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13 aprile 2015

Recensione, CHAMPION di Marie Lu

Miei cari lettori, sono state due settimane un po' incasinate °_°
Premetto che sento tantissimo la primavera, i pollini mi mettono proprio k.o. e poi sono stata presissima dal compleanno del mio Pargolo che ora è ufficialmente perseguibile dalla legge maggiorenne.
Avrei tante cose di cui parlarvi, ho visto diversi film, è ripreso Outlander (Jamieeeeamoremiooooomi seimancatooo!!!), ma procediamo con ordine e parliamo dei libri che ho letto. Anzi, di uno in particolare oggi :)

Champion di Marie Lu

| Piemme, 03/2015 | pag. 336 | € 16,50 |
Spoiler sui volumi precedenti.
Per il bene della Repubblica, June e Day hanno rinunciato all’amore che provano. In cambio, June è tornata nelle grazie dell’élite, mentre Day ha raggiunto i vertici della gerarchia militare. Purtroppo è esattamente per il bene della Repubblica che sono chiamati di nuovo a lavorare fianco a fianco. Ma le richieste del nuovo governo non si limitano a questo. June dovrà convincere l’unica persona che ama a sacrificare tutto quello a cui tiene per salvare migliaia di vite sconosciute. Il che significa usare il proprio fascino, non dire tutto, fingere una convinzione che non ha e, quel che è peggio, sapere che Day non saprà rinunciare a fare la cosa giusta, costi quel che costi. Fra colpi di scena e suspense, la trilogia distopica ambientata in un’America divisa fra Colonie e Repubblica arriva al suo gran finale.
Voto:


"Ogni nuovo giorno, ogni cosa è di nuovo possibile. Giusto?"

Marie Lu, Marie Lu... lo sapevo io che questa autrice non ci avrebbe riservato la solita storia distopica condita da una buona dose di sentimenti, e sapete perché? Perché la cara Xiwei (così è all'anagrafe) ha origini cinesi e chi si porta l'oriente nel dna non voglio dire che abbia una marcia in più, ma ne ha una diversa. E questa trilogia ne è la dimostrazione. Legend, Prodigy e Champion sono tante cose. Cose dure, letali, spietate, ingiuste. Cose che fanno male. Cose sbagliate. Cose spesso indefinibili.
Se lo stile dell'autrice fosse stato un po' più emozionale avrei dato quattro stelle senza riserve, ma considerando tutta la serie di disgrazie che gravano su June e Day e il fatto che non mi sia commossa più di tanto, sento di non potermi sbilanciare oltre. Sapete che cerco sempre di trovare un compromesso tra la mia parte emozionale e quella più razionale, almeno finché la situazione non mi sfugge di mano. E con la Lu c'è il rischio che capiti. Mi ha fregato con Legend, ci sono cascata con Prodigy e il finale di Champion ha chiuso quel cerchio in cui per poco non ho perso il senso dell'orientamento.

In questo episodio è il caos più totale. In questo episodio è il caos più totale. Se alla fine di Prodigy la Repubblica sembrava aver ritrovato la fiducia e il sostegno del popolo, adesso le Colonie la accusano di aver diffuso un virus letale lungo il loro fronte e se non forniranno un antidoto in tempi brevi scoppierà una guerra senza pari. L'unico a essere sopravvissuto al battere è Eden, ma Day non ha nessuna intenzione di trasformare suo fratello in una cavia da laboratorio al servizio del Paese, anche se è per un bene comune.
June invece, che è un soldato fino al midollo, cerca di convincerlo del contrario, ma questo ragazzo che è stato in grado di muovere un'intera nazione e che ha passato tutta la vita nel vano tentativo di salvare la sua famiglia, adesso non può rischiare di perdere l'ultimo legame che gli è rimasto sulla Terra. Deve proteggere Eden, almeno finché gli è possibile...
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la trilogia cartacea

la trilogia in ebook

Il 21 Aprile 2015 uscirà in America
la graphic novel di Legend

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18 marzo 2014

Recensione, PRODIGY di Marie Lu

Marie Lu mi manda in crisi, i suoi libri sono un concentrato di cose che mi lasciano indifferente e altre che mi fanno impazzire e... e niente, vi lascio alla recensione che è meglio, sento che potrei parla a vanvera e non è il caso!
Ah, non so se lo sapete già, ma il film di Legend è in pre-produzione e la regia è stata affidata a Jonathan Levin già dietro la macchina da presa con Warm Bodies. *me curiosa*

Prodigy di Marie Lu

| Piemme Freeway, 03/2013 | pag. 300 ca | € 16,50 | legend #2 |
Los Angeles, Stati Uniti. Il Nord America è spaccato in due parti, la Repubblica e le Colonie, e la guerra sembra destinata a non finire mai. June e Day arrivano a Vegas dopo essere miracolosamente sfuggiti all'ingiustizia della Repubblica quando l'inconcepibile accade: l'Elector Primo muore e il figlio Anden prende il suo posto. Mentre la Repubblica sprofonda nel caos, i due ribelli innamorati si uniscono ai Patrioti nel disperato tentativo di salvare il fratello di Day, Eden. E i Patrioti accettano, ma a una condizione: June e Day dovranno prima uccidere il nuovo Elector. È l'occasione per cambiare il mondo, per dare un senso alla morte di tante persone amate e di tanti innocenti... peccato che il nuovo Elector, l'affascinante e sensibile Anden, sembri completamente diverso dal suo crudele genitore. E se i Patrioti si stessero sbagliando?

Voto:
  

Marie Lu è una di quelle autrici capace di fregarmi. Ho letto Legend con un certo distacco e poi mi sono ritrovata a divorare le ultime cento pagine come se da quelle dipendesse la mia vita e lo stesso è successo con Prodigy. Non nego di averlo iniziato con grande piacere, soprattutto perché la Piemme ci ha fatto il "regalo" di pubblicarlo a pochi mesi di distanza dal precedente, ma il mio approccio è stato del tutto normale, nessuna crisi da fangirl in visibilio, non mi sono strappata le vesti e non mi sono scompigliata i capelli... una lettura piacevole, con dei pregi, ma anche con dei difetti, e poi all'improvviso ci sono ricascata di nuovo, perché appena ho sfogliato l'ultima pagina avrei solo voluto avere Champion tra le mani! Com'è sto fatto??? Mica la Lu intinge il pennino in una miscela di inchiostro e sostanze stupefacenti???

Va be', delirio a parte, non voglio fare spoiler di nessun tipo quindi andrò ad evidenziare i punti forti e deboli del romanzo.

Allora... mi è piaciuto che i due protagonisti, June e Day, fossero così agli antipodi, perché anche se in questo libro sposeranno la medesima causa il carico di perdite che si portano addosso è tale da non riuscire a guardare avanti senza pensare a cosa si stanno lasciando indietro. E prima June aveva tutto. Era uno dei soldati più promettenti della Repubblica, aveva solide e inconfutabili certezze riguardanti il suo Paese, viveva in un comodo appartamento, aveva un fratello che l'amava sopra ogni cosa e un cane che scodinzolava al suo ritorno a casa. Al contrario Day non aveva niente di materiale, e per il bene della sua famiglia, stremata e ridotta alla fame, si era trasformato nel ladro più ricercato della Repubblica. Scaltro, veloce, agile, intelligente... insomma una vera leggenda. Ma adesso le carte si sono ribaltate per entrambi, adesso è il momento di portare alla luce le falle del sistema e di soverchiarlo nel nome di un futuro giusto e carico di aspettative per tutti, ma ovviamente capire da che parte siano il bene e il male non sarà sempre facile...
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4 novembre 2013

Recensione, LEGEND di Marie Lu

Se avessi dovuto dare un voto alle prime 100 pagine avrei dato tre stelline scarse, se avessi dovuto giudicare le ultime 200 mi sarei sbilanciata verso le quattro stelle piene. È raro che un libro mi tenga sveglia la notte, ma Legend coi suoi difetti ce l'ha fatta.

L E G E N D

| Piemme, 22/10/2013 | pag. 262 | € 16,50 |
Los Angeles, Stati Uniti. Il Nord America è spaccato in due parti, la Repubblica e le Colonie, e la guerra sembra destinata a non finire mai. A quindici anni, June è già una promessa della Repubblica. Nata in una famiglia ricca e prestigiosa, oltre a una bella casa, un mucchio di soldi e la possibilità di frequentare le scuole migliori, possiede anche un vero talento nel cacciarsi nei guai e senza l'intervento di Metias, il fratello maggiore, probabilmente qualcuna delle sue bravate all'accademia militare sarebbe già finita male. Dalla morte dei genitori, Metias è l'unico su cui può contare, almeno fino al giorno in cui viene ucciso in circostanze misteriose. Il primo sospettato è Day, un ragazzo della stessa età di June, ma nato e cresciuto nei bassifondi della Repubblica. Ed è anche il criminale più ricercato del paese. Da quel giorno, June ha un unico desiderio: vendicare Metias. Ma per lei e Day il destino ha altri piani.
Voto:
 

Questo libro è un diesel. Parte piano, molto piano, aprendo uno squilibrio esagerato tra quello che succede e le emozioni che non si provano, per poi riunire poco alla volta queste divergenze e coinvolgere quel tanto che basta per fare le ore piccole e terminare il romanzo. Considerate però che io sono patologica: datemi un protagonista, torturatelo, picchiatelo, sbattetelo in prigione, condannatelo pure a morte... e mi fate la lettrice più felice della terra
Ma procediamo con ordine.
Mondo distopico, siamo circa cento anni nel futuro e June oltre ad aver perso i genitori si ritrova a dover affrontare la morte del fratello maggiore, ucciso durante uno scontro da Day, il fuorilegge più ricercato di tutta Los Angeles. June, cresciuta in un ambiente prettamente militare, abituata a seguire le regole della Repubblica e a fidarsi del sistema, desidera solo una cosa: vendetta. Ha solo quindici anni, ma è la ragazza prodigio della città, l'unica ad aver superato la prova con un punteggio pieno ("prova" attua a incanalare il futuro di ogni abitante), l'unica ad essere all'ultimo anno di Università nonostante l'età e ad essere impiegata come agente del governo. La sua prima missione? Trovare e uccidere Day.
Nonostante l'inizio del romanzo possa sembrare forte e d'impatto per me si è rivelato tutto abbastanza noioso, utile solo per conoscere June e Day che comunque non hanno quel magnetismo capace di bucare le pagine. Lei, fredda, razionale, calcolatrice, il suo dolore è troppo soffocato per commuovere, il suo odio troppo scontato per provare empatia. Lui, in perenne stato d'allerta, in costante stato di fuga, vive da solo, vive per strada, sorvegliando con occhio vigile la madre e i due fratelli. Sono diversi eppure simili, la vita non li ha sconfitti solo resi più forti e combattivi corazzandoli con ogni sorta di armatura.
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