9 gennaio 2018

Recensione, NON STANCARTI DI ANDARE di Teresa Radice e Stefano Turconi

Lettori buonasera, finalmente trovo il coraggio di parlarvi di un romanzo grafico che ho bramato quanto l'ossigeno, un romanzo che consiglio e che mi ha davvero stretto il cuore, ma mi è successa una cosa strana: dopo averlo finito e aver pianto, poco alla volta sono venuti a galla i difetti, l'ho ripreso in mano, l'ho riletto e insomma... un po' mi sono arrabbiata. Non perché non sia bello, ma perché non è meravigliosamente perfetto come Il Porto Proibito (qui la recensione). E razionalmente non è esente da difetti.

Non Stancarti di Andare di Teresa Radice e Stefano Turconi

| Bao Publishing, 2017 | pag. 311 | € 27,00 |

Iris inizia a mettersi comoda nella casa di Verezzi mentre Ismail torna a Damasco per sistemare le ultime faccende. Separati da un destino violento e imprevisto, Iris si scopre incinta mentre Ismail lotta per tornare in Italia. Costellato di personaggi memorabili, Non stancarti di andare è un romanzo grafico lungo, denso, impegnato e impegnativo, sul senso dell'esistenza e della distanza. Una storia per distruggere le barriere, per imparare ad amare senza riserve, scritta con immenso coinvolgimento emotivo da Teresa Radice e disegnata, a colori, da uno Stefano Turconi che inventa nuovi trucchi per rendere su carta le emozioni della sceneggiatrice. Un libro che coltiva l'anima e la fa sbocciare, non importa quanto freddo faccia, fuori.
Voto:

Lo dico sempre, Teresa Radice e Stefano Turconi sono il miracolo del romanzo grafico italiano. Loro due, compagni nell'arte e nella vita, portano in libreria emozioni, sogni, fantasie. Ti fanno viaggiare coi loro libri e ti accompagnano in posti bellissimi.
Non Stancarti di Andare l'ho comprato a Lucca  durante il Comics perché loro erano lì e io volevo che me lo autografassero. Insomma ho rinunciato allo sconto del 15% degli store online (su 27 euro non sono mica spiccioli!), ma ci sta, per amore questo e altro.
L'ho letto appena sono tornata a casa, ma ve ne parlo solo ora per un motivo che fatico a dire. Con il tempo, tutto il turbinio di emozioni che il romanzo mi ha scatenato si è modificato, trasformandosi, in parte, in delusione.
Ma procediamo con ordine che sto già facendo un casino assurdo. E se non mi capisco io figuriamoci voi.
"Attendere. Infinito del verbo amare."
Teresa e Stefano hanno scritto e disegnato Non Stancarti di Andare forti di un viaggio fatto in Medio Oriente.
Un progetto ambizioso il loro, molto personale anche, che vuole trasmettere la speranza che possa esistere un amore universale capace di abbattere qualsiasi sorta di barriera, da quella culturale a quella religiosa. Si parla di rispetto, apertura mentale, sogni e progetti comuni. Si parla di un futuro migliore, come se questo fosse possibile, ma in fondo... a chi non piacerebbe? Tralasciando il fatto che a tratti ho trovato un po' troppo buonismo sparso qua e là, la storia è molto toccante.
Iris e Ismael si innamorano mentre lei è in vacanza con un'amica e ora che sono finalmente pronti per cominciare una vita insieme in Italia, lui deve tornare in Siria per sistemare alcune cose. Durante la sua assenza Iris scopre di essere incinta. Ismael però non torna. E non risponde nemmeno al cellulare. Alla radio riportano solo notizie di bombardamenti, rapimenti, paesi saccheggiati e uomini torturati. Inizia così una narrazione parallela, quella di Iris che tenta di andare avanti aggrappandosi al suo amore minuscolo che le cresce nel ventre e quella di Ismael e del suo terribile pellegrinaggio verso la salvezza.
Tantissimi i personaggi di contorno, tutti tratteggiati egregiamente, tutti capaci di uscire dalle pagine per grande merito delle matite di Stefano. Sicuramente la madre di Iris è la mia preferita. Il suo istinto materno pari a quello di un boa constrictor, il suo essere poco convenzionale e anche poco normale (soprattutto!) ha portato un insolito equilibrio in un romanzo fatto quasi esclusivamente di persone "buone". Adesso penserete che sono una lettrice acida, ed è vero. Se nella vita sono fin troppo disponibile e dotata di un insano ottimismo, quando leggo sono l'esatto opposto. Vorrei che la realtà fosse quella di Non Stancarti di Andare, ma vorrei che un libro fosse come la realtà. Difficile capirmi, me ne rendo conto.
Il punto è che non avrei cambiato un virgola dell'essenza della storia, ma a volte è troppo. La trama ha una forza insita in sé così dirompente che non necessitava di tutte quelle parole. Meno ridondanza, meno poesia, meno parti narrate. E tutto sarebbe stato assolutamente perfetto.


Giuro, piuttosto che scrivere quello che ho appena scritto avrei preferito una tranvata in fronte, perché quella ridondanza e quella poesia nel Porto Proibito le avevo amate infinitamente. Adesso invece mi ritrovo a pensare che questa opera poteva essere anche più importante e potente della precedente, ma non supera alcuni scogli, anzi vi si aggrappa con ostinazione. A volte è bello leggere tra le righe. E quando le immagini sono dotate di una grandissima carica espressiva le parole diventano superflue.
Che Teresa sia brava è indiscusso e l'intreccio del fumetto è molto cinematografico: passato e presente che prendono poco alla volta forma, i tasselli di tante vite che diventano un unico immenso quadro e la diversità, che non deve portare spaccature ma unioni, perché i puzzle per combaciare non possono essere uguali. 
Un messaggio bellissimo, e non lo nego, questo è un libro importante, che fa bene e che fa piangere, ma le sequele infinite di metafore, similitudini e paroloni hanno appesantito il mio carico emozionale. Sto in subbuglio. A distanza di due mesi sono più imbrogliata di una matassa, e non so come venirne fuori...
Vorrei linkarvi tutte le bellissime recensioni che ho letto in rete. Avrei voluto scriverne una così, piena di lusinghe e batticuori. Una di quelle recensioni che una volta letta ti fa correre in libreria. Invece la mia vi terrà con il culo incollato sulla sedia, ne sono consapevole, e non sapete quanto mi dispiaccia. Però giuro, nonostante le critiche e i vari "troppo" Non Stancarti di Andare merita. Mano sul cuore <3

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5 commenti:

Anonimo ha detto...

qui ci voleva una emoticon. Ci sono un po' rimasta. però dai alla fine ti è piaciuto...
Romina

SilviaLeggiamo ha detto...

Sì, ma la sensazione che poteva essere perfetto e non lo è stato mi logora...

Alessia Carmicino ha detto...

Concordo! Ho provato anch'io le stesse sensazioni, pur essendo partita con un carico di aspettative immenso (per il porto proibito avevo pianto per giorni): bello, ricco, però... però: troppo testo, troppe citazioni (alcune le ho anche segnate ma a un certo punto mi è venuto il mal di testa), non amo quando una graphic novel è troppo scarna di storia e contenuti ma a volte le immagini parlano da sole e bisogna riuscire a trovare un equilibrio che qui purtroppo si vede raramente. Bello e sicuramente da leggere, peccato per quel grossissimo però :(

SilviaLeggiamo ha detto...

Alessia, finalmente qualcuno che mi capisce! Che poi sai la cosa strana? Altre persone hanno convenuto con me, aggiungendo "però non puoi criticare Radice e Turconi..." Emh... perché no? Io credo che questa sia una critica assolutamente costruttiva invece, come te non amo le storie scarne e ho amato il Porto Proibito proprio perché ti riempe di parole e immagini dosate alla perfezione, ma in questo caso i due elementi non sono bilanciati. Mi verrebbe quasi da dire che è un dato oggettivo, ma peccherei di supponenza quindi non lo dico.
E lo ripeto. La storia è profonda, ti prende,ti commuove, i disegni sono delle opere d'arte, però... e ci siamo capite ;)

Alessia Carmicino ha detto...

Nessuno è esente da critiche, nemmeno i più grandi, anzi è un grande atto di onestà e rispetto nei loro confronti riconoscere quando qualcosa non va! Mi dispiace davvero perchè avevo atteso quest'opera con ansia e aspettative a mille, purtroppo però non tutto è andato come doveva, peccato ;)