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5 dicembre 2016

Recensione, Ci Proteggerà la Neve di Ruta Sepetys

Buonasera a tutti cari lettori, come anticipato nel post precedente ecco la recensione della mia lettura a quasi cinque stelle. Be', non potevo salutare il 2016 senza il romanzo della Sepetys e come al solito quest'autrice non mi ha deluso affatto. Anzi, la trovo ogni volta più brava ed emozionante.
Se volete fare un regalo di Natale gradito al 100%, scegliete un suo libro <3

Ci Proteggerà la Neve di Ryta Sepetys

| Garzanti, 2016 | pag. 368 | € 16,90 |
Il vento solleva strati leggeri di fiocchi ghiacciati. Joana ha ventun anni e intorno a sé vede solo una distesa di neve. È fuggita dal suo paese, la Lituania. È fuggita da una colpa a cui non riesce a dare voce. Ma ora davanti a sé ha un nuovo nemico: è il 1945 e la Prussia è invasa dalla Russia. Non ha altra scelta che scappare verso l'unica salvezza possibile: una nave pronta a salpare verso un luogo sicuro. Eppure la costa è lontana chilometri. Chilometri fatti di sete e fame. E Joana non è sola. Accanto a lei ci sono altre anime in fuga, ognuna dal proprio incubo, in viaggio verso la stessa meta. Emilia, una ragazza polacca che ha soli quindici anni aspetta un bambino, e Florian, un giovane prussiano che porta con sé il peso di un segreto inconfessabile. I due hanno bisogno di Joana. Perché lei non ha mai perso la speranza. Perché la guerra può radere al suolo intere città, ma non può annientare il coraggio e la voglia di vivere. È grazie a questa sua forza che Joana riesce ad aiutare Emilia nella gravidanza e a far breccia nel carattere chiuso e diffidente di Florian. I loro giorni e le loro notti hanno un'unica eco: sopravvivere. E quando la nave finalmente si intravede all'orizzonte, la paura vorrebbe riposare in un porto sicuro. Ma Joana sa che non si finisce mai di combattere per la propria vita, ed è pronta ad affrontare ogni ostacolo, ogni prova, ogni scherzo del destino. Finché guardando in alto vedrà un cielo infinito pieno di neve, saprà che quel candore le darà la forza per non arrendersi.
Voto:

Il 1° settembre 1939 la Germania aveva invaso la Polonia da ovest. 
Il 17 settembre 1939 la Russia aveva invaso la Polonia da est. 
Mi ricordavo quelle date.
Due nazioni in guerra avevano avvinghiato la Polonia come bambine che litigano per una bambola. Una la prendeva per una gamba, l'altra per un braccio. Tiravano così forte che un giorno la testa era saltata via.

Pensare alla Seconda Guerra Mondiale porta solitamente alla mente un unico orrore, quello dell'olocausto, ma la lista di persone sgradite non comprendeva solo ebrei, e spesso ce ne dimentichiamo. Tanto per fare un esempio, il progetto eugenetico di Hitler prevedeva lo sterminio di tutti i disabili (ciechi, ritardati, storpi, portatori di qualsiasi handicap, anche lieve) indipendentemente dall'etnia di appartenenza, in quanto l'essere imperfetto rappresentava un abominio. Anche Stalin fu un vero e proprio maestro del terrore. Nonostante nei gulag non ci fossero camere a gas e non venissero pianificati omicidi di massa, era il lavoro estenuante e le temperature che toccavano i -50 gradi a mietere vittime. In Avevano Spento Anche la Luna (qui la recensione) Ruta Sepetys ci racconta proprio questa pagina di storia dimenticata, il massacro silenzioso di ventiduemila polacchi, una strage non solo passata inosservata, ma addirittura insabbiata e mascherata che ancora oggi grida giustizia.

In Ci Proteggerà la Neve il periodo storico è un po' sempre lo stesso, ci spostiamo solo geograficamente, questa volta siamo in Germania, ed è un altro crimine - taciuto anch'esso - che l'autrice denuncia: l'affondamento del transatlantico Wilhem Gustloff su cui persero la vita diecimila persone. Per capire la proporzione della tragedia, basti pensare che il Titanic fece "solo" millecinquecento vittime.
Ma Ruta Sepetys, nata in America, di origini lituane, è nota per disseppellire segreti e scomode verità, e per raccontare una guerra priva di ideali e debordante di fanatismo, portatrice infetta di morte e orrore.
La sua penna ci parla di gente comune che tenta di salvare disperatamente i propri figli, di uomini e donne che confidano in un futuro migliore, ma che in realtà vorrebbero solo tornare al passato, in quegli anni in cui se vivere o morire non lo decideva un altro essere umano, ma il destino.
Per questo l'autrice ha voluto scrivere un romanzo a quattro voci, in poco più di trecentocinquanta pagine ha cercato di cancellare quella linea tragicamente netta che ci portava a mettere i "buoni" da una parte e i "cattivi" dall'altra e ha raccontato la storia di quattro anime braccate dal senso di colpa, dal destino, dalla vergogna e dalla paura. Joana, Florian, Emilia e Alfred. La lituana, il prussiano, la polacca e il tedesco.
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20 settembre 2016

Recensione, MAX di Sarah Cohen-Scali

Buonasera a tutti, oggi recensione! Volevo tenerla ancora un po' al caldo per dare la precedenza alle letture più vecchie, ma non posso. Max di Sarah Cohen-Scali mi è piaciuto tantissimo e devo condividere le mie impressioni con voi adesso. Di sicuro, al momento, il miglior romanzo del 2016.

MAX di Sarah Cohen-Scali

| Ippocampo, 04/2016 | pag. 480 | € 15,90 |

Max è il prototipo perfetto del programma "Lebensborn" iniziato da Himmler. Donne selezionate dai nazisti mettono al mondo puri rappresentanti della razza ariana, gioventù ideale destinata a rigenerare la Germania e poi l'Europa occupata dal Reich. Da pochi minuti prima della sua nascita Max personifica il male e descrive in prima persona di cosa sono capaci gli uomini in tempo di guerra. Assiste ai numerosi crimini commessi dai nazisti ed è tuttavia orgoglioso di far parte di questo sistema di cui ammira i codici. Sogna di frequentare la scuola di formazione per i futuri leader nazisti e di uccidere impunemente, cresce con l'ossessione di un mondo migliore e dell'invasione dell'Europa da una cosiddetta razza superiore. Prova un odio viscerale per gli ebrei. Max è già prestabilito come il Führer lo vuole. Solo dopo l'incontro e l'amicizia con Lukas, un giovane ebreo polacco, ribelle che si finge nazista, Max vedrà scosse tutte le sue certezze e prenderà coscienza dell'ingiustizia che si trova ad affrontare. Finalmente si presenterà agli occhi del lettore non più come un nemico, ma come vittima dell'indottrinamento nazista.
Voto: 

Max è un angelo ariano dal cuore di ghiaccio. Nato secondo il Programma Genetico Nazista Lebensborn, che prevedeva l'accoppiamento di esponenti delle SS con volontarie tedesche rigidamente selezionate, viene cresciuto in speciali strutture che hanno il solo scopo di trasformarlo in un vero e proprio esemplare da esibire: resistente come il cuoio e duro come l'acciaio Krupp.

Indottrinato ancor prima di venire al mondo, Max riconosce nella Germania e nel Fürer una madre e un padre, non ha amici, non sa cosa sia una carezza o un bacio, e aspetta fiducioso che il nazionalsocialismo spazzi via la feccia che contamina il Paese.
È sua la voce narrante, una voce spietata, crudele, totalmente indifferente al dolore e all'orrore; una voce in cui collimano, con disarmate disincanto, ingenuità e fanatismo. Una scelta incredibilmente coraggiosa quella dell'autrice. Solitamente i bambini nascono puri e innocenti, a privarli del loro lato buono sono la società e l'ambiente in cui crescono, invece qui succede esattamente il contrario. Max nasce già cattivo, come se il nazismo si potesse ereditare o diffondere al pari di un virus indebellabile. Però, quel mondo che doveva renderlo ancora più freddo e spietato, lo porta invece a provare qualcosa. Un qualcosa a cui non saprà inizialmente dare un nome e che somatizzerà attraverso terribili mal di pancia e notti insonni.

Va detto che Max (battezzato dalla Germania, Konrad), per buona parte del romanzo è una pedina nelle mani dei nazisti, ed è orgoglioso di esserlo. Ma soprattutto va detto che, nel bene e nel male, non lo odierete mai, nemmeno per un secondo. Quello che vede, quello che pensa, quello che fa... sono tutte cose inevitabili. Perché non è normale che un bambino giochi in cortile mentre i tedeschi fucilano i polacchi. Non è normale che una macchia di sangue abbia per lui lo stesso valore di uno schizzo di vernice. Non è normale che gli unici abbracci ricevuti siano quelle delle puttane delle SS. 
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24 febbraio 2014

Recensione, LUNA DI SETTEMBRE di Candice Proctor

Buon lunedì miei cari lettori, anche se oggi mi rivolgo in particolar modo alle lettrici, andando a recensire un romance storico. La settimana scorsa è stata super soft, quindi vi toccano delle review altrettanto soft, anche se contrariamente alle apparenze questi libri nascondono spesso storie difficili e sofferte e non "semplici e banali" come in molti credono. La Proctor poi è bravissima nell'introspezione psicologica, nel tratteggiare i personaggi di contorno e nel descrivere le ambientazioni, oltre che gli usi e i costumi del tempo. E come racconta lei l'Australia del XIX secolo, in poche lo fanno.

September Moon di Candice Proctor

| I Romanzi Mondadori 2013, n° 1064 | pag. 300 ca |
Per pagarsi il viaggio di ritorno alla sua amata Inghilterra e lasciarsi alle spalle la primitiva e odiosa Australia, Amanda Davenport accetta il posto di istitutrice nella casa di Patrick O’Reilly. Ancora non sa che questi vive in un luogo isolato e denso di pericoli, e che i suoi terribili figli hanno messo in fuga tutte coloro che l’hanno preceduta. Anche Patrick si mostra inizialmente insofferente verso quella donna tanto perfezionista, che di certo non reggerà a lungo. Eppure fra loro scocca fatalmente l’attrazione, e Amanda comincerà a vedere tutto con occhi diversi: l’aspra bellezza di quella terra e l’uomo altrettanto selvaggio e sensuale che le sta al fianco…



Voto:
  

Devo ringraziare la Proctor che mi è venuta in salvo quando il romance storico sembrava non essere più nelle mie corde. Che fosse brava l'avevo scoperto anni fa grazie a Una Notte nell'Eden, romanzo rimandato a oltranza a causa dell'oscena copertina, e questa volta con Luna di Settembre mi ha lanciato un vero e proprio salvagente. Devo poi ammettere che è stata doppiamente brava perché mi ha fatto apprezzare una storia con uno schema che non rientra nemmeno tra i miei preferiti visto che non amo molto l'intreccio padrone, governante e figli di lui al seguito. Ma è evidente che se un libro è scritto bene la trama è davvero ininfluente.
Così ho abbandonato gli affettati salotti inglesi e mi sono catapultata in quella terra vasta e selvaggia che è l'Australia, un luogo evidentemente caro all'autrice, che attraverso gli occhi dei suoi personaggi si perde più volte a rimirare, smarrendosi nella sua spietata e brutale grandiosità.

Patrick O'Really ama ogni granello di quell'arido suolo, ma con tre figli da crescere e senza una moglie a farlo si trova costretto ad affidarne il compito a una serie di governanti che finora se la sono sempre data a gambe nel giro di pochi mesi.
È ora il turno di Amanda Devenport, una giovane inglese caduta in rovina, che ha un solo obiettivo: guadagnare abbastanza per potersi comprare un biglietto di sola andata per l'Inghilterra e far così ritorno nella sua amata terra, dove la gente è colta, civile, beneducata e rispettabile.
Amanda non è che faccia subito simpatia. E nemmeno dopo... ci vuole davvero tempo prima che abbandoni quell'aria ostentatamente virtuosa che tanto la fa somigliare a una frigida bacchettona. E ci vorrà del tempo prima che conquisti anche i figli di O'Really che inizialmente faranno di tutto per dissuaderla dal restare, ma Amanda da brava inglese quale è, saprà controllarsi parecchio e non darà troppi segni di cedimento... se non in presenza di Patrick. Lui ribalta ogni sua certezza, fa riaffiorare quell'indole tanto duramente repressa, ma ai suoi modi ben poco raffinati e al linguaggio sconveniente che lo contraddistingue risponderà sempre con glaciale compostezza, mantenendo la testa alta e la schiena rigida.
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27 gennaio 2014

Recensione VERSO LA TEMPESTA di Will Eisner

Avevo questa breve recensione pronta da un po', ma l'ho tenuta chiusa nel cassetto per proporla oggi, nel Giorno della Memoria. Insomma mi sembrava il momento giusto e per una volta che potevo fare qualcosa in linea con le ricorrenze... perché non approfittarne?
Ma attenzione. Non è un romanzo sull'olocausto, ma racconta comunque le difficoltà che gli ebrei hanno dovuto affrontare ancora prima che si attivasse quel mortale meccanismo che è stato il nazismo.

To the Heart of the Storm - Will Eisner

| Fandango Libri | € 18,00 | Pag. 207 | romanzo autobiografico a fumetti |
Stati Uniti, 1942: un treno sta per raggiungere base militare da cui il giovane Willie partirà per l'Europa e verso la guerra. Sui finestrini davanti agli occhi di Willie non scorre il paesaggio ma storia della sua vita e della sua famiglia. La gioventù del padre nella Vienna del 1910. viaggio negli Stati Uniti per sfuggire agli orrori della Grande Guerra. Il matrimonio con la figlia di immigrati rumeni. La difficile convivenza ebrei, irlandesi e italiani in un quartiere ad alta immigrazione. L'anti-semitismo strisciante o palese negli USA degli anni Venti e Trenta, un calderone ribollente di pregiudizi etnici, razziali e religiosi. Attraverso lo sguardo stupito e ingenuo di un ragazzo in corsa verso la tempesta che si addensa all'orizzonte.

Voto:

Seconda Guerra Mondiale. Willie è seduto sul treno che lo porterà in trincea, eppure i suoi pensieri non si rivolgono all'incerto futuro che l'attende, ma al passato, a tutta una serie di eventi che l'hanno condotto nel punto esatto in cui si trova. E così si isola dalle chiacchiere degli altri militari, volge lo sguardo fuori dal finestrino, e i ricordi riaffiorano...
E' attraverso una serie di flash back che ci ritroviamo negli Stati Uniti, in un paese pieno di pregiudizi razziali, dove Will, figlio di immigrati ebrei (il padre è austriaco e la madre rumena) si ritroverà a nascondere le sue vere origini per non sentirsi discriminato ed emarginato.
Bellissimo il rapporto con il padre, un uomo mite e pacato, un grande sognatore che trasmetterà a Willie la passione per il disegno. Al contrario la madre sarà la sua zavorra, la voce della ragione, il contatto con una realtà non sempre piacevole ma che cercherà di inculcare al figlio in ogni modo (per lo più gridando e lamentandosi). Invece Willie ha sempre la testa tra le nuvole. Nei ritagli di tempo costruisce una barca con il suo migliore amico, passa le serate a disegnare, s'innamora, e spera che un giorno il mondo possa essere libero. Ma non ora. Adesso non è ancora il momento. Eisner è molto chiaro ed esplicito nel far emergere l'ignoranza culturale delle persone, il classismo e lo snobismo dietro a cui si nascondo le classi più benestanti, e Will presto conoscerà l'amaro sapore delle delusioni... 

Non sono una grande esperta di questo immenso (ma per me nuovo) mondo di cui fanno parte fumetti e graphic novel, ma vi posso assicurare che questa è vera arte. C'è una tale semplicità e forza nel disegno pulito e nei dialoghi realistici di Eisner, il pioniere indiscusso di questo genere, che mi sento anche inadeguata a parlarvene, non avendo forse i mezzi giusti per farlo. Ma so riconoscere le emozioni e questo libro ne è pieno, coi suoi momenti di crescita, ribellione, accettazione e coi suoi gusti dolci e amari spesso difficili da digerire.
Le parole sono lo specchio di quei tempi difficili, le immagini danno voce ai sentimenti, e in poco più di duecento pagine prende forma una storia autobiografica che è un viaggio nella vita e nella Storia.
Vi posso solo consigliare di salire su quel treno con Will e di accompagnarlo verso la tempesta.

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Life, in pictures. Storie autobiografiche, contiene cinque storie: Tramonto a Sunshine City - Il sognatore - Verso la tempesta - Le regole del gioco - Il giorno in cui divenni un professionista.

20 gennaio 2014

Recensione, IL MONDO DI BELLE di Kathleen Grissom

Il 2014 è iniziato bene. La Ragazza n°9 di Tami Hoag, Requiem della Oliver, le graphic novel di Eismer e  Spiegelman, e adesso questo: Il Mondo di Belle di Kathleen Grissom. Finalmente un vero romanzo d'esordio degno di questo nome, un titolo che avrebbe meritato di essere più pubblicizzato, ma forse la qualità non ha bisogno di sterili chiacchiericci...

The Kitchen House di Kathleen Grissom

| Neri Pozza, 2013 | pag. 416 | € 18,00 |
- goodreads - anobii
Un'enorme dimora avvolta da glicini in fiore: così la casa del capitano James Pyke appare allo sguardo infantile di Lavinia McCarten, la mattina d'aprile del 1791 in cui la piccola irlandese mette per la prima volta piede in Virginia. Pyke ha raccolto la bambina dalla sua nave, appena approdata in America dopo la lunga traversata oceanica, e l'ha portata con sé per destinarla alle cucine della sua piantagione. Un modo come un altro per passare all'incasso del debito per la traversata, che i genitori di Lavinia, morti durante la navigazione, non hanno avuto la buona sorte di saldare. Stremata e debilitata, la bambina viene accolta nelle cucine della piantagione dalla famiglia di schiavi neri che vi lavorano: una piccola, operosa comunità composta da Mamma Mae; Papà George, un gigantesco orso bruno; Dory, Fanny e Beattie, le figlie; Ben, il figlio maschio. Un mondo guidato da una responsabile delle cucine dai grandi occhi verdi e dai capelli neri e lucidi: Belle, un'attraente ragazza di diciotto anni. Frutto di un capriccio clandestino del capitano con una delle sue schiave nere, Belle è stata allontanata dalla casa padronale il giorno in cui il capitano si è presentato nella piantagione con Martha, una moglie più giovane di lui di venti anni. Adottata dalla famiglia di Mamma Mae e maternamente accudita da Belle, Lavinia cresce come una servetta bianca ignara dell'abisso che separa la casa padronale dall'universo delle cucine...
Voto:

Il 1791 è il primo dei diciannove anelli che la Grissom legherà tra loro per raccontare la storia di Lavinia, una bambina di origini irlandesi che, rimasta orfana sulla nave del capitano Pyke, verrà condotta da quest'ultimo alla sua piantagione di tabacco e affidata alle cure dei domestici che la cresceranno come una figlia.E' la stessa Lavinia a raccontare l'iniziale disorientamento provato, la paura che le blocca ogni gesto, e le precarie condizioni di salute che minacciano la sua vita giorno dopo giorno. Ma a Tall Oaks aveva trovato degli angeli. La saggia Mamma Mae, il tenero Papà George, il protettivo Ben, l'allegra Fanny e poi lei, Belle, la diciottenne figlia illegittima del capitano che le farà un po' da madre, un po' da amica e un po' da sorella.
Siamo alla fine del 1700, in America i venti di guerra devono ancora soffiare, il sistema sociale ed economico si basa sulla schiavitù, ma Lavinia tra quella gente di colore così fiera, dedita al lavoro e dispendiosa di amore vero, troverà una nuova casa. Una casa in cui tutti hanno lo stesso colore della pelle.
Nonostante una grande forza d'animo e un indiscusso altruismo, quello di Lavinia sarà un personaggio che nel corso del tempo non subirà nessun drastico cambiamento: crescendo si trasformerà in "una donna con il cuore di una bambina", e sarà proprio questo suo modo di affrontare la vita con fiducia e ingenuità a farle compiere diversi errori di valutazione che si ripercuoteranno su quelle persone che avrebbe voluto proteggere con tutte le sue forze. Nemmeno il troppo amore, in una terra in cui l'etnia è l'unico discriminante che conta davvero, può salvarti.
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14 ottobre 2013

Recensione, Capitan Swing di Nina Pennacchi

Secondo romanzo di Nina Pennacchi che leggo, anche questo davvero consigliatissimo. Se avete dei dubbi guardate i giudizi su Anobii, io mi fido sempre poco perchè quando l'autore è italiano penso che i voti alti arrivino da amici e parenti (evviva la buonafede!), ma questa volta non è così. Fidatevi, i complimenti che riceve se li merita tutti.

C a p i t a n  S w i n g

| autopubblicato | pag. 400 | € 2,99 | anobii |
Tisbury, 1830. Chi è Capitan Swing, misterioso eroe che guida la rivolta dei contadini nelle campagne inglesi? Chiamato a riportare l’ordine in Wiltshire, il comandante Adam Cartwright non ha dubbi: Swing è nemico della legge, e come tale "suo" nemico...
"Capitan Swing mantiene sempre le sue promesse." E quando giura a Rebecca Arlington che dopo la rivolta la porterà via con sé, ha tutte le intenzioni di farlo. Rebecca aspetta da anni quel momento, e niente e nessuno potrà impedirle di fuggire con lui... niente e nessuno, tranne il comandante dei dragoni arrivato a Tisbury proprio per arrestare il suo capitano.

Voto:
 

Il cielo non ha collere paragonabili
all'amore trasformato in odio.
William Congreve

Ci sono cose che solo i libri possono rendere possibili. Per quanto tutte le arti suscitino emozioni e parlino linguaggi meravigliosi, niente, nemmeno il cinema, è in grado di raccontare determinate sensazioni, perché non c'è effetto speciale, alta definizione, o 3D che possa riprodurre i sentimenti. Solo gli autori - solo quelli bravi - possono farti scorgere le anime dei loro personaggi, le loro mille sfaccettature, solo loro possono farteli amare nonostante i difetti e i gesti riprovevoli.
Per questo mi sono ritrovata a parteggiare per l'arido cuore del Comandante Cartwright, un uomo abituato a sottostare alle regole, a eseguire ordini e a impartirne, a pensare poco e ad agire con sollecitudine. Adam è un soldato, nella vita non sa fare altro, e la parola "autorità" è scritta in ogni tratto del suo viso e del suo corpo; in ogni suo gesto leggiamo a chiare lettere "rigore e disciplina".
Quando viene mandato a Tisbury per reprimere la più grande ribellione rurale che la storia inglese ricorderà mai, la sua strada incrocia quella di Rebecca Arlington una nobile donna che abbraccia la fede del popolo e sostiene l'operato di Capitan Swing, un misterioso uomo in grado di sollevare le folle contadine nella speranza di un futuro migliore. Fantasie di donne, pensa Adam, velleità di una ventenne che ha sempre vissuto sotto il torchio di un padre despota: è normale che Rebecca sogni la libertà, ma non è normale che riesca a scavare un buco nel suo cuore per poi insinuarvisi a tradimento. E sarà proprio il tradimento che Adam non riuscirà a perdonarle, perché un soldato come lui non può compromettersi l'anima e uscirne indenne.
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 Se amate i romance forti e passionali e i personaggi imperfetti,
questi saranno 2,99 euro spesi benissimo.


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9 ottobre 2013

Recensione, LEMONADE di Nina Pennacchi

Oggi la recensione di un libro che ha risvegliato il mio spirito da crocerossina e mi ha resa anche un po' vittima della sindrome di Stoccolma. Detta così sembra che sia appena uscita da una lettura devastante e in effetti... sì... in effetti è proprio così *che sensazione meravigliosa però*

L e m o n a d e

| Neftasia Edizioni | pag. 400 | € 19,00 | anobii |
Kent, 1826. Christopher Davenport prepara da anni la sua vendetta. E quando si trasferisce a Coxton, paesino della campagna inglese, sa esattamente cosa lo aspetta. Conosce i suoi nemici, e non li teme. Non teme il padre naturale, Leopold DeMercy. Non teme il fratellastro, Daniel. Non teme i fantasmi del suo passato. E di sicuro non teme la limonata. Dovrebbe, però. Oh, milioni di persone vi diranno che è una bevanda innocua e salutare. Non credeteci. Perché basta poco, un attimo di distrazione, per rovesciarne un bicchiere. E averne la vita sconvolta, come scopre anche la giovane Anna Champion. Caratteri diversi come il giorno e la notte, Anna e Christopher. Tra loro volano schiaffi, baci rubati, dialoghi al vetriolo e mortificanti scuse. Eppure prima di addormentarsi Anna non può fare a meno di ripensare a quell'uomo arrogante, e Christopher non riesce a dimenticare quell'odiosa strega. E quando a Coxton si comincia a vociferare di un fidanzamento tra Anna e Daniel, Christopher decide di strapparla al fratellastro con ogni mezzo... anche il più infame.

Voto:

Il rimorso è come vedere il cielo ed essere all'inferno
Edward George Bulwer Lytton

Mai e sottolineo mai, mi era capitato di leggere un romance con un protagonista maschile così infimo, meschino, abietto, insensibile, e spregevole. Anche i più bastardi e corrotti hanno sempre un minimo d'onore che li rende comunque umani agli occhi della lettrice, ma Christopher Davenport no. Lui è un vero stronzo bastardo.
E pensare che tutto ha inizio per colpa di una limonata che Chris rovescia accidentalmente addosso ad Anna per poi andarsene senza degnarla di uno sguardo né tanto meno di una scusa (non è nemmeno un gentiluomo!). Dopo poco sarà però Anna a prendersi una piccola rivincita che le costerà molto, molto cara e Christopher, che si è appena trasferito a Coxton per mettere in atto la sua vendetta verso l'uomo che gli ha rovinato la vita, allargherà il suo raggio d'azione a questa povera e semplice ragazza che ha osato oltraggiarlo pubblicamente. Sì, tutto per una limonata! (Sì, è anche dannatamente permaloso!)
Quello che le farà è meglio che non lo dica, ma preparatevi a tanti pugni nello stomaco, la Pennacchi è una che colpisce duro e senza mezzi termini.
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30 settembre 2013

Recensione, UN BACIO PER RICORDARE di Teresa Medeiros

Visto che ad Agosto (ma lo trovate in edicola fino ai primi di Settembre) la Mondadori ha ristampato nell'edizione ORO de I Romanzi il delizioso romanzo della Medeiros, Un Bacio per Ricordare, vi ripropongo la mia recensione che risale al... *cof cof* 2005.
A quel tempo (otto anni faaa!!! Mi sento maleee!) non davo ancora i voti con le stelline ma sento di poterne attribuire tranquillamente 4/4,5 affidandomi alla memoria che spero non faccia già cilecca xD
Peccato la nuova cover O_o ...ma chi è quel cherubino coi boccoli T__T ?!

A  K i s s  t o  R e m e m b e r

| I Romanzi Mondadori | 1° edizione n° 593 anno 2003 | 2° edizione ORO n° 130 anno 2013 |

   
Laura Fairleigh ha bisogno con urgenza di un marito. Se infatti non si sposerà prima di compiere ventun anni, perderà la casa lasciatale in eredità dalla sua benefattrice, lady Eleanor. Così, quando si imbatte in un misterioso straniero, bello come un angelo e senza memoria, coglie al volo l’opportunità e decide di farne il suo promesso sposo. Dopo averlo risvegliato dall’incoscienza con un dolce bacio, inventa per lui un passato adatto alle proprie esigenze e organizza le nozze. Mentre fra loro l’attrazione si tramuta in desiderio, Laura non sospetta affatto che dietro le sembianze angeliche del suo amato si celi invece il “diavolo di Devonbrooke”, ovvero il figlio che lady Eleanor ha venduto, ora tornato per vendicarsi…
Voto:
 

Un romance inizialmente leggero, ironico, divertente, con risolti più cupi e drammatici man mano che la lettura prosegue.
Avete presente la favola della bella addormentata?
Perfetto, avete tra le mani una storia che nasce sulla sua falsa riga. Solo che in questo caso sarà la fanciulla di turno a risvegliare con un bacio il "principe" di turno che è andato a sbattere contro un albero, perdendo temporaneamente la memoria.
Un innegabile colpo di fortuna per Laura, che ha urgentemente bisogno di un marito per non perdere una cospicua eredità, e che ha la brillante idea di far credere a Sterling di essere la sua promessa sposa.
Di certo non sospetta minimamente che dietro a quella faccia d'angelo, di cui è così facile innamorarsi, si nasconda il diavolo di Devenbrooke, un uomo che fino al giorno prima dell'incidente aveva una sola cosa in mente: la vendetta.
Ma vendetta contro chi?
Proprio contro l'ignara Laura, così dolce, innocente, bella, e con un unico, piccolo, insignificante difetto. Aver mentito.
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