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28 ottobre 2016

LUCCA COMICS 2016, gioie e dolori


Buongiorno a tutti lettori!
Anche quest'anno come di consueto Lucca Comics vanterà la mia presenza, quindi gente, iniziate a stendere i tappeti rossi che sabato arrivo 8)
Scherzi a parte, non vedo l'ora e se volete sventolarmi qualche bandierina sappiate che risponderò con tanti kiss e free hugs! Come saprete amo follemente questo evento, adoro l'atmosfera che si crea in quei giorni e impazzisco per il cosplay. Peccato che potrei giusto vestirmi da nonna di Cappuccetto Rosso, ma questa è un'altra storia (alquanto triste).
C'è una cosa però che mi dispiace.
Un tempo Lucca Comics per un fan significava la realizzazione di un sogno (autografi, dediche, sketch), invece adesso è un lusso che non tutti possono permettersi.
Sicuramente diversi autori chiedono alle case editrici cifre da capogiro, ma alla fine chi ci rimette? Il povero fan... che per uno scarabocchio è disposto a sborsare anche cifre importanti.

Frank Miller [stand RW Lion]
La polemica di quest'anno è ruotata intorno a Frank Miller (Sin City, 300, Batman, eccetera) un pilastro del romanzo grafico, e non solo. La RW Lion ha imposto l'acquisto dell'edizione speciale de Il Ritorno del Cavaliere Oscuro, solo in questo modo si potrà incontrare in caro Francuzzo. Il gioco vale 100 schifosissimi euro.
Personalmente non ci sto. 1) A me di Batman frega zero 2) Per 100 euro l'edizione deve essere quantomeno rilegata in pelle umana con titolo serigrafato in oro 18 carati 3) Avrei voluto l'autografo su una mia copia di Sin City.
Come in molti mi hanno fatto notare Miller non è l'ultimo stronzo che passa per strada, e lo capisco, ma non ce l'ho con lui, e nemmeno con tutte quelle persone che spenderebbero anche di più solo per una stretta di mano. Mi sta sulle palle la casa editrice che avrà pure investito un botto di moneta sonante per la sua onorabilissima presenza, ma perché deve ripiegare le spese su noi fan?
Lucca Comics è pubblicità e la pubblicità - da che mondo e mondo - si paga.
Ma la vera delusione è stata un'altra.
Il mio amore per la BD è crollato. Finito. Disintegrato. Andato in pezzi. Anzi, adesso prendo tre Malox che forse digerisco il colpo.
Spiego.

 
Francesco Francavilla [stand edizioni BD]

A Lucca Comics ci sarà Francesco Francavilla, il disegnatore di Archie tra i Morti Viventi, e lo staff della BD ha annunciato che gli faranno autografare solo i volumi comprati allo stand. Ho scritto sulla loro pagina facebook dicendo che ho acquistato l'albo il giorno in cui è uscito (19/10/2016) e mi hanno detto che potevo comprare uno degli altri tre della serie. Ma io li ho già presi tutti e quattro! Be' "posso sempre comprare altro" mi dicono... insomma devo SPENDERE!
Dovevo immaginarlo. L'anno scorso per l'autografo di James O'Barr, l'autore de Il Corvo, dovevi comprare Il Corvo 2, che nemmeno ha disegnato lui!!! Fantascienza per me... io non riesco a condividere questa politica di mero marketing, soprattutto a un evento fandom che comunque avrà anche dei costi, ma sono costi che si ammortizzano. E poi 1) molte case editrici fanno uscire i volumi in anteprima a Lucca proprio per evitare situazioni spiacevoli come questa. 2) la BD poteva specificare la cosa sulla loro pagina facebook come fanno in molti, perché alla fine dei conti a mandarmi in bestia è stata proprio questa mancanza di chiarezza! Sono arrivati dopo la puzza e io l'avevo già respirata tutta!
Comunque lo so, questa è una tendenza destinata ad allargarsi, ormai nessuno ti da più niente per niente; una volta i tuoi idoli li fermavi per strada e li abbracciavi, adesso devi prima metterti le mani in tasca.
Fortunatamente non tutte le case editrici hanno questa politica.
La Bao Publishing ti permette di portare qualsiasi volume da casa, idem la Tunué, Eris Edizioni e molte altre. La Panini sorteggia, perché a volte accontentare tutti è impossibile, e va benissimo, anche perché al loro stand l'acquisto di un albo ti porta via 4 euro, non 100. Posso arrivare a capire anche una spesa superiore, ma almeno fammi una variant, proponimi un inedito, ma non fare l'accattone, ti prego! 
Ringrazio comunque Edizioni BD e RW Lion che mi faranno fare due file in meno. A Lucca Comics devi sempre trovare il lato positivo in ogni cosa e per dover di cronaca vi dico anche che - pippone a parte - in casa ho un figlio a cui non frega niente dei miei ideali fandom. Lui venderebbe anche un rene per uno sketch di Charlie Adlard... e mi sa che lo farà!

Charlie Adlard [stand SaldaPress]
A presto con un resoconto 
mooolto più dettagliato!
E buon Lucca a tutti <3 

22 marzo 2015

Recensione, PREACHER #1 di Garth Ennis

Buona domenica popolo del web!
Giornata di relax (finalmente!) e soprattutto giornata di letture. Non sapevo se parlarvi di Preacher o de La Vita Incerta delle Ombre di Vettori, poi Pargolo ha fatto pressioni e vabbe', il click è andato a Garth Ennis (io non ero d'accordo, ma pazienza). Scherzi a parte, è una graphic novel controversa e particolarissima, ma gente... se avete la mente aperta, mooolto aperta, potreste adorarla!


Preacher di Garth Ennis

| disegni di Steve Dillon | Lion, 2015 | pag. 352 | € 33,95 |
- volume #1 -

Sincero, caustico e blasfemo, Preacher racconta l'epico viaggio del Reverendo Jesse Custer, alla ricerca di un Dio fuggitivo per chiedergli conto delle sofferenze della Sua creazione. Dalle ceneri della chiesa di una piccola città, alle luci splendenti di New York, fino a un posto nel mezzo del nulla in Louisiana, Jesse e i suoi amici viaggiano attraverso il cuore dell'America nella loro ricerca del divino - una missione che gli farà incontrare tutto il male che Paradiso e Inferno possono generare.






Voto:

Ho conosciuto Garth Ennis con The Boys, un fumetto che ribalta totalmente i classici cliché dei supereroi e li sfotte a più non posso. Un fumetto volgarissimo, traboccante di sarcasmo, ma soprattutto un fumetto acido e pungente che potrebbe sconvolgere le anime troppo candide (la mia dev'essere parecchio sozza visto che non s'è scomposta più di tanto). Non è una serie che seguo con regola, ha un tipo di comicità che si ripete sempre nel medesimo modo e va presa a piccole dosi, ma soprattutto è una serie in corso, per cui la riprenderò solo quando verrà scritta la parola "fine". The Boys però mi ha fatto capire di che pasta potrebbe essere fatto Ennis. Una pasta fetida e maleodorante. La pasta del bastardo che non ha nessuna voglia di redimersi e che nelle sue convinzioni, giuste o sbagliate che siano, ci sguazza che è una meraviglia.
Preacher, insieme a Il Punitore, è sicuramente la graphic novel più nota dell'autore irlandese. Uscito in America nel 1995 e conclusosi nel 2000 dopo 66 uscite regolari, più 5 speciali e una miniserie spin-off di 4 numeri, Preacher ha visto la luce in Italia grazie alla Magic Press e a una pubblicazione "ad cacchium", visto che le uscite non sono state regolari e varie Case Editrici si sono passate il testimone. L'anno scorso, per la RW Lion, è uscito in ristampa un albo deluxe che raccoglie dodici numeri in una botta sola. Non so quando usciranno gli altri (in tutto dovrebbero essere 9), non so nemmeno se usciranno visto che si vocifera che la Casa Editrici  navighi in cattive acqua, ma chi se ne frega (insomma, sinceramente me ne frega eccome...), io Preacher dovevo leggerlo!

Due parole sulla trama. Jesse Custer è un giovane predicatore all'interno di una comunità che sembra non dargli molto credito, finché un evento inaspettato non cambia radicalmente la sua vita. Durante una funzione, una forza misteriosa colpisce la sua chiesa uccidendo tutti e insinuandosi all'interno del suo corpo. Si tratta di Genesis, il figlio nato dall'unione di un angelo con una donna degli inferi e questo ibrido, dotato di poteri che potrebbero competere con quelli di Dio, decide di prendere dimora all'interno di Jesse.
Nel frattempo in Cielo è il Caos. Il Signore sembra aver dato forfait, i Serafini sono irrequieti, e i "saggi" mandano il Santo Assassino sulla Terra per scovare Genesis.
Intanto Jesse scopre di possedere "il verbo". Lui parla e gli altri obbediscono, ma ben presto si renderà conto che dovrà stare molto attento a ogni parola pronunciata (immaginate cosa potrebbe succedere se gli scappasse un "Fottiti!"). Decide quindi di cercare Dio per cantargliene quattro e perché si prenda le sue responsabilità. Ad accompagnarlo in questo viaggio Tulip, la sua ex fidanzata, e Cassidy, un tipo dalla battuta sempre pronta e con un piccolo segreto da custodire.
In questo primo arco narrativo Jesse dovrà fare i conti con un serial killer, con il suo cuore traditore e con un passato che l'ha messo in ginocchio, ma adesso è arrivato il momento di rialzarsi e di presentare il conto a tutte quelle persone che gli hanno fatto del male. Forse Dio perdona. Ma lui no.

Guardate... non so da dove partire. Preacher è un titolo che potrebbe urtare la sensibilità di molti lettori, per questo mi è sembrato doveroso spendere due parole sulla storia, volevo che capiste con cosa avrete a che fare nel caso decideste di leggerlo. Preparatevi a parolacce come se non ci fosse un domani, a scene violente e di razzismo, a fiumi di sangue e a una nuova visione della vita di Gesù.
Tenete anche conto che l'autore ha più volte dichiarato di essere cattolico e praticante, e se non fosse per i suoi modi decisamente poco raffinati, si potrebbe dire che ha anticipato alcune delle teorie di Dan Brown. Non va messo al rogo, è semplicemente un uomo che ha guardato l'America - i suoi usi e i suoi costumi - da un punto di vista esterno e ne ha enfatizzato i difetti aprendo la mente alle infinite teorie apologetiche che riguardano la Chiesa. Preacher è semplicemente una storia, e come tale va presa, ma se vi si gela il sangue a qualsiasi forma di blasfemia, statene alla larga. In caso contrario, buon divertimento.

 

Tulip: Da come la vedo io ci sono solo due posti dove cercare Dio: in Chiesa e sul fondo di una bottiglia.
Jesse: Allora andrò a cercarmi un negozio di alcolici. Perché è sicuro come l’Inferno che non lo troveremo in chiesa.

Leggete la citazione qui sopra.
Credo sia ovvio che Jesse non indossi il colletto bianco perché mosso da una fede incrollabile, ma dietro a questa frase c'è moltissimo. C'è tutto il suo passato, c'è il dolore per quello che ha perso, c'è la consapevolezza per quello che non gli verrà mai restituito. 
Preacher è un viaggio, è una storia che si potrebbe definire on the road, con infiniti accenni dark e qualche chiaro riferimento ai classici film western, come lo dimostra la presenza del fantasma di John Wayne che si potrebbe definire la guida spirituale di Jesse. 

Non crediate - nonostante le premesse - che Pracher sia un titolo scritto solo per andare contro corrente, tra queste pagine le cose discutibili sono tante, ma non mancano quelle che potrebbero far riflettere. Preacher è come la soda caustica. Corrode, brucia, scava. Fa anche male. E' il riflesso di un'America disillusa e senza un credo, è nero fino al midollo e marcio dalla prima all'ultima pagina. Probabilmente verrò incenerita per averlo letto e per essermelo fatta piacere, ma visto che per ora sono qui... resto in attesa degli albi successivi.
Cassidy: “Aveva detto qualcosa sul papa, così gli ho pisciato sulla moto. Divento sempre cattolico con l’eroina”.

* * *

Nota: Preacher sta per diventare una serie tv. L'America è preoccupatissima per la reazione che potrebbe avere una determinata fetta di spettatori (quelli più conservatori), ma ormai il cast sta prendendo forma, ad agosto verrà girato l'episodio pilota e nel 2016, l'AMC lo trasmetterà.

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