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6 febbraio 2018

Variant Book #18 - Sono Sempre io di Jojo Moyes

Variant Book nasce dalla mia follia più estrema e vede la rivisitazione e la reinterpretazione di romanzi più o meno noti attraverso una nuova veste grafica! Ovviamente tutto in chiave ironica.
Original Book                      Variant Book
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E niente. In vista delle elezioni un post così ci può stare!


Alla prossima!

Nota: copyright img Sergei Tunin

13 luglio 2016

Libro VS Film - Sfida n°47

A volte vorrei parlare dei film che mi capita di vedere, ma poi penso che un blog di libri non sia il posto giusto. Allora penso di parlare dei film tratti dai libri, questa cosa avrebbe senso, no? Ma quello che ne viene fuori non è mai una recensione, ma continui paragoni tra due opere dalla struttura tanto diversa. E così nasce questa rubrica (che posterò random) in cui mi divertirò a mettere sul piatto della bilancia un'opera letteraria e una cinematografica e vedere da che parte penderà l'ago.
LIBRO VS FILM
chi vincerà?

Oggi in sfida
Io Prima di Te

 
Vince il libro!

Non so da che parte cominciare...
Dunque... cerchiamo di fare ordine a tutti i pensieri che affollano il mio cervellino bacato e seriamente compromesso dalla ripresa del lavoro dopo due settimane di ferie.
Ricordate questo post?  Era parecchio spoileroso, perché dopo aver letto il romanzo della Moyes sentivo proprio il bisogno di sfogarmi. La storia di Will e Lou mi aveva emozionata e fatto anche un po' incazzare, ma ormai l'ho già detto in tutte le salse: ho odiato l'autrice, le ho dato anche della paracula (quando mi girano, mi girano ragazzi, non so che farci!), mi ha infastidito non il finale, ma come ci si arriva (un pochino ci aveva illuse che le cose potessero andare diversamente, no?), però - critiche a parte - il romanzo l'avevo trovato fresco, divertente, solare, pieno di vita e con personaggi davvero belli. Personaggi che avevano tanto da dire e tutto un mondo da raccontare. Quello di Lou pieno di colori e allegria; quello di Will fatto di silenzi e dolore.
Adesso sparo subito la bomba.
Ho preferito il trailer al film. BAAAAAAAAAAAAM! *devastazione totale*
Se non ho fatto terra bruciata intorno al mio blog adesso, credo che non succederà mai più.
Avevo predetto che sarei uscita dalla visione di Io Prima di Te a pezzi, invece tranquilli (non che foste preoccupati), sto benissimo.


Gli attori presi singolarmente sono perfetti, insomma, come si fa a non amare Emilia Clarke? e come si fa a non guardare Sam Claflin con due occhi a cuore velati dalle lacrime? Be'... incredibile ma vero... si fa. Perché insieme non sprigionano amore, non hanno quella chimica che mi sarei aspettata, e l'intero film sembra un mosaico assemblato alla bell'e meglio. Vedi una singola scena e ti sembra perfetta. Le vedi tutte una di seguito all'altra e hai la sensazione che manchi qualcosa.
Anche la colonna sonora che nel trailer contribuisce allo sfascio cardiaco qui è solo vagamente accennata e non va bene, Unsteady ti scompensa alla prima nota!
Probabilmente la lettura del romanzo può avermi influenzato, ma non è nemmeno detto, per esempio con Colpa delle Stelle mi era successo l'esatto contrario. Tra i film appartenenti al genere "facciamoci del male" l'ho preferito; è più intenso, più sincero, più empatico.
Invece qui ho trovato tutto fatto a regola d'arte, ma senza anima. Tutto troppo perfetto, tutto troppo studiato, tutto recitato a memoria per benino. Nel libro si ride, qui no. Nel libro si piange qui ci si commuove appena. Uno dei punti forti del romanzo è proprio lo stile fresco e leggero che rende ancora più insopportabile il dramma che sta vivendo Will. Lui, che ha sempre vissuto ai mille all'ora, costretto da due anni su una sedia a rotelle, paralizzato dal collo in giù, improvvisamente trova il Lou l'unica ragione per cui svegliarsi al mattino, ma potrà bastargli? Si può vivere amando una donna e non poterla toccare? Si può esistere dimenticandosi chi si è stati prima? Sono tante le domande che ci si pone nel libro, alcune trovano una risposta, altre ti mandano in confusione, su una in particolare preferisci quasi non soffermarti sperando che Lou, con il suo grande cuore e le sue calze da ape, compia il miracolo. E, cosa fondamentale, il libro ti coinvolge.


Il romanzo ha una magia latente che nel film non ho sentito. Gli sceneggiatori (Jojo Moyes, Scott Neustadter, Michael H. Weber) hanno estrapolato dalle pagine i momenti salienti e li hanno metodicamente sistemati uno dopo l'altro, dando vita a un film piacevole, ma non speciale come avrei creduto. Ho sempre ipotizzato con assoluta convinzione che il film avrebbe colmato quei piccoli difetti che avevo trovato nel libro, invece ne ha aggiunti di nuovi. Guardandolo con occhio cinico potrei dire che è la storia del paraplegico che prima del grande salto vuole fare l'ultima opera buona della sua vita, e lo so, non è così, ma io riesco a mettere tutti i miei buoni sentimenti in prima linea solo quando il cuore mi va in pappa. Non è successo, pazienza.
Adesso ditelo pure. Sono tornata... e sono più rompiballe di prima xD


E secondo voi?
Libro o film?

8 febbraio 2016

Io Prima di Te di Jojo Moyes - spoiler e considerazioni

 

Quella di oggi non sarà una recensione, ma una considerazione su un romanzo che mi ha letteralmente spaccata in due mettendo addirittura a tacere il mio innato bisogno di condividere qui sul blog il pensiero che ho a riguardo.
E' stato il trailer del film a farmi cambiare idea. Vedere Io Prima di Te sullo schermo del mio precario piccino (è il nome del mio piccolo e sgangherato computer) ha riportato a galla una marea di emozioni contrastanti.
Quindi mettetevi comodi, ma solo se 1) avete letto il libro 2) sapete già come finisce 3) non ve ne frega niente degli spoiler.
Ok, a questo punto procediamo.
Che il romanzo sia un buon romanzo è indiscusso, credo sia un dato puramente oggettivo che la Moyes sappia scrivere ed emozionare, e nonostante tratti un tema spinoso come quello dell'eutanasia l'autrice non è stucchevole e melodrammatica, anche perché non avrei sopportato un protagonista che decide di farla finita e che si piange addosso per quasi 400 pagine. Il bello - si fa per dire - è che in questo genere di libri è proprio il contrasto che si viene a creare tra la narrazione e quello che c'è sotto ad annientarti. Durante la lettura ti innamori dei personaggi, ridi con loro, senti il battito del tuo cuore che accelera... e poi alla fine ecco che ti arriva una bella mazzata tra capo e collo.

Fin dall'inizio si sa che la condizione di Will, divenuto tetraplegico in seguito a un incidente, sarà la colonna portante di tutta la trama, e fin dall'inizio si spera che Lou - insolita, divertente e stravagante ragazza di provincia - possa ridargli la voglia di vivere, ma non sarà così.
Allora io mi chiedo... che senso ha questo libro? L'ho letto tutto d'un fiato, ho amato Will, ho amato ogni suo gesto, ma alla fine non ho potuto fare a meno di domandarmi "sei un uomo pieno di coraggio fin dentro al tuo compromesso midollo, o sei solo un fottutissimo codardo?"
Ovviamente mentre ero immersa nella lettura Will era il classico protagonista dalle palle quadrate, ma i dubbi sono arrivati a posteriori.
Attenzione, non nego che il significato del libro sia profondo e che tocchi un tema molto delicato con grandissimo tatto, e non sono nemmeno contraria al suicidio assistito, ognuno deve poter fare della propria esistenza quello che crede, ma quando Will dice che dall'incidente - morire  - è la prima cosa che sceglie di fare in modo autonomo, dico che non è vero! (è tetraplegico non cerebroleso!). E quando dice a Lou che i sei mesi passati con lei sono stati i più belli della sua vita, dico balle!
Volevo dargli ogni briciolo di vitalità che sentivo e costringerlo a vivere. Mi resi conto che avevo paura a vivere senza di lui. “Com’è che tu hai il diritto di distruggere la mia vita” volevo chiedergli “ma io non ho voce in capitolo nella tua?” Ma avevo fatto una promessa.
Will, mentre è seduto sulla carrozzina, mentre Lou lo cura, gli parla, lo conforta e lo ascolta, fa una cosa terribile. La fa innamorare. Doveva succedere il contrario, invece è lui a farla cambiare. Lou scopre un mondo pieno di possibilità, si scopre audace, coraggiosa, indipendente, piena di voglia di sapere. E intanto lui che fa? La guarda, sorride, gode della sua vista e nonostante tutto continua a pensare che morire sarà comunque l'unica via d'uscita.
Ovviamente Louise pensa di poter ridare a Will sogni e speranze, di potergli bastare e di poter avere un futuro con lui, ma da brava illusa si sbaglia di grosso.

Se dovessi giudicare Io Prima di Te in base alle lacrime versate dovrei darci cinque stelle, se dovessi farlo in base alla rabbia che mi è salita a posteriori dovrei buttarlo dalla finestra e mettermi l'anima in pace. Ma non è tutto bianco o nero, lo so, e rileggendo quello che ho scritto finora mi sembra di essere una stupida che crede nelle favole, cosa che non è assolutamente vera. Anzi. Nei romanzi cerco sempre la verità, odio le ipocrisie, le falsità, tutto quello che è politicamente troppo corretto. Insomma, forse dovrei amare alla follia questo romanzo, invece quando si toccano certi tasti non sono più la solita cinica che critica il buonismo dirompente e dilagante a cui ci stanno abituando tanti autori. Non ci riesco. Anche perché nella scelta di Will, sotto sotto, vedo un messaggio pieno zeppo di retorica.
Sarà che ho visto combattere persone per molto meno, sarà che ho visto gente aggrapparsi a speranze del tutto inesistenti e sarà anche che il protagonista della Moyes ha una vagonata di soldi che gli permettono di avere - passatemi il paragone forzatissimo - gambe e braccia. Per quanto sia disperata la sua situazione, non lo sarà mai quanto quella di chi non ha il becco di un quattrino. 
Quando lessi la storia di Lou e Will ero reduce da La Teoria del Tutto e avevo da poco rivisto in tv Quasi Amici. Storie vere ci tengo a sottolinearlo. Nel primo caso vediamo Stephen Hawking che  a causa di una malattia del motoneurone è condannato all'immobilità eppure, dopo quasi quarant'anni di calvario, oggi è direttore del Dipartimento di Matematica Applicata e Fisica Teorica di Cambridge e fino a poco tempo fa occupava la cattedra lucasiana di matematica all'Università di Cambridge.
L'altro film invece è ispirato alla storia di Philippe Pozzo di Borgo un miliardario paralizzatosi in seguito a una caduta col parapendio che nel suo romanzo Le second souffle racconta la sua vita prima e dopo l'incidente; una vita con un risvolto crudele soprattutto in seguito alla prematura morte dell'amatissima moglie uccisa da un cancro. Eppure, nonostante tutto, ha ritrovato la speranza. Non subito, c'è voluto tempo, ma ce l'ha fatta. Quello che invece non si dà Will è tempo. Cosa sono sei mesi? Se osserviamo razionalmente il suo "prima di conoscere Lou" e il suo "dopo" è palese la differenza, eppure quando lei dice di amarlo lui le risponde che non è abbastanza. 
"io non voglio guardarti ogni giorno, vederti nuda, osservarti mentre gironzoli per la dépendance con i tuoi abiti pazzi e non... non essere in grado di fare quello che desidero con te. Oh, Clark, se sapessi cosa vorrei farti in questo momento. E io... io non posso vivere con questa consapevolezza. Non posso. Non è da me. Non posso essere il tipo di uomo che semplicemente... accetta"
Will rimpiange le corse in moto, gli sport estremi, il sesso (perché lui faceva taaaanto sesso), il lavoro (perché lui i clienti in affari li annientava nel vero senso della parola) e tutto questo, sul piatto della bilancia, pesa molto di più del cuore di Louise.
Che lui non voglia condannarla a una vita di sacrifici e di rinunce lo rende incredibilmente altruista, ma anche tanto irreale; siamo tutti un po' egoisti, non neghiamolo. 
Per questo, a conti fatti, dopo aver chiuso il libro e aver versato un mare di lacrime, ho pensato che la storia della Moyes fosse più paracula di quello che voleva farci credere. 


P.S. Ah, se volete sapere se per caso guarderò mai il film, la risposta è sì. Amo farmi del male, perché nonostante una serie infinita di considerazioni molto razionali, so già che ne uscirò emotivamente compromessa.

17 marzo 2014

Variant Book #7 - Io Prima di Te di Jojo Moyes

Variant Book nasce dalla mia follia più estrema e vede la rivisitazione e la reinterpretazione di romanzi più o meno noti attraverso una nuova veste grafica! Ovviamente tutto in chiave ironica.

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Perché ai bisogni fisici non si resiste...