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15 dicembre 2016

Prossima Uscita: La Casa delle Foglie Rosse di Paullina Simons

Sono commossa. Ma tanto tanto tantoooo. Insomma è un sogno che si avvera. Per anni ho sperato, supplicato e pregato in aramaico che Paullina Simons venisse tradotta con regola e adesso sta finalmente succedendo.
Dopo Una Valigia Piena di Sogni (recensione), lo spin off della trilogia del Cavaliere d'Inverno (un romanzo che non mi ha coinvolto da subito, ma che alla fine si è guadagnato un posto specialissimo nel mio cuore e nella mia libreria) il 19 Gennaio 2017 ci aspetta La Casa delle Foglie Rosse, ovvero Red Leaves.

 

Uscito in America nel 1997 (vent'anni fa!!!!!) Red Leaves è la storia di quattro studenti che tra segreti, bugie e tradimenti si troveranno coinvolti in un omicidio. Un romanzo, secondo la critica, in cui Un bacio Prima di Morire di Ira Levin e Dio di Illusioni di Donna Tart sembrano essersi fusi in un complicato labirinto di follia.
Questa è una Simons quasi agli esordi, l'autrice forse non aveva ancora in mente la storia di Tatiana e Alexander (o sì? ), e sicuramente la sua penna non era poetica e raffinata come quella a cui siamo abituate, ma siccome di lei voglio conoscere tutto (e quando dico tutto intendo proprio tutto), aspetto con grande ansia La Casa delle Foglie Rosse.

Parte il conto alla rovescia 8)

29 agosto 2016

Recensione, IL LADRO DI RICORDI di Tiffany Reisz

Buonasera a tutti! 8)
Arieccomi qui con il post che avrebbe dovuto inaugurare la riapertura del blog ma dovevo assolutamente annunciare l'uscita della Donnelly, non stavo più nella pelle, quindi ho posticipato il tutto di qualche ora, ma l'ho fatto per una buona causa, capitemi :)
Rimedio subito parlandovi di un libro che ho divorato in due giorni, un romanzo assolutamente inaspettato che ha reso la lettura più urgente che mai. Era da tanto che non mi capitava.
Bando alle ciance, vi lascio subito alla recensione <3

Il Ladro di Ricordi di Tiffany Reisz

 | Harper Collins, 2016 | pag. 379 | € 14,90 |
Come è possibile che una sola bottiglia di buon whisky possa racchiudere in sé tante questioni irrisolte e vicende passate che hanno ancora un enorme impatto sul presente? Paris, ultima discendente della potente famiglia Maddox, se lo è chiesto parecchie volte e ora che finalmente è riuscita a mettere le mani su quell'unica bottiglia con il nastro rosso al collo potrà forse darsi una risposta e proseguire con la sua vita. Ma Cooper McQueen, l'uomo a cui appartiene di diritto la bottiglia e che ha pagato ben un milione di dollari per ottenerla, non è disposto a rinunciarvi senza ottenere qualcosa in cambio. Paris avrà ciò che vuole a patto che gli riveli le oscure gelosie e i reconditi segreti dei più importanti produttori di whisky, che hanno fatto delle vendette, degli incesti, dei tradimenti un proprio singolare stile di vita. Lui insomma vuole conoscere tutta la storia dei Maddox, produttori di quell'unica bottiglia di whisky con il nastro rosso al collo. E se questo vuol dire portare alla luce scomode verità, forse è giunto il momento.
Voto:

"Il fato è l'artefice delle peggiori disgrazie."

Ci sono storie che nascono per essere lette, altre per essere vissute. Il Ladro di Ricordi fa sicuramente parte di questa seconda categoria, perché ha gambe in grado di portarti lontano e mani capaci di magie e nefandezze. E tocca un tasto a me molto caro, quello della vendetta. Miei cari lettori, datemi un romanzo in cui i personaggi non sanno dimenticare e soprattutto non vogliono farlo, e fate di me una lettrice felice.
Tiffany Reisz racconta di una famiglia ricca e potente che ha gettato le basi del proprio impero sulla produzione in larga scala del bourbon. Uomini e donne che nel corso delle generazioni hanno creduto di meritarsi tanto la ricchezza quanto il potere a discapito di qualsiasi altra cosa. Niente è più importante del nome e del prestigio. Un nome, quello dei Maddox, macchiato di whisky e sangue, un nome che la giovane Tamara ha tutta l'intenzione di cancellare dalla faccia della Terra.
"Distruggi quello che loro hanno amato e ama quello che loro hanno distrutto."
L'inizio della fine ha luogo il giorno del suo compleanno. Tamara ha appena compiuto sedici anni e c'è una sola cosa che desidera ardentemente: essere baciata da Levi, lo stalliere ventottenne con il viso da attore e lo sguardo sexy. Ma la madre di lei li sorprende e da quel momento niente sarà più come prima. Una serie di segreti, omissioni e bugie verranno a galla nel corso del tempo, un tempo che Tamara impiegherà per fare le due cose che le riescono meglio, amare Levi e odiare sua madre Virginia. Un odio motivato destinato a espandersi lungo tutto l'albero genealogico dei Maddox, un odio che non troverà mai la pace, perché quando il potere e il denaro affondano le radici nel sangue, non esiste cura, non esiste redenzione, non esiste perdono.
La Reisz racconta una storia familiare addentrandosi in tantissimi vicoli, uno più buio dell'altro, e sono così tanti i tasti che tocca, dall'emarginazione, alla tratta dei neri, al suicidio, che per una volta non mi dispiacerebbe leggere qualche spin off per avere un quadro ancora più completo. E io non ho mai di questi bisogni, ve l'assicuro, ma l'autrice ha aperto troppe porte e in tante ci ha fatto solo guardare dentro per brevi istanti. Chissà, magari un giorno leggeremo un romanzo su Paris, la donna disposta a tutto pur di mettere le mani sull'ultima bottiglia di bourbon con il nastro rosso intorno al collo, o forse ci sarà un prequel su Veritas, la giovane schiava venduta insieme al bambino che le cresceva nel ventre, due al prezzo di uno.  Però lo so, sono bisogni del momento, dettati da una lettura compulsiva, probabilmente, a mente fredda, tra qualche giorno, non vorrò sapere altro, perché il libro è giusto così. Non deve esserci una spiegazione a tutto, la vita non ha sempre una risposta per ogni domanda, e certi scheletri vanno lasciati nell'armadio.
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18 giugno 2016

Lone Star di Paullina Simons - SPOILER -

Un giorno dovrai scegliere tra ciò che credi di desiderare e ciò che desideri sul serio. Allora capirai cos’è l’amore. Chloe e Mason, Hannah e Blake. Due coppie, due fratelli, due migliori amiche. Il viaggio dopo il diploma è l'occasione a lungo sognata per vivere una nuova avventura insieme prima che le loro vite prendano strade diverse. La meta è Barcellona, ma prima devono fare tappa in alcune città dell'Europa dell'Est per onorare una promessa di famiglia. E qui, tra i tesori di una terra che muove i primi timidi passi dopo il crollo dei regimi comunisti, Chloe incontra Johnny Rainbow, un misterioso ragazzo americano che gira il mondo con la chitarra sulle spalle, un sorriso sulle labbra e un oceano di segreti negli occhi.Con lui i quattro amici attraversano in treno il vecchio mondo, da Carnikava a Treblinka, da Cracovia a Trieste, in un viaggio indimenticabile che li porta nel cuore dell'Europa e nell'oscuro passato di Johnny... Un viaggio che rischia di far saltare i progetti di Chloe per il futuro, che la costringe a mettere in discussione tutto ciò che era convinta di volere, che spoglia di ogni falsità il suo legame con gli amici di una vita finché non le rimane che un'unica certezza: comunque vada a finire, dopo questo viaggio le loro vite non saranno più le stesse.

Una Valigia Piena di Sogni di Paullina Simons - ovvero Lone Star - è un romanzo autoconclusivo che si collega quasi inaspettatamente alla trilogia del Cavaliere d'Inverno.
Mi sono resa conto chiacchierando con amiche e lettrici che il mondo è pieno di gente curiosa che non sa vivere senza un po' di (in)sano spoiler e così oggi sono qui per sanare ogni vostro dubbio, anche se a priori - lo sapete - consiglio sempre la lettura del romanzo.
Intanto però ne approfitto anch'io per sfogarmi e dire quello che nella recensione ho dovuto per forza di cose tacere.

S P O I L E R
chi è Johnny Rainbow?

Il mistero del romanzo si nasconde dietro a un nome fatto di sole, pioggia e colori: Johnny Rainbow.
Ma chi è davvero questo piantagrane che gira il mondo con un basco in testa, una chitarra in spalla e degli stivali di coccodrillo ai piedi?
Ci sono tantissimi indizi a svelarcelo durante la lettura del romanzo.
Per esempio quando in Lettonia è ospite dai parenti di Chloe, Johnny intona un vecchio canto di guerra russo intitolato Varsavjanka e spiega che suo nonno glielo cantava da bambino.
Vi dice niente?
Secondo me sì, ma andiamo avanti...
Quando Chloe gli spiega che i suoi genitori probabilmente non volevano farla andare a Barcellona perché secondo loro in un Paese caldo chissà cosa può succedere, lui le risponde:
"[...] le nonne sanno benissimo che puoi finire nei pasticci ovunque. La mia viveva in un posto più freddo della Polonia ed è riuscita a mettersi nei casini per una vita intera."
Ok. A questo punto c'è poco da aggiungere.
Come avrete intuito Johnny Rainbow non è il suo vero nome. Questo giovane ragazzo in realtà si chiama Anthony Alexander Barrington III, ed è il nipote di Shura e Tatiana. È il figlio di Anthony.

Se andate a risfogliare la fine de Il Giardino d'Estate troverete tutta la famiglia Barrington al completo (o quasi) e un adolescente ribelle che canta a cappella prima The Summer of '69 e poi  Those Were the Best Days of My Life, lasciando tutti senza fiato.
Aveva già un indiscusso talento, Johnny sarebbe potuto diventare una rock star, avrebbe potuto prendere tante strade, ma alla fine ha scelto quella sbagliata. Una strada che lo costringe a usare un nome che non è suo per non mettere nei casini il padre che dopo il Vietnam è diventato consigliere militare per il presidente degli Stati Uniti.
Ma se Anthony serve la Patria, Johnny è un discepolo del Diavolo. Vorrebbe essere libero, ma non può, ormai è tardi. È già stato un anno in prigione per spaccio di droghe, nasconde i buchi degli aghi sotto tatuaggi e sorrisi, e sogna un amore unico e infinito come quello dei suoi nonni. Ma sa di avere poca sabbia nella clessidra. 
I suoi demoni la Simons ce li tiene in parte nascosti, anche se alcune cose sono intuibili, vedi l'eccessiva magrezza, gli occhi rossi, i momenti di apatia e confusione che si trasformano improvvisamente in attimi di euforia e spensieratezza.


Chloe si innamora di lui, dei suoi segreti, della sua voce. Perde completamente la testa, e quando dopo un'estate tanto imprevedibile quanto indimenticabile si salutano con la promessa di rivedersi (Johnny le dice che deve entrare nell'esercito) lei ci crede.
"[...]un giorno è sufficiente per celebrare e consacrare questa vita, mormora Johnny nella sua anima. E' più o meno quello che avevano i miei nonni prima che li separassero.
Credevano che non si sarebbero più rivisti, ma poi hanno mosso mari e monti pur di ritrovarsi.
Però il tempo passa e di Johnny nessuna notizia. Un anno. Due, tre, quattro, cinque...
Poi la scoperta, Johnny è morto di overdose in un motel. Solo, con una siringa nel braccio e nessun sogno a tenerlo in vita.
"Johnny aveva tutto.Viveva, volava, non era un'ombra. Era qualcuno.Guarda quanto lo amavano. Volevano solo vederlo felice. Ha scelto il niente."
E io dico. Sapere che Johnny era il figlio di Anthony - un uomo che ha combattuto in Vietnam, ha perso un braccio, si è sposato con una donna instabile che gli ha rovinato parte dell'esistenza - ha influito sul mio giudizio finale? Be', non posso negarlo. Assolutamente sì.
Così come ha influito quella scena piena di compostezza e dignità in cui vediamo Tatiana dare la notizia a Chloe. Proprio lei, la nostra Tania, sempre più minuta, sempre più fragile, con i suoi inconfondibili occhi chiari, ora quasi trasparenti. E poi Alexander, leggermente incurvato dall'età, ma sempre imponente, che entra in scena con l'ultimo regalo di Johnny da consegnare a Chloe. Una busta con all'interno una foto e una lettera.


Perché Johnny aveva capito e vuole che anche Chloe capisca.
Giuro, quella lettera vi manderà in pezzi e vi farà rivalutare l'intero romanzo.

Ma come saprete ci sono stati momenti difficili durante la lettura. Dopo circa duecento pagine mi sono addirittura presa un paio di giorni di pausa, poi non so come, quando ho ripreso il libro in mano l'ho finito in un pomeriggio. Trecento pagine che ho consumato con un senso di urgenza legato sicuramente ai vari richiami con la trilogia che tanto amo.
"Parlami del 136, l'autobus che prenderemo"
Johnny sorride. "Stiamo costruendo il nostro percorso verso la magia, ma anni fa i miei nonni si sono innamorati su un autobus, il 136, appunto.
In questo romanzo ci sono dettagli, parole, descrizioni, che per quanto brevi hanno pesato come un macigno sul mio cuore.
Come rivedere la casa di Tatiana e Alexander inondata dal caldo sole dell'Arizona e quei fiori che solo lei riesce a far crescere nel deserto. E Alexander, che nonostante una serie infinita di primavere a pesargli sulle spalle, dimostra ancora una volta di essere il pilastro della famiglia. Una famiglia che si è trovata ad affrontare l'ennesima prova, forse la più difficile.

Che Johnny fosse sbagliato è chiaro da subito. Ma ha solo diciannove anni, e nonostante la droga, nonostante non sappia controllarsi, nonostante ci provi, lui la vita la ama davvero. Eppure tutto l'amore del mondo non gli è bastato: il sangue di una madre problematica, cinica e squilibrata, ha contaminato anche il suo. E Johnny lo sa di essere condannato, ma nel baratro vuole finirci da solo.
"Chloe, ti prometto, anzi ti giuro, che in un modo o nell'altro troverò il modo di attribuire alle mie azioni di oggi un significato infinito domani."
Ormai lo sapete, con tutti i miei ma, se, forse, uffa, però,... io l'ho amato questo libro. Fino a un certo punto non lo credevo possibile, poi è successo, qualcosa si è sciolto dentro di me, qualcosa ha fatto crack e credo proprio fosse il mio cuore, perché la Simons ha il dannatissimo dono di farti vedere le cose nella loro essenza più pura e violenta.  



Ovviamente chi ha letto il romanzo
può dire tutto quello che gli passa per la testa, 
il cuore, il fegato e i polmoni... senza peli sulla lingua ;) 

21 maggio 2016

Recensione, UNA VALIGIA PIENA DI SOGNI di Paullina Simons

Lo sapete che una "brava" blogger non pubblica mai di sabato e domenica? Soprattutto se il week end cade in primavera o in estate (è risaputo che c'è un calo di visualizzazioni non indifferente)! Ma io brava non lo sono mai stata, e adesso sento troppo il bisogno di condividere con voi il mio pensiero sull'ultimo romanzo di Paullina Simons, Una Valigia Piena di Sogni.
Essendo una recensione è priva di spoiler, ma aspettatevi un post in cui vi dirò vita morte e miracoli su Johnny Rainbow.
Buona lettura <3

Una Valigia Piena di Sogni di Paullina Simons

| Harper Collins, 12/05/2016 | pag. 530 | € 14,90 |
Un giorno dovrai scegliere tra ciò che credi di desiderare e ciò che desideri sul serio. Allora capirai cos’è l’amore. Chloe e Mason, Hannah e Blake. Due coppie, due fratelli, due migliori amiche. Il viaggio dopo il diploma è l'occasione a lungo sognata per vivere una nuova avventura insieme prima che le loro vite prendano strade diverse. La meta è Barcellona, ma prima devono fare tappa in alcune città dell'Europa dell'Est per onorare una promessa di famiglia. E qui, tra i tesori di una terra che muove i primi timidi passi dopo il crollo dei regimi comunisti, Chloe incontra Johnny Rainbow, un misterioso ragazzo americano che gira il mondo con la chitarra sulle spalle, un sorriso sulle labbra e un oceano di segreti negli occhi.
Con lui i quattro amici attraversano in treno il vecchio mondo, da Carnikava a Treblinka, da Cracovia a Trieste, in un viaggio indimenticabile che li porta nel cuore dell'Europa e nell'oscuro passato di Johnny... Un viaggio che rischia di far saltare i progetti di Chloe per il futuro, che la costringe a mettere in discussione tutto ciò che era convinta di volere, che spoglia di ogni falsità il suo legame con gli amici di una vita finché non le rimane che un'unica certezza: comunque vada a finire, dopo questo viaggio le loro vite non saranno più le stesse.
Voto:

Se avete seguito i miei vaneggiamenti sul blog e su facebook sapete già quanto questo romanzo mi abbia messa alla prova. Probabilmente era assurdo anche solo pensare che stringere tra le mani un altro libro di Paullina Simons avrebbe significato rivivere quelle emozioni - potenti e devastanti - provate con la trilogia del Cavaliere d'Inverno, ma quando un'autrice ti ha coinvolto fino al midollo compromettendo il giudizio di qualsiasi lettura romantica "post Tatiana e Alexander", credo sia normale.

Lone Star è un romanzo che inizia molto lentamente e che per certi versi si potrebbe definire di formazione; il percorso di Chloe, la protagonista, si focalizza prevalentemente sui suoi quasi diciotto anni e su una torrida estate del 2002 che le porterà via l'innocenza in cambio di un'intera vita da vivere in pochi giorni. Barcellona doveva essere il regalo per il diploma, il viaggio perfetto da condividere con la sua migliore amica Hannah e i loro fidanzati, Blake e Mason, ma al di là di ogni previsione non ci saranno risate, nacchere, balli e spiagge, ma bugie, segreti e rancori che verranno a galla travolgendo la loro esistenza, che giovane non sarà mai più.
Dopo, niente sarà come prima.

Il problema è che prima di arrivare al momento di svolta, la cara Paullina ci delizia con duecentocinquanta pagine di tutto e niente. Dalle motivazioni a mio avviso poco chiare che spingono la famiglia di Chloe a farla partire a patto che cambi il suo itinerario e si faccia un bel giretto in Lituania e Polonia tra campi di sterminio e orfanotrofi, all'incontro con Johnny Rainbow, un ragazzo tutto fascino e distruzione.
È lui il cuore di un mistero che si cela dietro un nome fatto di sole, pioggia e colori. Johnny che risponde per enigmi, che non si separa dalla sua chitarra, che incanta il mondo con una profonda voce d'angelo e tenta di ingannare la vita con cordialità. Un vagabondo, un piantagrane, un mosaico di gioia, estasi e terrore. Vicino a lui tutte le certezze di Chloe andranno in frantumi, perché l'amore è così, irrazionale e spaventoso, incondizionato e privo di argini.
Non piangere, dice Johnny, la vita è bella.
Paullina Simons non ci ha mai abituati a storie semplici e personaggi perfetti, ed è chiaro fin da subito che la maggior parte delle relazioni hanno crepe e veleno.
I quattro amici che ci vengono descritti all'inizio non trasmettono nemmeno per un attimo unione e forza. Non sono dei moschettieri pronti a tutto l'uno per l'altro, ma quattro individui cresciuti insieme che non hanno il coraggio di prendere ognuno la propria strada.
Nel loro rapporto c'è la paura di crescere, il disagio del non sapere chi sono e cosa vogliono diventare. Solo Blake, con il suo essere grossolano, sciatto e istintivo, non inganna, non indossa maschere, non recita nessuna parte. Lo stesso non si può di dire di Hannah, frivola, superficiale, annoiata; di Mason che sembra indifferente a qualsiasi cosa; e anche di Chloe che nonostante i suoi silenzi nutre l'infondata convinzione che il tempo non distruggerà le cose, ma le sistemerà.
Poi c'è Johnny Rainbow. Un tassello che si aggiunge alle vite dei personaggi che ci hanno accompagnato per tre libri. Il Cavaliere d'Inverno, Tatiana e Alexander, Il Giardino d'Estate. Un tassello che non mancava, ma che porta con sé un piccolo eco.
Non lo nego. Nonostante la frustrazione iniziale, la lentezza narrativa e il voto non eccelso, la figura di Johnny Rainbow è come un respiro mozzato.
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