgardoli.
Mentre la mia partner in crime si è occupata dei biglietti per il viaggio io mi sono dedicata all'organizzazione della giornata. Purtroppo alcuni eventi capita che si accavallino e bisogna fare delle scelte difficilissime. Serve una giratempo... ma ci organizzeremo...

Guido Sgardoli
"Sono il primo lettore di me stesso"

Ho scelto l'evento con Guido Sgardoli perché anni fa avevo letto The Frozen Boy (qui la recensione), una storia tenera, malinconica che parla di seconde possibilità, o meglio, di scelte.
L'autore da quel "lontano" 2011 ha fatto molta strada.
Con L'Isola del Muto ha vinto il premio Andersen 2018 (miglior libro per ragazzi over 15) affrontando un "genere" anche inusuale: una saga familiare dove i grandi spazi e gli ampi respiri della natura incrociano la vita di personaggi che, generazione dopo generazione, diventeranno i custodi di un faro, spesso prigionieri consapevoli di una terra su cui è impossibile non mettere radici.
Non sono mancati però romanzi per ragazzi più canonici, si è parlato di The Stone la settima pietra, una recente uscita Piemme, e di SuperGatta, di cui mi sono innamorata. Questa serie di libri per bambini dai 5 agli 8 anni è nata grazie a un'attenta osservazione dell'autore di uno dei suoi animali domestici. Gli animali in casa Sgardoli non mancano, prima di diventare uno scrittore a tempo pieno ha fatto per anni il veterinario, ma Guido ha una gatta che non sa fare la gatta: ha paura di tutto, non sa scendere dagli alberi e nonostante viva all'aria aperta è grassa, perché preferisce le abbuffate e i pisolini alla corsa e alla caccia. Osservandola Guido ha pensato "Possibile che sia così? Non è che dietro a una personalità da non-gatta se ne nasconda un'altra? Un po' come per superman..." Ed è così che è nata SuperGatta! 😺
Guido è stato molto simpatico, ha una grande presenza scenica, ironizza un po' su tutto e i ragazzi del Circolo dei lettori della Libreria La Casa sull’Albero di Arezzo sono stati originali nelle domande ed è stato bello scorgere l'emozione che provavano nello stare sul palco con un microfono in mano.
E poi io amo le domande che arrivano dal pubblico di giovani lettori, tipo "Ma tu... come ti senti a essere famoso?" 😅 (Nota: aveva appena detto di non sentirsi famoso, anche perché per strada non lo riconosce mai nessuno!)
L'ora abbondante di presentazione è volata via in un attimo. Inevitabile non percepire quanto all'autore sia caro il tema della natura, degli spazi aperti, come ha tenuto a sottolineare "le riflessioni più importanti della mia vita le ho fatte durante i miei viaggi, quando mi trovavo da solo", ma ha anche precisato "nei miei libri i veri protagonisti sono sempre i personaggi, magari forgiati e influenzati dal mondo esterno, ma sono loro a portare avanti le storie che racconto"

Link utili

Secondo Evento 11,30 Cinema Fulgor: Omaggio a Siobhan Dowd, un talento splendente
Se non avessi avuto il pass stampa sarei comunque andata a Rimini, mi sarei messa in ginocchio e tra le lacrime avrei supplicato per farmi entrare al Fulgor. Perché a un evento dedicato a Siobhan Dowd non potevo mancare. Il pass stampa però l'ho avuto risparmiando al mondo una sceneggiata che, Mario Merola, scansate proprio.
Ma torniamo nella parte. Quella di blogger seria.

Siobhan Dowd
Siobhan Dowd è scomparsa nel 2007, a soli quarantasette anni, ma al mondo ha lasciato tanto; romanzi bellissimi, una fondazione benefica che assiste i bambini che sono sprovvisti della gioia della lettura e il coraggio di lottare per i propri diritti.
Vi lascio i link alla recensione di due suoi romanzi, anzi tre, che possono farvi capire la grande sensibilità e versatilità di questa autrice.
Il mio lutto sarà perpetuo. Sapere di non poter leggere altro di suo è terribile. Per questo ho ancora due titoli al caldo, li conservo per i momenti speciali, ma dopo l'evento muoio dalla voglia di incominciarli subito.
Sante Bandirali è il direttore editoriale della casa editrice che pubblica i suoi romanzi, la Uovonero, è un traduttore bravissimo e, dopo oggi, è anche un presentatore eccezionale.
Ha riassunto le trame dei romanzi di Siobhan Dowd, ne ha tratto l'essenza, e mentre le immagini scorrevano sullo schermo Alessia Canducci leggeva (come solo lei sa fare ) i passaggi più significativi dei libri; in sala avevamo tutti la pelle d'oca.
Ci sono inoltre stati due interventi. Pam Smy ha raccontato la sua esperienza nell'illustrare Il Riscatto di Dond, lei è una grande amante delle chine, ma essendo un libro per giovani lettori ha dovuto smorzare i toni usando una base blu.


Robin Stevens invece, famosa per la sua serie Miss Detective, ha avuto l'arduo compito di scrivere il seguito de Il Mistero del London Eye. La Dowd aveva già pensato di riprendere la storia dei tre giovani protagonisti, ma non aveva fatto in tempo. Certi desideri però non possono restare inesauditi e non vedo l'ora di ritrovare Ted, i suoi modi impacciati, le mani che sfarfallano e quel cervello 2.0 che lo fa sempre stare un passo avanti a tutti.


In breve. Un evento incredibile, uno dei più belli a cui abbia mai partecipato. Adesso il pezzo del mio cuore occupato da Siobhan è diventato un po' più grande.

Il mio teSSSSoro
Terzo Evento 15,00 Teatro degli Atti: Davide Morosinotto
Se non fosse stato per Mare di Libri probabilmente non avrei mai scoperto Davide Morosinotto e sarebbe stato un gran peccato. 
Ho comprato Il Misterioso Catalogo Walker & Dawn poco prima che iniziasse l'intervista e fino all'ultimo sono stata lacerata dal dubbio. Lo compro. Non lo compro. Lo compro. Non lo compro. Mi sembrava il classico libro per ragazzi "vecchio stampo", alla Tom Sawyer per intenderci, ma io non sono mai stata una fan del romanzo picaresco. Poi mi sono decisa. A volte noi lettori dobbiamo essere coraggiosi e spesso il nostro coraggio ci ripaga. Il Rinomato Catalogo Walker & Dawn è davvero un bel libro in cui una classica e avventurosa storia old style si fonde a uno stile dinamico e moderno. Sì, avete capito bene, l'ho già letto, e mi è piaciuto davvero molto!

Davide Morosinotto
L'evento con Davide Morosinotto è stato sicuramente quello più allegro, frizzante e simpatico e i ragazzi della libreria Controvento di Telese Terme (BN) hanno portato avanti un'intervista davvero ben strutturata. Un applauso!
Davide Morosinotto, vincitore del premio Anderse 2017 con Il Rinomato Catalogo Walker & Dawn (categoria over 12), è un autore che di libri ne ha scritti tanti e sa cosa sia la gavetta. Ama le moto, la pioggia, le osterie e ha capito che scrivere storie gli piaceva un sacco quando andava ancora a scuola. Voleva il motorino a quei tempi, ma i genitori gli dissero "Bene, compratelo!". Lo scooter dei suoi sogni costava 3 milioni e 500 mila lire e - guarda caso - una locandina affissa sui muri della scuola promuoveva un concorso letterario... e il premio era proprio di  3 milioni e 500 mila lire. "Facile" - pensa Davide - "Scrivo il racconto, lo spedisco, vinco e mi compro il motorino!". Fece tutto in questo preciso ordine... ma non vinse il primo premio, però 50 mila lire se le portò a casa. Si comprò un vecchio Ciao a pedali -  "era così arrugginito che non capivo di che colore fosse" - ma il #mainagioia era in agguato. Dopo una settimana il motorino scoppiò. Con lui sopra. Che si fece anche parecchio male, ma pazienza. Scrivere quel racconto gli era piaciuto e sapeva che non si sarebbe più fermato.
E nemmeno io mi fermerò. Ho già infilato in wish list La Sfolgorante Luce di Due Stelle Rosse.

Link utili:

Quarto Evento 16,30 Museo della Città: Pam Smy
Ero molto curiosa di incontrare Pam Smy, anche se da brava lettrice scettica, sono arrivata a Rimini senza il suo libro. Solitamente sono attaccata con le unghie e con i denti allo sconto del 15% di Amazon, ma mi piace "finanziare" Mare di Libri e mi tengo sempre qualche titolo da comprare sul posto. Però sì, ero anche un po' dubbiosa riguardo Thornhill per un semplicissimo motivo: Pam Smy, docente di uno dei più importanti corsi per illustratori a livello mondiale, non aveva mai scritto un romanzo, ma li aveva sempre e soltanto disegnati. Quindi temevo che la parte narrata non fosse all'altezza della controparte grafica. Invece no. Anzi. La parte romanzata è suggestiva, paurosa, piena di atmosfera. Davvero molto, molto bella. E sono felicissima di essermi rotta le spalle infilando nello zaino quel mattone che è Thornhill.

Pam Smy
Seconda confessione. Ci tenevo tanto a questo evento perché lo presentava Lorenza Ghinelli. E io da Lorenza avanzavo un autografo dall'anno scorso, quando la incontrai a teatro Galli e nel momento in cui feci per tirare fuori il suo libro dalla borsa... BAM - epic fail - non l'avevo, il libro era rimasto in macchina. Così quest'anno mi sono riportata lo stesso libro, Anche Gli Alberi Bruciano, e a fine intervista sono corsa da lei <3
Ma adesso torniamo a Pam Smy e poniamoci il quesito del giorno. Ma questa donna... si veste sempre di nero? Secondo me sì. Pam dev'essere una di quelle persone che porta magliette con su scritto "black is my happy colour"  e quando parla delle sue creazioni - spesso macabre e tetre - ha una luce negli occhi davvero inquietante invidiabile.

"Disegnare è come parlare con me stessa"

Thronhill, come dicevo, è il suo primo romanzo, la cui struttura si ispira a quella di Hugo Cabret con una parte scritta e una illustrata. In questo caso specifico ci sono due storie parallele, una ambientata nel 1982 narrata in forma diaristica, e una ambientata nel 2017 interamente disegnata. Due storie destinate, ovviamente, a incrociarsi. Pam ha voluto parlare di bullismo, solitudine, emarginazione, sono temi forti e sono tutti trattati con grande verità. Mi è dispiaciuta solo una cosa; sapere che il finale pensato dall'autrice fosse diverso da quello realizzato. Pare che la casa editrice lo ritenesse troppo forte e pertanto la pillola è stata addolcita. Peccato. Anche se leggendo il libro penso che sia intuibile la possibile realtà che avrebbe voluto raccontare l'autrice non trovo giusto soffocare un'idea. I ragazzi di oggi sono corazzati, non hanno paura di realtà scomode e difficili da digerire, tutt'altro.
Thornhill ha anche il respiro dei grandi classici. L'edificio principale - l'orfanotrofio - ricorda il Bates Motel di Psycho (il film di Hitchock), mentre tra le pagine sono disseminati omaggi a romanzi come Il Giardino Segreto e la Piccola Principessa di Frances Hodgson Burnett e Jane Eyre di Charlotte Brontë.
Altre curiosità. Thornhill conta 165 illustrazione e Pam Smy ci ha lavorato per ben quattro anni. Attualmente sta scrivendo/disegnando un mistery. E noi tutti non vediamo l'ora di averlo tra le mani, vero?

Link utili:
* * *

Lettori, purtroppo è tutto, ci si vede nel 2019, ma io ho già recuperato alcuni titoli proposti durante il festival, oltre a quelli già citati, tra cui La Natura della Grazia di William Kent Krueger e The Hate U Give di Angie Thomas che tra l'altro ha vinto l'edizione di quest'anno di Mare di Libri.
Inoltre se volete vedere altre foto e gli autografi che mi sono portata a casa sul mio profilo Instragram  @silvia_inunclick (nelle stories salvate) trovate tutto.


Buone letture!

20 giugno 2018

Recensione, PAESAGGIO CON MANO INVISIBILE di M.T. Anderson

Lettori buongiorno! Preparatevi perché sabato scorso sono stata a Mare di Libri e per l'occasione 1) mi sono calata nella parte e ho letto un po' di libri per ragazzi 2) vi aspetta il super mega post!
Intanto parliamo di Paesaggio con Mano Invisibile di M.T. Anderson; l'autore era a Rimini domenica pomeriggio, purtroppo non l'ho potuto incontrare, avrei tanto voluto chiedergli "ma certe idee... come ti vengono?" invece mi terrò il dubbio 😁.
Vi lascio alla recensione, e ve lo anticipo subito: il libro mi è piaciuto molto!

Paesaggio Con Mano Invisibile di M. T. Anderson

| Rizzoli, 03/2018 | pag. 160 | 

Ci sono sistemi ben più sottili ed efficaci della forza per piegare un popolo alla schiavitù. Lo sanno bene i vuvv, che al loro atterraggio non hanno spianato sui terrestri fucili e cannoni, anzi, hanno distribuito gratuitamente meraviglie: farmaci che tutto curano, fonti di energia inesauribili, cibi perfetti che in un batter di ciglia debellano la fame nel mondo. Prodotti rivoluzionari e irresistibili, insomma di cui loro possiedono il monopolio, e di cui, ovviamente, si precipitano a fissare il prezzo. I vuvv non sono soldati, insomma, ma affaristi, e il loro arrivo stravolge l'economia, brucia milioni di posti di lavoro, mette la Terra in ginocchio. Ad Adam, 17 anni, non resta che inventarsi un lavoro, qualsiasi cosa pur di portare a casa quello stipendio che i genitori non riescono più a racimolare. La soluzione più felice mette insieme piacere e dovere, perché i vuvv mostrano una sciocca ossessione per il mondo patinato del passato, e così Adam e la sua ragazza Chloe iniziano a registrare i loro appuntamenti in posticcio stile anni Cinquanta per poi rivenderli agli invasori su un canale pay-per-view. Tutto funziona a meraviglia, fino a quando nell'idillio d'amore si spalancano crepe sempre più profonde, e Adam si ritrova costretto a chiedersi a quanto è disposto a rinunciare di se stesso pur di accontentare i vuuv.
Voto:

A Mare di Libri di quest'anno Davide Morosinotto ha consigliato Paesaggio con Mano Invisibile dicendo "è un libro particolare, strano, l'ho finito da giorni e ancora ci penso, ancora mi chiedo se l'ho capito del tutto, e quando un libro mi fa riflettere mi piace, è una bella cosa".
D'accordissimo.
Paesaggio Con Mano Invisibile è uno di quei romanzo che ti segue.
Certo, lo si può leggere come una storia di semplice fiction; c'è un'invasione aliena, il mondo intero viene colonizzato e c'è la storia di Adam che subisce le svariate problematiche del caso e cerca di essere di sostegno alla famiglia dopo che il padre se l'è data a gambe. C'è la sua storia d'amore con Chloe, la passione per l'arte e la speranza di poter avere abbastanza soldi per combattere il morbo di Merrick che lo fa stare di merda. Letteralmente. Ma si può andare oltre. Grattando la superficie scopriremo che l'opera di M. T. Anderson è una satira davvero feroce che si allaccia alla teoria dell'economista e filosofo Adam Smith il quale, nel 1700, parlava proprio di una mano invisibile capace di regolarizzare il mercato. Per dirla in termini spicci la ricerca del benessere del singolo individuo porterebbe in modo quasi inconsapevole al benessere dell'intera società.
Il concetto è semplice solo all'apparenza, se lo volete approfondire vi lascio due link (qui e qui), ma io vi consiglio di godervi il romanzo di Anderson senza troppe sovrastrutture.
Torniamo quindi alla storia.
Gli alieni che immagina l'autore - i vuuv - non portano morte e distruzione sulla Terra, ma un progresso inaspettato attraverso tecnologie all'avanguardia e medicinali in grado di guarire qualsiasi malattia.
Eppure il mondo col tempo si è spaccato in due, i prezzi sono saliti alle stelle e la crepa tra ricchi e poveri si è fatta sempre più larga e profonda.
Il desiderio dell'uomo medio è quello di poter vivere nella parte sopraelevata della città, alcuni addirittura imitano i vuuv strisciando sul pavimento e passandosi lozioni depilatorie sul corpo, mentre altri, come Adam e la sua fidanzata Chloe, si trasformano in un "prodotto" a uso e consumo degli alieni che, riproducendosi per gemmazione, non sanno cosa sia il romanticismo e ne sono oltremodo incuriositi.
Essendo la disoccupazione un malessere dilagante lavorare per i vuuv significa solo una cosa: soldi. E ad Adam i soldi servono un sacco. Così, tutti i giorni, lui e Chloe si collegano con lo spazio e trasmettono la loro storia d'amore... ma cosa succederà quando guardare la propria ragazza non provocherà più piacevoli sfarfallii allo stomaco, ma un fastidio molto simile alla nausea? The show must go on? Sempre e comunque?

In un panorama deprimente, cupo e delirante, dove l'arte sembra essere l'unica forma di libera espressione sopravvissuta, Adam imprigiona sulla carta quel mondo di cui si sente a sua volta prigioniero usando matite, acquarelli, tempere (è anche un po' sua la mano invisibile del titolo) e ci racconta una storia grottesca, tragicomica, spesso ironica, ma anche profondamente triste. Una storia che parla di totalitarismi, disgregazione familiare, perdita di valori e di come l'essere umano nel vano tentativo di omologarsi a un sistema rischi di perdere di vista la propria identità.

Anderson, presente a Mare di Libri, ha affermato che da ragazzo cercava romanzi adatti alla sua età ma capaci di affrontare tematiche forti, e non c'è da meravigliarsi se negli anni abbia voluto scrivere quello che probabilmente avrebbe anche voluto leggere. E che piace leggere anche a me tra l'altro! Il romanzo infatti, a distanza di giorni, me lo porto addosso e voglio che ci stia ancora per un po', in uno spazio indefinito tra la testa e lo stomaco entrambi compromessi dalla lettura e ancora in fase di recupero.
È un bel romanzo? Assolutamente sì.
È un romanzo per tutti? Forse no.
Però io ve lo stra-consiglio comunque.   
A questo punto riparte la caccia a Feed, il suo titolo più famoso purtroppo fuori commercio; l'ho cercato disperatamente per anni per poi abbandonare le speranze, ma adesso è tornato prepotentemente nella pole position della mia wish list. E dopo l'uscita di Paesaggio con Mano Invisibile credo che sia lecito confidare in una ristampa. #crossfingers 

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14 giugno 2018

Recensione, LASCIA DIRE ALLE OMBRE di Jess Kidd

E' il caso di dirlo "romanzi bellissimi, e dove trovarli". Sapevo che il romanzo di Jess Kidd mi sarebbe piaciuto, me lo diceva una vocina dentro, ma non avevo idea del motivo. Anzi, mi aspettavo un romanzo completamente diverso che è riuscito a stupirmi tantissimo!

Lascia Dire Alle Ombre di Jess Kidd

| Bompiani, 2018 | pag. 400 | € 19,00 |

Quando Mahony, cresciuto in orfanotrofio a Dublino, torna a Molderring, quattro strade e un pub sulla costa occidentale dell'Irlanda, porta con sé solo una foto sbiadita di Orla, la madre che non ha mai conosciuto, e l'ostinato desiderio di dissipare la cortina di bugie che avvolge il villaggio. Nessuno, vivo o morto, vuole raccontare cosa è successo più di vent'anni prima alla ragazzina che l'ha dato alla luce e poi abbandonato, eppure Mahony è certo che sono in molti a conoscere la verità. Un prete che assomiglia a una donnola, l'arcigna infermiera del villaggio, una banda di alcolisti sentenziosi, una caustica attrice imparruccata al di là del tramonto decisa ad aiutare Mahony infilando tra le pieghe dell'annuale messinscena un'indagine in piena regola: sono solo alcuni dei personaggi che animano una storia nera e grottesca, sovrannaturale ma più che mai umana.
Voto:

Wow, che libro! Era da tanto, tantissimo tempo che non mi capitava tra le mani un romanzo così evocativo e scritto talmente bene da volerlo centellinare per non perdermi quei momenti di raro piacere in cui potevo crogiolarmi nella sua lettura.
Dopo quattrocento pagine che forse sono volate anche troppo in fretta adesso vorrei solo ricominciarlo.
Mi manca Mahony, il giovane uomo dai lunghi capelli, i pantaloni a zampa e il cipiglio da orfano che lascia Dublino e fa ritorno a Muldering, il paese natio, per scoprire le sue origini. Tormentato da un passato che ignora e dal mistero che avvolge la scomparsa della madre, Mahony vorrebbe solo che qualcuno rispondesse alle sue domande, ma il paese è piccolo, omertoso, bigotto e parlare di Orla sembra un vero e proprio tabù.
A prenderlo sotto la sua ala malandata e decadente è la signora Cauley; occhio malandrino, un numero imprecisato di anni a pesarle sulle fragili ossa e un aspetto regale nonostante la parrucca sbilenca. Sarà lei, una sorta di "Miss Marple cazzuta" a sfruttare la recita annuale per interrogare (senza troppi sotterfugi) i vari paesani e scoprire cosa successe quel fatidico giorno del 1950.
A distanza di ventisei anni i ricordi tornano a galla, le bugie scorrono a fiumi e i morti si sollevano dalle lastre di pietra per sentire cosa i vivi hanno da dire...
"E' una verità universalmente ignota il fatto che, quando i morti fanno di tutto per ricordare qualcosa, i vivi, facciano ancora di più per dimenticarlo."
Onnipresenti ma mai invadenti, i fantasmi di Muldering si fanno vedere solo da Mahony, ma tacciono, non gli rivelano nulla, almeno non in modo esplicito. 
Adesso... immaginatevi un pagano bello, temerario e dagli occhi scuri a pie' libero in una cittadina bigotta sempre pronta a battersi il petto per ottenere il sacro perdono. Immaginate cosa potrà scatenare la sua presenza soprattutto quando dalla sua parte c'è quell'elemento sovrannaturale che vi renderà il tutto suggestivo e magico. Una foresta incantata. Un'invasione di rane. Un'uragano che può spazzare via le menzogne. Immaginate donne dai cuori infranti, uomini gelosi e segreti inconfessabili.
"Muldering è incastrata tra amore e paura, disprezzo e affetto, con Mahony sempre piantato in testa"
Potete avere tutta l'immaginazione del mondo, ma difficilmente sarete preparati a questo romanzo che di meraviglioso ha soprattutto la scrittura. La storia alla fine è semplice, si cerca di svelare quella verità che al lettore è parzialmente nota fin dal primo capitolo, ma è la penna di Jess Kidd a creare un incanto perpetuo. Il linguaggio è ricercato, visivo, classicheggiante, l'elemento magico si fonde perfettamente con la scelta delle parole e non mancano citazioni (sapientemente rimaneggiate) di grandi romanzi del passato.
Bello quindi. Bello tutto. Bella la costruzione che alterna le vicende di Orla negli anni Cinquanta a quelle del figlio nel 1976, ben riuscita la caratterizzazione dei personaggi e vorrei dire bello anche il finale, ma c'è qualcosa che mi è mancato. Una risposta che avrei voluto. Per Mahony, ma soprattutto per me stessa.
Nonostante l'autrice abbia dichiarato di amare gli epiloghi che lasciano dei sottintesi impliciti, quando mi affeziono a un protagonista, quando si scatena l'empatia, vorrei solo delle certezze e non nego che ancora ci penso a come sono andate le cose e a come sarebbero potuto essere assolutamente perfette.
Ma va bene lo stesso; Lascia dire alle Ombre resta un romanzo raro e prezioso, capace di soddisfare i palati più raffinati, e io resto la solita lettrice che se la lega al dito per le inezie, aggiunge un "meno" alle quattro stelline, e piange in un angolino, orfana, triste e sola, perché di romanzi così ne ha sempre bisogno e quando finiscono mancano da morire.

N.B.  Sembra che Jess Kidd abbia preso in considerazione l'idea di un libro dedicato a una giovane signora Cauley e non avete idea di quanto il suo personaggio se lo meriti. 

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