12 dicembre 2017

Cosa regalare a Natale? #2

Ragazzi, il tempo stringe, per i regali online siamo agli sgoccioli (altrimenti col piffero che vi arriveranno), ma il bello delle librerie fisiche è questo. Potete entrarci pure il 24 dicembre. E magari entrarci con l'idea di comprare un libro ed uscire con 50 chili di buste. Fico eh?!


Oggi parliamo di romanzoni-oni-oni. E non perché siano dei tomi super pesanti, dei classici intramontabili, o dei libri di indubbia bellezza, no. Non è detto. I romanzoni-oni-oni sono quei libri che #senoncelihanonseinessuno. Anzi, #senoncelihainonseiunlettore. Paradossalmente però sono perfetti da regalare anche a chi, solitamente, non legge. Perché hanno il profumo intramontabile della nostalgia.

Partiamo subito con il libro del mio cuore. La Principessa Sposa. Chi ha vissuto gli anni Ottanta/Novanta non può non aver sospirato e riso guardando La Storia Fantastica, il film di Rob Reiner con la giovanissima Robin Wright Penn e l'ancora bellissimo Cary Elwes (il suo fascino nel tempo è - ahimé - sfumato), ma in molti ancora non sanno che la pellicola è tratta dal romanzo di William Goldman.
Vi dico solo che ci ho dato 5 stelle. E che la mia recensione (QUI) non gli rende giustizia.
La Principessa Sposa è uno dei libri più folli, irriverenti e intelligenti che abbia mai letto. Dovrebbe stare nella libreria di qualsiasi essere umano. Anche solo perché un titolo del genere, in casa, vi farà sentire più fighi.

  

E a proposito di fighi, come si fa a non possedere il romanzo dei Goonies? No ditemelo voi, come cavolo si fa?!?!?! La storia dei ragazzini alla ricerca del tesoro di Willy l'Orbo ha fatto impazzire generazioni e generazioni. Io, con film di questo genere, ci ho cresciuto mio figlio, perché le cose belle non hanno età.
Il film è un cult. Il libro una sua costola. Must have.
P.S. Io regalerei pure tazze e magliette, ma fate vobis!


Sempre per stare in tema, durante il Lucca Comics, il mio cuore ha iniziato a battere più forte quando l'occhio mi è cascato sulla nuova edizione di Labyrinth. Eh sì, Labyrinth. Altro film della vita, altro film di cui ho consumato il dvd... l'ultima volta che l'ho visto, non lo dimenticherò mai, era il 9 Gennaio 2016. Il giorno dopo David Bowie moriva...
Dalla pellicola - a mio avviso stupenda, retrò quanto vi pare, con effetti speciali anche pacchiani, ma con quel pathos che la tecnologia più avanzata non potrà mai replicare - hanno tratto il romanzo. E lo so che di solito si fa il contrario, ma io, che possiedo una vecchissima edizione Bompiani, lo adoro. Vi giuro che infilarsi sotto le coperte e sfogliare queste pagine è magia pura.
Sull'edizione della Kappalab ci ho lasciato le cornee. Perché è davvero bella porca vacca. Ma potevo prenderla quando ne ho già una? Voi fatelo. Ci sono le illustrazioni stupende di Froud e gli appunti di produzione del grande Jim Henson.

 

Ah ho scoperto che ci sono anche i Funko Pop e mi è partito un embolo. OhhhMeooooDiohhhhhh!!! Li voglio tutti °__°



Approdiamo un attimo nel mondo della nona arte. Perché c'è chi proprio non legge nulla, tranne i fumetti. Alzi la mano chi non conosce Grosso Guaio a Chinatown?!
Ehhh? O__o
Tu, tu e tu... FUORI! Non siete degni di stare qui.
Voi, bravi, continuate pure a leggere.
Dicevo... Grosso Guaio a Chinatown, la storia di quel gran figo di Jack Burton. Un film cult che mi ha fatto comprendere l'indiscusso fascino dell'uomo rozzo e gretto.
Be', dal genio di John Carpenter è nato una minisiere a fumetti (sono solo 3 numeri!), e la storia riprende proprio da dove si era interrotta!
Il problema, se così si può chiamare, è uno solo. In originale la serie è a colori, in italiano la Cosmo la pubblica in bianco e nero. Il vantaggio è che costano meno. Però... uff, io sono pignola. Se una cosa nasce in un modo mi scoccia che venga modificata per puro merchandising, però Jack Burton è Jack Burton e io ho pure il suo Funko Pop che non è figo come Kurt Russell, ma mi ricorda i suoi tempi d'oro.
Io dico: regalatela. Con circa 20 euro farete un figurone.

  

Entriamo in territori più seri. Perché nostalgia non vuol dire solo fiabe, avventura, fantasy e azione, ma anche horror. Quindi se non sapete cosa regalare a un estimatore del genere ecco la soluzione. Rosemary's Baby di Ira Levin. Il film di Polanski per essere un cult è passato prima tra queste pagine e il regista non ha modificato quasi nulla, nemmeno i dialoghi, perché Levin ha scritto un libro che è anche una perfetta sceneggiatura. Bello. Oscuro. Malefico. Da avere.
P.S. Qui c'è la mia recensione. 5 stelle. Mica pizza e fichi.

 

Ai prossimi consigli!
E se ne avete da darmi io sono tutta orecchi!!!

11 dicembre 2017

Recensioni in Pillole #15

Lettori buongiorno! Oggi parliamo di tre libri, tutti belli e/o interessanti per motivi differenti e niente... io sono sempre più "addicted" delle case editrici indipendenti che mi regalano le sorprese più belle e inaspettate!

Il Rischio di Chiara Lico

| Sinnos, 2017 | pag. 140 | € 13,00 |


Quella de Il Rischio è una storia inventata, ma fino a un certo punto. Probabilmente ne esistono di fin troppo simili. Chiara Lico, volto noto per la conduzione del TG2, nel suo primo romanzo per ragazzi ha voluto raccontare una realtà che ha toccato con mano. Quella di Barra, un quartiere di Napoli che con Ponticelli e San Giovanni a Teduccio è noto come triangolo della morte.
In questo rione non devi vedere, sentire e soprattutto parlare. I bambini vengono usati come "postini" per traffici illegali e a dieci anni invece di giocare con un pallone stringono tra le mani una pistola. E la usano anche per ammazzare su commissione. 
I giovani, figli strappati al sistema, non hanno un futuro e Claudio, cerca di regalargliene uno. Raccoglie i ragazzini dalla strada, li costringe a tornare sui banchi di scuola e in cambio insegna loro le magie del circo.
Ciro, Principessa, Manolo, Carmine... hanno tutti la loro storia. Una storia che non si scolleranno mai di dosso, che come un marchio portano incisa sulla pelle, ma tra trapezi, birilli ed evoluzioni con il fuoco, possono sperare in un futuro diverso. Miglioreanche. Ma si può uscire da Barra senza portarsi dietro tutti i suoi peccati?
Un romanzo breve che è più una denuncia che altro. Scritto in terza persona con l'alternanza di capitoli narrati da una voce decisamente insolita, ma che ho apprezzato moltissimo per la sua sfacciata irriverenza, Il Rischio colpisce tanto per la storia in sé, un po' meno per come viene raccontata. C'è la voglia di scappare, il desiderio di riscatto, ma a tratti manca la parte più emozionale, quella che una volta chiuso il libro ti fa pensare un sacco a Barra, lasciando in seconda fila Ciro e i ragazzi del circo.

Nota: il personaggio di Claudio, è ispirato a Giovanni Savino, presidente della cooperativa Il Tappeto di Iqbal. Con il suo operato e attraverso l'arte circense strappa i giovani dall'analfabetismo, non perché tutti siano artisti, ma perché nessuno sia schiavo.

A chi lo consiglio? A tutti quei lettori che cercano nei romanzi la verità.


Contro Corrente di Alice Keller e Veronica Truttero

| Sinnos, 2017 | pag. 80 | € 12,00 |


Assolutamente A-DO-RA-BI-LE! Questo breve romanzo grafico che si rivolge a un target di giovani lettori è il classico esempio di come anche un adulto può godere appieno di un prodotto se questo è confezionato bene.
Ho amato da subito l'impatto visivo del libro che fa tanto vintage, perfetta l'impaginazione delle tavole che non segue uno schema preciso, ma si adatta alla narrazione, alternando testo e fumetto.
Si parla di Gertrude Ederle, una bambina poco femminile che ha sempre dimostrato una grande passione per il nuoto e che è passata alla Storia per essere salita, a soli diciannove anni, sul podio olimpico per ben tre volte e per essere stata la prima donna ad aver attraversato la Manica.
La realtà incrocia la fantasia, perché se Gertrude è un personaggio realmente esistito, non lo è sua cugina che tenta di emularla in tutto e per tutto. Emily vuole diventare una nuotatrice provetta, ma è costretta ad allenarsi di nascosto, perché la sua famiglia - tutta fiocchi, nastrini e bon-ton - non approverebbe mai. Ma quando si ha un sogno... niente può fermarci!

Alice Keller e Veronica Truttero funzionano che è una meraviglia. Artiste, amiche, collaboratrici nella gestione della libreria per ragazzi Momo, e già co-autrici in casa Sinnos in Di Becco in Becco e Hai Preso Tutto? con Contro Corrente fondono insieme componenti storiche, didattiche e humor, senza tralasciare il messaggio di fondo. Credi in te stesso. Sempre.

A chi lo consiglio? A tutti quei bambini che non sempre hanno il livello di autostima al top!



Mare Giallo di Patrizia Rinaldi

| Sinnos, 2014 | pag. 112 | € 11,00 |


Mare Giallo nonostante sia un romanzo per bambini/ragazzi è una piccola perla di linguaggio e stile. La storia in sé è molto semplice, ma è come viene raccontata che fa la differenza.
Per Patrizia Rinaldi "la Cina ha un fascino ingovernabile" e ce n'è un pezzetto anche in questo romanzo che ha per protagonista Han, un ragazzino di origini orientali nato a Napoli e abituato a scorrazzare tra i moli della città nell'attesa che la madre finisca di lavorare. E' sua la voce che ascoltiamo, ed è una voce scanzonata, irriverente, a tratti molto saggia. Han ci porta in un mondo in cui il colore della pelle e i tratti somatici del viso sono un po' un problema. Lui, che è in Italia da quando aveva due anni, sarà per sempre e per tutti o' cinese nonostante parli il dialetto meglio di un partenopeo doc.
Senza dire troppo della trama, che si snoda intorno a un piccolo giallo, quello che davvero colpisce è come l'autrice, con grande semplicità, riesca a trattare temi tanto importanti. In Mare Giallo si parla di emarginazione, senso di appartenenza, problemi familiari. Non si cade mai in inutile retoriche, non ci sono spiegoni, ma la narrazione è incisiva quanto basta per lasciare il segno. E poi c'è l'amicizia, in tutte le sue facce. Da quella con Insalata, fatta di ramanzine e consigli da "nonno", a quella con Thomas e Caterina, suoi coetanei, "partner in crime", entrambi vittime di un disagio che non riescono a superare. Thomas, per i continui spostamenti a causa del lavoro del padre, non riesce a mettere radici, Caterina, al contrario, si sente straniera nella sua stessa terra.
Fresco, genuino, simpatico e soprattutto intelligente, Mare Giallo è un romanzo che andrebbe regalato a tutte le scuole elementari e fatto leggere. Appassiona e insegna. Cose mica da poco.

A chi lo consiglio? A chi vuole abituare un giovane lettore alla qualità stilistica. Se invece non sei più un bambino leggi subito La Figlia Maschio (qui la recensione).


5 dicembre 2017

Recensione, L'UOMO DEL LABIRINTO di Donato Carrisi

Io cinque stelle non le do mai, ma 1) a Natale si è tutti più buoni 2) sono stanca di essere tirchia 3) Donato Carrisi se ne merita quindici!

Solo un appunto. L'Uomo del Labirinto è un romanzo assolutamente stand alone, ma se avete letto almeno Il Suggeritore ve lo gusterete al top! Buona lettura.

L'Uomo del Labirinto di Donato Carrisi

| Longanesi, 12/2017 | pag. 400 | € 19,00 |

L'ondata di caldo anomala travolge ogni cosa, costringendo tutti a invertire i ritmi di vita: soltanto durante le ore di buio è possibile lavorare, muoversi, sopravvivere. Ed è proprio nel cuore della notte che Samantha riemerge dalle tenebre che l'avevano inghiottita. Tredicenne rapita e a lungo tenuta prigioniera, Sam ora è improvvisamente libera e, traumatizzata e ferita, è ricoverata in una stanza d'ospedale. Accanto a lei, il dottor Green, un profiler fuori dal comune. Green infatti non va a caccia di mostri nel mondo esterno, bensì nella mente delle vittime. Perché è dentro i ricordi di Sam che si celano gli indizi in grado di condurre alla cattura del suo carceriere: l'Uomo del Labirinto. Ma il dottor Green non è l'unico a inseguire il mostro. Là fuori c'è anche Bruno Genko, un investigatore privato con un insospettabile talento. Quello di Samantha potrebbe essere l'ultimo caso di cui Bruno si occupa, perché non gli resta molto da vivere. Anzi: il suo tempo è già scaduto, e ogni giorno che passa Bruno si domanda quale sia il senso di quella sua vita regalata, o forse soltanto presa a prestito. Ma uno scopo c'è: risolvere un ultimo mistero. La scomparsa di Samantha Andretti è un suo vecchio caso, un incarico che Bruno non ha mai portato a termine... E questa è l'occasione di rimediare. Nonostante sia trascorso tanto tempo. Perché quello che Samantha non sa è che il suo rapimento non è avvenuto pochi mesi prima, come lei crede. L'Uomo del Labirinto l'ha tenuta prigioniera per quindici lunghi anni. E ora è scomparso.
Voto:

Da quando ho letto Il Suggeritore, l'unico thriller che mi ha sconvolto nel vero senso della parola, appena prendo in un mano un romanzo di Donato Carrisi lo faccio con grande paura e un'elevata dose di paranoia. Già dopo due righe sospetto di tutto e di tutti, dubito di quello che leggo, del ruolo dei personaggi (ma tu, sei davvero chi dici di essere?) e mi faccio mille congetture che sfociano in film mentali che Tarantino, scansate proprio.
Per questo L'Uomo del Labirinto me lo sono bruciata in un week-end: volevo solo leggere senza pensare. Ed è stato bellissimo.
Nonostante fossi totalmente presa dalla storia e mettessi in stand by il cervello per espletare le principali funzioni vitali - bere, mangiare, andare al bagno - qualche intuizione giusta l'ho avuta, ma alla fine, il caro Donato, mi ha comunque fregata. E proprio per questo, lo ripeto, è stato bellissimo.

Ci troviamo nello stesso "non luogo" del Suggeritore, un posto come tanti, una terra in cui il male fermenta e il buio continua a infettare l'animo umano. Torniamo a percorrere i corridoi del Limbo, questa volta per seguire l'indagine di Bruno Genko, un investigatore privato con alle spalle una vita di raggiri, sotterfugi, inganni e con un solo unico desiderio a tenerlo in vita: risolvere il caso di Samantha Andretti, la tredicenne rapita quindici anni prima e miracolosamente sopravvissuta al suo carnefice.
Parallelamente, in ospedale, Samantha, ritrovata da poco ai margini di un bosco, riceve le visite del profiler Green, uno specialista capace di scovare nella mente di un paziente i ricordi più dolorosi, quelli che il corpo cerca inutilmente di rimuovere, perché solo in questo modo, forse, si potrà dare un volto a un mostro ancora senza nome.

Una trama che ha delle ottime basi e uno sviluppo ancora migliore. Killer travestiti da conigli, specchi che invece di distorcere la realtà ce la restituiscono, il deep web con i suoi inaspettati orrori, e poi il Labirinto, un luogo in cui se vuoi sopravvivere devi stare alle regole del gioco. E vincere.

Donato Carrisi si conferma un grandissimo autore il cui genio trova la sua forma perfetta in uno stile che non ha sbavature, in personaggi da cui non vorresti separarti mai, in storie che ti regalano incubi e brividi.
Ci penso, ci ripenso e mi chiedo. Ma come fa? Perché io di thriller ne ho letti tanti, ma come i suoi no. Mai. Tra queste pagine non c'è solo un'indagine ben orchestrata e un ritmo che non cede mai il passo alla noia, ma emozioni. Sì, io mi sono emozionata. Quando ho sentito nominare Mila Vasquez, quando Simon Berish ha risposto alla telefonata di Genko, quando mi sono resa conto di essere prigioniera di questo incredibile universo dal 2009, l'anno in cui uscì e lessi Il Suggeritore. E poi vogliamo parlare dei dieci battiti che ha saltato il mio cuore quando ho sfogliato l'ultima pagina? Ecco, parliamone, ma prima leggetelo. Perché L'Uomo del Labirinto è un gran bel gioco. E Donato Carrisi il maestro degli inganni.


Acquista su Amazon



Sezione SPOILER


Se vuoi parlare del romanzo
facendo SPOILER clicca qui.

Cosa regalare a Natale? #1


Non è assolutamente troppo presto per pensare a cosa regalare a Natale. Anzi. Siamo già in ritardo
Non vorrete fare come me che sono una procrastinatrice cronica e che puntualmente mi ritrovo il giorno della Vigilia appesa alla finestra come un prosciutto in fase di stagionatura a pregare tutti i santi del Paradiso, perché il sito Pinco Pallino assicurava la consegna prima del 25 e invece... fregata °___°
Ma quest'anno sarà bravissima, quindi non perdiamoci in inutili ciance e cominciamo. Ah, ovviamente io consiglio a voi, voi fate lo stesso con me ;)


Parto coi libri adatti ai più giovani (ma che possono stregare anche chi non ha più i denti da latte!), perché è su di loro che dobbiamo puntare! Convertire un adulto alla magia della lettura è difficilissimo, instradare un bambino in crescita è invece possibilissimo.

In Viaggio nel Tempo con il Criceto (recensione) di Ross Welford è perfetto. Io sono tornata bambina tra le sue pagine e non poteva succedermi niente di meglio visto che si parla di viaggi nel tempo.
Un titolo che non ha davvero età, un mix perfetto tra Ritorno al Futuro e la storia della vostra vita a dieci anni.
Al momento su Amazon è scontato del 39%, e 10 euro li vale tutti. Anche solo per la copertina super faiga.

Il Mistero del London Eye (qui la recensione) è un altro titolo che dovete prendere assolutamente in considerazione. A parte che Siobhan Dowd bisogna leggerla senza "se" e senza "ma", e poi tra tutti i suoi romanzi questo è quello che trovo più adatto per un target giovanissimo.
C'è un giallo da risolvere, il pov di un protagonista ironico e decisamente speciale e un ritmo tale che, noia, ma chi ti conosce?

Un romanzo che regalo spesso è La Straordinaria Invenzione di Hugo Cabret di Brian Selznick, lo trovo bello e stimolante in tutti i sensi. Si legge, si guarda e ti racconta anche un pezzo importante della Settima Arte.
Come saprete Hugo Cabret (qui la recensione) conta quasi 600 pagine, ma si legge in un pomeriggio, perché alle parole si sostituiscono, per pagine e pagine, le immagini. Un espediente narrativo innovativo che ho scoperto essere stato riproposto da Pam Spy con Thornhill. Questo romanzo racconta due storie parallele che viaggiano su due linee temporali diverse e riporta in vita le atmosfere del grande classico Il Giardino Segreto, forse con un po' più di mistero e qualche elemento gotico. Segnatevelo.


   

Se non ve la sentite di regalare un romanzo vero e proprio buttatevi sui manuali. Quelli per bambini/ragazzi sono pazzeschi!
Io amo alla follia Il pericoloso libro delle cose da veri uomini, è stato regalato a mio figlio quando andava alle elementari e io lo propongo sempre ai figli dei miei amici come fosse il Santo Graal. Tanto se non piace a loro, piacerà ai genitori, assicurato. C'è anche Il Manuale delle 50 Missioni Segrete, Baccalario è sempre cosa buona e giusta, mentre, per un target tutto femminile con L'Avventuroso Libro per Ragazze Coraggiose farete un figurone.

   

Per chi ama leggende e miti greci Storie di Bambini Molto Antichi è stupendo, soprattutto grazie ai disegni di Rita Petruccioli che io staccherei a uno a uno e ci tappezzerei le pareti di casa. Dedicato ai più curiosi Che Idea! una raccolta di invenzioni e del bizzarro modo in cui sono nate.


   


Seguitemi anche su facebook
dove dispenserò consigli come se non ci fosse un domani!

4 dicembre 2017

Recensione, WINTERSONG di S. Jae-Jones

Nell' ultimo post dicevo quanto fossi fortunata, perché stavo facendo solo belle letture, ma si sa, le cose belle prima o poi finiscono... U.U

WINTERSONG di S. Jae-Jones

| Newton Compton, 2017 | pag.448 | € 10,00 | Wintersong #1 |

Sin da quando era una bambina, Liesl ha sentito infiniti racconti sui Goblin. Quelle leggende hanno popolato la sua immaginazione e ispirato le sue composizioni musicali. Adesso ha diciotto anni, lavora nella locanda di famiglia e sente che tutti i sogni e le fantasticherie le stanno scivolando via dalle mani, come minuscoli granelli di sabbia. Ma quando sua sorella viene rapita dal Re dei Goblin, Liesl non ha altra scelta che mettersi in viaggio per tentare di salvarla. E così si ritrova catapultata in un mondo sconosciuto, strano e affascinante, costretta ad affrontare una decisione fatale. Ricco di musica e magia, personaggi straordinari e storie avvincenti e romantiche, Wintersong trasporta il lettore in un’atmosfera indimenticabile.
Voto:

Siamo quasi a Natale, il panorama si tinge di bianco, dai comignoli sbuffa il fumo dei caminetti, le strade brillano di luci e festoni. Io adoro questo periodo dell'anno e forte di una magia che solo dicembre sa sprigionare mi è venuta voglia di tuffarmi nelle atmosfere di un romanzo che sapesse di favola. Wintersong mi è sembrato perfetto.
Nato come retelling di Labyrinth (il film diretto da Jim Henson) racconta la storia della giovane Elisabeth e dell'avventura nel sottosuolo che dovrà intraprendere per salvare la sorella rapita dal Re dei Goblin. Un viaggio irto di ostacoli, ma anche liberatorio, che la metterà a stretto contatto con la sua vera natura.

Il bello di questo libro è che è facilmente riassumibile. In pratica: du' palle così. Due grandissime, enormi palle che sono arrivate all'ultima pagina nello "sfracellamento" più totale.
Salvo solo la copertina stupenda. Tutto il resto è noia.  ♪ ♫ Ma noia, noia, noiaaaaaa, no non ho detto gioia, ma noia noia noiaaaaa.
Altro che opere classiche come colonna sonora del romanzo, qui ci vuole Califano. Sarà che non sono una virtuosa della musica, ma in questo libro si parla più di melodie, composizioni, violini e pianoforti che di sentimenti ed emozioni.
Delle atmosfere di Labyrinth non c'è traccia, della sensualità di cui ho sentito tanto parlare meno che meno. E come se non bastasse i personaggi sono più piatti di un servizio della Tognana. Elisabeth, detta Liesl, è una ragazza con le idee parecchio confuse e io proprio non ce l'ho fatta a comprenderla. Dice una cosa, dopo tre secondi la nega, ne dice un'altra e nella stessa riga afferma "ma sarà davvero così?". Non è mai contenta, fa sempre la vittima, ed è una lagna continua. Come il Signore degli Inganni si sia innamorato di lei... booohhhhh. Ma in fondo sono figli della stessa madre, perché pure lui in fatto di noia non lo batte nessuno.
A salvare quello che si è preannunciato un mezzo disastro già dopo venti pagine poteva essere la storia, ma niente da fare, anche quella non funziona. Procede alla velocità di un bradipo zoppo. Il folklore, la Baviera, e il periodo storico in cui è calato Wintersong non offrono un solido background, probabilmente a causa di scrittura troppo lineare, incapace di creare pathos e di fotografare un mondo la cui magia non ho visto. Per arrivare all'ultima pagina ho dovuto inserire il pilota automatico e procedere per inerzia. A un certo punto ero addirittura entrata in un loop da cui non riuscivo più ad uscire; leggevo cinque pagine e mi addormentavo. Appena mi risvegliavo riprendevo la lettura e pochi minuti dopo crollavo di nuovo... così... all'infinito... °___°
Sicuramente è un problema mio, sono pienamente consapevole del fatto che a moltissimi lettori questo libro sia piaciuto, e anche tanto, ammetto che non sia la solita storia con lui/lei e "amiamoci contro tutto e tutti", ma così come tocca ripetutamente le corde della musica, quelle del mio cuore non le ha nemmeno sfiorate. Ed è una cosa che non può influire pesantemente sul mio giudizio finale.

Acquista su Amazon

30 novembre 2017

Recensione, LUNA di Julie Anne Peters

Buongiorno lettori, come state? Siete già tutti in pieno mood natalizio? Io da un pezzo, ma non è una novità per chi mi conosce. In un'altra vita dovevo essere un elfo di Babbo Natale, chissà...
Oggi vi parlo di un libro davvero toccante, adatto a lettori di tutte le età. Ecco, se vi capita prendetelo, oppure regalatelo che il periodo è quello giusto, ed è pure scontatissimo su Amazon!!! Cioè... 3,46 euro, ma quando vi ricapita?

Luna di Julie Ann Peters

| Giunti, collana Y, 2010 | pag. 384 | € 9,90 |

Liam ha sedici anni. E' alto, bello, muscoloso e corteggiatissimo, ma la verità è che si sente una ragazza intrappolata dentro un corpo da ragazzo. Sua sorella, Regan, è l'unica a condividere questo segreto con Liam - o Luna, come preferisce farsi chiamare - che ogni notte clandestinamente si trasforma con trucchi e vestiti da ragazza nel suo alter ego femminile. All'insaputa dei genitori, una madre troppo occupata nella sua professione di wedding planner e un padre frustrato da un lavoro rutinario, Regan si trova da sola a dover aiutare e sostenere il fratello (quasi una sorella) nell'accidentato e stravagante percorso verso la trasformazione. Ma anche per lei è il momento del cambiamento, e insieme ai primi batticuori arrivano anche gli imprevisti che l'avere un fratello trans comporta... Un romanzo ricco di colpi di scena esilaranti, una commedia borghese sul tema dell'identità sessuale che non mancherà di divertire, commuovere e affascinare i lettori e le lettrici della generazione Y.
Voto:

Sarà che ultimamente sto selezionando accuratamente le mie letture evitando perlopiù di buttarmi alla cieca sulle novità, ma sto leggendo solo cose belle. Ed è una gioia. Una gioia grandissima! Era da tanto che aprendo il sito non vedevo file e file di recensioni a 4 stelle!
Ma iniziamo facendo un passo indietro. Quando a giungo, durante l'incontro con Lisa Williamson a Mare di Libri si è parlato di romanzi per ragazzi a tematica transgender, a detta dell'intervistatrice l'unico titolo uscito, oltre a L'Arte di Essere Normale (qui la recensione), era George di Alex Gino (link Amazon qui). Sbagliato! Avrei voluto alzare la mano, ma odio fare la maestrina, quindi me ne sono stata appollaiata sulla sedia da brava blogger, ma la tentazione di ricordare che Luna, già nel 2010, affrontava questo delicatissimo argomento, è stata forte.
Luna l'avevo già in wish list da tempo immemore, probabilmente da quando era uscito e volevo tutti i titoli della collana Giunti Y. Poi è stato Michele a ricordarmelo, perché si sa, il tempo passa, l'età avanza, la wish list si allunga... insomma io del romanzo di Julie Anne Peters mi ero proprio dimenticata.
L'ho recuperato sul Libraccio (qui il post) e adesso vive nella mia libreria, vicino ai suoi fratelli Y, piccoli e cicciotti, comodi da portarsi in giro, perfetti nella loro veste grafica e originali nei contenuti. Perché quella collana sia morta è un mistero. Perché non mi pubblichino il terzo di Dentro Jenna (#1 e #2) idem. Spero comunque di recuperare altro di questa collana, tipo Gli Zombi Non Piangono (qui la recensione) che mi aveva fatto ridere un sacco e che ho solo in ebook.
Ma dopo questa lunghissima premessa parliamo di Luna.

Io l’amavo, lei era mio fratello.

Quando si affrontano determinate tematiche lo si fa prevalentemente dando voce al diretto interessato senza pensare che, spesso, anche le persone che gli sono vicino, pur non vivendo le stesse problematiche, si trovano a doverne affrontare altre, non per questo più semplici.
La cosa che ho amato di più in questo romanzo è la narrazione attraverso il pov di Regan, una ragazza abituata a condividere la vita di suo fratello Liam privandosi totalmente della propria. Il bilancio dei suoi quindici anni è perlopiù questo: relazioni sociali pari a zero, collegamenti con il mondo esterno praticamente nulli.
D'altronde lei è la sola che può proteggerlo, perché è l'unica che conosce il suo segreto.
Liam è nato nel corpo sbagliato, ma è cresciuto con l'ossessione di dover per forza di cose compiacere la canonica concezione di vero uomo che ha suo padre. Con il tempo si è calato in un ruolo, ha chiuso Luna in un baule e ha trovato in Regan la sua ancora di salvezza.

Maschio di giorno, femmina di notte.
Ma dentro, lui era femmina sempre.

Per Regan il peso da sopportare però è incontenibile. La doppia vita di Liam la risucchia, ha il terrore che la verità possa distruggerli entrambi, e così si nega un presente per proteggere suo fratello. Nella sua camera, di notte, Liam ritrova la sua identità, e lei glielo concede, parla con Luna, la conforta, la fa respirare. E' una metamorfosi necessaria, inevitabile, l'importante è che di giorno tutto torni come prima.
Questo legame, bellissimo e struggente, sembra però non portare da nessuna parte. E tutto si fa più complicato quando Chris , il nuovo ragazzo della scuola, chiede a Regan di uscire, perché lei non può, non può permettere a nessuno di accorciare quelle distanze che lei tanto faticosamente sta cercando di mantenere.
Attraverso un presente che sembra non poter sbocciare in nessun roseo futuro, i ricordi di Regan portano a galla una verità che è sempre stata sotto gli occhi di tutti e che nessuno ha mai voluto vedere. Liam che gioca con le bambole. Liam che socializza solo con le femmine. Liam che chiede un reggiseno per il suo compleanno.
Solo Regan sembra capire, ma allo stesso tempo non comprende. Perché nessun altro vede? 
Un romanzo dolcissimo e crudele che parla di egoismo, vergogna, cecità; una storia in cui gli adulti mostrano indifferenza e i giovani sono privi di empatia. Nonostante uno stile anche leggero e a tratti ironico l'autrice non fa sconti, non regala nulla. Mentre Liam tenta di affermare la sua identità sessuale la sorella si rifugia nell'anonimato, perché preferisce non essere vista. La spaventano i giudizi, le malelingue, le cattiverie.
Proteggere Liam, per Regan, significa nascondere Luna. Ma tutti abbiamo un baule delle meraviglie pieno di sogni. E tutti dobbiamo poterlo aprire.
Insieme a L'Arte di Essere Normale un altro titolo che non ti insegna ad abbattere le barriere, ma ad evitare di costruirle. Bello bello.

 Acquista su Amazon

Nota: ci sono poche copie ancora disponibili su Amazon, il cartaceo è scontato del 50% e costa meno dell'ePub. Insomma, io non me lo farei proprio scappare.

26 novembre 2017

Recensione, FANTASMI di Raina Telgemeier

Ho preso Fantasmi durante il Lucca Comics e l'ho letto la sera stessa in albergo. Per descriverlo, un attimo di silenzio e un solo lungo sospiro: ahhhhhh.
Ma vogliamo parlare della borsa shopper? Quanto è bella?Adesso ho due nuove certezze. 1) a ogni evento libresco sarà la mia fedele compagna di spalla 2) il prossimo anno a Lucca voglio truccarmi come si usa in Messico durante il Día de los muertos. Sì, ok, non ho più 20 anni. #machisenefrega

FANTASMI di Raina Telgemeier

| Il Castoro, 19/10/2017 | pag. 250 | € 15,50 |

Cat si è appena trasferita con la sua famiglia a Bahía de la Luna. La nuova città è cupa, ventosa e sempre immersa nella nebbia, e a Cat mancano gli amici di prima. Ma il clima di quelle parti è ottimo per la sua sorellina, Maya, che soffre di una grave malattia respiratoria. Il tempo, però, non è l'unica cosa strana a Bahía de la Luna... la città infatti nasconde un segreto: ci sono i fantasmi! Maya vuole a tutti i costi incontrarne uno: ha tante cose da chiedergli. Cat invece non vuole averci niente a che fare e vuole che stiano alla larga da loro. Ma è in arrivo un giorno speciale: il Día de los muertos, quando tutti i vivi e gli antenati scomparsi hanno l'occasione di ritrovarsi insieme. Cat riuscirà a mettere da parte le sue paure per il bene della sorella?
Voto:

Non so se sono strana io o cosa, ma quando si parla della morte celebrando la vita io mi commuovo ancora di più che con certi romanzi strappalacrime in cui la tragedia e il dolore la fanno da padrone.
Conoscevo Raina Telgemeier solo di nome, ma non ho mai pensato di approcciarmi a un suo fumetto, ritenendoli più adatti a un target esclusivamente under 15. Be', mi sbagliavo, perché le storie normali, quelle che parlano di vita e quotidianità, fanno bene a tutti
Con la sua duologia autobiografica (Smile, Sorelle) e la serie de Il Club delle Baby-Sitter Raina è riuscita ad abbattere un pregiudizio americano molto comune - quello che i fumetti li leggono solo i maschi - ed è entrata nelle case di milioni di ragazze raccontando le gioie e i dispiaceri tipici della crescita.
Ma veniamo a Fantasmi, opera presentata al Lucca Comics 2017 e vincitrice di un Eisner.

Cat è costretta a trasferirsi con la famiglia nel Nord della California, a Bahía de la Luna, perché il clima è più favorevole alla salute della sorellina Maya, affetta da fibrosi cistica, ma la cosa, seppure inevitabile, non la rende affatto felice. Cat non è pronta ad abbandonare la sua vecchia vita e le amicizie di sempre per un qualcosa di così diverso. Tanto per cominciare a Bahía de la Luna fa un freddo cane, l'atmosfera è quasi spettrale... e poi la gente è davvero strana. Ospitale, sì, ma strana forte. Hanno tutti una spiritualità così spiccata, un sorriso perennemente stampato sulla faccia e poi credono ai fantasmi, anzi li vedono proprio! Roba da brividi!
La piccola Maya invece è entusiasta, osserva questa nuova realtà con occhi carichi di aspettativa, respira ogni singolo momento come se fosse l'ultimo, mentre Cat si stringe nelle spalle perplessa e timorosa. Per lei guardare avanti non è facile, ed è qui che è brava Raina Telgemeier, perché ci parla della paura nel modo più onesto possibile: senza tabù, senza filtri, come se fosse la cosa più naturale del mondo.
Quello della crescita e dei cambiamenti sono temi cari all'autrice, ma questa volta "diventare grandi" ha un nuovo significato; Fantasmi ti insegna a respirare.
Ci sono vari passaggi di grande impatto emotivo, soprattutto le parti in cui Cat vuole evitare in tutti i modi che sua sorella entri in contatto con uno spirito, secondo lei può essere pericoloso, è troppo presto, e poi lei non è pronta, ma allo stesso tempo si aggrappa a una solida certezza, in fondo il mondo dei vivi non può mica incrociare quello dei morti, giusto?


Poi arriva il Día de los Muertos una vera e propria festa in cui si celebra la morte con balli, canti, sgargianti costumi e altari dedicati ai defunti. Una tradizione che vede l'unione di diverse culture, da quella atzeca alla cattolica, e che trova nella morte un passaggio inevitabile, non una fine, ma una continuazione, e come tale va vissuta con gioia.
Il punto è che quello che per molti è ovvio e semplice, per altri è complicatissimo. E qui ci ricolleghiamo al concetto - importantissimo - del respiro, un atto del tutto naturale per Cat come per la maggior parte delle persone, ma non per Maya che da valore a ogni singola contrazione dei suoi malandati polmoni; in tutto il libro, quella capace davvero di vivere, è proprio lei.
A testimonianza del fatto che la nostra esistenza non può assumere i toni del grigio nemmeno nei momenti più difficili e dolorosi, Raina Telgemeier usa una tavolozza di colori decisi e vibranti e il suo inconfondibile stile cartoon regala quella leggerezza indispensabile quando ci si rivolge a un target di giovani lettori.
A Lucca, Fantasmi, credo che abbia fatto una strage. La fila per avere una copia autografata non voleva mai smaltirsi e Raina portava un tutore alla mano, quindi di "scarabocchi" deve averne fatti parecchi. Io - meglio tardi che mai - ho scoperto una nuova artista, voi che aspettate?

P.S. Tra poco è Natale. Ringraziatemi, perché sapete già cosa regalare :) 

➪ Se hai voglia di parlare di comics, romanzi grafici, o altro, non fare il timido, iscriviti a L'Angolo del Fumetto --> ENTRA NEL GRUPPO FACEBOOK


BookTrailer



Acquista su Amazon