9 novembre 2015

Recensione, MORGAN LOST - primo tempo -

Pargolo mi odia perché sto snobbando "l'angolo del fumetto" e ha ragione, sono imperdonabile, però le mie indagini e letture all'interno della nona arte non si sono mai fermate e oggi ho proprio voglia di parlarvi del nuovo nato in casa Bonelli: Morgan Lost.
10/2015 - Primo Tempo
Premetto che a me piace questa casa editrice e la sua politica conservatrice, alla faccia di chi dice che sono antiquati e che si dovrebbero modernizzare per stare al passo coi tempi, io dico NO! La Bonelli deve restare così com'è, può rompere qualche schema ogni tanto, può livellare certe sue spigolature, ma non deve assolutamente stravolgere il proprio assetto. Perché sia chiaro, per essere moderni e innovativi non si devono necessariamente far vedere tette e culi, tanto per fare un esempio.
Leggere il primo numero di Morgan Lost mi ha riportato a casa. In quella casa che mi aveva fatto conoscere Dylan Dog, Brandon e Julia, in quegli anni in cui andavano tanto di moda i film splatter, in quei luoghi di cui non ti stanchi mai di scoprire scorci e segreti.
Siamo negli anni Cinquanta in una New York che appartiene a un mondo ucronico (e pertanto ribattezzata New Heliopolis)  in cui Hitler è stato ucciso da Marlene Dietrich: niente seconda guerra mondiale, niente terzo reich, niente antisemitismo, ma un mondo che si è evoluto in fretta tanto da essere decisamente simile al nostro 2015, ma con chiari riferimenti alla Gotham City di Batman. Il Paese è governato da un'anonima ma onnipotente burocrazia e la tv ha lo strapotere di rendere i criminali delle vere e proprie star (Barbara d'Urso, hai capito a cosa potresti portare?).
Morgan Lost, da semplice gestore di un cinema d'essai, si ritrova - in seguito a un tragico evento - a vestire i panni del cacciatore di serial killer.
Della trama direi di non aggiungere altro, sappiate solo che quello che avrete tra le mani è un action thriller con probabili elementi paranormali e che Claudio Chiaverotti con questa sua nuova creatura è riuscito a fondere tradizione e innovazione.
Vogliamo parlare del disegno? Guardiamo due tavole.

 
[clicca per ingrandire]

Salta subito all'occhio la tricromia che va dal bianco al nero al rosso, un tocco artistico che omaggia pellicole come Sin City, che contribuisce a rendere l'atmosfera ancora più angosciante e pulp, ma è soprattutto un chiaro riferimento al daltonismo selettivo di Morgan che non può vedere altri colori se non questi (ma non è il suo punto di vista, il fumetto non è in soggettiva, sia chiaro.)
Michele Rubini, il disegnatore, ha fatto un lavoro eccellente, anche in questo caso in perfetto stile bonelliano. Personaggi tratteggiati nei minimi dettagli, scenari ricchi, quasi barocchi e - udite udite - ogni tanto la famosissima gabbia bonelliana non verrà rispettata (e per chi non lo sapesse questo è un vero atto di coraggio per loro!) dando vita a piccole opere d'arte.
Chiaverotti ci mette tanto di sé in quest'opera e nel personaggio. Morgan come lui soffre d'insonnia, non indossa occhiali neri, ma ha una maschera tatuata sugli occhi e la sua passione per il cinema è ovunque. Inevitabili le citazioni e i riferimenti che vanno da pellicole del primo Novecento come Viaggio nella Luna di Georges Méliès e Metropolis di Fritz Lang, a film più commerciali come Il Corvo di Proyas, Il Silenzio degli Innocenti di Demme o Grindhouse di Tarantino. Come se non bastasse ci sono anche vari omaggi all'arte figurativa, come la reinterpretazione dell'Urlo di Munch dove a gridare è Nosferatu, della Guernica di Picasso con le maschere di Venerdì 13 o delle ballerine di Degas che stringono tra le mani affilati rasoi.
Insomma questo primo albo, anzi, questo "primo tempo" non promette bene, ma benissimo! La storia del killer del rompighiaccio si concluderà nel secondo numero, ma in futuro le storie saranno studiate per essere autoconclusive, come fossero dei veri e propri film autonomi. Ogni uscita un mistero da risolvere, un serial killer da affrontare, delle vite da salvare.
Sicuramente è un prodotto commerciale, probabilmente per molti sarà un insieme di scopiazzature, per tanti i serial killer hanno già fatto il loro tempo e non sono più di moda, ma a me è piaciuto, il finale mi ha lasciato con una voglia incredibile di sapere cosa succederà nel secondo albo e come se tutto questo non bastasse Morgan è pure un gran figo...il più figo di tutti i protagonisti Bonelli <3 8)


Commento di Gianfranco F. (aka Pargolo)
Sono d'accordo con quanto detto sopra, solo che per me è stata una scoperta del tutto inaspettata, perché a me il tradizionalismo della Bonelli fa venire un po' l'orticaria.
Forse sono troppo abituato ai format americani in cui la parola tabù deve essere stata cancellata dai loro vocabolari, ma credo che una casa editrice debba stare al passo coi tempi.
Detto questo, reduce da Orfani che doveva essere una sorta di fumetto sperimentale per la Bonelli, un qualcosa di innovativo che avrebbe lasciato tutti i lettori a bocca aperta (e lo fa, ma per motivi che evito di dire) provavo un sincero terrore quando ho iniziato Morgan Lost. Devo però dire che avevo già apprezzato Chiaverotti in Brendon e Dylan Dog, quindi sì, i presupposti c'erano, e un albo non mi avrebbe di certo tolto troppo tempo o mandato in rovina (Madre, mi devi ringraziare, l'ho comprato io!)
In breve un successone! In futuro mi piacerebbe vedere una collana Bonelli con una storyline più lunga (loro tendono a creare prima i personaggi poi le storie, fare il contrario, no?), ma senza ombra di dubbio butto Orfani dalla finestra e metto Morgan Lost su un bel ripiano della mia libreria! Quattro stelle anche per me :)

Morgan Lost
uscita mensile dal 19/10/2015
Sergio Bonelli Editore
pag.90 - € 3,50

Voto:

Alla prossima 8)

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Un inizio stupendo, assolutamente da comprare!
Fabio

Unknown ha detto...

Confermo. Ho raccolto le mie impressioni nel mio neonato blog. Se a qualcuno può far piacere lo può trivare su:
https://storiedelmattino.wordpress.com/2015/12/04/morgan-lost-la-nuova-promessa-bonelli-firmata-chiaverotti/?preview=true

Unknown ha detto...

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