9 maggio 2017

Recensione, IN VIAGGIO NEL TEMPO CON IL CRICETO di Ross Welford

Buongiorno lettori, oggi finalmente vi parlo del libro del mio cuor, spero solo che la Rizzoli traduca anche What not to do if you turn invisible, perché lo amo già, e senza averlo letto!

In Viaggio Nel Tempo Con il Criceto di Ross Welford

| Rizzoli, 23/02/2017 | pag. 443 | € 16,50 |

Il giorno del suo dodicesimo compleanno, Al riceve dalla mamma una lettera che suo padre Pi, morto quattro anni prima, ha lasciato per lui. Nella lettera, il papà gli chiede di fare una cosa molto coraggiosa, e soprattutto di nascosto da tutti: recuperare la macchina del tempo da lui progettata e con quella tornare nel 1984, quando Pi aveva dodici anni, e quando accadde qualcosa che segnò la sua vita per sempre. Cambiando la storia, Al potrà forse salvare il suo papà. Ma a quale prezzo?





Voto:

Perché il web non è pieno zeppo di recensioni di questo libro? Eh? Perché? Perché si parla tanto di romanzi new adult e così poco dei classici libri per bambini e ragazzi? In questo periodo vedo solo Storie della Buonanotte per Bambine Ribelli, un tomo carinissimo che raccoglie cento biografie brevi di donne che hanno lasciato un segno indelebile nel passato, ma possibile che tutto si fermi qui? E dire che al Bologna Children's Book Fair c'era solo l'imbarazzo della scelta, ma gironzolando su internet questo pianeta mi sembra davvero troppo poco inesplorato. Invece ricordiamocelo: un libro che vale la pena di essere letto a dieci anni, vale la pena di essere letto anche a trenta, quaranta, cinquanta... Un libro, un bel libro, non ha età. E In Viaggio nel Tempo con il Criceto, se ancora non l'avete capito, è proprio un romanzo ad hoc, senza difetti ma con una valanga di pregi.

Ross Welford ha scritto una storia senza tempo che nel tempo però ci viaggia; quella del bambino che cerca di riportare in vita il suo papà grazie alla straordinaria invenzione costruita dal genitore. Oh, sia chiaro, da vedere non è niente di che, solo un computer collegato a una vecchia vasca di zinco, quindi se vi aspettavate l'imitazione della mitica DeLorean (vedi Ritorno al Futuro), emh... no. E non c'è nemmeno una specie di moderno Doc a guidare il giovane Al ( nome completo: Albert Einstein Hawking, ma direi che Al andrà più che bene), solo le lettere di Pitagora Chaudhury, suo padre (problemi coi nomi in famiglia?), e un criceto che in parte gli farà da cavia. Però - giuro - il fascino è lo stesso del grande film di Zemeckis, solo a misura di bambino, con tutti i pericoli annessi e connessi che comporta cambiare il corso degli eventi. 

Per riuscire a consigliarvi al meglio questo libro ho pensato più e più volte a un metodo efficace, ma come sempre, quando vuoi essere al top, rischi di essere più mediocre del solito. Poi l'idea! Al inizia spesso un capitolo sintetizzando un concetto in dieci punti, quindi perché non fare lo stesso? Pertanto ecco dieci motivi per cui amerete In Viaggio Nel Tempo con il Criceto 8)

1) Albert Einstein Hawking Chaudhury. Già dal nome come si fa a non amarlo? Insomma a me ha fatto subito una grande tenerezza pensando a che infanzia difficile deve aver avuto con un nome così impegnativo! Ma, anagrafe a parte, Al è un protagonista semplicemente perfetto, fatto di coraggio, indecisioni e un cuore grande come il mondo.

2) Nonno Byron. Dopo averlo conosciuto ho desiderato un terzo nonno. Come lui. Di origini indiane, con una lunga treccia grigia, dei vestiti dai colori sgargianti e un motorino che tossisce quando va in moto. Avrei voluto passare anch'io interi pomeriggi con lui a guardare i quiz televisivi anche se probabilmente non avrei azzeccato mezza risposta...

3) Alan Shearer è un calciatore britannico, ed è anche il nome del criceto di Al, nome che gli ha dato Steve per la cronaca. E' un eroe? Manco un po'. E' un criceto normalissimo che sgranocchia noci, fa girare la ruota e guarda il mondo coi suoi enormi bottoni neri. E alla faccia dei vari film con topi del calibro di Stuart Little e cani intelligenti come Beethoven, finalmente un criceto che fa quello per cui la natura l'ha creato: il criceto.

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8 commenti:

Emy ha detto...

Ecco il post che aspettavo^^! La mia attesa è stata ben ripagata da questa bella ed esaustiva recensione. I Dieci Motivi non fanno una grinza, quindiii...ci sto! Messo in lista. (´。• ω •。`)
Vorrei anch'io che venisse dato più risalto ai libri per bambini e ragazzi, perchè anche a me piace dilettarmi con questo genere. Orientarsi tra i titoli classici non è un problema, ma come capire quali sono le pubblicazioni contemporanee più meritevoli visto che se ne parla poco o niente? (⇀_⇀)

Silvia Leggiamo ha detto...

@Emy
Sì è un genere di cui si sa sempre troppo poco a mio parere. Forse perché gli adulti non li leggono, forse perché i più giovani non li commentano, fatto sta che a volte si scoprono delle vere chicche. E chissà quante ce ne sono di cui non siamo a conoscenza!
Nella mia wish list ho: La Casa dei Cani Fantasma, Le Lacrime dell'Assassino, Il Bambino Oceano, La Stanza 13.
Ne conosci qualcuno?
Una mia amica poi adora Baccalario e non fa che consigliarmi Ulysses Moore...

Alice Land ha detto...

Un bel viaggio nel tempo è quello che mi serve per riuscire a leggere tutto quello che vorrei. E indovina? Ora voglio leggere anche questo. Non ce la posso fare.

Emy ha detto...

La casa dei cani fantasma lo avevo già adocchiato e potrei farci un pensierino. La serie di Ulysses Moore la conosco di fama, ma l'ho scartata perchè troppo lunga.
Sono andata a cercarmi gli altri titoli e sono rimasta intrigata dalla trama di Stanza 13. Devo dire che hai una WL bambini/ragazzi molto dark, ma la cosa non dovrebbe stupirmi xD
Io, ultimamente, mi sono appuntata La galleria degli enigmi, Bambole giapponesi e, il già citato, Storie della buonanotte per bambine ribelli :)

Silvia Leggiamo ha detto...

Eh, anche a me la saga di Ulysses spaventa, con le serie sono troppo incostante u.u
Però non ho solo titoli dark in wish list (ne ho tanti anche ambientati durante la Guerra... allegria!) ma aspetta che ne cerco uno un po' più soft... ah ecco: Il Pesce Rosso n.14 di Jennifer L. Holm

P.S. Mi ispira La Galleria degli Enigmi per l'ambientazione anni 20, anche se a volte, i misteri, mi deludono un po' nei libri per ragazzi (Vedi Bambini di Cristallo)

Emy ha detto...

Il Pesce Rosso n.14 ha delle premesse carine :)
Bambini di cristallo ha deluso molto anche me. Mi aspettavo un bel racconto di fantasmi e invece... o(>< )o

Silvia Leggiamo ha detto...

@Emy
Purtroppo Bambini di Cristallo non fa il salto di qualità. E' un libro SOLO per bambini.

daydream ha detto...

Ok, ok Y-Y mi hai convinta! Devo smetterla di venire nel tuo blog, finisce sempre che la mia wishlist si allunga a dismisura D:
Devo dire che però, ero passata oltre a questo libro quando l'ho visto in uscita perché già solo il titolo mi sembrava una cagata pazzesca, invece dopo aver letto la tua recensione, sembra esattamente il genere di storia che potrei apprezzare da matti *o* grazie per avermelo fatto rivalutare!

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