17 marzo 2019

Recensione, CHI HA RUBATO ANNIE THORNE di C. J. Tudor

Ma che belli i libri che creano malessere! Quanta gioia nel ritrovare in libreria un horrror. E chi se ne frega se la Tudor si ispira/copia/omaggia King. Lo fa bene. Serve altro?

CHI HA RUBATO ANNIE THORNE? di C. J. Tudor

| Rizzoli, 2019 | pag. 350 |

Arnhill, piccolo villaggio di miniera inglese. Nel 1992 una banda di quindicenni trova l'ingresso ai cunicoli. Scendono in cinque: Hurst, la mente; Fletch, il braccio; Chris, la bussola; Marie, l'affascinante fidanzatina di Hurst; e Joe Thorne. Si imbattono in un ossario di bambini, sepolti laggiù da chissà quanto tempo. Ma non sono soli. Annie, la sorellina di otto anni di Joe, li ha seguiti fin lì. E quando un'altra presenza si manifesta, vomitando milioni di scarafaggi dai teschi, dalle ossa e dai crepacci del terreno, tutto precipita. Nella confusione della fuga, qualcuno sferra un colpo mortale alla testa di Annie. Nonostante gli altri lo abbiano abbandonato chiudendosi la botola alle spalle, Joe riesce a tornare a casa. Due giorni dopo, torna anche Annie. Nessuno sa dove sia stata. Oggi, venticinque anni dopo quel giorno e infrangendo la promessa che aveva fatto a se stesso, Joe ha deciso di rimettere piede a Arnhill. A convincerlo a intraprendere il viaggio è stata un'email anonima: "So cos'è successo a tua sorella", gli hanno scritto. Sta succedendo di nuovo.
Voto:


"A volte hai solo una scelta,
ed è quella sbagliata."

Avevo amato L'Uomo di Gesso (qui la recensione) non tanto per la parte thriller della storia, ma proprio per lo stile narrativo, per la grande capacità dell'autrice di tracciare, lungo le pagine, una scia di malessere quasi contagiosa. E ho amato Chi Ha Rubato Annie Thorne? per lo stesso identico motivo.
C. J. Tudor torna a omaggiare Stephen King e in un panorama di pubblicazioni in cui il genere horror sembra non esistere quasi più, io sono grata a questo libro. È vero, leggendo la trama basterà fare 1+1 e sarà subito chiaro quale romanzo possa aver ispirato l'autrice, ma sapete una cosa? Chi se ne frega.

Anche questa volta il libro è strutturato su due piani temporali, passato e presente si alternano e se all'inizio conosciamo Joe Thorne, un uomo con una voragine nel petto e una lunga lista di bugie pronte per essere snocciolate, poco alla volta scopriamo il perché del suo ritorno ad Arnhill, il paese natale, un luogo ostile, ripiegato su se stesso, in cui i visitatori sono guardati con diffidenza e sospetto. A Joe non verrà riservato nessun trattamento di favore, perché dopo venticinque anni non è più considerato uno del posto; ufficialmente è tornato per ricoprire il posto di professore all'interno della scuola, ufficiosamente vuole saldare antichi debiti, svelare segreti, sollevare tappeti. Perché una notte di tanti anni prima è successo qualcosa di terribile... e forse sta per ricapitare.
"Vorrei poter dire alla mia sorellina che le volevo bene. Che la amavo con tutto il cuore. Era la mia migliore amica, la persona con cui potevo essere davvero me stesso, l'unica capace di farmi ridere fino alle lacrime.
Ma non posso. Perché a otto anni mia sorella è scomparsa. All'epoca pensai che fosse la cosa più terribile che potesse mai accadere al mondo.
Solo che poi tornò."
Ci sono miracoli e miracoli. Alcuni arrivano dall'alto, altri invece salgono dal basso.
Joe sa bene a quale categoria appartenere. Dopo quella notte nella Fossa, all'interno della vecchia miniera, niente è più stato come prima. Sua sorella è scomparsa per poi tornare dopo quarantotto ore... solo che non era più la sua Annie. È stato l'inizio della fine. I ricordi belli hanno iniziato a svanire, come se non fossero mai esistiti, e la vita ha cominciato a riempirsi di incubi e rimpianti. Il tempo non ha curato nessuna ferita e il dolore si è diffuso come un morbo.

Sono diverse le cose che ho amato in questo libro a partire proprio da Joe, una voce narrante di grandissimo effetto, non il solito protagonista bravo e buono, ma un uomo fatto di lividi e ossa rotte. Ex bambino nerd, sempre attaccato a tv e videogiochi, da adolescente è stato scelto da Hurst per far parte della sua banda di giovani debosciati e per sentirsi parte di un gruppo, per non essere più uno sfigato, si è ritrovato a fare le peggio cose. Poi è cresciuto, è diventato adulto, ha accumulato debiti di gioco, è diventato un insegnante, ma anche in questo caso sono stati più i demeriti dei meriti. Joe è un antieroe in tutto e per tutto. Cinico, inaffidabile, rancoroso. Ma a conquistarmi è stata la sua tagliente ironia che sfoggia come meccanismo di difesa e che lo fa apparire come un grandissimo stronzo menefreghista. Invece una coscienza ce l'ha. O non sarebbe tornato ad Arnhill.
"La vita non è gentile. Con nessuno.
Accumula macigni su macigni, ce li carica sulle spalle. Dilania le cose a cui teniamo e riempie le nostre anime di rimpianti."
Stilisticamente l'ho adorato. La Tudor è una calamita, anche quando non racconta niente di stravolgente riesce a tenerti incollato alle pagine. Arnhill è un po' la Derry di It. Tanti segreti, poche verità. Atmosfere cupe, incubi che prendono forma. Non c'è scampo tra queste pagine. E come per L'Uomo di Gesso ho apprezzato che il genere del libro e la storia in sé, fossero un pretesto per raccontare anche altro. L'adolescenza, la crescita, il bullismo, l'emarginazione. Sono tutti temi cari alla Tudor e anche se talvolta ne abusa sa come gestirli e li mette a servizio dello sviluppo dei suoi personaggi.
Ecco, se proprio devo muovere una critica, forse c'è uno sfoggio eccessivo di "botta e risposta", però i dialoghi al fulmicotone sono i miei preferiti quindi la assolvo da tutti i suoi peccati, confido che la sua anima possa diventare ancora più nera, e resto in trepidante attesa del suo prossimo romanzo.

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3 commenti:

Angela ha detto...

Anch'io mi ero lasciata catturate dall'uomo di gesso, e voglio leggere pure questo, la tua recensione tra l'altro mi invoglia ancora di più *_*

Silvia Leggiamo ha detto...

Ciao Angela,
è davvero un buon libro di intrattenimento, soprattutto è scritto bene!

Midori ha detto...

Mi ispira un sacco questo libro, devo recuperarlo al più presto 😍

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