19 giugno 2012

Perchè in Italia si legge poco? Cause e conseguenze.

Perchè il Italia si legge poco?
Ormai lo sanno anche i sassi, i lettori italiani sono una piccola percentuale. Solo il 10% circa legge con regola, un 38% compra un libro all'anno, gli altri... il nulla.
C'è chi dice che l'Italia sia un paese pieno di distrazioni, e che il bel tempo non aiuti. Nei Paesi Nordici, il freddo e le piogge invogliano a stare in casa a leggere un buon libro, mentre gli italiani amano stare all'aria aperta. Ma è poi così? Io ci credo poco, il bel tempo c'è anche in Francia eppure leggono più di noi. E nei Paesi del Nord non è vero che leggono in casa al riparo dalle intemperie, anzi, i lettori sono ovunque, sui mezzi pubblici, nei cafè, in biblioteca.
Io dico che siamo un popolo di pigri. 


Leggere è un passatempo che richiede cuore, fantasia, immaginazione e sì, tempo. Quel tempo che ormai sembra davvero prezioso come il denaro. Chi non è capace di leggere, chi non sa cosa si sta perdendo, o non ha avuto dei buoni maestri, o è troppo preso da altro. Cosa? Internet, televisione, cellulari, ma anche palestra, sedute dall'estetista... ahimè, siamo il popolo dell'apparire. Non arriviamo a fine mese, ma abbiamo un cellulare di ultima generazione e chiediamo un prestito per andare in vacanza. Eppure un'ora di lettura non costa nulla e dà tanto.
Ma sapete qual è la cosa più tragica? Che la lettura porta cultura. E va bene essere un popolo di non lettori, ma il problema è che siamo un popolo governato da ignoranti. Il dramma è questo. Ne abbiamo avuto le prove. Interviste imbarazzanti in cui è emerso il nulla cosmico. Politici che non sanno coniugare i verbi, o svincolano da domande a cui non sanno dare risposta. Domande di cultura generale, ma anche domande inerenti al loro settore!!!
Probabilmente tutto parte dai banchi di scuola. Io avevo un professore che i libri me li faceva amare, non gliene fregava niente di cosa leggevano i suoi studenti, bastava che leggessero. Per questo in una classe di 25 ragazzi potevano girare anche 25 libri diversi, perchè ognuno doveva trovare il libro in armonia con le sue corde. Invece spesso sento di ragazzi che non leggono proprio perchè hanno impararto a odiare i libri a scuola. Assurdo. È come quando vai a catechismo e una volta finiti i sacramenti non entri più in chiesa. Possibile che le persone che dovrebbero farci avvicinare a una cosa, ci portino sul versante opposto? Possibile che questo capiti proprio qui, in Italia? Un Paese che è la culla della cultura!
Adesso sembra che le cose stiano cambiando. E devono continuare a cambiare. I giovani leggono più degli adulti, c'è solo da sperare che crescendo mantengano intatta questa passione e non si facciano fuorviare... d'altronde divertimenti, hobby, frivolezze, lavoro, casa e famiglia, non possono convivere con un buon libro? Io direi proprio di sì.

19 commenti:

Giada ha detto...

Condivido ogni tua parola! Come dici, spesso non si legge per pigrizia o perchè si crede di non aver tempo. Eppure basterebbero anche solo 10 minuti prima di addormentarsi...
Spesso poi chi non legge, ha perso proprio il gusto della lettura. Non sa nemmeno quali magie possono racchiudersi tra le pagine di un libro e non ha neanche la voglia di scoprirlo.

Lorenza Marabelli ha detto...

Bellissimo articolo! E' proprio tutto vero... spesso mi sono sentita prendere in giro perchè alla mattina punto la sveglia un po' prima, per poter leggere almeno un capitolo prima di iniziare la settimana: e tra me sorrido perchè proprio le persone che mi scherniscono non si rendono conto di quello che si perdono... immodestamente ritengo di essere più ricca (dentro) di loro. Purtroppo sono davvero troppe le persone che non capiscono la magia racchiusa nei libri: tristezza :-(

Lara ha detto...

effettivamente condivido la tua "diagnosi" gli italiano sono un popolo di pigri che amano dormire invece di leggere (al posto della pennichella un buon libro penso sia il modo migliore per trascorre un 'ora ma purtroppo è opinione di pochi).
inoltre l'amore per i libri vè necessario che sia trasmesso anche dalla persone chi ci sono vicine.
mio zio si almenta che la figlia quattordicenne non legge nonstante i libri che le sono stati regalati, molti anche dalla sottoscritta e che rimangono chiusi sullo scaffale , ma è anche vero che non ho mai visto i miei zii legegere e i casa loro non c'è neanche una mensolina con un libricino.
invece io ho visto sempre i miei genitori leggere, forse non molti libri perchè con i loro mille impegni diventava difficile avere un'ora per leggere ma riviste e quotidiani non sono mai mancati e ogni settimana faccio una busta di carta da riciclare con queste pagine ormai sciupate.
certo l'amore della lettura è una cosa alla fine innata, infatti mio fratello invece non è un'amentedel leggere, però semza ombra di dubbio va anche insegnata e stimolata!!!!

SilviaLeggiamo ha detto...

Sicuramente i giovani leggono di più, perchè hanno effettivamente più tempo. Però a questo punto anche i pensionati potrebbero leggere di più, ma forse negli anni, tra impegni vari, lavoro, casa e famiglia, si perde questo piacere che andrebbe comunque riscoperto.
Io almeno attribuisco *il non leggere* al tempo, perchè non credo che il cielo azzurro, il sole e gli uccellini che cantano possano distrarti, o viceversa, piove, fa freddo, allora leggo.
Può anche essere una casistica, ma mi sembra una semplificazione ai minimi termini di un "problema" più ampio.
Sicuramente è un hobby anche innato e non siamo tutti uguali, mio padre legge solo cose di lavoro, mia mamma anche romanzi, ma va molto a periodi. Invece leggeva tantissimo mia nonna e legge un sacco mio zio, quindi qualcosa ci sarà anche nel DNA XD
Ogni tanto me ne esco con una nuova elucubrazione, non fateci caso... mi vengono questi pallini in testa e mi piace condividerli qui con le anime pie che mi ascoltano! XD

Stefaniù ha detto...

E' proprio come dici tu: leggiamo poco perchè ci perdiamo dietro mille futili attività. E la scuola non aiuta. Ricordo con orrore la famigerata "scheda di lettura" che andava compilata dopo avere terminato un libro... Ma non sarebbe stata più utile e stimolante una discussione in classe? In compenso, un'ottima insegnante di italiano delle superiori ci leggeva i Promessi Sposi ad alta voce e me ne ha fatto innamorare. Io consiglierei ai lettori debolucci di ascoltare gli audiolibri. Quelli letti da attori professionisti sono fantastici!

Matteo ha detto...

Dov'è che devo firmare?!
No, bhè, perché sarei d'accordo praticamente su tutto!

Comunque io sarei tra quelli che durante l'adolescenza i libri un po' li hanno odiati, causa professori noiosi e che cercavano in tutti i modi di imporre roba forse poco adatta all'età... mi ricordo ad esempio "Fontamara" a 11 anni, che mi faceva venire gli incubi le notti prima dei fatidici giorni dell'interrogazione. :/ (e che però voglio rispolverare, non si sa mai, magari oggi...)

Luigi87 ha detto...

Un tema interessante di cui si potrebbe discutere per giorni interi. Concordo con la tua analisi ma tra le tante problematiche aggiungerei anche l'approccio curricolare con la letteratura. Infatti nelle scuole italiane gli autori non si studiano attraverso la lettura dei testi, ma attraverso lo biografia e le caratteristiche della poesie o della prosa. E questo non va bene perchè un autore si apprezza molto di più leggendo le sue opere che studiano la sua biografia. Per il resto concordo con te. Da noi, in Italia, manca proprio la cultura del leggere. La maggior parte delle persone lo trova troppo faticoso rispetto a guardare la tv (che in teoria rilassa perchè non ti fa pensare). E proprio l'assenza di pensiero sembra diventato un must imprescindibile del passatempo degli italiani. Una cosa davvero vergognosa, a mio avviso.

Anonimo ha detto...

Queste riflessioni potrebbero sembrare scontate ma non lo sono affatto. Come dici tu siamo un popolo di pigri, finito magari di studiare/lavorare ci piace spegnere il cervello e magari ci fossilizziamo davanti alla tv. E con questo non voglio dire che tutti dovrebbero leggere, ma un 10% è proprio poco. E non voglio nemmeno pensare a chi sta sopra di noi, a chi fa le leggi e magari non ha mai letto un classico... ho già l'orticaria...
Sarah

Sivy ha detto...

Carissima Silvia, questo post mi piace davvero molto.
Purtroppo hai ragione.. la gente non ha più tempo per fare nulla.. figuriamoci "buttarlo via" per leggersi un libro. Come ben dici, è importantissio che sin da piccolo qualcuno (vuoi i docenti, vuoi i nostri genitori) ci facciano apprezzare la compagnia di un buon libro. Fortunatamente come te, ho avuto degli insegnanti che ci hanno fatto sempre leggere e io l'ho sempre fatto con piacere. Purtroppo la maggio parte della gente trova sempre qualcosa di meglio o di più importante da fare. L'unica cosa che non sanno, ma che sappiamo bene noi, è che non immaginano nemmeno lontanamente cosa si perdono...

Anonimo ha detto...

non concordo completamente...certo siamo un po' pigri ma è anche vero che in Italia buona parte del sociale è affidata alle famiglie che non hanno più il tempo di dedicarsi alla lettura...e i bimbi e i genitori anziani, e per fare dei controlli medici ci vuole una vita, pagare una multa idem, spesso ti arrivano cartelle esattoriali senza senso e devi cmq perderci del tempo...buona parte del tempo ci viene risucchiato dalla disorganizzazione dello Stato....in più per leggere ci vuole anche una certa concentrazione e spesso arriviamo a fine giornata esausti...diciamo che un po' di attenuanti le abbiamo!

SilviaLeggiamo ha detto...

Approvo le attenuanti XD
Ovviamente chi ha una vita frenetica e stressante posso capirlo, come dici tu, per leggere ci vuole un minimo di predisposizione mentale, farlo con 2 bambini che ti strillano nelle orecchie non dev'essere il massimo, tanto per fare un esempio.
Ma ci sono anche quelle persone che scuse non ne hanno. Almeno io ne conosco una marea. Parlo anche di giovani che non hanno problemi come multe, affitti, mutui, visite, ma che preferiscono fossilizzarsi davanti a xbox & C. dando un bel calcio nel sedere al vecchio e caro "cibo per la mente".
In effetti un post per parlare di questo argomento è poco e riduttivo. Ce ne sarebbe da dire!

Anonimo ha detto...

Gentile Silvia, vorrei fare qualche breve riflessione sulla questione. Leggere produce persone colte, interessanti e interessate, che amano la propria lingua e, soprattutto, individui più intelligenti, e tutto questo genera un grande slancio verso la legalità: mi pare che nel nostro Paese ci sia ancora molto da fare. La scuola italiana spesso non aiuta, in quanto la società che esprime è confusa. Poi lei dice una grande verità: Possibile che le persone che dovrebbero farci avvicinare a una cosa, ci portino sul versante opposto? In questo nostro Paese, segnato da tanti problemi ma anche da tante potenzialità, questo modo di fare capita spesso, e senza voler fare delle dietrologie particolari, intendo riferirmi proprio alla legge Levi, che, nata per recare aiuto all’universo dei libri, ottiene risultati nella direzione opposta, mentre sarebbe stato sufficiente ascoltare tutti i soggetti coinvolti nella lettura, come i lettori. Ormai quella legge ha un anno: ci sarà una verifica, come quella stessa Normativa prevede? Non credo. Lei dice che le cose stanno cambiando,
alludendo ai giovani che leggono molto e che curano i blog letterari, e credo che questi comportamenti vadano sostenuti, ma non mi pare che ciò avvenga.
Eppure – lo ripeto - basterebbe poco.
Un caro saluto
Massimo Cortese

SilviaLeggiamo ha detto...

Quando dico che le cose stanno cambiando mi riferisco solo ai giovani che attualmente leggono di più rispetto a quelli di 10, 15 anni fa.
E' vero che ci sono anche i blog, quando ho aperto io il mio sito i portali che parlavano di libri si contavano davvero sulle dita di una mano, invece adesso c'è l'imbarazzo della scelta, ma in questo caso non vedo come lei nessun sostegno, nessun incentivo. Anzi. C'è chi vorrebbe regalare libri, sollevare l'interesse con piccoli giochi o concorsi e be', sembra che non si possa. Parlo dei giveaway ovviamente, tematica attualmente abbastanza spinosa.
Purtroppo è così. Leggere produce persone colte e in Italia chi sta in alto legge molto poco. La scuola... no comment. Potrei parlare per ore e non lo faccio per evitare un ennesimo attacco di gastrite.

Lucia Donati ha detto...

Il problema, è vero, è l'ignoranza. L'ignoranza rende meno capaci e meno liberi. Le persone che pensano che sia più facile non leggere e non conoscere, si lasciano sfuggire di mano la propria indipendenza.

Ilaria ha detto...

Concordo con quello che hai scritto: l'apparenza ormai conta molto di più di altro. Come esperienza personale, posso dirti che in casa sono l'unica a leggere (e siamo in 5!). Ma la cosa più triste è che i miei familiari pensano che il tempo che io "investo" nella lettura sia inutile, sprecato, perso. Non hanno rispetto per i libri che ho così faticosamente collezionato finora (non che me li toccano per carità! Però spesso li beffeggiano senza sapere quali libri io abbia in libreria e per loro che io legga "Moby Dick" o "Melissa P." non c'è nessuna differenza. Per quanto riguarda il lato scolastico ho avuto solo un'insegnante (una!!!) che ha spinto la mia classe alla lettura. Sono dell'idea che bisogna sempre farsi un'idea propria e la lettura (anche quella banale di libri stupidi) aiuta nel confronto.

Silvia Leggiamo ha detto...

Di fondo non importa cosa si legge, l'importante è leggere. Anche Topolino guarda, ma purtroppo ormai anche un fumetto costa fatica!
Io passo più di un'ora e mezza al giorno in corriera e pochissime volte ho notato qualcuno leggere. Sono tutti appiccicati ai loro cellulari, agli ipad, a giocare o a smanettare su facebook (e non parlo di ragazzini, ma proprio di adulti!). Insomma per carità, piace farlo anche a me, ma trovare un giusto compromesso non sarebbe male...

Anonimo ha detto...

Articolo giusto e interessante io sono una persona che sfruuta ogni momento disponibile per leggere e personalmente la ritengo un'avventura bellissima, interessante e tutta da vivere!

Anonimo ha detto...

secondo me, è vero tutto quello accennato però i ragazzi in addolescenza non pensano quasi mai ai libri ma ben a qualcos altro di più importante per loro.

Silvia Leggiamo ha detto...

Ciao Anonimo, è giusto che gli adolescenti facciano quello che credono importante e divertente, ma con un'educazione (anche scolastica) diversa, forse leggere non sarebbe visto come il classico passatempo da sfigati, o come una gran rottura di scatole! :P

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