23 ottobre 2018

Recensione, LE SIAMESI di Alessandro Berselli

Buongiorno lettori! Oggi nuova review di un romanzo che gli amanti dei noir potenti non possono perdersi. Ve l'ho già spammato ovunque, su Instagram vi ho ammorbato come non mai (mi trovate come @silvia_inunclick) e adesso tocca al blog 8)

Le Siamesi di Alessandro Berselli

| Elliot edizioni | pag. 126 |


Voto:

Senza lo sconto del 55% su Amazon (ahimé, le copie sono già esaurite!) e alcuni commenti in cui Alessandro Berselli viene definito un grande autore di noir, mai mi sarei avvicinata a Le Siamesi, ritenendolo - erroneamente - un libro lontanissimo dalle mie corde. Mi faceva quasi pensare a una storia che volesse filosofeggiare troppo, una storia sul disagio giovanile destinata a sfociale nel solito (melo)dramma.
Sbagliato.
Anzi, sbagliatissimo!
Intanto la filosofia spiccia Berselli non sa proprio cosa sia e aggettivi come "solito" non fanno di certo parte del suo vocabolario. Io vi avviso, questo è un libro feroce capace di cambiare prospettiva in continuazione, sa come destabilizzare, e sfocia in un finale assolutamente geniale, spiazzante, agghiacciante.
Di cosa parla? Di giovani annoiati, viziati, superficiali. Di una casa costruita per connettersi con le divinità (o il demonio?). Di una telecamera. Di roulette russa. E di molto altro.
Una storia macabra, scritta benissimo, emotivamente frigida, ma disturbante come non mai.
Berselli fotografa il mal di vivere, il fascino seducente del male, il vuoto esistenziale e il disagio dell'adolescenza. I protagonisti sono giovani senza obiettivi soliti ad anteporre il piacere al dovere con un unico dilemma ad affliggerli: "bruciare in fretta o arrugginire lentamente?"
L'unico difetto del romanzo è anche il suo grande pregio. Finisce troppo in fretta, ma è giusto così; l'adrenalina restringe la cavità dei vasi sanguigni, dilata le aeree bronchiali ed esalta la prestazione fisica. Un effetto prolungato potrebbe essere deleterio, ma quando è circoscritto a un breve lasso temporale è benefico. E questo libro è una piccola gioia per i lettori malati. Qui siamo oltre il noir, siamo oltre il classico romanzo cattivo. Qui siamo a un passo dall'inferno.

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15 ottobre 2018

Le uscite di Ottobre 2018

Lettori buongiorno, è giunto il momento di dare mano al portafoglio un occhio alle uscite del mese, perché ce ne sono di mooolto interessanti. Tipo Fornace. Ma avete visto la cover? Più Halloween di così non potrebbe fare, però attenzione, perché se l'edizione sembra quasi vintage, le quattordici storie raccontate al suo interno sono assolutamente contemporanee. In alto infatti potete leggere "modern weird", che sta a specificare il genere, anzi il sottogenere, quello che mischia elementi fantastici con il fantasy e l'horror per sfociare nel "bizzarro" (ma non si tratta di "bizarro fiction" che è decisamente più estrema e grottesca, se volete provarla consultate il catalogo Vaporteppa e divertitevi!)
Ma andiamo avanti.
Sta per uscire  il quarto libro di Miss Peregrine e io non lo sapevo. Ma dove vivo? Convintissima che con il terzo fosse tutto finito (e ho anche ringraziato perché questa serie inizia in modo stupendo per poi colare a picco), adesso devo rivedere le mie priorità. Do un'altra possibilità alla serie? Mhhh... mi sa di no!
Da mettere assolutamente in wish list Dai Tuoi Occhi Solamente perché Francesca Diotallevi è brava, brava, brava e sono molto curiosa di vedere come abbia tratteggiato il personaggio di Vivian Maier, e mi sembrano degne di nota anche le uscite in casa Newton Compton, in fondo un thriller non fa mai male!
Personalmente però non vedo l'ora di sfogliare Attenti Ai Lupi di Baccalario e Morosinotto che non riscrivono per l'ennesima volta le classiche favole con cui siamo tutti cresciuti, ma ce le raccontano in tutta la loro veridicità. Perché le cose non sono andate come ci ha voluto far credere Walt Disney 8)

Edizioni Hypnos

 
| Fornace di Livia LLewellyn | pag. 244 |
Dopo gli oscuri recessi di Obsidia in "Profondità", torna Livia Llewellyn con la sua raccolta di racconti più importante, quattordici storie che si insinuano nei più profondi e torbidi meandri dell'essere umano, con una prosa oscura, commovente e disturbante, come una lama che affonda nella carne, in un cruento e sensuale viaggio sulla scia di autori quali Edgar Allan Poe, Clive Barker e Caitlín R. Kiernan. "La mia vita è una sorta di Frankenstein di attimi e di esperienze perdute. Le gioie, i trionfi, gli attacchi, l'amore, la violenza, la vergogna, le lotte, i piaceri, il dolore, la bellezza, le mostruosità: l'atto di sforzarmi di vivere la mia vita verso la morte ha cancellato tutto, anno dopo anno, sistematicamente. Non so nulla. Tranne quando scrivo." (Livia Llewellyn)
Dal 10 Ottobre 2018.

Rizzoli

 
| La Mappa dei Giorni di Ransom Riggs |
- Serie Miss Peregrine #4 -
Di ritorno da devil's acre e dall'inghilterra vittoriana, dove ha sconfitto i mostri che tenevano sotto scacco il mondo speciale, jacob portman riparte dal presente, dalla florida, dove tutto aveva avuto inizio con la morte di suo nonno abe. Ma lì con lui, adesso, proprio a casa sua, ci sono miss peregrine e i suoi amici speciali; e questa sarebbe un'occasione perfetta per regalarsi una piccola vacanza condivisa sulle belle spiagge americane, mentre emma e enoch e millard e tutti gli altri imparano a muoversi tra i normali – però il destino ha in mente altro. I ragazzi, infatti, scoprono un bunker sotterraneo nell'appartamento di nonno portman. Lentamente emergono le tracce della vita parallela vissuta da abe, e jacob intuisce di avere per le mani un'eredità pericolosa, che sta per proiettarlo in uno scenario emozionante e sconosciuto. In questo quarto episodio della saga di miss peregrine il luogo dell'azione è l'america speciale, un luogo selvaggio, privo di regole, difficile da capire, nel quale non si sa nemmeno che fine abbiano fatto le ymbryne sorprendenti personaggi incroceranno la strada dei nostri amati eroi sollecitando il loro coraggio, mettendone alla prova l'intelligenza, sfidandoli a crescere. Mentre jacob e emma dovranno ritagliarsi uno spazio a parte per fare i conti con l'amore. Come da tradizione, anche stavolta le suggestive fotografie vintage disseminate tra le pagine aumentano l'indiscutibile piacere di questo lunghissimo viaggio in un fantasy senza uguali, inatteso seguito che ransom riggs regala ai suoi innumerevoli lettori. Una sorpresa che lascia intendere che le avventure di jacob portman non sono affatto finite.
Dal 23 Ottobre 2018.


  
| Figli di Sangue e Ossa di Tomi Adeyemi | pag. 552 |
- Legacy of Orïsha #1 -
Un tempo i maji, dalla pelle d'ebano e i capelli candidi, erano una stirpe venerata nelle lussureggianti terre di Orisha. Ma non appena il loro legame con gli dei si spezzò e la magia scomparve, lo spietato re Saran ne approfittò per trucidarli. Zélie, che non dimentica la notte in cui vide le guardie di palazzo impiccare sua madre a un albero del giardino, ora sente giunto il momento di rivendicare l'eredità degli antenati. Al suo fianco c'è il fratello Tzain, pronto a tutto pur di proteggerla, e quando la loro strada incrocia quella dei figli del re si produce una strana alchimia tra loro. Ha inizio così un viaggio epico per cercare di riconquistare la magia, traverso una terra stupefacente e pericolosa, dove si aggirano le leopardere delle nevi e dove gli spiriti vendicatori sono in agguato nell'acqua. Un'esperienza umana che non risparmia nessuno, in un turbine di amore e tradimento, violenza e coraggio. Nella speranza di ridare voce a un popolo che era stato messo a tacere.
Dal 2 Ottobre 2018.

Neri Pozza

  
| Dai tuoi occhi solamente di Francesca Diotallevi |
New York, 1954. Capelli corti, abito dal colletto tondo, prime rughe attorno agli occhi, ventotto anni, Vivian ha risposto a un'inserzione sul New York Herald Tribune. Cercavano una tata. Un lavoro giusto per lei. Le famiglie l'hanno sempre incuriosita. La affascina entrare nel loro mondo, diventare spettatrice dei loro piccoli drammi senza esserne partecipe, e osservare la recita, la pantomima della vita da cui soltanto i bambini le sembrano immuni. La giovane madre che l'accoglie ha labbra perfettamente disegnate con il rossetto, capelli acconciati in onde rigide, golfini impeccabili. Dietro il suo perfetto abbigliamento, però, Vivian sa scorgere la crepa, il muto appello di una donna che sembra chiedere aiuto in silenzio. Del resto, questo è il suo lavoro: prendersi cura della vita degli altri. L'accordo arriva in fretta. A lei basta poco: una stanza dove raccogliere le sue cose; una città, come New York, dove potere osservare le vite incrociarsi sulle strade, scrutare mani che si stringono, la rabbia di un gesto, la tenerezza in uno sguardo, l'insopportabile caducità di ogni istante. Ed essere, nello stesso tempo, invisibile, sola nel mare aperto della grande città, a spingere una carrozzina o a chinarsi per raddrizzare l'orlo della calza di un bambino. Scrutare i gesti altrui e guardarsi bene dall'esserne toccata: questa è, d'altronde, la sua esistenza da tempo. Troppe, infatti, sono le ferite che le sono state inferte nell'infanzia, quando la rabbia di un gesto - di sua madre, Marie, o di suo fratello Karl, animati dalla medesima ira nei confronti del mondo - si è rivolta contro di lei. Sola nella camera che le è stata assegnata, Vivian scosta le tende dalla finestra, lancia un'occhiata al cortiletto ombroso e spoglio nel sole morente di fine giornata, estrae dalla borsa la sua Rolleiflex e cerca la giusta inquadratura per catturare il proprio riflesso che appare contro l'oscurità del vetro. È il solo gesto con cui Vivian Maier trova il suo vero posto nel mondo: stringere al ventre la sua macchina fotografica e rubare gli istanti, i luoghi e le storie che le persone non sanno di vivere.
Dal 4 ottobre 2018.

Newton Compton

 
| Il Matrimonio delle Bugie di Kimberly Belle | pag. 350 |
Dopo sette anni di matrimonio, Iris e Will sono il ritratto della coppia felice: vivono in una bella casa, hanno un lavoro appagante e stanno cercando di avere un bambino. Quando Will parte per un viaggio di lavoro in Florida, Iris non sa che il suo mondo perfetto sta per crollare. Quella mattina, infatti, un aereo diretto a Seattle precipita e tra i nomi delle vittime c’è inspiegabilmente quello di Will. Iris è sconvolta, ma è certa che si tratti di un errore. Perché Will avrebbe dovuto mentirle? Che cosa doveva fare a Seattle? E su cosa altro ancora potrebbe averle raccontato bugie? Se vuole davvero arrivare alla verità, Iris dovrà affrontare un’indagine disperata per scoprire che cosa si nascondeva sotto la superficie calma del suo matrimonio. Ma non ha idea delle conseguenze che tutto ciò potrebbe avere…
Dal 4 Ottobre 2018.


 
Il piccolo Billy aveva solo otto anni quando, durante una passeggiata al parco con sua sorella Rose, scomparve nel nulla. Stava giocando con un aquilone, prima che di lui si perdessero le tracce. Dopo due giorni di ricerche, venne ritrovato morto. Sedici anni dopo, Rose prova ancora un terribile rimorso. Si considera colpevole per la morte del fratellino, perché non è stata in grado di proteggerlo. Non è mai davvero riuscita a superare il trauma, e si è chiusa in se stessa, incapace di fidarsi degli altri. Riesce ad aprirsi completamente solo con Ronnie, il suo vicino, che conosce da quando era piccola. Quando Ronnie si ammala, Rose si presenta alla sua porta per offrirsi di aiutarlo, ma ciò che trova nella sua soffitta è destinato a sconvolgerle, una seconda volta, la vita. Rose pensava di conoscere la verità su ciò che è accaduto a Billy. Pensava di conoscere Ronnie. Adesso l'unica cosa che sa è di essere in grave pericolo.
Dal 25 Ottobre 2018.


  
| Niente è Come Credi di Helen Callaghan | Pag. 454 |
I genitori di Sophia hanno sempre vissuto una vita tranquilla e anonima. Perlomeno è quanto credeva Sophia, fino al giorno in cui va a trovarli e nota che la casa è particolarmente silenziosa. Suona il campanello, ma nessuno viene ad aprire la porta. Sophia fa il giro del giardino e sul retro della casa fa una scoperta scioccante: la madre è impiccata a un albero, e il padre giace a terra in una pozza di sangue, ancora vivo ma incosciente. La polizia crede che si tratti di un tentato omicidio e suicidio, ma Sophia non pensa che la madre sia un'assassina, e poiché il padre non è in grado di parlare, sta a lei convincere la polizia. Per discolpare la madre, Sofia cerca qualsiasi indizio frugando nella vita dei genitori. E incappa in un diario, un diario che a quanto pare la madre stava per pubblicare, che racconta un passato di cui lei ignorava completamente l'esistenza, e da cui capisce che dei suoi genitori in realtà lei sapeva ben poco...
Dall'11 Ottobre 2018.

Einaudi

 
| The Game di Alessandro Baricco | pag. 325 |
Quella che stiamo vivendo non è solo una rivoluzione tecnologica fatta di nuovi oggetti, ma il risultato di un'insurrezione mentale. Chi l'ha innescata - dai pionieri di Internet all'inventore dell'iPhone - non aveva in mente un progetto preciso se non questo, affascinante e selvaggio: rendere impossibile la ripetizione di una tragedia come quella del Novecento. Niente più confini, niente più élite, niente più caste sacerdotali, politiche, intellettuali. Uno dei concetti più cari all'uomo analogico, la verità, diventa improvvisamente sfocato, mobile, instabile. I problemi sono tradotti in partite da vincere in un gioco per adulti-bambini. Perché questo è The Game.
Dal 2 Ottobre 2018.

Fabbri

 
| Quasi Tre di Tommaso Avati | pag. 237 |
Raffaele e Benedetta, undici anni di matrimonio, zero figli, due adorabili maialini d'appartamento da chiamare "bambini". Due voci, l'una il controcanto dell'altra, che si rincorrono e ci raccontano la loro storia: lei segretaria in un'agenzia romana per lo spettacolo e appassionata di cucina, lui sceneggiatore mancato riciclatosi insegnante, figlio d'arte in attesa perenne di sfondare nel mondo del cinema. Un rapporto ormai cristallizzato in una routine distratta, il loro, eroso dall'abitudine e dalla delusione di non essere riusciti a fare della propria esistenza qualcosa di cui andare fieri. Poi accade l'impensabile. A quarantasei anni, quando già comincia a pensare alla menopausa, Benedetta rimane incinta: il caso, con grande ironia, inizia a giocare con Lele e Benny, concedendo loro un'altra possibilità, l'occasione per riprendere il controllo del loro matrimonio e delle loro vite. Ma a volte non c'è niente di meglio di un "secondo tempo" per rimescolare le carte di una vita intera: tra genitori disfunzionali e colleghi sull'orlo di una crisi di nervi, Lele e Benedetta vengono risucchiati in un turbine di incomprensioni, aspettative malriposte e disavventure esilaranti, dove la posta in gioco è un amore dolceamaro, quasi acido. Insomma, un amore normale.
Dal 2 Ottobre 2018.

DeAgostini

 
| Attenti ai Lupi | pag. 260 |
Sette fiabe per stupire. Sette fiabe per incantare. Sette fiabe per stregare e per non far dormire sonni tranquilli. Pierdomenico Baccalario e Davide Morosinotto hanno scritto un libro per chi non ha paura del buio. Per chi non teme i mostri e non ama solo le fiabe a lieto fine. Un libro per ragazze e ragazzi tosti, che vogliono sapere che cosa accadde davvero quando Cappuccetto Rosso entrò nel bosco. Che cosa fecero le sorellastre di Cenerentola pur di indossare la scarpetta di cristallo. Che cosa c'era nello specchio magico di Biancaneve. Che cosa sopportarono Hansel e Gretel nella casa della strega... Sette storie eccezionalmente spaventose che raccontano in modo inedito i più grandi capolavori dei fratelli Grimm. Dal Principe Ranocchio a Sette in un colpo, da Hänsel e Gretel al Pifferaio magico. Non avete mai letto i Grimm così.
Dal 7 Ottobre 2018.





Alla prossima!

10 ottobre 2018

Recensione, DONNE CHE PARLANO di Miriam Toews

Lettori buon pomeriggio! Oggi vi parlo di un libro importante che consiglio di leggere con una certa consapevolezza, perché tra queste pagine non troverete solo una storia, ma anche e soprattutto un messaggio.

Donne Che Parlano di Miriam Toews 

| Marcos Y Marcos, 2018 | pag. 253 |


Non so se abbiate mai sentito nominare Jordi Ruiz Cirera, ma è un fotografo che tra il 2011 e il 2012, durante un viaggio in Bolivia, ha fatto numerosi scatti all'interno di una comunità mennonita. Quello che traspare dalle immagini è la totale assenza di sorrisi; gli uomini lavorano nei campi dalla mattina alla sera, le donne si occupano della casa, passatempi, giochi e musica sono vietati. I mennoniti rinnegano la società consumista, quindi niente auto, elettricità, alcol. Bisogna vivere in totale purezza, senza farsi contaminare dai mali del mondo.
Mi verrebbe da dire che dove c'è estremismo invece di male ce n'è eccome, ma non sta a me giudicare e non lo fa nemmeno Miriam Toews che, con Donne Che Parlano, porta alla luce un fatto di cronaca terribile avvenuto proprio all'interno di una di queste immacolate comunità.
Per quattro anni un gruppo di donne si è svegliato dolorante e sanguinante ignorandone il motivo. Hanno partorito figli senza sapere come potessero essere rimaste incinta, sono state apostrofate come mentalmente disturbate e poi come serve del demonio.
Ma la verità è un'altra e fa molta più paura. Queste donne venivano narcotizzate con dell'anestetico veterinario e violentate dagli uomini della suddetta immacolata comunità, spesso loro parenti, cugini, fratelli...
L'incubo è durato quattro anni. Dal 2005 al 2009. Le vittime avevano dai tre ai sessantacinque anni. E adesso ad alcune di loro viene data la possibilità di parlare.
Hanno quarantotto ore di tempo per decidere se: non far niente, restare e combattere, andarsene. E sono queste quarantotto ore che troverete tra le pagine di un libro che non è fiction, ma vera e propria denuncia.
La narrazione è affidata ad August Epp, un membro della comunità che ha il compito di trascrivere in inglese le dichiarazioni di Greta, Mariche, Mejal, Neitje, Autje, Agata, Ona e Salomé. Si riuniscono in un fienile e sfogano la loro rabbia, frustrazione, paura. Sarebbe facile fuggire, ma dove? E combattere? Non significherebbe andare contro il volere di Dio? Se restassimo... che futuro offriremo alle nostre figlie?

Miriam Toews, nata in una comunità mennonita che ha abbandonato all'età di diciotto anni ci  parla di fondamentalismo religioso, diritti negati e di donne che si credevano libere perché non sapevano di essere prigioniere. Il romanzo non si concentra tanto sulla violenza perpetrata nel tempo, ma sulle conseguenze e il forte bisogno di riscatto. Non è un libro scritto per commuovere o per far leva sull'emotività del lettore, anzi, è un libro scritto per aprire gli occhi, allargare la mente, rendere più consapevoli e quindi più forti. La trama è completamente riassunta nella prefazione quindi non aspettatevi una storia di violenza, perché gli accenti sono puntati sul dopo. Prima c'era il silenzio, adesso c'è la voce. E se una donna fatica a farsi sentire, tante insieme possono gridare e fare la differenza.

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5 ottobre 2018

Recensione, LA MORTE NON SA LEGGERE di Ruth Rendell

Lettori belli, amanti del genere noir, ho il libro che fa per voi!
Sono felicissima di poter aggiungere al mio tetro e oscuro bagaglio di letture thriller questo romanzo e sono ancor più felice di condividerlo con voi, quindi fate i bravi e recuperatelo.

P.S. Piccolo particolare. Il libro non è più disponibile in commercio, ma è stato ristampato in tremila edizioni, anche economiche, e nell'usato sono sicura che sarà di facile reperibilità :)

La Morte Non Sa Leggere di Ruth Rendell

| Mondadori | pag. 180 | fuori commercio |

edizione in allegato al Corriere della Sera su licenza Mondadori
Voto:

"Eunice Parchman sterminò la famiglia Coverdale perché non sapeva leggere, perché non sapeva scrivere. Non c'era movente, non ci fu premeditazione: non ottenne denaro, né sicurezza. Unico risultato del delitto fu che non solo una famiglia e un villaggio, ma l'intera nazione seppe dell'analfabetismo di Eunice Parchman.  Per sé non ottenne niente, se non la rovina totale. Da sempre, nella sua mente distorta, c'era la convinzione che non sarebbe mai stata in grado di avere successo. Eppure, sebbene la sua amica e complice fosse pazza, lei non lo era. Possedeva quella terribile e realistica lucidità dell'atavica scimmia travestita da donna del ventesimo secolo."

La recensione potrebbe fermarsi qui, con l'incipit del romanzo, uno dei più belli e d'effetto che mi sia mai capitato di leggere in un noir.
In queste poche righe c'è tutto: l'epilogo, il nome dell'assassino, quello delle vittime e anche il movente.
Eppure il romanzo non perde un colpo, conta meno di duecento pagine, ma l'analisi è così spietata e l'autrice talmente brava nel gestire una trama semplice ma di grandissimo effetto che lo si legge tutto d'un fiato.
In modo quasi morboso si vuole arrivare alla fine per capire cosa può spingere una donna come Eunice Pachman a compiere una strage. Ed è presto detto. L'ignoranza. La totale mancanza di empatia. Eunice non prova nulla per nessuno, è una pietra che respira, e passare la vita a nascondere con mille sotterfugi il suo analfabetismo sta all'origine della nevrosi che la consuma. È una lavoratrice instancabile, una domestica perfetta (ma come potrebbe non esserlo dal momento che ama più le cose delle persone), passa le ore a pulire e a riordinare e i suoi unici passatempi sono guardare la tv e mangiare cioccolata. 
Potrebbe far pena una donna come Eunice Pachman, ma no, non ne fa. Scialba, inetta, inconsapevolmente cattiva, Eunice nel momento in cui conosce il male non lo evita, ma lo infligge. 
L'autrice inoltre non manca di infierire ulteriori colpi inserendo una serie di ipotesi che avrebbero potuto evitare il massacro finale, ma allo stesso tempo si "diverte" a sottolineare come il destino abbia invece voluto diversamente, facendo precipitare le cose nel giro di un attimo. Sono tutti questi elementi messi insieme che rendono La Morte Non Sa Leggere un titolo disturbante e un perfetto esempio di quel genere noir che pone gli accenti sulle nature distruttive degli esseri umani.
Scritto nel 1977, ha appena superato la quarantina, eppure, come tutti i piccoli grandi capolavori, non risente per niente del tempo che è passato.

Film

 
  • La Morte Non Sa Leggere
USA, 1986
Durata: 96'
Regia: Ousama Rawi
Cast: Rita Tushingham, Ross Petty, Jonathan Crombie, Jessica Steen, Tom Kneebone, Jackie Burroughs, Shelley Peterson, Peter MacNeill, Donald Ewer
  • Il Buio Nella Mente (la Cérémonie)
Francia, Germania, 1995
Durata: 111'
Regia: Claude Chabrol
Cast: Isabelle Huppert, Sandrine Bonnaire, Jean-Pierre Cassel, Jacqueline Bisset, Virginie Ledoyen


28 settembre 2018

Recensione, SEMPRE LIBERA di Lorenza Natarella

Lettooooriiii ♪♫ Buongiooornoooo ♪♫♪♫
Oggi gorgheggio felice perché vi parlo di un romanzo grafico bello da vedere, un pochino meno da leggere (alt, non è come sembra, è solo che mi servono degli occhi nuovi)  che mi ha portato indietro nel tempo e fatto tanto felice.
Mio nonno era un grandissimo appassionato di musica classica, sono cresciuta sulle note della Traviata e della Norma, da piccola passavo interi minuti (stavo per dire ore, ma sarebbe stata una bugia colossale) a guardare il disco scorrere sotto alla puntina chiedendomi quale magico sortilegio producesse quella musica divina. Ed è proprio della divina che parliamo oggi. Siori e siore... Maria Callas. *un applauso, please*

Sempre Libera di Lorenza Natarella

| Bao Publishing, 2017 | pag. 192 | € 19,00 |


Voto:

Il romanzo grafico è uno dei linguaggi che preferisco quando c'è da raccontare una storia vera o una biografia. Lo trovo un mezzo fortemente d'impatto, non tergiversa, va dritto al punto e il disegno regala una nuova identità, oltre che carattere, alla storia e ai personaggi.
Per questo quando ho trovato sul Libraccio Sempre Libera di Lorenza Natarella a metà prezzo (be' quasi a metà prezzo, on line fanno il 46% di sconto i furboni) non ci ho pensato due volte e l'ho comprato.
Uscito nel 2017, a quarant'anni dalla scomparsa di Maria Callas, questo volume di quasi duecento pagine celebra la vita di una donna tenace, ostinata, intraprendete, spesso capricciosa, ma era la divina, ricordiamocelo, quindi cosa non le era concesso?

Credo che la storia sia nota più o meno a tutti, ma anche se non fosse l'autrice non tralascia nulla, si va dalla nascita alla morte della Callas, passando attraverso il rapporto complicatissimo con la madre, il matrimonio con l'imprenditore Battista Meneghini, l'amore travolgente per Onassis, l'incontro con Pasolini. La sua carriera è sempre stata oggetto di critiche e pettegolezzi e gli accenti sono posti soprattutto sul carattere non facile di una donna apparentemente forte e sicura di sé, ma anche fragile e bisognosa di affetto.

"la signora crede di poter disporre dei contratti
come dispone dei propri guanti"

Tra articoli al fulmicotone, spettacoli interrotti e stagioni di successo, Maria Callas non smette di far parlare di sé, tenta di affermarsi non solo come artista, ma anche come donna, dimagrisce cinquanta chili, rinnova la sua immagine, coniuga belcanto e interpretazione, affronta il mondo con fare melodrammatico, come se fosse una recita continua, come se la vita e la messinscena si fondessero continuamente, finché non si spengono i riflettori. Sono i grandi dolori e la troppa passione che portano Maria Callas a divenire sempre più irrequieta e stanca: sapendo di avere un dono si è sentita in dovere di offrirlo al mondo intero, ma poi si è ritrovata vittima del suo stesso ruolo.
clicca per ingrandire

Il titolo, Sempre Libera, sembra una sorta di regalo postumo che Lorenza Natarella ha voluto fare alla Callas. Tutto l'albo è un vero e proprio omaggio a una donna che l'autrice ha saputo presentare nelle sue mille sfaccettature, raccontandola e mai giudicandola.

A questo punto la domanda può sorgervi spontanea. Perché il voto non è di quattro stelline piene? In risposta continuo a tessere le lodi dell'edizione: magnificamente chic la cover minimal ed elegante, mentre la tricromia di bianco, nero e rosa regala all'albo l'ennesimo tocco glamour. Anche lo stile spigolo, secco e tagliente della Natarella ben si presta a tratteggiare lo spirito di una donna più morbida nelle forme che nel carattere.
E quindi? Ok, arriviamo alla nota dolente. Il font purtroppo non è ad altissima leggibilità e la lettura, che secondo me deve sempre essere fluida e scorrevole, ne ha risentito in varie parti. L'uso dei balloon a sfondo anche nero e di un lettering tremulo che vuole essere lo specchio di un'emozione, sono scelte oggettivamente comprensibili, ma messe in pratica non sono state vincenti su tutti i fronti.
Però, io che solitamente tengo solo quei libri che ho amato e a cui ho assegnato un voto pari o superiore alle quattro stelle, da Sempre Libera non mi separerò assolutamente. La storia della Callas ti imprigiona, è un incantesimo, e questo fumetto è un po' la bacchetta che ti fa rivivere la magia di una donna che non sognava solo applausi e copertine, ma che forse solo quelli ha avuto.
Quindi sì, ve lo consiglio, e se volete fare le cose proprio in grande leggetelo con Medea in sottofondo...


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20 settembre 2018

Libro VS Film - Sfida n°55, Child 44

A volte vorrei parlare dei film che mi capita di vedere, ma poi penso che un blog di libri non sia il posto giusto. Allora penso di parlare dei film tratti dai libri, questa cosa avrebbe senso, no? Ma quello che ne viene fuori non è mai una recensione, ma continui paragoni tra due opere dalla struttura tanto diversa. E così nasce questa rubrica (che posterò random) in cui mi divertirò a mettere sul piatto della bilancia un'opera letteraria e una cinematografica e vedere da che parte penderà l'ago.
LIBRO VS SERIE TV
chi vincerà?

Oggi in sfida
Bambino 44

  

Vince il Libro!

Ho aspettato tre anni prima di vedere questo film - no dico, tre anni! - e ne ho sempre rimandato la visione per paura che potesse rovinarmi il ricordo perfetto che conservavo del romanzo.
Be', vi voglio subito tranquillizzare dicendo che no, non è successo, il romanzo lo ritenevo un bestseller e tale è rimasto, anzi se volete buttare un occhio alla mia vecchia recensione cliccate QUI, però devo dirlo, non gli rende affatto giustizia.
Bambino 44 non è un semplice thriller (e già dire "semplice" suona come un'eresia visto che si rifa al mostro di Rostov), ma una storia dentro la Storia in cui l'autore riesce a generare una suspense al limite della morbosità non solo tramite la componente gialla, ma anche - o forse soprattutto - grazie a tutto il contorno. Abbiamo un uomo che si ribella al sistema, un matrimonio apparentemente perfetto prigioniero di troppi segreti, infanzie negate, un'attenta riflessione all'ambiente, che forgia e plasma uomini a proprio uso e consumo. La Russia di Stalin è un Paradiso senza crimini e perché resti tale la parola d'ordine è una sola: insabbiare. Sempre e comunque.
In breve: solido background, plot avvincente, personaggi convincenti. Il romanzo ha un ritmo sostenuto, non ha mai momenti di cedimento, viaggia veloce, senza intoppi, e il ritmo diventa via via sempre più sostenuto.
Leo Demidov, fiero esponente del Mgb, è un uomo ligio al dovere, quello che gli viene ordinato di fare lo esegue, finché un giorno nelle liste dei cospiratori contro il regime non compare il nome di sua moglie Raisa e affidano a lui il compito di denunciarla.


Tom Hardy (Venom, Mad Max) e Noomi Rapace (Seven Sisters) ricoprono i ruoli dei due protagonisti, uno sufficientemente convincente, l'altra decisamente meno. Nel cast figurano anche Gary Oldman, Vincent Cassel, Joel Kinnaman, mentre alla regia abbiamo il talentuoso Daniel Espinosa e Ridley Scott alla produzione. Soldi buttati a mio avviso.
Film esageratamente lungo e lento. Il romanzo è stato totalmente snaturato, c'è solo la struttura della trama, ma manca tutto il resto. La passione che anima i protagonisti, l'amore che nasce in un contesto di assoluto terrore, la ricerca della verità. Manca una finestra sul passato sia di Leo che di Raisa la quale risulta addirittura, troppo rigida, impettita, fredda.
Quindi niente. Ci sono rimasta male. Però non è stato tempo perso. A fine visione ho ripreso in mano il libro, l'ho risfogliato e mi sono tornati in mente tutti quei particolari che avevano reso la lettura un'avventura incredibile all'interno della Russia e dell'animo umano. E adesso mi è venuta voglia di comprare il seguito, Il Rapporto Segreto. Ma torniamo alle prime righe del post. Ho paura... paura che mi rovini la storia che mi porto dentro, perché anche se il film non l'ha minimamente intaccata, be', il romanzo potrebbe...

Trailer



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E secondo voi?
Libro o Film? 

11 settembre 2018

Recensione, SGANCIANDO LA LUNA DAL CIELO di Gregory Hughes

Uno dei romanzi per ragazzi più divertenti e commoventi che abbia mai letto. Trovato a un mercatino per tre euro, si è rivelato in modo del tutto inaspettato un preziosissimo tesoro.

Sganciando la Luna dal Cielo di Gregory Hughes


| Feltrinelli, 2011 | pag. 270 | € 15,00 |


Voto:

Questa è la storia di Marie Claire Wazhashnoos, detta Il Ratto, e di suo fratello Robert, per gli amici Bob. Vivono a Winnipeg, una cittadina circondata dalle infinite praterie canadesi, finché un giorno non trovano il loro Vecchio "morto come un topo sullo zerbino" e decidono di seppellirlo in giardino per non finire in orfanotrofio.
Bob è sinceramente sconvolto, per il Ratto invece niente di nuovo, lei lo sapeva che sarebbe successo, così come sapeva che la sua amica Felicia sarebbe stata uccisa da un pedofilo e che un fulmine avrebbe centrato in pieno quell'antipatica di Taija facendola balbettare per un mese.

Come avrete capito Marie Claire è una bambina capace davvero di lasciare senza parole. Ha uno spiccato senso per il melodramma (da grande farà l'attrice!), adora il cappuccino (che beve solo nel quartiere francese perché fa più chic), e conosce più leggende sui nativi dei nativi stessi. Non ha mai versato una lacrima, non sa cosa sia la tristezza e vive ogni istante come se fosse l'ultimo. 
È pazza, pensa Bob, non può finire in un istituto, lì cercherebbero di farla tornare normale  e comunque non ci riuscirebbero; il Ratto poi ha bisogno di spazio per dare di matto, quindi c'è una sola cosa da fare, prendere armi e bagagli e andare nella Grande Mela per cercare un certo Jerome DeBillier che a quanto pare è un loro zio e di professione fa lo spacciatore.

La loro avventura inizia a bordo di un treno merci tra le mille paranoie di Bob - convinto che finiranno per essere ammazzati ancor prima di mettere piede in suolo newyorkese - e il folle entusiasmo del Ratto - convinta che ad attenderla ci saranno solo cose stra-mega-biiip (lei non dice mai parolacce, preferisce bippare tutto!) - e in fondo sarà proprio così. A bordo delle loro BMX sfrecceranno tra il Bronx e Manhattan, dormiranno sotto cieli pieni di stelle, in vecchie roulotte e in attici da capogiro, incontreranno truffatori dal cuore d'oro, star della musica, gente pronta ad aiutarli e altri... be', altri un po' meno.

Sganciando la Luna dal Cielo è un romanzo tragicomico pieno di situazioni al limite del reale, ma è soprattutto un libro capace di riempirti il cuore di tenerezza, di farti ridere a crepapelle e di commuoverti fino alle lacrime.
Ringrazio il giorno in cui, al mercatino dell'usato, mi è caduto l'occhio sulla bellissima copertina, poi il titolo ha fatto il resto. Non ho letto nemmeno la trama, ho portato il libro alla cassa senza pensarci due volte, perché anche se razionalmente controllo sempre goodreads o anobii per avere un'idea del feedback, in modo del tutto irrazionale so anche che gli acquisti fatti alla cieca possono rivelarsi i migliori. E alla fine è stato così. Tre euro per un piccolo preziosissimo tesoro.

Gregory Hughes, un passato allo sbando tra istituti di correzioni e riformatori, è stato salvato da un professore che l'ha avvicinato alla letteratura per poi incoraggiarne il talento e in questo libro d'esordio c'è anche un pezzetto del suo passato, di cose viste e persone incontrate. Non è una semplice storia fatta di eventi che collegano un inizio a una fine, ma un vero e proprio inno alla vita che ti accompagna anche a lettura terminata, un romanzo che parla di seconde possibilità, solitudine, emarginazione e lo fa attraverso una serie di personaggi che non vengono mai relegati all'interno di ruoli stereotipati. Un padre che affoga il dolore nell'alcol non picchia necessariamente i suoi figli, un ladro può anche essere un perfetto gentiluomo e dietro a una facciata di assoluto perbenismo capita che si celi il più grande dei mali.
E poi, ovviamente, si parla d'amore. Di amori immensi che non smetteranno mai di esistere. Per la vita, per le persone, per la musica di Frank Sinatra e ovviamente per il cappuccino

I did what I had to do 
And saw it through without exemption 
I planned each charted course, 
Each careful step 
Along the byway 
And more, much more than this, I did it my way.

Curiosità: nel 2011 Sganciando la Luna dal Cielo è stato tra i finalisti della Carnegie Medal ma fu battuto da Patrick Ness che vinse con Monsters of Men (La Guerra).

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