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30 agosto 2014

Recensione. CAMBIO GOMME di S. M. May

♪ ♫  Uno su mille ce la fa... 

e non dico altro.

Cambio Gomme di S. M. May

| autopubblicato | 2014 | pag. 117 ca | € 1,79 ebook | € 4,00 cartaceo |
Lara Haralds - The Strange Matchmaker #1
Edmonton, Canada. Un meccanico tutto muscoli e dal gran sorriso, un giovane manager fascinoso ma diffidente, una scrittrice di romanzi rosa in crisi d’ispirazione: l’officina di Nathan Cleni è davvero un luogo ricco di sorprese, dove si entra per un cambio gomme e si esce con una revisione al cuore.
Ma non fatevi ingannare dalle apparenze e dall’inserimento temporaneo di una donna tra due maschi.
Questo strano triangolo sarà in realtà l’occasione che permetterà a Nathan e Kean di capire qualcosa di più di se stessi, dei sogni che inseguono da tempo e del loro voler essere una coppia. Nonostante tutto.
Una storia eroticamente ironica, dedicata a tutti quelli che si amano, nonostante tutto.

Voto:

Non avete idea di quante volte abbia preso in mano un romanzo M/M per poi richiuderlo dopo una cinquantina di pagine. E non avete idea di quante volte avrei voluto parlarvene, ma sapevo di non averne le competenze e quindi ho preferito stare zitta piuttosto che fare la figura della portinaia che ciacola senza conoscere gli inquilini.
Una cosa è certa, sono una lettrice schifosamente etero.
Non riesco ad appassionarmi a un romance che tratta l'amore omosessuale e probabilmente non succederà mai. Non ho pregiudizi di nessun tipo (adoro Maurice di E. M. Forster) ma troppe smancerie man to man mi distraggono, minano la mia attenzione, e non va bene leggere un libro e intanto pensare a cosa cucinare per cena (soprattutto se si odia cucinare...).
Cos'ha di diverso Cambio Gomme?
Intanto fa ridere, e se è vero che una donna si può innamorare di un uomo per la sua simpatia, vi garantisco che lo stesso può succedere anche con un romanzo capace di strappare un sorriso dopo l'altro!
E poi c'è lei: Lara Haralds. Una donna in un romance M/M... che genialata! E non una donna qualsiasi, ma una giovane scrittrice dalla vena drammatica che si trova costretta a seguire i consigli della sua agente e a produrre quanto di più commerciale possa esistere per arrivare a fine mese.
"I lettori di oggi vogliono una saporita bistecca di manzo sbattuta sul piatto, e non uno striminzito piattino di sushi. Al diavolo la dieta! La gente vuole accendere l'e-reader, iniziare a leggere e abbuffarsi di passioni contrastate e carnalità!"

L'inizio è qualcosa di strepitoso, strizza l'occhio al romance e poi lo rigira come una frittata. Ma con garbo. Con ironia. Con educazione.
Lara poi è una forza della natura. Sarà anche la protagonista più improbabile che mi aspettavo di incontrare, ma mi ha fatto piegare in due dal ridere. La sua goffa innocenza cozza da morire con il piano bieco e meschino che mette in atto per avere del materiale su cui lavorare (guarda caso, deve scrivere un romance M/M su commissione!), e vi assicuro che il libro merita di essere letto solo per le sue elucubrazioni mentali!
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18 agosto 2014

Recensione, DI CARNE E DI CARTA di Mirya

Non sapevo di quale libro parlarvi per primo e alla fine ho sorteggiato lasciando questa ardua decisione nelle mani del destino! Tocca a Mirya e al suo romanzo autopubblicato aprire le danze e non posso che esserne felice, perché anche se non mi ha conquistata dalla prima pagina mi sono fatta trasportare dallo stile e dalla qualità dell'autrice. Mirya ha classe e si vede, difetti a mio gusto ce ne sono, ma quattro stelle Di Carne e di Carta se le merita tutte!

Di Carne e di Carta di Mirya

| autopubblicato, 06/2014 | € 2,68 |

Chiara vive di carta. Insegna, studia e legge di tutto. Sui libri e coi libri è cresciuta, i libri sono stati la sua famiglia e i suoi migliori amici e dai libri ha appreso l’amore: l’amore per le pagine ma anche per gli uomini che in quelle pagine vivono. Leonardo entra nella sua vita per seguirla nel Dottorato di ricerca, ed è un uomo concentrato sulla realtà di carne: per lui il distacco dalle parole scritte è vitale e non accetta l’approccio passionale di Chiara. Ma è stato davvero un caso, a portarlo da lei, o c’è una trama anche dietro al loro incontro?
Tra un canto di Dante e una canzone degli ABBA si combatte la guerra tra la carne e la carta, una guerra che non ha vincitori né perdenti e che forse non ha nemmeno schieramenti.









Voto:

Come poteva per lui essere l'Inferno, 
ciò che per lei era il Paradiso?

Ammetto di aver iniziato il romanzo di Mirya grazie ai commenti sul web e ai consigli delle amiche, grazie a quel miracolo anche detto passaparola, perché titolo e cover non mi attiravano per niente. Lo so, sono motivi stupidi per non leggere un libro, motivi del tutto superficiali e bla bla bla... Lo so. Ma tant'è, e ormai non perdo nemmeno più tempo a giustificarmi.
Il titolo poi mi ricordava una tesina che feci ai tempi della scuola e che avevo intitolato "Dalla Carta alla Carne". Questo fattore forse avrebbe dovuto stimolare la mia curiosità, invece no, effetto contrario anche in questo caso. Non so perché... e ci ho pure ragionato sopra, ma non sono venuta a capo di niente. Di certo non mi aspettavo di trovarci delle similitudini, non avevo mica scritto un romanzo! Io parlavo dei personaggi dei romanzi che avevano trovato un volto nel cinema, Mirya invece ci parla di Chiara, una ventisettenne convinta di non poter provare sulla propria pelle la passione struggente e incendiaria che sente attraverso i testi letterari.
Insomma, razionalmente non so perché imboccassi tante strade tranne quella di Di Carne e di Carta, ma sotto sotto sapevo che a quello STOP avrei dovuto fermarmi prima o poi. E l'ho fatto. Cambierei ancora titolo e copertina, ma il contenuto, che poi è quello che realmente conta, mi ha gradualmente conquistata.
Mi sono divertita con le citazioni dantesche, coi riferimenti a Novecento e Orgoglio e Pregiudizio, a canticchiare le canzoni degli ABBA e a recitare Leopardi.  A volte avrei bacchettato Mirya per aver ostentato un po' troppo il suo amore per la carta, ma tra un rimprovero virtuale e l'altro mi sono sciolta. 
Sfogliata l'ultima pagina ero talmente liquefatta che avrei potuto dare al romanzo mezzo voto in più, e l'avrei fatto volentieri in nome di un capitolo che racchiude la perfetta essenza dell'anti romance e di cui avevo sinceramente bisogno: mentre Leonardo offre a Chiara il suo pegno d'amore ero in standing ovation. L'unico problema è che a diciotto anni volevo fare la professoressa e deve essermi rimasta incollata adosso una qualche vena di stronzaggine, quindi quattro stelle, ma giuro, meritatissime (immaginatevi quattro stelle belle panciute e super brillanti).
Al contrario se avessi dovuto dare un voto dopo le prime ottanta pagine sarei stata seriamente in difficoltà. All'inizio mi sembrava tutto troppo esagerato. Leonardo che tratta Chiara come la più totale delle nullità e con parole esasperanti al limite dell'umana comprensione (mai rapporto di odio/amore è iniziato con intenzioni peggiori e apparentemente immotivate). Alessandra, la migliore amica della situazione, che colora ogni battuta con continue allusioni sessuali (il solito cliché). Chiara che educa i suoi studenti con fermezza e passione, ma allo stesso tempo si diverte a sfotterli dosando bastone e carota (la perfetta prof. moderna che si lascia però andare a qualche scambio di battuta un po' troppo confidenziale, altro cliché). Qualcosa graffiava le mie corde. Qualcosa non mi convinceva.
Tutto questo succedeva all'inizio.
Tutto questo succedeva quando il colpo di fulmine non mi aveva ancora colpito.
Il "problema" è che Mirya sa scrivere porca miseria, e io davanti a una bella penna non capisco più niente ed entro in modalità "fai di me ciò che vuoi"! Infatti se all'inizio venivo respinta dalla storia per colpa di parole e passaggi un po' troppo altisonanti, a un certo punto mi ci sono trovata dentro, quasi senza rendermene conto. Mirya era riuscita a incastrarmi, mi aveva resa succube della sua prosa, e nonostante qualche forzatura stilistica mi ha fatto amare Di Carne e di Carta, tanto da perdonargli alcuni difetti.
Mi è piaciuta (in modo crescente) Chiara, una ventisettenne idealista con la rara capacità di saper ancora sognare e sperare, nonostante tutti i "se" del suo passato e i "forse" del futuro. Una donna - come la definisce Leonardo - capace di ubriacarsi di letteratura colta di giorno e romanzetti rosa di notte, troppo amante della parola scritta e poco della vita vera.
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26 aprile 2014

Recensione, TRAINING IN LOVE di Manuela Pigna

Devo ringraziare il post di Nina (questo) e il post di Manuela (questo) se ho iniziato Training in Love e se adesso ho una nuova autrice che fa parte del mondo del self da seguire!
Ragazze, siete le "scoperte libresche" che mi danno più soddisfazione!

Training in Love di Manuela Pigna

| autopubblicato | pag. 284 | € 2,68 |
Olivia è una ragazza dolce e simpatica, ha un unico problema: il sovrappeso.
Per quasi tutta la vita è stata una ragazza grassa, presa di mira a scuola e non solo a causa delle sue dimensioni; ha passato diversi anni a lottare strenuamente con la bilancia, gettando la spugna quando sembrava che ogni tentativo non andasse a buon fine, e rassegnandosi a vivere per sempre con tutti i suoi chili in più.
Finché una sera un incontro con un ragazzo speciale non le ridona un nuovo stimolo per risolvere il problema con l'alimentazione una volta per tutte e iniziare a vivere la sua vita a pieno, cominciando dal cambiare se stessa e finendo con il progetto di conquistare il ragazzo in questione.
Attorniata da amici premurosi, cerca una figura professionale che la aiuti nel suo intento, senza sapere che questo sconvolgerà per sempre i suoi piani.
E proprio quando tutto si realizzerà esattamente come si era augurata, si renderà conto che il fato è ironico e birichino, e a volte, quando i desideri si realizzano, non si è così felici come ci si aspetterebbe, soprattutto se nel frattempo quei desideri sono cambiati, sconvolti da un turbine alto e biondo, difficile da ignorare...
Voto:

Ma si può dimagrire leggendo un libro? Perché - giuro - dopo Training in Love mi sento più leggera, svolazzo di stanza in stanza meglio di Trilli e cavolo, ho quasi voglia di uscire a correre, peccato che non ci sia un personal trainer come Andrea a tenermi il passo, e nel caso ci fosse... non so quanto farebbe piacere a mio marito (dettaglio non del tutto trascurabile). Comunque mi sento bene, in pace con il mondo, e ho anche un fantastico sorriso ebete stampato sulla faccia.
Avevo iniziato Training in Love Giovedì mattina mentre ero in fila all'Agenzia delle Entrate e all'improvviso, in quel luogo pregno di aria viziata e gente con il muso lungo, ho sentito pervadermi da una piacevole brezza. Adoro quando i libri mi danno simili sensazioni. L'avrei finito nel pomeriggio se un attacco di allergia stagionale non mi avesse messa k.o., Venerdì stavo pure messa peggio, ma questa mattina (Sabato) sono passata dal letto al divano e non mi sono mossa finché non ho sfogliato l'ultima pagina e adesso sento che questa giornata sarà migliore: Manuela e la sua storia l'hanno resa migliore! Urka sono di buonumore e sento di poter sfidare anche i pollini primaverili!

La storia di Olly e dei suoi venti chili di troppo è un po' la storia di tutte le donne che si sono sentite almeno una volta nella vita a disagio con il proprio corpo, e non necessariamente per un problema di sovrappeso, ma per qualsiasi difetto fisico che è potuto essere oggetto di scherno.
Tra le righe troverete consigli, piccole e grandi e verità, e alcuni passaggi si riveleranno dei veri momenti di inconsapevole training autogeno, infatti alla fine del romanzo il mio "io" più silenzioso (quello che non è mai saggio e razionale) aveva addirittura voglia di fare due chiacchiere anche se le risposte alle sue domande non sono arrivate (ci sento poco ).
Tanto per fare un esempio qualcuno può spiegarmi perché se mio marito mi dice "amore, hai messo su qualche chilo" io - dopo essere entrata in modalità Ciclope e averlo incenerito con un battito di ciglia - sono già sulla bilancia con il telefono in mano a cercare su internet una dieta miracolosa, mentre se brutalmente gli faccio "tesoro, ma guarda come ti sei ridotto da quando ci siamo sposati!" lui si rimira allo specchio (forse ha pure un'erezione) e sorridendo (senza nemmeno guardarmi, perché il suo riflesso lo sta abbagliando) afferma "macché, sono sempre strafigo"!?
Perché l'autostima degli uomini batte quella delle donne 1000 a 1?
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