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8 settembre 2015

Recensione, L'INCASTRO (IM)PERFETTO di Colleen Hoover

Eccomi, eccomi! Mi aspettavate, vero? Purtroppo il ritorno in ufficio non è stato dei più felici, sono in una fase che oserei definire di totale rincoglionimento, e non è il massimo. Forse è ora che cambi il tempo e venga l'autunno, perché io davanti a un computer mentre fuori brilla ancora il sole non riesco a
starci.
Ma veniamo a noi e alla recensione del romanzo che ho letto la settimana scorsa. Bello bello. Miles bello. Lui mooooolto bello. Ed è bello anche l'attore che porterà il suo personaggio al cinema, Nick Bateman.

*occhi a cuore*


Ok, mi ricompongo e vi lascio al mio solito delirio!

L'incastro (im)perfetto di Colleen Hoover

| Leggereditore, 08/2015 | pag. 296 | € 4,99 |
Quando Tate Collins trova il pilota Miles Archer svenuto davanti alla sua porta di casa, non è decisamente amore a prima vista. Non si considerano neanche amici. Ciò che loro hanno, però, è un’innegabile reciproca attrazione. Lui non cerca l’amore e lei non ha tempo per una relazione, ma la chimica tra loro non può essere ignorata. Una volta messi in chiaro i propri desideri, i due si rendono conto di aver trovato un accordo, almeno finché Tate rispetterà due semplici regole: mai fare domande sul passato e non aspettarsi un futuro. Tate cerca di convincersi che va tutto bene, ma presto si rende conto che è più difficile di quanto pensasse. Sarà in grado di dire di no a quel sexy pilota che abita proprio accanto a lei?

Voto:
 +

Non l'avrei mai detto che sarebbe arrivato un giorno in cui avrei mandato all'aria la mia scaletta libresca per un libro della Hoover. Invece è successo. Miss Aspirapolvere ha risucchiato la concorrenza e si è piazzata in pole position. Non mi ha permesso nemmeno di aspettare la versione cartacea del suo libro, perché - pensate un po'! - me l'ha installato sul telefono senza che me ne accorgessi (regalarmi un reader, no? tirchiona!). Ovviamente queste sono sfide a cui non posso tirarmi indietro e ho iniziato immediatamente L'Incastro (im)perfetto coltivando, in un anfratto umido e tetro della mia mente malata, la remota speranza che non mi sarebbe piaciuto... così, per il semplice gusto di non dargliela vinta, visto che ultimamente sta capitando un po' troppo spesso.
Invece gente, forse è arrivato il momento di fare outing e ammettere che la Hoover mi piace. E anche molto. Se il suo ultimo romanzo, Forse un Giorno, l'avevo amato per la storia in sé, questa volta ho proprio perso la brocca per il protagonista: Miles. Ecco, se posso farti una critica Colleen coi nomi maschili non sei proprio il top, ma sai come farti perdonare. Miles Mikel Archer è l'uomo che ogni donna vorrebbe salvare. Ogni donna che abbia un'anima da crocerossina, ovvio, e la mia - uccisa dallo stereotipo dilagante, fatto di muscoli,  testosterone e aria fritta - è risorta grazie a lui.
Tate lo conosce quando si trasferisce a casa di suo fratello, sono dirimpettai e la chimica che esplode tra loro è subito palpabile. Ma è solo attrazione fisica, come spesso succede tra un uomo e una donna, e come tale va accettata. Tate non ha bisogno di una relazione, sta studiando per diventare anestesista, è concentrata sulla sua carriera e Miles sembra non cercare altro che sesso. Senza "sembra" aggiungerei, visto che glielo dice alla prima occasione e senza mezzi termini, ma a lei sta bene così. Basta seguire una semplice regola e tra loro andrà che è una meraviglia.
"Non chiedere del mio passato e non aspettarti un futuro." Miles
Adesso... voi sapete quanto io non sopporti queste storie che hanno una base solida quanto la mollica di pane e all'inizio ho tremato perché il plot mi ha quasi ricordato Sei Tu il Mio Per Sempre dal momento che lui 1) è chiuso in se stesso 2) ha un segreto inconfessabile 3) non ha altro da offrire se non il sesso 4)è figo da fare schifo e lei accetta passivamente tutto dalla A alla Z come una povera cerebrolesa. La piccolissima differenza è che Katy Evans è la regina indiscussa della superficialità, Colleen Hoover spodesta tutti dal podio in fatto di introspezione psicologica.
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24 agosto 2015

Recensione, VOLARE FINO ALLE STELLE di Susan Elizabeth Phillips

Buongiorno miei cari lettori, finalmente sono tornata! Mi è mancato tutto della blogsfera, ma mai avrei immaginato che in queste due settimane di ferie mi sarei divertita tanto. Insomma, non sono andata da nessuna parte, ma allo stesso tempo non mi sono fatta mancare niente. Terme, piscina, acquaparco, lago, fiume, parco avventura! Insomma, mi servirebbe una settimana di ferie per riprendermi dalle ferie, invece sono già in ufficio *respira Silvia, respira*
Avevo pronta questa recensione da un po', e quindi ne approfitto per condividere con voi il mio pensiero sull'ultimo libro uscito di Susan Elizabeth Phillips, Volare Fino Alle Stelle.
Tralascio qualsiasi commento sulla traduzione del titolo che in originale è Kiss an Angel e non mi soffermo nemmeno a dirvi quanto odi quella nauseante cornicetta rosa che sembra essere diventato il leitmotiv della Leggereditore (e come se non bastasse i prezzi stanno pure lievitando... why? °___°)

Volare Fino alle Stelle di Susan Elizabeth Phillips

| Leggereditore, 2015 | pag. 400 | € 14,90 |
“Come sono finita in questo guaio?” questa la domanda che gira in testa a Daisy Devreaux, dolce e volubile ragazza che si trova a un bivio: finire in prigione o sposare il misterioso uomo che suo padre ha scelto per lei... E dire che, al giorno d’oggi, i matrimoni combinati non esistono più!
Daisy non sa spiegarsi come tutto questo sia potuto capitare proprio a lei, e se aggiungiamo il fatto che Alex Markov non ha alcuna intenzione di perdere tempo impersonando il ruolo dello sposo perfetto, il guaio si fa ancora più grande. Ma non è finita, manca ancora un piccolo particolare: Alex fa parte di un circo itinerante, e trascina Daisy a lavorare con lui.
Presto, però, Daisy si accorge che la sua vita si sta trasformando in una vera e propria avventura, e la conduce a provare emozioni da troppo tempo sopite... E poi deve riconoscere che Alex è dotato di un fascino senza pari...
In poco tempo i due impareranno a conoscersi e ad amarsi e la passione li spingerà a volare, fino alle stelle e senza una rete di protezione, rischiando il tutto per tutto per un amore inaspettato.

Voto:

"Amare non è questo? Sentirsi meglio insieme che da soli?"

Basta, la Phillips va certificata, non c'è storia. È uno strumento di garanzia a sostegno di tutte le donne romantiche del Pianeta Terra e i suoi libri dovrebbero esporre un bel bollino a testimonianza di quanto bene facciano. In questo caso è stata così brava che ha rivoluzionato l'idea che avevo in testa dei cosacchi, ovvero questa:






Per antonomasia il cosacco è un uomo dall'aspetto incolto, fiero verso il padrone e impietoso con il nemico; un essere truce e selvaggio, anche se agilissimo di gambe, come ci dimostra l'immagine a puro scopo esplicativo posta qui sopra. Il solo pensiero di avere un uomo così credo che faccia venire alla mente immagini del tipo - Donna! Toglimi gli stivali! - oppure - Donna! Spidocchiami la barba! - ma leggete questo libro della Phillips e poi parliamone.
Anzi, parliamone subito.
Immaginate un uomo fisicamente prestante, un uomo la cui natura emotiva si è modificata - in peggio - nel corso degli anni, figuratevelo a cavallo, fiero e indomito, mentre fa schioccare le sue fruste e una folla lo applaude con ammirazione.
Questo uomo, che trova nella vita del circo il suo elemento naturale, non sa però rapportarsi con le donne se non tra le lenzuola, e un giorno si ritrova sposato con una ragazza che ritiene stupida, viziata, egoista, vanitosa e mondana.
Insomma... wow! Cosa c'è di meglio di due caratteri agli antipodi e di una convivenza forzata? Convivenza poi, che non avverrà tra gli agi e i lussi, ma tra le quattro mura di una sgangherata roulotte.
Alex e Daisy devono stare insieme sei mesi, poi ognuno andrà per la propria strada.
Non vi dico il motivo che li ha portati all'altare, ma come potrete ben immaginare i nostri due protagonisti - come in ogni libro della SEP che si rispetti - avranno molto da raccontarci e tanto per farci emozionare.
Alex è un uomo pieno di invisibili cicatrici, mentre Daisy si rivelerà una ragazza con più cuore che buon senso, fermamente intenzionata a non rompere un vincolo per lei sacro e a redimere quel diavolo di suo marito. Sarà il suo angelo, si affiderà a lui con cieca fiducia, trasformerà i suoi silenzi in fragorose risate, instillerà nel suo granitico cuore speranze e desideri e alla fine lo manderà totalmente in corto circuito.
Un personaggio delizioso quello di Daisy che mi ha vagamente ricordato Francesca, la protagonista di un Fiore nelle Polvere, anche se non arriva a toccare i suoi eccessi. Daisy è semplicemente lo specchio del mondo da cui proviene, una realtà fatta di eventi mondani e lusso sfrenato, tutte cose che a lei interessano fino a un certo punto, ma che hanno innegabilmente fatto parte della sua quotidianità. Almeno finché non si ritrova a spalare letame in un circo. Un bel salto di qualità, non c'è che dire, infatti il passaggio dalle stelle alle stalle non sarà per niente facile, ma non per i motivi che potrebbero sembrare ovvi. Daisy si sentirà soprattutto sola, praticamente abbandonata; si ritroverà in un posto di cui non conosce le regole, circondata da persone che la guardano in modo quasi ostile e ogni tentativo per farsi accettare le sembrerà vano. Il circo non è il paese dei balocchi, e devo dire che l'autrice è riuscita in un'altra impresa pressoché impossibile. Me lo ha fatto amare. Mi ha fatto vedere con gli occhi di una bambina quel luogo a cui ho sempre associato sentimenti come la malinconia, il sacrificio e lo sfruttamento degli animali.
Più volte la Phillips lo descrive come un ambiente disordinato e soffocante, ma grazie a un tocco di misticismo il romanzo si trasforma in una bella favola, una favola di cui a volte si sente il bisogno e che speri nasconda un pizzico di verità.
Personalmente però, confido maggiormente nell'esistenza di uomini come Alex, già il nome è una garanzia (vedi qui, qui e qui), ma siccome incontrarne uno è difficile, accalappiarselo ancora di più, mi accontento di sprofondare e di sognare tra le pagine di libri come questo. Se non si era capito, il cosacco ha fatto un'altra vittima ;)

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15 marzo 2015

Recensione, FORSE UN GIORNO di Colleen Hoover

Voi non potete capire che schifosa domenica sia stata la mia.
Per farla breve... è crollato il mobile che teneva il frigo a incasso e ciao, per poco non divento una frittella.  È proprio vero che l'ambiente domestico è pieno di insidie e pericoli... °___°
Comunque sono sopravvissuta e prima che me ne capiti un'altra ho pensato bene di scrivere la recensione dell'ultimo libro di Colleen Hoover. È uscito in versione ebook il 19 Febbraio e il cartaceo sarà disponibile presumibilmente verso Aprile. Sapete che io e il formato elettronico non andiamo particolarmente d'accordo, ma stavolta ho voluto fare un'eccezione, e ne è valsa decisamente la pena!


Forse un Giorno di Colleen Hoover

| Leggereditore, 02/2014 | pag. 350 | €4,99 ebook - €9,99 cartaceo |

Sydney Blake, un’aspirante musicista di vent’anni, ha una vita invidiabile: frequenta il college, ha un buon lavoro, è innamorata del suo meraviglioso ragazzo Hunter e convive con la sua migliore amica Tori. Ma tutto cambia quando scopre che Hunter la tradisce con Tori. Ora Sydney deve decidere che ne sarà della sua vita.È attratta da Ridge Lawson, il suo misterioso vicino. Non può staccargli gli occhi di dosso e non può fare a meno di starsene ad ascoltarlo mentre suona la chitarra sul balcone della sua stanza. La sua musica le dà armonia e vibrazioni. E anche Ridge non può far finta di ignorare che c’è qualcosa in Sydney: a quanto pare, ha trovato la sua musa. Quando, finalmente, si incontrano, scoprono di avere bisogno l’uno dell’altra... Dall’autrice bestseller del New York Times Colleen Hoover, un’appassionata storia di amicizia, tradimento e romanticismo, sulle note di una musica che ispira una giovane donna e la aiuta a raccogliere i pezzi della propria vita.
Voto:

Mia cara Miss Aspirapolvere, io ti amo! Adesso è ufficiale! Non ritiro quello che ho detto riguardo a Tutto Ciò Che Sappiamo dell'Amore, anzi, ti perdono pure per aver scritto un romanzo così sciocco e insignificante, ma evidentemente avevi qualche asso nella manica che hai tenuto ben nascosto per poi tirarlo fuori al momento opportuno. Guarda, mi hai così stupita, prima con Le Coincidenze dell'Amore e adesso con Forse Un Giorno, che sto considerando l'idea di leggere il seguito del libro sopra citato e da me oltremodo criticato nonostante le tre stelline (sinceramente, penso di essere stata generosa, sappilo!)
Quindi non dirò più che il nostro è un rapporto di odio e amore, ormai ho seppellito l'ascia di guerra, però continuerò a chiamarti Miss Aspirapolvere, con simpatia sia chiaro, un po' in ricordo dei nostri passati dissapori, e poi perché riesci davvero a risucchiarmi tra le pagine dei tuoi libri.

Ma veniamo a questo tuo libro, Maybe Someday. Voglio fare le cose per bene, quindi prima di continuare a leggere invito i lettori di passaggio a cliccare qui sotto.


Fatto? Mi raccomando, non si bara!

Con Forse Un Giorno non mi sono innamorata dei personaggi, ma della storia in sé. Una storia di una delicatezza disarmante capace di avvolgerti come il più stretto degli abbracci. Una storia che coinvolge i cinque sensi e anche qualcuno in più. Qualcuno che non sappiamo nemmeno di avere.

Un solo appunto Colleen. Sydney piange un po' troppo. Io lo capisco che la sfiga le si è abbattuta sulla testa come una tegola, e capisco che l'ha centrata pure con lo spigolo, facendole quindi una male cane, ma un piantino in meno, no?
Cosa?
Be', sì, hai ragione... Come si fa a non piangere quando il ragazzo di cui ti sei innamorata ha occhi solo per la sua fidanzata... E come si fa a combattere contro una ragazza che è stupendamente perfetta e che lui palesemente adora... Forse io avrei pianto più di lei, hai ragione, ma non diciamolo in giro.
Su Ridge niente da dire, però scusa, come ti è venuto in mente di chiamarlo come Mr Mascellone? Evidentemente Sydney non seguiva Beautiful (e tu nemmeno) perché secondo lei un nome del genere fa tanto "musicista lunatico" e non "stilista sciupafemmine". Ma in effetti durante la lettura mai una volta ho pensato a Ron Moss. Avevo davanti questo stupendo e sarcastico ragazzo innamorato perso da ben cinque anni di Maggie e poi all'improvviso eccolo lì, con il cuore spaccato in due. Da una parte la storica fidanzata che non vorrebbe perdere per niente al mondo, dall'altra Sydney, che con naturale semplicità riesce a dare alla sua musica le parole giuste, e che con pazienza e comprensione se ne sta dall'altro lato della strada ad aspettare, senza giudicarlo, nella speranza che forse, un giorno, lui le regali un pezzetto del suo cuore.
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13 marzo 2015

Recensione, ODIO QUINDI AMO di Susan Elizabeth Phillips

Questa voleva essere una recensione in "pillola", poi mi sono lasciata leggermente prendere la mano ed è uscito qualcosa di più lungo. Non troppo, ma sufficiente comunque per farvi capire come la penso sull'ultimo romanzo della mia amatissima Susan Elizabeth Phillips, la regina indiscussa del romance contemporaneo.
Stavolta non ho messo il voto... ci sto ancora rimuginando sopra.


Odio Quindi Amo di Susan Elizabeth Phillips

| Leggereditore, 02/2015 | pag. 406 | € 9,90 |
Dopo quindici anni, Sugar Beth Carey sta per tornare a Parrish, Mississippi. Ai tempi del liceo, è stata la ragazza più cool della città, una principessa viziata che si divertiva a spezzare cuori e a rovinare amicizie e reputazioni. Quando rimette piede in città, con diversi mariti alle spalle, pochi soldi e nessun futuro, scopre che le sue vecchie conoscenze la stanno aspettando al varco per una rivincita. Quelle che erano le sue migliori amiche stanno affilando le punte degli eye-liner, Winnie Davis, cui aveva reso la vita un inferno, ora è pronta a sfidarla a colpi di popolarità e Colin Byrne, un insegnante che all'epoca aveva perso il posto di lavoro per colpa sua, è diventato uno scrittore di successo e vive nientemeno che nella vecchia casa di Sugar... Ma anche Sugar Beth è cambiata, la vita è stata meno generosa di quando era ragazza, e non è più la biondina viziata di una volta... Una storia di speranze e rimpianti, di amicizia e incomprensioni, in cui l'amore è la chiave per aprire le porte della felicità.

* * * * * 

In una recensione nemmeno troppo vecchia (questa) scrissi "Dare a un romanzo della Phillips un voto inferiore alle quattro stelline dovrebbe essere un reato punibile dalla legge. " e adesso gente... sento che rischio la galera!!!
Oddio, se devo essere sincera quattro stelline gliele darei comunque (la prigione mi fa taaaanta paura!), ma è un voto molto razionale che non mi sento di negare a un libro scritto come al solito benissimo.
Ma è un romance, e in un romance lo sapete cosa deve succedere, vero?
*ripetiamo in coro*
Mi devo innamorare del protagonista!
Invece il mio arido cuoricino è rimasto a bocca asciutta davanti a Colin. Com'è potuta succedere una cosa del genere non ne ho idea, anche perché amando i rapporti odio/amore quello tra il bel professore e la perfida, egocentrica e snob studentessa aveva tutte le carte in regola per svalvolarmi come si deve.

Io adoro come la Phillips riesce a scavare nel passato dei suoi personaggi senza lasciare nulla al caso, permettendo al lettore di conoscere ogni più piccola sfumatura delle loro vite. E di Colin e Sugar Beth sapremo anche il colore delle mutande una volta sfogliata l'ultima pagina... non che in un romance sia una novità, ma capite l'antifona :)
Quindi non so perché mi sia successa una cosa simile, ma mi è successa. Ho conosciuto Colin, l'ho visto vestire prima i panni del giovane e saccente professore e poi quelli del burbero scrittore, e non l'ho amato. Punto. L'ho visto sciogliersi davanti a questa donna che anni prima aveva praticamente odiato per il suo superficiale esibizionismo e non l'ho amato. Di nuovo punto.
La Phillips lo definisce "un uomo intrappolato nel secolo sbagliato" e forse è questo che mi ha impedito di cadere ai suoi piedi. Lo vedevo bene in un salotto londinese in compagnia di uomini del suo rango a conversare di sigari e brandy, mentre - in silenzio - si struggeva per una nobile decaduta dal carattere impossibile.

La nobile decaduta sarebbe ovviamente Sugar Beth. Le parti che riguardano la sua adolescenza sono state senza dubbio le mie preferite. Questa protagonista era una vera stronza, non c'è che dire, e i personaggi border line sono i migliori.
Da ragazza Sugar Beth aveva la scuola ai suoi piedi. Era lunatica, vanitosa, viziata all'inverosimile, e tutti la temevano e rispettavano allo stesso tempo. Tutti, tranne il giovane professore Colin Byrne che non si lasciava di certo mettere in piedi in testa da una perfida smorfiosetta cattiva fino al midollo. Definire "riprovevoli" le azioni di Sugar Beth è poco. Lei umiliava, schiacciava, soggiogava. E il centro dei suoi crudeli scherzi era spesso Winnie, la sorellastra, così diversa da lei e per questo così disprezzata.

Anni dopo, quando Sugar Beth ritorna nella sua città natale dopo essere passata attraverso una serie infinita di relazioni e matrimoni sbagliati, non è più la stessa. Ha la stessa letale sensualità di un tempo, le spine non sono cadute, ma questa volta le servono per difendersi e non per attaccare. Fare pace con il passato non sarà facile. Rimettere i tasselli della sua vita al posto giusto ancora meno. Riabilitare la sua immagine non ne parliamo. Colin tra l'altro è intenzionato più che mai a fargliela pagare con gli interessi, così quando viene a sapere che sta cercando lavoro e le propone di diventare la sua domestica, non ha di certo idea del guaio in cui si sta cacciando. 1) Sugar Beth sa a malapena tostare due fette di pane. 2) Sugar Beth lavora con minigonne vertiginose e magliette super scollate. 3) Sugar Beth non è più la stronza che ricordava.

Ovviamente il loro rapporto - come rivela il titolo - sarà di puro odio e vero amore, e avrà il lieto fine che ogni romance ci promette ancora prima di iniziarlo.

Solo che come dicevo prima, in un libro di questo genere mi piace andare in brodo di giuggiole per il protagonista. Colin invece si è rivelato troppo dandy per i miei gusti, però sia chiaro, nel panorama del romance contemporaneo Odio Quindi Amo si fa dar del "lei".
Come sempre la Phillips riesce a strutturare le sue storie al meglio e lascia grande spazio ai personaggi secondari che poco alla volta si ritrovano ad avere un ruolo fondamentale per lo svolgersi delle vicende. Personalmente mi è piaciuto vedere come si risolverà il rapporto tra Sugar Beth e la sorellastra Winnie; mi sono trovata immersa nelle dinamiche familiari che vedono coinvolti ex fidanzati, nipoti problematiche e paesani curiosi; e sì, non mi sono innamorata di Colin. Nella sua storia con Sugar Beth, per quanto apparentemente complicata e impossibile, ho respirato aria di "e vissero per sempre felici e contenti..." dal loro primo incontro. E per quanto razionalmente la fine è sempre ovvia, irrazionalmente voglio che l'autrice mi porti all'epilogo a occhi chiusi e cuore aperto.
Forse ero in letargia ormonale, che ne so. Fatto sta che aspetto con impazienza un altro romanzo della Phillips.

P.S. Stupende le citazioni a inizio capitolo tratte dai romanzi di Georgette Heyer ♥


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12 febbraio 2015

Recensione in Pillole #11

Buonasera popolo di lettori!
Devo ammettere che ultimamente la sfiga mi perseguita. Come se non fossero bastati i giorni passati senza corrente al freddo e al gelo, adesso ci si mettono anche i malware a rompermi le scatole, così ieri pomeriggio, in preda a una crisi isterica, ho formattato tutto il computer. Ero così nervosa che non ho nemmeno salvato il salvabile e *sigh* credo di aver perso qualche recensione che era bella pronta da un po' di tempo. Pazienza. La salute mentale prima di tutto.
Avevo però voglia di chiacchierare di libri, quindi approfitto di questa fantastica (?) rubrica e parto subito con due titoli letti un botto di tempo fa. Uno addirittura ad agosto 2014. Ma bando alle ciance e cominciamo!


Le Sintonie dell'Amore di Colleen Hoover

| Leggereditore, 2014 | pag. 310 | € 12,00 | Hopeless #2 |
Ci sono ricordi che è pericoloso portare alla luce, cicatrici che è doloroso riaprire: ma per Holder e Sky, due ragazzi difficili con un tragico segreto alle spalle, è fondamentale affrontare quello che è stato per poter vivere quello che sarà.
Holder vive perseguitato dal proprio passato, schiacciato dal senso di colpa per il suicidio di sua sorella Leslie. E poi c’è il ricordo di Hope e di quel maledetto giorno in cui ha lasciato che la sua vicina di casa di quando era bambino salisse su quella macchina e sparisse per sempre dalla sua vita. Il rimorso che incupisce la sua esistenza lo costringe a continuare a cercarla, fino a quando in un supermercato incontra Sky, che ha gli stessi occhi della sua amica di un tempo, e pensa di averla ritrovata.
La vicenda di Le coincidenze dell’amore raccontata dal punto di vista di lui, per rivivere una splendida storia attraverso nuove emozioni.
Voto:
No voto, no party

Sono in grande, grandissima difficoltà, nel parlarvi di questo libro, perché se da una parte mi è piaciuto per svariate ragioni, dall'altra mi ha fatto giungere a un'amara conclusione. I romanzi fotocopia con il doppio punto di vista non servono a niente.
Adesso voi mi direte che in questo caso serviva eccome, perché Le Coincidenze dell'Amore è narrato dal punto di vista di Sky e tante cose di Holder non si sapevano, ed è vero, avete perfettamente ragione, ma serviva davvero un libro intero? Non sarebbe bastato che l'autrice aggiungesse dei capitoli in cui ci mostrava i suoi pensieri, il suo dolore e il suo passato? Oppure poteva essere sufficiente una sorta di racconto in appendice, o la raccolta delle lettere di Holder indirizzate alla sorella morta che sono stupendamente strazianti. Cavolo, alla fine mi è scesa pure la lacrimuccia!
Ma il punto è un altro. In questo romanzo c'è tanto di Holder e niente di tutto il resto.
Mentre ne Le Coincidenze dell'Amore ti vivi il libro, respiri i dialoghi, sbirci con discrezione l'intimità che si crea tra i protagonisti - un'intimità fatta di silenzi, sms, corse mattutine e segreti che invece di dividerli li uniranno ancora di più - qui non succede niente di tutto questo. Ti vivi solo Holder, e per carità, è un gran bel vivere, niente da dire, ma Sky? Lei che era così stramba, simpatica, insolita e divertente adesso è un'ombra, una marionetta, una figura che recita delle battute già sentite, ma senza emozionare.
E qui scatta la fatidica domanda. Come ha fatto Holder a innamorarsi di lei? Se nel precedente romanzo era tutto credibilissimo, in questo no. Ne Le Sintonie dell'Amore c'è un protagonista maschile stramegafighissimo che sa raccontarsi in modo toccante, le sue parole sono spine, le sue lacrime sangue, ma non riesce allo stesso modo a far emergere Sky. E Sky non può essere una semplice spalla! Anche qui potreste saltare su e dirmi che è normale, perché questo libro esiste solo grazie al precedente, ma non mi sta bene. Per me è un libro tronco. Sbilanciato.
Per carità, io ho amato Holder, e lo amo ancora (donna fedele sono!), infatti il libro l'ho divorato in due sere, eppure mi ha riempito il cuore senza svuotarmi la mente. Non sono riuscita a lasciarmi andare come faccio sempre quando leggo una bella storia d'amore e non ho potuto fare a meno di razionalizzare troppe cose. Di getto avrei dato 4 stelle. Dopo mezz'ora il voto era già sceso. Adesso a distanza di mesi non saprei... vorrei solo strappare le pagine con le lettere di Holder e incollarle in appendice a Le Coincidenze dell'Amore. Nonostante tutto so che molte lettrici più brave di me riescono a separare testa e cuore e di sicuro avranno amato e ameranno alla follia Le Sintonie dell'Amore. Vi invidio.
La mia "avventura" coi romanzi dal doppio pov invece finisce qui. Holder, perdonami se puoi ;_;


Il Bastardo di James Gabriel Berman

| Dalai Editore, 1998 | pag. 195 | 
Billy Crapshoot è senza dubbio un bel ragazzo; sbarca il lunario in diverse attività ben avviate: tassista occasionale, occasionale ladro di automobili, spietato assassino, sempre occasionale, ovviamente. Ora Billy ha deciso di compiere il suo capolavoro: "Donatore di sperma. Cinquanta dollari a provetta. Facile come rubare le caramelle a un bambino", pensa. Caitlin Bourke, bionda, romantica, è una ragazza di classe. Desidera tanto un figlio che non può avere. Tanto da farsi inseminare artificialmente. Facile indovinare chi sia il donatore. E' l'inizio di un incubo per la famiglia Bourke, ma anche l'incipit di un romanzo agghiacciante che illumina spietatamente le pieghe oscure di un'ossessione.

Voto:

Una donna ossessionata dal desiderio di avere un figlio, e un uomo - il bastardo* - divertito all'idea di lasciare ai posteri una traccia di sé. E così, mentre Caitlin Bourke e suo marito seguono la complicata trafila dell'inseminazione artificiale, Billy Crapshoot* dona alla banca del seme il suo dna su cui è scritto "truffatore, ladro, assassino". E indovinate un po' in quale ventre crescerà il figlio di codesto demonio? Non riuscite proprio a immaginarlo, vero?
Ma veniamo alle cose serie. A quelle che mi hanno spinto a iniziare questo libro.
Ho trovato Il Bastardo al Libraccio alla modica cifra di 3 euro e a tentarmi (oltre il prezzo ovviamente) è stato il commento sul retro copertina del Publisher Weekly "Un libro che ricorda Rosemary's Baby, ma a cui si aggiunge un'atmosfera da Stephen King." Io non mi lascio mai infinocchiare dai classici specchietti per le allodole, a volte penso pure che questi fantomatici critici nemmeno li leggano i romanzi che recensiscono, ma citatemi King e metteteci pure Ira Levin vicino che parto per la tangente.
A Rosemary's Baby diedi cinque stelline a Il Bastardo tre. Non avrei dovuto paragonarli, ma mi è venuto spontaneo, e il romanzo di James G. Berman per quanto piacevole da leggere è cattivo in modo così lampante che toglie suspense e divertimento. Invece Ira Levin sa scivolare sotto i tappetti, tra le assi del parquet, sulle crepe dei muri...  i suoi libri sembrano illuminati dalle tenebre, quelli di Berman hanno una lampada da 200 Watt puntata addosso.

Noticina: Nella mia edizione del 1998, sul risvolto di copertina, viene detto che da Il Bastardo sarà tratto un film con Franco Nero. A qualcuno risulta?


Alla prossima!

10 febbraio 2014

Recensione, LE COINCIDENZE DELL'AMORE di Colleen Hoover

Fino a San Valentino non vi libererete di me. Di me e di tutte le mie letture romantiche, ormai respiro cuori ovunque, li sento fluttuare nell'atmosfera, quindi mi vivo il momento e mi faccio coccolare da queste storie che anche se a volte (ok, spesso xD) mi deludono, altre volte mi stravolgono le giornate.
Oggi si parla di nuovo della Hoover. Sì proprio lei, la cara Miss Aspirapolvere che in Tutto Ciò Che Sappiamo dell'Amore mi aveva più che altro infastidita... ma questa volta mi ha conquistata!

Le Coincidenze dell'Amore di Colleen Hoover

| Leggereditore, 2013 | pag. 378 | € 12,00 | hopeless #1 |
- goodreads - anobii -
Meglio una verità che lascia senza speranza o continuare a credere nelle bugie? Sky non ha mai provato il vero amore: ogni volta che ha baciato qualcuno, ha solo sentito il desiderio di annullarsi, nessuna emozione, nessuna dolcezza. Ma quando Sky incontra Holder, ne è subito affascinata e spaventata insieme. C'è qualcosa in lui che fa riemergere quello che lei aveva spinto nel profondo della sua anima, il ricordo di un passato doloroso che torna a turbarla. Sebbene sia determinata a starne lontano, il modo in cui Holder riesce a toccare corde del suo cuore, corde che nessuno riesce neppure a sfiorare, fa crollare le difese di Sky. Il loro legame diventa sempre più intenso, ma anche Holder nasconde un segreto, che una volta rivelato cambierà la vita di Sky per sempre. Soltanto affrontando coraggiosamente la verità, senza rinunciare all'amore e alla fiducia che provano l'uno per l'altra, Holder e Sky possono sperare di curare le loro ferite emotive e vivere fino in fondo il loro rapporto. 
Voto:

Se con Tutto Ciò Che Sappiamo dell'Amore la Hoover mi aveva profondamente delusa, con le Coincidenze dell'Amore mi ha sfondato il cuore.
Il suo stile quasi impersonale si è riempito di sfumature, e quella delicatezza che tanto avevo odiato perché troppo simile alla superficialità è diventata il punto forte di una storia prima solare e divertente, successivamente struggente e dolorosa.
Ma non voglio perdermi in continui e ormai inutili paragoni, perché quello che conta davvero è l'aver letto un romanzo che si è amalgamato perfettamente alla mia anima di lettrice. Quell'anima che ha anche bisogno di amore, passione, sofferenza e lacrime.

Le Coincidenze dell'Amore è raccontato dal punto di vista di Sky, una diciassettenne con una bella vita: ha una madre adottiva che l'adora ma che non sopporta la tecnologia, una migliore amica decisamente pazza che le alimenta costantemente l'ego adulandola di continuo, e una finestra sempre aperta da cui il ragazzo di turno può entrare per intrufolarsi nella sua camera da letto e riempirla di baci. Peccato che Sky davanti a queste effusioni non senta nulla e provi solo un totale senso di annientamento. Non sa il motivo, ma è sempre stato così e probabilmente morirà senza scoprire i brividi dell'amore. Poi incontra Holder, un ragazzo strano, lunatico, dalle personalità multiple, capace di farle battere più forte il cuore per l'emozione, la rabbia e la frustrazione. Razionalmente sarebbe il ragazzo giusto da non frequentare, ma come ignorare tutte le capriole che fa il suo stomaco ogni volta che lo incontra?

"ti vivo Sky, non sai quanto..."


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26 novembre 2013

Recensione, IL LAGO DEI DESIDERI di Susan Elizabeth Phillips

Buon martedì cari lettori, avrei voluto postare questa recensione ieri, ma non c'è stato niente da fare, la linea di Internet mi era nemica! Comunque una recensione per un libro della Phillips ormai è quasi superflua... questa donna qualsiasi cosa scriva la scrive bene lo sanno anche i sassi (tu non lo sai? rimedia!) e io ormai non so più che parole spendere per renderle giustizia. Anzi per non essere troppo monotona la finisco subito... ma ricordatevi che nel panorama del romance contemporaneo lei è la migliore.

T h i s  H e a r t  o f  M i n e

| Leggereditore, 2013 | Pag. 469 | € 12,00 | serie chicago stars # 5 |
- anobii - goodreads -

Molly Somerville ha una vita (quasi) perfetta: adora il suo barboncino, il suo lavoro di scrittrice per bambini, il suo minuscolo loft. L'unico neo è la sua cotta storica per un quarterback scavezzacollo, quel detestabile e superficiale e irritante e... meraviglioso Kevin Tucker, che finora non ha fatto altro che ignorarla. Il talento di Molly per ficcarsi nei guai la porterà proprio tra le sue braccia, a farsi spezzare il cuore in una sola notte. Eppure Kevin tornerà nella sua vita quasi perfetta per una vacanza sul lago, dove Molly sarà costretta a vedersela con artisti ipocondriaci, giovanissimi sposi e vecchie pantere hollywoodiane, ma prima di tutto con sé stessa. Perché l'amore può far soffrire, sì, ma a volte può anche, a sorpresa, far bene come una risata.

Voto:
 

Dare a un romanzo della Phillips un voto inferiore alle quattro stelline dovrebbe essere un reato punibile dalla legge. Non c'è niente da fare, l'autrice userà anche gli stereotipi tipici del romance, ma quando leggo un suo libro adoro ritrovare la familiarità confortante della sua penna e rivivere e i batticuori e i tormenti che solo i grandi amori sanno provocare.

Quello che mi è piaciuto questa volta è stato identificarmi fin da subito con la protagonista, cosa che non mi era ancora successa in quanto Phoebe (Il Gioco della Seduzione) era troppo vamp, Gracie (Heaven Texas) troppo trasandata, Jane (E Se Fosse Lui Quello Giusto?) troppo intelligente e Rachel (Un Piccolo Sogno) decisamente troppo sfigata. Molly invece è una "normalissima" ex ragazza ricca che ha rinuciato alla sua eredità per vivere di sogni e gratificazioni. Ama sprofondare nei libri, scrive e disegna favole per bambini, indossa ciabatte a forma di coniglio e il suo film coccola è Il Cow Boy Con il Velo da Sposa con relativo remake. Potevo non vederci un pezzetto di me? Be', pantofole a forma di coniglio a parte, ma io ho queste e direi proprio che non sono da meno
Molly ha una vita piena che la soddisfa su tutti i fronti, tranne quello amoroso su cui preferirebbe stendere uno spesso tappeto: è innamorata di un uomo che non la vede nemmeno.
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recensione » Il Gioco della Seduzione
recensione » Un Piccolo Sogno
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14 novembre 2013

Recensione, BEAUTIFUL BASTARD di Christina Lauren

Ragazzi, siete pronti per una recensione a luci rosse?
Bene, perché state per leggerla!

Beautiful Bastard

| Leggereditore, 11/2013 | pag. 256 | € 12,00 | Beautiful Bastard #1 |
Ambiziosa, efficiente, una gran lavoratrice, Chloe Mills ha un solo problema: Bennett Ryan, il suo capo. Esigente, prepotente, senza riguardi e irresistibile: un affascinante bastardo. Bennett è appena tornato dalla Francia. Non si sarebbe mai aspettato che la voce di chi lo ha aiutato mentre era all'estero appartenesse a una creatura così spettacolare e provocante (con quella sua aria così innocente!). Non sarà professionale, ma starle lontano è impossibile...







Voto:
 

Recensione V.M. 18

Esiste il romance/erotico/comico? No, perché se esiste io non lo sapevo, e se non esiste bisogna assolutamente fondare una nuova categoria e dare a Beautiful Bastard una menzione ad honorem. Giuro che leggendolo a me veniva solo da ridere (non è vero mi veniva anche da piangere  ) e non è una cosa positiva quando si ha tra le mani una lettura pseudo romantica e pseudo hot... che poi si riveli tutt'altro è un altro paio di mutande. 
La storia è sempre la stessa. Un'avvincente ménage in stile 50 sfumature & C.
Lui è bellissimo, arrogante, ricco e stronzo. Lei lavora per lui e gli sbava dietro anche se pensa di odiarlo.
Dopo dieci pagine di frecciatine e battutine di dubbio gusto, che datore di lavoro e tirocinante non si scambierebbero mai nella vita reale, i due fanno sesso nell'ufficio di Bennett  Ryan, il nostro bello e per niente impossibile protagonista.
Le battute che si susseguono, perché entrambi non riescono a stare zitti nemmeno in momenti del genere, sono del tipo:

«Cazzo» mugugnò. «Sei bagnata.»
«Non sei mai stata scopata così, vero? Non faresti così tanto la smorfiosetta se fossi stata scopata come si deve.»
«Dillo. Vuoi venire, Miss Mills? Rispondimi, altrimenti mi fermo e ti faccio fare un pompino»
«Ti farò venire così tanto da farti dimenticare di essere la persona più stronza al mondo»

E quando lei fa per un attimo marcia indietro ecco con che meravigliose parole lui la incita: «Che cazzo pensi di fare?» disse con voce roca. «Inginocchiati e apri la bocca.»

Allora, credo che a questo punto non ci sia altro da dire, ma io stavo messa così:
Ridevo per non piangere. Mai letto tanto squallore in vita mia...

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19 settembre 2013

Recensione, UN PICCOLO SOGNO di Susan Elizabeth Phillips

Finalmente recensisco Un Piccolo Sogno, un romanzo che non ha bisogno di presentazioni, anche perchè io davvero non so più come introdurre la Phillips. L'ho già elogiata in tutti i modi possibili e credo proprio che quando si parla di romance contemporanei abbia ben poche rivali.

D r e a m  a  L i t t l e  D r e a m

| #4 serie Chicago Stars | Leggereditore, 08/2013 | pag. 464 | € 12,00 | 
Rachel Stone è appena arrivata a Salvation, una città che non ama e da cui è ricambiata con altrettanta cordiale ostilità. Ha la macchina in panne, il portafoglio vuoto e suo figlio di cinque anni che dorme sul sedile tra gli scatoloni del trasloco. Ma Rachel è una giovane vedova molto determinata, pronta a fare qualsiasi cosa pur di lasciarsi alle spalle un passato scandaloso. Qualsiasi cosa, tranne innamorarsi di nuovo. Eppure quando la sua vitalità invade i confini dello schivo Gabe Bonner, un uomo ostaggio dei suoi ricordi, la passione tra i due si accende contro ogni previsione, attirando le critiche dei soliti benpensanti. Benvenuti a Salvation, in Carolina del Nord, dove un uomo che ha smarrito la propria tenerezza incontra una donna con niente da perdere. Un luogo in cui i sogni potrebbero anche avverarsi.
Voto:

R e c e n s i o n e 


La nonna di Rachel, credeva in Dio, negli Stati Uniti d'America e nelle torte di mele fatte in casa. Io credo in Dio, nella connessione a Internet, nei panini alla Nutella e in Susan Elizabeth Phillips.
Ci credo da sempre, e ormai ne ho la certezza: un suo libro non potrà mai deludermi.
Con Un Piccolo Sogno l'autrice si distacca per la prima volta dal mondo del football e dei Chicago Stars per raccontarci la storia di Gabriel Bonner, personaggio già intravisto in E se fosse lui quello giusto?, in quanto fratello di Cal e Ethan. Tra i tre Gabe è sicuramente l'uomo che la vita ha castigato maggiormente e per ovvi e comprensibili motivi è anche quello più protetto dalla sua famiglia che non manca mai di assecondare ogni sua scelta, anche la più sbagliata, pur di farlo felice. Ma da quando ha perso la moglie e il figlio in un tragico incidente Gabe non sa nemmeno più cosa sia la felicità, la vita è la sua peggiore nemica e la pistola che tiene nel cassetto vicino al letto un conforto a cui non riesce ad abbandonarsi.
Dopo essersi allontanato dalla sua città natale, come se dal dolore si potesse scappare, Gabe ritorna a Salvation e per tenersi occupato decide di ristrutturare un vecchio Drive In. Qui conosce Rachel, la vedova di un Predicatore che ha dissanguato il conto in banca dei fedeli del posto promettendo miracoli e un posto in prima fila in Paradiso. Rachel è tutta ossa e dolore...
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L a  s e r i e  C h i c a g o  S t a r s


1. It Had to Be You, 1994  - Il Gioco della Seduzione
2. Heaven Texas, 1995 - Heaven Texas. Un Posto nel tuo Cuore
3. Nobody’s Baby But Mine, 1997 - E Se Fosse Lui Quello Giusto?
4. Dream a Little Dream, 1998 - Un Piccolo Sogno, 2013
5. This Heart of Mine, 2001
6. Match Me If You Can, 2005
7. Natural Born Charmer, 2007
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