13 dicembre 2017

Recensione, L'ULTIMA NOTTE AL MONDO di Bianca Marconero

Lettori buon pomeriggio, oggi nuova review! Sto cercando di essere bravissima qui sul blog, cosa che non mi capita mai, perché il Natale è peggio di un imbuto, mi risucchia anima e core, e io nemmeno mi ribello solitamente. Ma questo 2017 è stato clemente, o forse sono stata saggia io che ho scelto letture non troppo pesanti in grado si scaldarmi il cuoricino, quindi eccomi di nuovo qui.
Questo è il mio battesimo con Bianca Marconero. E non è andato bene, di più.

L'Ultima Notte al Mondo di Bianca Marconero

| Newton Comton, 2017 | pag. 448 |
- contiene la novella Ed Ero Contentissimo -

Quante volte ci si può innamorare della stessa persona?
Marco Bertani ha ventitré anni, alle spalle un’adolescenza tutt’altro che semplice e davanti a sé un futuro nel quale potrà contare solo su se stesso. Un giorno inaspettatamente si imbatte in Marianna Visconti, ex compagna del liceo e amore non corrisposto della sua vita. I loro mondi non potrebbero essere più lontani: Marianna, dopo aver studiato negli Stati Uniti, sta facendo pratica legale presso il prestigioso studio di un amico di famiglia, mentre Marco sbarca il lunario lavorando come operatore per una rete televisiva locale. Quando però le viene prospettata l’occasione di condurre un programma ideato proprio da lui, Marianna decide di accettare la sfida, convinta che così potrà dimostrare a Luca, il fidanzato con cui è in crisi, di cosa è capace: lei e Marco si troveranno quindi a lavorare gomito a gomito e scopriranno di non essere poi così diversi come credevano…
Voto:

Oh mamma. E adesso? Non so da che parte cominciare per parlarvi del romanzo di Bianca, quindi perdonate la recensione poco canonica. Vado di pancia, ok? E mi butto, così, a freddo, anche se non so nuotare.
Con L'Ultima Notte Al Mondo, lo ammetto, non è scattato il colpo di fulmine, anche se fin dalle prime pagine ho capito subito una cosa: Bianca scrive proprio bene. Ha quel tipo di penna che è come una flebo a rilascio graduale. Poco alla volta ti entra nel sangue e alla fine ti contamina ogni cellula.
Inizialmente, a frenare il mio cuore - che quando leggo un romance deve battere e scalpitare tipo Furia cavallo del west - è stata la protagonista, Marianna. A posteriori posso però affermare che è anche grazie a lei se il romanzo mi è piaciuto tanto. Insomma, se non fosse stata una cretina mondiale, una fessa storica e una lessa patentata, Marco non avrebbe potuto dare il meglio di sé. E io, per la cronaca, ho amato Marco. Ma proprio un sacco.
Siamo a Bologna, la mia Bologna, una città piena di contraddizioni, coi mille portici pronti a spiarti di sottecchi, i quartieri più o meno malfamati e quelle spaccature insanabili tra poveri e ricchi. Ecco, io ricordo molto bene che, ai miei tempi, "quelli" del Carducci - il liceo classico faigo per gente faiga - mi stavano alquanto sulle scatole. Sarà per questo che Marianna è partita con il piede sbagliato. Lei è ricca, snob, fidanzata con un rampollo che ha i dollari al posto delle pupille e circondata da amiche che "superficialità portami via". Ed è felice.
Marco, detto Riccio, è entrato al liceo grazie a una borsa di studio, ha una vita che si può definire in tutti i modi tranne che facile ed è silenziosamente e follemente innamorato di Marianna da dieci lunghi anni. Ne aveva tredici quando il suo cuore ha iniziato a battere per la ragazza sbagliata. Quella irraggiungibile, quella che sta con uno dei tuoi più cari amici, quella che non ti prenderà mai sul serio.
Dopo la scuola le loro vite seguono strade diverse; Marco adesso lavora in una rete televisiva locale e Marianna continua a essere una deficiente. È stata mollata da Luca, ma nel suo profondo sa che torneranno insieme (credici!), fa la pratica in un importante studio legale e frequenta le solite "amiche pozzanghera" (quelle profonde insomma...).
Poi un giorno per una serie di eventi, coincidenze, scherzi del destino - chiamateli un po' come vi pare - si ritrova a seguire un progetto alla TV proprio con Marco, il ragazzo pericoloso da cui bisognava stare alla larga, ma che adesso sembra così cambiato...
Diventano amici. Marco inizia a sperare, Marianna continua a pensare all'ex fidanzato, ma è palese che sotto la cenere sta bruciando l'intera foresta amazzonica. L'autrice infatti è brava a creare quelle aspettative che poi non deluderà. Angst si chiama. Un termine a mio avviso intraducibile che significa ansia, tanta ansia. Perché anche se razionalmente in un romance tutto finisce bene, e tu lo sai, c'è qualcosa che ti fa consumare le parole per la paura che invece non vada così. Quindi se all'inizio sfogliavo una ventina di pagine, riponevo il libro, e tutto era ok, dalla metà in poi non mi sono più fermata.
In conclusione. Due borse sotto agli occhi che Louis Vuitton, levate proprioAmore folle per Marco,  il ragazzo che la vita ha riempito di spigoli senza però scalfirne il cuore. Il ragazzo con la Regola dell'Unico Appuntamento, perché finché non avrà spezzato quella catena invisibile che lo tiene legato a Marianna, non ha senso programmarne un secondo. Il ragazzo che sfreccia per Bologna con la bici e lo scooter, perché una macchina non può permettersela. Il ragazzo che sa cosa sia l'amicizia, il rispetto, la solidarietà e l'altruismo. Ecco, io mi sciolgo per questi protagonisti. Mi trasformo in lava, pomici e lapilli. 
Odio viscerale invece per Marianna. Lei e il suo mondo dorato li ho cordialmente detestati. Marianna è una codarda, una ragazza abituata a piegare la testa e a non confondersi con i substrati sociali. Una snob patentata. Ma cambierà. Ohhh se cambierà. E - deus gratias - soffrirà come un cane.
Marco e Marianna saranno prima amici, poi qualcosa di più. Si negheranno, si confonderanno, ci saranno mille malintesi a dividerli (ma un romance senza misunderstanding che romance è?), e vi avviso, vi verrà la colite cronica per il nervoso, ma l'amore più bello è quello che passa attraverso il dolore e lo sconfigge. Io, ovviamente, ho tifato per loro, perché non bisogna essere simili per innamorarsi, perché le distanze esistono per essere accorciate e perché grazie a Bianca ho ritrovato il mio lato pink, quello che ogni tanto dimentico di avere per colpa di tanti libri che sanno fare tutto, tranne emozionare. Che dire... sono contentissima ;)
“Mi chiedevi sempre se c’era una speciale, una che mi tenesse sveglio, qualcuna a cui pensassi e io rispondevo che non c’era.
Era una bugia, papà.
Io una ragazza speciale ce l’ho da cinque dei miei diciotto anni.
Lei, papà, è il motivo per cui crederò sempre ai colpi di fulmine, mi fiderò sempre delle canzoni, saprò che si può tutto per amore. E non dico per conquistare la persona che ami, ma per permetterle di star bene. Si può tutto senza avere nulla in cambio, insomma, senza una possibilità al mondo di essere felici.
Ah, perché la mia ragazza mica lo sa che sono innamorato di lei”.
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5 commenti:

Alice Land ha detto...

Silviaaaaaaaa! Come le scrivi tu le recensioni! E come la aspettavo questa... "Sono contentissima" anch'io che ti sia piaciuto. Amo come scrive Bianca. Però nelle sue storie ci infila sempre un protagonista scemo. Ne L'ultima notte al mondo era Dante, in questo è Marianna. XD Prima o poi dovrò trovare il tempo di leggere la saga di Albion!

Silvia Leggiamo ha detto...

Se la scema è "lei" mi sa che preferisco. Adoro l'uomo che si strugge, mi manda in brodo di giuggiole *___*
A questo punto DOBBIAMO leggere Albion. Emh, Bianca, ma il terzo? Io sono una che guarda avanti e vive malissimo la frustrazione dell'attesa e dell'incertezza.

Anonimo ha detto...

Adoro quando parli di romance.
Romina

daydream ha detto...

Come si fa a non amare questi fantasticissimi Marco che ci regala Bianca?! Tanto, tanto amore :3 e più Bianca per tutti!

Silvia Leggiamo ha detto...

Eh, io l'altro Marco devo ancora conoscerlo xD

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