Visualizzazione post con etichetta lisa jewell. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta lisa jewell. Mostra tutti i post

21 marzo 2019

Recensione, IO TI HO TROVATO di Lisa Jewell

Torno a parlare della Jewell, anche se dopo il bellissimo Ellie all'Improvviso ero pronta a un romanzo non altrettanto bello. Certi miracoli sono difficili da ripetere. Sarà dura per l'autrice conviverci ;)

P.S. Sono stata particolarmente severa con il voto... vabbe', si vede che quando l'ho dato ero in modalità signorina Rottermeier.

Io Ti Ho Trovato di Lisa Jewell

| Neri Pozza, 2017 | pag. 349 |

Alice Lake vive in un piccolo cottage sulle coste orientali dello Yorkshire. Madre single di tre figli, per mantenere se stessa e la sua famiglia compone collage con ritagli di vecchie carte geografiche, che provvede poi a vendere in rete. Una sera, sulla spiaggia, Alice scorge la sagoma di un uomo: seduto sulla sabbia umida, le braccia allacciate intorno alle ginocchia, l'uomo indossa solo jeans e camicia e sembra indifferente al vento che solleva spruzzi gelidi. Non è abbastanza malconcio per essere un vagabondo né abbastanza strano per essere un paziente del centro di salute mentale del paese. Ma ha un'aria talmente sperduta, uno sguardo cosi confuso e triste che Alice decide di avvicinarlo e di prestargli soccorso. L'uomo le rivela di non sapere nulla di sé, del perché si trova lì e di come ci è arrivato. Tra gli sguardi increduli dei tre figli, Alice porta a casa lo sconosciuto e lo sistema nella piccola dépendance che di solito affitta, ma in quel momento è vuota. Una decisione avventata e di certo rischiosa, dato che quell'uomo in evidente stato confusionale e senza alcuna memoria del suo passato potrebbe essere chiunque. Quella stessa sera, a Londra, Lily Monrose telefona alla polizia per denunciare la scomparsa di suo marito, Carl Monrose. Quando non lo ha visto tornare dal lavoro ha avuto la sensazione che un ghiacciolo le scivolasse lungo la schiena. Lei e Carl sono rientrati dal viaggio di nozze solo dieci giorni prima e lui si precipitava a casa tutte le sere appena finiva di lavorare, prima di svanire nel nulla lasciando dietro di sé una scia di inquietanti interrogativi, tra cui una falsa identità. La soluzione di questi misteri sembra condurre a un evento accaduto ventitré anni prima, quando due adolescenti, Gray e Kirsty, in vacanza con i loro genitori in un pittoresco villaggio di mare, incontrarono un giovane un po' singolare. Un giovane che aveva occhi solo per Kirsty.
Voto:

Quando ti colpisce un battere peggio del Yersinia pestis mentre combatti la malattia ti serve un libro salvagente, un libro che abbia quindi altissime probabilità di gradimento.
Ho optato per Io Ti Ho Trovato di Lisa Jewell perfettamente conscia del fatto che l'autrice non potesse aver scritto un altro gioiello come Ellie all'Improvviso (qui la recensione), ma nemmeno una colossale schifezza.
E avevo ragione. Io Ti Ho Trovato è un buon titolo d'intrattenimento e anche se una volta sfogliata l'ultima pagina non vi alzerete per fare una standing ovation all'autrice, non vorrete nemmeno lanciare il libro dalla finestra.

La storia gioca su due piani temporali e tre narrazioni differenti. Da una parte abbiamo una donna che si offre di aiutare un uomo che ha perso la memoria, dall'altra una moglie disperata per l'improvvisa scomparsa del marito mai rientrato a casa dal lavoro. Parallelamente assistiamo a una serie di eventi avvenuti circa vent'anni prima, durante un'estate che si porterà via tutto: amore, famiglia, affetti, innocenza.
Ma se Ellie all'Improvviso gode di quella prevedibilità tipica dei romanzi in cui non sono importanti i "chi", ma i "perché", in Io Ti Ho Trovato l'autrice costruisce il plot su una struttura decisamente più gialla, peccato che dopo un centinaio di pagine ci sia ben poco da scoprire. Tutto non è stato detto, ma tutto sembra già scritto. E se in Ellie, la conferma delle proprie ipotesi getta il lettore in uno stato di terribile angoscia, questa volta a prevalere sono i "be', uffa, lo sapevo già". 

Peccato, perché lo stile della Jewell è molto avvolgente, visivo, scorrevole, dalla sua penna prendono forma personaggi convincenti e poco convenzionali, da Alice, che con la sua insolita stravaganza e i suoi tre figli avuti da tre uomini diversi non si farà problemi nell'ospitare un perfetto sconosciuto, a Lily, giovane sposa ucraina, angosciata e disorientata in un Paese in cui fatica a muoversi se a stringerle la mano non c'è suo marito.
Io Ti Ho Trovato è un titolo molto femminile che racconta le varie forme dell'amore, da quello giusto a quello sbagliato, da quello che ti inganna tenendoti prigioniero a quello a cui ci aggrappiamo disperatamente credendo che sia vero.
Forse se la Jewell avesse sottinteso la verità spostando l'attenzione su altri fattori, la noia non avrebbe avuto il sopravvento. Forse non avrei alzato gli occhi al cielo quando un capitolo terminava con una folgorante rivelazione che di folgorante non aveva assolutamente nulla. E forse mi sarei affezionata ai personaggi, almeno ai protagonisti, invece ancora una volta l'ago della mia personalissima bilancia ha preferito pendere verso i "cattivi".
E lo ripeto, è un gran peccato perché l'autrice sa scrivere davvero bene, infatti mi sento comunque di consigliare il romanzo a tutte quelle lettrici che non masticano molto i thriller e che probabilmente tra queste pagine troveranno la loro giusta dose d'intrattenimento.

Acquista su Amazon


27 febbraio 2019

Le Migliori Letture del 2018


Lettori buongiorno! Non ci posso credere, non avevo ancora pubblicato il post con le letture più belle del 2018, non che non le conosciate visto che quando amo un romanzo vi faccio due palle così ovunque, soprattutto su Instagram dove sono diventata una specie di zecca, ma insomma, dimenticarsi di pubblicare un post fa di me una pessima blogger. Mi vado a cospargere il capo di cenere e torno...
Eccomi. Ah, sempre perché sono una blogger molto professionale, alla canonica decina ho aggiunto un libro. Quindi i titoli che vi consiglio sono undici.

Come sempre trovate un breve commento e uno stralcio di recensione linkabile nel caso vogliate andare a sorbirvi tutto il pippone.

LE MIGLIORI LETTURE DEL 2018


Ellie all'IMPROVVISO
di Lisa Jewell

 
Ellie all'Improvviso è quel genere di romanzo che non solo ti tiene con il fiato sospeso, ma riesce a consumarti, a limare gli angoli già smussati del tuo cuore, a farli sanguinare. Raramente un thriller mi commuove, di solito sono altre le sensazioni che provo: sgomento, incredulità, sollievo, ma tra queste pagine ho versato lacrime su lacrime, non puoi chiudere il libro e pensare di essere sopravvissuta indenne alla storia di Ellie, perché c'è un pezzettino di lei in ognuno di noi.
>> recensione completa
Penso che sia stato il libro che su Instagram ho consigliato di più. Ed è stato quello di cui ho chiacchierato di più privatamente. Insomma un libro che fa parlare. Perché alla fine non è il solito thriller, non c'è nulla da scoprire, solo una terribile verità da accettare.
Super consigliato, soprattutto alle lettrici, perché sì, Ellie all'Improvviso è innegabilmente un romanzo molto femminile.



LE SIAMESI
di Alessandro Berselli

 
“questo libro è una piccola gioia per i lettori malati. Qui siamo oltre il noir, siamo oltre il classico romanzo cattivo. Qui siamo a un passo dall'inferno.
>> recensione completa
Una scoperta incredibile. Un romanzo davvero cattivo, qui Berselli da del filo da torcere a Morozzi. Se amate le storie malate eccovene una. Servita su un piatto di sangue e argento.



L'OCCHIO PIU' AZZURRO
di Toni Morrison

 

L'Occhio Più Azzurro è una storia che parla di sogni, razzismo e crudeltà.
Toni Morrison ci porta in una terra arida di sentimenti e povera di prospettive, una terra fatta di gente sconfitta, di sogni spezzati, di lotte mai combattute e ci racconta una storia che non vorremo mai aver sentito,  che fa un gran male ma insegna tantissimo.



LA LUNA NERA
di Winston Graham

 

Un altro avvincente capitolo di una saga che porta i segni di un'epoca che sta cambiando, di personaggi che si ritrovano a raccogliere quanto seminato e di sentimenti spesso in balia degli eventi, ma che sono comunque la colonna portante di una storia che non smette di emozionare.
La saga di Poldark è bellissima. I personaggi sono bellissimi. E ogni volta che inizio un romanzo (e siamo già al quinto!) mi sembra più bello del precedente.
Ahhh Ross. Ma ti amo perché sullo schermo hai la faccia di Aidan Turner o perché è bravo Graham?!



LA MORTE NON SA LEGGERE 
di Ruth Rendell

“un perfetto esempio di quel genere noir che pone gli accenti sulle nature distruttive degli esseri umani.
>> recensione completa
Il romanzo con uno degli incipit più belli e d'effetto mai letti.
Non aggiungo altro, faccio parlare "lui".
"Eunice Parchman sterminò la famiglia Coverdale perché non sapeva leggere, perché non sapeva scrivere. Non c'era movente, non ci fu premeditazione: non ottenne denaro, né sicurezza. Unico risultato del delitto fu che non solo una famiglia e un villaggio, ma l'intera nazione seppe dell'analfabetismo di Eunice Parchman. Per sé non ottenne niente, se non la rovina totale. Da sempre, nella sua mente distorta, c'era la convinzione che non sarebbe mai stata in grado di avere successo. Eppure, sebbene la sua amica e complice fosse pazza, lei non lo era. Possedeva quella terribile e realistica lucidità dell'atavica scimmia travestita da donna del ventesimo secolo."



QUELLI CHE MERITANO DI ESSERE UCCISI
di Peter Swanson

 
“Quelli Che Meritano di Essere Uccisi ha i connotati del vecchio noir e non ne tradisce lo schema tipico del genere fino all'ultima pagina. Ti lega a doppio filo e nonostante la trama si snodi come da copione, stiamo parlando di un copione degno di un film, a metà strada tra Il Delitto Perfetto di Hitchcock e L'Amore Bugiardo della Flynn.
>> recensione completa
Non un libro, ma un mantra.
Preparate carta e penna perché dopo averlo letto vi verrà voglia di uccidere un sacco di gente.



MARY E IL MOSTRO
di Lita Judje

 

“Nessun uomo sceglie il male perché è tale,
ma soltanto perché lo confonde con la felicità”

Una serie di acquarelli in bianco e nero fanno da sfondo a una narrazione in versi in cui Mary Shelley ci racconta, in oltre trecento pagine, il prezzo della libertà e dell’uguaglianza e di come dal dolore sia nato Frankenstein, il romanzo che l’ha resa immortale.
Struggente e indimenticabile.



IL RINOMATO CATALOGO WALKER & DOWN
di Davide Morosinotto 

 

Ormai Morosinotto, io e la mia partner in crime Simona, lo stalkeriamo ovunque. Bologna, Mare di Libri, Lucca Comics. Forse un giorno Davide ci denuncerà, chissà.
Comunque Il Rinomato Catalogo Walker & Down è il libro che ogni bambino e genitore dovrebbe leggere, ha il sapore del viaggio, della fuga, della scoperta, ma è soprattutto un rifugio.
Ha vinto il Premio Andersen 2017 come miglior libro oltre i 12 anni e io che ne ho BIIIIP (scusate, c'è stata un'interferenza) l'ho letteralmente adorato!



GLI ANNIENTATORI
di Gianluca Morozzi

 
“Gli Annientatori non è un thriller, non è un horror, non è un noir, eppure è tutte e tre queste cose insieme: un gioiellino imbrattato di sangue capace di stravolgere e sconvolgere.
>> recensione completa
Che gioia scoprire libri così malati, che gioia scoprire che ci sono autori che la notte non dormono ma partoriscono incubi. Grazie Morozzi.



FIORI PER ALGERNON
di Daniel Keyes

 

"Non so cosa sia peggio: non sapere chi sei ed essere felice,
o diventare quello che hai sempre voluto e sentirti solo."

Daniel Keyes scrive Fiori Per Algernon in forma di racconto nel 1956 per poi ampliarlo e trasformarlo nel 1966 in quello che è oggi un grande pilastro della narrativa del Novecento. Umanamente toccante, scientificamente ambizioso, stilisticamente impeccabile, sarà banale nel dirlo, ma questo romanzo è un vero e proprio gioiellino.



L'UOMO DI GESSO
di C. J. Tudor

  
“Un romanzo davvero bello, in cui un inquietante senso di declino e morte sembra contaminare, poco alla volta, cose e persone.
>> recensione completa
Un romanzo che ha sicuramente spaccato in due l'opinione dei lettori. Da una parte chi ha amato i rimandi a opere come It o Stand By Me, dall'altra chi ha trovato nell'Uomo di Gesso un qualcosa di già visto e rivisto. Io l'ho adorato. Ho adorato l'omaggio a Stephen King (e omaggiare un autore non significa a mio avviso copiarlo), e soprattutto ho adorato le atmosfere e il tocco noir. Qui nessuno è davvero innocente. E io che ho un debole per i colpevoli ho apprezzato moltissimo ogni singola pagina.



E adesso tocca a voi!
Anche se in ritardo (ma chi se ne frega,
i libri mica hanno una scadenza!)
quali sono state le vostre letture più belle nel 2018?

13 dicembre 2018

Recensione, Ellie all'improvviso di Lisa Jewell

Lettori belli, bentrovati, oggi recensione, ma questo è anche un super consiglio, perché questo libro potrebbe essere il regalo di Natale perfetto. Perfetto per chi? Per chiunque. Per chi ama i thriller, le storie familiari, i gialli morbosi, i drammi e i misteri. Bello, bello e ancora bello.

Ellie all'Improvviso di Lisa Jewell

| Neri Pozza, 2018 | pag. 300 | 

Laurel Mack ricorda bene com’era la sua vita dieci anni prima, quando aveva tre figli anziché due: un accumulo di faccende da sbrigare, crucci e bollette scadute. Una vita che, con il senno di poi, le appare assolutamente perfetta. Perché una mattina, sua figlia Ellie, la figlia prediletta, quella con cui andava maggiormente d’accordo e di cui era più orgogliosa, era uscita di casa e non era più tornata. Da quel giorno di maggio del 2005 in cui Ellie è svanita nel nulla, non ci sono stati sostanziali sviluppi nelle indagini sulla sua scomparsa. Felpa nera con il cappuccio, jeans sbiaditi e scarpe da ginnastica bianche, Ellie era una qualsiasi adolescente con uno zainetto in spalla quando è stata avvistata l’ultima volta in Stroud Green Road, alle dieci e quarantatré del mattino: da quel momento le sue tracce si sono perse nel nulla, al punto che persino la polizia si è rassegnata e ha liquidato il caso come la fuga da casa di una ragazzina ribelle. Dieci anni dopo, Laurel sta provando a fare i conti con questa incomprensibile verità. Paul, il suo ex marito, ha una nuova compagna e i suoi due figli, Hanna e Jake, sono andati a vivere altrove. Tutti sembrano andare avanti, tutti sembrano essersi fatti una ragione della scomparsa di Ellie, tranne lei. Finché un giorno, in un bar, la sua attenzione viene catturata da un affascinante sconosciuto. Occhi grigi, capelli brizzolati e scarpe eleganti, l’uomo ordina una fetta di torta, prende posto nel tavolo accanto al suo e le rivolge un ammaliante sorriso. Inaspettatamente, Laurel sente qualcosa che si scioglie dentro di lei, un barlume di speranza. Che questo incontro rappresenti una seconda occasione di felicità? Floyd, questo il nome dello sconosciuto, non esita a invitarla a cena e, poco dopo, a presentare a Laurel le sue due figlie, avute da due diverse relazioni. Ma dinnanzi alla più piccola, Poppy, di nove anni, Laurel resta senza fiato: la bambina è infatti il ritratto di Ellie. La stessa fronte spaziosa, le palpebre pesanti, la fossetta sulla guancia sinistra quando sorride. All’improvviso, tutte le domande rimaste senza risposta che hanno tormentato Laurel per anni tornano a galla. Perché guardare quella strana bambina è come guardare sua figlia? Cosa è successo veramente a Ellie? È davvero scappata di casa, oppure c’è una ragione più sinistra per la sua scomparsa? Ma soprattutto, chi è Floyd davvero? Attraverso una prosa serrata, che non perde mai il ritmo, Lisa Jewell consegna al lettore un thriller mozzafiato, dalla suspense travolgente. Una storia dove niente è quello che sembra e tutte le certezze della vita possono infrangersi come uno specchio troppo fragile.
Voto:
 

È proprio vero che una stessa storia, se raccontata da autori diversi, può risultare molto bella o incredibilmente brutta. A fare la differenze in un romanzo non è solo lo stile, ma anche la struttura narrativa, cosa si sceglie di dire, come lo si dice e quando, perché sì, anche i tempi sono fondamentali. Insomma non basta avere una buona idea, tutt'altro, spesso la base può essere anche scontata, basta saperla gestire.
Perché dico questo? Perché l'epilogo di Ellie all'Improvviso potrà essere intuibile quasi subito al lettore più navigato, eppure non è minimamente importante, il totale godimento del romanzo non ne risentirà nel modo più assoluto, molto semplicemente perché l'autrice è brava.
Lisa Jewell insinua il dubbio, lo elabora, lo manipola, ti fa temere delle tue stesse supposizioni e se fondamentalmente sai di aver ragione, allo stesso tempo non vorresti; scoprire che tutti i tuoi incubi non erano frutto di una mente troppo allenata ai thriller e ai gialli, non ti appaga di nulla, anzi. Ti fa un gran male. Perché questo libro non vuole essere solo un mistery, non cerca di dare un volto a un colpevole, ma scava nella quotidianità, in quell'ordinaria e apatica normalità che spesso ci fa sentire al sicuro e che invece di sicuro non ha nulla, fino a dimostrarci che niente è come sembra e che tutto cambia a seconda della prospettiva di chi guarda.
Sono i vari tipi di registro usati, uniti a una narrazione tagliente,  incisiva, ma anche evocativa, che hanno reso la lettura di Ellie all'Improvviso una corsa contro il tempo. Dovevo sapere. Dieci anni da vivere nell'incertezza sono tanti per una madre che ha visto la figlia uscire di casa per andare a scuola e non tornare più e me li sono sentiti tutti addosso: centoventi mesi di silenzio, di speranze, di buio. Poi la verità, dura come la pietra, fredda come le ossa di Ellie. Laurel deve farsene una ragione, deve andare avanti per il bene degli altri suoi due figli e per se stessa, ma non è semplice. L'incontro con Floyd - aria baldanzosa, sguardo languido - sembra ridarle il sorriso, finché non conosce la figlia di lui, Poppy, una bambina di un'ingenuità disarmate, ma allo stesso tempo di una saccenteria fastidiosa, una bambina con una fossetta a sinistra, la fronte spaziosa, le palpebre pesanti, un modo particolare di inclinare la testa come se cercasse di leggere nel pensiero di chi ha di fronte... una bambina così simile alla sua Ellie... certo, una coincidenza. Cos'altro potrebbe essere?
Finché l'armadio dei segreti non si apre. Travolgendo tutti coi loro scheletri.

Che dire... Amato. Tantissimo.
Ellie all'Improvviso è quel genere di romanzo che non solo ti tiene con il fiato sospeso, ma riesce a consumarti, a limare gli angoli già smussati del tuo cuore, a farli sanguinare.
Raramente un thriller mi commuove, di solito sono altre le sensazioni che provo: sgomento, incredulità, sollievo, ma tra queste pagine ho versato lacrime su lacrime, non puoi chiudere il libro e pensare di essere sopravvissuta indenne alla storia di Ellie, perché c'è un pezzettino di lei in ognuno di noi. Siamo stati tutti adolescenti con la testa piena di sogni, il cuore innamorato, una voglia pazza di spiccare il volo verso l'età adulta, di fare cose improbabili come lanciarsi con il paracadute e il bisogno fisico, urgente, di sentire la vita scorrere prepotente nelle vene. Ci siamo sentiti forti e invincibili a quell'età. Senza pensare che in un attimo tutto poteva finire.
Per questo il romanzo di Lisa Jewell non è solo un semplice thriller, ma una storia profonda, ingiusta, dolorosa, cattiva. Terribilmente cattiva. Ma è un "libro" e questo mi consente di definirlo anche terribilmente bello.

Acquista su Amazon