9 aprile 2018

Recensione, LA FIGLIA SBAGLIATA di Raffaella Romagnolo

Lettori, buon pomeriggio!
Oggi condivido con voi la recensione di un romanzo bello, intenso e scritto ad arte. Oggettivamente non ha un solo difetto. Soggettivamente mi ha coinvolto, ma non stravolto, e visto l'argomento che tratta avrei voluto uscire da questa lettura un po' più provata. Sarò la solita esigente, che vi devo dire!

La Figlia Sbagliata di Raffaella Romagnolo

| Frassinelli, 2015 | pag. 170 |

Un sabato sera come tanti in una cittadina della provincia italiana. La tv sintonizzata su uno show televisivo, nel lavandino i piatti da lavare. Un infarto fulminante uccide il settantenne Pietro Polizzi, ma Ines Banchero, sua moglie da oltre quarant'anni, non fa ciò che ci si aspetta da lei: non chiede aiuto, non avverte amici e famigliari, non si preoccupa di seppellire l'uomo con cui ha condiviso l'esistenza. Comincia così un viaggio dentro la vita di una coppia normale: un figlio maschio, una figlia femmina, un appartamento decoroso, le vacanze al mare, la televisione e la Settimana Enigmistica. Ma è una normalità imposta e bugiarda, che per quarantacinque anni, per una vita, ha nascosto e silenziato rancori, rimpianti, rimorsi e traumi. E mentre giorno dopo giorno la morte si impadronisce della scena, il confine fra normalità e follia si fa labile.
Voto:

Un bell'esercizio di stile questo de La Figlia Sbagliata di Raffaella Romagnolo che in meno di duecento pagine racconta le tragiche e spesso consuete dinamiche che si possono innescare all'interno di una qualsiasi famiglia.
Inizia tutto dalla fine. Una fine che prende lo stomaco per la surreale veridicità che descrive. Pietro e Ines, quarantatré anni di matrimonio alle spalle, una cucina che fa da sfondo, poche chiacchiere, la tv accesa a spezzare quel silenzio che ormai è la loro unica compagnia e poi l'infarto che arriva rapido, inaspettato, fatale. Pietro non fa in tempo a chiedere aiuto o ad alzarsi da tavola che la morte se l'è già portato via. E Ines cosa fa? Niente. Finisce di asciugare le stoviglie, commenta tra se e sé i programmi televisivi, e poi va a dormire.
Intanto passato e presente scivolano uno verso l'altro, tra i ricordi delle estati al mare, i figli da crescere e quel matrimonio che Ines si è impegnata a trasformare in un capolavoro di pace e serenità. Lei non è fatta per burrasche e tempeste, l'amore vero, per durare, deve essere ragionevole e pacato, non impetuoso e complicato.
In un panorama di orizzonti limitati i pensieri di Ines si fanno via via più sconclusionati e deliranti; il morboso legame con Vittorio, il figlio perfetto, quello messo costantemente in discussione con Riccarda, la figlia ribelle, le zavorre che nonostante tutto non l'hanno tenuta ancorata alla realtà, rendono il quadro complessivo surreale e visionario. Perché il grande tema di fondo ne La Figlia Sbagliata, è la pazzia, l'alienazione. Un tarlo del dna, un morbo contagioso, una via di fuga. Ci sono tante strade per scappare dalle responsabilità, dai dolori e dagli amori e alcune sembrano più semplici di altre. Oppure sono semplicemente strade obbligate.
Un percorso, quello di Ines, articolato, fatto di scelte sbagliate, rapporti disfunzionali, legami falliti. Pagina dopo pagina, come in un rebus, le risposte si fanno più chiare e la protagonista, una donna che non sono riuscita a non biasimare per il poco coraggio, per i vani tentativi di accontentarsi sempre e comunque e per aver rovesciato le proprie inespresse frustrazioni su un figlio che tutto voleva essere, tranne che perfetto, è la soluzione a un'enigma che si chiama vita. Siamo artefici dei nostri successi, così come delle nostre rovine. Non è sempre colpa del destino.
Raffaella Romagnolo ha scritto davvero un buon romanzo. Penetrante, schietto, vero. La Figlia Sbagliata è quel tipo di libro che lo si potrebbe anche rileggere perché ha più piani di lettura e alcune sfumature sarebbe bello poterle cogliere con una consapevolezza diversa.
Oggettivamente lo promuovo senza riserve. Soggettivamente avrei voluto esserne un po' più coinvolta. Anzi, stravolta.

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2 commenti:

Mr Ink ha detto...

A me, invece, era piaciuto moltissimo.
Pensa che, a distanza di anni, ricordavo ancora i nomi dei protagonisti. Che brava, la Romagnolo!

SilviaLeggiamo ha detto...

Non è che non mi sia piaciuto, anzi l'ho letto anche tutto d'un fiato, però dopo una settimana mi era un po' scivolato via. Comunque della Romagnolo comprerei sicuramente altro.