11 febbraio 2019

Recensione, NON È TE CHE ASPETTAVO di Fabien Toulmé

Lettori buongiornissimo e buon lunedì, anche se questa cosa non credo sia possibile. Può mai essere "buono" un lunedì? Bah. E può un consiglio libroso renderlo meno amaro di quanto già non sia? Proviamo :)
Oggi infatti vi porto la recensione di un fumetto davvero bello che non potete assolutamente non leggere. È un libro che fa bene... ma anche un po' male... ed è un libro che tra le lacrime vi  strapperà anche un sorriso.

Non È Te Che Aspettavo di Fabien Toulmé

| Bao Publishing, 2018 | € 20,00 | pag. 211 |

Fabien Toulmé è diventato fumettista per raccontare questa storia. La storia di come ha temuto, saputo e poi accettato che la sua seconda figlia avesse la sindrome di Down. Non è te che aspettavo è un libro vero, dolce, che insegna a piegare ordinatamente la paura e a farne un bagaglio che possiamo portare con noi senza mancare mai dello spazio che ci servirà per la gioia che ancora dobbiamo provare, per l'amore che ci sorprenderà lungo la strada. Non è te che aspettavo è un racconto, una testimonianza, una prova tangibile della capacità umana di vedere il meglio nelle persone.
Voto:

Ma che bel fumetto. Semplice, pulito, onesto, spesso ironico, di sicuro tanto, tanto umano.
Tra queste pagine l'autore si mette totalmente a nudo e racconta cosa significa essere genitore di una bambina affetta da trisomia 21.
Le probabilità di partorire un figlio con la sindrome di Down sono pari a quelle di vincere alla lotteria, questo viene detto a Fabien e a Patricia che, contro ogni previsione, avranno Julia, una bambina con il cromosoma 21 in soprannumero.
Per Fabien è il concretizzarsi di tutte le sue paure. Lui non la voleva una bambina così. Pensa alla vita che li attenderà, ai pietosi sguardi della gente, ai viaggi che non potranno fare, alla vecchiaia che non si godranno e odia tutto e tutti per quel fardello inaspettato e indesiderato. Proprio a loro doveva capitare? È così grande il dolore che ha addirittura paura di non riuscire ad amare sua figlia, e dire che con Louise, la primogenita, avrebbero potuto dargli l'oscar come papà dell'anno... invece Julia non riesce nemmeno a prenderla in braccio.


Essendo una storia sull'accettazione il punto di partenza e quello di arrivo sono ovvi, ma l'autore è veramente bravo nel rendere tutto terribilmente vivo e vero. Non c'è alcuna ipocrisia tra queste pagine, solo una dura verità che ti viene sbattuta in faccia senza esclusione di colpi. Ed è qui l'indiscussa forza di Non È  Te Che AspettavoFabien Toulmé non fa il buonista,  ma dimostra un grande coraggio nel mettere nero su bianco quei pensieri che molti non confesserebbero mai per vergogna. Per questo mi sono commossa. Per la grande umanità che sprigionano queste pagine. Perché è giusto sapere che le paure non ci rendono persone peggiori, ed è nell'affrontarle che diventiamo migliori.
Nonostante dica sempre che i fumetti mi emozionino a fatica in quanto finiscono troppo in fretta, questa volta le cose sono andate diversamente, questa volta la lacrima mi è addirittura scesa e la storia di Julia, che si è fatta voler bene nonostante gli occhi a mandorla, e il collo un po' più grosso del normale, me la sono portata dentro per giorni.


A contrastare questo turbinio di emozioni c'è il tratto grafico semplice ma efficace di Toulmé che ha scelto di arrivare al lettore attraverso una doppia bicromia che alterna i toni caldi del giallo e del rosso a quelli freddi del verde e dell'azzurro comunicando così uno stato d'animo ben preciso senza risultare però invadente.
Insomma, che altro dire? Non È  Te Che Aspettavo sfiora la perfezione. Infatti avendolo letto in digitale bramo l'edizione cartacea, perché l'opera di Toulmé si merita assolutamente un posticino d'onore nella mia libreria. 


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3 commenti:

Alisya ha detto...

Ciao, mi è piaciuta molto la tua recensione. Il fumetto di cui parli è molto interessante che tratta un tema delicato e attualissimo, lo aggiungo subito in WL.

Silvia Collotta ha detto...

Piaciuto moltissimo anche a me, sopratutto perché realistico, non retorico e divertente nonostante l'argomento difficile. :)

Silvia Leggiamo ha detto...

@Alisya
Ti piacerà!

@Silvia
Infatti ero un po' scettica, temevo la solita retorica che mi fa venire l'orticaria, invece bellissimo e molto umano. Da avere.

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