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16 settembre 2014

Intervista doppia Abby & Kevan

Sì, le iene sono in me. E non perché sia un'acida bastarda come loro, ma perché sono più curiosa di una scimmia!
Dopo aver letto Hunted (qui la recensione) e Vision (a breve la recensione, cof cof, sono in ritardo ;_;) non ho potuto fare a meno che assecondare la mia anima da stalker incallita. E visto che Angela è un po' indaffarata, avendo appena "sfornato" il suo supereroe in miniatura, ho pensato di disturbare Abby e Kevan per scoprire qualcosa in più su di loro.

Pronti a farvi gli affaracci loro?


Nome e Cognome
Abby Eglantine Allen
Kevan Vattelapesca (Non ho un cognome. Per la scuola mi danno sempre il cognome Nelson, come l’ammiraglio.)
Età
18
21
Città o Pianeta di provenienza
Wichita (Kansas)
Niviux (verso l’infinito e oltre…cit: Toy Story)
Dove vi siete conosciuti?
Alla Wichita High School
Alla Wichita High School
Il primo pensiero avuto sull'altro/a
Oddio! E questo qui?
È un figo da paura!
Oddio! E questa qui?
È stramba da paura!
Un aggettivo per il primo bacio
Spaziale
Stratosferico
La parte di te che meno ti piace
Niente
L'essere alieno
La parte di lui/lei che più ti piace
Tutto
Tutto
Cosa ti fa paura?
Perdere Kevan
Perdere Abby
Come ti vedi tra dieci anni?
Obesa con quattro figli.
Dovresti chiederlo a Abby. È lei quella col dono della preveggenza.
E tra venti?
Obesa con sei figli
Ok, se insisti… mi vedo con un lavoro tranquillo, con una casa, con un paio di figli, e ancora con Abby, ovviamente.
Tra Cinquanta? Non andrò oltre, giuro!
Obesa con sei figli e vecchia.
Ah, ma allora ci provi gusto! Tra cinquanta anni avrò 71 anni. Mi vedo vecchio e magari un po’ rincoglionito.
Se potessi cambieresti qualcosa del tuo passato?
Vorrei poter vivere un po’ di più i miei veri genitori.
Niente. Tutto quello che ho fatto mi ha portato fino a qui ed è esattamente qui che volevo arrivare.
Una cosa a cui non sai resistere
Lo posso dire davvero? No… non posso dirlo, siamo in fascia protetta.
Se te lo dico poi, dovrei ucciderti. E Abby non me lo perdonerebbe mai.
Sai cucinare?
Se per cucinare intendi, sbattere un uovo e buttarlo in padella per una deliziosa frittata, allora sì, so cucinare.

Lo stretto indispensabile per sopravvivere. Infatti da quando vivo con Abby sono piuttosto dimagrito U_U
Il tuo piatto preferito
Tutto il repertorio della grande arte culinaria di Mc Donald’s
Pizza, pasta, hamburger. Proteine e carboidrati a volontà.
Se potessi scegliere il tuo superpotere quale vorresti avere?
Un gran culo (si può dire in un blog serio?)
Conosco la risposta di Abby a questa domanda e la sottoscrivo. Di questi tempi è il miglior superpotere.
Che lavoro vuoi fare da "grande"?
Proseguirò negli studi. Voglio fare l’astrofisica. Scontato vero? Lo so. In effetti ti avrei detto la collaudatrice di materassi se non fosse stato più scontato ancora.
Non. Ne. Ho. La. Più. Pallida. Idea. Sono un soldato. So fare solo quello.
Vacanza ideale
Lontano dai parenti.
Lontano dai parenti di Abby.
Fai a Kevan/Abby una proposta indecente
Diventa il mio Christian Frey! O era Grey… Sì, ma tanto è uguale.
D’accordo, mi vuoi sfidare allora? Pagina 233 del kamasutra. Ti basta come risposta? (l’autrice assicura i lettori che non ha idea di cosa ci sia in quella pagina, né se il Kamasutra stesso arriva alla pagina 233 U_U)
Salutate i lettori!
È stato come sempre un piacere stare in vostra compagnia. Fate i buoni, diremmo, ma visto che Natale ancora non è arrivato e non c’è bisogno di fingere di essere carini, fate quello che vi pare. Ci rivedremo presto, almeno è quello che si dice in giro . Ciao da Abby e da Kevan ;) e da quella rompibolas della nostra autrice, Angela C. Ryan.
Tutti i nostri casini sono colpa sua, sappiatelo!

* * *

Dunque.
Abby, grazie per il blog serio, ma le apparenze ingannano.
Kevan, lascio ad Angela il mio numero di telefono, nel caso... be' sì... sai com'è, la vita è lunga e imprevedibile e nel caso volessi fare due chiacchiere è giusto che tu sappia come trovarmi...
Angela, ti lovvo lo sai, e sappi che dovrai sopportarmi ancora per molto, perché tornerò alla carica per torchiare Jay e Dakota... Non vedo l'ora! Anche tu vero???

Nel caso i nomi di Abby e Kevan non vi dicano niente,
su Amazon trovate i romanzi di Angela.
E se non sapete chi è Angela qui c'è il nostro chiacchiericcio.
Rimediate. E non è un consiglio, ma un'intimidazione. 


2 aprile 2014

Chiacchiericcio con Angela C. Ryan

Come spero vi ricorderete, meno di due settimane fa ho recensito Hunted dell'italianissima Angela C. Ryan (per gli smemorati!) e subito dopo ho deciso di rapire l'autrice per sapere cosa ci attenderà nel seguito, Vision, ma i miei piani sono andati in fumo quando ho scoperto che è in dolce attesa (in fondo sono buona!) e così mi sono accontentata della solita banale, prevedibile e monotona intervista. No, non state per leggere una vera intervista, ma un chiacchiericcio. Un chiacchiericcio tra una lettrice in fase "fangirl" e un'autrice disponibilissima e molto, molto simpatica. Così ci siamo incontrare su Niviux a qualche anno luce di distanza dalla Terra e... e insomma ma non si può proprio fantasticare con voi! Va bene, abbiamo ciacolato per email (e io che volevo dare un tocco intergalattico a questo post), ma nelle risposte di Angela non c'è niente di banale, prevedibile e monotono! Buona lettura! :P

* * *

Ciao Angela ti avviso subito che più che un'intervista questo sarà un interrogatorio, quindi preparati, voglio sapere tutto di te, dal codice del tuo dna, a cosa mangi a colazione, quindi mettiti comoda e racconta... puoi dirmi anche quello che non hai mai rivelato a nessuno tanto figurati, resterà tra me e te...
Angela: Sarà un piacere chiacchierare con te Silvia, non vedo l’ora! E probabilmente ti rivelerò particolari che dopo mi costringeranno a imbavagliarti per non rivelarli ;)

Ho letto solo Hunted al momento (rimedierò giuro!), ma so che scrivi anche con Patrisha Mar usando lo pseudonimo di Katherine Keller, mentre le tue produzioni personali sono firmate Angela C. Ryan. Due curiosità. Come mai l'esigenza di usare degli pseudonimi? E com'è scrivere a quattro mani?
Angela: In realtà lo pseudonimo vero è Katherine Keller. Angela C. sono il mio nome e cognome, mentre Ryan è il cognome di mio marito al quale ho aggiunto una N finale, tanto per renderlo più figo. Katherine Keller è stato scelto per motivi di praticità in primis, perché firmarci in due sulla cover di un romanzo occupava un sacco di posto. Secondo poi, e non mi vergogno a dirlo, ho sempre amato i nomi stranieri. Sono musicali. Per finire, e ora arriveranno badilate di «buuuuuu», usare un nome straniero per un tema come quello che trattiamo noi (paranormal fantasy) era un modo per attirare l’attenzione di quelli che: “No, io roba di autrici italiane non ne leggo”. Di tanto in tanto sento pesanti critiche in giro per chi sceglie di usare uno pseudonimo straniero, ma è solo un nome e se pure viene usato come modo per attirare pubblico che male c’è? Forse cambia qualcosa se dopo aver letto il libro e ti è piaciuto, scopri che l’autore è di Poggibonsi e non della mondana New York? Non è una presa in giro ai danni del lettore, come molti ritengono. Penso che dovrebbero esserci meno dita puntate e più cuori aperti verso delle scelte che alla fine dei conti, non minano la libertà altrui.
Per quanto riguarda la scrittura a quattro mani… beh… è molto divertente e stimolante sotto molti aspetti. L’interazione fra me e Patrisha poi è perfetta. Ognuna di noi mette a servizio del romanzo il suo stile personalissimo e alla fine li amalgamiamo in modo che lo scritto risulti scorrevole e mai confuso. Non è una cosa facile, richiede tempo e tanta attenzione ai particolari, ma è qualcosa che ci dà profonda soddisfazione.


La serie The Shadow Saga è di genere paranormal romance e parla di umani e vampiri... credi che queste oscure figure abbiano ancora qualcosa da raccontare o sono passate di moda? (Ok, dimmelo pure che è una domanda idiota, perché se ci hai scritto dei libri è ovvio che per te sono decisamente sulla cresta dell'onda!)
Angela: Invece la tua non è affatto una domanda idiota, la trovo molto interessante e sono felice di poterti rispondere. La Shadow Saga parla di demoni, streghe, licantropi, angeli e anche vampiri, esatto, e cerca di farlo nel modo più originale possibile. Se ci riesce è solo il lettore a deciderlo. Detto questo, e ora un altro coro di buuuu mi investirà, sì, credo che la figura del vampiro, come quella di altre figure paranormali, sia un tantinello abusata oggi. Mi do la zappa sui piedi? Può darsi, ma l’ipocrisia non mi appartiene e preferisco dirti come la penso in realtà. La differenza credo stia nel fatto di come qualcuno scrive e descrive queste figure. Bisogna puntare sull’originalità prima di tutto, riuscirci poi è un altro paio di maniche. 

  

Passiamo ad Hunted, una serie fresca, romantica, frizzante con spruzzate di sci fi e paranormale.
Hunted è ambientato in America, sei esterofila per natura o è un caso? (Diciamocelo però, un alieno atterrato a Viareggio che di nome fa Piero non avrebbe avuto lo stesso fascino! Kevan invece...)
Angela: Altro che caso. Sono -passami il termine- esterofilissima. Non che non apprezzi il meraviglioso paese che abito, ma non è adatto per il genere di romanzo che scrivo io. Figlia di emigranti, sono nata e cresciuta all’estero, nel nord Europa, anche se sono italianissima, e quando mi sono trasferita in Italia non è stato facile abituarsi a una cultura totalmente diversa da quella a cui ero avvezza. Ho sempre proiettato me stessa e le mie fantasie lontano da questo paese. Ad esempio adoro tutto ciò che viene dagli Stati Uniti, mi riferisco soprattutto alle produzioni cinematografiche, alle serie televisive, ai romanzi Fantasy, che alimentano in modo sconsiderato la mia immaginazione. Amo soprattutto gli scenari che il Nuovo Continente offre. Una marea di Stati tutti diversi fra loro che mi permettono di fare viaggi infiniti tra bellezze naturali che qui da noi ci sono, certo, ma dove lo troviamo un posto come il Grand Canyon?

A questo punto voglio sapere la genesi di Hunted, da dove ti è venuta l'idea, a chi ti sei ispirata per i personaggi, se sei una fan di Smallville, e soprattutto quanto sarà lunga l'intera serie.
Tom Welling
Angela: Hunted è nato per caso. Grazie a uno dei miei soliti viaggi mentali senza senso. La figura dell’alieno sbarcato sulla Terra mi ha sempre affascinata. (Ok, non pensate a me come a una folle che si piazza sui tetti delle case e urla al cielo “Rapitemi! Rapitemi!” Non sono quel genere di persona). Mi sono sempre detta che un giorno avrei scritto di omini verdi con le antennine, ovviamente poi non li ho descritti affatto così. Non mi sarei divertita.
Smalville? Parliamone. Hunted in un certo senso è un omaggio a uno dei miei supereroi preferiti: Superman. O meglio Clark Kent, perché prima di Superman è lui che amo davvero. Tom Welling, l’attore che lo rappresenta nella serie, è stato uno dei suoi migliori interpreti, ha saputo dargli quel tocco di umanità in più che già di per sé Superman possedeva, ma Tom è stato davvero magistrale nel renderlo più Terrestre che Alieno. Ne ha mostrato soprattutto le debolezze ed è una cosa che ho molto apprezzato nella serie, oltre al fatto che, diciamolo, è un figo da paura. Volevo scrivere di un eroe integerrimo come lui, ma meno super, umano fino al midollo pur essendo alieno. Ed ecco che viene fuori Kevan, il protagonista di Hunted.
La serie Star Heroes Chronicles è divisa in episodi, i primi due riguardano Abby e Kevan e si concluderanno fra poco con la pubblicazione del secondo capitolo: Vision. Dopodiché, scriverò due o forse tre spin off che riguarderanno altri personaggi che appaiono nei primi due capitoli: uno su Jay, l’ibrido di fuoco e Dakota, l’aliena compagna d’armi di Kevan. Uno sul Capitano Lexion che chi ha letto Hunted sa benissimo in che condizioni versa al momento, e forse un prequel su Samuel Fitzgerald, il capo degli ibridi. Non mi pongo limiti, vedremo dove mi porterà la penna.

Per caso hai proposto Hunted a qualche Casa Editrice (se sì, fuori i nomi che le infamiamo pubblicamente!) o ti sei subito affidata all'autopubblicazione?
Angela: No, Hunted non è stato proposto a nessuno, per ora. Ho voluto scriverlo senza aspettative, solo per il gusto di farlo. L’autopubblicazione era una spiaggia che avevo già frequentato con la Shadow Saga e nonostante le difficoltà che fare tutto da sola comporta, non ho avuto dubbi. Questo non vuol dire che un giorno, forse, quando i tempi saranno maturi, non proporrò Hunted a qualcuno. Sempre che mi diano retta.

Sarei curiosa di sapere a chi affidi il lavoro di editing e grafica, perché Hunted è praticamente assente da refusi e la cover è spettacolare!
Angela: Lo affido a me stessa. Faccio tutto all by myself , partendo dall’editing fino alla cover. Sono molto pignola per quanto riguarda l’editing e posso stare mesi a revisionare un testo, rischiando l’esaurimento nervoso, ma lo devo a me stessa e soprattutto a chi mi legge. È una questione di rispetto verso chi spende i soldi per comprare i miei romanzi. Se quello che scrivo non è perfetto (per quanto riguarda le correzioni dei refusi intendo) è sicuro che non lo pubblicherò. È la prima regola dell’autopubblicato questa. Mi perdono pochi errori, quasi nessuno. Sono così critica verso me stessa che se dovessi recensirmi da sola avrei paura. Ovviamente non sono esente da errori, ma chi lo è? Alcune case editrici offrono dell’editing fatto con i piedi e questo mi disturba molto, perché il loro primo dovere è quello di rendere un libro pulito. Non è, quindi, una questione di etichette. Autopubblicato uguale immondizia, Casa editrice uguale testo superlativo. No! È questione di buon lavoro e cattivo lavoro, a prescindere da chi viene.
Non nego che se avessi una casa editrice alle spalle che sostenesse il lavoro sporco per me, ne sarei oltremodo felice. Un sacco di tempo in più per scrivere.
Le cover le faccio da me, quelle della Shadow Saga, come quella di Hunted, ma dalla prossima, almeno per quanto riguarda i miei lavori da solista, le affiderò a una grafica molto più brava. Fenomenale direi. Io sono solo una dilettante al confronto. Elisabetta Baldan si occuperà infatti della cover di Vision, di quella come di molte altre che seguiranno. La sua arte preziosa sarà il tocco in più.

Per Vision c'è da attendere molto? Visto che sei in dolce attesa se vuoi ti faccio del babysitteraggio appena ti nasce l'alieno, così... giusto per lasciarti un po' di tempo per scrivere...
Angela: Io e il mio piccolo supereroe lo apprezzeremmo molto! Comunque no, non manca molto per la fine del seguito di Hunted, ormai siamo agli sgoccioli. Il pargolo è atteso in agosto, ma io conto di finire Vision molto prima, perché dopo, per un po’ di tempo, come puoi benissimo immaginare, mi dedicherò completamente a lui. Sarò in fase di amore folle e quindi totalmente rimbambita. Non potrò scrivere alcunché.

Progetti futuri oltre alla "star heroes chronicles"?
Angela: Tanti. I miei viaggi mentali sono senza fine, quindi ho una marea di progetti chiusi nel cassetto. Qualcosa è già scritto, un Fantasy Young se così vogliamo definirlo che tratterà di principi, castelli, stregoni, draghi e specchi incantati. Attende solo di essere revisionato e pubblicato. Poi ho in mente un distopico da un bel po’ di tempo. Con un po’ di pazienza e buona volontà vedrò di portare a termine tutto quello che mi sono prefissata di fare.

E adesso entriamo in territori più neutrali:
- il libro che ti porteresti su un'isola deserta.
Angela: Uno solo? Impossibile. Una valigia piena di libri già sarebbe poco. Ce ne sono troppi che vorrei con me, partendo da classici come la Divina Commedia, tutte le opere di Shakespeare, tutto Dickens, tutta Jane Austen e mi fermo qui altrimenti dovrei citarne troppi, (sì, ho attimi di seria lucidità ogni tanto) e arrivando ai romanzi dei nostri giorni come la saga di Cassandra Clare sugli Shadowhunters, Storia catastrofica di te e di me di Jess Rothenberg, Albion di Bianca Marconero. Questi ultimi tre soprattutto sono nella mia personale top five e non potrei fare a meno di portarli con me.

- il personaggio con cui vorresti naufragare su un'isola deserta!
Angela: Uno solo anche qui? Per sfuggire all’indecisione elencherò i protagonisti dei romanzi appena citati, quindi Jace, Patrick e Marco. Sono tutti personaggi positivi che hanno un’ironia fuori dal comune, e un personaggio che riesce a farmi spuntare il sorriso sulle labbra, lo porto di sicuro con me su un’isola deserta, dove certamente c’è di che annoiarsi. Con loro non succederebbe.

- il libro che butteresti dalla torre.
Angela: Auch! Anche qui l’elenco è lungo, ma ne dirò uno che ho letto qualche mese fa e che mi è rimasto impresso in modo negativo: Cupcake Club di Roisin Meaney. Ho fatto una fatica a leggerlo! Probabilmente per un mio limite. Il genere rosa o chicklit come lo si definisce ora, non è propriamente di mio gusto. Lo apprezzo solo se mi diverte o se è terribilmente straziante. La via di mezzo nel romanzo rosa è spaventosamente noiosa.

- il personaggio che butteresti dalla torre ^^
Angela: Tutti quelli di Cupcake Club! E un paio dei miei in Hunted, i cattivi cattivi!

- la storia che vorresti aver vissuto.
Angela: Nessuna. Per un semplice motivo: le storie che ho letto sono bellissime, questo è certo, ma quante ne passano i poveri personaggi? Non avrei mai la forza e il coraggio per vivere le loro storie sulla mia pelle, preferisco leggerle.

- il libro che vorresti aver scritto.
AngelaLa saga di Shadowhunters. Senza dubbio. Originale, completa, magistralmente scritta.

* * *

Silvia, grazie per questa esaltante chiacchierata, mi sono divertita tantissimo!
Angela che dire? Non è stato un piacere chiacchierare con te... di più! La prossima volta però voglio intervistare Abby e Kevan, dici che saranno disponibili?!

23 marzo 2014

Recensione, HUNTED di Angela C. Ryan

Nella recensione che trovate qui sotto ho già fatto una lunga premessa, quindi non mi perdo in ulteriori chiacchiere, dico solo che Angela si è conquistata tutta la mia stima e sono davvero felicissima di aggiungermi alla lunga schiera delle sue fans!

Hunted di Angela C. Ryan

| autopubblicato, 2013 | pag. 250 ca | € 2,99 | star heros chronicles #1 |
Abby Allen si definisce “Un’edizione limitata”, non per esemplare bellezza, ma per una serie di qualità che la rendono un tipo curioso e un po’ fuori dal comune. Diciotto anni, logorroica e con la sorprendente capacità di creare situazioni imbarazzanti, Abby ha una fissa per Superman e spera di incontrare un ragazzo che, pur senza superpoteri, gli assomigli almeno un po’, per integrità ed eroismo. Il destino sembra accontentarla e quando incontra Kevan, la sua vita prende improvvisamente una strana piega, dando inizio a una girandola di eventi che un passo alla volta, riveleranno il segreto che è sepolto nel suo passato. In una realtà dove nessuno è ciò che sembra, si sta compiendo una guerra aliena in cui si muovono personaggi intriganti e complessi. Le loro storie si intrecceranno irrimediabilmente le une alle altre, costringendo Abby a subire agghiaccianti rivelazioni su se stessa. Saranno Kevan e un gruppo di ragazzi dotati di poteri straordinari ad accompagnarla in questa avventura, e mentre scende a compromessi con il suo nuovo io, sarà l’amore che prova per Kevan a tenerla saldamente ancorata alla realtà. E allo stesso tempo, la costringerà a prendere decisioni che la allontaneranno sempre di più dal suo supereroe.
Voto:
 

Nel panorama letterario italiano ormai ci sono più scrittori che lettori e l'autopubblicazione sembra l'unica strada da intraprendere per vedere il proprio sogno concretizzarsi. Il mio pensiero in merito è un po' sempre lo stesso: c'è tanta roba che vale poco e c'è anche poca autocritica da parte di molti autori. Saper scrivere non vuol dire saper raccontare un storia e di conseguenza avere le capacità per dar vita a un libro. Ma non voglio addentrarmi adesso in questo territorio e farmi ulteriori nemici (sì, ne ho già!), però ammetto che certi fenomeni mi sono del tutto ignoti, soprattutto se coinvolgono le Case Editrici.
Ricordate quando ho letto i romanzi di Nina Pennacchi (per gli smemorati qui e qui)? Ecco, per me è assolutamente inconcepibile che un'autrice come lei non abbia il suo meritatissimo angolino su uno scaffale delle librerie, mentre altre (senza fare nomi) sì. E in parte posso dire lo stesso di Angela C. Ryan che con il suo Hunted la vedrei benissimo nella collana Chrysalide della Mondadori o Freeway della Piemme, e perché non ci sia va contro la natura del marketing, dal momento che posso affermare senza ombra di dubbio che il suo romanzo è oggettivamente meglio scritto e meglio narrato di tanti altri.
Detto questo entriamo nel vivo di Hunted.
Appena l'ho iniziato mi ha fulminata nel senso letterale del termine, perché Abby, la protagonista, riusciva a mandarmi completamente in tilt. Questa diciottenne affetta da un'incontenibile diarrea verbale (parole sue, io non mi sarei permessa :), sempre pronta a violentare il suo amor proprio (altre parole sue) e a ridere delle continue cretinate che spara, era decisamente "troppo" per me. Dovevo prenderla a piccole dosi. Non mi era mai successa una cosa del genere, nemmeno leggendo le disavventure di Gwen nella trilogia delle Gemme, (x, x, x) perché sostanzialmente il genere di protagonista è proprio quello - ingenua, sempliciotta, autoironica - solo elevato all'ennesima potenza. Abby non ha freni, nel suo cervello c'è un'esplosione atomica al minuto, Hiroshima e Nagasaki si incontrano ogni volta che apre bocca, e diciamocelo... il profilo psicologico che prende forma è quello di una povera psicolabile. A volte mi faceva quasi pena, sembrava brevettata per cacciarsi nelle situazioni più assurde e imbarazzanti possibili, e dopo una cinquantina di pagine la domanda mi è sorta inevitabile: "possibile che sia realmente così?" Fortunatamente no e scema io che ne ho dubitato. Non che Abby non sia un tipo particolare, ma questi suoi eccessi comportamentali, i continui sbalzi d'umore, il suo essere un misto tra un individio border line e uno affetto da bipolarismo, troveranno una spiegazione logica. Oddio, non proprio logica, ma logica nel contesto di un romanzo che mischia il paranormale con la fantascienza. Diciamo logica in modo spaziale!
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