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6 luglio 2015

Recensione, L'INVITO di Ruth Ware

Buon caldissimo e afosissimo pomeriggio! Gente, ma che è successo? Qui sui colli bolognesi non si respira °_______°
Durante le ferie avevo già abbozzato la recensione su Word, ma anche fare copia e incolla mi è costato uno sforzo immane!
Comunque... la recensione! Oggi parliamo del libro che avevo in lettura il giorno in cui sono partita e che - come previsto - non si è rivelato niente di che. Poi dipende sempre da cosa si cerca, ma L'Invito di Ruth Ware faccio fatica a identificarlo come un thriller mozzafiato. Al massimo posso classificarlo come lettura da ombrellone.

L'INVITO di Ruth Ware



| Corbaccio, 2015 | pag. 348 | € 16,90 |
Dieci anni cambiano una persona. A dieci anni dalla fine del liceo Leonora Shaw, Nora, ne ha fatta di strada: è diventata una scrittrice, la sua vita è scandita dal lavoro alla scrivania nel suo monolocale dell'East End londinese, dalle tazze di caffè e dalle corse nel parco. Della vecchia Leonora non resta più nulla, nemmeno il nomignolo di allora, Lée. Tutti possono avere mille buoni motivi per non frequentare gli amici di un tempo, per troncare con il passato, per incominciare una nuova vita. E Nora ha un ottimo motivo. Eppure, quando riceve l'invito all'addio al nubilato della sua ex amica del cuore, si fa strada in lei un assurdo senso di colpa unito a un assurdo sentimento di riconoscenza verso Clare per essersi fatta viva dopo dieci anni. Sebbene con riluttanza, accetta di trascorrere un weekend in una villa nei boschi del Northumberland insieme ai vecchi amici, e di colpo si trova catapultata indietro nel tempo di dieci anni, in quel passato che ha meticolosamente cercato di cancellare. E capisce di aver commesso un errore. Il peggior errore della sua vita...
Voto:

L'Invito di Ruth Ware viene definito "un thriller psicologico che aggancia il lettore fin dalla prima pagina e lo conduce nei recessi della psiche umana", ed è il romanzo d'esordio di una trentottenne che è stata cameriera, insegnate di inglese e addetta all'ufficio stampa della Vintage Pubblishing. Adesso a quanto pare è un'autrice a tutti gli effetti, visto che anche Wulf Dorn ne ha tessuto le lodi.
Ovviamente non sono d'accordo praticamente su tutto.
Di psicologico c'è poco, il lettore si ritrova a sbadigliare dopo venti pagine ed è tutto così prevedibile e all'acqua di rose che mi sono chiesta il perché di tanto successo.
Come trama e intreccio L'Invito mi ha ricordato i romantic suspense che leggevo svariati anni fa nella collana Harlequin Mira, si "salva" solo perché la componente rosa non è preponderante, ma se devo dirla tutta a me quella collana piaceva parecchio, non ti dava false speranze, ma manteneva quello che prometteva, mentre in questo caso non posso dire la stessa cosa.
Ho sentito aria di fregatura nel momento stesso in cui ho conosciuto Nora, la protagonista, una giovane scrittrice di thriller che da dieci anni ha tagliato i ponti con la sua vecchia vita per puro istinto di autoconservazione. Quando però Claire, l'amica con cui ha condiviso gran parte dell'adolescenza, la invita al suo addio al nubilato, lei accetta di rituffarsi in quel passato che le ha causato i dolori più grandi.
Non sa perché, ma sente che non può tirarsi indietro. Nonostante non voglia andarci, nonostante una miriade di strane sensazioni le affollino la mente, lei parte per passare un week end con gente di cui non sa praticamente nulla, perché al contrario di quello che dice la trama sul risvolto - cito: Sebbene con riluttanza, accetta di trascorrere un weekend in una villa nei boschi del Northumberland insieme ai vecchi amici [...] - delle sei persone invitate lei ne conosce solo due.
Un incipt che manca un po' di credibilità, ma che è servito alla Ware per ricreare un'atmosfera in perfetto (si fa per dire) stile Dieci Piccoli Indiani e rinchiudere in una grande e suggestiva casa di vetro Nora e gli altri personaggi. Personaggi decisamente sottotono, privi di spessore, legati tra loro da vecchi e taciti rancori che non mancheranno di venire a galla secondo un copione letto e riletto.
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18 settembre 2014

Recensione, QUESTA VOLTA TOCCA A TE di M. J. Arlidge

Un buon thriller ogni tanto mi serve e vi giuro che mi aspettavo molto da questo romanzo anche perché l'inizio è davvero WOOOW, ma poi diventa wow e infine $%çòç§§!"$%&£!!! U.U


Questa Volta Tocca a Te di M.J. Arlidge

 | Corbaccio, 2014 | pag 360 | € 16,40 |
Si preparavano a trascorrere tutta la vita insieme. Anime gemelle. E quando si ritrovano intrappolati, intontiti, faticano a comprendere tutto l’orrore della situazione. Niente cibo, niente acqua. Solo una pistola con un unico colpo in canna. Un criminale psicopatico narcotizza e rapisce delle coppie: le vittime si risvegliano disorientate, nessuno può sentire le loro urla. Si disperano, si agitano, cercano in tutti i modi di uscire dalla prigione in cui sono incarcerate, fino a quando trovano una pistola e, accanto, un cellulare che comunica per sms un ultimatum terribile: una delle due morirà, solo così l’altra potrà salvarsi. Per il killer è uno spettacolo a cui assistere, per le vittime un’insostenibile tortura psicologica. Helen Grace e gli investigatori della centrale di polizia di Southampton indagano. Cercano il pazzo criminale tentando al tempo stesso di proteggere i sopravvissuti sotto shock. I rapimenti si succedono velocemente: una madre e una figlia, due colleghi di lavoro, due compagni di università… ma in che modo sono legati fra loro? Helen lavora giorno e notte per trovare una relazione fra le vittime, per ipotizzare moventi… fino a quando intravvede un disegno mostruoso al quale non riesce nemmeno a credere… Romanzo che mette a nudo la forza delle relazioni, le scelte più difficili, il significato del sacrificio, la difficoltà di continuare a vivere, Questa volta tocca a te ha un ritmo mozzafiato, che colpisce come un film e trasmette un’inquietudine profonda, come solo i thriller dei grandi maestri sanno fare.

Voto:

Mi sa che M.J. Arlidge finisce dritto dritto nel club degli autori furbi insieme a Dan Brown e Glenn Cooper. La sua tessera non è gold e nemmeno premium, però insomma, già averlo fatto entrare a far parte di questo prestigiosissimo gruppo (da me fondato) non è una cosa da poco...
Il bello è che stava per fregarmi.
Capitoli brevi con finali d'impatto. Wow!
Stile essenziale ma adrenalinico. Doppio wow!
Una componente horror che mantiene il livello d'allerta alle stelle. Triplo wow!
Protagonisti con background complessi. Super wow!
Un serial killer sadico e spietato che rapisce coppie di persone che devono decidere chi di loro morirà e chi invece potrà salvarsi. Wow all'ennesima potenza!
Tutto mi faceva presagire che questo fosse il libro perfetto per me.
Tra l'altro l'autore non si perde in tante chiacchiere e parte subito con una scena carica di tensione, addirittura ansiolitica: due fidanzati abbandonati sul fondo di una piscina vuota e una pistola che decreterà le loro sorti. Tu vivi, io muoio.
Le pagine sono permeate da un forte senso d'inquietudine e anche se la storia risente di una certa ripetitività data dall'alternarsi delle indagini coi rapimenti, tutto è ben congegnato, soprattutto perché le vittime di questo sadico gioco sono sempre diverse le une dalle altre e le loro azioni si riveleranno lo specchio di un "io" a volte prevedibile, ma in alcuni casi del tutto inaspettato. Perché quando si è sul punto di morire si può arrivare a compiere qualsiasi gesto pur di salvarsi.
E da qui il fulcro del libro. Un libro che stuzzica la mente. Fino a che punto può spingersi il nostro istinto di sopravvivenza? Può una vita valere più di un'altra? E un omicidio quanto pesa sulla coscienza?
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14 aprile 2014

Recensione, LA PSICHIATRA di Wulf Dorn

Finalmente posto una recensione! Ragazzi, La Psichiatra mi ha gettata in un periodo buio e non perché il libro mi abbia sconvolto, ma perché ogni scusa era buona per non leggerlo. Brutto segno lo so. Ma che vi devo dire... non è scattata nessuna scintilla, anche se io e Dorn credo che ci rincontreremo, d'altronde a un romanzo d'esordio certi difetti si possono perdonare. O no?

La Psichiatra di Wulf Dorn

| Corbaccio, 2010 | pag. 399 | € 18,60 ed. rilegata |
Lavorare in un ospedale psichiatrico è difficile. Ogni giorno la dottoressa Ellen Roth si scontra con un'umanità reietta, con la sofferenza più indicibile, con il buio della mente. Tuttavia, a questo caso non era preparata: la stanza numero 7 è satura di terrore, la paziente rannicchiata ai suoi piedi è stata picchiata, seviziata. È chiusa in se stessa, mugola parole senza senso. Dice che l'Uomo Nero la sta cercando. La sua voce è raccapricciante, è la voce di una bambina in un corpo di donna: le sussurra che adesso prenderà anche lei, Ellen, perché nessuno può sfuggire all'Uomo Nero. E quando il giorno dopo la paziente scompare dall'ospedale senza lasciare traccia, per Ellen incomincia l'incubo. Nessuno l'ha vista uscire, nessuno l'aveva vista entrare. Ellen la vuole rintracciare a tutti i costi ma viene coinvolta in un macabro gioco da cui non sa come uscire. Chi è quella donna? Cosa le è successo? E chi è veramente l'Uomo Nero? Ellen non può far altro che tentare di mettere insieme le tessere di un puzzle diabolico, mentre precipita in un abisso di violenza, paranoia e angoscia. Eppure sa che, alla fine, tutti i nodi verranno al pettine...
Voto:

Dopo una serie di racconti horror, Wulf Dorn decide di cambiare genere e nel 2009 pubblica un thriller psicologico che in breve tempo scala le classifiche di vendita e si trasforma in un vero e proprio caso editoriale. La Psichiatra folgora, ammalia e stupisce in ogni parte del mondo, ma come spesso mi capita davanti a fenomeni di questa portata invece di venirne attirata ne vengo respinta. Ma non è un problema, tanto lo so che prima o poi arriverà il "suo" momento, devo solo saper aspettare... e così ho fatto.
Marzo 2014, La Psichiatra mi viene offerto durante uno scambio, che sia un segno del destino? Accetto senza indugio (tra l'altro era in wish list da anni!) e lo inizio subito, d'altronde procrastinare ulteriormente non avrebbe senso, eppure fin dalle prime pagine sento che qualcosa non funziona.
Penso che sappiate benissimo quanto sia frustrante cercare qualcosa tra le parole che si leggono e non trovarlo, e le voci che frullano in testa sono sempre le medesime "Perché non riesco a vederci quello che per tutti è palese? Perché non riesco a farmi coinvolgere? Perché questo libro non mi sta piacendo?" Ma ogni lettore ha una propria personale storia fatta di romanzi amati e odiati, di letture deludenti e esaltanti, di autori che se non si fossero mai "incontrati" sarebbe stato meglio e di altri a cui si vorrebbe poter stringere la mano e dare una pacca sulla spalla. Tutto questo ci rende i lettori che siamo.
Io per esempio ho scoperto Fitzek prima di Dorn e nonostante le numerose somiglianze il primo mi ha stravolto, il secondo mi ha lasciata indifferente.
Entrambi tedeschi, entrambi caratterizzati da uno stile asciutto e scarno, entrambi abili burattinai, sia Fitzek che Dorn affidano la narrazione al susseguirsi degli eventi dimenticandosi di dare spessore e carattere ai loro personaggi, ma se il primo riesce a essere dinamico e incalzante, il secondo risulta inutilmente prolisso e noioso. Ne La Psichiatra per esempio ci sono continui depistaggi travestiti da colpi di scena, ma quando si scrive un thriller psicologico dove tutto è avvolto da un certo nonsense in attesa del finale chiarificatore, bisogna avere tecnica. Wulf Dorn ha raccontato una bella storia, ma l'ha raccontata male.
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26 ottobre 2012

Recensione, IL CANTO DELLE PAROLE PERDUTE di Andrés Pascual

Mamma mia, quanto ho aspettato prima di pubblicare questa recensione. Davvero troppo, ma è stato uno di quei casi in cui mi ha preso il blocco. Le recensioni mi piace poi farle a caldo, ma questa volta proprio non è stato possibile, comunque non tutti i mali vengono per nuocere, a volte anche un'analisi più razionale porta qualcosa di buono.
Lo consiglio a tutti coloro che cercano una lettura storica e attuale allo stesso tempo, che vira sulla fiction, ma non manca di far riflettere. E che commuove.

Il Canto delle Parole Perdute 
di Andrés Pascual
Corbaccio, 2012
Pagine 391


Recensione
Trama:  Nagasaki, agosto 1945. Kazuo, un ragazzo occidentale adottato da una famiglia giapponese, e Junko, figlia di una maestra di ikebana, si sono ripromessi di incontrarsi su una collina per suggellare il loro amore adolescente con un haiku. Pochi minuti prima dell'appuntamento, la bomba atomica trasforma la città intera nell'inferno. Tokyo, febbraio 2011. Emilian Zäch, architetto svizzero in crisi, funzionario delle Nazioni Unite e sostenitore dell'energia nucleare, conosce una gallerista di arte giapponese ossessionata dall'idea di rintracciare il primo amore della nonna. Due storie parallele, destinate a incrociarsi in un finale che sorprende. Un libro sulla forza dell'amore capace di superare ogni cosa. Una storia di speranza e determinazione, di abbandono e di coraggio, un romanzo sull'importanza di non dimenticare le tragedie del passato per affrontare le sfide del presente e scrivere il nostro futuro.

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31 agosto 2012

Recensione, SASENKA di Simon Montefiore

Un romanzo storico da cui mi aspettavo di più. Un'affresco fedele e spietato, ma senza quell'anima che ti cattura e ti fa dimenticare che tu, quella storia, non l'hai mai vissuta.

Sasenka di Simon Montefiore
Corbaccio, 2009
Pagine 623


Recensione 

Trama: 1916: a San Pietroburgo nevica in un paese sull'orlo della rivoluzione. Ai cancelli dell'Istituto Smol'nyj per nobili fanciulle, una governante inglese aspetta una ragazza, attesa però anche dalla polizia segreta dello zar: Sasenka Zejtlin ha solo sedici anni, un padre ricchissimo, una madre devota di Rasputin, e uno zio bolscevico che la converte alla causa rivoluzionaria. 1936: sposata con un compagno che ha fatto carriera, madre di due figli e direttrice di un mensile "rosso", Sasenka conduce una vita agiata all'interno dell'elite vicina a Stalin. Sopravvive alle purghe, ma alla vigilia della guerra commette un imperdonabile errore: per la prima volta in vita sua si innamora veramente, con conseguenze impensabili per lei e per la sua intera famiglia. 1994: più di mezzo secolo è trascorso, di Sasenka Zejtlin e dei suoi familiari, dei colleghi e conoscenti, dello stesso Paese in cui hanno vissuto si sono perse le tracce... finché Katinka, una giovane storica, viene incaricata di compiere una ricerca da un misterioso inglese, che a sua volta vuole accontentare la madre. Destreggiandosi nei meandri degli archivi di partito, da poco aperti, Katinka mette insieme i pezzi di un puzzle drammatico che viene da un passato lontano e dimenticato, ma che riaffiora coinvolgendola ben più di quanto non potesse immaginare... Dalla Russia zarista al tracollo dell'Unione Sovietica un romanzo di passioni, tradimenti, crudeltà ed eroismo.
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21 agosto 2012

Recensione, IN VERITA' E' MEGLIO MENTIRE di Kerstin Gier

Siori e siore... ecco a voi la delusione dell'estate! Cazzarola, quando si dice dalle stelle alle stalle. Dopo essermi sbilanciata con 5 stelle date con tutto il mio cuore alla Trilogia delle Gemme adesso mi tocca ridimensionarmi alla grande!
Mi dispiace il voto basso, ma sinceramente il romanzo non mi ha trasmesso nulla. L'ho letto per inerzia, con la speranza di finirlo il prima possibile e ringraziando l'autrice per aver scritto un libro così breve. Ho dato 3 stelline a Pensavo di Scappare con Te, e forse questo se ne meriterebbe altrettante in quanto è scritto bene, è scorrevole e a chi piace il genere forse intratterrà di sicuro, ma a me, soggettivamente, ha detto troppo poco (nada de nada). E si becca quindi mezza stellina in meno (tiè).
E' il tipico chick lit che a me non piace. Forzato, esagerato, fuori dalle righe. Anche l'ironia distillata in tutte le pagine non lo salva dalla noia.

In Verità è Meglio Mentire
di Kerstin Gier
Corbaccio, 2012
Pagine 213
Prezzo € 12,90


Recensione
Trama: 158 di quoziente intellettivo, plurilaureata, brava musicista, una maga con i numeri, carina, un po' freak e... vedova a nemmeno trent'anni: Carolin trova che la sua vita sia decisamente complicata e che la sua intelligenza rappresenti più che altro un impiccio nella ricerca della felicità. Ha abbandonato il fidanzato Leo per il padre di lui, Karl, uomo ben più affascinante e in grado di apprezzare le qualità di lei. Ma dopo cinque anni Karl muore lasciandola in un mare di guai, primo fra tutti una favolosa eredità di cui Carolin non sospettava l'esistenza, e un esercito di parenti infuriati che la rivendicano. Fra pessime psicoterapeute, farmacisti sospettosi e avvocati minacciosi, Carolin cerca di superare il suo dolore, cavarsi fuori dai guai e, perché no?, trovare l'uomo giusto per lei e a cui non importa se è "troppo" intelligente. 

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29 febbraio 2012

Anteprima, IN VERITA' E' MEGLIO MENTIRE di Kerstin Gier

Vi state ancora disperando per aver dovuto salutare Gwen e Gideon e l'intera trilogia delle Gemme? Non possiamo farci niente...
Vi manca la scrittura pungente di Kerstin Gier? Possiamo fare qualcosa !
La Nord infatti, visto il successo di Red, Blue e Green ha deciso di pubblicare altri romanzi dell'autrice tedesca e il 7 Giugno ci delizierà con una storia briosa e frizzante che abbandonerà tutti i luoghi comuni per divertire le lettrici... Pronte a farvi ricatturare il vostro cuore di marzapane?


In Verità è Meglio Mentire
di Kerstin Gier
Corbaccio, 7/06/2012
Pagine e Prezzo da definirsi

Trama: 158 di quoziente intellettivo, plurilaureata, brava musicista, un mago con i numeri, carina, un po' freak e... vedova a nemmeno trent'anni.
Carolin trova che la sua vita sia decisamente complicata e che la sua intelligenza rappresenti più che altro un impiccio nella ricerca della felicità. Ha abbandonato il fidanzato Leo per il padre di lui, Karl, uomo ben più affascinante e in grado di apprezzare le qualità di lei. Ma dopo cinque anni Karl muore improvvisamente lasciandola in un mare di guai, primi fra tutti una favolosa eredità di cui Carolin non sospettava l'esistenza, e un esercito di parenti infuriati che la rivendicano. Fra pessime psicoterapeute, farmacisti sospettosi e avvocati minacciosi, Carolin cerca di superare il suo dolore, cavarsi fuori dai guai e, perché no?, trovare l'uomo giusto per lei e a cui non importa se è «troppo» intelligente...

 
Cover Originale

 Allora? Contente? Io da morire, anche se la copertina italiana spero la ravvivino un pochino, così è parecchio scialba!

26 febbraio 2012

SPOILERIAMO la Trilogia delle Gemme

Nonostante abbia amato moltissimo questa trilogia, a mio gusto una delle migliori nel panorama Young Adult, se non la migliore, c'è qualcosa che mi frulla ancora in testa. Qualcosa a cui non trovo una spiegazione, e vorrei poter condividere con tutti voi i miei dubbi.
Quindi fate bene attenzione, perchè i commenti di questo post sono ALTAMENTE spoilerosi. Possibile che l'autrice, che ha realizzato un fantastico gioco d'incastri incredibilmente complicato, ma credibile, abbia avuto qualche svista?
Se volete sfogarvi, chiedere o dire la vostra, aprite i comenti. Se volete condividere l'iniziativa, prelevate il banner!

 

Felici spoiler a tutti!

25 febbraio 2012

Recensione GREEN di Kerstin Gier

Dopo Red e Blue si chiude questa bellissima trilogia delle Gemme e si porta via un pezzetto del mio cuore.


GREEN di Kerstin Gier
Corbaccio 2012
Pagine 428
Prezzo: € 16,60



Recensione

Trama: "Sono davvero contento di avere chiarito le cose. In ogni caso resteremo sempre buoni amici, giusto?" Quando un ragazzo dice così a una ragazza non è che la renda pazzamente felice. Se poi il ragazzo in questione è Gideon de Villiers, occhi verdi e capelli corvini, Gwendolyn Shepherd, la destinataria del messaggio, si sente precipitare decisamente negli abissi dell'infelicità. E sì, perché, nelle due settimane che le hanno sconvolto la vita, facendole quasi dimenticare di essere una normale studentessa di sedici anni di una normale scuola londinese, Gideon le era sembrato la sua unica ancora di salvezza. Solo da due settimane, infatti, Gwen ha scoperto di essere predestinata a viaggiare nel tempo per portare a termine una missione pericolosissima da cui dipende il destino dell'umanità intera. Una faccenda che, in realtà, non le interessa affatto, diversamente dalla cugina Charlotte, che era convinta di essere lei la predestinata e che era stata educata ad affrontare situazioni e persone di ogni tempo e ogni luogo. Solo per Gideon, il suo compagno di viaggi nel passato, Gwen ha trovato sopportabile l'essere sballottata da un secolo all'altro alla ricerca di un cronografo perduto, ma ora perché dovrebbe continuare a lasciarsi tiranneggiare dall'implacabile setta dei Guardiani? D'altra parte, è vero che a poco a poco sta scoprendo segreti insospettabili sulla propria famiglia che la riguardano molto da vicino... 

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