27 giugno 2012

Il romance - sproloqui e considerazioni

Chi mi conosce e ha seguito il sito in tutte le sue evoluzioni, saprà quanto mi sono moralmente battuta per dare un minimo di pregio alle collane da edicola che spesso vengono, non dico disprezzate, ma relegate a "letture di serie C". In particolare quando si parla di romance, o più genericamente di romanzi al femminile, subito balenano alla mente le famose copertine "petto e coscia" (il petto di lui e la coscia di lei), gli intramontabili harmony, e casalinghe represse che tra una passata di straccio e una di polvere si tuffano in questi libri alla ricerca di un appagamento che non trovano tra le mura domestiche.
Almeno questo è il quadro sbagliatissimo dell'immaginario comune, immaginario che fortunatamente sta cambiando, anche se mi capita ancora di sentire frasi come: "Quel libro è orrido, sembra una storiella in stile harmony". Ecco io mi chiedo se quelle persone l'abbiano mai letto un harmony, e anche se l'hanno fatto perchè si arrogano il diritto di classificarlo come infima lettura? È come se leggessi qualche titolo fantascientifico e poi me ne uscissi con "l'Urania fa schifo". No, non l'Urania, magari quel titolo, magari quell'autore, non un'intera collana editoriale. O magari è il genere che non fa per me e a quel punto me ne sto zitta del tutto, perchè non parlo di cose che non rientrano nelle mie corde dal momento che è ovvio che non troveranno mai un mio riscontro.
   
Bisogna ammettere che l'evoluzione grafica c'è stata ^^

Personalmente di Harmony ne ho letti pochi, solo alcuni, ma perchè a me piace il romanzone lungo. Però, tanto per fare un esempio, quando iniziai la serie di Janeth Evanovich dedicata a quella pazza di Stephanie Plum, scoprii che l'autrice aveva mosso i primi passi proprio nel romance e che erano stati pubblicati dei suoi romanzi nei Bluemoon (una collana editoriale di Armando Curcio). Li recuperai in qualche mercatino dell'usato e li lessi subito. ADORABILI! Devo però ammettere che le copertine erano davvero inguardabili, ho fatto violenza su me stessa per postare qui sopra quella di Un Adorabile Vicino... Ma torniamo a noi. I primi passi in questo genere li avevo comunque già fatti, non ero acerba del tutto, essendo approdata al romance con K.E. Woodiwiss (e con Shanna), una delle poche autrici che anni fa aveva edizioni di tutto rispetto e che tuttora viene ristampata.
Come forse capita a molti lettori, io vado a periodi. Periodo giallo, periodo fantastico, periodo distopico (quello attuale) e sì, ho avuto anche il periodo rosa, genere che non ho mai abbandonato e nemmeno ci penso. Ma in "quel" periodo in particolare i romanzi da edicola mi  aprirono un mondo. Un mondo bellissimo! Un mondo che non appartiene a donne frustrate o casalinghe represse, ma a donne che credono ancora nei sentimenti e nei lieto fine. E sempre in quel periodo feci man bassa de I Romanzi Mondadori, una collana sempre da edicola dove ho scoperto autrici e libri fantastici (Julia Quinn, Lisa Kleypas, Lorraine Heath, il toccante Con Gli Occhi dell'Amore) per poi approdare in breve tempo alle pubblicazioni Harlequin Mira. Romance contemporanei in libreria si può dire che non se ne trovassero, ma grazie all'Harlequin mi si aprì un altro mondo.

     
Sulle copertine de I Romanzi purtroppo ci sarebbe ancora da lavorare
(e dire che le originali sono mooolto più belle), ma quelle dell'Harlequin
sono sempre state un passo avanti. Sobrie ed eleganti.

Qui ho conosciuto Erica Splinder, JoAnn Ross, LaVyrle Spencer e ho letto woman fiction, romantic suspance, chick lit. Anche Nora Roberts, oggi pubblicata e amata "dai più", ha fatto i suoi esordi in edicola, eppure eccola qui, su tutti gli scaffali delle librerie, con un numero di copie vendute da capogiro. E lo ammetto. A me solo in nome Nora Roberts mi faceva drizzare i peli delle braccia. Come poteva un'autrice così prolifica scrivere anche bene? Be' poteva. E può.
Fortunatamente oggi il romance è tenuto maggiormente in considerazione, la Leggereditore nasce proprio per curare la letteratura al femminile e di passi avanti rispetto a soli 10 anni fa se ne sono fatti tanti.
Ma la cosa che mi preme ricordare è che da Giungo la collana Harlequin esce finalmente anche in libreria con edizioni curate e copertine bellissime, dando pregio a un genere un tempo bistrattato.

Quel tempo sarà finito? Mi auguro proprio di sì, sicuramente i passaporala, i commenti, i blog di libri che spuntano come funghi e diffondono il verbo, hanno aiutato e aiutano, e io non posso che essere più felice. Tra tutti i generi si cela il buon libro e quello scadente. La lettura appassionata e quella deludente. Per me poi vale sempre la regola che non importa cosa si legge, l'importa è leggere!

7 commenti:

Giada ha detto...

Quoto tutto quello che hai detto ♥.
Ma quanto hai ragione? Te lo dico io, tantaaa. Spesso mi vergognavo non solo di dire che leggevo romance, ma anche di andare a comparli in edicola!
Perchè? Perchè come dici l'idea che ne aveva la gente (e che molti ancora ne hanno), è di un libretto per casalinghe disperate. Ma come si fa a definire un libro che riesce a coinvolgerti, a farti innamorare, di serie "C"?
C'è genere e genere, ma nessuno è inferiore ad un altro. I libri non sono belli solo perchè così dicono i più (tranne "il cavaliere d'inverno", se qualcuno dice che è brutto l'ammazzo), ma perchè quando lo leggi ti emoziona, ti fa piangere, sorridere...
E sono tanti i romance che ci sono riusciti e che considero delle piccole perle, al di là dell'opinione che ne ha la gente. Oltre alle autrici che hai citato, tra le mie preferite ci sono anche Teresa Medeiros e Jill Barnett, ho adorato tutti i loro libri ♥.
Anch'io ho letto pochissimi Harmony, ma perchè come te prediligo le storie più lunghe.
Riguardo le copertine, in effetti non sono il massimo, servono solo ad alimentare idee sbagliate. E spesso, per non dire sempre, non rispecchiano minimamente il libro. Un vero peccato, ma confido che presto anche quelle cambieranno.

SilviaLeggiamo ha detto...

Parto con ordine.
1) Posso vivere! Io non parlerò mai male del Cavaliere!
2) Teresa Medeiros e Jill Barnett piacciono molto anche a me, ho ristretto un po' la scelta o scrivevo un elenco chilometrico!
3) Riguardo alle copertine c'è ancora da lavorare, ma a quanto pare quando in edicola ci sono un tot di uscite, i numeri più venduti sono quelli con le cover più sdebosciate. Non ci posso credere T_T

SilviaLeggiamo ha detto...

*debosciate =_=

Anonimo ha detto...

Io non compro gli harmony non per le copertine ma per i tagli, non sopporto l'idea di leggere un libro non integrale, perciò quando anche io attraverso la fase rosa mi butto sugli euroclub. Almeno posso andare in giro togliendo la copertina. :-)

SilviaLeggiamo ha detto...

Sui tagli ci sarebbe da aprire un altro post in effetti e magari chi segue in specifico la collana Harmony potrebbe saperne più di me. Io posso solo dire che anche gli originali sono libri un po' sottiletta, quindi forse saranno solo edulcorati. Non saprei, non che ci sia da gioire per carità.
La tragedia però è quando viene pubblicato un libro che ci ritroviamo su tutti gli scaffali delle libreire a 18 euro e scopriamo che ha subito la stessa sorte.
I libri da edicola devono stare dentro un certo numero di pagine per forza, ma gli altri? Per fortuna non capita spesso, ma è successo.

Anonimo ha detto...

Harmony non ne leggo, ma ho mia mamma e mia zia che li comprano in continuazione. Anche io prediligo il romanzo lungo, però non è che se ne leggo uno brutto o insulso dico "sembrava un harmony" proprio perchè non leggendoli non saprei di cosa sto parlando. E credo che chi azzarda certi paragoni lo faccia a causa di molti luoghi comuni.
Bel post
marta

SilviaLeggiamo ha detto...

Purtroppo sì, troppi luoghi comuni, che andrebbero sfatati!