12 gennaio 2018

Recensione, IL RICHIAMO DEL CUCULO di Robert Galbraith

Buonasera lettori, eccomi qui a parlarvi della mia prima lettura del 2018! Prevedevo un inizio col botto e invece ho arrancato per 550 pagine... ahhhhh, destino infame!

Il Richiamo del Cuculo di Robert Galbraith

| Salani, 2014 | pag. 547 | € 12,00 |
- serie Cormoran Strike #1 -

Il primo caso per Cormoran Strike in questo romanzo di esordio di Robert Galbraith, pseudonimo di J.K. Rowling, autrice della serie di Harry Potter e de "Il seggio vacante". Londra. È notte fonda quando Lula Landry, leggendaria e capricciosa top model, precipita dal balcone del suo lussuoso attico a Mayfair sul marciapiede innevato. La polizia archivia il caso come suicidio, ma il fratello della modella non può crederci. Decide di affidarsi a un investigatore privato e un caso del destino lo conduce all'ufficio di Cormoran Strike. Veterano della guerra in Afghanistan, dove ha perso una gamba, Strike riesce a malapena a guadagnarsi da vivere come detective. Per lui, scaricato dalla fidanzata e senza più un tetto, questo nuovo caso significa sopravvivenza, qualche debito in meno, la mente occupata. Ci si butta a capofitto, ma indizio dopo indizio, la verità si svela a caro prezzo in tutta la sua terribile portata e lo trascina sempre più a fondo nel mondo scintillante e spietato della vittima, sempre più vicino al pericolo che l'ha schiacciata. Un page turner tra le cui pagine è facile perdersi, tenuti per mano da personaggi che si stagliano con nettezza. Ed è ancora più facile abbandonarsi al fascino ammaliante di Londra, che dal chiasso di Soho, al lusso di Mayfair, ai gremiti pub dell'East End, si rivela protagonista assoluta, ipnotica e ricca di seduzioni.
Voto:

Ahi, ahi, ahi. A saperlo che era un giallo investigativo, chissà, forse non l'avrei letto, oppure sì, perché la curiosità di scoprire la Rowling in questa nuova veste sarebbe stata comunque troppa. Quindi eccomi qui, con le dita sulle tastiera e senza un'idea precisa di cosa scrivere, perché in fondo questo romanzo non è che non mi sia piaciuto, Cormoran Strike è un gran bel protagonista, ma quasi 550 pagine portano veramente alla noia più devastante.
Vi dico solo che sono arrivata alla fine perché l'ho letto in compagnia ed ero spronata (Giada, ti voglio bene!), altrimenti non so come sarebbero andate le cose, secondo me non bene. Però adesso sono contenta, dico davvero, sono contenta perché ho avuto la conferma che i miei sospetti erano tutti esatti (anche se mentre leggevo pensavo "ti prego, ti prego, ti prego, fa che non sia...") e perché adesso posso vedere la serie tv 8)
Però cavolo... la Rowling di Harry Potter era molto più furba e misteriosa. Addirittura nerissima. Invece Il Richiamo del Cuculo è un giallo a tutti gli effetti, un romanzo strutturato su una serie di interrogatori nemmeno troppo informali e sulla ricostruzione finale degli eventi.
Il romanzo parte bene, con uno schianto al suolo di grande effetto. A buttarsi dal balcone è Lula Landry una famosa modella frivola e vulnerabile dal passato burrascoso. Suicidio, dicono i tabloid. Omicidio, afferma a gran voce il fratello di lei, che affida il caso al neo-detective Cormoran Strike un uomo con tanti chili quanto cervello. E non lo si direbbe da subito, perché ha quel tipico aplomb inglese (in netto contrasto con l'aspetto minaccioso) del genere "niente mi scalfisce, tutto mi scivola addosso." Poi l'autrice porta a galla le sue origini (figlio di una rock star e di una groupie), i suoi anni in Afghanistan all'interno della polizia militare e ci fa conoscere un uomo dal forte bisogno di certezze e verità. Un uomo solido, tutto d'un pezzo (a parte che gli manca una gamba, ma quella è in lega... solidissima quindi!) con l'intuito di un moderno Sherlock Holmes.
Vorrei poter dire che con Robin Ellacott, la sua giovane e intraprendente stagista, forma un duo fantastico, ma più che una spalla Robin è un arto fantasma (una gamba magari?); le indagini che compie in totale autonomia ci vengono svelate a posteriori e la sua vita privata si snocciola in sordina attraverso racconti e pensieri. Il fatto è che il romanzo nonostante usi la terza persona non sposta mai l'inquadratura dal protagonista e tutto quello che accade al di fuori della sua scena ci viene spiegato. Allora... 1) a me gli spiegoni - di qualsiasi tipo - stanno proprio sulle scatole 2) sono una fan dell'indagine pericolosa. Capito? PE-RI-CO-LO-SA! Qui invece detective e indiziato si siedono sempre al tavolino di un bar, bevono e conversano. Se non sono in un bar sono a casa di Tizio, di Caio o di Sempronio, sempre comodamente seduti. Ma si può? Cormoran, sei stato in Afghanistan, sei uno tosto, tira fuori un kalašnikov e grida "confessa bastardo, o ti faccio saltare le cervella!".
Insomma, a conti fatti posso solo dire che Il Richiamo del Cuculo è un libro troppo inglese per me, troppo educato nonostante le parolacce e i personaggi decisamente fuori dagli schemi. Ed è un peccato perché mi è piaciuta questa Londra fatta di burattini e falsi scintilli e la storia della ragazza - Lula - cresciuta nel nido sbagliato (bellissimo il riferimento al cuculo, un uccello parassita che arriva anche a non sfamare i suoi piccoli) aveva un potenziale altissimo. Però tutto si risolve alla vecchia maniera, senza un solo colpo di scena e con il solito banalissimo movente.
Mi dicono in tanti che i seguiti sono migliori, ma al momento metto in pausa Cormoran e mi butto su un thriller che spero sappia regalarmi tensione e adrenalina. A malincuore mi tocca dirlo. La Rowling questa volta è senza infamia e senza lode.

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1 commenti:

Mr Ink ha detto...

Per fortuna, facilmente annoiabile e tutto, non mi era pesato per nulla. Anzi.
Gli altri, per la tua gioia, saranno più violenti e "comici", con gli inciuci tra i due. La serie, invece, presto abbandonata a sé stessa.

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