Visualizzazione post con etichetta bompiani. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta bompiani. Mostra tutti i post

27 ottobre 2022

LA STIRPE E IL SANGUE di Lorenza Ghinelli

| Bompiani, 01/06/2022 | pag.176 | € 18,00 |
Anno 1442. L’esercito ottomano al comando di Murad II irrompe in Valacchia devastando i villaggi. Tra le capanne divorate dalla violenza nasce Radu, un bambino affetto da una rara forma di anemia che riuscirà a sopravvivere solo grazie alla caparbietà di Maria, sua madre, e a quella della sorella Anna. I tre sfuggono all’invasione rifugiandosi nella foresta, ma l’efferatezza dei lupi e degli orsi impallidisce dinnanzi a quella degli uomini. Anna e Maria si trovano così costrette, per resistere, a infrangere ogni regola, e insegneranno a Radu un’ostinata resistenza e una ferocia che ha l’impudenza di rivelarsi necessaria. La loro è la storia di un esilio, e di una scalata che rovescia il potere affogandolo nel suo stesso sangue. La sopravvivenza come codice morale, l’amore come unica gomena. E a legarli, sopra ogni cosa, il rito del sangue che Maria insegna a Radu e che lo tiene in vita, unendo così il suo destino di giovane uomo alla leggenda che porterà Vlad l’Impalatore, meglio noto come Dracula, a imporsi nell’immaginario collettivo.

Voto:

Era da un bel po' che un libro non mi teneva incollata alle sue pagine. Davo la colpa al caldo e alla stanchezza (🫠) ma credo che il problema fosse un altro a questo punto; con il romanzo giusto la colonnina di mercurio può pure toccare i 40 gradi che prima di collassare il libro lo finisci.La Stirpe e il Sangue è una storia breve, magnetica, dai tratti gotici.
Inizia in Valacchia nel 1442, il tempo poi passa, ma non gli orrori che con l'avvento di Vlad Dracul diventano sempre più sanguinari.

C’è una donna che tenta di sopravvivere e di mantenere in vita i suoi figli e c’è un neonato che riesce a restare aggrappato a questo mondo nonostante la morte trovi in lui qualcosa di irresistibile.

E poi ci sono gli uomini. Quelli che dimostrano il loro valore mettendo i paesi a ferro e fuoco, quelli che le mani le usano per distruggere e non per costruire, quelli che si sentono virili nel momento in cui le donne le prendono con la forza.

In un contesto buio e violento che si porta addosso il sapore delle leggende ancestrali dove la fantasia si mescola alla realtà più bieca, @lorenzaghinelli è a suo agio come non mai.
Una penna ruvida come la terra su cui si muovono i suoi personaggi e densa come il sangue che scorre nelle loro vene, con un finale così perfetto ed evocativo da essere indimenticabile.

A completare il tutto le suggestive illustrazioni di @darkam_arcadia 🖤

Hai già letto un romanzo di Lorenza di Ghinelli? Il tuo preferito?
Nel caso la risposta fosse negativa potresti iniziare proprio da questo 🦇😎

Acquista su Amazon

11 dicembre 2018

Regali di Natale Librosi #3

Lettori buongiorno, oggi parliamo ancora di regali e più nello specifico dei libri perfetti per chi ama viaggiare... restando seduto sul divano!
Ovviamente il mio cuore è tutto per l'atlante dei luoghi letterari, non penso esista cosa più meravigliosa <3

 
Nato da un popolarissimo sito web, Atlas Qbscura raccoglie oltre 600 luoghi tra i più bizzarri e misteriosi al mondo. Un compendio di prodigi naturali e architettonici in grado di ispirare al tempo stesso meraviglia e il desiderio irrefrenabile di viaggiare. Dal pozzo a gradini in India che ricorda un'opera di Escher alle grotte delle lucciole in Nuova Zelanda, dal gigantesco baobab in Sudafrica che ospita al suo interno un bar alla "festa del salto del neonato" in Spagna, Atlas Obscura ci mostra tutto quanto, al mondo, è inaspettato, misterioso, nascosto. E ancora, il grande organo a stalattiti in Virginia, il cratere in Turkmenistan - detto la "Porta dell'inferno" - che brucia da oltre 45 anni, le bare appese alle pareti rocciose di un promontorio nelle Filippine, o il "pronosticatore di tempeste" azionato da sanguisughe conservato nel Devon, in Inghilterra... Più Wunderkammer che guida tradizionale, Atlas Obscura è dedicato al viaggiatore da poltrona come all'amanti delle avventure più estreme. Con descrizioni accurate e avvincenti, centinaia di fotografie, grafici e mappe di ogni regione del mondo, è un libro da aprire dove capita e leggere. Con un'unica avvertenza: una volta cominciato è impossibile smettere. Contiene una sezione ampliata dedicata alle destinazioni in Italia.

 
Un'antica spada conficcata nella roccia nel senese, misteriose macchine anatomiche esposte in una cappella napoletana, un affascinante palazzo veneziano funestato da una maledizione: molte sono le località d'Italia custodi di storie segrete che affondano le loro radici in antiche leggende o in misteri più recenti. Massimo Polidoro percorre la penisola da nord a sud e descrive questi luoghi svelandone i fenomeni in apparenza non scientifici, smontandone i miti nati dalla fantasia popolare. O forse no, almeno non del tutto, perché in queste storie si trova anche il cuore dell'uomo con i suoi meccanismi spesso imperscrutabili, destinati a sfuggirci sempre. E dove non arrivano le parole si spingono le illustrazioni di Francesco Bongiorni con le loro atmosfere suggestive ed enigmatiche.

 
"L'Atlante dei luoghi maledetti" traccia un inventario inedito delle regioni meno raccomandabili del pianeta. Dalla riserva naturale di Kasanka, nello Zambia, invasa da nugoli di pipistrelli, al tenebroso faro degli uomini scomparsi di Eilean Mor, perso nelle isole Flannan, passando per la sinistra foresta dei suicidi di Aokigabara, in Giappone, o per la diabolica casa coloniale che sorge al 112 di Ocean Avenue, a Amityville, ciascuno dei quaranta luoghi censiti racchiude una storia tanto tormentata quanto affascinante. Questo atlante, vero e proprio manuale geografico dell'orrore, si sfoglia con mano febbrile, e con la paura addosso...
 
Con questo atlante, Judith Schalanslcy ci conduce in cinquanta isole remote, lontane da tutto e da tutti che non troverete mai con Google Earth: da Tristan da Cunha fino all'atollo di Clipperton, dall'Isola di Natale a quella di Pasqua, e ci racconta storie misteriose e bizzarre. Storie di animali rari e di uomini strani, di schiavi naufraghi e solitari studiosi di scienze naturali, esploratori smarriti e folli guardiani del faro, naufraghi dimenticati e marinai ammutinati. Sono le storie di "Robinson" volontari e involontari che dimostrano che i viaggi più avventurosi si svolgono sempre nell'immaginazione, con il dito sulla carta.
 
La scrittura elegante e le immagini de "l'Atlante dei luoghi letterari" ci guidano in un viaggio attraverso quattromila anni di narrativa - dall'"Epopea di Gilgamesh" a "Due anni, otto mesi e ventiquattro notti" di Salman Rushdie - alla scoperta dei mondi immaginari più amati della letteratura. Laura Miller ha interpellato scrittori, critici e accademici di fama mondiale, che ci accompagnano nell'esplorazione di quasi cento mondi fantastici, in un'antologia che per la prima volta affianca i classici alla letteratura popolare e alla narrativa contemporanea: ci troviamo così a passare dall'"Odissea" ai "Viaggi di Gulliver", dalle "Cronache di Narnia" di C. S. Lewis alle "Città invisibili" di Calvino, da "1984" di Orwell al "Racconto dell'ancella" di Margaret Atwood, dall'America di "Infinite Jest" di David Foster Wallace al Giappone di "1Q84" di Murakami. Per facilitare la consultazione, le opere sono articolate in cinque grandi capitoli, ordinati cronologicamente: "Miti e leggende antiche" (fino al 1700), "Scienza e romanticismo" (1701-1900), "L'epoca d'oro del fantastico" (1901-1945), "Il nuovo ordine del mondo" (1946-1980), "L'era digitale" (1981-presente).

 
Alla scoperta di città perdute, regioni abbandonate, destinazioni remote, edifici visionari e isole sommerse, accompagnati da fotografie e mappe appositamente realizzate. Questo libro celebra la varietà degli scenari terrestri e le eccezionali capacità dell'immaginazione umana. Un atlante unico nel suo genere, una ricognizione appassionata dell'insolito e del bizzarro, che invita aspiranti esploratori, viaggiatori dell'immaginario e turisti per caso a guardare il nostro pianeta sotto punti di vista inediti, per misurarne l'infinita bellezza. Un libro che documenta quanto sia pieno di sorprese il filo che lega l'umanità ai suoi luoghi.

 
Dove trovare extraterrestri amichevoli? Come entrare in comunicazione con le intelligenze cosmiche, socializzare con gli Omini Grigi ed evitare i Rettiliani antropofagi? Chi custodisce i commenti dei «contattati» e degli «addotti», le cui storie si susseguono da settant'anni a questa parte? A partire dai primi UFO avvistati nel 1947, diverse serie di oggetti volanti non identificati hanno fornito migliaia di informazioni e ispirato le teorie più assurde, ridando vita a ogni sorta di superstizioni e utopie. L'universo dell'ufologia pullula di mitomani, impostori e guru, e tuttavia i governi hanno preso sul serio alcuni segnali difficili da spiegare altrimenti: militari e scienziati, servizi di intelligence e organizzazioni internazionali hanno raccolto dati in quantità sufficiente a rendere possibile, oggi, una cartografia del fenomeno. Punti di osservazione, basi nascoste, ambasciate segrete, tracce di passaggi millenari: dall'«ufoporto» di Arès al centro sotterraneo dell'Area 51, ecco il primo atlante che ci fa scoprire dove si trovano i punti d'incontro tra terrestri e EBE - le misteriose Entità Biologiche Extraterrestri.



Alla prossima



14 giugno 2018

Recensione, LASCIA DIRE ALLE OMBRE di Jess Kidd

E' il caso di dirlo "romanzi bellissimi, e dove trovarli". Sapevo che il romanzo di Jess Kidd mi sarebbe piaciuto, me lo diceva una vocina dentro, ma non avevo idea del motivo. Anzi, mi aspettavo un romanzo completamente diverso che è riuscito a stupirmi tantissimo!

Lascia Dire Alle Ombre di Jess Kidd

| Bompiani, 2018 | pag. 400 | € 19,00 |

Quando Mahony, cresciuto in orfanotrofio a Dublino, torna a Molderring, quattro strade e un pub sulla costa occidentale dell'Irlanda, porta con sé solo una foto sbiadita di Orla, la madre che non ha mai conosciuto, e l'ostinato desiderio di dissipare la cortina di bugie che avvolge il villaggio. Nessuno, vivo o morto, vuole raccontare cosa è successo più di vent'anni prima alla ragazzina che l'ha dato alla luce e poi abbandonato, eppure Mahony è certo che sono in molti a conoscere la verità. Un prete che assomiglia a una donnola, l'arcigna infermiera del villaggio, una banda di alcolisti sentenziosi, una caustica attrice imparruccata al di là del tramonto decisa ad aiutare Mahony infilando tra le pieghe dell'annuale messinscena un'indagine in piena regola: sono solo alcuni dei personaggi che animano una storia nera e grottesca, sovrannaturale ma più che mai umana.
Voto:

Wow, che libro! Era da tanto, tantissimo tempo che non mi capitava tra le mani un romanzo così evocativo e scritto talmente bene da volerlo centellinare per non perdermi quei momenti di raro piacere in cui potevo crogiolarmi nella sua lettura.
Dopo quattrocento pagine che forse sono volate anche troppo in fretta adesso vorrei solo ricominciarlo.
Mi manca Mahony, il giovane uomo dai lunghi capelli, i pantaloni a zampa e il cipiglio da orfano che lascia Dublino e fa ritorno a Muldering, il paese natio, per scoprire le sue origini. Tormentato da un passato che ignora e dal mistero che avvolge la scomparsa della madre, Mahony vorrebbe solo che qualcuno rispondesse alle sue domande, ma il paese è piccolo, omertoso, bigotto e parlare di Orla sembra un vero e proprio tabù.
A prenderlo sotto la sua ala malandata e decadente è la signora Cauley; occhio malandrino, un numero imprecisato di anni a pesarle sulle fragili ossa e un aspetto regale nonostante la parrucca sbilenca. Sarà lei, una sorta di "Miss Marple cazzuta" a sfruttare la recita annuale per interrogare (senza troppi sotterfugi) i vari paesani e scoprire cosa successe quel fatidico giorno del 1950.
A distanza di ventisei anni i ricordi tornano a galla, le bugie scorrono a fiumi e i morti si sollevano dalle lastre di pietra per sentire cosa i vivi hanno da dire...
"E' una verità universalmente ignota il fatto che, quando i morti fanno di tutto per ricordare qualcosa, i vivi, facciano ancora di più per dimenticarlo."
Onnipresenti ma mai invadenti, i fantasmi di Muldering si fanno vedere solo da Mahony, ma tacciono, non gli rivelano nulla, almeno non in modo esplicito. 
Adesso... immaginatevi un pagano bello, temerario e dagli occhi scuri a pie' libero in una cittadina bigotta sempre pronta a battersi il petto per ottenere il sacro perdono. Immaginate cosa potrà scatenare la sua presenza soprattutto quando dalla sua parte c'è quell'elemento sovrannaturale che vi renderà il tutto suggestivo e magico. Una foresta incantata. Un'invasione di rane. Un'uragano che può spazzare via le menzogne. Immaginate donne dai cuori infranti, uomini gelosi e segreti inconfessabili.
"Muldering è incastrata tra amore e paura, disprezzo e affetto, con Mahony sempre piantato in testa"
Potete avere tutta l'immaginazione del mondo, ma difficilmente sarete preparati a questo romanzo che di meraviglioso ha soprattutto la scrittura. La storia alla fine è semplice, si cerca di svelare quella verità che al lettore è parzialmente nota fin dal primo capitolo, ma è la penna di Jess Kidd a creare un incanto perpetuo. Il linguaggio è ricercato, visivo, classicheggiante, l'elemento magico si fonde perfettamente con la scelta delle parole e non mancano citazioni (sapientemente rimaneggiate) di grandi romanzi del passato.
Bello quindi. Bello tutto. Bella la costruzione che alterna le vicende di Orla negli anni Cinquanta a quelle del figlio nel 1976, ben riuscita la caratterizzazione dei personaggi e vorrei dire bello anche il finale, ma c'è qualcosa che mi è mancato. Una risposta che avrei voluto. Per Mahony, ma soprattutto per me stessa.
Nonostante l'autrice abbia dichiarato di amare gli epiloghi che lasciano dei sottintesi impliciti, quando mi affeziono a un protagonista, quando si scatena l'empatia, vorrei solo delle certezze e non nego che ancora ci penso a come sono andate le cose e a come sarebbero potuto essere assolutamente perfette.
Ma va bene lo stesso; Lascia dire alle Ombre resta un romanzo raro e prezioso, capace di soddisfare i palati più raffinati, e io resto la solita lettrice che se la lega al dito per le inezie, aggiunge un "meno" alle quattro stelline, e piange in un angolino, orfana, triste e sola, perché di romanzi così ne ha sempre bisogno e quando finiscono mancano da morire.

N.B.  Sembra che Jess Kidd abbia preso in considerazione l'idea di un libro dedicato a una giovane signora Cauley e non avete idea di quanto il suo personaggio se lo meriti. 

Acquista su Amazon


23 ottobre 2015

Recensione, CENTRAL PARK di Guillaume Musso

Avevo iniziato Central Park di Musso per abbandonarlo dopo poche pagine causa congiuntivite stagionale e poi nel week end, complice la pioggia e il meritato relax l'ho ripreso, ricominciato e finito in poche ore. Che dite... mi sarà piaciuto? Be', non è difficile indovinare, visto che la lettura compulsiva è decisamente un buon segno ^_^

Central Park di Guillaume Musso 

| Bompiani, 10/2015 | pag. 304 | € 18,00 |
New York. Otto del mattino. Alice, una giovane poliziotta di Parigi, e Gabriel, pianista jazz americano, si svegliano ammanettati tra loro su una panchina di Central Park. Non si conoscono e non ricordano nulla del loro incontro. La sera prima, Alice era a una festa sugli Champs-Elysées con i suoi amici, mentre Gabriel era in un pub di Dublino a suonare. Impossibile? Eppure... Dopo lo stupore iniziale le domande sono inevitabili: come sono finiti in una situazione simile? Da dove arriva il sangue di cui è macchiata la camicetta di Alice? Perché dalla sua pistola manca un proiettile? Per capire cosa sta succedendo e riannodare i fili delle loro vite, Alice e Gabriel non possono fare altro che agire in coppia. La verità che scopriranno finirà per sconvolgere le loro vite.
Voto:
 ---

Leggere Musso potrebbe diventare un vizio. Mi piace proprio.
Questa volta l'autore francese gioca con la trama e il vissuto dei personaggi per dar vita a una storia che sembra uscita direttamente dalle turbe mentali di Sebastian Fitzek e Wulf Dorn, abbandonando, ma solo apparentemente, i risvolti sentimentali tipici delle sue storie.
Pur amando sinossi in cui l'amore vuole essere il protagonista indiscusso e assoluto, Musso ama anche la suspense, pertanto non avrebbe dovuto stupirmi questa sua ultima uscita anche se, lo ammetto, l'avevo sottovalutata. Non come contenuti, sia chiaro, mi aspettavo un bel romanzo, ma non un vero e proprio thriller. Invece nonostante non possa - e soprattutto non voglia - rivelarvi troppo, devo dirvi che il ritmo teso e i continui ribaltamenti ti portano a consumare le pagine in poche ore e il finale è di quelli che rimette a posto ogni singolo tassello di un puzzle abilmente disfatto.
Insomma, anche questa volta, Musso ha fatto centro!
Central Park è un romanzo veloce e incalzate, l'autore non si perde in inutili descrizioni e in dettagliati approfondimenti psicologici, preferisce far conoscere i suoi personaggi attraverso le parole e le azioni ed è una scelta oltremodo obbligata, perché solo alla fine si scoprirà il loro vero volto.

Tutto inizia a Central Park dove Alice si risveglia ammanettata a Gabriel. Lei poliziotta francese, lui jazzista americano, non ricordano nulla, sanno solo che il giorno prima erano da tutt'altra parte del mondo; una a Parigi con le amiche, l'altro in un locale di Dublino. Ma c'è di più. La camicia di Alice è sporca di sangue e sul braccio di Gabriel sono incisi una serie di numeri... poco alla volta il passato della donna torna prepotentemente a farsi strada nel suo presente, un passato che non ha mai avuto un volto, ma che le ha tolto le persone più importanti della sua vita rendendola schiva e diffidente.

I continui fashback faranno luce su un caso che tre anni prima aveva sconvolto Parigi e che per Alice era diventato una vera e propria ossessione. Era lei che voleva fermare il killer interrompendo la catena dei delitti; era lei che voleva fare giustizia a nome di tutte le donne che avevano perso la vita; era lei che, sprezzante del pericolo, aveva infranto le regole e dato un calcio al buon senso. Ma oggi è tardi per voltarsi indietro, Alice ha pagato a caro prezzo la propria ostinazione e forse solo la vendetta potrà placare quel tormento che non le da tregua.

Attraverso una serie di indizi e sconvolgenti rivelazioni che scoperchieranno i fantasmi della memoria, Alice e Gabriel si muoveranno in una New York fatta di verità e cliché, e nonostante alcuni momenti di stallo e altri i n cui la logica sembra abbandonare il filo conduttore, il finale sbroglierà i nodi di una matassa di cui non ci si aspetterebbe mai il risvolto. Allo stesso tempo ribalterà il piano di lettura dell'intero romanzo, ogni singola situazione avrà un nuovo significato, ogni parola pronunciata un peso diverso. Avrei solo evitato la vena sentimentale a cui Musso non può fare a meno di ricorrere, non se ne sentiva il bisogno e anche se potrà appagare il lato romantico di molte lettrici toglie credibilità alla storia (ecco perché non ho dato 4 stelline intere).

Ma il punto forte di Central Park per me resta la scoperta di una verità scomoda, impietosa, amara. È anche lo stile di Musso - pacato, dosato, privo di fronzoli e eccessi - che ti fa presagire a un epilogo in grado di colpirti senza ferirti, invece una volta sfogliata l'ultima pagina ti accorgi che tutti quei colpi, apparentemente lievi, hanno lasciato il segno.


Acquista su Amazon 



16 ottobre 2015

Recensione, LA VERITA' SUL CASO HARRY QUEBERT di Joël Dicker

Ho rimandato questa recensione fino all'inverosimile, ma è arrivato il momento di dirvi come la penso sull'osannato romanzo di Joël Dicker, anche se ormai l'ho spifferato ai quattro venti e per molti non sarà più una sorpresa ;)
Ovviamente è la mia modestissima opinione, quindi se avete amato il libro non prendetevela, anzi scrivetemelo pure, mi fa sempre piacere confrontarmi con chi la pensa diversamente da me!
Buona lettura!

La Verità Sul Caso Harry Quebert di Joël Dicker 

| Bompiani , 2013 | pag.779 | € 19,50 |

Estate 1975. Nola Kellergan, una ragazzina di 15 anni, scompare misteriosamente nella tranquilla cittadina di Aurora, New Hampshire. Le ricerche della polizia non danno alcun esito. Primavera 2008, New York. Marcus Goldman, giovane scrittore di successo, sta vivendo uno dei rischi del suo mestiere: è bloccato, non riesce a scrivere una sola riga del romanzo che da lì a poco dovrebbe consegnare al suo editore. Ma qualcosa di imprevisto accade nella sua vita: il suo amico e professore universitario Harry Quebert, uno degli scrittori più stimati d'America, viene accusato di avere ucciso la giovane Nola Kellergan. Il cadavere della ragazza viene infatti ritrovato nel giardino della villa dello scrittore, a Goose Cove, poco fuori Aurora, sulle rive dell'oceano. Convinto dell'innocenza di Harry Quebert, Marcus Goldman abbandona tutto e va nel New Hampshire per condurre la sua personale inchiesta. Marcus, dopo oltre trent'anni deve dare risposta a una domanda: chi ha ucciso Nola Kellergan? E, naturalmente, deve scrivere un romanzo di grande successo.

Voto:
(tutte le parti in cui è presente Nola o la mamma di Marcus)
(tutte le parti in cui ci sono solo Harry e Marcus)

(tutto il resto)

Non mi meraviglio che la Francia abbia riempito Joël Dicker di premi, loro sono fatti così. Tentano di trasformare tutto quello che toccano in oro e ci riescono praticamente sempre, anche quando tra le mani si ritrovano tanto fumo e poco arrosto.
Ogni volta che vado in vacanza in questo Paese stupendo mi rendo conto di quanto ci sappiano fare. Sono dei ruffiani con un ego smisurato e che dire? Fanno bene. C'è un attentato a Parigi? Nel loro telegiornale la notizia dura 5 minuti, gli altri 25 sono dedicati alla tavola, al mare, alla montagna e a dirci quanto si stia bene in Francia. Il nostro turismo cala, il loro aumenta.
Sono bravi cavolo, non condivido tantissime cose del loro sistema, ma sanno come valorizzarsi.

Di solito non mi faccio infinocchiare dalle campagne mediatiche, ma questa volta sono stata subito attratta dalla storia e complice la super spesa con Marito, il libro è finito nel carrello. Non l'ho letto subito, per me l'importante era averlo, sapere di potermi svegliare un giorno con la voglia di leggerlo e averlo lì, a portata di mano.
Alla fine l'ho infilato nella valigia delle mie vacanze estive. Mi aspettava un viaggio bellissimo, e cosa c'era di meglio di un thriller che per sentito dire si divorava in poche ore nonostante la mole? Niente.
Posso solo dire che è vero. Il romanzo scorre velocissimo, ma se a tratti è coinvolgente in altri è fastidioso e quasi imbarazzante. Mi sono chiesta più volte come l'autore abbia potuto dar vita a pensieri tanto profondi e poche righe dopo a dialoghi tanto insulsi. Roba degna del bipolarismo più cronico, giuro.
Eppure, lo ripeto, si arriva all'ultima pagina in tempi record...
Ho chiuso il libro con un sorriso. E' ironico come finzione e realtà siano un po' la stessa cosa e non capisco se l'autore pecchi d'ingenuità o se si sia divertito a prendersi gioco di noi lettori. Fatto sta che racconta le dinamiche dell'editoria e di come i successi si possano studiare a tavolino e non ho potuto fare a meno di vederci la sua di storia. Non quella di Harry o di Marcus, ma proprio quella di Joël . Poi non nego che il romanzo abbia dei grandi punti di forza, ma pecca anche stilisticamente, perdendosi in un mare di ripetizioni melense e nauseanti, per non parlare delle forzature che in un giallo non dovrebbero esistere.
La trama credo sia nota ormai a tutti. Marcus, uno scrittore che sta attraversando il classico periodo di "blocco" inizia a indagare sul passato del suo mentore e amico Harry Quebert, accusato di aver ucciso la giovane Nola con cui avrebbe avuto una relazione più di trent'anni prima.
Indagini che avanzato in modo quasi ridicolo, ma come viene spesso sottolineato quello che conta in un libro non è sempre lo stile, ma la morbosità della storia.
Marcus dovrebbe approfittare della situazione per scrivere una biografia su Harry, che lo faccia bene o male non ha importanza, tanto venderà in ogni caso, perché la gente ama spiare dal buco della serratura la vita degli altri, vuole aprire i loro armadi e trovarci dentro quanti più scheletri possibili. Ed è il motivo per cui il romanzo di Dicker si legge in fretta. Per curiosità.
Ma dopo?
Dopo non resta nulla, guardandosi a ritroso si pensa solo a quanto le indagini di Marcus procedano grazie a espedienti poco credibili: poliziotti che spifferano informazioni confidenziali come se fossero pettegolezzi da quattro soldi, avvocati che aggirano la legge in modo inusuale, paesani spesso troppo caricaturali, ma con la battuta giusta al momento giusto.
Purtroppo tutto andava ridimensionato, perché ogni dettaglio è così esasperato che spesso si sfocia nella parodia. Dicker mi è sembrato addirittura classista. I paesani sono così ignoranti e pieni di cliché da sembrare delle macchiette degne di una qualche vignetta umoristica, mentre Harry o Marcus, colti e intelligenti, si riempono la bocca di belle parole, ma i toni alla lunga diventano pomposi e saccenti in modo quasi fastidioso.
Dopo ottocento pagine resta il bluff. O forse questo romanzo non voleva essere un thriller, ma una specie di autobiografia, forse il senso del libro sta altrove e allora sì, Dicker in questo caso si meriterebbe un applauso, perché la sua partita a pocket l'ha vinta e molti non si sono accorti dell'inganno.

"Sai cos'è un editore? È uno scrittore mancato il cui padre aveva abbastanza soldi da consentirgli di appropriarsi del talento altrui."
da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/vita/frase-201048?f=w:5688>

Acquista su Amazon



3 settembre 2014

Recensione, TU CONTRO DI ME di Jenny Downham

Buonasera popolo di lettori in giro per il web!
Oggi sono più di corsa del solito, ma ci tenevo a postare una nuova review! Non ho fatto in tempo a caricarla sul sito quindi la troverete qui sotto per intero!

Tu Contro di Me di Jenny Downham

| Bompiani, 2014 | pag.388 | € 18,90 | 

Due normali famiglie inglesi, una povera, i McKenzie, l'altra ricca, i Parker. Michael McKenzie è un ragazzo mite e sensibile. Lavora in un pub, ha due fratelli, una madre depressa e alcolizzata e un problema da risolvere: sua sorella Karyn è stata violentata da Tom Parker, che è stato arrestato ma subito messo in libertà vigilata grazie ai soldi e alle conoscenze del padre. Michael vuole vendicarsi, come minimo riempire Tom di botte facendosi aiutare da Jacko, il suo amico del cuore. Ma a casa dei Parker si festeggia il rilascio di Tom: non c'è nulla da fare. Eppure no, qualcosa c'è: lo sguardo che Michael scambia con Ellis, la sorella minore di Tom. E' amore a prima vista, anche se Ellis non sa nulla di Michael, e lui nulla le rivela di sé. Cerca piuttosto di carpire informazioni su Tom, mentre Ellis deve fronteggiare la cattiveria delle compagne di scuola e Karyn va in crisi. Ma alla fine Ellis scopre chi è veramente il suo innamorato. Non c'è più tempo, è lei ora a dover prendere una decisione: quella di dire finalmente la verità, tutta la verità su quella maledetta storia che ha rovinato la sua famiglia e quella di Michael.

Voto:

È con abiti incolori, calze coprenti, camicette accollate e scarpe basse che Ellie Parker deve affrontare il mondo dopo che suo fratello è stato accusato di aver violentato la giovane Karyn McKenzie. Ellie deve dare a tutti l'impressione di essere la classica studentessa diligente che tutte le mattine esce per andare a scuola e terminate le lezioni torna a casa, dove l'attende la sua perfetta famiglia. È una farsa, una recita, ma lei cerca di calarsi in quel ruolo per il bene di tutti.
Dall'altra parte della città, nella zona del porto, lavora Mickey McKenzie, il fratello di Karyn, un ragazzo che sogna di diventare uno chef, ma che ha momentaneamente accantonato progetti e speranze per affrontare quella quotidianità che sua madre non riesce a garantire con regola. È lui che accompagna la sorella minore a scuola; è lui che conforta e rassicura Karyn; ed è sempre lui che cerca di tenere la madre lontano dalla bottiglia. E come se le giornate non fossero già abbastanza lunghe e incasinate ci si mettono anche la polizia e l'assistente sociale a complicare il tutto e a rendere quel quadro spaventosamente grigio ancora più incolore.

Ellie e Mickey sono sui fronti opposti dello stesso campo di battaglia. Dovrebbero odiarsi, ma quando si conoscono, per quanto tentino di sfruttare la situazione a proprio comodo, non ci riescono. Mickey vorrebbe usarla per incastrare Parker, lei per assolverlo. Ma per quanto in guerra sia più facile odiare che amare a loro capiterà l'esatto contrario...

Jenny Downham è riuscita a trattare un argomento molto delicato con assoluto garbo e tanta delicatezza. L'ha fatto senza puntare il dito contro nessuno, nemmeno contro Tom, il fratello di Ellie, che non ci viene presentato come un ragazzo violento e pieno di rabbia, ma come un giovane insicuro, alla ricerca di un forte senso di affermazione e accettazione. Per questo non sono riuscita a condannarlo in toto, non ce l'ho fatta, tutto il mio "io" femminista con tanto di maschera e mantello da giustiziere è rimasto in un angolo a guardare. In silenzio. Volevo giustizia, ma volevo anche capire.
Alla fine ho capito che a uscire davvero sconfitta da questo romanzo è la famiglia Parker. Quella famiglia che sembra volersi vestire di una finta perfezione per non macchiare il loro nome e che si copre occhi e orecchie per non vedere e sentire la verità. Sono loro quelli che vanno davvero biasimati. Vogliono che Ellie la smetta di guardare indietro e per confonderla comprano bugie e inganni in grado di rendere reale quello che non lo è, ben consapevoli di quanto lei sia malleabile e fragile.
Sarà Mickey a rendere Ellie consapevole della propria esistenza. Sarà Ellie a cambiare le carte in tavola. Succederà tutto per gradi, con estrema naturalezza, i meccanismi che si innescheranno non avranno mai forzature e anche se Mickey e Ellie non saranno i protagonisti indimenticabili dei tanti romance in cui mi piace crogiolarmi, sono i perfetti portavoce di uno scorcio di vita reale.
Per questo mi è piaciuto Tu Contro di Me. È un libro che senza strillare si fa sentire. Ed è un libro che senza narrare storie lacrimevoli e passioni sfrenate tra adolescenti problematici dice più di quel che sembra. Ci sono Ellie e Mickey, c'è un mondo intorno a loro che tenta di fagocitarli, c'è il tempo che scorre inesorabile senza che riescano a starci dietro. Ci sono momenti di coraggio e altri di vigliaccheria. Ci sono parole dette con rabbia e altre con tenerezza. Ci sono inganni e tradimenti. E poi c'è il momento in cui capiscono che è arrivato il momento di fermarsi e di riprendersi indietro quello che avevano perso.
Dall'autrice di Voglio Vivere Prima di Morire un romanzo meno controverso, ma in grado di trovare tutta la polvere che spesso si nasconde sotto i tappeti più pregiati.

Acquista su Amazon

Nota: I commenti rilasciati a questo post, saranno visibili anche nella pagina del sito dedicata alla recensione.

20 novembre 2012

Recensione, Senza Pietà di Patricia Highsmith

Come ho più spesso dichiarato, il sito è sì una mia creatura, ma se sono arrivata alle 500 recensioni è anche grazie ai vari collaboratori (di passaggio, saltuari, o più o meno duraturi) che hanno voluto condividere le loro opinioni sul mio spazio virtuale.
Da oggi ritornano le recensioni di Alby, probabilmente qui sul blog non lo conoscete, ma spero che la sua passione per i libri gialli contagi un po' anche voi!

Senza Pietà di Patricia Highsmith
Bompiani, 2001
Pagine 288



Recensione
Trama: Per Sidney è solo un gioco: quando la moglie parte per una vacanza, allo scopo di mettere fine alle continue liti coniugali di cui sono testimoni tutti i vicini, l'uomo progetta il delitto perfetto per liberarsi di lei. Ma la donna non ritorna più in città, nessuno sa dove si trovi, e Sidney dovrà fare di tutto per convincere polizia e conoscenti di non essere un assassino. Un thriller irresistibile, dalle sottili e raffinate connotazioni psicologiche, da un'autrice di cui si annunciano continui adattamenti cinematografici. 

Nota: Vi ricordo che i commenti rilasciati a questo post, saranno visibili anche nella pagina del sito dedicata alla recensione.