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2 gennaio 2020

Resoconto del 2019 e Buoni Propositi per il 2020


E facciamolo il post di rito di inizio anno, che le tradizioni in fondo è bello rispettarle!
L'anno scorso per non fare la figura dell'inetta mi ero posta pochi obiettivi, ovvero:
1) leggere 2) leggere 3) leggere 4) leggere 5) non diventare povera. Scherzi a parte vorrei rimpolpare la mia libreria di libri che non siano necessariamente romanzi, quindi testi da consultazione, albi fotografici, saggi... e poi mi piacerebbe scoprire qualche bella storia di fantascienza e buttarmi su un paio di classici. Tutto qui. Mi sono moderata dai, così forse tra un anno non farò la figura dell'inetta!
Direi che sui punti 1, 2, 3 e 4 non c'è nulla da dire, sul 5 ci dovrei lavorare... ma mi rifiuto di guardare quanto ho speso in libri, è come chiedere a un fumatore quanto spende in sigarette. Cambia qualcosa? Smette? No. Quindi andiamo oltre.
Volevo dedicarmi maggiormente ai testi da consultazione, agli albi fotografici, ai saggi e così è stato! In tutto nella mia libreria si sono aggiunti una quindicina di titoli di questo genere e sono stati tutti una gran rivelazione!
Purtroppo non ho scoperto nessuna storia di fantascienza e ho letto solo un classico ungherese, Anna  Édes. Posso migliorare, non c'è dubbio.
Però questo è stato un anno social non bello, ma bellissimo!
Le cose wow sono state così tante che le brutte sul piatto della bilancia hanno fatto puff! Sparite!
Cosa voglio portarmi in questo 2020?
Le risate in chat, gli scambi di consigli, le persone che hanno rotto il vetro che separa i social dalla realtà e sono entrate nella mia vita (Leda in primis!), le letture collettive, le visioni di gruppo, i regali librosi e non.
Questo Natale mi sono sentita viziata perché qualcuno mi ha pensata più di quanto avrebbe dovuto. Erika che mi ha cucito una cuffia bellissima con le orecchie da gatto, Veronica che mi ha mandato un libro malato, Tania che mi ha spedito gli sticker per l'agenda e le calamite per il tool stamping, Federica che mi ha confezionato uno gnomo e poi quella persona bellissima e meravigliosa che vuole restare anonima che mi ha mandato un super pacco pieno di dolci, cioccolata, pensierini e il libro illustrato da Lacombe dedicato ai racconti macabri di Poe. Ho dimenticato qualcuno? Ah sì, Stefania, con la sua card e la decorazione per l'albero con su scritto un pensiero che mi ha scaldato il cuore, Leda con la tazza #povertànontitemo, gli auguri e gli abbracci virtuali che sono arrivati a cavallo tra il 31 dicembre e il primo gennaio.

Insomma, è stato un anno super. I social mi hanno regalato un sacco di gioie, anche dei dispiaceri, perché negarlo, ma evidentemente fa tutto parte del gioco e quindi #chissene... ho gettato tutto nell'umido e sono andata avanti.

Tra l'altro ho scoperto così tante persone dietro ai nickname che uno dei miei obiettivi 2020 sarà proprio questo: seguire più persone e meno profili. Non è semplice, per conoscersi ci vuole tempo, ma è un impegno che voglio prendere con me stessa. In fondo, se ci penso, i rapporti più belli li ho instaurati anche con ragazze (sui social siamo tutte ragazze, chiaro?!) che non hanno blog o pagine instagram librose, ragazze che sono lettrici e stop. Che poi è quello che sono io. Una lettrice. Una lettrice con il bisogno sfrenato di condividere quello che legge!
Ormai devo ammetterlo, il mio spazio è su instagram, per me è come una grande condominio fatto di tante porte sempre aperte in cui poter entrare e accomodarsi nei salotti delle persone che più ci piacciono. In quel salotto possiamo restare, prenderci un cappuccino virtuale, parlare di libri. Non è detto che tutti i salotti siano fatti per noi, ma non ci sono regole che ci inchiodano alle poltrone, possiamo anche alzarci e andarcene, possibilmente con educazione.
Ci sono un sacco di "salotti" bellissimi con librerie stupende, vi invito ad andare da Ambra (@sonosololibri), Michele (@ragazzochelegge), Elena (@cappello.pieno.di.libri), Penny (@pennylaneonthetube), Laura (@lisoladicalipso), solo per citare una goccia in mezzo a un mare di possibilità.

Ho poi scoperto grandi profili fatti di altrettanta semplicità. Perché i numeri sono davvero niente rispetto alle persone che ci sono dietro. Vedi Ilenia (@simplynabiki) che seguo da tanti anni e che mi è sempre piaciuta per come si pone, o Gloria (@gloriabombarda) che ama viaggiare, fotografare e ovviamente leggere.

Nel mio salotto trovate me! Qui! Coi miei libri malati, quelli illustrati e i titoli per ragazzi. Trovate una lettrice dalle molteplici personalità (tutte disturbate!) che il mercoledì vi racconta cosa ha letto attraverso un'improbabile rubrica dall'improbabile sigla: vùvùvù mi piaci tu, vùvùvù... ♫♪

Ma veniamo alla vita vera. Il 2019 è stato un anno bello bello a livello di girin-girelli!
Ad aprile sono stata a Menton e ho gironzolato tra Nizza, Montecarlo e la riviera ligure, ad agosto ho fatto una vacanza stupenda all'insegna di scale, grotte e chilometri nel golfo di Policastro, per poi spostarmi in Calabria sulla costa ionica e finire il tour con due giorni alla Reggia di Caserta. E poi c'è stato il Lucca Comics per la quinta volta di fila con la mia inseparabile compagna d'avventure Simona. Sempre sotto la pioggia eh, ma a noi l'acqua ormai ci fa un baffo, siamo troppo cariche di entusiasmo per renderci conto di essere inzuppate e pronte per la centrifuga.

Quindi dico grazie. Grazie alle cose che belle che sono state tante e anche a quelle brutte che me le hanno fatte apprezzare di più.
Non so cosa mi riserverà il 2020. Augurarmi il meglio è banale e scontato. Mi auguro di saper prendere tutto nel verso giusto, di essere forte quando la vita (quella vera!) lo richiederà, di sorridere a chi saprà farlo a sua volta e di non pormi obiettivi, ma di saper afferrare le occasioni.

Buoni propositi librosi? Uno solo. Leggere Thomas Hardy. Ho in libreria Jude l'Oscuro da troppo troppo tempo!

E il vostro anno com'è stato?
Buoni propositi ne avete fatti per il 2020?
Ma soprattutto... avete mantenuto quelli del 2019?

2 gennaio 2019

Resoconto del 2018 e Buoni Propositi per il 2019


Ah-ah-ah, già mi viene da ridere, ogni volta che preparo questo post riguardo quello dell'anno precedente (QUI) e prendo atto di una cosa: io e i buoni propositi non siamo fatti per stare insieme.
Nel 2018 infatti ne ho azzardati pochissimi, ovvero:
- leggere gialli e thriller   fatto
- leggere libri per ragazzi  fatto
Ma qui volevo vincere facile (che proposito è citare una cosa che fai solitamente? vabbe' giusto io, giusto per pararmi un po' le chiappe!) infatti appena sono uscita dalla solita e ovvia confort zone ecco cos'è successo.
- riportare in auge rubriche come  Libro VS Film, Trame Riciclate, ma soprattutto Variant Book  ø Non fatto. O fatto male vedete voi. A parte Libro VS film che comunque è una rubrica che mantiene la sua pseudo regolarità,  Trame Riciclate è ferma dal 2014 e di Variant Book ho fatto un post solo.
Secondo voi sono così pazza da volerci riprovare? Ma ceeertooo che sì, è troppo divertente vedere, anno dopo anno, quanto sia scema e inconcludente!
Prima però facciamo un bel resoconto che questo 2018 mi ha regalato tante cose belle.

- Sono una blogger più consapevole. Ogni anno lo sono un pochino di più, ma ultimamente sono stata un po' meno tra le mie quattro mura e ho tastato con mano le gioie e i dolori di questo universo strambo e meraviglioso. Oggi però il mio bicchiere è mezzo pieno, non ho voglia di polemizzare e quindi non starò qui a elencare cosa mi sta sulle palle dei blog, dei social, delle case editrici e di tutta la gente che popola il mondo, anche perché a conti fatti sono molte di più le cose che mi hanno resa felice di quelle che mi hanno fatto alzare gli occhi al cielo.

- Questo è stato il mio anno social, più o meno da settembre ho voluto metterci la faccia e mi sono messa a chiacchierare di libri su Instagram. Ho scoperto una realtà nuova che fondamentalmente non mi aspettavo. Instagram è sempre stato il mio social preferito, ma non c'ero dentro, lo guardavo dall'esterno, senza conoscerne le dinamiche, pubblicavo foto che non c'entravano niente coi libri e poi così, dal nulla, mi si è aperto un mondo. Ho ancora tanto da imparare, sono una pippa su molti fronti, ma mi diverto, dico cose, ma soprattutto ne scopro, ed è bellissimo!

- Facendo un lavoro che purtroppo non c'entra niente coi libri non ho molto tempo per partecipare agli eventi e sfiga vuole che abiti anche fuori città, là sui monti con Annette, però ci sono degli appuntamenti a cui non posso mancare. Anche quest'anno Lucca Comics, Bologna Children's Book Fair,  Mare di Libri e Bologna Nerd sono state tappe imprescindibili che mi hanno reso tanto tanto happy per motivi diversi e che hanno contribuito a rendere stupendo il mio 2018 libroso!

* * *

E basta, tutto qui, insomma un po' la solita minestra, ma nonostante sia una persona che si stanca facilmente delle cose e sia spesso preda di facili entusiasmi destinati a sfumare miseramente nel giro di 24 ore, i libri sono stati, sono e sempre saranno una costante della mia vita. Mi accompagnano qui su internet dal lontano 2004, sono stato il mio panorama preferito dal momento stesso in cui ho sviluppatp una qualche capacità pseudo cognitiva, quindi direi che il nostro è un amore a prova di bomba!

Buoni propositi per quest'anno? Mhhh... vediamo... 1) leggere 2) leggere 3) leggere 4) leggere 5) non diventare povera. 
Scherzi a parte vorrei rimpolpare la mia libreria di libri che non siano necessariamente romanzi, quindi testi da consultazione, albi fotografici, saggi... e poi mi piacerebbe scoprire qualche bella storia di fantascienza e buttarmi su un paio di classici. Tutto qui. Mi sono moderata dai, così forse tra un anno non farò la figura dell'inetta!

E il vostro anno com'è stato?
Buoni propositi ne avete fatti per il 2019?
Ma soprattutto... avete mantenuto quelli del 2018?

27 novembre 2018

Io e il libri

  

Io e i libri

Oggi sentivo il bisogno di parlare di libri e lettura in altri termini, senza l'uso di una recensione o di un'anteprima, forse sproloquierò, probabilmente divagherò e di quello che scriverò non troverete né un capo né una coda, ma ci sono giorni che funzionano così e vanno assolutamente assecondati.
Nella mia vita ho letto per tanti motivi, per passione soprattutto, ma anche per evasione, per scappare da momenti brutti della vita, per imparare e per mettermi alla prova.
Ho sempre letto "per i fatti miei", perché una volta (e detta così sembro Matusalemme) non c'erano i social, non c'era la condivisione e se i tuoi amici preferivano le discoteche alle letture stavi fregata. Parlavi con il muro. E spesso avevi anche ragione.
Adesso internet ci fa sentire meno "soli". C'è il gruppo per questo, per quello e per quell'altro e ci sono un sacco di pagine e canali in cui si chiacchiera di libri. Mi ci sono avvicinata in punta di piedi a questo universo così lontano da me, sono una pessima promotrice dei miei post, spesso non mi condivide nessuno perché anche quando un libro mi piace ci trovo comunque il pelo nell'uovo e se non lo dico sto male, ma sono fatta così, con il tempo sono diventata razionale, forse un tantinello cinica e il mio entusiasmo, per quanto onnipresente, non sarà mai pari a quello di una ventenne.
Ma non divaghiamo.
Come dicevo, a questo universo mi ci sono avvicinata in punta di piedi, eppure non ho mai smesso di fare dei piccoli passi in avanti. Ho iniziato a seguire bookstagrammer, youtuber (i bookblogger sono i miei primi amori e sempre lo saranno) e ho iniziato a provare interesse verso persone che la pensano in modo completamente diverso da me. Perché? Non ci ho mai riflettuto troppo, so solo che se non mi piace un romanzo trovo stimolante sentire l'altra campana, vedere il lato opposto della medaglia. Certo, il libro continuerà a non piacermi, ma il punto non è quello, il punto è sentirsi appagati da un confronto, amare la diversità di pensiero.
Direi che questo 2018 è stato il mio anno social. E non credo sia troppo presto per stilare un bilancio assolutamente positivo. Il profilo che usavo su instagram (@silvia_inunclick) solo per cose personali ormai è totalmente incentrato sui libri e mi ha permesso di conoscere persone che condividono la mia passione e che tutti i giorni mi regalano un sorriso, un pensiero o un consiglio. Ho comprato come una matta nonostante mi fossi ripromessa di non farlo, fintanto che l'hashtag #povertànontitemo è diventato quello che più mi rappresenta. E mi sono divertita. Ho preso il web e la rete con leggerezza e ironia, ho cercato di tenermi alla larga dalle polemiche (anche se a volte sono loro a trovarmi, incredibile!) e sento di aver superato alcuni limiti e abbattuto delle barriere. Servono a questo i libri, no?
Infine credo che negli anni la lettura mi abbia resa più riflessiva ed empatica e sicuramente più felice. Perché la vita è una roba troppo seria, spesso troppo triste, e una via di fuga serve sempre <3


13 marzo 2018

Come scrivo i post che spaccio per recensioni


Oggi post chiacchiericcio, perché ogni tanto è bello prendersi cinque minuti e raccontare quelli che sono i dietro le quinte di un blog, anche se chiamarli così... mi sembra un po' esagerato, ma non mi veniva un termine migliore :)
Pochi giorni fa guardavo quante cose ho in bozza, e dopo un breve e non fatale (per fortuna!) colpo apoplettico, mi sono chiesta, ma solo io sono messa così? Penso che qualsiasi book blogger convenga con me su una cosa, ovvero che dietro a un post, anche corto, c'è un sacco di lavoro, figuriamoci dietro a una recensione. Ovviamente ognuno ha le proprie abitudini, un metodo ben preciso, tempi differenti, e così mi è venuta voglia di condividere questa piccola parte di me. Oggi mi soffermo su come scrivo una recensione e se vi va raccontatemi come lo fate voi ;)


1) Mentre leggo mi appunto su un foglio (o sul cellulare, dipende da dove mi trovo e da quello che ho sotto mano) alcune parole chiave che caratterizzano in modo sintetico ma efficace quelli che possono essere i caratteri salienti dei protagonisti del romanzo o gli elementi più suggestivi della storia. Al momento della stesura della recensione, quando la testa è affollata da mille idee, mi sono utilissime: mi si accendono le lampadine giuste, non mi faccio distrarre da troppi elementi, e so quale strada seguire.
P.S. Generalmente ho il mio fedelissimo quadernino degli appunti sempre in borsa. Una roba che manco la CIA potrebbe mai decifrare. È quello in foto. Con la fighissima copertina di Storie della Buonanotte per Bambine Ribelli.

2) Sempre mentre leggo mi segno alcuni passaggi particolarmente d'effetto in modo tale da poter inserire nella recensione una citazione ad hoc.

3) Generalmente una recensione mi piace scriverla a caldo, ma ancora di più mi piace buttarla giù quando sono circa a metà romanzo; in questo modo sono sicura di non dire troppo della trama (cosa che odio) e di cogliere nel modo più vero le prime impressioni che spesso si modificano nel corso della lettura. Ovviamente si tratta solo di una bozza che andrò poi ad aggiustare, ma è una cosa che se ho tempo e ispirazione trovo utilissima. Alla fine dovrò solo correggere il tiro ;)

4) Capita (purtroppo sempre più spesso) che non riesca a scrivere una recensione nel momento in cui vorrei farlo. Sono una di quelle persone che nel tempo perde il contatto con il libro (anche perché nel frattempo ne ho iniziati altri), ma gli appunti presi mi sono di grande aiuto, soprattutto perché tendo ad annotare anche la parte emozionale di una storia. Però non è la stessa cosa, resto una fan delle recensioni a caldo e quelle scritte "a freddo" mi piacciono di meno.

5) Non faccio spoiler. Nemmeno sotto tortura. Quando smanio dalla voglia di parlare di qualcosa, tipo del finale di un thriller, apro un post a parte.

6) Non seguo uno schema preciso, mai. Spesso inizio parlando subito delle sensazioni che mi ha suscitato il libro, altre volte mi viene spontaneo focalizzarmi immediatamente sulla trama o i personaggi. Vado dove mi porta il cuore, alla #susannatamaro insomma.

7) Una recensione non deve mai essere troppo lunga, ma soprattutto deve essere sintetizzata con un voto, leggasi, le famose stelline. Credo che sia un dato importante da comunicare e anche se una volta non le usavo adesso non potrei farne a meno. Sono la prima che le cerca nelle recensioni altrui. Intanto mi fanno capire il metro di giudizio del recensore, c'è chi abusa delle 5 stelle e chi, come me, le centellina col contagocce. Niente di male, basta saperlo. E poi sono indispensabili per chi la recensione non se la vuole leggere; magari perché aspetta di aver a sua volta finito il libro e non vuole nessun tipo di spoiler, nemmeno minimo, magari perché è solo a caccia di consigli per allungare la sua wish list. Insomma, i motivi sono tanti, e le stelline a mio avviso sono utilissime, soprattutto per chi non è un assiduo follower del blog.

8 ) Scrivo comodamente seduta sul divano (no, non proprio seduta, ma in una strana posizione a metà strada tra lo svacco e il contorsionismo). Fino all'anno scorso avevo un netbook, ma ormai lui era un bradipo, io una povera cieca e così l'ho tradito con un notebook gigante full HD. Finalmente #unagioia

9) Lenta o veloce? Dipende. Ma dipende proprio tanto. Posso scrivere una recensione in mezz'ora o in un anno, capita che la butti giù, non mi piaccia e non sia nemmeno ispirata a finirla.

10) Ho una beta reader. Ahahaha, ebbene sì, c'è la povera Giada, amica super-top, che si legge praticamente tutte le recensioni in anteprima e mi scova errori e orrori.  È un segugio. Anche lo spazio dopo la virgola, se non c'è, lei lo fiuta.

E adesso a voi la parola 8) 
Come scrivete una recensione?
E da lettori, cosa aspettate di trovarci?

9 gennaio 2018

Resoconto del 2017 e Buoni Propositi per il 2018


Prima di guardare avanti, diamo un occhio al passato e vediamo se ho tenuto fede ai buoni propositi del 2017 (qui il post) che in breve riguardavano la lettura intensa di:

1. Antologie di racconti. Iniziamo bene. Qui ho miseramente fallito. Ho letto solo Le Cose Che Abbiamo Perso nel Fuoco di Mariana Enriquez che ho apprezzato tantissimo nella forma, non sempre nei contenuti. Come capita spesso alcuni racconti li ho trovati bellissimi, altri non mi hanno lasciato nulla. Autrice da tenere d'occhio comunque, ha una stile fatto di fiamme.
Come racconto singolo, o romanzi breve Un Buon Presagio di Gillian Flynn mi ha lasciata con un pugno di mosche in mano. Scritto come sempre in modo eccellente, ma l'amaro in bocca si sente e non è piacevole.

2. Saghe familiari. Altro fallimento. Ho iniziato la saga dell'Amica Geniale, ma mica ha fatto breccia nel mio arido cuore. Cioè... bella storia, scritta bene, ma mi aspettavo mooolto di più. Quindi dopo quest'avventura ho abbandonato famiglie & c.

3. Editoria indipendente. Qui sono stata bravissima. Ormai l'editoria indipendente è parte del mio cuore.

4. Libri "vecchi". Devo dire che un 50% delle mie letture hanno riguardato romanzi freschi di stampa, l'altro 50% l'ho dedicato a titoli che avevo in casa da tempo o comunque non a nuove uscite. Essendo un blog letterario direi bene. Mi sembra giusto seguire le novità, ma anche il mio istinto. Dai, stavolta mi promuovo.

5. Fumetti e romanzi grafici. Ne ho letti, come sempre, ma non ho affrontato la sfida del secolo. Volevo leggere Invincible, ma come sempre le serie - lunghe, eterne, infinite - mi spaventano.

Conclusione, faccio leggermente schifo. Ma lo sapevo. Io e i buoni propositi facciamo a cazzotti. Non so organizzare la cena a distanza di due ore, figuriamoci le letture di un anno. Ma ci provo, e continuo a farlo. Chissà che prima o poi non ne esca vittoriosa!

Buoni propositi? Be' andiamoci coi piedi di piombo... In questo 2018 continuerò di sicuro il mio viaggio all'interno dell'editoria indipendente; sono entrata nello staff del Book Blogger Blabbering un indie cafè nato proprio per puntare il riflettore su questo tipo di realtà e sono sicura che un'esperienza del genere non farà che cementare il mio bisogno di conoscere e far conoscere testi che rischiano di restare dell'ombra.
Accantono invece l'idea di leggere antologie di racconti e saghe familiari e vorrei ributtarmi a capofitto nel genere thriller/horror. Nel 2017 mi sono dedicata tantissimo al mondo dei giovani, un mondo che ho scoperto essere pieno di sfaccettature e che ha ancora molto da darmi, ergo: squadra che vince non si cambia.
Direi che il mio 2018 sarà semplicemente rafforzativo, voglio però riportare in auge rubriche a cui tengo molto in primis Libro VS Film, Trame Riciclate, ma soprattutto Variant Book  xD

E i vostri buoni propositi quali sono?

30 dicembre 2016

Cinque buoni propositi per il 2017


Buongiorno a tutti! Il 2017 è ormai alle porte e quest'anno oltre al solito bilancio delle letture voglio anche fare qualche previsione futura. Diciamo che ho dei buoni propositi in mente e forse mettendoli per iscritto forse riuscirò a mantenerli (ho detto forse...).
Questo 2016 è stato un po' difficile. Solitamente so quali saranno i romanzi che mi faranno compagnia; non so i titoli ovviamente, ma la mia indole chiama a gran voce storie thriller da alternare a qualche buon romance. Magari ci casca un bel distopico e perché no, anche un bel romanzo per ragazzi non fa mai male. Quest'anno però tutte le mie certezze hanno vacillato. E' stato l'anno dei gné. L'anno in cui ho iniziato una quantità indecente di libri per poi mollarli senza alcun senso di colpa. L'anno in cui non me ne andava bene una. Sia chiaro, non c'è stato nessun blocco del lettore, come spesso è normale che capiti, sono stata proprio incontentabile io.
Quindi ho pensato che forse, spaziare tra altri lidi potrebbe farmi bene. O per scoprire nuove passioni, o per farmi tornare a braccia aperte tra le vecchie.
Quindi ecco che cosa voglio leggere nel 2017 :)

1. Antologie di racconti. Precisiamo, io ho sempre odiato i racconti, quindi mi sento totalmente idiota a scrivere una cosa del genere, ma credo che in questa categoria potrei aggiungere anche i romanzi brevi. Ne ho già alcuni pronti sul comodino, tipo Novella degli Scacchi di Stefan Zweig e Le Notti Bianche di Dostovskij.

 

2. Saghe familiari. Io che odio le saghe e le famiglie, voglio leggere saghe familiari. No vabbe', sto proprio raschiando il fondo del barile in fatto di coerenza... E' che sento il bisogno di allargare alcuni orizzonti, poi per carità, magari mi addentrerò in territori da cui scapperò a gambe levate, ma voglio provarci. In cima alla mia lista c'è la saga dei Cazalet e a ruota quella dell'Amica Geniale (che ho già completa!)

 

3. Editoria indipendente. Questa non è una novità, ormai il mio amore per l'editoria indipendente l'ho dichiarato più volte. Amo follemente la Marcos y Marcos, ma anche realtà più piccole, come quella del Castoro, de l'Ippocampo, di Casa Sirio. Quindi voglio continuare su questa strada e ampliare i miei orizzonti.

4. Libri "vecchi". La sindrome dell'accumulo è tipica di ogni lettore, ma io sono leggermente arrivata al limite. Non posso comprare libri che voglio leggere disperatamente e poi accantonarli perché ne voglio leggere disperatamente altri diecimila. Mi rendo anche conto che per molti essere un book blogger significa recensire sostanzialmente delle novità, ma io non ho mai aperto il sito con questo scopo. Anzi, se devo dirla tutta l'ho aperto per il motivo contrario: consigliare titoli da molti snobbati, rovistare nell'editoria alla ricerca di piccole chicche. Quindi niente... probabilmente il mio 2017 sarà l'anno dei remainders.

  

5. Fumetti e romanzi grafici. Quest'anno ne ho letti parecchi, forse più del solito, e voglio continuare su questa linea, anche perché ho scovato delle vere perle (vedi Bellezza e Dolci Tenebre). Vorrei addentrarmi nel fumetto seriale e punto Invincible di Kirkman: sarà lui la mia sfida fumettosa del 2017 8)


E i vostri buoni propositi quali sono?

28 ottobre 2016

LUCCA COMICS 2016, gioie e dolori


Buongiorno a tutti lettori!
Anche quest'anno come di consueto Lucca Comics vanterà la mia presenza, quindi gente, iniziate a stendere i tappeti rossi che sabato arrivo 8)
Scherzi a parte, non vedo l'ora e se volete sventolarmi qualche bandierina sappiate che risponderò con tanti kiss e free hugs! Come saprete amo follemente questo evento, adoro l'atmosfera che si crea in quei giorni e impazzisco per il cosplay. Peccato che potrei giusto vestirmi da nonna di Cappuccetto Rosso, ma questa è un'altra storia (alquanto triste).
C'è una cosa però che mi dispiace.
Un tempo Lucca Comics per un fan significava la realizzazione di un sogno (autografi, dediche, sketch), invece adesso è un lusso che non tutti possono permettersi.
Sicuramente diversi autori chiedono alle case editrici cifre da capogiro, ma alla fine chi ci rimette? Il povero fan... che per uno scarabocchio è disposto a sborsare anche cifre importanti.

Frank Miller [stand RW Lion]
La polemica di quest'anno è ruotata intorno a Frank Miller (Sin City, 300, Batman, eccetera) un pilastro del romanzo grafico, e non solo. La RW Lion ha imposto l'acquisto dell'edizione speciale de Il Ritorno del Cavaliere Oscuro, solo in questo modo si potrà incontrare in caro Francuzzo. Il gioco vale 100 schifosissimi euro.
Personalmente non ci sto. 1) A me di Batman frega zero 2) Per 100 euro l'edizione deve essere quantomeno rilegata in pelle umana con titolo serigrafato in oro 18 carati 3) Avrei voluto l'autografo su una mia copia di Sin City.
Come in molti mi hanno fatto notare Miller non è l'ultimo stronzo che passa per strada, e lo capisco, ma non ce l'ho con lui, e nemmeno con tutte quelle persone che spenderebbero anche di più solo per una stretta di mano. Mi sta sulle palle la casa editrice che avrà pure investito un botto di moneta sonante per la sua onorabilissima presenza, ma perché deve ripiegare le spese su noi fan?
Lucca Comics è pubblicità e la pubblicità - da che mondo e mondo - si paga.
Ma la vera delusione è stata un'altra.
Il mio amore per la BD è crollato. Finito. Disintegrato. Andato in pezzi. Anzi, adesso prendo tre Malox che forse digerisco il colpo.
Spiego.

 
Francesco Francavilla [stand edizioni BD]

A Lucca Comics ci sarà Francesco Francavilla, il disegnatore di Archie tra i Morti Viventi, e lo staff della BD ha annunciato che gli faranno autografare solo i volumi comprati allo stand. Ho scritto sulla loro pagina facebook dicendo che ho acquistato l'albo il giorno in cui è uscito (19/10/2016) e mi hanno detto che potevo comprare uno degli altri tre della serie. Ma io li ho già presi tutti e quattro! Be' "posso sempre comprare altro" mi dicono... insomma devo SPENDERE!
Dovevo immaginarlo. L'anno scorso per l'autografo di James O'Barr, l'autore de Il Corvo, dovevi comprare Il Corvo 2, che nemmeno ha disegnato lui!!! Fantascienza per me... io non riesco a condividere questa politica di mero marketing, soprattutto a un evento fandom che comunque avrà anche dei costi, ma sono costi che si ammortizzano. E poi 1) molte case editrici fanno uscire i volumi in anteprima a Lucca proprio per evitare situazioni spiacevoli come questa. 2) la BD poteva specificare la cosa sulla loro pagina facebook come fanno in molti, perché alla fine dei conti a mandarmi in bestia è stata proprio questa mancanza di chiarezza! Sono arrivati dopo la puzza e io l'avevo già respirata tutta!
Comunque lo so, questa è una tendenza destinata ad allargarsi, ormai nessuno ti da più niente per niente; una volta i tuoi idoli li fermavi per strada e li abbracciavi, adesso devi prima metterti le mani in tasca.
Fortunatamente non tutte le case editrici hanno questa politica.
La Bao Publishing ti permette di portare qualsiasi volume da casa, idem la Tunué, Eris Edizioni e molte altre. La Panini sorteggia, perché a volte accontentare tutti è impossibile, e va benissimo, anche perché al loro stand l'acquisto di un albo ti porta via 4 euro, non 100. Posso arrivare a capire anche una spesa superiore, ma almeno fammi una variant, proponimi un inedito, ma non fare l'accattone, ti prego! 
Ringrazio comunque Edizioni BD e RW Lion che mi faranno fare due file in meno. A Lucca Comics devi sempre trovare il lato positivo in ogni cosa e per dover di cronaca vi dico anche che - pippone a parte - in casa ho un figlio a cui non frega niente dei miei ideali fandom. Lui venderebbe anche un rene per uno sketch di Charlie Adlard... e mi sa che lo farà!

Charlie Adlard [stand SaldaPress]
A presto con un resoconto 
mooolto più dettagliato!
E buon Lucca a tutti <3 

23 settembre 2016

C'era una volta una lettrice... che oggi non c'è più!

Post chiacchiericcio quello di oggi in cui vi voglio parlare di com'è cambiata nel tempo la mia natura di lettrice. Ci pensavo pochi giorni fa e mi sono resa conto che non sono più quella di una volta. Di solito gallina vecchia fa buon brodo, ma se devo dirla tutta credo di essere peggiorata negli anni... ma vediamo come... e perché... insomma, facciamo un po' di outing! 8)

1. C'era una volta una lettrice che non lasciava mai un romanzo a metà. Quella lettrice adesso non ha più scrupoli e rimpianti: se un libro non le piace lo saluta senza voltarsi indietro.
Eh sì... bei tempi quelli andati. Belli, perché mi sentivo tosta. Quasi coraggiosa. Per me finire un romanzo era una sfida, non lo mollavo mai, a costo di farmi venire l'ulcera. Adesso non mi va di pagare un gastroenterologo, quindi preservo la mia salute e quella delle persone che mi stanno intorno, perché se un libro mi manda in blocco sono anche parecchio intrattabile! La cosa bella - si fa per dire - è che spesso riesco a terminare romanzi che nemmeno mi piacciono. La cosa brutta - ma esserne consapevoli è importante - è che spesso mollo romanzi potenzialmente belli.
In breve quando abbandono un libro i motivi sono principalmente tre. 1) Mi annoia da morire. 2) l'autore/autrice più che scrivere fa esercizi di stile (e qui scatta un odio profondo). 3) mi gira male in quel periodo.

2. C'era una volta una lettrice romantica che adesso non ha più un cuore.
Spieghiamo. Io mi considero ancora una lettrice romantica, probabilmente lo sarò sempre, la mia è un'eredità. Mia nonna leggeva solo storie d'amore (ok, le leggeva su Intimità, ma erano altri tempi, e quello passava il convento), mia zia legge i Romanzi Mondadori (e qui siamo in territorio romance 100%) e anche se tutti gli altri miei parenti non leggono praticamente una cippa, io sono pink inside. Ma ahimé, ultimamente non c'è niente da fare, non c'è romanzo rosa che tenga. In questo 2016 ne ho iniziati un'infinità per mollarli quasi tutti, prevalentemente per il punto "uno" di cui sopra: la noia. Mi sento in colpa? Be', un pochino sì. Ma solo un pochino.

3. C'era una volta una lettrice ossessionata dall'estetica che adesso si preoccupa più del portafoglio.
Ho fatto follie in passato. Ho comprato romanzi per poi riacquistarli in edizioni più faighe. Ho ricomprato serie per averle tutte nello stesso formato. Ho ricomprato libri che mi si erano rovinati. E adesso? Adesso non dico che non lo rifarei, ma con più coscienza.
Per esempio compro su Amazon per avere il 15% di sconto, mentre in passato passavo ore in libreria a selezionare la copia migliore tra tutte quelle esposte. Compro anche molto tranquillamente all'usato (Libraccio e Mercatini), e pazienza se sul retro copertina c'è quella fastidiosa etichetta che non viene via nemmeno con la trielina, adesso posso sopportarlo. Insomma, per farla breve, adesso sono una persona normale, prima no.

4. C'era una volta una lettrice che conservava qualsiasi libro letto e che adesso gode proprio nel fare piazza pulita.
Anni fa io ero quello che leggevo. Romanzi belli e brutti mi avevano reso un certo tipo di lettrice e non volevo separarmi da nemmeno uno di loro.
Oggi col cavolo. Oggi ho bisogno di soldi, di spazio e di libri nuovi. C'è da dire che quando avevo la sindrome dell'accumulo in realtà non leggevo tantissimo, quindi la mia voglia di conservare nasceva dal bisogno di vedere la libreria piena, ma adesso capirete che le cose sono cambiate.

5. C'era una volta una lettrice che usava i segnalibri e che adesso tra le pagine dei libri ha scontrini, biglietti della corriera, post it volanti, e in inverno anche fazzoletti (puliti eh!).
Sono diventata cazzara. E la cosa davvero fantastica (per non dire insensata tipica di una persona che non sta affatto bene) è che i segnalibri li compro ancora, ma non li uso. Ho paura che si rovinino, soprattutto in borsa, dove potrebbero piegarsi... ma quando ne vedo uno... è più forte di me, non resisto. Il mio preferito è questo <3 Non è bellissimissimo?!

C'era una volta una lettrice... e per fortuna c'è ancora :)
(nonostante tutto è una favola a lieto fine)
Se anche voi nel tempo avete cambiato il vostro modo di essere lettori, fate un post simile a questo, taggatemi e/o venite a taggarvi!
Potete usare i miei stessi 5 punti argomentandoli secondo la vostra esperienza o inventarne di nuovi ;)

5 settembre 2016

Libri + video = booktubers


E' da una vita che ho questo post nelle bozze (insieme ad altri cinquanta - e non scherzo u.u -) e sinceramente ho deciso di riesumarlo dopo aver letto quello della Leggivendola.
Devo però mettere le mani avanti, perché non sono una grande amante ed esperta del settore, quando sono al computer le recensioni preferisco leggerle (guardarle mi porta via troppo tempo), ma se sono fuori casa, magari con il cellulare in mano e un po' di tempo da ammazzare, mi infilo le cuffie nelle orecchie e qualche video me lo sparo più che volentieri.
Diciamo che farò delle semplici considerazioni personalissime. Liberissimi di condividerle o demolirle.

Riconosco che essere un youtuber non deve essere facile. Insomma, è molto più semplice (da un certo punto di vista) stare dietro a una tastiera che a una videocamera, metterci la faccia richiede una bella dose di coraggio, ma anche di personalità, perché insomma, se non ne hai, se non buchi lo schermo, tanto vale che non spingi nemmeno il tasto rec. Poi ovvio, ognuno fa quello che vuole, ma un po' di autocritica non ha mai ammazzato nessuno, no?

Ma veniamo a noi. Anzi, a me.
Personalmente non seguo nessuno con grande costanza, sono capace di vedere dieci video in due giorni e nemmeno uno per mesi, ma tirando le somme ho capito una cosa.
- i giovani youtubers parlano troppo di young & new adult, ma lo fanno con entusiasmo e una discreta modestia risultando sicuramente contagiosi. Purtroppo non faccio più parte di quel target quindi non li seguo.
- gli youtubers che leggono quasi esclusivamente classici e narrativa aulica si sentono migliori di altri (non sempre eh, ma spesso questa cosa traspare ed è imbarazzante, come fanno a non capirlo?)
- chi parla della nona arte è ganzo. Eh sì, le graphic novel e i fumetti non creano spaccature del tipo "tu, misero plebeo, che cagate leggi?" e questi youtuber sono rilassati, felici, e non rompono le palle a nessuno. (anche qui, salvo eccezioni)
- non sempre riesco a guardare (e qui mi prendo tutta la colpa) i video troppo bui, quelli che sembrano registrati in una cripta piuttosto che in una stanza. Per me il detto "l'occhio vuole la sua parte" ha un suo peso. E poi insomma... magari ti stai facendo riprendere da una videocamera da 1.000 euro e non accendi una cavolo di luce?!?! ... suvvia, non prendiamoci in giro.

Una delle youtuber sicuramente più seguite è Ilenia Zodiaco.



Ilenia ha il canale da circa quattro anni, ma solo di recente mi capita di seguirla.
Il video che mi ha sbloccata (perché sì, avevo un blocco) è quello postato qui sopra in cui recensisce dei titoli pubblicati da case editrici indipendenti tra cui il mio amatissimo Rosemary's Baby di Ira levin.
Ilenia è una ragazza preparatissima che legge moltissima narrativa classica e contemporanea e che non sbaglia i congiuntivi (cosa non da poco, fidatevi). Ha un'ottima proprietà di linguaggio, ma - e qui la spiegazione del mio blocco - io l'ho scoperta con il video dedicato a Uno Splendido Disastro.
Allora... ovvio che il libro non sia di chissà quale levatura letteraria, proprio per questo non ho capito il bisogno di demolirlo in quel modo. Solitamente Ilenia fa video di 20/30 minuti, il video sulla McGuire ne dura quasi 50 e ha fatto da apripista per una rubrica che ha chiamato #LibriDiMerda per ribattezzarla poi #LibriDiMelma. In seguito i video di questo tipo hanno sfiorato i 90 minuti °_°
Sia chiaro, a me il suddetto romanzo non ha fatto impazzire (qui la mia recensione), ma non capisco 1) perché Ilenia l'abbia letto e 2) perché in seguito abbia perso tempo dietro ad altri libri che oggettivamente erano lontanissimi dal suo mondo. Sia chiaro anche che non capisco le persone che la insultano, esistono altri mezzi per esprimersi 1) l'indifferenza: se non ti piace sentirla parlare, vai a stendere i panni o a far fare la pipì al cane 2) metti un bel pollice in giù e ciao.
Per finire (direte che sono tonta a questo punto) non capisco nemmeno le persone che si eccitano come ricci davanti a video in cui si demolisce un romanzo. Insomma, se siete tanto intellettuali, se non vi abbassate davanti a simili schifezze, fatevi una tisana e andate a leggere Dostoevskij.

Uno youtuber che ha avuto un'impennata di follower grazie alle recensioni trash è Matteo Fumagalli.



Matteo Fumagalli è un agnello sacrificale sull'altare del trash. Eh sì, un bel giorno questo baldo giovane ha deciso di impiegare il suo preziosissimo tempo per leggere romanzi che sono palesemente delle boiate pazzesche.
Io non mi esprimo, perché non ho letto un solo libro trash di cui lui ha parlato per il semplice fatto che sono lontani anni luce dalle mie corde, ma Matteo lo fa per i suoi utenti, è un specie di missionario, e per questo in tantissimi lo amano.
Per quanto apprezzi la sua ironia tagliente e a volte mi faccia fare anche una risata (guardatelo mentre legge alcuni passaggi del libro xD), non riesco a seguire un suo video per intero. Li trovo tutti uguali, e non potrebbe essere altrimenti, perché in fondo questi libri trash sono tutti uguali. E non riesco nemmeno a guardare i suoi video "normali" perché dopo un po' mi annoiano.
Però io non capisco, e qui servono persone più lungimiranti di me che mi illuminino. Perché perdere tempo dietro a libri brutti? Me lo spiegate? La vita è così breve, i libri così tanti... #perché?

Una youtuber che invece ascolto sempre volentieri è Pennylane.



La Penny è mitica. Semplice, simpatica, ironica, mai offensiva. E sa essere tagliente, fidatevi, quando si piazza davanti alla telecamera sa quello che dice e sa come dirlo.
Anche lei ha mosso critiche pungenti su alcuni titoli, vedi 50 Sfumature di Grigio, ma sempre con il sorriso sulle labbra, perché come ha detto una volta "ma fatevi una risata che domani potreste risvegliarvi sotto un cipresso".
Peccato che a volte la qualità dei suoi video sia un po' scarsa (e io che li guardo sul cellulare li vedo malissimo), ma è una youtuber casereccia, tutta libri e tortellini, e come tale va apprezzata!

Valeria, aka Read Vlog Repeat, è una giovane youtuber, e devo dire che mi piace abbastanza nonostante mi sia anagraficamente lontanissima.



Perché la guardo?
A parte che come Pennylane (e come la maggior parte dei lettori) non è una missionaria che legge cagate per le ovazioni del popolo, ma in primis Valeria è molto versatile, legge un po' di tutto, dalla narrativa alle graphic novel e ha un amore particolare per tutti quei libri che parlano ai ragazzi rivolgendosi allo stesso tempo agli adulti.
Qualche esempio? Sette Minuti Dopo la Mezzanotte di Patrick Ness e Bunker Diaries di Kevin Brooks.

Voglio segnarvi anche Leda del canale Le Pagine di Leda.



Leda porta su youtube tutto il suo mondo, tra cui quello dei libri. E' una ragazza semplicissima che trasmette entusiasmo e voglia di condividere. Ha un bel lato creepy e ama soprattutto i romanzi di fiction a sfondo thriller e i mistery, ma è così simpatica e solare che mi capita anche di vedere video in cui parla d'altro.

Siamo quasi alla fine e non posso non citare prismatic310, il canale di Federica Frezza.



Federica la guardo in modo sporadico, ma è bravissima secondo me. Ha un grandissimo dono, quello della sintesi, e nel giro di un video può parlarti di 30 libri e fartene aggiungere 29 alla wish list. Cliccate qui sopra e ditemi se non ho ragione.

Per quanto riguarda la nona arte invece... Dario Moccia tutta la vita!



Lui mi fa spaccare dal ridere anche quando non vuol far ridere. Adoro il suo accento toscano, adoro quello che legge e adoro il suo lato indiscutibilmente nerd.
A mio avviso lui si merita ogni singolo follower.
Non ha peli sulla lingua, non vuole insegnare niente a nessuno, e fidelizza un casino.

* * *

Ecco, questo è il mio attuale mondo di youtube, ripeto, non sono un'esperta, sicuramente ho dimenticato qualche guru del settore, ma questo non voleva essere un post di consigli. E' semplicemente - come sempre - una piccola finestra su quello che penso. Ah, volevo anche essere sintetica, ma è uscita una roba chilometrica! Se siete arrivati fin qui sappiate che vi stimo!

E voi? Siete addicted del tubo?
Avete i vostri personalissimi odi et amo?

4 agosto 2016

Summer & Books


Buongiorno a tutti!
Approfitto di questo post chiacchiericcio per comunicarvi che il blog va in ferie, ci ho pensato parecchio, ma non ha senso arrancare quando molti utenti sono già spalmati al sole, le case editrici hanno chiuso e mettersi al computer è entusiasmante quanto sedersi su un cactus.
Poi sono sincera, è stato un anno faticoso sotto tanti punti di vista e devo resettarmi.
Sono già stata in vacanza, una vacanza stupenda in giro tra la Calabria, la Sicilia e la Toscana, ma siccome per una parte di agosto l'ufficio resterà chiuso mi dedicherò un po' a me stessa. Almeno spero.
E già che ci siamo vi dico cosa spero di leggere.

  

Il Popolo degli Oscuri mi deve arrivare da uno scambio e giuro che se le poste mi fregano divento una bestia! Neal Shusterman scrive libri per ragazzi, ma avete presente Unwind (recensione)? 
Unwind è uno dei miei romanzi preferiti in assoluto, uno dei pochia  cui ho dato 5 stelle, cupo e agghiacciante, mi ha tenuta sveglia una notte intera e ancora ho i brividi se penso a certi capitoli.
Non dico che mi dispiaccia vedere questo autore pubblicato nella collana Il Battello a Vapore, ma quasi. I suoi romanzi hanno molto da dire anche agli adulti.
Solo per Sempre Tua è in pole position, e sicuramente una delle prime recensioni che leggerete sarà proprio questa; poi mi piacerebbe tanto recuperare qualche vecchia pubblicazione, come per esempio La Notte Eterna del Coniglio che ho piazzato sul comodino il giorno stesso in cui l'ho recuperato. Ma sono parecchio tentata anche da L'Ospite di Sarah Waters... staremo a vedere.

* * *

Ho sperimentato la vendita online su Il Libraccio. Avevo alcuni libri che non riuscivo a scambiare, testi di scuola (di Pargolo) perfettamente nuovi (ma li avrà mai sfogliati???) e quindi mi sono decisa a fare un po' di spazio in casa. I tempi non sono celerissimi, mi sono fatta pagare con un buono e i tempi stimati sono una ventina, ma vi farò sapere come mi sono trovata e cosa andrò ad ordinare.

Be' direi che è tutto. Mi spengo... cavolo però so già che mi mancherete un sacco, però potete seguirmi sui social, il mio preferito in assoluto è Instagram (@silvia_inunclick) che racchiude tutto il mio mondo libroso e non solo.

Un abbraccio e buon agosto a tutti! <3

22 luglio 2016

COME FIDELIZZARE I LETTORI DI UN BLOG

Buonasera a tutti!
Oggi mi andava di fare un post un po' diverso dal solito, più per confrontarci che per dare reali consigli, in quanto non sempre mi riconosco in quello di cui vi sto per parlare.
Tempo fa (QUI) vi avevo detto quali piccole regole adottare per dare al vostro blog un buon impatto visivo (e non solo), oggi  - a distanza di quattro anni - ecco qualche trucco per fidelizzare i vostri lettori, ovvero per fare in modo che tornino a trovarvi.
Fa bene anche a me un piccolo ripassino e magari farò outing!


Aggiorna il blog. E con aggiornare non intendo un post al giorno, ma dei post il più possibile regolari. Nel caso stiate passando un periodo "no" avvisate i vostri lettori che pubblicherete in modo saltuario, idem, nel caso vi doveste assentare per un periodo, anche se breve, rendetelo noto. Il blog non è un diario segreto e condividere è la prima regola.

Rispondi ai commenti. Una cosa che proprio mi urta è quando commento un post - soprattutto se pongo una domanda - e nessuno mi fuma. Rispondere a un commento è 1) sinonimo di educazione 2) l'unico mezzo che abbiamo per aprire una conversazione o dare il via a un confronto.

Sii sempre te stesso. Può sembrare strano, ma anche nel mondo virtuale questo tipo di verità paga sempre. Non ha senso indossare maschere o darsi un tono per fingere di essere chissà chi, anzi, il blogger della porta accanto è più apprezzato di quello irraggiungibile.

Parla come magni. Quando ti rivolgi ai tuoi lettori non essere mai distaccato, chiacchiera come se fossero degli amici, poni domande, racconta qualcosa di te. Poco alla volta gli utenti torneranno perché nel tuo blog si sta bene, perché tu sei ok :)

Evita post troppo lunghi. C'è chi dice che post troppo lunghi non vengano quasi mai letti per intero e può essere anche vero,  la logorrea andrebbe sempre arginata, e anche le recensioni chilometriche ridimensionate. Come in tutte le cose ci sono le eccezioni, perché se avete una proprietà di linguaggio tale da ipnotizzare gli utenti parlate pure a ruota libera, ma in caso contrario contenetevi.

Crea una newsletter. Questo è un consiglio che danno tutti, ma io ragazzi non ce la posso fare. Sul sito la inviavo regolarmente, ma ultimamente sono diventata una specie di capra demente e ho smesso. Era diventata una cosa in più da fare e nell'ordine delle mie priorità era la meno importante. Probabilmente sbaglio. Probabilmente con una newsletter non dico che aumenterebbe il numero di "utenti unici", ma di sicuro il numero degli accessi. Va be'... ci lavorerò sopra e forse un giorno tornerò a fare la brava.

Attiva i social. Per sopperire alla mancanza di una newsletter inizia ad avere una vita parallela su Instagram, twitter, facebook, snapchat. Condivi i post non solo nei tuoi profili personali, ma anche nei vari gruppi letterari. Anche qui, mi riconfermo una gran capra. Tendo a condividere solo sui miei social e mai altrove. Voi come fate? No, perché... se siamo un gregge mi consolo ^_^

Vivi il blog come un passatempo e non come un lavoro. Parola d'ordine: take it easy. Prendendo le cose alla leggera tutto vi peserà di meno. Posterete con gioia e nel caso vi trovaste in ritardo sulla vostra personale tabella di marcia non ne farete un dramma. Un lit blog - salvo rari casi - non è un lavoro e serve per condividere la passione per la lettura.

Le domande di rito finali non sono cambiate a distanza di quattro anni.
Quali regole seguite nel vostro blog? 
E se non ne avete uno, cosa cercate in un blog?

6 marzo 2016

L'Importanza di una copertina...

Che un libro non si dovrebbe mai giudicare dalla copertina è cosa nota, è un po' come dire "l'abito non fa il monaco", ma la triste realtà - ahimè - è un'altra. Non sempre un romanzo ha la copertina che si merita e l'esperienza ci ha insegnato che titoli meravigliosi con una grafica da capogiro possono rivelarsi delle colossali delusioni, mentre delle copertine scialbe e insignificanti rischiano di nascondere dei piccoli tesori letterali.
Il problema è uno solo. Riconoscere un buon libro dalla copertina è assolutamente impossibile, ma se un autore non si chiama Stephen King (lui può anche usare la carta straccia come cover) l'impatto visivo è fondamentale.
La copertina di un libro deve fungere da calamita e con pochi elementi deve trasmettere un messaggio.
Certi tipi di cover possono permettersele solo grandi case editrici che fatturano un miliardo di euro all'anno (vedi Mondadori), mentre quelle più di nicchia devono sapere farsi notare.
Dove? Nelle librerie ovviamente, ma anche negli store online, in cui le cover sono delle Thumbnail (miniature) e dovrebbero rispondere a due requisiti 1) uscire dall'anonimato spiccando nella massa 2) mantenere il messaggio della copertina che non deve perdere troppo in definizione.
Come? Ecco, qui viene il bello e la parola chiave è una sola: semplicità.
Direi di fare degli esempi così sarà tutto più chiaro.

La Marcos y Marcos ha subito centrato il bersaglio. Sfondi in tinta unita, un elemento in primo piano e il titolo stampato con un carattere tipografico con grazie.
Tralasciando che ormai è una delle mie case editrici preferite, perché hanno dimostrato di sapere cosa sia la qualità, posso dire senza vergogna di essere stata attratta, in un primo momento, proprio dal lato estetico. 

  

La neonata Casa Sirio ha ripreso il medesimo concetto personalizzandolo. Gli elementi grafici sono stilizzati e il titolo è sempre posto all'interno di un cerchio. Ricordate: la ripetitività di un elemento è fondamentale per essere identificati a colpo d'occhio.

  

Guardate le copertine della Elliot. Credo che ormai tutti riconoscano il loro meraviglioso banner arzigogolato che racchiude titolo e autore; che in copertina ci sia una foto o un disegno non importa, è il loro frame il vero protagonista.

  

La Minimun Fax è un'altra casa editrice che ha sempre puntato sulla chiarezza: contorni ben definiti, colori compatti, autori ben in evidenza (spesso più dei titoli).

   

Gli esempi che potrei fare sono davvero innumerevoli, ma alla fine riporterebbero tutti alla medesima conclusione: una cover non può raccontare l'intera trama del romanzo, ma dovrebbe quanto meno coglierne l'essenza nel modo più semplice e veloce possibile.

Un copertinista americano, George Foster, spiega che non sempre l'immagine giusta è sufficiente per trasmettere un messaggio, ma anche il colore non va sottovalutato. Non è difficile capire come; il giallo esprime gioia, allegria; il grigio chiaro trasmette tranquillità, equilibrio; il nero mistero; il rosso rischio, coraggio, e via dicendo...
Sembra tutto molto facile e immediato, no? Poche regole e gioco è fatto, eppure non è così.
E' brutto da dire, ma Piemme, Mondadori, Corbaccio, eccetera... possono anche permettersi qualche scivolone, tanto a sostenerle c'è spesso un'operazione di marketing pubblicitario, autori che sono una garanzia e prezzi competitivi, ma le altre case editrici se non vogliono finire nell'ombra devono stare attente a ogni minimo dettaglio.
Vediamo dove sbagliano...

  

Non ho letto i libri, quindi il mio è un giudizio puramente estetico, ma ...che quanto piace al mondo è breve sogno di Francesca Santucci è una macchia scura che rimpicciolita diventa quasi indefinibile. Sempre George Foster suggerisce di convertire la cover in bianco e nero e verificare se si mantiene un buon contrasto... ecco, dubito sia questo il caso.

La Albatros ha scelto per La Forza e il Coraggio di Vivere di Liliana Speziale (o è stata l'autrice stessa, non lo so) un disegno fatto a mano, cosa che personalmente eviterei a priori. Stiamo pubblicando un romanzo, non un fumetto.

In Corpi di Confine di Ezio Gavazzeni la WLM Edizioni attraverso la cover ci trasmette sicuramente inquietudine e orrore, ma si poteva fare di più, se non per l'immagine, almeno per il font del carattere.

Per par condicio ecco delle cover - a mio gusto orrende - di libri più o meno noti ma pubblicati con grandi case editrici

  

Seriamente. Se un Pinco Pallino qualsiasi avesse pubblicato un libro con in copertina una bambolina macrocefala chi se lo sarebbe fumato? Ma è John Green ed è uscito con la Rizzoli Editori, quindi? Quindi 1 + 1 fa sempre 2.
Anche Revival di Stephen King è stato un pugno nello stomaco per i fan, ma secondo voi non l'hanno comprato lo stesso?
Non parliamo poi dei due modelli moooolto espressivi scelti per la saga fantascientifica della Revis. No, no e ancora no. Brilleremo tra un milione di soli sembra un libro sul trapasso: lui e lei in punto di morte troveranno la pace solo nell'aldilà. Amen.

Ma se le grandi case editrici possono concedersi lavori di dubbia qualità, lo stesso discorso non vale nel mondo della piccola editoria che non può assolutamente permettersi di sottovalutare l'importanza di una buona copertina, sarebbe come darsi la zappa sui piedi, ma in tanti lo fanno. Probabilmente credono di risparmiare, senza rendersi conto che la sola parte grafica può incidere di una buona percentuale sulle vendite... Un libro, finché non l'abbiamo letto, è un semplice oggetto, e come tale deve piacere. Deve appagare la vista. Deve chiamarci quando lo scegliamo tra centinaia di titoli.
Ma facciamo un gioco. Ditemi quei romanzi (possibilmente non di famosi gruppi editoriali) che non vi piacevano esteticamente, ma che una volta letti vi hanno conquistato.

Io dico la mia: Aristotele e Dante Scoprono i Segreti dell'Universo. Devo ammettere che dopo aver letto il libro e averlo amato sono anche entrata in sintonia con la copertina, ma se non avessi conosciuto l'autore e la storia davanti a un cover del genere non mi sarei mai soffermata. Anzi, forse sarei scappata. A colpo d'occhio mi ricorda un vecchio testo di scienze che usavo alle elementari... e ho detto tutto ;)

 
cover: 4 - libro: 8

Adesso tocca voi!
"brutta cover, ma bel libro..."