6 marzo 2016

L'Importanza di una copertina...

Che un libro non si dovrebbe mai giudicare dalla copertina è cosa nota, è un po' come dire "l'abito non fa il monaco", ma la triste realtà - ahimè - è un'altra. Non sempre un romanzo ha la copertina che si merita e l'esperienza ci ha insegnato che titoli meravigliosi con una grafica da capogiro possono rivelarsi delle colossali delusioni, mentre delle copertine scialbe e insignificanti rischiano di nascondere dei piccoli tesori letterali.
Il problema è uno solo. Riconoscere un buon libro dalla copertina è assolutamente impossibile, ma se un autore non si chiama Stephen King (lui può anche usare la carta straccia come cover) l'impatto visivo è fondamentale.
La copertina di un libro deve fungere da calamita e con pochi elementi deve trasmettere un messaggio.
Certi tipi di cover possono permettersele solo grandi case editrici che fatturano un miliardo di euro all'anno (vedi Mondadori), mentre quelle più di nicchia devono sapere farsi notare.
Dove? Nelle librerie ovviamente, ma anche negli store online, in cui le cover sono delle Thumbnail (miniature) e dovrebbero rispondere a due requisiti 1) uscire dall'anonimato spiccando nella massa 2) mantenere il messaggio della copertina che non deve perdere troppo in definizione.
Come? Ecco, qui viene il bello e la parola chiave è una sola: semplicità.
Direi di fare degli esempi così sarà tutto più chiaro.

La Marcos y Marcos ha subito centrato il bersaglio. Sfondi in tinta unita, un elemento in primo piano e il titolo stampato con un carattere tipografico con grazie.
Tralasciando che ormai è una delle mie case editrici preferite, perché hanno dimostrato di sapere cosa sia la qualità, posso dire senza vergogna di essere stata attratta, in un primo momento, proprio dal lato estetico. 

  

La neonata Casa Sirio ha ripreso il medesimo concetto personalizzandolo. Gli elementi grafici sono stilizzati e il titolo è sempre posto all'interno di un cerchio. Ricordate: la ripetitività di un elemento è fondamentale per essere identificati a colpo d'occhio.

  

Guardate le copertine della Elliot. Credo che ormai tutti riconoscano il loro meraviglioso banner arzigogolato che racchiude titolo e autore; che in copertina ci sia una foto o un disegno non importa, è il loro frame il vero protagonista.

  

La Minimun Fax è un'altra casa editrice che ha sempre puntato sulla chiarezza: contorni ben definiti, colori compatti, autori ben in evidenza (spesso più dei titoli).

   

Gli esempi che potrei fare sono davvero innumerevoli, ma alla fine riporterebbero tutti alla medesima conclusione: una cover non può raccontare l'intera trama del romanzo, ma dovrebbe quanto meno coglierne l'essenza nel modo più semplice e veloce possibile.

Un copertinista americano, George Foster, spiega che non sempre l'immagine giusta è sufficiente per trasmettere un messaggio, ma anche il colore non va sottovalutato. Non è difficile capire come; il giallo esprime gioia, allegria; il grigio chiaro trasmette tranquillità, equilibrio; il nero mistero; il rosso rischio, coraggio, e via dicendo...
Sembra tutto molto facile e immediato, no? Poche regole e gioco è fatto, eppure non è così.
E' brutto da dire, ma Piemme, Mondadori, Corbaccio, eccetera... possono anche permettersi qualche scivolone, tanto a sostenerle c'è spesso un'operazione di marketing pubblicitario, autori che sono una garanzia e prezzi competitivi, ma le altre case editrici se non vogliono finire nell'ombra devono stare attente a ogni minimo dettaglio.
Vediamo dove sbagliano...

  

Non ho letto i libri, quindi il mio è un giudizio puramente estetico, ma ...che quanto piace al mondo è breve sogno di Francesca Santucci è una macchia scura che rimpicciolita diventa quasi indefinibile. Sempre George Foster suggerisce di convertire la cover in bianco e nero e verificare se si mantiene un buon contrasto... ecco, dubito sia questo il caso.

La Albatros ha scelto per La Forza e il Coraggio di Vivere di Liliana Speziale (o è stata l'autrice stessa, non lo so) un disegno fatto a mano, cosa che personalmente eviterei a priori. Stiamo pubblicando un romanzo, non un fumetto.

In Corpi di Confine di Ezio Gavazzeni la WLM Edizioni attraverso la cover ci trasmette sicuramente inquietudine e orrore, ma si poteva fare di più, se non per l'immagine, almeno per il font del carattere.

Per par condicio ecco delle cover - a mio gusto orrende - di libri più o meno noti ma pubblicati con grandi case editrici

  

Seriamente. Se un Pinco Pallino qualsiasi avesse pubblicato un libro con in copertina una bambolina macrocefala chi se lo sarebbe fumato? Ma è John Green ed è uscito con la Rizzoli Editori, quindi? Quindi 1 + 1 fa sempre 2.
Anche Revival di Stephen King è stato un pugno nello stomaco per i fan, ma secondo voi non l'hanno comprato lo stesso?
Non parliamo poi dei due modelli moooolto espressivi scelti per la saga fantascientifica della Revis. No, no e ancora no. Brilleremo tra un milione di soli sembra un libro sul trapasso: lui e lei in punto di morte troveranno la pace solo nell'aldilà. Amen.

Ma se le grandi case editrici possono concedersi lavori di dubbia qualità, lo stesso discorso non vale nel mondo della piccola editoria che non può assolutamente permettersi di sottovalutare l'importanza di una buona copertina, sarebbe come darsi la zappa sui piedi, ma in tanti lo fanno. Probabilmente credono di risparmiare, senza rendersi conto che la sola parte grafica può incidere di una buona percentuale sulle vendite... Un libro, finché non l'abbiamo letto, è un semplice oggetto, e come tale deve piacere. Deve appagare la vista. Deve chiamarci quando lo scegliamo tra centinaia di titoli.
Ma facciamo un gioco. Ditemi quei romanzi (possibilmente non di famosi gruppi editoriali) che non vi piacevano esteticamente, ma che una volta letti vi hanno conquistato.

Io dico la mia: Aristotele e Dante Scoprono i Segreti dell'Universo. Devo ammettere che dopo aver letto il libro e averlo amato sono anche entrata in sintonia con la copertina, ma se non avessi conosciuto l'autore e la storia davanti a un cover del genere non mi sarei mai soffermata. Anzi, forse sarei scappata. A colpo d'occhio mi ricorda un vecchio testo di scienze che usavo alle elementari... e ho detto tutto ;)

 
cover: 4 - libro: 8

Adesso tocca voi!
"brutta cover, ma bel libro..."

16 commenti:

Sophie ha detto...

Tutti i romanzi di Shirley Jackson hanno copertine orrende (visto che pubblica la Adelphi, credo), ma sono meravigliose! *____*
Ma sai che, a me, quella copertina particolare di "Cercando Alaska" piace da matti?! XD

Mr Ink ha detto...

Tra le copertine con personalità, avrei inserito quelle, sempre riconoscibili e fumettose, della Sonzogno. ;)

Silvia Leggiamo ha detto...

@Sophie daaaai??? Ti piace la copertina di Cercando Alaska? Ok, i gusti non si discutono, io non la posso vedere *si copre gli occhi*
Al contrario non mi dispiacciono le cover della Adelphi che sono molto anonime è vero, ma almeno non sono sfacciate o fuori luogo. :P

@Mr Ink
Ho volutamente evitato le copertine delle case editrici più note perché per loro è più facile fare un buon lavoro di grafica, mentre ho voluto sottolineare la bravura di alcuni editori più di nicchia. In realtà avrei voluto anche sottolineare la totale incapacità di molte piccole case editrici indipendenti che non danno ci certo giustizia ai loro autori, ma mi sembrava di sparare sulla croce rossa.
Certo è che con poco si può ottenere molto.

Mr Ink ha detto...

Ah, pardon: l'hai pure scritto, ma mi sono concentrato sulle immagini.
Sono come i bambini, oh! ;)

Silvia Leggiamo ha detto...

x°°°°D ma non sei l'unico!

Alice ha detto...

Sante parole... Vogliamo poi parlare delle cover terrificanti che, per anni e anni, hanno appioppato ai romance? Delle cose che c'era da vergognarsi a portarle in giro e sia lodato il reader!
Ma a parte il pessimo gusto, sembra che alcuni grafici ignorino le regole fondamentali che hai sottolineato tu. Se lo fanno per mestiere dovrebbero avere almeno le nozioni di base...
Sto pensando a una cover orribile ma me ne vengono in mente troppe! XD

Silvia Leggiamo ha detto...

@Alice
Ah, non me ne parlare, io ai romance che ho conservato ho fatto una nuova sovracopertina, giusto così... per tutelare i miei bulbi oculari!
Il bello è che le case editrici hanno sempre detto che vendevano di più le cover tutto sesso e rock en roll, rispetto a quelle sobrie ed eleganti. Ci crediamo?

>> Sto pensando a una cover orribile ma me ne vengono in mente troppe! XD
Puoi elencarne quante ne vuoi!

Viola ha detto...

Le copertine contano, eccome! Io adoro quelle di Marcos y Marcos e della Minimum Fax :)

Marta ha detto...

Ciao! Anch'io, come te, sono stata attratta innanzitutto dalle copertine Marcos y Marcos per poi scoprire che il contenuto è sempre stato (nel mio caso) all'altezza :)
Un libro invece di cui non avrei immaginato di innamorarmi perdutamente e che per di più in copertina aveva un mega faccione di coniglio su sfondo nero è stato La Collina dei Conigli di Richard Adams.. Se non l'hai ancora letto, ti consiglio vivamente di farlo, è davvero splendido!

Silvia Leggiamo ha detto...

@Marta, ci credi che il film de La Collina dei Conigli è il mio trauma infantile? Ho pianto per giorni dopo averlo visto...

Anonimo ha detto...

come sempe i tuoi post non deludono mai, sono d'accordo su tutto. Per esempio vogliamo parlare delle cover della Newton Compton?? Orribili dalla prima all'ultima, tute sullo stesso stile e che non hanno niente a che vedere con il romanzo... ragazze col cappellino, sdraiate su prati o in piedi, frutta o fiori alquanto discutibili. Se fosse per le cover non acquisterei mai un loro romanzo

Silvia Leggiamo ha detto...

La Newton Compton non è male nelle cover dei thriller, ma quelle dei romance sono terribili nove volte su dieci! Da una delle case editrici indipendenti più di spicco è giusto pretendere di più!

Anonimo ha detto...

sono d'accordo, proprio qualche giorno fa mi è arrivato un thriller della Newton grazie all'iniziativa Il Club dei lettori, e devo dire che la cover è molto carina e rende l'idea del romanzo... ma per i romance no comment, giusto oggi leggevo su facebook che sta per uscire un romance che ha la stessa identica cover di un self uscito un anno fa, come minimo una casa editrice dovrebbe investire più risorse e attenzione sulla cover rispetto ad un'autrice self.
Valentina

Marta ha detto...

@Silvia, e non hai mai letto il libro?? Non sai cosa ti sei persa finora! Se ti capitasse l'occasione leggilo e vedrai che ti piacerà ancora più del film (almeno credo :D). Buona serata!

Anonimo ha detto...

Parole sante, poi per forza compriamo tutti i libri delle case editrici più note, alcune piccole realtà non curano per nulla l'aspetto grafico e non ne capisco il motivo. Se non conosci un autore su cosa di basi? Sulla copertina, su una fascetta accattivante, sulla quarta in cui puoi inserire qualche stralcio di recensione... no?
Romina

Silvia Leggiamo ha detto...

@Marta, prendo nota, grazie della dritta!

@Romina sì, adesso non dico che se le piccole case editrici iniziano a sfornare cover bellissime tutti ci si fionderanno sopra, però significherebbe un maggior impegno per dare visibilità ai loro autori. In fondo dovrebbero essere i primi a credere in quello che stampano, no?

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