8 gennaio 2016

Weekly Recap #139

Weekly Recap nasce dalla voglia di non parlare solo delle mie new entry libresche, ma anche di altre piccole curiosità settimanali. Libri che ho adocchiato, un estratto che mi ha particolarmente colpito, un film che ho visto, e così via. Un po' come fanno alcuni blog con la rubrica Clock Rewinders on a Book Binge [X - X]. Ma tutto senza regole. Un po' alla cavolo insomma. Sostituisce In My Mailbox.

Buongiorno a tutti!!!
Oggi avrei il mondo di cui parlarvi e non so da che parte iniziare, quindi dividerò il post in due, soprattutto per quanto riguarda le new entry. Oggi vi faccio vedere le novità libresche, prossimamente le graphic novel (che sono un botto).
Anzi, per far prima riciclo le foto di Instagram e parto con gli ultimi romanzi che ho ricevuto.

| amazon |

Una Stanza Piena di Gente di Daniel Keyes me l'ha regalato il mio Pargolo per Natale, sapeva che ci tenevo ad averlo, ma stavo aspettando l'edizione economica per risparmiare. Lui però è buono e bravo e ha dato fondo al salvadanaio al mio posto <3
Il libro non è una novità assoluta, la Casa Editrice Nord l'aveva già pubblicato nel 2009 e sicuramente l'ha ristampata in previsione dell'uscita della trasposizione cinematografica con Leonardo di Caprio; sinceramente ci tenevo ad averlo prima che uscisse un'edizione con la locandina del film al posto della cover originale, tra l'altro bellissima nella sua semplicità.
La storia vi è già nota probabilmente, la "stanza piena di gente" a cui si riferisce il titolo, non è altro che la mente di Billy Milligan in cui abitano 24 personalità differenti. Accusato di aver rapito e violentato tre studentesse universitarie sarà proprio uno dei suoi "io" a portare a galla la verità.
trama: Il 27 ottobre 1977, la polizia di Columbus, Ohio, arresta il ventiduenne Billy Milligan con l'accusa di aver rapito, violentato e rapinato tre studentesse universitarie. Billy ha vari precedenti penali e contro di lui ci sono prove schiaccianti. Ma, durante la perizia psichiatrica richiesta dalla difesa, emerge una verità sconcertante: Billy soffre di un gravissimo disturbo dissociativo dell'identità. Nella sua mente «vivono» ben 10 personalità distinte, che interagiscono tra loro, prendono di volta in volta il sopravvento e spingono Billy a comportarsi in maniera imprevedibile. Nel corso del processo si manifestano il gelido Arthur, 22 anni, che legge e scrive l'arabo; il timoroso Danny, 14 anni, che dipinge solo nature morte; il violento Ragen, 23 anni, iugoslavo, che parla serbo-croato ed è un esperto di karaté; la sensibilissima Christene, 3 anni, che sa scrivere e disegnare, ma soffre di dislessia; e poi Alien, Tommy, David, Adalana e Christopher. Così, per la prima volta nella storia giudiziaria americana, il tribunale emette una sentenza di non colpevolezza per infermità mentale. Tuttavia Billy rimane un rebus irrisolto fino a quando, durante il ricovero in un istituto specializzato, a poco a poco non affiorano altre 14 identità autonome, tra cui spicca «il Maestro», la sintesi della vita e dei ricordi di tutti i 23 alter ego. E proprio grazie alla sua collaborazione è stato possibile scrivere questo libro.

Quando il corriere ha suonato la mattina del 24 Dicembre non ci potevo credere! Quando ho aperto il pacco ancora meno! Ecco i primi due titoli della serie House of Crime di Marie Force. Cliccate qui e qui per leggere i pareri su goodreads, lo so che non dovrei farmi influenzare da tanto entusiasmo, ma era da parecchio che speravo in un romance a tinte gialle, credibile e ben strutturato. Incrocio le dita, i presupposti sono ottimi!
Li trovate in vendita dal 15 Gennaio 2016.
Investigation: Washington è la città del detective Samantha Holland. Le"scene del crimine" sono sempre state la sua passione fin da bambina e il suo intuito l'ha aiutata in più di un'occasione nel risolvere anche i casi più ostici. Almeno fino all'ultima indagine dove qualcosa è andato storto e lei si è vista portare via carriera e credibilità. Per questo ha bisogno di riscattarsi e di un caso nuovo in cui tuffarsi anima e corpo. L'occasione si presenta quando il senatore John O'Connor viene trovato brutalmente ucciso nel suo letto e l'indagine viene assegnata proprio a lei. La situazione è davvero complicata anche perché Sam si trova a dover collaborare con Nick Cappuano, amico fraterno e capo dell'ufficio stampa del senatore, ma anche sua vecchia conoscenza. Lei deve far forza su se stessa per rimanere concentrata sul caso, nonostante si senta in bilico tra ciò che vorrebbe fare e ciò che è giusto fare. Sam sa che anche il più piccolo errore potrebbe risultare fatale, soprattutto alla luce dell'inarrestabile scia di cadaveri che trova sulla propria strada.
Justice: In piedi davanti al cadavere di Julian Sinclair, esponente della Corte Suprema, il tenente Sam Holland è notevolmente turbata. Il fatto che lei sia stata una delle ultime persone a vederlo in vita la sera prima, alla festa per la nomina a senatore di Nick Cappuano, non gioca a suo favore. Sam non può non considerare che Julian è la seconda persona, dopo il senatore John O'Connor, legata a Nick a essere trovata brutalmente uccisa. Per questo deve relegare i sentimenti che prova per lui e non perdere l'obiettività e la freddezza necessari per portare avanti l'indagine. Se non fossero sufficienti le altalene emotive che Sam sta vivendo, le ombre di un caso irrisolto che coinvolgono suo padre si allungano su di lei mettendola in serio pericolo. Segreti sepolti e verità non dette rischiano di far naufragare tutto il suo mondo per la seconda volta. La giustizia può essere cieca, ma mischiare le emozioni con la politica è di sicuro una scelta fatale.

Finalmente, sempre poco prima di Natale, mi è arrivato il libro che Amazon aveva escluso dal mio ultime ordine! Ero già abbastanza rassegnata, pensavo me lo annullassero, invece eccolo qui, Il Gioco degli Occhi di Sebastian Fitzek, un bel mattoncino di 500 pagine circa. Non vedo l'ora di iniziarlo!
trama: Un pericoloso maniaco, detto il Collezionista di occhi, rapisce i bambini e li nasconde dopo averne ucciso la madre. Il padre ha quarantacinque ore di tempo a disposizione per scoprire il nascondiglio. Questo è il gioco. Quando l'ultimatum scade, la vittima muore. Ma l'orrore non finisce qui, perché al cadavere del bambino manca sempre un occhio. Oltre che per la squadra omicidi, il Collezionista è anche l'ossessione di Alexander Zorbach, un ex poliziotto diventato cronista di nera, che segue sin dall'inizio per conto del giornale le folli bravate del killer e che ben presto si rende conto di essere diventato una pedina importante in un duello mortale. Ma il Collezionista di occhi è astuto, non ha mai lasciato tracce fino a quando, improvvisamente, compare una testimone misteriosa: Alina Gregoriev, una giovane fisioterapista cieca che si presenta a Zorbach sostenendo di poter vedere nel passato delle persone attraverso il semplice contatto fisico. E forse il suo ultimo paziente è stato proprio il Collezionista... Con questo romanzo, Sebastian Fitzek dà vita a una nuova invenzione narrativa in cui l'inizio è la fine di tutto.

Le Luci di Atlantide invece mi è arrivato tramite Soloscambio. Lo volevo da non so quanto tempo e rimandavo, rimandavo, rimandavo... poi è arrivata l'occasione e non me la sono fatta scappare.
A detta di molti non è il titolo più riuscito della Bradley e se devo dirla tutta il fantasy non è nemmeno il mio genere preferito, ma ci sono richiami del tutto irrazionali a cui bisogna piegarsi.
trama: In un tempo lontano, la Luce regnava sovrana nella splendente Città del Serpente Ricurvo e uomini e donne vivevano in quieta armonia. Ma un oscuro labirinto senza fine corre sotto la città, una ragnatela di tenebre da cui sorge una minaccia nera come ala di corvo, imprevedibile come il buio della notte più lunga, agghiacciante come un fuoco inestinguibile. Grandi sono i poteri che le forze del Male promettono a chi è disposto a rinunciare al benefico afflato della Luce, a chi non si appaga della vivificante energia positiva del Bene: il potere assoluto della Magia, il dominio delle forze della natura, l'asservimento totale della mente dell'uomo... Un richiamo cui la giovane Deoris - dagli occhi simili a violette e dalla limpida voce - non sa resistere, sedotta dal gelido sorriso e dalla mente fervida di Riveda, il Mago che non esita a infrangere ogni limite imposto dagli uomini e dagli dèi per soddisfare la propria smisurata sete di conoscenza. Per la conquista dello spirito ribelle di Deoris, le forze della Luce - incarnate in sua sorella Domaris e nel misterioso, tormentato, affascinante Micon di Atlantide - e quelle dell'Oscurità si scontrano in una battaglia disperata che rischia di sovvertire l'ordine della natura e del mondo intero, trascinando l'umanità verso l'apocalittica Notte del Caos. Allora solo l'eterno, ciclico riproporsi della ruota del karma, riuscirà a ricomporre ombre e luci in un perfetto, immateriale mosaico, dove ogni gesto e ogni palpito del cuore troveranno spiegazioni al di là delle semplici - troppo semplici? - categorie del Bene e del Male... Marion Zimmer Bradley, Signora e Sacerdotessa del 'fantasy', ci fa dono, con "Le Luci di Atlantide" di un nuovo, straordinario romanzo, in cui amore e morte, giustiza e menzogna, natura e magia si intersecano in un gioco vorticoso ed emozionante, avvolgendoci ancora una volta nell'incantesimo di una storia in cui il mito rivela il suo volto eterno e quindi sorprendentemente moderno.

Cosa mi sono vista

STAR WARS
IL RISVEGLIO DELLA FORZA

Il vero fan di Star Wars in casa è Pargolo, lui è avanti anni luce rispetto a me e a tutte le persone che conosciamo. Ha letto i libri, gli spin off, segue le serie a fumetti, reboot compresi, e si muove benissimo tra tutti i pianeti della galassia, mentre io mi perdo subito. Ma va be', al film di certo non ho rinunciato, e soprattutto non potevo non godermi il ritorno di Harrison Ford a bordo del Millennium Falcon <3

Devo dire che come settimo film non offre nulla di nuovo, ma tanto di vecchio. Le citazioni sono innumerevoli e anche la trama a conti fatti è un insieme di cose già viste negli episodi 4, 5 e 6.
Però al fascino della Forza non so resistere. Questo mondo in cui la Luce è destinata a schiacciare il Buio (perché sarà così, vero?) e che ci parla dell'infinita ed estenuante lotta tra il Bene e il Male è un po' lo specchio della nostra società. Forse non finiremo mai di combattere per i nostri ideali e sicuramente a difenderci non ci saranno eroi cinematografici disposti a morire per un bene comune, però è bello sperare in un domani migliore. Come fa Finn, il personaggio più riuscito di questa nuova trilogia, un ex combattente dell'Impero che dopo la sua prima missione decide di scappare. Finn non è l'eroe indomito e scafato tipico di questi film, ma ha un cuore grande e questo gli basterà.
Devo dire che tutti i nuovi personaggi, destinati ad avere un ruolo decisivo nei prossimi episodi sono perfetti. Da Rey, interpretata dall'attrice Daisy Ridley che ricorda fisicamente la giovane e battagliera Padmé (Natalie Portman) - e a cui auguro un futuro migliore - al pilota Poe che potrebbe diventare il nuovo Han Solo... be' staremo a vedere, per ora le basi sono buone e da brava fan tornerei anche al cinema a rivederlo!
Solo per un attimo ho avuto una specie di dejavu. Appena il nostro "nuovo" cattivo si toglie la maschera ho pensato a un cross over con Harry Potter. Insomma, non ditemi che Adam Driver aka Kaylo Ren non sembra il figlio di Piton!?!?


Segnalazione

Segnatevi questa data: 15 Gennaio 2016. E sintonizzatevi su Rai 2. Ragazzi miei, riparte L'Ispettore Coliandro!


La fortunata (almeno per me) serie nata sul personaggio ideato da Carlo Lucarelli torna finalmente sui nostri schermi. Girato a Bologna e giunto alla sua quinta stagione (anche se la quarta contava solo due episodi) L'Ispettore Coliandro è una ventata d'aria fresca in un panorama poliziesco che lascia molto a desiderare. Se anche voi cambiate canale quando trasmettono Carabinieri e sbadigliate con Il Commissario Rex, non perdetevi le avventure di un poliziotto moooolto sui generis. Almeno vi divertirete!

E per oggi è tutto,
buone letture e buone visioni, gente!

5 gennaio 2016

Le Letture Più Deludenti del 2015

Ecco il post più amato di sempre, anche se devo ammettere che delle vere e proprie schifezze non le ho lette (ormai so riconoscerle), però di delusioni ce ne sono state. Come sempre non citerò libri necessariamente brutti, sia chiaro, ma libri da cui mi aspettavo molto e mi hanno dato poco. Però no, aspettate, quest'anno credo di aver letto il romance più osceno della storia... quindi partiamo subito con lui.

 

Sei Tu Il Mio Per Sempre, ovvero la schifezza delle schifezze. Quando deciderò di drogarmi voglio il pusher della Evans. Questa lettura è stata ter-ri-bi-le e ha messo a durissima prova 1) la mia stabilità mentale 2) la mia pazienza. Avere a che fare con due protagonisti che non avevano bisogno di innamorarsi, ma piuttosto di andare da un bravo analista mi ha reso una pessima persona, perché mai ho pensato che un libro meritasse di essere fatto a brandelli. Ecco, ho cambiato idea. Oltre che scritto in modo orrido, esalta anche l'uomo violento e come messaggio non mi pare proprio il top.
Un consiglio: Katy... fatti curare!

Mi dispiace affiancare a tale oscenità Il Primo Bacio a Parigi che a confronto è una perla, ma non ho trovato un libro altrettanto brutto. Be', in questo caso devo proprio dirlo, tutto quel gran parlare di Stephanie Perkins mi aveva mandato in visibilio e le mie aspettative erano più gonfie dello zampone di Natale, ma a conti fatti questo romanzo non è niente di che. Definiamolo pure carino, ma anche molto sempliciotto. Insomma un libro da tre stelline, né più né meno. Anzi qualcosa di meno forse sì.

 

Io di Andrea Vitali leggerò sicuramente altro, ma questo libro mi ha lasciata così: ????? 8| ??????
Dopo Lunga e Penosa Malattia è scritto bene, indaga altrettanto bene i personaggi, ha una trama interessante, ma... ma... ma manca il finale, per cui confermo: ????? 8| ??????

Causa dell'ennesima delusione: Susan Hill. L'autrice horror gotica per eccellenza deve ancora farmi capitolare. Ha parzialmente fallito con La Donna in Nero e con L'Uomo nel Quadro è caduta nella solita trappola. Una storia inquietante come poche, ma raccontata senza incutere paura e senza dare troppe spiegazioni. In breve, si poteva fare molto di più, anche se l'atmosfera è come sempre incredibilmente d'effetto.

 

E tra le delusioni del 2015 non poteva che esserci il romanzo più pubblicizzato dell'anno e quello che forse ha venduto di più. La Ragazza del Treno di Paula Hawkins non ha niente di sconvolgente, non ha abbastanza suspense da inchiodarti alle pagine e nonostante le tre voci narranti e l'ottima idea di raccontare la storia attraverso tre protagoniste che tutto sono, tranne che perfette, l'autrice non stupisce. Insomma... solita storia, già letta e riletta.

A fregarmi con L'Invito di Ruth Ware sono stati i commenti della critica e tutti i  rimandi a Dieci Piccoli Indiani di Agatha Christie.
Dico solo: ciaoooone!
La Ware alla Christie non può pulirci nemmeno le solette delle scarpe soprattutto in fatto di stile e il risultato è il seguente: protagonista antipatica e pure un po' scema, personaggi secondari stereotipati al massimo, suspense praticamente nulla.

 

La Verità sul Caso Harry Quebert è stato il libro del 2013 e ho voluto leggerlo a distanza di tempo proprio per non farmi influenzare dall'evento mediatico che gli si era creato intorno.
Devo dire che per diverse pagine l'ho amato/odiato... poi l'odio ha avuto la meglio. Anzi no, forse era solo rabbia :\ perché mi fa davvero incazzare vedere del talento buttato alle ortiche senza scrupoli. Credo che sia l'unico romanzo a cui non ho dato la sufficienza, ma che ho riempito di sottolineature e post it, perché ci sono davvero dei bei passaggi, solo che poi ce ne sono di davvero imbarazzanti... Peccato, occasione non sprecata, di più!

In questa lista mi tocca inserire anche una graphic novel e purtroppo tra le delusioni del 2015 spicca l'italiano Lorenzo Ceccotti con il suo Golem. Ve ne avevo accennato in un recap di Aprile (qui) e credo di non averlo nemmeno mai recensito. 
Devo ammettere che in generale mi è molto più facile parlarvi di un romanzo, infatti in questo caso erano poche le idee che mi frullavano in testa. Vi avrei potuto dire che dieci anni per sfornare questo tomo sono stati decisamente troppi; che di sostanziali novità non ce ne sono; che a volte c'è un'accozzaglia di elementi che ti fa perdere quasi l'orientamento; che il romanzo è poco approfondito a livello psicologico. Potevo dirvi molte cose in effetti e non l'ho fatto, perché sicuramente ci sono dei pregi, moltissimi lettori l'hanno davvero amato e al Lucca Comics la fila per farselo autografare era discretamente lunga. Però a me non ha lasciato nulla e se un libro ti scorre davanti agli occhi senza imprimerti nella mente nemmeno un'immagine per me ha fallito. Anzi, con me ha fallito.

  

Cambiando genere e addentrandomi nella categoria young adult, sicuramente le mie più grandi delusioni sono state Quando C'Era Marnie e La Fabbrica delle Meraviglie
Prima di bacchettare la Robinson devo però bacchettare la casa editrice che ha pubblicato uno dei testi con più refusi che mi sia mai capitato di leggere, invece per quel che riguarda l'autrice... non lo so, è uno di quei casi in cui do la colpa all'anagrafe e alla mia probabile incapacità di amare certi tipi di storie. Premetto che la trama è coinvolgente (nonostante una co-protagonista - Marnie - quasi insopportabile), ma quando è il momento di tirare le somme la Robinson affida tanto (troppo) alla fantasia del lettore. Ok, i bambini di immaginazione ne hanno da vendere, ma questi espedienti letterari non fanno per me. Mi piace quando i nodi vengono al pettine e di quei nodi voglio sapere vita, morte e miracoli.
Il romanzo della Cameron invece ha una bellissima ambientazione, dei tocchi di steampunk irresistibili, ma i personaggi sono più piatti dei miei capelli appena usciti dalla piastra. Mi tocca di nuovo dirlo... peccato!

E adesso fuori i sassolini dalle scarpe.
I vostri flop?

1 gennaio 2016

Le Migliori Letture del 2015



Buongiorno e buon anno a tutti!!!
Finalmente è giunta l'ora (spero non quella del desio) in cui dovrete sorbirvi la mia personalissima Shindler List Libresca, e vi dirò, è stato più difficile del solito (mhhh, mi sa che lo dico ogni anno). Questo 2015 però è stato decisamente particolare per me, pieno di novità, denso di impegni e ricco di distrazioni (non parliamo del lavoro o ci viene a tutti l'orchite), quindi le mie letture ne hanno inevitabilmente risentito, ma visto che sono ottimista per natura confido nel 2016.
Poi insomma... se qualcuno (ma in casa mia fanno tutti orecchie da mercante) mi regalasse un computer nuovo sarei più motivata quando devo mettermi alla scrivania per fare un post o una recensione, ma va bene... questa è un'altra (tormentata e tristissima) storia.
Veniamo a noi! Quest'anno - udite udite - nel mio listone ci sono ben tre graphic novel (Pargolo sarà fiero di me!) tutto questo per dirvi: Gente, leggete anche i romanzi a fumetti, non ve ne pentirete!!! E non lo dico per fare propaganda da due soldi, ma spesso queste due arti sono scisse. Chi legge libri non legge fumetti e viceversa e, giuro, non capisco il perché.
Ma ri-veniamo a noi (prendete nota mi raccomando). Preacher è un titolo assolutamente consigliato alle anime più sozze e nere. Se non andate in chiesa la domenica, se prima di dormire recitate i film di Tarantino e se mangiate senza coltello e forchetta, buttatevi in questa storia e ne uscirete più lerci che mai. 
Al contrario se volete risanarvi l'anima tuffatevi tra le pagine de Il Porto Proibito, un romanzo che è avventura, magia e poesia, e se proprio volete elevare il vostro spirito al Cielo per voi c'è Daytripper. Tranquilli, non è un romanzo teologico (le mie premesse lo facevano pensare, lo so x°D) ma è uno di quei libri che ti buca il cuore e ti illumina la mente. Giuro, piangerete.
E adesso cambiamo settore. Romanzi senza disegni. Allora, qui sotto troverete parecchie novità, perché anche se come mio solito ho recuperato diversi vecchi titoli (tra cui Il Postino Suona Sempre Due Volte che purtroppo non mi ha folgorato come avrei voluto) solo Ho Paura Torero del visionario Pedro Lemebel ha lasciato un segno indelebile e - ovviamente - L'Amore Bugiardo di una sorprendente (e per me inaspettata) Gillian Flynn.
Gli altri titoli sono tutti usciti nel 2015, quindi di facilissima reperibilità. Ho cercato di spaziare tra i vari generi dando la corona alla Hoover che ormai se la gioca con la mia amatissima Phillips in campo romance, e segnalando The Program come miglior romanzo young adult distopico, genere che ormai non va per la maggiore e che ha passato il testimone a quei titoli che affrontano svariate problematiche giovanili. In questo ambito il mio preferito non poteva che essere Aristotele e Dante Scoprono i Segreti dell'Universo anche se Il Mio Cuore e Altri Buchi Neri non mi aveva lasciata indifferente.
Assolutamente da non perdere il noir di Pupi Avati, Il Ragazzo in Soffitta (infatti mi sono ripromessa di recuperare altre sue opere, anche se si tratta di sceneggiature per il cinema) e Dopo di Lei di Joyce Maynard meritevole di stare in questa classifica per lo stile che ti inchioda.
Non ho inserito per mancanza di spazio due titoli a cui tengo particolarmente: La Ragazza Che Sapeva Troppo di M.R. Carey e Central Park di Musso. Il primo è una ventata di originalità nel panorama horror/zombi, Musso invece mi ha stupito, il suo romanzo non è esente da difetti, ma la risoluzione del giallo l'ho trovata molto interessante e ben fatta. Un po' alla Fitzek per intenderci (e io a-do-ro Fitzek).
Be', direi che stavolta ho parlato pure troppo. Vi lascio al listone, cliccando sul titolo verrete riportati alla recensione completa e come al solito voglio assolutamente sapere quali sono state le vostre migliori letture!

LE MIGLIORI LETTURE DEL 2015

L'Amore Bugiardo
di Gillian Flynn

"L'Amore Bugiardo è il romanzo giusto per quei lettori malati che cercano storie malate. Attenzione, non storie veritiere, ma storie che ti inchiodano alle pagine e ti infettano il sangue."







L'Incastro (im)perfetto
di Colleen Hoover

"Un romanzo devastante e rigenerante. Bello e sensuale. Fresco e tragico. Ci sono binomi a cui non so sottrarmi, sono le divergenze a rendere un romance intrigante e indimenticabile e questo della Hoover mi ha inondato di emozioni. "

Preacher - Libro Primo - 
di Garth Ennis

"Preacher è come la soda caustica. Corrode, brucia, scava. Fa anche male. E' il riflesso di un'America disillusa e senza un credo, è nero fino al midollo e marcio dalla prima all'ultima pagina. "
Ho Paura Torero
di Pedro Lemebel

"Ho Paura Torero sarà anche il grido sovversivo del fronte patriottico, sarà anche ribellione, dignità e sofferenza, ma è soprattutto un inno all'amore, quell'amore che non conosce la diversità, capace di abbattere barriere, costumi, pregiudizi e ipocrisie.
The Program 
di Suzanne Young

"L'ho trovato un romanzo costruito benissimo, in modo assolutamente originale, con continui flashback che sembrano essere i tasselli di un puzzle che si completa poco alla volta. E poi mi ha emozionato. Tanto. Forse perché sono consapevole del peso dei ricordi. Forse perché amo le storie tragiche. Forse semplicemente perché l'ho letto nel momento giusto. Fatto sta che il romanzo della Young è stato la luce del mio periodo buio."

"Non c'è dubbio, questo libro è una bussola per genitori e figli, aiuta a ritrovare la strada, indica un cammino e ci insegna che l'amore è la condanna più bella che possa venirci inflitta dalla vita. Non c'è scampo. Non c'è modo di evitarlo. Alla fine possiamo solo arrenderci.
Un libro che fa bene, tanto bene, come la medicina più dolce del mondo."
Il Ragazzo in Soffitta
di Pupi Avati

"Quella che ci racconta Pupi Avati non è altro che una macabra favola dell'orrore."
"In meno di duecentocinquanta pagine ci parla di pazzia, solitudine, emarginazione, infanzia negata, handicap fisici e psicologici; sono tanti, magari anche troppi, i tasti che tocca, eppure alla fine, quando preme quell'ultimo bottone che nessuno aveva osato anche solo sfiorare, il boato che ne deriva è di quelli che ti toglie l'udito, ma ti ridà la parola e la vista. "
Dopo di Lei
di Joyce Maynard

"Dopo di Lei è la storia di due sorelle e della loro infanzia, fotografa il mondo visto attraverso gli occhi di Rachel, una ragazzina capace di scorgere nella più piccola cosa un universo carico di oscure e accecanti possibilità."
Il Porto Proibito
di Teresa Radice e Stefano Turconi

"Mi sono sentita onorata di aver fatto parte di questo viaggio. Un viaggio a cui potrei dare tanti nomi, ma che lo riassumo con uno soltanto. Vita. Il Porto Proibito è questo. Vita. Vita che è perdita, ma anche riconquista. Vita che regala e poi pretende. Vita che non sempre sai di aver vissuto. Vita che è avventura, ma soprattutto casa. Vita che è un abbraccio e poi un silenzio. Vita che è nascita. E infine morte."
di Fábio Moon e Gabriel Bá

"Per me questo libro è stato un "piccolo miracolo"; mi ha tolto un velo dagli occhi, ha reso i colori più vividi, ha fatto accelerare i battiti del mio cuore. È una storia breve ma immensa, limpida, profonda, umana, onesta e poetica in modo quasi struggente. È la storia del miracolo della vita raccontato attraverso la morte, ed è un 'eredità che va accettata, capita e tramandata."

Adesso sono curiosa di sapere quali sono state
le vostre migliori letture! Forza, 
abbandonate torrone, pandoro e panettone
e datemi qualche consiglio per il 2016!

30 dicembre 2015

Recensione, Mister Sandman [Morgan Lost #3]

Morgan Lost, Mister Sandman
uscita mensile 12/2015
Sergio Bonelli Editore
pag.90 - € 3,50
L'analisi di questo terzo albo poteva essere una delle più difficili di sempre e allo stesso tempo una delle più semplici. Difficile se l'avessi fatta dopo una prima lettura, semplice al termine di una seconda in cui tutto è stato terribilmente più chiaro.
Il bello di questo fumetto, almeno per me, è scovare tra le pagine messaggi nascosti o, come in questo caso, palesemente rivelatori.
L'essenza dell'albo è intuibile nelle primissime tavole che ci mostrano Morgan al cinema durante la proiezione di The New Lilith. Attraverso poche inquadrature ci vengono mostrati un uomo e una donna - due amanti - e alle loro spalle un T-Rex e un Samurai fatti di lamiere che combattono la loro ultima, distruttiva battaglia.
Una metafora.
Una citazione.
Una sintesi.
Lilith - secondo la tradizione ebraica - è la donna creata per Adamo e la madre dei demoni.
Lilith per la Bonelli è un cronoagente che viaggia nel tempo uccidendo personaggi storici e cambiando così il corso della Storia.
Una duplice citazione che riassume Mister Sandman. Tutto quello che leggerete è una parentesi, un what if, una sorta di sliding doors.
Un sogno, come cita la canzone delle Chordettes, "Mr Sandman bring me a dream" - Mr Sandman regalami un sogno - ed è quello che Chiaverotti fa. Dopo averci fatto conoscere un Morgan tormentato e solo ecco che regala a questo suo figlio con più demoni che angeli una sorta di seconda possibilità, un film tutto suo, che ahimé è destinato a trasformarsi in un terribile incubo.



Mister Sandman racconta la storia di un uomo e una donna che nulla possono contro un fato che non vuole lasciar loro alcuna tregua. A scandire gli omicidi di una diabolica creatura il cui volto è coperto da una grottesca maschera in pelle, le  note delle Chordettes. Note melodiose che potrebbero accompagnare Morgan in un sonno fatto di speranza e amore e che invece cadenzano i folli colpi di un pazzo assassino.
Chiaverotti ha provato a spargere granelli di sabbia sugli occhi tatuati del suo protagonista, ma Mr Sandman li ha colorati di sangue.
Le ultime inquadrature chiudono il cerchio, mettono fine al sogno, perché quello, Morgan, non può ancora permetterselo.


Alla prossima

29 dicembre 2015

Xmas Recap (cosa passa la tv a Natale?)

Nonostante durante l'anno il mio week end top sia libro + divano (con bevanda annessa a seconda della stagione), a Natale mi guardo tutti i film che passano in televisione. Un'overdose di robe zuccherose ad alto tasso glicemico nel 99% dei casi, ma insomma, lo sapete, no? #anatalepuoi 8)
Quindi, ecco cosa mi sono messa in vena (e vi risparmio robe assolutamente indicibili per il vostro bene e perché una dignità ce l'ho ancora)

  

→ A una fiera del fumetto ho comprato Gizmo e questo la dice lunga sul mio amore per questa pellicola. Non c'è bisogno che ve lo dica, certi film sono delle finestre sul nostro passato e i Gremlins è uno di quei panorami che non mi stanco di osservare.

→  La notte del 25, tipo a mezzanotte, hanno trasmesso Biancaneve nella Foresta Nera. All'inizio - giuro - ho avuto il timore che si trattasse di un mezzo pornazzo, poi ho notato la presenza di Sigourney Weaver e ho pensato che poteva essere qualcosa di buono. Sbagliato. 
I presupposti non erano malaccio: ambientazione gotica, un tocco di horror, un principe che vale poco e un minatore che vale molto. Una favola stravolta, e per fortuna, perché del cavaliere con il nobile destriero non sappiamo più che farcene, mentre lo zappatore di pietre preziose che gironzola a torso nudo... ci piace 8) Se poi vi dico che il principe in questione aveva pure un parruccone biondo che lo faceva somigliare a Raffaella Carrà... voi che dite? Meglio uno dei sette nani, no?
La premessa non mi dispiaceva affatto, però a questo film mancano dei dialoghi convincenti, la giovanissima Monica Keena ha spesso un'espressione che sembra dire "che ci fa una ragazza come me in un posto come questo?" e nemmeno i deliri di una Weaver soggiogata dal dolore e da uno specchio malefico salvano una pellicola che sembra perdere in partenza. Peccato.


→  Neverland invece è una miniserie in due puntate che racconta la vera storia di Peter Pan, quando era ancora un bambino normale e viveva a Londra con altri orfani e Hook. Insieme erano dei felici ladruncoli e poi la storia la sapete già, diventeranno dei felici bimbi sperduti nemici di un perfido pirata, e in circa 180 minuti scoprirete come. Una storia un po' lenta anche se affascinante, nonostante ami retelling, prequel, sequel e spin off, mentre lo guardavo facevo anche altro (tipo mettermi lo smalto alle unghie dei piedi).

  

→  Devo ammettere che guardare La Storia Infinita ogni anno sta minando il mio indice di gradimento, però non ci posso fare niente, mi basta un fotogramma e torno bambina, sono di nuovo seduta al cinema con la mia amica di scuola, sono di nuovo incantata dalle avventure di Atreyu, sogno un fortunadrago e desidero come non mai stringere tra le mani il tomo di Michael Ende e toccare l'Auryn inciso sulla copertina. Se non si torna piccoli a Natale, quando lo si fa?

→  E poi la sera del 25 - rulli di tamburi - La Storia Fantastica. Non dovrei linkarvi la mia recensione (visto che vi ho già fatto due pa**e così per troppo tempo), ma eccola. Io A-DO-RO il romanzo di William Goldman - è genio puro - e anche se il film va a limare un po' di cose, in primis Bottondoro che diventa la classica principessa con le tre B (brava-bella-buona) quando nella realtà è una perfetta cretina, pazienza: la favola del vero amore non tramonta mai.

→ La mattina del 26 hanno trasmesso Il Mago di Oz, il vecchio film del 1939 con Judy Garland, un classico intramontabile che non potevo non vedere anche perché pochi giorni prima mi ero sorbita il prequel, ovvero quella gran ciofeca de Il Grande e Potente Oz. Gente, neppure la presenza e il fascino di James Franco hanno salvato quell'accozzaglia di immagini e grafica computer; sembrava un mix tra La Fabbrica di Cioccolato di Tim Burton e Avatar di James Cameron. In breve: non si poteva guardare!

 

→  Ah, poi ho visto anche la ca**ta di Natale per eccellenza, ovvero Christmas Story. Va bene che subisco il fascino delle lucini, dei regali, del volersi più bene, e bla bla, ma a tutto c'è un limite.
In breve è la storia di un povero disaddatato senza famiglia che viene ospitato a turno dagli abitanti del paese in cui vive e per mostrare riconoscenza lascia dei piccoli doni in legno la notte di Natale davanti alla porta di ognuno. Crescendo la cosa gli sfuggirà di mano, del tipo "conquisterò il mondo" 8|

→  Ieri sera per bilanciare un po' gli acidi e gli zuccheri mi sono vista Nightmare Nuovo Incubo, tra i sequel il migliore con Freddy. Ecco, con lui posso dire di aver messo a riposo il mio spirito natalizio anche se... lo so che sembra assurdo, ma anche questi film mi coccolano a modo loro, perché mi fanno tornare indietro nel tempo e mi riportano alla mente i miei tredici anni.

Se devo dire che ho visto solo roba buona no, 
ma mi sono tanto sentita in modalità natalizia <3 
E i vostri film di Natale quali sono stati?

26 dicembre 2015

Buone Feste!

Anche se in ritardo voglio augurare a tutti i lettori che mi seguono, a quelli che capitano qui di passaggio e a quelli che non ci capiteranno mai, buone feste. 
Che questo Natale possa portarvi tutto quello che desiderate <3 


22 dicembre 2015

Recensione, IL PORTO PROIBITO di Teresa Radice e Stefano Turconi

Ebbene signori,
vi dico come si diceva ai pellegrini:
sciogliete i calzari e deponete il bordone.
Siete arrivati alla meta.
Da anni aspettavo qua gente come voi
per far vivere altri fantasmi che ho in mente.

- I giganti della Montagna, Luigi Pirandello -

Il Porto Proibito di Teresa Radice
disegnati di Stefano Turconi
Bao Publishing, 07/2015
pag. 300 - € 21
Voto:
 

Ho finito questa graphic novel tutta made in Italy ieri sera e ancora mi porto dietro il rovesciarsi delle onde, i canti dei marinai, le malinconiche poesie recitate da Rebecca e una sensazione, strana ma tangibile, dal sapore romantico del 1800.
Il Porto Proibito di Teresa Radice, splendidamente illustrato dal marito Stefano Turconi, è un viaggio nei sentimenti e nei ricordi, tra identità perdute, affermate e riconquistate.
Se siete pronti a spiegare le vele e non temete i mari in burrasca, allora non perdete tempo; questo tomo di stoffa che tanto somiglia a un testo antico e prezioso è un biglietto di sola andata per un viaggio destinato a imprimersi nella memoria di ogni lettore. Promesso.

A imprigionarvi tra le pagine leggermente ingiallite dal tempo saranno una serie di elementi imprescindibili gli uni dagli altri, legati tra loro in modo indissolubile dalla matita di Stefano che nella sua mano, cresciuta in casa Disney, diventa pura poesia. Scorre morbida e leggera senza farti sentire la mancanza dei retini, degli inchiostri, dei colori e di tutti quegli artifici che non avrebbero reso altrettanto giustizia a un racconto che vuole tenerti sospeso in un limbo. Grazie alla sua sapiente arte ci perdiamo in un tratto ricco di particolari, denso di emozioni...e ne veniamo travolti.


Poi c'è la prosa di Teresa che sembra uscita da un romanzo di altri tempi. Una prosa a tratti lirica, pregna di citazioni - da Samuel Taylor Coleridge a William Wordsworth (che non a caso sono considerati i fondatori del romanticismo), ma soprattutto introspettiva, in grado di dare profondità e respiro a ogni singolo personaggio.
La storia parte in modo semplice, ma con Teresa e Stefano al timone questo viaggio è destinato a mandare in frantumi ogni bussola, a non seguire alcuna rotta.
Quando incontriamo Abel, un quindicenne senza memoria trovato svenuto su una spiaggia del Siam e riportato in Inghilterra dall'ufficiale che gli ha salvato la vita, crediamo che alla base del libro ci sia la scoperta di un passato inghiottito dalle onde e destinato a tornare a galla, ma non è così. Non solo almeno. Ne il Porto Proibito c'è la storia di un capitano che ha tradito la Patria e ha lasciato tre figlie a piangere la sua morte; c'è la storia di Rebecca, una prostituta che nelle poesie inglesi cerca le orme da seguire e la forza per farlo; c'è la storia di Nathan uno scozzese con un pezzo di cuore nel mare e un altro sulla terra ferma.

"Come vorrei incontrare te, dietro quell'angolo. E invece ci saranno altri mari, altre coste, altri porti: altra attesa, per poterti stringere di nuovo... Un tempo nemmeno sapevo cosa fosse l'attesa: mi prendevo tutto e subito, sbranavo la vita come se non avesse un domani, bramavo calore dalle braccia di sconosciute alle quali neanche chiedevo il nome. Vagavo inquieto, braccato dal passato...quando mi chiamarono le luci del Pillar: i camini accesi, il grembo caldo di un luogo ignoto... senza tracce di me. Entrai per perdermi... e ti trovai. Non sapevo che, da quel momento, non avrei cercato nessun'altra."
Avete letto il passo riportato qui sopra? Be', è questa la narrazione che amo. Parole che sono fuoco e dolore, in grado di trasmettere passione e struggimento.
Sfogliata l'ultima pagina il groppo che avevo in gola si è sciolto. Ogni singolo personaggio ha trovato la sua strada e io - lettrice ignara di quello a cui sarei andata incontro - mi sono sentita onorata di aver fatto parte di questo viaggio. Un viaggio a cui potrei dare tanti nomi, ma che lo riassumo con uno soltanto. Vita. Il Porto Proibito è questo. Vita. Vita che è perdita, ma anche riconquista. Vita che regala e poi pretende. Vita che non sempre sai di aver vissuto. Vita che è avventura, ma soprattutto casa. Vita che è un abbraccio e poi un silenzio. Vita che è nascita. E infine morte.


Possa la strada venirti incontro,
possa il vento essere sempre alle tue spalle.
Possa il sole splendere caldo sul tuo viso,
la pioggia cadere dolcemente sui tuoi campi.
Che sia verde l’erba sulla quale cammini,
blu il cielo sopra di te.
Siano pure le gioie che ti circondano,
veri i cuori che ti amano.
Da ora in poi, possa la strada venirti incontro,
possa il vento essere sempre alle tue spalle,
possano i caldi raggi del sole inondare la tua casa
e la mano di un amico esserti sempre vicina…
…e fino a quando, di nuovo, ci incontreremo,
possa Dio portarti sul palmo della sua mano.

- preghiera irlandese -