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8 settembre 2015

Recensione, L'INCASTRO (IM)PERFETTO di Colleen Hoover

Eccomi, eccomi! Mi aspettavate, vero? Purtroppo il ritorno in ufficio non è stato dei più felici, sono in una fase che oserei definire di totale rincoglionimento, e non è il massimo. Forse è ora che cambi il tempo e venga l'autunno, perché io davanti a un computer mentre fuori brilla ancora il sole non riesco a
starci.
Ma veniamo a noi e alla recensione del romanzo che ho letto la settimana scorsa. Bello bello. Miles bello. Lui mooooolto bello. Ed è bello anche l'attore che porterà il suo personaggio al cinema, Nick Bateman.

*occhi a cuore*


Ok, mi ricompongo e vi lascio al mio solito delirio!

L'incastro (im)perfetto di Colleen Hoover

| Leggereditore, 08/2015 | pag. 296 | € 4,99 |
Quando Tate Collins trova il pilota Miles Archer svenuto davanti alla sua porta di casa, non è decisamente amore a prima vista. Non si considerano neanche amici. Ciò che loro hanno, però, è un’innegabile reciproca attrazione. Lui non cerca l’amore e lei non ha tempo per una relazione, ma la chimica tra loro non può essere ignorata. Una volta messi in chiaro i propri desideri, i due si rendono conto di aver trovato un accordo, almeno finché Tate rispetterà due semplici regole: mai fare domande sul passato e non aspettarsi un futuro. Tate cerca di convincersi che va tutto bene, ma presto si rende conto che è più difficile di quanto pensasse. Sarà in grado di dire di no a quel sexy pilota che abita proprio accanto a lei?

Voto:
 +

Non l'avrei mai detto che sarebbe arrivato un giorno in cui avrei mandato all'aria la mia scaletta libresca per un libro della Hoover. Invece è successo. Miss Aspirapolvere ha risucchiato la concorrenza e si è piazzata in pole position. Non mi ha permesso nemmeno di aspettare la versione cartacea del suo libro, perché - pensate un po'! - me l'ha installato sul telefono senza che me ne accorgessi (regalarmi un reader, no? tirchiona!). Ovviamente queste sono sfide a cui non posso tirarmi indietro e ho iniziato immediatamente L'Incastro (im)perfetto coltivando, in un anfratto umido e tetro della mia mente malata, la remota speranza che non mi sarebbe piaciuto... così, per il semplice gusto di non dargliela vinta, visto che ultimamente sta capitando un po' troppo spesso.
Invece gente, forse è arrivato il momento di fare outing e ammettere che la Hoover mi piace. E anche molto. Se il suo ultimo romanzo, Forse un Giorno, l'avevo amato per la storia in sé, questa volta ho proprio perso la brocca per il protagonista: Miles. Ecco, se posso farti una critica Colleen coi nomi maschili non sei proprio il top, ma sai come farti perdonare. Miles Mikel Archer è l'uomo che ogni donna vorrebbe salvare. Ogni donna che abbia un'anima da crocerossina, ovvio, e la mia - uccisa dallo stereotipo dilagante, fatto di muscoli,  testosterone e aria fritta - è risorta grazie a lui.
Tate lo conosce quando si trasferisce a casa di suo fratello, sono dirimpettai e la chimica che esplode tra loro è subito palpabile. Ma è solo attrazione fisica, come spesso succede tra un uomo e una donna, e come tale va accettata. Tate non ha bisogno di una relazione, sta studiando per diventare anestesista, è concentrata sulla sua carriera e Miles sembra non cercare altro che sesso. Senza "sembra" aggiungerei, visto che glielo dice alla prima occasione e senza mezzi termini, ma a lei sta bene così. Basta seguire una semplice regola e tra loro andrà che è una meraviglia.
"Non chiedere del mio passato e non aspettarti un futuro." Miles
Adesso... voi sapete quanto io non sopporti queste storie che hanno una base solida quanto la mollica di pane e all'inizio ho tremato perché il plot mi ha quasi ricordato Sei Tu il Mio Per Sempre dal momento che lui 1) è chiuso in se stesso 2) ha un segreto inconfessabile 3) non ha altro da offrire se non il sesso 4)è figo da fare schifo e lei accetta passivamente tutto dalla A alla Z come una povera cerebrolesa. La piccolissima differenza è che Katy Evans è la regina indiscussa della superficialità, Colleen Hoover spodesta tutti dal podio in fatto di introspezione psicologica.
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15 marzo 2015

Recensione, FORSE UN GIORNO di Colleen Hoover

Voi non potete capire che schifosa domenica sia stata la mia.
Per farla breve... è crollato il mobile che teneva il frigo a incasso e ciao, per poco non divento una frittella.  È proprio vero che l'ambiente domestico è pieno di insidie e pericoli... °___°
Comunque sono sopravvissuta e prima che me ne capiti un'altra ho pensato bene di scrivere la recensione dell'ultimo libro di Colleen Hoover. È uscito in versione ebook il 19 Febbraio e il cartaceo sarà disponibile presumibilmente verso Aprile. Sapete che io e il formato elettronico non andiamo particolarmente d'accordo, ma stavolta ho voluto fare un'eccezione, e ne è valsa decisamente la pena!


Forse un Giorno di Colleen Hoover

| Leggereditore, 02/2014 | pag. 350 | €4,99 ebook - €9,99 cartaceo |

Sydney Blake, un’aspirante musicista di vent’anni, ha una vita invidiabile: frequenta il college, ha un buon lavoro, è innamorata del suo meraviglioso ragazzo Hunter e convive con la sua migliore amica Tori. Ma tutto cambia quando scopre che Hunter la tradisce con Tori. Ora Sydney deve decidere che ne sarà della sua vita.È attratta da Ridge Lawson, il suo misterioso vicino. Non può staccargli gli occhi di dosso e non può fare a meno di starsene ad ascoltarlo mentre suona la chitarra sul balcone della sua stanza. La sua musica le dà armonia e vibrazioni. E anche Ridge non può far finta di ignorare che c’è qualcosa in Sydney: a quanto pare, ha trovato la sua musa. Quando, finalmente, si incontrano, scoprono di avere bisogno l’uno dell’altra... Dall’autrice bestseller del New York Times Colleen Hoover, un’appassionata storia di amicizia, tradimento e romanticismo, sulle note di una musica che ispira una giovane donna e la aiuta a raccogliere i pezzi della propria vita.
Voto:

Mia cara Miss Aspirapolvere, io ti amo! Adesso è ufficiale! Non ritiro quello che ho detto riguardo a Tutto Ciò Che Sappiamo dell'Amore, anzi, ti perdono pure per aver scritto un romanzo così sciocco e insignificante, ma evidentemente avevi qualche asso nella manica che hai tenuto ben nascosto per poi tirarlo fuori al momento opportuno. Guarda, mi hai così stupita, prima con Le Coincidenze dell'Amore e adesso con Forse Un Giorno, che sto considerando l'idea di leggere il seguito del libro sopra citato e da me oltremodo criticato nonostante le tre stelline (sinceramente, penso di essere stata generosa, sappilo!)
Quindi non dirò più che il nostro è un rapporto di odio e amore, ormai ho seppellito l'ascia di guerra, però continuerò a chiamarti Miss Aspirapolvere, con simpatia sia chiaro, un po' in ricordo dei nostri passati dissapori, e poi perché riesci davvero a risucchiarmi tra le pagine dei tuoi libri.

Ma veniamo a questo tuo libro, Maybe Someday. Voglio fare le cose per bene, quindi prima di continuare a leggere invito i lettori di passaggio a cliccare qui sotto.


Fatto? Mi raccomando, non si bara!

Con Forse Un Giorno non mi sono innamorata dei personaggi, ma della storia in sé. Una storia di una delicatezza disarmante capace di avvolgerti come il più stretto degli abbracci. Una storia che coinvolge i cinque sensi e anche qualcuno in più. Qualcuno che non sappiamo nemmeno di avere.

Un solo appunto Colleen. Sydney piange un po' troppo. Io lo capisco che la sfiga le si è abbattuta sulla testa come una tegola, e capisco che l'ha centrata pure con lo spigolo, facendole quindi una male cane, ma un piantino in meno, no?
Cosa?
Be', sì, hai ragione... Come si fa a non piangere quando il ragazzo di cui ti sei innamorata ha occhi solo per la sua fidanzata... E come si fa a combattere contro una ragazza che è stupendamente perfetta e che lui palesemente adora... Forse io avrei pianto più di lei, hai ragione, ma non diciamolo in giro.
Su Ridge niente da dire, però scusa, come ti è venuto in mente di chiamarlo come Mr Mascellone? Evidentemente Sydney non seguiva Beautiful (e tu nemmeno) perché secondo lei un nome del genere fa tanto "musicista lunatico" e non "stilista sciupafemmine". Ma in effetti durante la lettura mai una volta ho pensato a Ron Moss. Avevo davanti questo stupendo e sarcastico ragazzo innamorato perso da ben cinque anni di Maggie e poi all'improvviso eccolo lì, con il cuore spaccato in due. Da una parte la storica fidanzata che non vorrebbe perdere per niente al mondo, dall'altra Sydney, che con naturale semplicità riesce a dare alla sua musica le parole giuste, e che con pazienza e comprensione se ne sta dall'altro lato della strada ad aspettare, senza giudicarlo, nella speranza che forse, un giorno, lui le regali un pezzetto del suo cuore.
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12 febbraio 2015

Recensione in Pillole #11

Buonasera popolo di lettori!
Devo ammettere che ultimamente la sfiga mi perseguita. Come se non fossero bastati i giorni passati senza corrente al freddo e al gelo, adesso ci si mettono anche i malware a rompermi le scatole, così ieri pomeriggio, in preda a una crisi isterica, ho formattato tutto il computer. Ero così nervosa che non ho nemmeno salvato il salvabile e *sigh* credo di aver perso qualche recensione che era bella pronta da un po' di tempo. Pazienza. La salute mentale prima di tutto.
Avevo però voglia di chiacchierare di libri, quindi approfitto di questa fantastica (?) rubrica e parto subito con due titoli letti un botto di tempo fa. Uno addirittura ad agosto 2014. Ma bando alle ciance e cominciamo!


Le Sintonie dell'Amore di Colleen Hoover

| Leggereditore, 2014 | pag. 310 | € 12,00 | Hopeless #2 |
Ci sono ricordi che è pericoloso portare alla luce, cicatrici che è doloroso riaprire: ma per Holder e Sky, due ragazzi difficili con un tragico segreto alle spalle, è fondamentale affrontare quello che è stato per poter vivere quello che sarà.
Holder vive perseguitato dal proprio passato, schiacciato dal senso di colpa per il suicidio di sua sorella Leslie. E poi c’è il ricordo di Hope e di quel maledetto giorno in cui ha lasciato che la sua vicina di casa di quando era bambino salisse su quella macchina e sparisse per sempre dalla sua vita. Il rimorso che incupisce la sua esistenza lo costringe a continuare a cercarla, fino a quando in un supermercato incontra Sky, che ha gli stessi occhi della sua amica di un tempo, e pensa di averla ritrovata.
La vicenda di Le coincidenze dell’amore raccontata dal punto di vista di lui, per rivivere una splendida storia attraverso nuove emozioni.
Voto:
No voto, no party

Sono in grande, grandissima difficoltà, nel parlarvi di questo libro, perché se da una parte mi è piaciuto per svariate ragioni, dall'altra mi ha fatto giungere a un'amara conclusione. I romanzi fotocopia con il doppio punto di vista non servono a niente.
Adesso voi mi direte che in questo caso serviva eccome, perché Le Coincidenze dell'Amore è narrato dal punto di vista di Sky e tante cose di Holder non si sapevano, ed è vero, avete perfettamente ragione, ma serviva davvero un libro intero? Non sarebbe bastato che l'autrice aggiungesse dei capitoli in cui ci mostrava i suoi pensieri, il suo dolore e il suo passato? Oppure poteva essere sufficiente una sorta di racconto in appendice, o la raccolta delle lettere di Holder indirizzate alla sorella morta che sono stupendamente strazianti. Cavolo, alla fine mi è scesa pure la lacrimuccia!
Ma il punto è un altro. In questo romanzo c'è tanto di Holder e niente di tutto il resto.
Mentre ne Le Coincidenze dell'Amore ti vivi il libro, respiri i dialoghi, sbirci con discrezione l'intimità che si crea tra i protagonisti - un'intimità fatta di silenzi, sms, corse mattutine e segreti che invece di dividerli li uniranno ancora di più - qui non succede niente di tutto questo. Ti vivi solo Holder, e per carità, è un gran bel vivere, niente da dire, ma Sky? Lei che era così stramba, simpatica, insolita e divertente adesso è un'ombra, una marionetta, una figura che recita delle battute già sentite, ma senza emozionare.
E qui scatta la fatidica domanda. Come ha fatto Holder a innamorarsi di lei? Se nel precedente romanzo era tutto credibilissimo, in questo no. Ne Le Sintonie dell'Amore c'è un protagonista maschile stramegafighissimo che sa raccontarsi in modo toccante, le sue parole sono spine, le sue lacrime sangue, ma non riesce allo stesso modo a far emergere Sky. E Sky non può essere una semplice spalla! Anche qui potreste saltare su e dirmi che è normale, perché questo libro esiste solo grazie al precedente, ma non mi sta bene. Per me è un libro tronco. Sbilanciato.
Per carità, io ho amato Holder, e lo amo ancora (donna fedele sono!), infatti il libro l'ho divorato in due sere, eppure mi ha riempito il cuore senza svuotarmi la mente. Non sono riuscita a lasciarmi andare come faccio sempre quando leggo una bella storia d'amore e non ho potuto fare a meno di razionalizzare troppe cose. Di getto avrei dato 4 stelle. Dopo mezz'ora il voto era già sceso. Adesso a distanza di mesi non saprei... vorrei solo strappare le pagine con le lettere di Holder e incollarle in appendice a Le Coincidenze dell'Amore. Nonostante tutto so che molte lettrici più brave di me riescono a separare testa e cuore e di sicuro avranno amato e ameranno alla follia Le Sintonie dell'Amore. Vi invidio.
La mia "avventura" coi romanzi dal doppio pov invece finisce qui. Holder, perdonami se puoi ;_;


Il Bastardo di James Gabriel Berman

| Dalai Editore, 1998 | pag. 195 | 
Billy Crapshoot è senza dubbio un bel ragazzo; sbarca il lunario in diverse attività ben avviate: tassista occasionale, occasionale ladro di automobili, spietato assassino, sempre occasionale, ovviamente. Ora Billy ha deciso di compiere il suo capolavoro: "Donatore di sperma. Cinquanta dollari a provetta. Facile come rubare le caramelle a un bambino", pensa. Caitlin Bourke, bionda, romantica, è una ragazza di classe. Desidera tanto un figlio che non può avere. Tanto da farsi inseminare artificialmente. Facile indovinare chi sia il donatore. E' l'inizio di un incubo per la famiglia Bourke, ma anche l'incipit di un romanzo agghiacciante che illumina spietatamente le pieghe oscure di un'ossessione.

Voto:

Una donna ossessionata dal desiderio di avere un figlio, e un uomo - il bastardo* - divertito all'idea di lasciare ai posteri una traccia di sé. E così, mentre Caitlin Bourke e suo marito seguono la complicata trafila dell'inseminazione artificiale, Billy Crapshoot* dona alla banca del seme il suo dna su cui è scritto "truffatore, ladro, assassino". E indovinate un po' in quale ventre crescerà il figlio di codesto demonio? Non riuscite proprio a immaginarlo, vero?
Ma veniamo alle cose serie. A quelle che mi hanno spinto a iniziare questo libro.
Ho trovato Il Bastardo al Libraccio alla modica cifra di 3 euro e a tentarmi (oltre il prezzo ovviamente) è stato il commento sul retro copertina del Publisher Weekly "Un libro che ricorda Rosemary's Baby, ma a cui si aggiunge un'atmosfera da Stephen King." Io non mi lascio mai infinocchiare dai classici specchietti per le allodole, a volte penso pure che questi fantomatici critici nemmeno li leggano i romanzi che recensiscono, ma citatemi King e metteteci pure Ira Levin vicino che parto per la tangente.
A Rosemary's Baby diedi cinque stelline a Il Bastardo tre. Non avrei dovuto paragonarli, ma mi è venuto spontaneo, e il romanzo di James G. Berman per quanto piacevole da leggere è cattivo in modo così lampante che toglie suspense e divertimento. Invece Ira Levin sa scivolare sotto i tappetti, tra le assi del parquet, sulle crepe dei muri...  i suoi libri sembrano illuminati dalle tenebre, quelli di Berman hanno una lampada da 200 Watt puntata addosso.

Noticina: Nella mia edizione del 1998, sul risvolto di copertina, viene detto che da Il Bastardo sarà tratto un film con Franco Nero. A qualcuno risulta?


Alla prossima!

10 febbraio 2014

Recensione, LE COINCIDENZE DELL'AMORE di Colleen Hoover

Fino a San Valentino non vi libererete di me. Di me e di tutte le mie letture romantiche, ormai respiro cuori ovunque, li sento fluttuare nell'atmosfera, quindi mi vivo il momento e mi faccio coccolare da queste storie che anche se a volte (ok, spesso xD) mi deludono, altre volte mi stravolgono le giornate.
Oggi si parla di nuovo della Hoover. Sì proprio lei, la cara Miss Aspirapolvere che in Tutto Ciò Che Sappiamo dell'Amore mi aveva più che altro infastidita... ma questa volta mi ha conquistata!

Le Coincidenze dell'Amore di Colleen Hoover

| Leggereditore, 2013 | pag. 378 | € 12,00 | hopeless #1 |
- goodreads - anobii -
Meglio una verità che lascia senza speranza o continuare a credere nelle bugie? Sky non ha mai provato il vero amore: ogni volta che ha baciato qualcuno, ha solo sentito il desiderio di annullarsi, nessuna emozione, nessuna dolcezza. Ma quando Sky incontra Holder, ne è subito affascinata e spaventata insieme. C'è qualcosa in lui che fa riemergere quello che lei aveva spinto nel profondo della sua anima, il ricordo di un passato doloroso che torna a turbarla. Sebbene sia determinata a starne lontano, il modo in cui Holder riesce a toccare corde del suo cuore, corde che nessuno riesce neppure a sfiorare, fa crollare le difese di Sky. Il loro legame diventa sempre più intenso, ma anche Holder nasconde un segreto, che una volta rivelato cambierà la vita di Sky per sempre. Soltanto affrontando coraggiosamente la verità, senza rinunciare all'amore e alla fiducia che provano l'uno per l'altra, Holder e Sky possono sperare di curare le loro ferite emotive e vivere fino in fondo il loro rapporto. 
Voto:

Se con Tutto Ciò Che Sappiamo dell'Amore la Hoover mi aveva profondamente delusa, con le Coincidenze dell'Amore mi ha sfondato il cuore.
Il suo stile quasi impersonale si è riempito di sfumature, e quella delicatezza che tanto avevo odiato perché troppo simile alla superficialità è diventata il punto forte di una storia prima solare e divertente, successivamente struggente e dolorosa.
Ma non voglio perdermi in continui e ormai inutili paragoni, perché quello che conta davvero è l'aver letto un romanzo che si è amalgamato perfettamente alla mia anima di lettrice. Quell'anima che ha anche bisogno di amore, passione, sofferenza e lacrime.

Le Coincidenze dell'Amore è raccontato dal punto di vista di Sky, una diciassettenne con una bella vita: ha una madre adottiva che l'adora ma che non sopporta la tecnologia, una migliore amica decisamente pazza che le alimenta costantemente l'ego adulandola di continuo, e una finestra sempre aperta da cui il ragazzo di turno può entrare per intrufolarsi nella sua camera da letto e riempirla di baci. Peccato che Sky davanti a queste effusioni non senta nulla e provi solo un totale senso di annientamento. Non sa il motivo, ma è sempre stato così e probabilmente morirà senza scoprire i brividi dell'amore. Poi incontra Holder, un ragazzo strano, lunatico, dalle personalità multiple, capace di farle battere più forte il cuore per l'emozione, la rabbia e la frustrazione. Razionalmente sarebbe il ragazzo giusto da non frequentare, ma come ignorare tutte le capriole che fa il suo stomaco ogni volta che lo incontra?

"ti vivo Sky, non sai quanto..."


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22 luglio 2013

Recensione, TUTTO CIO' CHE SAPPIAMO DELL'AMORE di Colleen Hoover

Seconda recensione del giorno! Ma quanto sono brava?
Lo ammetto, avrei voluto parlare di Tutto Ciò Che Sappiamo dell'Amore in altri termini, ma io e la Hoover non abbiamo legato evidentemente (ma ci si può fidare di un'autrice che si chiama come un'aspirapolvere?). Ho trovato la storia in sè davvero carina e toccante, ma non mi sono ritrovata con il modo in cui l'autrice l'ha trattata.
Ovviamente quello qui sotto è il mio pensiero (e più sotto ci sono degli spoiler in cui mi spiego meglio), lo so che è una voce fuori dal coro, quindi dite pure la vostra... de gustibus non disputandum es, no?

S l a m m e d

 | Rizzoli 2013 | pag. 337 | € 16,00 |
Lake arriva in Michigan dopo la morte del padre, rassegnata ad affrontare un nuovo, faticoso inizio. La risalita appare all'improvviso dolce grazie a Will, il vicino di casa, a sua volta costretto dalla vita a crescere in fretta. L'intesa è immediata, ma il primo giorno nella nuova scuola Lake scopre che il loro è un amore impossibile: Will è uno dei suoi professori - giovanissimo, ma dall'altra parte della barricata. Altrettanto impossibile allontanarsi, dimenticarsi, rinunciare: e così Lake e Will si parlano attraverso la poesia, anzi, le poesie, in pubblico ma in segreto, servendosi di uno slam - una gara di versi - per dirsi tutto ciò che devono e vogliono dirsi. Alla fine è qualcosa di molto semplice, di essenziale: tutto ciò che sappiamo dell'amore è che l'amore è tutto, come ha scritto Emily Dickinson a nome di tutti noi.
Voto:

(appena sufficiente)

R e c e n s i o n e


Odio scrivere le recensioni dei libri a tre stelle. Lo odio perchè alla fine mi ritrovo a snocciolare una serie di difetti e a dimenticare che questi libri hanno anche dei pregi, e soprattutto odio farlo quando si tratta di un libro che in linea di massima è piaciuto a tutti.
Si vede che sto diventando vecchia e insensibile, che vi devo dire.
Fatto sta che Tutto Ciò Che Sappiamo dell'Amore non ha rappresentavo niente di nuovo nel panorama dei romanzi new adult & C. e purtroppo è partito anche con il piede sbagliato: il colpo di fulmine! Non che sia contraria all'amore a prima vista ci mancherebbe, ma un minimo di realismo lo pretendo sempre, quindi faccio un passo indietro e mi spiego.
Lake si è appena trasferita con la madre e il fratellino Kel in Michigan e non fa in tempo a mettere piede dentro casa che conosce Will, il ragazzo della porta accanto, simpatico, solare, gentile e tutte queste belle cose insomma... Si piacciono immediatamente e dopo tre giorni escono insieme. Lui la porta in un locale dove si fa slam, ovvero poesia amatoriale: si sale sul palco, si recitano i propri versi e una giuria improvvisata dà un punteggio finchè non viene decretato il vincitore. Lake è estasiata e io -  che sto diventando vecchia e insensibile ricordiamocelo - ho pensato che se avessero portato me a un primo appuntamento del genere... be' non ci sarebbe stato un secondo. Ma il mondo è bello perchè vario e Lake e Will non sognano solo un prossimo appuntamento, ma ne desiderano una serie infinita a quanto pare. Sono già una coppia prima di esserlo. Si baciano e il loro amore è già sugellato a vita.
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 S p o i l e r

Qui sotto alcuni SPOILER in cui spiego quali comportamenti di Lake proprio non mi sono andati giù. Evidenziate con il mouse e saprete!
- Sua madre le dice che ha il cancro e Lake corre da Will. Ma non corre da Will dopo aver parlato con la madre, praticamente scappa, lasciando questa povera donna da sola con il suo dolore e la sua malattia. Premetto che forse io sono molto (troppo) sensibile all'argomento per motivi miei, ma mai avrei mollato mia madre, poteva venire l'Apocalisse e io sarei rimasta con lei. Fanculo tutto il resto. Fanculo Will.
- Alla fine la madre le dice che quando l'ha vista correre da Will e lui le ha detto «Lasciala qui, Julia. In questo momento ha bisogno di me.» lei ha capito che era diventata una donna. O_o ah sì? A me era sembrata terribilmente infantile invece (oltre che stronza ed egoista), ma va be', contenta lei...
- A un certo punto Eddie arriva a casa di Lake, lei è da Will e le fa segno dalla finestra per farsi notare (ma che intelligentona). Ovviamente l'amica che non è scema fa 1+1. Quando Will lo scopre e le convoca a scuola per parlare, loro due si comportano nel modo più assurdo e infantile possibile. Lake lo sa quanto quel lavoro sia importante per Will e fa la cretina con Eddie... perchè?!
- Kel non mi ha fatto ridere, non sempre almeno. Il fratellino di Lake dovrebbe rappresentare una ventata d'aria fresca, la voce dell'innocenza, ma ha comunque nove anni, non tre, e quando sa della malattia della madre e poco dopo le chiede di vestirsi da polmone malato di cancro per Halloween... mi sono cadute le braccia! Ma che cosa macabraaaaaa... (E se a morire fosse stato un genitore per un tumore ai genitali da cosa si travestiva il figlioletto?) Nove anni. Non tre. Se non avessi letto la sua età avrei pensato a Kel come a un bambino dell'asilo, non certo delle elementari 
Dev'essere però un problema di famiglia, perchè Lake a volte sembra un pelo ritardata. Quando la madre dà la "lieta" novella il fratellino dice "posso prendermi la tua camera mamma?" e Lake serissima "No, ha il bagno la prendo io" Ma cavolo, complimenti per il tatto...
Lo so che tante scelte fatte dall'autrice miravano a stemperare argomenti seri e la tensione che inevitabilmente si crea in certe situazioni, ma secondo me ha sbagliato i modi. O forse ognuno ha una propria sensibilità e assimila le cose in modo diverso, in ogni caso io e il new adult ci prendiamo ufficialmente una pausa.


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