12 marzo 2019

Recensione, IL VANGELO DEL COYOTE di Gianluca Morozzi

Lettori buongiorno! Oggi si parla di nuovo di Morozzi, perché a distanza di un paio di mesi dalla lettura di Radiomorte (qui la recensione) ho sentito il bisogno di tornare nel malsano mondo dell'autore bolognese. E tra pazzi, squilibrati e sociopatici... io ci sto sempre una meraviglia 8)

Il Vangelo del Coyote di Gianluca Morozzi

| disegnato da Giuseppe Camuncoli e Michele Petrucci |
| Oscar Ink, 2017 | pag. 128 | € 17,00 |

Due ragazzine annoiate trovano in un film l'ispirazione per un passatempo crudele e perverso. Un professore nasconde in cantina un orrendo segreto. Due storie parallele che convergono fino a collidere in un climax di agghiacciante follia.
Voto:

Ciliegine sulla torta ne abbiamo?
Rifaccio.
Scheletri nell'armadio ne teniamo?
Ecco, così siamo giù più in linea con il mood di Morozzi 8)
Ma era buona anche la prima, perché se siete fan dell'autore questo fumetto è una perfetta ciliegina sulla torta. Una torta sicuramente avvelenata, ma vabbe', non stiamo a guarda' il capello!
Se per alcuni Il Vangelo del Coyote si è rivelato un libro troppo pulp e truculento, per me è stato semplicemente Morozzi. Politicamente scorretto. Socialmente disturbato. Meravigliosamente citazionista.
Sono due le storie che viaggiano parallele, una disegnata da Giuseppe Camuncoli che vede Skoda e Liù, due amiche molto particolari, replicare con grande lucidità e sadismo quanto visto in un film horror; l'altra ad opera di Michele Petrucci che ha saputo rendere con un tratto nervoso e spigoloso le ossessioni di un professore che custodisce in cantina un atroce segreto.
La narrazione, fluida e visionaria, trasporta il lettore in un mulinello di terrore in cui poco si vede, ma fin troppo si immagina. E ricordiamocelo, l'orrore più grande sta proprio in quello che possiamo solo intuire senza che ci venga mostrato.
Geniale in finale che vede il convergersi delle due narrazioni e sull'epilogo che dire... potete immaginarvelo, in fondo quando mai Morozzi si è elevato a paladino della pace? Quando mai ci ha regalato happy end?
Un fumetto veloce da leggere, ma difficile da dimenticare. Il Vangelo del Coyote sedimenta, corrode, infetta. A me è piaciuto. Però, se ancora non conoscete l'autore bolognese, il mio consiglio è quello di partire da un suo romanzo e di lasciare che questa chicca diventi per voi, come per me, la ciliegina sulla torta.


Nota:
Esiste in commercio un'edizione Guanda del 2007, ma in bianco e nero.
Personalmente consiglio assolutamente quella a colori.

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2 commenti:

Alligatore ha detto...

Conosco molto bene il Moroz scrittore, meno quello fumettista (forse a fumetti ho un solo suo libro, mentre quasi tutti i romanzi/racconti). Credo ricominicerò da questo.

Silvia Leggiamo ha detto...

@Alligatore
Allora questo fumetto sarà anche per te la ciliegina sulla torta :)

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